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Maurizio Lorenzini

Maurizio Lorenzini

appassionato di atletica, istruttore Fidal e runner

Questo il pronunciamento del Ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, che con una lettera inviata al Coni LEGGI QUI spiega le ragioni per le quali le elezioni non si possono rimandare. 

Ecco il passaggio specifico:

“….la delibera votata il 2 luglio, che prevedeva una finestra da settembre 2020 a fine 2021 per le elezioni a seguito del rinvio delle Olimpiadi di Tokyo, risulta in contrasto con la normativa vigente «che non contempla l'ipotesi di proroga della durata del mandato degli organi» di Coni e federazioni «oltre il formale termine di legge».

Giova ricordare che le elezioni coincidono con l’anno olimpico, quindi ogni 4 anni. Lo spostamento delle Olimpiadi di Tokio al 2021 aveva fatto ipotizzare uno scivolamento in avanti delle elezioni, perlomeno questo è ciò che chiedeva il presidente del Coni, Giovanni Malagò, questo è certamente quanto auspicava l’attuale consiglio della Federazione Italiana di Atletica Leggera, in testa il Presidente Alfio Giomi. Le motivazioni tecniche addotte a sostenere la tesi del rinvio (continuità del lavoro svolto, mancanza di tempi per organizzare un nuovo staff, etc) francamente parevano piuttosto deboli, invece sembrava una buona idea per restare a bordo un altro anno. (nota personale: anche a dispetto dei risultati poco confortanti sinora ottenuti). 

Quindi elezioni da tenersi con le usuali modalità e tempistiche, queste ultime potrebbero risultare allungate per problemi congiunturali, ma di certo da farsi ben prima delle Olimpiadi di Tokio. Ricordo che elezioni Fidal erano calendarizzate nel mese di novembre, e per ovvi motivi (Olimpiadi di Tokio) sarebbe il caso di non andare troppo oltre.

Finisce tutto qui? Mah, vediamo i prossimi passi del Coni, il Presidente Malagò tante volte ha mostrato capacità non indifferenti di giocare le sue partite.

A me personalmente pare una scelta logica quella di votare nei tempi canonici, certamente perché questo dice la legge, ma altrettanto perché se si prova ad immaginare un ennesimo rinvio, causa pandemia, delle Olimpiadi di Tokio, che accadrebbe? Si andrebbe avanti ad oltranza con gli attuali vertici?  

 

Continuano purtroppo ad aggiornarsi i bollettini delle cancellazioni, una lista sempre più lunga, eppure non sono poche le manifestazioni che risultano ancora a calendario, con le iscrizioni aperte o con promessa di prossima apertura. Maratona di Padova, Salomon City Trail, Marcialonga Running, giusto per citare alcune tra le più note. Tra chi abbandona e chi ci prova c’è un misto di paura e coraggio, incoscienza e potenziale sottovalutazione delle difficoltà, voglia di accontentare chi corre. Per chi ha una maledetta smania di rimettere il pettorale è facile apprezzare chi ci prova, ma per tanti organizzatori la passione non basta, le difficoltà sono tante, alcune appaiono insormontabili. A mio avviso è impossibile giudicare gli uni e gli altri, di certo prima o poi si dovrà ripartire, ma le limitazioni attuali rendono il compito degli organizzatori particolarmente complicato: autorizzazione del comune, della questura, disponibilità degli sponsor, i rischi connessi….. Sono davvero tante le variabili.

Stramilano (ipoteticamente rinviata al 20 settembre), abbandona, del resto se arrampicandosi sui vetri una gara a medio-bassa partecipazione è in qualche modo fattibile, diventa irrealizzabile con 50.000 persone. Il comitato organizzatore ha già reso noto che le iscrizioni saranno automaticamente trasferite all’edizione 2021, che si terrà il 28 marzo. Stanno anche ipotizzando di tenerle valide per un biennio, per offrire un’alternativa. La sostanza è che per l’edizione del Cinquantenario si dovrà attendere il 2022.

