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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

Lo svedese Robel Fsiha, campione  europeo di cross 2019, è stato sospeso dalla federazione svedese dopo alcuni test antidoping eseguiti sull'atleta, dai quali sarebbe emersa una imprecisata sostanza “illegale”.

Come riportato dai media svedesi, il 23enne di origine eritree è stata sospeso a far data dal 5 febbraio, ma il controllo risalirebbe al 25 novembre 2019, precedente quindi alla vittoria del titolo europeo, ottenuto a Lisbona nello scorso dicembre.    

A questo punto, c’è da considerare che se la positività dell’atleta fosse confermata, con conseguente squalifica, campione europeo diverrebbe il turco Aras Kaya, con il nostro Crippa secondo.

5 Febbraio - L’atleta etiope Abadi Hadis è deceduto ieri all’età di soli 22 anni per una imprecisata ma mortale malattia, definita “complicata” su tutti i siti internazionali. Entrato alcuni mesi fa nell’Ayder Referral Hospital alla Mekelle University, in Etiopia, non è più uscito.

L'annuncio è stato dato dal suo manager spagnolo Juan Pedro Pineda su Twitter.
Grande talento del mezzofondo mondiale, nel 2017 vinse la medaglia di bronzo ai Campionati del Mondo di Cross a Kampala, per poi correre nel 2018 i 5000 nella finale di Diamond League a Bruxelles, classificandosi quinto, in 12.56.27.
Sulla mezza ha ottenuto un personale di 58:44 (a Valencia nel 2018 e al RAK nel 2019), che lo ha portato ad essere uno dei cinque podisti al mondo ad essere scesi sotto i 59 minuti (insieme a Matthew Kisorio, Zersenay Tadese, Geoffrey Kamworor e Haile Gebrselassie).
Infine, nel 2019, ha corso i 10000 in 26.56.46 ad Hengelo. La sua ultima apparizione internazionale era stata ai mondiali 2019 di Doha, dove fu eliminato in batteria sui 5000 dopo aver chiuso in 13.42.89.  

 

 

 

2 Febbraio - Vittoria e record della corsa per l’azzurro Said El Otmani nella 15^ edizione della Mezza maratona delle Due Perle, gara con partenza ed arrivo a Santa Margherita Ligure e giro di boa a Portofino (per due volte), organizzata dall’Atletica Due Perle.

Sotto un cielo coperto, ma senza pioggia, il 28enne portacolori dell’Esercito chiude in 1h02:24 in solitaria, dopo aver preso il comando della gara al 5° km, migliorando il precedente record della corsa (1h03:26 di Stefano La Rosa nel 2015), ma fermandosi a circa un minuto del personale (1h01:31 a Verbania nel 2019).

Secondo posto per il keniano Samuel Mwangi in 1h04:16, terzo il connazionale Joash Koech (Atl. Potenza Picena) in 1h08:14.

Tra le donne, vittoria keniana per Lenah Jerotich (Atletica 2005) che si afferma in 1h12:56 (sesta assoluta), precedendo nettamente Mina El Kannoussi (Atletica Saluzzo), seconda in 1h26:41, e Valentina Galbuseri (Atletica Lambro Milano), terza in 1h31:19.

1172 i finisher.                      

Classifiche:

Uomini: 1° Said El Otmani (Esercito) 1h02:26; 2° Samuel Mwangi (Kenya) 1h04:16; 3° Joash Koech (Kenya) 1h08:14; 4° Gebrehanna Savio (Team Casa della Salute) 1h11:45; 4° Alessandro Ferrarotti (Climb Runners) 1h12:09; 5° Stefano Velatta (Maratoneti Genovesi) 1h13:11; 6° Antonio Pantaleone (Brancaleone Asti) 1h13:15; 7° Silvio Paluzzi (Pam Mondovì) 1h13:24; 8° James Bennett (Gbr) 1h14:18.

Donne: 1^ Lenah Jerotich (Ken) 1h12:56; 2^ Mina El Kannoussi (Atletica Saluzzo) 1h26:41; 3^ Valentina Galbuseri (Atletica Lambro) 1h31:19; 4^ Stefania Grasselli (Marthon Cremona) 1h31:44; 5^ Maddalena Tixe (Rensen) 1h31:46.

Nel pomeriggio del sabato precedente si è corsa l’ottava edizione della Portofino Run, corsa di 10 chilometri, sempre con partenza da Santa Margherita Ligure, giro di boa a Portofino e rientro a Santa Margherita Ligure(per un solo giro).

Successo, con record della corsa, per Stefan Gavril (Nice Athletisme) in 30:43, seguito da Khalid Ghallab (Team Casa della Salute), secondo in 31:27, e da Mohamed Rity (Delta Spedizioni), terzo in 32:17.

