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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

20 Marzo - E’ stata pubblicata la nuova ordinanza, firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza, per contenere il contagio da coronavirus: valida dal 21 al 25 marzo, prevede nuove restrizioni.

Per quanto riguarda l’attività motoria, l’articolo 1 dispone che: “Resta consentito svolgere individualmente attività motoria nei pressi della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona".

Ecco il testo della parte saliente:

Ulteriori misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale

  1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sono adottate, sull’intero territorio nazionale, le ulteriori seguenti misure:
  1. a) è vietato l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici;
  2. b) non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto; resta consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona;

    d) nei giorni festivi e prefestivi, nonché in quegli altri che immediatamente precedono o seguono tali giorni, è vietato ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale, comprese le seconde case utilizzate per vacanza.

Personalmente, senza voler entrare nella già troppo affrontata discussione se sia giusto ed etico correre o meno in questo periodo, ritengo che questa presunta restrizione, oltre a non chiarire quali sia la distanza effettiva da casa (200m, 500m, 1km, ???)  vada a punire esclusivamente i podisti di lunga lena e allenati, favorendo i “nuovi” runners emersi in questo ultimo periodo più che altro per poter uscire di casa o per così sopperire alla chiusura delle palestre.

Non per nulla il sito della Fidal (pur non prendendo una netta posizione di difesa dei podisti, che rischiano di essere additati come diffusori del covid-19 per l’intera popolazione), proprio stamattina ha pubblicato il seguente decalogo di “buon senso”:

  1.      Runner non ci si improvvisa
  2.     Chi non ha mai corso non è proprio il caso che inizi ora
  3.     Correre senza sapere come farlo può nuocere alla salute
  4.     Per chi già è runner, oggi si corre solo per conservare la salute 
  5.     ...la tua e quella di chi ti sta vicino
  6.     Per fare questo in primis corri da solo
  7.     Se vedi altri che corrono, allontanati
  8.     E se prima correvi 1 ora, oggi bastano 20 minuti
  9.     Fai le scale più volte al giorno ed ottieni lo stesso risultato
  10.     E se tutto questo non è possibile, stai a casa e fai esercizi di tonificazione muscolare

Ma tutto questo il vero runner lo sa! Aiutaci a farlo diventare buon senso comune e buone pratiche condivise".

A questo punto, forse, una chiusura netta e definitiva dell’attività all’aperto (imposta dal governo e 'benedetta' dalla Fidal) sarebbe stata più giusta, stroncando ogni interpretazione ed eventuali rischi di ulteriori contagi.   

 

 
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In questo particolare momento nero del mondo tutto, e dello sport in particolare, legato all’emergenza Coronavirus, un’interessante intervista del presidente Alfio Giomi è stata pubblicata sul sito della Fidal.

Il presidente, dopo aver riconosciuto all’atletica il ruolo di “grande agenzia educativa, capace di stare alle regole”, evidenzia l’importanza delle società che “sono il punto di riferimento del movimento” e si dice pronto a raccoglierne le istanze; al contempo si dice pronto per il prossimo Consiglio Federale (del 27 marzo, in teleconferenza) a formalizzare nuove ipotesi per il nuovo calendario nazionale, per essere pronti non appena si potrà ripartire.

Per quanto riguarda le Olimpiadi di Tokyo, Giomi dichiara che la preparazione degli atleti va avanti, che occorre continuare ad allenarsi, pur tra le mille difficoltà del momento, pensando che i Giochi Olimpici si svolgano regolarmente, come i susseguenti Europei di Parigi.

Conclude dichiarando che è tutto in itinere per il Golden Gala di Napoli del 28 maggio, come per tutti gli altri eventi internazionali che l’Italia dovrebbe ospitare.

Di seguito il testo integrale:

La famiglia dell’atletica italiana sta attraversando giorni difficili, come l’intero Paese. Qual è il sentimento comune?

“Più che mai, questo momento è la dimostrazione che l’atletica è una grande agenzia educativa, capace di stare alle regole. E di farlo anche con il sorriso, come dimostrato dal gran numero di foto e video che sono arrivati per la nostra campagna sui social network per sensibilizzare agli allenamenti da casa. Emerge la capacità del nostro mondo di guardare avanti, cercando di cogliere gli aspetti positivi, e con un sentimento di appartenenza: essere distanti ma uniti e far tutti parte della stessa comunità”.

Come sta lavorando la Federazione per sostenere le società che operano sul territorio?

