Direttore: Fabio Marri

* Per accedere o registrarsi come nuovo utente vai in fondo alla pagina *

Maurizio Lorenzini

Maurizio Lorenzini

appassionato di atletica, istruttore Fidal e runner

Tanta fatica per niente. Il grande risultato ottenuto da Sondre Nordstad Moen non è valido; World Athletics non ne aveva dato notizia prima e, al momento che scrivo, non comunica ufficialmente la decisione adesso.

Ne avevamo parlato qui

https://www.podisti.net/index.php/in-evidenza/item/6376-sondre-moen-stabilisce-il-nuovo-primato-europeo-dell-ora-in-pista.html

raccontando che il 7 agosto il forte atleta norvegese in 60 minuti, sulla pista di casa di Kristiansand, aveva coperto la distanza di 21,131 chilometri, superando il 20,944 km fatto nel lontano 1976 da quel grande atleta che è stato Jos Hermes, oggi manager di alto livello.

Cosa è successo? Beh, la diatriba sulle scarpe è complessa, probabile che siamo solo all’inizio di una storia che rischia di durare a lungo, ma per il momento ci soffermiamo soprattutto sugli aspetti che riguardano la prova di Moen.

Alla fine di luglio World Athletics aveva decretato che la suola delle scarpe non può essere maggiore di 25 mm (gare in pista, invece 40 mm per quelle su strada) tuttavia, a stagione in corso, era complicato per gli atleti cambiare scarpe, pertanto era prevista una deroga sino al 31 dicembre. Deroga che pochi giorni dopo era stata revocata, pertanto la disposizione era immediatamente efficace. A pochi giorni dal suo tentativo era oggettivamente impossibile per Moen cambiare scarpe, tenendo anche conto di quanto possa incidere sui tendini (in particolare l’achilleo) una maggiore o minore altezza dal suolo.

Moen, in accordo col suo staff, ha deciso di correre comunque con le scarpe abituali (non credo potesse fare diversamente, salvo rinunciare al tentativo) ed ha realizzato il record.

Mi risulta sia stata presentata una memoria, se non un vero ricorso, affinché venga riconsiderata la situazione, verrà accolta la richiesta? Chissà, di certo le tempistiche di World Athletics sono state quantomeno inopportune.

Poi resterebbe da capire quali siano i reali vantaggi, dal punto di vista prestativo, con suole di diverso spessore. Poi ci sarebbe anche da capire quali interessi possano eventualmente esserci dietro determinate decisioni, perché è chiaro che è in atto una grande battaglia dei marchi per produrre scarpe che possano garantire la miglior prestazione possibile. Ne riparleremo.

 

Manca quasi un mese al Don Kenya Mile eppure è già tutto pronto per quella che promette di essere una riunione di ottimo livello, certamente per gli atleti elite ma anche per tutti gli amatori amanti del mezzofondo. Gara vera, gara Fidal, nel pieno rispetto dei protocolli e delle normative esistenti, sulla storica pista di atletica di San Donato Milanese (MI), che ha visto tanti campioni passare da queste parti: Fiona May e Gennaro Di Napoli, giusto per citare i più noti. A proposito di nomi e di record, proprio qui quando la pista era chiamata “Snam” (oggi campo sportivo E.Mattei), Di Napoli nel 1992 realizzò il record sulla distanza (3:51:96) e proprio qui il nostro atleta più rappresentativo, Yeman Crippa, cercherà di batterlo. Non sarà un’impresa semplice, ma l’organizzatore Matteo Vecchia (Don Kenya Run) sta lavorando per creare le migliori condizioni possibili.

Per correre forte ci vogliono lepri in grado di garantire ritmi elevati e precisi, ma anche atleti di alto livello, ci saranno entrambi. Diamo uno sguardo ai migliori tempi degli atleti accreditati. La miglior prestazione sui 1500 metri appartiene all’australiano Ryan Gregson, 3:31:06 sui 1500 metri, invece 3:53:51 sul miglio. Finalista a Rio 2016.

Ancora meglio sulla distanza dei 1609,34 metri è il connazionale Matthew Ramsden, un giovane 23enne che nel 2019 ha fermato il crono a 3:53:32.