Annullata anche la 6^ edizione della Laus Half Marathon, prevista per il 27 ottobre, la nuova data è il 31 ottobre 2021. Nessun problema relativamente alle iscrizioni, che di fatto non erano ancora aperte. Una manifestazione che nel 2019 aveva avuto 1350 partecipanti, che uniti alla non competitiva portava il totale ad oltre 2.000 presenze, un numero elevato e difficile da gestire in quel contesto cittadino. Ma, unitamente alle note difficoltà, forse nella decisione degli organizzatori ha pesato ancor più il “significato” da loro associato a questo evento, l’idea di una festa che coinvolga la popolazione, le istituzioni, oltre alla partecipazione di tanti gruppi podistici locali; certamente sarebbe mancato molto di tutto di questo, da qui la decisione di annullare.

Domenica, 12 Luglio 2020 16:36

Nembro (BG) - Atletica vera, finalmente

Si è tornati a correre in Lombardia, ma anche saltare e lanciare, per davvero, dopo lo sblocco del 10 luglio. Peccato che il pubblico non fosse ammesso, ma gli atleti in pista hanno potuto gareggiare in condizioni normali.

Il fatto che ciò sia accaduto proprio qui è bello ed emblematico, a Nembro, una località che ha pagato un elevato tributo al virus, con 200 vittime su una popolazione di 12.000 abitanti.

Queste le parole di Alberto Bergamelli, presidente dell’Atletica Saletti, la società che ha organizzato questo meeting “Qui a Nembro il Covid-19 ha avuto l’impatto di un terremoto. Ora si riprendono le competizioni all’insegna della sobrietà e della discrezione, non ci saranno celebrazioni e la presenza delle autorità politiche sarà del tutto informale: la Messa del 23 giugno ha già ricordato, proprio qui al campo, la tragedia che abbiamo vissuto. La voglia di tornare all’atletica che conoscevamo è grande, al pari della consapevolezza di ciò che abbiamo vissuto”.

Una violenta grandinata si è abbattuta sul campo di atletica fino a un’ora prima delle gare, ma poi è apparso il sole e si è svolto tutto regolarmente, anche col rispetto degli orari.

Dopo il saluto del presidente della Fidal Lombardia, Gianni Mauri, si è dato via alle gare. Questo sito si occupa di corsa, pertanto il report si basa soprattutto sugli 800 metri, finalmente fatti in corsia e senza decalage. Ricordiamo tuttavia che per le distanze maggiori resta un vincolo, relativo al numero di atleti ammessi: 1500 mt massimo 6-8 atleti, 2000, 3.000, 5.000 e 10.000 mt massimo 8 atleti per batteria.

Tra le donne (4 batterie) il miglior tempo è di Serena Troiani (Cus Pro Patria-2:07:18), seguita da Sophia Favalli (Free Zone 2:10:41) e Micol Majori (Pro Sesto Atl-2:11:44).

Al maschile (4 batterie) primo e secondo posto occupati da atleti della Pro Sesto, rispettivamente Leonardo Cuzzolin (1:52:84) e Matteo Roda (1:53:50), terzo posto per Luca Beggiato (GAV Vertova-1:54:99).

In totale, comprese tutte le specialità, sono stati quasi 300 gli atleti che hanno risposto al richiamo dell’atletica, dopo il lungo lock down. Che sia avvenuto proprio a Nembro non è un caso, sia per le ragioni sopra descritte, sia perché questa pista di atletica, peraltro dotata di attrezzature di prim'ordine, è sempre più importante e capace di proporre meeting di alto livello. Ciò è frutto della passione e della competenza dell’Atletica Saletti; ho avuto il piacere di presenziare a questa riunione ed apprezzare tutto questo.