“Le società restano il nostro primo pensiero. Sono il punto di riferimento e più che mai in questo momento sono le forze che sul territorio interpretano meglio le necessità delle migliaia di tesserati. A questo proposito, stiamo preparando un questionario che approveremo nel Consiglio federale del 27 marzo per raccogliere le istanze, farcene carico e presentarle al Governo quando sarà il momento: penso alle esigenze delle società che gestiscono impianti, o che utilizzano impianti di proprietà altrui, o agli organizzatori di eventi, insomma vogliamo continuare a far sentire che c’è grandissima attenzione per tutti i club”.

Tantissimi i rinvii: come si lavorerà sulle nuove date?

“Dopo il prossimo Consiglio federale, sentito il parere dei Comitati Regionali e degli organizzatori, formalizzeremo varie ipotesi per un nuovo calendario nazionale, in modo da essere pronti immediatamente a ripartire, quando sarà possibile. Ovviamente la ripresa sarà graduale ma il nostro primo obiettivo è che i ragazzi possano tornare ad allenarsi. Poter operare in spazi ampi come un campo d’atletica ci può favorire, sempre nel massimo rispetto delle regole, come fatto fin dall’inizio, perché la salute è l’aspetto principale da tutelare”.

È l’anno olimpico. In attesa di ulteriori indicazioni dal CIO, che linea si è data la Federazione?

“Un messaggio chiaro: la stagione va avanti, la preparazione va avanti. Dobbiamo continuare ad allenarci pensando che i Giochi olimpici si svolgano regolarmente. Ma non solo Tokyo: subito dopo ci dovremo far trovare pronti per gli Europei di Parigi. Conosco le difficoltà ma anche la grande capacità di adattamento di tecnici e di atleti: così si riesce ad andare avanti. Rispettare le indicazioni del Governo potrà farci uscire prima di tanti altri Paesi da questa situazione mai vissuta al mondo”.

La Diamond League, proprio oggi, ha rinviato le prime tre tappe 2020. Com’è la situazione per il Golden Gala di Napoli del 28 maggio?

“Più che mai in itinere. Siamo alla finestra e monitoriamo ciò che accade. Valuteremo l’evolvere della situazione, tenendo conto anche del calendario del calcio e della disponibilità degli atleti stranieri”.

E per gli altri eventi internazionali che l’Italia ospiterà quest’anno?

“Stessa cosa: monitoriamo giorno per giorno, è inutile fare fughe in avanti. Per l’incontro internazionale di staffette del 2-3 maggio a Rieti siamo al limite, diventa molto complesso. Per quanto riguarda invece gli Europei under 18 che sono in calendario dal 16 al 19 luglio, sempre a Rieti, continuo a restare fiducioso”.

 

PS: Sull'acquiescenza della Fidal al quasi-divieto di correre per i podisti normali, si veda qui:

http://podisti.net/index.php/in-evidenza/item/5930-nuova-ordinanza-attivita-motoria-solo-nei-pressi-di-casa-e-da-soli.html

 

Svein Arne Hansen, il 74enne norvegese presidente di European Athletics (la Federazione Europea di Atletica leggera), ha subito una grave lesione cerebrovascolare, comunemente nota come ictus, mentre era nella sua abitazione, nella serata di domenica 15 marzo, per essere poi ricoverato presso il reparto di terapia intensiva nel locale ospedale, per tutti i trattamenti del caso.

Hansen dovrebbe rimanere in ospedale per almeno una settimana, per poi procedere ad significativo periodo di riabilitazione.

Questa la preoccupante notizia pubblicata sul sito di EA, che continua ricordando come il presidente sia stato testato, dopo il ricovero in ospedale, per l’eventuale presenza di Covid-19, ma con esito negativo.

Colpisce ancora il maledetto coronavirus che danneggia anche l’inizio dell’attività su pista internazionale: sono state infatti rinviate le prime tre tappe della Diamond League 2020, previste per il 17 aprile a Doha (Qatar) e il 9 e 16 maggio in Cina (la prima a Shanghai, la seconda in una località non ancora comunicata).

“In Qatar, è vietato l’ingresso da diversi Paesi e il governo di Doha ha sospeso tutti gli eventi nazionali e internazionali per 30 giorni. Mentre in Cina, se il numero di nuove infezioni sta ora diminuendo, la preparazione degli eventi è stata ritardata di diverse settimane; i confini chiusi e le restrizioni di viaggio rendono impossibile l’organizzazione di competizioni internazionali di alto livello”, scrive in una nota il Comitato organizzatore della DL.