Poi ci saranno tanti italiani a spingere forte Yeman Crippa nel corso del suo tentativo, ma anche per cercare il proprio personal best. Mohad Abdikadar, che ha corso i 1500 metri nel 2018 in 3:36:54; David Nikolli, che ha appena migliorato il suo sui 1500 metri, portandolo a 3:39:19; Yassine Bouih, anche lui sotto i 3:40 sulla stessa distanza. Poi i fratelli Ala e Osama Zoghlami, Yohannes Chiappinelli e altri ancora per rendere le gare avvincenti.

Non mancheranno nemmeno al femminile tante atlete davvero forti, come Gaia Sabbatini, Martina Tozzi, Micol Majori, Isabel Mattuzzi, Martina Merlo, Nicole Reina, tutte capaci di correre i 1500 metri intorno ai 4:20, e anche sotto.

Infine, grande spazio agli amatori, saranno moltissime le batterie perché si prevede un’elevata partecipazione e perché il protocollo federale impone un massimo di 8 atleti per ogni gara.  

Maggiori dettagli seguiranno a pochi giorni dalla gara, per ora è importante sapere che le iscrizioni si devono fare solo online sul sito tessonline.fidal.it, entro le ore 24, 1 settembre. Ritrovo alle ore 15.30, si parte col settore giovanile (distanza 1000 metri), a seguire il settore assoluti e master, prime batterie saranno (giustamente, a mio avviso) quelle di atleti con tempi di accredito più alti. Intorno alle 20.30 sarà la volta delle gare elite femminili e maschili (solo ad invito), per poi concludere con le altre batterie maschili.

Il 30° Miglio Ambrosiano e 1° Trofeo Don Kenya Run è organizzato da Atletica Ambrosiana e Don Kenya Run, con la collaborazione della Studentesca Dan Donato e il G.P. Tiremm Inanz.

Questa riunione rappresenta anche la prima prova del Club del Miglio 2020, dopo che le precedenti sono saltate causa Covid19.

www.clubdelmiglio.it; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Diceva di stare bene, ma spesso nelle interviste è apparso un po’ spavaldo, invece aveva ragione lui. Prima di stasera aveva infilato, in allenamento, tanti 800 metri corsi in 1:48, poi a Cles 3:39 sempre sui 1500 metri, ma con cattive condizioni meteo. Da dire che aveva corso gli ultimi 500 metri, senza avversari, in 1:11, tempo indicativo di chi sta veramente bene.

E stasera ha fatto il botto, chiudendo in 3:35:26, quarto miglior crono italiano all time, dietro Gennaro di Napoli (3:32:78), Stefano Mei (3:34:57) e Davide Tirelli (3:34:61). Da porre nella massima evidenza che, a differenza di chi attualmente lo procede, stiamo parlando di un “diecimillista”, a cui in teoria potrebbe mancare un po’ di quella indispensabile velocità, tipica dei mezzofondisti.

Yeman Crippa si migliora di oltre due secondi rispetto al precedente primato, 3:37:812 (Rabat 2019).

Bene le lepri (Lorenzo Pilati e Stefano Migliorati), sempre più importanti quando si vuole correre forte e mancano avversari di livello superiore. Gara complessivamente di ottimo livello, dove hanno trovato gloria e crono due suoi compagni di allenamento, David Nikolli (3:39:19) e Mohad Abdikadar (3:38:91). Ora prosegue il suo programma che prevede allenamento in altura (Livigno) per tutto il mese di agosto, ma intervallato con un prestigioso appuntamento a Montecarlo il 14 agosto, quando nel corso della riunione Joshua Cheptegei tenterà di fare il record del mondo, detenuto da Kenenisa Bekele, 12:37:35; invece Crippa proverà a battere Salvatore Antibo, che attualmente detiene il primato italiano con 13:05:59, un tempo che Crippa ha già avvicinato a Londra nel 2019, quando fermò il crono a 13:07:83. Certo che il tempo realizzato a Rovereto fa pensare bene, e la gara di Montecarlo sarà tiratissima, con avversari, e lepri, di alto livello: tutto indica che le prospettive sono davvero buone.