Un’altra gara che in questo infausto 2020 non si farà, in mezzo alle tante. Alza bandiera bianca la Trento Half Marathon in programma il 4 ottobre. Conoscendo bene la realtà di questa manifestazione sono convinto che ce l’abbiamo messa tutta, ma di fronte ad una precisa disposizione delle autorità locali c’è ben poco da fare. E anche da sperare in uno sblocco della situazione che pare sempre più imminente, tuttavia una manifestazione di queste dimensioni e con il coinvolgimento di tutte le categorie, oltre ai master, non poteva più aspettare per decidere. Resta una fiammella sulla possibilità di poter fare il Gir al Sas, storica gara ad invito sui 10 k, che spegnerebbe 74 candeline il prossimo 3 ottobre.

Questo il comunicato completo del comitato organizzatore

Cari runner 

abbiamo continuato a credere di poter organizzare la 10a edizione della Trento Half Marathon del 4 ottobre. Con ottimismo abbiamo coltivato la speranza di poter tornare a correre tutti insieme. Ora con rincrescimento dobbiamo rassegnarci ad assumere la sofferta decisione di annullare la Trento Half Marathon l’edizione 2020. Avremmo voluto organizzare una 10a edizione col botto, ma resta un sogno. Le ordinanze provinciali vietano ogni pubblica manifestazione fino al 14 ottobre. Siamo consapevoli della situazione e riteniamo giusto che prima di tutto sia da salvaguardare la salute dei nostri concittadini e dei runner. Siamo rimasti con le dita incrociate, nel tempo sospeso da marzo ad oggi, fiduciosi di poter tornare alla normalità, ma non sono solo le condizioni sanitarie ora che ci convincono a non tergiversare oltre.  Evitiamo ogni una discussione fra audaci e prudenti, che per noi resta, nel serraglio di vecchie inesauste futili abitudini in relazione alla pandemia e alla ripartenza. Il Trento Running Festival vuol essere prima di tutto una festa per tutti i partecipanti. Lo è durante la preparazione, con il Corri per Trento del Marathon per i trentini, lo è per chi viene da fuori a gareggiare e godere della scenografia della città, lo è la gara e per molti ancora di più il dopo con abbracci e amicizie che si consolidano nel terzo tempo con il pasta party e le premiazioni. Il sogno, le speranze oggi si infrangono, perché oltre l’imperscrutabile situazione sanitaria viene ormai meno il tempo per poter adempiere compiutamente agli impegni, anche finanziari, che la manifestazione impone. Il comitato aveva sospeso le iscrizioni dal 1° maggio e agli iscritti, che verranno contattati verrà offerta, a discrezione, la possibilità del rimborso o del trasferimento dell’iscrizione ad una edizione successiva.

Vogliamo concludere con un arrivederci a tutti i runner per la 10a Trento Half Marathon al 3 ottobre 2021 con l’impegno a farne un’edizione superba e con la speranza di vedervi numerosi a correre su un percorso rinnovato e super veloce e per il ritorno a una grande festa in una manifestazione che vorremmo da record. 

 Un saluto sportivo dal comitato Organizzatore

ASD Città di Trento

 

www.trentorunningfestival.it

 

 28 giugno 2020. Ieri c’è stata la tappa numero 14 delle maratone della speranza, erano 11 poi diventate 20, a grande richiesta dei soci del club ma anche tanti che strada facendo hanno apprezzato l’idea del presidente del Club Supermarathon, Paolo Gino.

Doveroso ricordare che tutto è nato dalla voglia di correre comunque (ognuno a modo suo e compatibilmente con le restrizioni) in un periodo difficile, ma soprattutto ha funzionato bene l’idea della raccolta fondi (appena passata quota 31.000 euro!).

Il calendario sin dall’inizio prevedeva tutte quelle gare che non si potevano fare, diciamo… normalmente. Il via lo ha dato la “Milano resisti marathon” (Milano Marathon), l’ultima doveva essere “Suviana Suchefinita” (maratona del lago di Suviana). Invece il circuito si chiuderà il 9 agosto sul lago d’Orta, con le due tappe “lago d’Orta forever” e “20 di speranza, 20 di dono”, ed è bello che sia così, perché proprio da quelle parti si corre da anni la Orta 10in10 (ma anche 20in20), una kermesse aperta a tutti su distanze che vanno dai 10 chilometri alla Ultra di 57. Ed è ancora più bello perché ad organizzarla è proprio il Club Super Marathon.