A questo punto, tranne ulteriori rinvii, la Diamond League dovrebbe cominciare il 24 maggio a Stoccolma, seguita quattro giorni dopo dalla tappa italiana, il Golden Gala Pietro Mennea, il 28 maggio a Napoli.

Per quanto riguarda le tre tappe rinviate, si pensa al 13 agosto per Shanghai, mentre le altre due dovrebbero disputarsi nella seconda settimana di settembre, dal 9 all’11, dopo le finali di Zurigo, sperando che l’incubo finisca al più presto e che permetta una rimodulazione definitiva del calendario.  

L'epidemia, o meglio, le restrizioni alle corse di gruppo per rallentare l'epidemia, hanno fermato anche lui e il suo sogno. 

Lui è Luca Naso. 38 anni, astrofisico catanese con una grande passione per la corsa, che dopo aver corso tante maratone, ha avuto una splendida idea, realizzare il sogno “Correre ai confini”, un’impresa podistica che prevedeva di percorrere tutta l’Italia correndo lungo il confine di stato, toccando tutte le regioni della nazione. Così la spiegava:

"Non sono sicuro di come sia nata l'idea di questa sfida, ma da quando è nata è cresciuta di giorno in giorno, per diventare un sogno vero. Ho deciso di farlo perché credo nel valore dei sogni, e sono convinto che conoscere i tuoi sogni, e fare sforzi per realizzarli, ci renderà persone migliori".

La corsa di Luca è iniziata il 1° gennaio da Catania: il tracciato di 8.876 km complessivi, in singole tappe di 15 km di media, due tappe al giorno per sei giorni la settimana, sarebbe dovuto essere percorso in solitaria, ma con l’aiuto di associazioni sportive, amministrazioni comunali, e podisti dei luoghi che attraversava: insomma, non è stato mai solo. Dopo la sua Sicilia, ha attraversato Calabria, Basilicata, Puglia, Molise e Abruzzo. Il Giro si sarebbe dovuto concludere il 31 dicembre nuovamente in Sicilia.

Ma, purtroppo, giunto appunto in Abruzzo, al settantesimo giorno di corsa, Luca ha dovuto abbandonare il sogno, in osservanza delle norme ministeriali per il rischio da coronavirus.
Avrebbe potuto continuare da solo, ma il suo progetto era stato oramai condiviso da troppa gente, che lo affiancava nelle tappe, e così meglio fermarsi.

Molto toccato, sofferente per aver dovuto abbandonare l’impresa, ecco le parole di Luca:

“Credo che le restrizioni imposte rendano impossibile continuare a seguire gli obiettivi, le idee ed i valori di Correre ai confini. Non voglio proseguire e macinare chilometri da solo perché l’impresa si fonda sulla condivisione. Ho deciso di stravolgere ogni aspetto della mia vita per realizzare questo sogno insieme agli altri.
Mi dispiace di non riuscire a completare l’intero percorso, ma sono contento che tutti e 70 i giorni di "Correre ai confini" sono stati vissuti intensamente, con gioia e generosità dalle tante persone che si sono lasciate contagiare dalla positività di questo progetto.
Sono stato in posti diversi ed ho incontrato persone diverse, ma non mi sono mai sentito fuori posto. Anzi, mi sono sempre sentito a casa, perché le persone che ho incontrato hanno fatto loro questo sogno. E’ stato uno scambio reciproco di emozioni, sentimenti e valori. Persino in questi giorni molto difficili, tante persone hanno confermato la loro intenzione di partecipare al progetto!
Tuttavia, il nostro Paese si trova in una situazione drammatica e davanti a noi ci sono scenari di gran lunga peggiori di quelli che stiamo vivendo adesso, a partire dal collasso dell'intera struttura sanitaria per continuare con la perdita di lavoro di una miriade di professionisti capaci ed onesti.
Per questo motivo, non solo ho deciso di sospendere il progetto ma, non appena rientrato, ho subito iniziato un periodo di isolamento volontario in casa.
Correre ai confini non era un’idea folle, era un’idea audace.
Folle sarebbe stato non interrompere adesso.
Vi abbraccio tutti virtualmente.”

E così Luca è tornato a casa a Catania, deluso per aver dovuto fermarsi. D'accordo con la moglie si è messo in una preventiva quarantena dividendo la casa in due parti, senza possibilità di eventuale contagio.
Ma nella sua mente il sogno non è tramontato, qualsiasi valutazione circa la possibilità di riprendere il progetto  è rinviata a quando l’emergenza coronavirus sarà rientrata. Speriamo il prima possibile!