Un piccolo passo in avanti, per molti inutile, insignificante, non risolverà nulla. Forse è così, ma se ci guardiamo indietro di due mesi, col nulla assoluto, qualche gara si potrebbe fare se gli enti locali lo consentiranno e soprattutto se c’è ancora un briciolo di entusiasmo. Non è superfluo ricordare che qui si parla di gare Fidal.

Ma vediamo qualche passaggio, nel dettaglio.

Partenze con crono individuale: nulla cambia rispetto a prima e, aggiungo io, nulla risolve, tranne che non si parli di gare a bassissima partecipazione, che peraltro devono pagare elevate tasse gare.

Partenze scaglionate, massimo 50 atleti, batterie ogni tre minuti. Obbligo di indossare la mascherina sino al via. Anche questo era già previsto col precedente protocollo. Gare ad elevata partecipazione durerebbero troppo, se concepite in città o comunque su percorsi interessati al traffico sarebbe un problema.

La novità è invece rappresentata dall’opportunità di fare batterie fino a 200 atleti, con partenze stavolta ogni cinque minuti. La differenza rispetto a prima (oltre alla concessione sino ai 200 partenti) è che si dovrebbe mantenere la mascherina per i primi 500 metri. Si può intuire la “ratio”, ma è impensabile esercitare un controllo. Giudici che tra 200 persone ancora ammassate dovrebbero identificare, e squalificare, chi ha abbassato o si è tolta la mascherina? Dai, non scherziamo. Un altro passaggio si presta a critiche: il protocollo dice “200 atleti distanziati”, come? Di quanto?

Ovviamente Fidal precisa che tali partenze a batterie sono consentite solo nelle regioni che permettono i cosiddetti sport di contatto.

Insomma, cosa cambia per gli organizzatori? Tutto sommato poco, credo nulla per i grandi eventi. Le gare a bassa partecipazione (direi sino a 7-800 partecipanti) sarebbero fattibili, a condizione di starci dentro nei costi e che possono contare sulla buona volontà e disponibilità degli enti locali ( anche di accettare l’occupazione del suolo per tempi della manifestazione inevitabilmente più lunghi). Di certo sono impossibili le gare su più giri, dando ovviamente per scontato che i migliori partirebbero davanti, diventa inevitabile il ricongiungimento e il sorpasso.

Certo tutto questo fa un po’ sorridere vedendo ciò che accade in giro.

Una possibilità da valutare potrebbe essere quella di ridurre la distanza della gara, ad esempio una mezza maratona che diventa una 10 k, ciò darebbe almeno tre vantaggi: 1)riuscire a portare comunque avanti la manifestazione, ovviamente se questa è la volontà 2)impegnare strada e persone per un tempo inferiore 3)minori costi in termini di tassa gara.

Aggiungo un particolare, secondo me interessante: c’è voglia di gareggiare per tanti, necessità per molti, ad esempio i mezzofondisti. Infine, una 10 chilometri è una distanza alla portata di tanti, se non tutti.

 
What do you want to do ?
New mail
Lunedì, 20 Luglio 2020 00:04

Idroscalo (Milano) - 5 Krono

Tra le tante virtual e modalità varie di gareggiare…senza gareggiare, questa è quella che a mio avviso più soddisfa la voglia di competizione dei runner in crisi di astinenza da pettorale.

La ragione è molto semplice: si corre tutti sullo stesso percorso, niente alchimie tipo partenze da cavalcavia o tratti che tendono più a scendere che a salire, metri che spesso mancano, ma che i GPS quasi sempre ti regalano. Inoltre, corrono tutti quasi nello stesso momento, quindi nelle medesime condizioni atmosferiche.

Questo è ciò che è successo oggi all’Idroscalo di Milano, anche se in realtà compreso tra i comuni di Peschiera Borromeo e Segrate. Un parco gestito dalla città metropolitana ma appetito da molti privati che intenderebbero trasformarlo per ovvie ragioni di business. Ideale sito per molti scopi, incluso quello di fare sport in condizioni di sicurezza; se rimaniamo nel nostro ambito, il running, molti ricorderanno il Giro da Paura, purtroppo scomparso dai calendari, 6 chilometri intorno ad un bacino artificiale di discrete dimensioni (1,6 chilometri quadrati).

