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Maurizio Lorenzini

Maurizio Lorenzini

appassionato di atletica, istruttore Fidal e runner

7 marzo 2021. Si è conclusa la rassegna europea di Torun col botto di Marcell Jacobs che porta a casa l’oro nei 60 metri. Questa la notizia più importante in chiave azzurra per una spedizione che, a mio avviso, non è da considerare negativa. Delusione per l’argento di Tamberi? Nedasekau ha imbroccato il salto della vita, Gimbo stavolta no. E portiamo a casa anche il bronzo di Dal Molin nei 60 metri hs, che ha corso ad un centesimo dal suo primato

Erano 44 gli azzurri in gara, un numero certamente elevato in relazione alle obiettive possibilità di medaglia, ma non era certo questo l’obiettivo principale per la maggior parte degli atleti. Per molti si trattava di fare importanti esperienze, basti pensare che c’erano ben 14 under 23 e 2 under 20, infatti l’età media era di soli 24 anni. Solo 5 avevano portato a casa medaglie in precedenti occasioni (Chiara Rosa, Tamberi, Del Buono, Trost, Dal Molin).

Si chiude con un oro (Jacobs), un argento (Tamberi) ed un bronzo (Dal Molin). Non so valutare quante medaglie si potevano portare a casa, certamente qualche motivo di rammarico c’è. Probabilmente migliorabile il risultato della staffetta 4 x 400 metri maschile, dubbi sulla disposizione degli atleti, condivisi anche da esperti della specialità. Qualche atleta non ha reso come poteva, ma vedo il bicchiere più pieno che vuoto, quantomeno in prospettiva. In ordine sparso su quelle che mi sono parse le cose migliori viste qui: Luminosa Bogliolo con 7:99 abbatte finalmente la barriera degli 8 secondi nei 60 ostacoli. Dario Dester alla sua prima importante esperienza internazionale finisce sesto nella finale dell’Eptathlon. La 4 x 400 femminile (Borga, Mangione, Marchiando, Coiro) con 3:30:32 polverizza il precedente primato italiano di 3:31:55. Tobia Bocchi è quarto nella finale del salto triplo. Il debuttante Franck Brice Koua (19 anni), nei 60 ostacoli con 7:70 ha realizzato la migliore prestazione italiana under 23. Larissa Japichino? Tanta pressione attorno a lei, non si può sempre migliorarsi, torna a casa con un quinto posto (6,59) ed una buona esperienza. Brava Laura Strati, sesta con 6,57, non lontana dal suo personale di 6,66.

800 METRI UOMINI

Gara avvincente, risolta sul rettilineo finale: doppietta della Polonia, con Patryk Dobek che vince in 1:46:81 davanti a Mateusz Borkowski (1:46:90). Medaglia di bronzo per l’inglese Jamie Webb (1:46:95).

Bene Simone Barontini, che esce in una semifinale proibitiva, ma dopo aver portato il suo primato personale a 1:48:78 nella batteria delle qualificazioni. Bene anche Gabriele Aquaro, a pochi centesimi dal suo miglior risultato, 1:48:73 contro 1:48:88 realizzato qui a Torun.

800 METRI DONNE

Contava vincere, allora si corre per quello, anche qui gara tattica vinta dall’inglese Keely in 2:03:88 (si pensi che Eleonora Bellò aveva vinto la sua batteria in 2:03:80!); secondo e terzo posto per la Polonia, rispettivamente con Joanna Jozwik (2:04:00) e Angelika Cichocka (2:04:15). Certamente buona prestazione per Elena Bellò, che ha vinto la sua batteria in 2:03:80 e poi corso la semifinale in 2:03:61, così avvicinandosi molto al suo personale di 2:03:45. Eleonora Vandi si piazza al quarto posto (2:04:97) nella sua semifinale. Un po’ sotto le attese Irene Baldessarri, miglior tempo nelle due gare di 2:05:44.

1500 METRI UOMINI

Gara condizionata da una scorrettezza: avrebbe vinto l’esperto Lewandowski ma Ingebtrigtsen era stato costretto a mettere un piede fuori dalla pista perché spinto da un atleta polacco; dopo una prima squalifica del fortissimo norvegese è stato accolto il ricorso. Andrò controcorrente ma credo che la decisione dei giudici sia stata tutt’altro che facile, non era così scontata la decisione; Ingebrigtsen cerca un passaggio interno dove forse non c’è, l’atleta polacco non poteva certo farlo accomodare facilmente, anche se in effetti il braccio era molto largo. Comunque ha vinto il più forte, giusto così. Italiani? Joao Bussotti, Pietro Arese e Federico Riva, tutti eliminati nelle batterie di qualificazioni e relativamente lontani dai loro personal best, peraltro appena ottenuti agli italiani di Ancona nel caso di Pietro Arese e Federico Riva. Gare troppo tattiche per correre forte? Può darsi, ci torno nel commento finale.

1500 METRI DONNE

Vince la belga Elise Vanderelst, suo il tempo di 4:18:44, davanti all’inglese Holly Archer (4:19:91) e la tedesca Hanna Klein (4:20:07). Qualificazioni difficili per le azzurre, con Federica Del Buono che ci prova con coraggio, forse anche incoscienza, mettendosi in testa nei primi giri, poi probabilmente finisce per pagare un ritmo che non ha ancora nelle gambe; suo il tempo di 4:12:79. Tutto sommato discreto esordio per Gaia Sabbatini, quarta nella sua batteria in 4:17:21.