                                                                                                                         

 

 

 

 

13 Marzo - A cinquanta giorni dall'effettuazione, salta anche la ColleMar-athon, la classica maratona da Barchi a Fano, nelle Marche, giunta alla 18^ edizione e in calendario per il prossimo 3 maggio.

Sul profilo Facebook della manifestazione l'annuncio del Comitato Organizzatore: “È giunto il momento di mettere da parte le nostre passioni e remare tutti nella stessa direzione. Abbiamo aspettato fino all'ultimo con la speranza di farvi passare l'ennesima indimenticabile giornata, ma l'aggravarsi della situazione non lascia altra scelta.
Presto vi faremo sapere ulteriori news, la speranza è quella di recuperare in autunno, ma vi è una concreta possibilità di rivederci direttamente nel 2021. Approfittiamo per unirci alle richieste che ci vengono fatte dalle nostre autorità. Rispettate le regole, uscite solo se estremamente necessario, gli allenamenti in solitaria e non in gruppo. Più ci impegneremo e prima usciremo da questa situazione terribile. Insieme ce la faremo!”.

 

8 Marzo -- Il ventenne etiope Bayelign Teshager, all’esordio sulla distanza, ha vinto la 35^ edizione della maratona di Los Angeles in 2h08:26, davanti ai keniani John Lagat, secondo in 2h08:43, e Wilson Chebet, terzo in 2h09:17.

"Con il progredire della gara, ho sentito più energia. Dopo il 35° chilometro, ero sicuro che avrei vinto. E questo pensiero mi ha dato ancora più forza", le parole di Teshager che ha staccato Lagat nell’ultimo miglio, presentandosi solitario sulla linea del traguardo.

"Sono molto felice", ha proseguito il vincitore, “questo è un giorno che ricorderò per il resto della mia vita."

Favorito d’obbligo della vigilia era il keniano Elisha Barno, campione uscente e vincitore anche nel 2017, che ha concluso invece in nona posizione in 2h15:17; da sottolineare che i primi sei arrivati di quest’anno hanno chiuso sotto il crono che aveva portato alla vittoria Barno lo scorso anno (2h11:46). Ha però resistito ampiamente il record del tracciato, 2:06:35 stabilito dall’etiope Markos Geneti nel 2011. 

Tra le donne si è  imposta la 33enne keniana Margaret Wangari Muriuki in 2h29:27, record personale, che ha doppiato il successo ottenuto l’8 dicembre scorso ad Honululu (in 2h31:10), staccando circa al 30° km l’etiope Almaz Negede, poi seconda in 2h32:28. Terza l’altra keniana Jane Kibii in 2h36:04.     

La vittoria di Muriuki interrompe il dominio etiope degli ultimi due anni (vittorie di Askale Marachi nel 2019 e Sule Gedo nel 2018), e riporta al successo il Kenia (ultimo successo nel 2017 di Hellen Jepkurgat).

La vincitrice ha commentato: “La corsa è stata eccezionale anche se il clima era freddo. Grande la soddisfazione di vincere nel giorno della Festa della donna”.

Interessante il percorso di questa maratona che parte in centro, al Dodgers Stadium, e termina su Ocean Avenue, al molo di Santa Monica, dopo i passaggi ad Hollywood, Beverly Hills e al Riviera Country Club.

Ottime le condizioni climatiche, che hanno favorito la partecipazione di circa 26.000 atleti. Potrebbe essere l'ultima grande festa della maratona americana, dati gli annullamenti che cominciano a colpire i grandi eventi a partire da Boston.

Risultati

Uomini

  1. Bayelign Teshager (2:08:26)
  2. John Lagat (2:08:43)
  3. Wilson Kwambai Chebet (2:09:16)
  4. Michael Chege (2:09:29)
  5. Lani Rutto (2:10:06)
  6. Denis Chirchir (2:11:23)

    

Donne

  1. Margaret Muriuki (2:29:27)
  2. Almaz Negede (2:32:28)
  3. Jane Kibii (2:36:04) 
  4. Emily Gallin (2:36:04)
  5. Grace Gonzales (2:50:08).

 

11 Marzo - Finalmente una bella notizia: Mattia, il cosiddetto “paziente 1” (sebbene siano stati avanzati dubbi sulla possibilità che ci fossero altri contagiati prima di lui), il podista 38enne di Codogno, manager dell'Unilever, è uscito dalla fase acuta della sua patologia, ed ha ripreso anche a parlare, chiedendo se si trovasse a Lodi, e sollecitando anche notizie della moglie.