Quest’anno sul lago dorato potrebbe essere più difficile correre, ma si confida di riuscire a farlo e le speranze aumentano giorno dopo giorno, di pari passo col miglioramento della situazione generale, un fatto ormai accertato. In ogni caso è certo che in diversi si ritroveranno sul percorso, almeno individualmente. Un bel percorso (ho avuto modo di correrci varie volte, proprio durante la Orta10in10), peraltro attrezzato di fontanelle per cui non è nemmeno difficile farla in autosufficienza.

La tappa odierna prevedeva la “Pistoia Abetone mon amour”, è stata una special edition che ha coinvolto numerose autorità locali. Presenti, tra gli altri, Giordani Chiappelli, che ha corso tutte le 44 edizioni della Pistoia-Abetone. Decisamente apprezzabile l’iniziativa del Comitato Promotore della Ultramaratona Pistoia-Abetone, che ha voluto promuovere una raccolta fondi a favore dell’ospedale di San Marcello Pistoiese (cittadina dove è situato uno dei traguardi intermedi della gara, al km 30).  La gara virtuale prevedeva le consuete distanze, 30 e 50 chilometri, invece i dislivelli richiesti erano addolciti rispetto alla versione originale, rispettivamente 500 e 750 metri positivi.

Prossima tappa il 5 luglio “i conti tornano” (la sei ore dei conti e poi a seguire tutte le altre. Il traguardo più bello sarà quello di raggiungere i 41.195 euro di fondi raccolti perché, come è giusto ricordare, l’intera iniziativa è nata proprio per la passione e la voglia di aiutare concretamente l’emergenza sanitaria.    

 
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Insieme alla pista tornano le corse in montagna, in effetti questa del Trofeo Ciolo è la prima dopo il lockdown. Le restrizioni non hanno scoraggiato gli organizzatori dell’Atletica Capo di Leuca, che dopo il bel campionato del mondo WMRA (World Mountain Running Association) del 2019 svoltosi proprio su questo percorso, hanno voluto dare continuità ad una manifestazione sempre più apprezzata nel corso degli anni.

Un’edizione che si è inevitabilmente svolta in condizioni diverse, per soddisfare le regole anti-covid: partenze a cronometro, un atleta ogni 30 secondi con l’ordine stabilito in base al tempo di accredito (sui 10 km), ciò ha evitato al massimo ricongiungimenti e sorpassi. Il percorso, rispetto a quello tradizionale, è stato sostanzialmente invertito e su giro unico, per un totale di 4550 metri (dislivello 264 positivo e 142 negativo), ma è rimasto ugualmente spettacolare; tracciato chiuso al traffico e al pubblico, con ritiro pettorali programmato; pacco gara che, tra le altre cose, conteneva una mascherina personalizzata della manifestazione (una seconda veniva consegnata all’arrivo). Ristoro finale con liquidi/solidi in busta chiusa. Erano 200 gli iscritti, 190 i classificati, numeri bassi in rapporto a quelli storici del Trofeo Ciolo, certamente influenzati dalla situazione generale; in parte può anche avere inciso la mancanza del certificato medico, scaduto durante il lock down e non rinnovato per tempo (la manifestazione è rimasta incerta fino a pochi giorni prima).

Per quanto riguarda la parte agonistica ha vinto un big di questa specialità, Francesco Puppi (Atl. Valle Brembana), campione europeo e mondiale di corsa in montagna su lunghe distanze, suo il tempo finale di 19:51. Curioso notare che al secondo posto si è classificato il suo allenatore, Tito Tiberti (Free Zone). Completa il podio Emanuele Coroneo (Atl. Corigliano).  Scorrendo la classifica troviamo al quarto posto Gianluca Scarcia (patron del comitato organizzatore) e al sesto posto Paolo Germanetto, responsabile Fidal trail e corsa in montagna.