3000 METRI UOMINI

Jakob Ingebrigtsen, che doppia il successo sui 1500 metri, ribadisce la sua superiorità: disarmante per gli avversari corrergli contro. Il norvegese vince con apparente facilità in 7:38:20 (suo record personale); secondo posto per il belga Isaac Kimeli (7:49:41 e terzo per lo spagnolo Adel Mechaal (7:49:47).

Unico italiano presente Yassin Bouih, eliminato nella batteria di qualificazione alla finale, dove si è piazzato quinto in 7:56:66 (tre batterie, passavano i primi tre più i tre migliori tempi). Lontano dal suo personale di 7:47:98, peraltro realizzato nel 2021.

3000 METRI DONNE

Assente dalla rassegna la campionessa in carica Laura Muir (personale di 8:26:41) la gara si corre su tempi non eccezionali. Gara tuttavia avvincente, soprattutto nella parte finale: vince l’inglese Amy Eloise Markovc (8:46:43), davanti alla francese Alice Finot (8:46:54); terza Verity Ockenden (GBR, 8:46:60).

Non benissimo Ludovica Cavalli e Giulia Aprile, perlomeno per i tempi realizzati: chiudono in 9:14:85 e 9:17:66, lontane dai loro personal best (9:05 e 9:09).

Una doverosa nota di merito a parte per l’olandese Femke Bol: ha vinto la medaglia doro nei 400 metri, doppiata col successo nella staffetta 4 x 400 metri, ma ciò che più ha impressionato è la bellezza della sua corsa, un’incredibile facilità del gesto atletico. Ne sentiremo parlare a lungo.

Un’altra nota riguarda gli italiani, nel mezzofondo: nel valutare le prestazioni si è spesso parlato di gare troppo tattiche, che nella maggior parte dei casi non hanno permesso loro di ottenere buoni riscontri cronometrici. Mancanza di coraggio? Inesperienza? Tutto materiale su cui discutere, per gli appassionati di atletica ma anche e soprattutto per i tecnici di settore.

Infine, spiace un po’ non raccontare di tutte le altre gare e specialità, d’altra parte questa rivista si occupa di corsa ed è inevitabile restare soprattutto in questo ambito.

IL MEDAGLIERE DEI CAMPIONATI EUROPEI 2021

 

 
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7 marzo - Si è corsa oggi la seconda mezzamaratona in Italia nel 2021 (dopo Trecate, 21 febbraio) ed abbiamo avuto un’ennesima dimostrazione che le gare si possono fare, sia pure con tutte le limitazioni e le difficoltà imposte dall’attuale situazione.

Vince la gara maschile il forte mezzofondista Abdoullah Bamoussa: non è certo questa la sua distanza preferita ma ha voluto così onorare la gara organizzata proprio dalle sue parti, e dal suo gruppo sportivo, Atletica Brugnera Friulintagli. Lo ha fatto nel migliore dei modi, realizzando il primato personale con 1:05:10 (precedente 1:05:22), dopo una gara condotta sempre in testa. Nella volata finale, date le sue caratteristiche, non ha avuto difficoltà a regolare gli avversari arrivati in quest’ordine: J. Baptiste Simukeka (GS Orecchiella Garfagnana, 1:05:13), Joash Kipruto Koech (GP Parco Alpi Apuane,1:05:14). Sesto in 1:07:54 Michele Belluschi (Grottini Team).

Gara femminile che è stata un testa a testa tra l’etiope Addisalem Belay Tegegn (Atl. Saluzzo) e la ruandese Clementine Mukandanga (Atl. Virtus Lucca). Nella prima parte e fino al km 12 l’etiope era avvantaggiata di diverse decine di metri, poi è stata raggiunta dalla ruandese; da qui all’arrivo hanno proceduto insieme; nella lunga volata Belay Tegegn ha regolato l’avversaria vincendo, con record della gara, in 1:12:02; secondo posto quindi per Mukandanga (1:12:04), terzo per la burundiana Cavaline Nahimana (Atl. Libertas Livorno). Prima italiana in 1:21:38 Francesca Tonin (Calcestruzzi Corradini).

Della vincitrice odierna a suo tempo ne avevamo RACCONTATO QUI.

Nella gara di contorno sulla distanza di km 7,097 vittoria in 21:59 per il giovane Samuel Demetz (categoria Junior, classe 2003) e Giulia Vettor (CUS Parma, 26:10), da due settimane laureatasi campionessa regionale Emilia-Romagna di cross a Correggio.

Percorso gara su un giro da poco più di 7 chilometri, ritenuto non velocissimo anche per un tratto di tre chilometri in sterrato, sia pure ben corribile. In relazione del numero degli iscritti, quasi 700, il comitato organizzatore ha correttamente optato per due partenze separate (ricordo che le normative Fidal impongono un massimo di 500 atleti per ogni singola partenza). Dopo la partenza della gara più breve su un solo giro, avvenuta alle 9.15, alle ore 09.30 sono partiti per i tre giri della maratonina gli uomini (424 i classificati) ed alle 09.35 le donne (209 le classificate).

Speaker della gara Cesare Ballaben.

Gara che si è svolta regolarmente e nel rispetto delle normative anti Covid, certamente un notevole sforzo per il comitato organizzatore dell’Atletica Brugnera, a cui vanno i nostri complimenti, sforzo però ampiamente premiato dai partecipanti; basti pensare, come dicono i numeri qui sopra, che complessivamente sulla mezza maratona ci sono stati 633 atleti classificati, il doppio di quanto fatto registrare negli anni 2019-2018-2017! Un gran bel segnale, oltre che un importante riconoscimento per chi si prodiga ad organizzare, al tempo stesso costituisce un esempio per altri organizzatori.

E a chi si chiede … ma i podisti, verranno? questa è stata la risposta.