In realtà, Mattia è a Pavia, nell’ospedale San Matteo, dove da lunedì scorso  è stato trasferito dalla terapia intensiva a quella sub intensiva, respirando oramai in maniera autonoma.

Le sue condizioni sono in continuo miglioramento: ricoverato lo scorso 21 febbraio in condizioni disperate, ha reagito alle cure, fino ad arrivare a essere “stubato” e finalmente tornare a parlare.

La moglie, risultata positiva e sua volta ricoverata, all’ottavo mese di gravidanza, è stata già dimessa dall’ospedale Sacco di Milano, in attesa di partorire una bimba.

Al seguente link, la notizia del ricovero iniziale di Mattia: https://www.podisti.net/index.php/notizie/item/5792-coronavirus-il-38enne-contagiato-di-codogno-e-un-podista.html 

8 Marzo - Tutto fermo in Italia, mentre in Giappone si sono disputate due maratone, entrambe però con partecipazione limitata ai soli atleti élite, anche per assegnare i posti rimanenti per comporre la squadra nipponica per le prossime (speriamo!) Olimpiadi di Tokyo, con maratone che si disputeranno a Sapporo.  

Nella fredda maratona femminile di Nagoya (evento World Athletics Platinum Label), si è imposta la 22enne Mao Ichiyama in 2h20:29, nuovo record della corsa che cancella il 2h21:17 di Eunice Kirwa nel 2017, e che le vale la qualificazione per i Giochi di Tokyo.

Secondo posto per Yuka Ando in 2h22:41, che ha preceduto la keniana Purity Rionoripo, terza in 2h22:56. Quarta la etiope Hirut Tiberu in 2h23:17 (PB), con la debuttante sulla distanza, Sayaka Sato, quinta in 2h23:27.

La gara ha visto l’azione iniziale dei pacemaker, che con obiettivo finale di 2h20:30, hanno condotto il gruppone al passaggio al 5° km in 16:41 e al 10° in 33:19. Al’11° km si registra il ritiro di Nancy Kiprop, imitata un chilometro dopo da Betsy Saina. Dopo il passaggio al 15° km in 50:12, con le giapponesi Reia Iwade e Kayoko Fukushi che hanno cominciato a perder colpi, il 20° km è stato passato dal gruppo di testa composto da undici atlete in 1h06:50; al 25° km, passaggio in 1h23:30, si stacca Ai Hosoda. Al 30km, superato in 1h40:31, ecco la mossa decisiva di Ichiyama, che - passata solitaria al 35° km in 1h56:45, con 25 secondi di vantaggio su Rionoripo – va poi ad affermarsi con più di due minuti di vantaggio sulla seconda.

Splendida la rimonta di Yuka Ando, ​​che ha superato quattro atlete negli ultimi sette chilometri, chiudendo in seconda posizione, precedendo la suddetta keniana Rionoripo.

Ichiyama è così ora la quarta maratoneta giapponese più veloce della storia, dietro a Mizuki Noguchi, Yoko Shibui e Naoko Takahashi; inoltre il suo crono rappresenta la miglior prestazione di una giapponese in patria, migliorando il 2h21:18 stabilito da Noguchi ad Osaka nel 2003.

Classifica:

1 Mao Ichiyama (JPN) 2:20:29
2 Yuka Ando (JPN) 2:22:41
3 Purity Rionoripo (KEN) 2:22:56
4 Hirut Tiberu Damte (ETH) 2:23:17
5 Sayaka Sato (JPN) 2:23:27
6 Helen Tola (ETH) 2:23:52
7 Birke Debele (ETH) 2:25:08
8 Ai Hosoda (JPN) 2:26:34
9 Reia Iwade (JPN) 2:28:39
10 Natsuki Omori (JPN) 2:29:29

L’altra maratona, riservata ai soli uomini, la 75^ Lake Biwa Mainichi Marathon (World Athletics Gold Label) di Oita, partita con 10 minuti idi ritardo per il malfunzionamento della pistola dello starter, e corsa interamente sotto pioggia e freddo, ha registrato il successo del 31enne keniano Evans Chebet in 2h07:29, seguito dal sudafricano Stephen Mokoka, secondo in 2h08:05, e dall'altro keniano Felix Kiprotich, terzo in 2h08:48, che ha preceduto il primo giapponese Naoya Sakuda, quarto in 2h08:59. Tre giapponesi sono scesi per la prima volta sotto le 2:10 Shoma Yamamoto (2:09.18), Shoya Okuno (2:09.28) e Kenya Sonota (2:09.50). Solo 25esimo Yuki Kawauchi in 2h14:33.