Tra le donne primo posto per un’atleta tesserata per la società che ha organizzato la manifestazione (Atl. Capo di Leuca), Marta Alò, seguita da Rosa Rella (N.E.S.T.) e Maia Passaseo (N.E.S.T.).

    

 
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Certo che non si può ancora parlare di normalità, ma l’aria respirata al Campo XXV Aprile il 26 giugno infondeva ottimismo, complice la voglia di tutti, atleti, tecnici, addetti ai lavori, giudici inclusi. Gara omologata e quindi tempi validi a tutti gli effetti.

E i risultati non hanno deluso le aspettative: in testa a tutti l’azzurro Chituru Ali, in verità uno specialista sugli ostacoli che ha voluto effettuare dei test sui 150 metri. Aveva cominciato bene a Brusaporto (BG) chiudendo in 15:80, qui addirittura si è migliorato con il tempo di 15:38, miglior prestazione italiana under 23 (Chituru è nella categoria promesse). Molto bene anche Virginia Troiani, vince i 400 metri portando il suo personal best a 53:02 (precedente 53:53, 2018).

Oltre ai 150 e 400 metri si sono corsi gli 800 metri e la staffetta 4 x 100. Per quanto riguarda le restrizioni e limitazioni, corsie occupate alternativamente e disinfezione blocchi dopo ogni partenza. Pubblico (ancora) non ammesso, potevano entrare solo i tecnici e dirigenti, previo controllo della temperatura e firma di un modulo dove si autocertificava la propria condizione. Peccato perché di gente ne era arrivata tanta, che ha finito per assieparsi (assembrarsi) all’ingresso del campo ed in ogni posto all’esterno da dove potesse vedere.

Adesso speriamo in un ulteriore sblocco della situazione, in questo senso il prossimo consiglio federale del 30 giugno potrebbe aprire le porte a diversi meeting. Gli organizzatori, gli atleti e gli appassionati sono in impaziente attesa. Nel frattempo in Lombardia sono già in cantiere diversi meeting, in pratica nel mese luglio si gareggerà ogni fine settimana, a cominciare dal prossimo a Mariano Comense, poi ancora Milano XXV Aprile, Nembro, Casalmaggiore...... C'è tanta voglia di atletica.

22 giugno 2020. Ci hanno provato gli organizzatori, tra l’altro in Austria sono riprese le corse in montagna (in Italia accadrà a breve, 28 giugno prima gara), ma si trattava di un campionato del mondo, quindi un evento di elevata importanza e partecipazione, difficile garantire le necessarie condizioni di sicurezza. Da non dimenticare inoltre che, in quanto campionato del mondo, la decisione era anche legata al parere della WMRA (World Mountain Running Association).

Apprezzabile la decisione degli organizzatori, tutt’altro che comune, di prevedere l’opzione rimborso del costo di iscrizione, oltre alla possibilità di trasferirla all’edizione 2021.

Ecco il testo ricevuto da Andreas Stern, presidente del Comitato Organizzatore

Cari runner, amici e amanti della corsa in montagna,

con rammarico dobbiamo annunciare che, dopo attenta e approfondita valutazione con la consultazione con la WMRA, i Campionati del mondo di corsa in montagna di Masters a Telfes a settembre 2020 saranno posticipati al 03. - 05. settembre 2021.

La situazione con la pandemia Covid-19, i requisiti organizzativi che ne conseguono con esso, le restrizioni di viaggio per le destinazioni internazionali e le regole relative alle corse a distanza tra ogni partecipante, rendono impossibile organizzare un evento equo. Di comune accordo, tutto lo staff ha deciso che quest'anno si svolgerà solo la corsa Telfer Wiesen e la corsa per bambini, mentre non si correrà Schlickeralmlauf.

Vogliamo ringraziare tutti quelli che ci hanno dato fiducia, le iscrizioni già effettuate verranno automaticamente trasferite all’edizione 2021. Se questa soluzione non è gradita sarà sufficiente inviare i propri dati (con IBAN e BIC) e verrà rimborsata la quota già versata.