 

Si torna a correre, per la 14^ edizione, una gara atipica che negli anni ha saputo attrarre sia gli amanti della strada che quelli della corsa in montagna, fino a sfiorare i mille partecipanti; perché il tracciato che porta dai 300 metri di Vestone, nell'alto bresciano, al punto più elevato del percorso (poco sopra i 1000 metri di altezza) e ritorno, è un mix ideale per gli atleti che apprezzano percorsi vari, mai monotoni, salite e discese difficili ma non impossibili, alla portata degli stradisti. Il tutto in un contesto naturale, tra boschi, sentieri e panorami che rendono la fatica meno…faticosa.

Una gara ideale per chi pensa alle “lunghe”, un ottimo allenamento, ma anche interpretabile in modo meno agonistico, se ogni tanto si vuole tirare il fiato.

Gara nazionale Fidal, quindi risponde a tutte le normative in merito, fortemente voluta da Paolo Salvadori, anima, cuore e motore della manifestazione, organizzata dalla ASD Libertas Vallesabbia, società di cui è presidente. Sotto trovate la sua lettera agli atleti.

IL PERCORSO DELLA TRE CAMPANILI 

Gentili atleti,

con immenso piacere vi comunichiamo che la corsa podistica Ivars Tre Campanili Half Marathon, giunta quest’anno alla sua XIV edizione, è stata confermata per domenica 4 luglio 2021.
Come Comitato Organizzatore stiamo lavorando intensamente nella volontà di farvi vivere in tutta sicurezza momenti magici in una splendida cornice che unisce natura e cultura, attuando i dovuti protocolli sanitari e in ottemperanza alle norme anti-contagio.
In quest’ottica, pertanto, la manifestazione sarà a numero chiuso con un massimo di 500 partecipanti.
In attesa di ricevere informazioni più dettagliate in merito alla gara e all’apertura delle iscrizioni, vi invitiamo a seguire la nostra pagina Facebook, in costante aggiornamento.
E nel frattempo… SAVE THE DATE, 4 luglio 2021

Paolo Salvadori 

https://www.trecampanili.it/

 

 
 

Sono 803 i classificati a fronte di oltre 900 iscritti a questa corsa campestre a Campovico, nelle vicinanze di Morbegno. Sono numeri importanti, che testimoniano la voglia di tornare a gareggiare. La giornata di sole ha ulteriormente favorito la riuscita della manifestazione, davvero bene organizzata dal gruppo podistico C.S.I. Morbegno. Rispetto praticamente totale delle normative, parcheggio ben distante dal campo gara e anche questo ha favorito il diluirsi degli atleti e degli accompagnatori. Un tracciato che ho trovato molto bello: fondo erboso molto compatto, qualche dosso a rendere un po’ più tecnico il percorso, diversi passaggi nei boschi. Come da regolamento, distanze in relazione alla categoria di appartenenza, dai 2000 metri per le cadette (giro unico) fino ai 10.000 metri per i senior M (4 giri da 2500 metri.

RISULTATI E CLASSIFICHE

Segue il comunicato completo di Fidal Lombardia a cura di Matteo Porro.

Nella giornata quasi primaverile di Morbegno (Sondrio) è andato in scena oggi, 28 febbraio 2021, il 24esimo Cross della Bosca. L’ormai storica gara di corsa campestre organizzata dal C.S.I. Morbegno ha ospitato la seconda fase regionale di qualificazione alla finale nazionale del Campionato di Società di Cross, proponendo un percorso inedito e più scorrevole rispetto al muscolare tracciato proposto nelle precedenti edizioni: è stata l’occasione per vedere all’opera su ritmi elevati i migliori mezzofondisti e fondisti lombardi, i quali hanno dato vita ad entusiasmanti battaglie sul campo. Nel mattino morbegnese, prima della rassegna regionale a squadre, si sono svolte le prove di selezione per la rappresentativa Cadetti/e che si batterà per i colori lombardi alla Festa del Cross del 13-14 Marzo a Campi Bisenzio. Parecchio frequentate anche le gare Master (6 km maschili e 4 km femminili) della prima mattinata. L’intera manifestazione, in ordine alle normative per il contenimento del contagio da Covid 19, si è svolta senza pubblico, e gli atleti hanno dovuto indossare la mascherina in partenza, per i primi 200 metri e subito dopo l’arrivo; l’atletica in tempi di pandemia prova a ripartire e l’entusiasmo degli oltre 800 atleti presenti oggi in bassa Valtellina ne fa testimonianza.

CROSS 10 KM SENIORES/PROMESSE M – Dopo il ritiro nella prima fase di Brescia, Nadir Cavagna si riscatta alla grande e vince con autorità la prova valtellinese. Il gruppo di testa rimane ben saldo per tutta la gara: insieme all’alfiere dell’Atletica Valle Brembana ci sono il fratello e compagno di colori Alain CavagnaSebastiano Parolini (GA Vertovese), Luca Alfieri (PBM Bovisio Masciago) e Mequanint Navoni (Team A Lombardia). Nelle battute finali la testa della corsa si sfilaccia, ed è il bergamasco classe 1995 ad avere la meglio su un rientrante Parolini (assente per infortunio alla prima fase) e sull’under 23 Alfieri. Il quarto posto è della rivelazione di giornata Navoni, che conduce una gara d’attacco e riesce a mettere dietro il coetaneo Alain Cavagna. Al sesto posto si classifica un ottimo Iacopo Brasi (La Recastello Radici Group), il quale precede un sempre solido Mattia Padovani (Atl. Lecco Colombo Costruzioni, settimo). Ancora Valle Brembana all’ottavo posto con Nicola Bonzi, che precede il portacolori del CUS Insubria Varese Como Pietro Bomprezzi. A chiudere la top ten di giornata ci pensa un altro biancorosso della Valle Brembana come Pietro Sonzogni. Ottime prove anche per Hicham Kabir (CS San Rocchino) e Giovanni Gualdi (GA Vertovese), rispettivamente undicesimo e dodicesimo in una gara dal livello medio piuttosto elevato. Nella classifica a squadre è trionfo dell’Atletica Valle Brembana, che aveva fatto meglio complessivamente nella prima fase, ma si riconferma al vertice; alle spalle dei biancorossi è il GA Vertovese, ottavo dopo la prima fase, a strappare l’argento alla Recastello Radici Group, che si riconferma sui livelli di Brescia. Chiudono la top 5 (grazie ai punteggi ottenuti tre settimane or sono) CUS Pro Patria Milano e Atletica Rodengo Saiano Mico.