Tra le donne vince Mina El Kanoussi (Atletica Saluzzo) in 37:35 su Marta Menditto (Atletica Alessandria), seconda in 37:56, e Viviana Rudasso (Team Casa della Salute), terza in 38:29.

362 i finisher, numero record per la manifestazione. 

Martedì, 04 Febbraio 2020 16:20

Gravina in Puglia (BA) - 20° Giro del Falco

2 Febbraio - Incredibile, siamo giunti già alla ventesima edizione del Giro del Falco nel Bosco Comunale di Gravina: il Falco ancora non sono riuscito a vederlo, in compenso anche quest’anno abbiamo trovato un percorso tecnico e affascinante, la bellezza dei posti e gli odori della natura, tanta genuina accoglienza e il tradizionale pasto di fine gara.
La novità, oltre il ritorno al tradizionale rifugio come punto di ritrovo, la trasformazione della gara in trail, con naturale allungamento del tracciato a 15 km.

Ad organizzare la Polisportiva Dorando Pietri: anni di vecchia amicizia mi legano a questa società, a cominciare dal presidente, il baffo d’oro Vito Loglisci, passando per tutti, ma proprio tutti, e chiudendo con il sempre operativo Franco Mercede. Poi, la presenza del professor Ninni Gramegna, davvero un ritorno alle… origini.
Sette euro la tassa di iscrizione, un vero regalo per un trail, disciplina che ancora gode di normative non del tutto definite a livello di tassazioni varie; con un buon pacco gara consegnato a tutti in un utile sporta in tessuto.
Due bagni chimici sostituiscono la classica struttura fissa non agibile, ma i tanti spazi liberi regalano… libertà a tutti.
Presenta la manifestazione il volitivo Giovanni Tucci, sempre abile come ogni anno, confortato dalla precisa colonna sonora offerta dall’ispirato deejay.

452 gli iscritti, forse un record per la manifestazione, o un nuovo record, perché nei primi anni, quando le gare organizzate in regione non erano tante, la partecipazione a questa manifestazione era solitamente elevata.
Partenza prevista intelligentemente per le ore 9.00, gara da svolgersi in regime di autosufficienza, portandosi acqua, cellulare, fischietto, barrette, per ogni necessità.

Con l’avvicinarsi dell’orario di partenza, gli atleti provvedono a cambiarsi e iniziano le operazioni di riscaldamento, favoriti da una giornata dal clima più autunnale che invernale, con il vantaggio di sapere di trovare il terreno secco e non fangoso, fra l’altro ammorbidito dal tappeto di foglie delle querce, presenti un gran quantità, che ammorbidiscono l’impatto del piede sulla terra.

Linea di via collocata sull’asfalto, sotto l’arco gonfiabile; pochi metri e una svolta a sinistra, con naturale restringimento, immette nel bosco: delle griglie qualitative avrebbero favorito il deflusso degli atleti, anche perché dopo nemmeno 500 metri è presente il primo dei tre tratti di single track, fra l’altro in salita, che crea un autentico imbuto per chi è rimasto inizialmente un po’ più indietro.

Partenza ordinata ma rovinata dai soliti protagonisti dei primi metri (come l’oramai purtroppo celebre Michele Tatone), che bloccano chi fa gara un tantino più seria; per fortuna i veri protagonisti del Giro sono già testa, con il gravinese Giuseppe Moliterni, l’uomo dei trail, l’organizzatore del Trail delle 5 Querce del prossimo 24 maggio (Campionato italiano di trail corto) subito al comando.
Seguono Franco, Braico e Scarci, la lotta per il podio è affar loro.

Tra le donne, protagonista indiscussa e favorita della vigilia è la nazionale italiana Lidia Mongelli; occhio tuttavia al debutto su questa specialità di gara di Francesca Labianca (non ancora al meglio, però) e della sempre brillante Silvana Iania.

Il tracciato completamento balisato e presidiato in ogni punto critico, pericoloso o di incrocio, non permette di perdersi, le difficoltà derivano dalla tecnicità del percorso, davvero allenante.
Infatti, dopo il tratto di single track in salita, seguono tre chilometri pianeggianti o in leggera discesa che permettono di sciogliere i muscoli delle gambe dopo il primo sforzo; a seguire, salitelle di circa 100 metri, abbastanza impegnative, rompono il ritmo inframmezzandosi ai chilometri pianeggianti, soprattutto per chi ha l’ardire di tenere sempre un ritmo anche sulle ascese.

Il tracciato prosegue così regalando panorami fantastici di querce, colline, sottobosco, misti ad odori, fino ad arrivare al punto più duro, la lunga salita di circa un chilometro che porta dal 10° all’11° km, salita ingannevole perché è continua ma quasi impercettibile, che al termine “regala” fiatone e pesantezza di gambe. Fantastico qui il panorama, si vedono Altamura, Grassano, Irsina, le colline, ma in tanti vedono solo “santi e bestemmie”.