Nell’attesa di rivedervi in tanti sulla start line nel 2021, vi auguriamo una buona ripresa degli allenamenti e delle gare, quando si potranno fare.

Saluti sportivi, Andreas Stern - OK Chef Schlickeralmlauf

 

Domenica, 21 Giugno 2020 22:50

Brusaporto (BG) - Riparte l'atletica leggera

Brusaporto, 20 giugno 2020. Coraggio, entusiasmo, passione, ecco i principali ingredienti che in questo week end hanno fatto ripartire l’atletica leggera. A Brusaporto, ma anche Formia, Imola, Rubiera, Mariano Comense, Piacenza (se ricordo tutte le manifestazioni in programma). Si è tornato a “respirare l’odore del tartan”, vale per gli atleti ma anche per molti tecnici e addetti ai lavori; si è visto anche tanta Fidal, il presidente Fidal Lombardia Gianni Mauri, i due vice Luca Barzaghi e Roberto Goffi, il consigliere nazionale Sabrina Fraccaroli, Sergio Previtali, fiduciario dei tecnici in Lombardia, parte assolutamente attiva in questa riunione.

La scelta di Brusaporto, oltre alla disponibilità di un bel centro sportivo (invidia per chi viene da Milano), non credo proprio fosse casuale: siamo nella zona più colpita dal coronavirus, era giusto, e bello, ripartire proprio da qui. Controlli temperatura all’ingresso e obbligo di usare le mascherine, come da regole anti covid.

Le gare, ma è più corretto dire le prove ( la dicitura è T.A.C. test allenamento certificato), erano tutte relative alla corsa: 150,300, 800 e 1500 metri. Si è trattato di una “prima” figlia di un progetto iniziato ad aprile, attraverso il quale si è voluto dimostrare che si poteva fare atletica, nel rispetto di tutte le restrizioni imposte, nell’impaziente attesa di tornare a gareggiare sul serio.

Per le caratteristiche della manifestazione i tempi e le prestazioni non erano omologabili, il rilevamento era sostanzialmente manuale. Nelle prove di velocità si occupavano le corsie alternate, on 3 atleti per batteria (la pista di Brusaporto dispone di 6 corsie); nelle gare del mezzofondo è stato deciso di far partire tutti gli atleti distanti 100 metri, a questo punto in prima corsia, con i tempi rilevati manualmente dai tecnici degli atleti o dagli addetti dell’organizzazione (Atletica Brusaporto).

Si sono visti diversi atleti di buon livello, a cominciare da Vladimir Aceti e Edoardo Scotti, rispettivamente 16:10 e 16:14 nei 150 metri; sfida doppiata sui 300 metri, stavolta prevale Scotti (32:98), Aceti fa 33:30. Il miglior tempo sui 150 metri è del promettente Ali Chituru (15:80), anche se la sua specialità sono gli ostacoli.

Bene Vittoria Fontana nei 150 metri (17:04) e l’eptatleta Sveva Gerevini, che ha corso 150 e 300 metri (18:10 e 39:16).

Le prove del mezzofondo sono state una sorta di corse ad inseguimento; negli 800 metri interessante la prova dell’allievo Francesco Pernici, 1:52:1, sempre con cronometraggio manuale. Sulla stessa distanza Laura Renna ha chiuso in 2:18:7. Invece nei 1500 metri Sebastiano Parolini e Ilaria Luzzana hanno fatto registrare i tempi migliori, 3:56:1 e 4:40:9.

Alla fine che si può dire di questa prima? Sia in pista che in tribuna i pareri erano diversi e spesso discordanti; alcuni puristi dell’atletica storcevano il naso “questa non è atletica”, il commento più ricorrente. Personalmente, e considerando la situazione passata e (ancora) quella attuale, io il naso me lo turo e mi accontento. E non solo perché vedevo tecnici ed atleti contenti di aver ricominciato.

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