Da un’idea di Corro Ergo Sum e Almostthere è nata questa 5 k cronometrata, nel pieno rispetto delle ormai famose norme anti-covid. Partenze individuali a distanza di un minuto (dalle ore 08.00) in base ad un preciso ordine stabilito in precedenza (niente iscrizioni sul posto), quindi nessun assembramento, con la ripetuta raccomandazione di presentarsi al via solo nell’orario precedentemente assegnato. Partenza ed arrivo rigorosamente distanziati (circa 1000 metri). Niente pacco gara, ristori, docce, deposito borse.  Nessuna classifica, ma il riconoscimento “ufficiale” della propria prestazione in base ad un cartellino consegnato alla partenza e la registrazione del tempo all’arrivo. Partecipazione gratuita.

Assomiglia ad una prova che da lungo tempo ogni fine anno facciamo come gruppo sportivo (G.S. Zeloforamagno), in questo nostro caso si fa il giro completo.   

Una competizione prima di tutto con sé stessi, ovviamente, ma la formula era comunque stimolante, perché si trattava magari di raggiungere e superare chi era partito prima, oppure di non farsi prendere da chi era partito dopo. Nella selezione del tratto di 5 chilometri, utile la scelta di tagliare fuori i due ponticelli ed il tratto in sterrato di circa un chilometro, quantomeno a vantaggio di chi cercava di realizzare il miglior tempo possibile.

Dato l’orario di gente non ce ne era molta, pertanto si è potuto correre in condizioni ottimali, col percorso sostanzialmente sgombro da passeggiatori e camminatori.

In totale i finisher sono stati 46; la donna più veloce, Chiara Moras (21:02), l’uomo più veloce, Giannantonio Di Domenico (16:13).

Per me una buona esperienza, di questi tempi. Un’edizione zero che vorrebbe diventare una “prima” vera nel 2021, secondo gli organizzatori Corro Ergo Sum e Almostthere. Al pari di un’altra loro iniziativa, Run with the Sun, una 10 k corsa quest'anno (21 giugno) in modo indipendente e su tracciati a scelta ma rigorosamente entro le 21:16. Orario del tramonto nel giorno del solstizio d’estate.

Questo il pronunciamento del Ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, che con una lettera inviata al Coni LEGGI QUI spiega le ragioni per le quali le elezioni non si possono rimandare. 

Ecco il passaggio specifico:

“….la delibera votata il 2 luglio, che prevedeva una finestra da settembre 2020 a fine 2021 per le elezioni a seguito del rinvio delle Olimpiadi di Tokyo, risulta in contrasto con la normativa vigente «che non contempla l'ipotesi di proroga della durata del mandato degli organi» di Coni e federazioni «oltre il formale termine di legge».

Giova ricordare che le elezioni coincidono con l’anno olimpico, quindi ogni 4 anni. Lo spostamento delle Olimpiadi di Tokio al 2021 aveva fatto ipotizzare uno scivolamento in avanti delle elezioni, perlomeno questo è ciò che chiedeva il presidente del Coni, Giovanni Malagò, questo è certamente quanto auspicava l’attuale consiglio della Federazione Italiana di Atletica Leggera, in testa il Presidente Alfio Giomi. Le motivazioni tecniche addotte a sostenere la tesi del rinvio (continuità del lavoro svolto, mancanza di tempi per organizzare un nuovo staff, etc) francamente parevano piuttosto deboli, invece sembrava una buona idea per restare a bordo un altro anno. (nota personale: anche a dispetto dei risultati poco confortanti sinora ottenuti). 

Quindi elezioni da tenersi con le usuali modalità e tempistiche, queste ultime potrebbero risultare allungate per problemi congiunturali, ma di certo da farsi ben prima delle Olimpiadi di Tokio. Ricordo che elezioni Fidal erano calendarizzate nel mese di novembre, e per ovvi motivi (Olimpiadi di Tokio) sarebbe il caso di non andare troppo oltre.

