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Nov 25, 2021 Fausto Dellapiana 164volte

La Volpe ha raggiunto il Gatto … lassù! (in ricordo di Gianfranco Gozzi)

Gaetano e Gianfranco Gaetano e Gianfranco Foto Dellapiana

Mi è sempre difficile scrivere di una persona che ha raggiunto il traguardo finale della vita terrena; ancor più difficile se si tratta di un amico. Si rischia di essere banali, di scrivere cose scontate o peggio di “incensare” troppo il ricordo. In questi giorni Gianfranco ha raggiunto il suo ultimo traguardo, quello che come premio non dà un diploma o una medaglia, ma la … pace. Voglio vedere in questo momento un lato positivo, ammesso che sia possibile trovare lati positivi nella morte. Ora ha raggiunto tanti amici ed in particolare Gaetano. Gianfranco aveva tanti amici, ma io ne ricordo con piacere uno, con il quale ha condiviso quasi tutte le sue ultime maratone corse: Gaetano (Amadio, n.d.r.). Circa una decina di anni fa i loro percorsi si sono uniti ed hanno affrontato assieme le fatiche delle gare sostenendosi a vicenda. Oltre al passo … lento, dovuto più alla “fatica” di chiacchierare che alla fatica del camminare, li univa un'altra caratteristica: avevano sempre il sorriso sui loro volti. 

In occasione della LakeMarathon, corsa, beh camminata assieme a Gaetano,
(2012) riferendomi a Gianfranco scrissi: “Sempre disponibile a trovare soluzioni che mettono in primo piano l’uomo ed in secondo piano l’atleta; questa attenzione al giorno d’oggi è merce rara!”. Eh, sì, era un grande organizzatore. Poche sono le maratone nei dintorni di Bologna che non lo hanno visto in veste di organizzatore. Quello che caratterizzava le “sue” maratone era il fatto che la manifestazione non terminava con l'arrivo dell'ultimo concorrente, ma, terminata la fatica della corsa, iniziava il piacere dello stare assieme per condividere le emozione della gara con gli amici comodamente seduti davanti ad un piatto di pasta fumante (e non solo), senza fretta. Era qui che si manifestava lo spirito conviviale di Gianfranco (sempre supportato dall'onnipresente Alberta). Terminate tutte le operazioni “protocollari” della manifestazione, il nostro amico, abbandonate le vesti di “organizzatore”, assumeva quelle di “amico” e condivideva momenti in tutta tranquillità con gli amici presenti. Negli ultimo periodo le nostre frequentazioni si sono diradate; negli ultimi due anni per causa del “malo male”, ma già da prima le uscite di Gianfranco si erano diradate per qualche problema fisico. Ricevevo spesso sue notizie da amici comuni e l'ultima volta che ci siamo sentiti è stato a giugno. Leonardo mi aveva riferito che la sua salute era un po' peggiorata e che gli avrebbe di certo fatto piacere ricevere una mia telefonata. Cosa che ho fatto. In quell'occasione l'ho sentito stanco; la sua voce mi era sembrata più flebile, ma ancora forte nel carattere e nella voglia di “ritornare”, anche solo come spettatore, per poter condividere alcuni momenti sereni con gli amici; così venivano definiti da Gianfranco tutti gli atleti che partecipavano alla sue gare.

Potrei scrivere ancora, ma il “sudore” che mi appanna gli occhi me lo sconsiglia...

P.S. Credo che anche in questo caso il titolo del post vada spiegato. Durante una gara, vedendo da lontano Gianfranco e Gaetano camminare assieme, mi sono apparsi come il Gatto e la Volpe. L'appellativo non voleva di certo essere offensivo, anzi. Saputo di questa mia affermazione, Gianfranco, con lo spirito arguto che lo contraddistingueva, mi ha subito chiesto: “Chi sarebbe la Volpe?”. Beh, viste le dimensioni, ho detto: “Tu”. “... ed io sarei il Gatto” gli ha fatto eco Gaetano e, mentre mi allontanavo, ho visto comparire un sorriso sui loro volti!

Mi mancherai, “grosso” maratoneta, e “grande” amico!

Che la terra ti sia leggera!

 

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