CROSS 7,5 KM SENIORES/PROMESSE F – La gara è un vero e proprio assolo per l’atleta dell’Atletica Alta Valtellina Emily Collinge, la quale non ha rivali sin dal via; la specialista della corsa in salita accumulerà nel corso della sua cavalcata solitaria ben 80 secondi sulle inseguitrici, guidate da un altro asso della corsa in montagna come Alice Gaggi (La Recastello Radici Group). Anche Gaggi, nel suo tentativo di inseguimento, crea altro vuoto dietro di sé: mezzo minuto dopo l’atleta valtellinese giunge sul traguardo la terza classificata, prima tra le Under 23, Cristina Molteni (GP Valchiavenna), che ha la meglio sulle più esperte Silvia Radaelli (Free Zone, quarta) e Maria Righetti (Atl. Lecco Colombo Costruzioni, quinta). Al sesto posto si piazza Deborah Oberle (CUS Insubria Varese Como), che precede la seconda U23 di giornata Katia Nana (La Recastello Radici Group). Chiudono la top ten Anna Frigerio (Free Zone), Nicole Acerboni (Bracco Atletica) e Luisa Gelmi (GA Vertovese). La top 5 a squadre rimane invariata rispetto alla prima fase di Brescia: prima La Recastello Radici Group, seguita sul podio da Free Zone e Atletica Brescia ’50 Metallurgica San Marco; poi Lecco Colombo Costruzioni e CUS Insubria Varese Como.

CROSS 7,5 KM JUNIORES M – Dalla delusione per l’amara squalifica sui 1500 metri ai Nazionali Indoor di Ancona alla vittoria nel Cross della Bosca U20: Moad Razgani (Atl. Bergamo 1959 Oriocenter) dimostra ancora una volta tutto il suo valore, con una vittoria autoritaria maturata nelle battute finali. Alle sue spalle prova fino all’ultimo a rientrare il classe 2003 Konjoneh Maggi (Atl. Lecco Colombo Costruzioni), il quale si deve però accontentare però dell’argento davanti al coetaneo Mattia Zen (CUS Insubria Varese Como). Il quarto posto è di Matteo Bardea (AS Lanzada), mentre a chiudere la top 5 è il comasco Mattia Campi (Pro Sesto Atletica), che regola nel finale Stefano Pedrana (GA Vertovese) e Giovanni Artusi (Atl. Lecco Colombo Costruzioni). Nella classifica a squadre totale sono confermate le prime tre posizioni della prima fase: davanti a tutte c’è l’Atletica Lecco Colombo Costruzioni (confermatasi anche quest’oggi), seguita da CUS Insubria Varese Como CBA Cinisello Balsamo. Grazie ai piazzamenti odierni sono quarti i bergamaschi del GA Vertovese e quinti gli alfieri del CUS Pro Patria Milano.

CROSS 5 KM JUNIORES F – Si afferma con autorità tra le U20 il nome nuovo di Silvia Gradizzi: la portacolori del CUS Pro Patria Milano duella con Nicole Coppa (Bracco Atletica) per poi vincere la gara in solitaria, lasciando la compagna di fuga a oltre quindici secondi. Terzo posto per un'altra Bracco Atletica come Angelica Prestia, che precede la varesina Francesca Mentasti (Atl. Gavirate). Quinto posto per la brianzola Camilla Galimberti, che chiude un terzetto Bracco Atletica di alto livello mettendosi alle spalle Federica Dalfovo (Atl. Bergamo 1959 Oriocenter) e Chiara Angela Guidali (Atl. Gavirate), rispettivamente sesta e settima. Nella graduatoria per team la Bracco Atletica conferma la propria leadership staccando Free Zone e CUS Pro Patria Milano. Seguono Atletica Gavirate e Atletica Lecco Colombo Costruzioni.

CROSS ALLIEVI – Gara su ottimi ritmi per la categoria, nella quale si conferma dominatore dopo l’exploit di Brescia il bergamasco Stefano Benzoni (Pool Soc. Atl. Alta Valseriana) che vince nettamente ancora una volta davanti al bresciano della Rodengo Saiano Mico Loris Cittadini, autore di un’altra solida prova. Terzo è il portacolori dell’Atletica Bergamo 1959 Oriocenter Alessandro Morotti, che precede Lorenzo Pellicciardi (Atl. Cento Torri Pavia, quarto) e Mattia Adamoli (US Derviese, quinto). A squadre è proprio l’US Derviese di Adamoli ad aggiudicarsi il primato (frutto dell’ottima prova corale di Brescia) davanti a CSI Morbegno e CUS Pro Patria Milano. A seguire Atletica Bergamo 1959 Oriocenter ed Euroatletica 2002.