Finisce tutto qui? Mah, vediamo i prossimi passi del Coni, il Presidente Malagò tante volte ha mostrato capacità non indifferenti di giocare le sue partite.

A me personalmente pare una scelta logica quella di votare nei tempi canonici, certamente perché questo dice la legge, ma altrettanto perché se si prova ad immaginare un ennesimo rinvio, causa pandemia, delle Olimpiadi di Tokio, che accadrebbe? Si andrebbe avanti ad oltranza con gli attuali vertici?  

 

 
What do you want to do ?
New mail
 
What do you want to do ?
New mail

Continuano purtroppo ad aggiornarsi i bollettini delle cancellazioni, una lista sempre più lunga, eppure non sono poche le manifestazioni che risultano ancora a calendario, con le iscrizioni aperte o con promessa di prossima apertura. Maratona di Padova, Salomon City Trail, Marcialonga Running, giusto per citare alcune tra le più note. Tra chi abbandona e chi ci prova c’è un misto di paura e coraggio, incoscienza e potenziale sottovalutazione delle difficoltà, voglia di accontentare chi corre. Per chi ha una maledetta smania di rimettere il pettorale è facile apprezzare chi ci prova, ma per tanti organizzatori la passione non basta, le difficoltà sono tante, alcune appaiono insormontabili. A mio avviso è impossibile giudicare gli uni e gli altri, di certo prima o poi si dovrà ripartire, ma le limitazioni attuali rendono il compito degli organizzatori particolarmente complicato: autorizzazione del comune, della questura, disponibilità degli sponsor, i rischi connessi….. Sono davvero tante le variabili.

Stramilano (ipoteticamente rinviata al 20 settembre), abbandona, del resto se arrampicandosi sui vetri una gara a medio-bassa partecipazione è in qualche modo fattibile, diventa irrealizzabile con 50.000 persone. Il comitato organizzatore ha già reso noto che le iscrizioni saranno automaticamente trasferite all’edizione 2021, che si terrà il 28 marzo. Stanno anche ipotizzando di tenerle valide per un biennio, per offrire un’alternativa. La sostanza è che per l’edizione del Cinquantenario si dovrà attendere il 2022.

Annullata anche la 6^ edizione della Laus Half Marathon, prevista per il 27 ottobre, la nuova data è il 31 ottobre 2021. Nessun problema relativamente alle iscrizioni, che di fatto non erano ancora aperte. Una manifestazione che nel 2019 aveva avuto 1350 partecipanti, che uniti alla non competitiva portava il totale ad oltre 2.000 presenze, un numero elevato e difficile da gestire in quel contesto cittadino. Ma, unitamente alle note difficoltà, forse nella decisione degli organizzatori ha pesato ancor più il “significato” da loro associato a questo evento, l’idea di una festa che coinvolga la popolazione, le istituzioni, oltre alla partecipazione di tanti gruppi podistici locali; certamente sarebbe mancato molto di tutto di questo, da qui la decisione di annullare.

 
What do you want to do ?
New mail
Domenica, 12 Luglio 2020 16:36

Nembro (BG) - Atletica vera, finalmente

Si è tornati a correre in Lombardia, ma anche saltare e lanciare, per davvero, dopo lo sblocco del 10 luglio. Peccato che il pubblico non fosse ammesso, ma gli atleti in pista hanno potuto gareggiare in condizioni normali.

Il fatto che ciò sia accaduto proprio qui è bello ed emblematico, a Nembro, una località che ha pagato un elevato tributo al virus, con 200 vittime su una popolazione di 12.000 abitanti.

Queste le parole di Alberto Bergamelli, presidente dell’Atletica Saletti, la società che ha organizzato questo meeting “Qui a Nembro il Covid-19 ha avuto l’impatto di un terremoto. Ora si riprendono le competizioni all’insegna della sobrietà e della discrezione, non ci saranno celebrazioni e la presenza delle autorità politiche sarà del tutto informale: la Messa del 23 giugno ha già ricordato, proprio qui al campo, la tragedia che abbiamo vissuto. La voglia di tornare all’atletica che conoscevamo è grande, al pari della consapevolezza di ciò che abbiamo vissuto”.