Un breve tratto di continui dislivelli, l’illusione del pianeggiante fino ad arrivare al 12° km, al cosiddetto muro, una salita ripidissima di 30-40 metri che tutti, tranne i primi, affrontano camminando. Muro ben noto a chi ha corso le prime edizioni del Giro del Falco, quando però lo si affrontava intorno al 4° km, quando le forze erano maggiori, anche se si andava a mille rispetto al passo tenuto in una gara più lunga.

Segue un tratto quasi pianeggiante, anche se non mancano (e ti pareva!) alcune salitelle, poi finalmente in discesa dal 13° al 14°, per offrire ancora un tratto in salita di 2-300 metri, seguito dalla discesa sempre di 2-300 metri, ed avviarsi verso la fine: prima il tappeto di foglie e poi il tappeto rosso che conduce al traguardo.

Fantastico insomma è il percorso, apprezzato da tutti, ricavato in parte sui tracciati originari del Giro del Falco e del Trail delle 5 Querce, tracciato di allenamento per tanti gravinesi.

E, infatti, non poteva che essere un atleta di casa ad imporsi, il buon Giuseppe Moliterni, il presidente della Gravina festina Lente! (che ringrazio per la dettagliata descrizione del tracciato), che domina ed esultante chiude i 15.680 metri (da gps) del Giro in 1h04:57, tra gli applausi di tutti i presenti.
Ancora un gravinese: il secondo posto è dell’ottimo Vittorio Braico (Podistica Carosino), abile a rimontare dopo il “muro”, sfruttando anche la conoscenza del percorso, il capace nocese Mariano Franco (Nocincorsa), giunto infine terzo.

Quarto posto per il bravo Giuseppe Scarci (Smart Runners Gravina), davanti al muscolare Marco De Marinis (Club Runners 87 Castellaneta), quinto, e al giovane Leonardo Angiulo (Running Cassano Venti18), sesto. Il deciso Antonio Rosario Pinto (Correre è salute Mottola) è settimo, a precedere il sempre determinato Carlo Cirrottola (Alteatletica Altamura), ottavo; il lucano Emanuele Lisanti (Athlos Matera), nono, e il grintoso Nicola Tucci (Top Runners Laterza), decimo.

Tra le donne, scontato successo per la specialista Lidia Mongelli (Atletica Correrepollino), sedicesima assoluta, qui per un “allenamento veloce” che precede una mentalmente rilassata Francesca Labianca (Bitonto Sportiva), seconda, e la mai doma Silvana Iania (Free Runners Molfetta), terza.
Quasi simultaneo l’arrivo di Sandra Barbieri (Manzari Casamassima), quarta, e Lavinia Orlando (DOF Turi), quinta; segue la grintosa Patrizia Carriero (I Bitlossi Monterun), sesta, a sua volta seguita dall’energica Giuseppina Mandorino (Correre è salute Mottola), settima. A chiudere il treno delle prime dieci donne, ecco Maria Rosaria Ancona (Martina Franca Running), ottava; Francesca Lubelli (Tre Casali San Cesario), nona, e Letizia Cosmai (Road Running Molfetta).

413 i finisher, fuori tempo limite (2h30’) e non in classifica, gli ultimi tre: Patrizia Losacco (Barletta Sportiva) e Teresa Marcone (I Podisti di Capitanata) al femminile; Giuseppe Caragnano (Correre è salute Mottola), SM80, tra gli uomini.

La medaglia, molto bella, in legno, è consegnata a tutti gli arrivati, unitamente alla bottiglia d’acqua… Ma il meglio arriva ora, in speciali vassoi si ritirano in rapida successione pasta e ceci, salciccia cotta alla brace, mozzarelle, dolcetti alla crema, vino e acqua, un pasto completo, da consumare con gli altri runner, in quei momenti di condivisione, di gioia, di soddisfazione, che fanno nascere nuove amicizie, amicizie vere, non virtuali.

Ma è tempo di cerimonia di premiazione, la Dorando Pietri onora con un simpatica trofeo in legno collaboratori e sponsor, per poi partire con le premiazioni vere e proprie che riguardano i primi tre arrivati di ciascuna categoria.

Dispiace che non siano celebrati con la giusta enfasi e a parte i vincitori assoluti (ma era previsto da regolamento) e che ci sia un po’ di diseguaglianza tra i premi per i meritevoli delle varie categorie: al simpatico trofeo (ricavato da una fetta di tronco di albero) e al cesto di prodotti alimentari per i primi di tutte le categorie (tranne Vittorio Braico che riceve una macchina da caffè con cialde), tra i secondi e terzi, oltre la medaglia per tutti, c’è chi porta via un tris di vini, chi una bottiglia sola, chi una maglia tecnica, chi nulla, generando scontentezza tra i premiati e lamentele varie (meglio essere uniformi con tutti).