CROSS ALLIEVE – La vincitrice in solitaria della prima fase Miriam Scerra (PBM Bovisio Masciago) si deve inchinare all’assolo odierno della bergamasca Arianna Algeri (Atl. Bergamo 1959 Oriocenter), che trionfa nettamente con oltre venti secondi di vantaggio sulla milanese. Terzo posto per Hajar Assamidi (Free Zone), che regola Alessia Pellegrini (Atl. Valle Brembana, quarta) e Samira Manai (Free Zone, quinta). Per quanto riguarda i team c’è da segnalare il sorpasso in vetta della Free Zone alle spese dell’Atletica Valle Brembana, che conserva la seconda piazza davanti ad Atletica Bergamo 1959 OriocenterAtletica Vallecamonica Atletica Riccardi Milano 1946.

CROSS DI SELEZIONE CADETTI – Manuel Zanini (Atl. Gavirate), dopo un 2020 scoppiettante che lo ha visto trionfare in lungo e in largo a livello regionale tra gli U16, si conferma l’uomo da battere tra i Cadetti e vince nettamente la prova da 2.5 km davanti a Mattia De Rocchi (Atl. Muggiò) e Carlo Tagliabue (US Derviese). Al femminile la gara (2 km) si decide invece in volata: a trionfare è Emma Pollini (Geas Atletica), che per un soffio precede Sofia Sidenius (Atleticrals2 – Teatro Alla Scala). Terza è Giorgia Franzolini (Euroatletica 2002).

CROSS MASTER – La mattinata ha visto risplendere i colori della plurititolata a livello Master Atl. Paratico: vittoria netta al maschile per Renato Tosi e addirittura tripletta gialloblu al femminile grazie a Patrizia TisiEva Grisoni e Simona Angelini.

 

 
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23 febbraio 2021. Succede che la mezza maratona di Ras al Khaima (Emirati Arabi), in programma il 19 febbraio, viene annullata per l’ormai tristemente famosa pandemia. Doveva costituire il tentativo congiunto di Eyob Faniel e Yeman Crippa (alla sua prima esperienza sulla distanza) di correre la mezza maratona sotto 60 minuti. Alle spalle una preparazione finalizzata a questo ambizioso obiettivo. Tutto svanito? Macché. Si mettono in pista in tanti, si cerca un’altra opportunità, magari in Italia; purtroppo di gare vicine non ce ne sono e anche le prospettive poco più avanti non sono rassicuranti, ma ecco che arriva Giuseppe Giambrone, personaggio poco conosciuto ma solo ai non addetti ai lavori. Ci sarebbe tanto da dire su di lui, tanto schivo e lontano dai riflettori quanto bravo nel suo lavoro di allenatore. Il Tuscany Camp (situato a San Rocco a Pilli, Siena), che si può senz’altro definire una sua creatura, è il luogo dove si sono formati diversi grandi campioni, basti citare Jakob Kiplimo, campione del mondo junior di cross oppure Oscar Chelimo, bronzo ai mondiali di cross nel 2019; ma anche il nostro Stefano La Rosa, che sotto la sua guida ha fatto il personale in maratona (2:11:07).

La richiesta di gare, ovunque, nasce dalla necessità di World Athletics (precisiamo, per la maratona) di supportare gli atleti in cerca dei tempi minimi nella prospettiva delle Olimpiadi, un’opportunità colta al volo da Fidal che grazie a Giuseppe Giambrone mette in piedi una mezza maratona, che si correrà domenica 28 febbraio, ma anche la maratona, in programma l’11 aprile. Il percorso è realizzato nell’aeroporto di Siena Ampugnano, quindi un’area chiusa al pubblico, nel rispetto delle vigenti normative. E Giancarlo Chittolini? Beh, dove c’è atletica … c’è lui. Si butta con entusiasmo nella collaborazione con Giambrone, certo la motivazione è grande perché correrà Eyob Faniel, atleta che ha cominciato a crescere proprio con lui. Ma non è solo questo: finalmente rivede una concreta possibilità di prestazioni di alto livello (ricordo che nessun italiano ha mai corso la mezza maratona sotto i 60 minuti, il record nazionale appartiene a Rachid Berradi, con 1:00:20).

La gara ovviamente è omologata e certificata Fidal, si correrà su un percorso assolutamente pianeggiante e con poche curve, tutti elementi per favorire le prestazioni. Saranno quattro giri di 5 chilometri e poco più sull’anello esterno dell’aeroporto. Prima della riunione tecnica è ovviamente difficile avere precise informazioni, tuttavia è chiaro che ci saranno le lepri, potrebbero essere Iliass Aouani e Olivier Irabaruta; si possono ipotizzare dei passaggi in 28:15, massimo 28:20 ai 10 chilometri, per un obiettivo finale sotto i 60 minuti, ma anche un record italiano sarebbe un buon risultato. I nomi degli atleti elite? Un elenco provvisorio dice, tra gli altri, Benson Kipruto e Felix Kipkoech, atleti con recenti personali sulla mezza maratona rispettivamente di 60:06 e 60:12, anche per loro la motivazione del primo “sub 60” sarà fortissima. Alex Kibet, all’esordio sulla mezza maratona ma “si dice” sia molto forte. Insomma, viene da dire che Eyob e Faniel avranno i “treni giusti”. Della partita sarà anche Oscar Chelimo, che correrà solo per qualche chilometro, diciamo una presenza legata all’amicizia con Giambrone.

 

Il leit motiv di maggiore interesse è l’esordio di Yeman Crippa sulla distanza; dopo un 2020 spettacolare (battuti i record nazionali su 3.000, 5.000 e 10.000 metri, quindi pista, e 5 chilometri su strada) si cimenta sui 21.097 metri. Ma non è certo meno importante il tentativo di Eyob Faniel, che ha più volte sfiorato i 60 minuti (60:44, 60:52:60:53, negli ultimi 18 mesi). E il coach dei suoi primi passi, Giancarlo Chittolini, sarà lì a vederlo, incitarlo, a fianco del suo attuale allenatore, Ruggero Pertile.