Una violenta grandinata si è abbattuta sul campo di atletica fino a un’ora prima delle gare, ma poi è apparso il sole e si è svolto tutto regolarmente, anche col rispetto degli orari.

Dopo il saluto del presidente della Fidal Lombardia, Gianni Mauri, si è dato via alle gare. Questo sito si occupa di corsa, pertanto il report si basa soprattutto sugli 800 metri, finalmente fatti in corsia e senza decalage. Ricordiamo tuttavia che per le distanze maggiori resta un vincolo, relativo al numero di atleti ammessi: 1500 mt massimo 6-8 atleti, 2000, 3.000, 5.000 e 10.000 mt massimo 8 atleti per batteria.

Tra le donne (4 batterie) il miglior tempo è di Serena Troiani (Cus Pro Patria-2:07:18), seguita da Sophia Favalli (Free Zone 2:10:41) e Micol Majori (Pro Sesto Atl-2:11:44).

Al maschile (4 batterie) primo e secondo posto occupati da atleti della Pro Sesto, rispettivamente Leonardo Cuzzolin (1:52:84) e Matteo Roda (1:53:50), terzo posto per Luca Beggiato (GAV Vertova-1:54:99).

In totale, comprese tutte le specialità, sono stati quasi 300 gli atleti che hanno risposto al richiamo dell’atletica, dopo il lungo lock down. Che sia avvenuto proprio a Nembro non è un caso, sia per le ragioni sopra descritte, sia perché questa pista di atletica, peraltro dotata di attrezzature di prim'ordine, è sempre più importante e capace di proporre meeting di alto livello. Ciò è frutto della passione e della competenza dell’Atletica Saletti; ho avuto il piacere di presenziare a questa riunione ed apprezzare tutto questo.

Un’altra gara che in questo infausto 2020 non si farà, in mezzo alle tante. Alza bandiera bianca la Trento Half Marathon in programma il 4 ottobre. Conoscendo bene la realtà di questa manifestazione sono convinto che ce l’abbiamo messa tutta, ma di fronte ad una precisa disposizione delle autorità locali c’è ben poco da fare. E anche da sperare in uno sblocco della situazione che pare sempre più imminente, tuttavia una manifestazione di queste dimensioni e con il coinvolgimento di tutte le categorie, oltre ai master, non poteva più aspettare per decidere. Resta una fiammella sulla possibilità di poter fare il Gir al Sas, storica gara ad invito sui 10 k, che spegnerebbe 74 candeline il prossimo 3 ottobre.

Questo il comunicato completo del comitato organizzatore

Cari runner 

abbiamo continuato a credere di poter organizzare la 10a edizione della Trento Half Marathon del 4 ottobre. Con ottimismo abbiamo coltivato la speranza di poter tornare a correre tutti insieme. Ora con rincrescimento dobbiamo rassegnarci ad assumere la sofferta decisione di annullare la Trento Half Marathon l’edizione 2020. Avremmo voluto organizzare una 10a edizione col botto, ma resta un sogno. Le ordinanze provinciali vietano ogni pubblica manifestazione fino al 14 ottobre. Siamo consapevoli della situazione e riteniamo giusto che prima di tutto sia da salvaguardare la salute dei nostri concittadini e dei runner. Siamo rimasti con le dita incrociate, nel tempo sospeso da marzo ad oggi, fiduciosi di poter tornare alla normalità, ma non sono solo le condizioni sanitarie ora che ci convincono a non tergiversare oltre.  Evitiamo ogni una discussione fra audaci e prudenti, che per noi resta, nel serraglio di vecchie inesauste futili abitudini in relazione alla pandemia e alla ripartenza. Il Trento Running Festival vuol essere prima di tutto una festa per tutti i partecipanti. Lo è durante la preparazione, con il Corri per Trento del Marathon per i trentini, lo è per chi viene da fuori a gareggiare e godere della scenografia della città, lo è la gara e per molti ancora di più il dopo con abbracci e amicizie che si consolidano nel terzo tempo con il pasta party e le premiazioni. Il sogno, le speranze oggi si infrangono, perché oltre l’imperscrutabile situazione sanitaria viene ormai meno il tempo per poter adempiere compiutamente agli impegni, anche finanziari, che la manifestazione impone. Il comitato aveva sospeso le iscrizioni dal 1° maggio e agli iscritti, che verranno contattati verrà offerta, a discrezione, la possibilità del rimborso o del trasferimento dell’iscrizione ad una edizione successiva.