La gara, con passaggio al 5° km in 15:21, ha poi alzato i ritmi con il 10° km passato in 30:19, mentre già cominciavano a rallentare, per poi fermarsi definitivamente i vincitori uscenti, il keniano Samuel Ndungu e il marocchino Salah-Eddine Bounasr, oltre al vincitore di Boston 2018 Yuki Kawauchi. Dopo il passaggio al 15° km in 45:09 e al  20° km in 1h00:12, il gruppo di testa, formato da 28 corridori, è passato alla mezza in 1h03:32. Al 35° km, con passaggio in 1h45:43, è in testa il trio formato da Chebet, Felix Kiprotich e Stephen Mokoka, con i giapponesi Naoya Sakuda e Shoya Okuno al quarto e quinto posto. Ma nel chilometro successivo ecco il netto allungo di Chebet che distacca gli avversari e finisce in solitudine, cogliendo la vittoria.  

Classifica:

1 Evans Chebet (KEN) 2:07:49
2 Steven Mokoka (RSA) 2:08:05
3 Felix Kiprotich (KEN) 2:08:48
4 Naoya Sakuda (JPN) 2:08:59
5 Shoma Yamamoto (JPN) 2:09:18
6 Alphonce Simbu (TAN) 2:09:23
7 Shoya Okuno (JPN) 2:09:28
8 Kenya Sonota (JPN) 2:09:50
9 Felix Chemonges (UGA) 2:10:08
10 Koki Yoshioka (JPN) 2:10:13

 

 

9 Marzo - Era logico aspettarselo, ma oggi è arrivata la notizia ufficiale: anche la Milano Marathon, in programma per il prossimo 5 aprile, è stata rinviata.

Le motivazioni nella dichiarazione di Andrea Monti, direttore della "Gazzetta dello Sport" per RCS Sport, pubblicata sul sito della manifestazione, che riportiamo integralmente:

“Cari Runners,
nessuno meglio di voi sa che correre è libertà. E nello sport come nella maratona della vita, libertà è scegliere. Anche di non correre, se questa è la cosa giusta da fare per sé e per gli altri. Ecco perché siamo convinti che, in questo momento di grave emergenza per l’Italia e la sua gente, tutti voi condividerete e farete vostra la scelta di responsabilità, pur dolorosa, di rinviare la Generali Milano Marathon prevista per il prossimo 5 aprile.

Non si tratta soltanto di ottemperare – com’è assolutamente giusto e necessario – alle misure di contrasto dell’epidemia di coronavirus previste dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana dell’8 marzo 2020. È anche e soprattutto una questione di rispetto, di affetti e di legami forti tra un evento tanto atteso e l’iconica città che lo accoglie.

Milano non è soltanto lo scenario in cui si svolge una competizione che da 20 anni accompagna la sua straordinaria crescita economica e sociale. È l’organismo vivente che nutre la corsa con la sua straordinaria energia, l’entusiasmo delle istituzioni, la passione dei cittadini. Ora che la metropoli lombarda e il suo territorio vivono uno dei momenti più difficili della loro storia recente, fermarsi tutti insieme è un atto d’amore che pone le basi per ripartire. Insieme.

RCS Sport corre al vostro fianco da anni come organizzatore della Generali Milano Marathon. La sua prima preoccupazione è, e sarà sempre, la tutela della salute e della sicurezza dei runner, dei volontari, dei membri dello staff e di tutte le persone coinvolte. Per questo, in accordo con il Sindaco e tutte le istituzioni coinvolte, deve confermare con estremo rammarico la decisione di fermare una competizione di grande prestigio internazionale che proprio nel 2020 compie vent’anni.

Ma continuare a correre – tornare a correre presto – è la vostra passione e nostra missione. Per questo possiamo dirvi sin d’ora che quanto abbiamo comunicato oggi è solo un rinvio. Siamo già al lavoro per trovare, nei prossimi mesi quando l’emergenza sarà conclusa, una nuova data nel calendario Fidal, che presto vi comunicheremo. Quel giorno, saremo in tanti al via della Generali Milano Marathon e correremo più leggeri. Nella consapevolezza di aver agito da veri sportivi e aver testimoniato qualcosa di importante”.

 

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