La manifestazione è realizzata con la collaborazione del gruppo sportivo Don Kenya Run di Milano.

Infine, qualche doverosa nota su Giuseppe Giambrone.

Siciliano di Caltavuturo (PA), classe 1979, sposato con Carmelinda (titolare del Tuscany Camp), hanno due figli, Francesco e Anna, 10 e 7 anni. Vivono a San Rocco a Pilli dal 2000. Un buon trascorso nell’atletica, 2:29:16 in maratona e 1:08:44 sulla mezza. Istruttore…. quasi da sempre, da molto giovane seguiva i ragazzini dell’oratorio. Innamorato e appassionato di atletica, la sua storia in qualche modo comincia nel 2014, quando decide di andare in Africa per saperne di più su quei forti atleti.

All’inizio non conosce la lingua inglese, ma è intraprendente e con tanto spirito di iniziativa; inizia il rapporto con la federazione ugandese, segue gli atleti e il 2019 è probabilmente l’anno della sua consacrazione. Dopo 40 anni di dominio etiope e keniano i suoi atleti Jakob Kiplimo e Oscar Chelimo nel mondiale di cross portano a casa un argento e un bronzo; aumenta la visibilità della nazione ugandese, arrivano gli sponsor.

Oggi la sua “creatura”, il Tuscany Camp, è una splendida realtà, una fucina di futuri campioni, ma anche un punto di prestigio per il tessuto locale. Studi medici, centri di fisioterapia, parafarmacia, c’è davvero tutto per supportare al meglio gli atleti elite (oggi essenzialmente ugandesi e burundiani) ma anche gli amatori, che sempre più numerosi si rivolgono a questa struttura.

Lunedì, 22 Febbraio 2021 15:51

Si torna alle gare: piano, ma si riparte

Domenica 21 febbraio è una data da ricordare: si è corsa la prima mezza maratona in Italia del 2021, a Trecate (NO), giorno più, giorno meno, a distanza di un anno dallo scoppio della pandemia. Tutto si è svolto nel rispetto delle regole, a cominciare dalla limitazione nel numero totale dei partecipanti (500), nonostante il protocollo Fidal non preveda uno specifico limite totale, bensì la partenza in scaglioni di 500. A Trecate erano 500 in totale e sono partiti addirittura a scaglioni di 100, per aumentare ancor più il margine di sicurezza. Il collega Rodolfo Lollini l’ha raccontata QUI. Anche un partecipante, Aurelio Martinelli, runner e organizzatore della Mezza di Como, ha voluto raccontarci la sua esperienza, LEGGERE QUI.

Di certo per le manifestazioni con grandi numeri bisognerà attendere ancora un po’, ma se pensiamo, ad esempio, che il 90% delle mezze maratone italiane fa meno di 1000 partecipanti possiamo senz’altro affermare che il movimento delle gare può ripartire.

Le gare sono ripartite, indoor, corse campestri ed ora quelle su strada; il calendario presenta diverse opportunità, certamente in numero inferiore alla normalità, è giusto ripartire piano.

Le difficoltà ci sono e ci saranno, forse ancora per parecchio tempo: limitazione nei partecipanti, organizzazione più complessa, maggiori responsabilità, ma LE GARE SI POSSONO FARE. Se gli organizzatori devono essere sempre bravi, oggi devono esserlo ancora di più. Poi è chiaro che possono esistere specifiche problematiche locali determinate dalla pandemia, che in certe zone purtroppo è più grave che in altre, sono situazioni che vanno affrontate seriamente ma anche serenamente, valutando tutti gli aspetti della gara e di tutto ciò che ci sta intorno: percorso, logistica, parcheggi, disponibilità di spazi che garantiscano l’ormai famoso distanziamento sociale. Dalla prospettiva di chi corre c’è … tanta voglia di correre, al punto di accettare difficoltà e compromessi, lo dicono i numeri delle gare sinora svolte.

Certamente si devono trovare enti locali disponibili all’ascolto di chi vuole organizzare, in questo senso è di fondamentale importanza presentare dei piani accurati, che rispondano in modo preciso alle vigenti normative sanitarie ed ai protocolli stabiliti dalla federazione di atletica leggera. Così non fosse, i loro dubbi, le loro perplessità non possono che aumentare ed è più difficile contestare decisioni contrarie. Ma se si fanno le cose bene, e la situazione locale non è tale, in termini di principio, da negare la manifestazione, diventa difficile accettare decisioni contrarie, magari per questioni di principio o peggio ancora di natura politica. E’ bene sapere che a monte di ogni gara podistica (o evento sportivo in genere) ci sono dei passaggi ben precisi: il Coni, in accordo col Ministero della Salute, stabilisce la fattibilità degli eventi sportivi, le singole federazioni (Fidal, nel nostro caso) definiscono dei protocolli nel rispetto delle normative. Viene definito un calendario gare, mesi prima della data; non può, non deve succedere che basti qualcuno in cerca di visibilità a mettere paura ai vari enti locali, che annullano o rinviano magari solo pochi giorni prima. Le gare non si improvvisano, ci vogliono settimane, mesi di lavoro per approntarle.