Vogliamo concludere con un arrivederci a tutti i runner per la 10a Trento Half Marathon al 3 ottobre 2021 con l’impegno a farne un’edizione superba e con la speranza di vedervi numerosi a correre su un percorso rinnovato e super veloce e per il ritorno a una grande festa in una manifestazione che vorremmo da record. 

 Un saluto sportivo dal comitato Organizzatore

ASD Città di Trento

 

www.trentorunningfestival.it

 

 28 giugno 2020. Ieri c’è stata la tappa numero 14 delle maratone della speranza, erano 11 poi diventate 20, a grande richiesta dei soci del club ma anche tanti che strada facendo hanno apprezzato l’idea del presidente del Club Supermarathon, Paolo Gino.

Doveroso ricordare che tutto è nato dalla voglia di correre comunque (ognuno a modo suo e compatibilmente con le restrizioni) in un periodo difficile, ma soprattutto ha funzionato bene l’idea della raccolta fondi (appena passata quota 31.000 euro!).

Il calendario sin dall’inizio prevedeva tutte quelle gare che non si potevano fare, diciamo… normalmente. Il via lo ha dato la “Milano resisti marathon” (Milano Marathon), l’ultima doveva essere “Suviana Suchefinita” (maratona del lago di Suviana). Invece il circuito si chiuderà il 9 agosto sul lago d’Orta, con le due tappe “lago d’Orta forever” e “20 di speranza, 20 di dono”, ed è bello che sia così, perché proprio da quelle parti si corre da anni la Orta 10in10 (ma anche 20in20), una kermesse aperta a tutti su distanze che vanno dai 10 chilometri alla Ultra di 57. Ed è ancora più bello perché ad organizzarla è proprio il Club Super Marathon.

Quest’anno sul lago dorato potrebbe essere più difficile correre, ma si confida di riuscire a farlo e le speranze aumentano giorno dopo giorno, di pari passo col miglioramento della situazione generale, un fatto ormai accertato. In ogni caso è certo che in diversi si ritroveranno sul percorso, almeno individualmente. Un bel percorso (ho avuto modo di correrci varie volte, proprio durante la Orta10in10), peraltro attrezzato di fontanelle per cui non è nemmeno difficile farla in autosufficienza.

La tappa odierna prevedeva la “Pistoia Abetone mon amour”, è stata una special edition che ha coinvolto numerose autorità locali. Presenti, tra gli altri, Giordani Chiappelli, che ha corso tutte le 44 edizioni della Pistoia-Abetone. Decisamente apprezzabile l’iniziativa del Comitato Promotore della Ultramaratona Pistoia-Abetone, che ha voluto promuovere una raccolta fondi a favore dell’ospedale di San Marcello Pistoiese (cittadina dove è situato uno dei traguardi intermedi della gara, al km 30).  La gara virtuale prevedeva le consuete distanze, 30 e 50 chilometri, invece i dislivelli richiesti erano addolciti rispetto alla versione originale, rispettivamente 500 e 750 metri positivi.

Prossima tappa il 5 luglio “i conti tornano” (la sei ore dei conti e poi a seguire tutte le altre. Il traguardo più bello sarà quello di raggiungere i 41.195 euro di fondi raccolti perché, come è giusto ricordare, l’intera iniziativa è nata proprio per la passione e la voglia di aiutare concretamente l’emergenza sanitaria.    

 
What do you want to do ?
New mail
 
What do you want to do ?
New mail

Ultimi commenti dei lettori

Vai a inizio pagina