Il settore dello sport, tutto lo sport, ha lo stesso diritto di ripartire di tutti gli altri, non so quanti punti di PIL valga, ma è chiaro che genera reddito per tante categorie di lavoratori. Si pensi alle tasse che si pagano per le gare, soldi che la federazione utilizza anche per finanziare il settore giovanile, il futuro della nostra atletica; gli sponsor spendono per supportare le manifestazioni in cambio di visibilità, i produttori di scarpe ed abbigliamento…l’elenco è lungo di chi si giova del movimento sportivo. E poi si pensi all’indotto: chi corre spesso mangia al ristorante, dorme in albergo, consuma ai bar, le gare aiutano tanti altri settori a ripartire.

Avanti tutta, certamente con giudizio, rispetto e tutta l’attenzione che ci vuole. Ma ripartiamo.

 
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Questo sito si occupa di cose di corsa, tuttavia è impossibile non dare per prima la notizia dello spettacolare salto di Larissa Japichino: con 6,91 mt eguaglia il record italiano di mamma Fiona May e realizza il record del mondo juniores (precedente Heike Drechsler, 6,88). Questo vale il minimo per le Olimpiadi di Tokio.

Tornando alle corse la gara più spettacolare è stata certamente quella sui 1500 metri: ha vinto Pietro Arese (Fiamme Gialle) al termine di una rimonta iniziata dopo i 1200 metri. Chiude col tempo di 3:40:54, migliorando il precedente di 3:42:04). Secondo e terzo posto, anche loro con personale, rispettivamente per Joao Bussotti (Esercito) e David Nikolli (Caivano Runners), 3:41:04 (prec.3:41:79) e 3:42:16 (prec. 3:43:48).

Gara femminile sulla medesima distanza che ha avuto un epilogo diverso, Gaia Sabbatini (Fiamme Azzurre), categoria promesse, ai 1200 metri ha piazzato una progressione impossibile per le avversarie. Chiude col tempo di 4:13:70, a un niente dal suo personale di 4:13:62. Seconda posizione in 4:16:32 per Federica Del Buono (C.S. Carabinieri), rientrata da poco alle gare dopo tanti problemi fisici. Terza col tempo di 4:17:55 Micol Majori (Pro Sesto Atletica) che ha letteralmente polverizzato il suo precedente primato (4:24), non risparmiando le energie nonostante domani sia impegnata sui 3.000 metri, al pari di Giulia Aprile (C.S. Esercito), oggi quinta in 4:22:10.

Domani, a partire dalle 15, diretta su RaiSport

Una gara che promette di essere bella, tuttavia arrivata …nel momento sbagliato, causa pandemia. Da qui la decisione degli organizzatori di rinviare la prima edizione dal 21 marzo 2021 al 2 e 3 aprile 2022. Però …. qualcosa succede ugualmente, vediamo nel dettaglio i vari passaggi.

Questo il comunicato degli organizzatori:

La LAKE GARDA 42, maratona sul lago di Garda originariamente prevista per il prossimo 21 marzo, è stata rinviata al 2022, per la precisione nel weekend del 2 e 3 aprile. La decisione degli organizzatori, presa in collaborazione con la regione North Lake Garda, ha come obiettivo la tutela dei runner e il rispetto delle norme sanitarie, ma anche lo scopo di proporre – quando si potrà farlo in tutta sicurezza – un evento di festa sportiva.

“La situazione attuale, le incertezze in termini di mobilità e le direttive sanitarie ci hanno costretto a riprogrammare la LAKE GARDA 42 per l’anno prossimo. È una decisione difficile per noi, per i nostri partner e per tutti i runner che avrebbero voluto partecipare, ma è anche l’unica possibile.” ha commentato Christian Deissenberger, a capo dell’organizzazione della gara. “Per noi, la LAKE GARDA 42 e tutte le attività ad essa connesse devono rappresentare un’occasione per celebrare lo sport, un momento in cui chi vi partecipa può godere di una vera atmosfera di ‘pure running’.  Attenderemo con pazienza il 2022, con l’intenzione di proporre un evento di questo tipo, assicurandoci che sia sicuro per tutti.”

Rimborsi per le iscrizioni, nessuno spostamento al 2022, come spesso accade: gli organizzatori hanno già avviato la procedura di rimborso per gli iscritti all’edizione 2021 della LAKE GARDA 42. Il rimborso sarà effettuato in automatico: la quota d’iscrizione verrà restituita direttamente sui conti bancari degli iscritti, che non avranno quindi bisogno di avviare nessuna procedura personalmente. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito della manifestazione, lakegarda42.com LAKE GARDA 42 –

Ma qualcosa succederà comunque il prossimo 21 marzo: una EditionZero un po’ particolare, vediamo di cosa si tratta. E’ sempre Christian Deissemberger a spiegare cosa accadrà.

“LAKE GARDA 42 è un evento nato per unire, e non vogliamo perdere quello spirito di aggregazione tipico del mondo dei runner. Pur rispettando tutte le misure di sicurezza e direttive attuali, siamo determinati a continuare, e dare un segnale forte alla comunità sportiva. Ecco perché abbiamo pensato a LAKE GARDA 42 – EditionZero, un'esperienza unica nel suo genere, che coinvolgerà un limitato numero di partecipanti, chiamati a rappresentare la comunità di appassionati.” L’EditionZero sarà l’evento alternativo alla gara, organizzato per domenica 21 marzo. L’appuntamento vedrà 10 runner correre sul percorso originario della maratona, dal quale potranno apprezzare gli iconici panorami locali e godere di un’esperienza senza pari, un momento dedicato unicamente a loro e alla loro passione per la corsa. Non solo, ma ai fortunati protagonisti della EditionZero sarà anche riservato un trattamento “d’elite”, con tutti i costi coperti dall’organizzazione. Un’esperienza che si farà in totale sicurezza, infatti è prevista la scorta ai partecipanti. Per ricevere questo speciale invito, sarà necessario presentare la propria candidatura tra il 15 e il 21 febbraio 2021, inviandola alla pagina www.lakegarda42.com/it/lg42-editionzero

Al termine di questo periodo, verranno selezionati i 10 partecipanti.

Per chi non prenderà parte fisicamente all’EditionZero ma vorrà comunque seguirne gli sviluppi, tutte le news saranno disponibili sui profili social della gara - @lakegarda42 su Instagram e @lakegarda42 su Facebook.

Le gare si possono fare, oggi la prova provata. Il contesto era davvero bello, il parco delle Cave, che ha fatto da splendida cornice alla manifestazione che sancisce il ritorno alle gare outdoor nella regione lombarda. La gara rappresentava la prima prova del campionato italiano di società assoluti e del campionato regionale di società master di corsa campestre.

http://podisti.net/index.php/in-evidenza/item/6900-brescia-cross-parco-delle-cave-edizione-della-ripartenza-dominata-da-puppi-e-zanne.html

Quantità e qualità a questo cross: quantità perché sono stati 590 i partecipanti (partenti), un numero più che discreto per questa specialità; qualità perché si sono confrontati i migliori specialisti delle corse campestri, ma anche tanti atleti che fanno altre scelte nell’atletica leggera ma che, giustamente, considerano i cross un passaggio importante nella loro preparazione.

Altro fatto rilevante: è stata una gara per tutti, dagli assoluti alle categorie allievi/e, juniores, promesse e fino ai master… over and over. Per tutti… o quasi, purtroppo per le categorie esordienti e ragazzi si dovrà attendere ancora un pochino.

Protocolli severi e fatti rispettare, con la buona collaborazione degli atleti. Accessi limitati al campo gara ai soli atleti in corrispondenza della propria batteria, con percorsi distanziati dopo la loro prova. Controllo della temperatura all’ingresso e gel disinfettanti in abbondanza in ogni angolo.

Gli atleti indossavano la mascherina in tutte le fasi del pre e post gara e la toglievano solo circa 500 metri dopo la partenza.

Sul fronte gare tante belle sfide, ne cito una per tutte: quella appassionante e avvincente tra gli assoluti maschili, con i compagni di team Atletica Valle Brembana, Francesco Puppi e Pietro Sonzogni a darsi battaglia fino agli ultimi 500 metri, dopo aver staccato gli avversari nel corso del secondo giro.

Distanze variabili secondo la categoria di appartenenza: 3700 metri per master donne allieve (un giro corto più un giro lungo); 5000 metri per juniores donne e allievi (due giri lunghi): 6200 metri per i master over 50 (un giro corto più due giri lunghi); 7500 metri per juniores uomini e promesse/ senior donne (3 giri lunghi); 10000 metri per i senior maschile (quattro giri lunghi). Il giro corto era di circa 1200 metri, quello lungo di 2500 metri.

Percorso piuttosto mosso, con un paio di difficoltà rappresentate da una salita duretta, di circa un centinaio di metri, e da una discesa insidiosa a metà del giro lungo. Bene il meteo, che ha tenuto nonostante le previsioni che davano pioggia, così come ha tenuto il fondo del percorso, al punto che io (ma non ero l’unico), ho corso con comuni scarpe da strada, anche se in questo caso quelle da trail avrebbero garantito un’aderenza ancora migliore. Ovvio che, in generale, le scarpe chiodate sono sempre la scelta migliore nelle corse campestri, magari riducendo la lunghezza dei chiodi in considerazione del fondo su cui si corre.

Un plauso sincero agli organizzatori, ASD Cellatica, Atletica Rodengo Saiano Mico, ASD Sport Brescia; a Fidal Brescia, che ha messo in campo competenza, entusiasmo e passione. Confido davvero che questa bella esperienza possa costituire da esempio e stimolo ad altri organizzatori. Ognuno ha certamente le sue difficoltà, ma le gare SI POSSONO FARE, solo che oggi bisogna essere più bravi che mai, anche nel sensibilizzare le autorità locali. Lo sport deve ripartire, tutto lo sport.

Appuntamento il 28 febbraio a Morbegno (SO), 24° Cross della Bosca, per la seconda prova dei campionati di società

Tutte le classifiche

 
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Cominciano a mancare gli aggettivi per definire questo grande atleta, che ha iniziato a correre forte in età avanzata, ma poi non ha più smesso di stupire. Al Palaindoor di Padova con 8:22:54 ha realizzato la miglior prestazione mondiale M45 sui 3.000 metri, abbassando il precedente limite di 8:26:15 che apparteneva all’inglese Brad Burton. Raineri ha chiuso l’ultimo mille in 2’42!

L’atleta del Don Kenya Run ha corso nella serie riservata agli atleti con i migliori tempi di accredito, giungendo secondo dietro a Samuele Dini (Fiamme Gialle), vent’anni più giovane, che ha vinto in 8:20:52. Terzo Luigi Ferraris (Atl. Valle Brembana), un altro forte atleta master (M40), suo il tempo finale di 8:29:11.

Pur ottenendo ottimi risultati anche nelle corse più lunghe, difatti ha personali di 30:32 sui 10.000 metri e 1:08:25 sulla mezza maratona, il mezzofondo resta la sua specialità. Nel settembre 2020 aveva stabilito la miglior prestazione mondiale nel miglio, abbassando il limite che già gli apparteneva da 4:13:96 a 4:10:30.

A chi gli chiede dove vuole arrivare risponde sempre “sono ancora integro, mi diverto e…si può sempre migliorare”. Ecco, questo è il miglior spot possibile per chi pratica l’atletica leggera in età avanzata. Lo conosco bene, e sono certo che stupirà ancora tanto.

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