Alla presenza del simpatico Sindaco di Gravina, Alesio Valente e della vice, Maria Nicola Matera, le premiazioni si concludono con la celebrazione delle prime tre società per numero complessivo di arrivati (vince La Gravina festina Lente! -22 - su Atletic Club Altamura -14 - e Acquamarina Palese -13) e delle prime tre gravinesi (Carmela Moliterni, Samanta Cirillo e Pina Cardascia).

La festa è finita, viva la soddisfazione degli organizzatori, soddisfatti anche i partecipanti.

Per le prossime edizioni, al fine di rendere la gara quasi perfetta, consiglierei una partenza con griglie o presentare il tratto di single track dopo almeno due chilometri, evitando il clamoroso imbuto iniziale; più uniformità nelle premiazioni dei migliori delle varie categorie e, magari, maggior enfasi per i due vincitori.

Intanto volano i complimenti per la Dorando Pietri, in attesa sempre di vedersi alzare il Falco!     

   

E’ finalmente stata pubblicata sul sito della NADO Italia la sentenza relativa alla positività di Martina Caironi, l’atletica paralimpica di Alzano Lombardo: ebbene, il TNA ha squalificato l’atleta per un anno, ma - accogliendo l’istanza della stessa Caironi – il provvedimento è sospeso per otto mesi, e, considerando il periodo di sospensione cautelare già scontato, la data di termine della squalifica diviene il 9 marzo prossimo.

Il che significa che la 30enne tesserata per le Fiamme Gialle, portabandiera azzurra alle Paralimpiadi di Rio 2016, 3 ori e un argento olimpico, 5 ori e un argento mondiale, 6 medaglie agli Europei, fra 100, 200 e salto in lungo, potrà prender parte alle prossime alle Paralimpiadi di Tokyo in agosto.

Questa la sentenza:  

La Seconda Sezione del TNA così decide:

  • in accoglimento della richiesta della Procura Nazionale Antidoping, dichiara sussistenti le violazioni degli artt. 2.1 e 2.2 CSA contestate alla sig.ra Martina Caironi e, ai sensi degli artt. 4.7.4.1, 4.2.2 e 4.5.2.1 CSA, infligge alla medesima la squalifica di un anno decorrente dalla data della presente decisione;
  • accoglie altresì l’istanza formulata, ai sensi dell’art. 4.6.1.1 CSA, dalla sig.ra Caironi e, per l’effetto, sospende nella misura di otto mesi la squalifica inflitta alla medesima;
  • determina nel 9 marzo 2020 la data di scadenza della squalifica, tenuto conto del periodo di sospensione cautelare già scontato.  

Riassumiamo ora i fatti: Martina Caironi, risultata positiva alla sostanza Clostebol Metabolita in seguito ad un controllo a sorpresa il 17 ottobre 2019, è immediatamente sospesa a far data dal 9 novembre 2019. 

L’atleta ammette subito di aver usato il Trofodermin, una crema cicatrizzante che contiene il Clostebol Metabolita, uno steroide anabolizzante, per curare un’ulcera al moncone della gamba amputata, ma solo dopo aver consultato il medico federale. 

Così il TNA, certificata la violazione del Codice Wada, ha però escluso il dolo: più semplicemente, Caironi non voleva doparsi, ma nell’uso per necessità terapeutica è stata poco attenta alle indicazioni riportate sulla confezione del farmaco, che indicano chiaramente “doping”. Squalifica di un solo anno, allora, ma con lo sconto di otto mesi dovuto alla “collaborazione fattiva dell’atleta, che ha permesso di scoprire o accertare la violazione della normativa antidoping da parte di altra persona” (regola 4.6.1.1 delle Norme Sportive Antidoping), in questo caso del medico federale (a sua volta a processo fra qualche giorno) che le aveva prescritto il Trofodermin. 

“Ringrazio chi mi ha sostenuto e chi ha creduto in me, sono stati mesi difficili ma ora non vedo l’ora di tornare ad allenarmi e alle gare. È stata compresa la mia buona fede e la necessità di curarmi. Hanno prevalso rispetto delle regole e buonsenso. Desidero che questa vicenda che mi ha coinvolta non si ripeta con nessun altro”, le parole di Martina Caironi.

 

NdD: Tra chi aveva creduto e sostenuto la causa di Martina Caironi, a dispetto delle vestali dell'antidoping e dei loro allegri delatori, ci siamo stati anche noi da subito:

http://podisti.net/index.php/commenti/item/5229-doping-l-olimpionica-paralimpica-martina-caironi-sospesa-in-via-cautelare.html

Siamo lieti che il buon senso, e soprattutto l'umanità, abbiano prevalso. [F.M.]

 

2 Febbraio - Ottimo secondo posto per Valeria Straneo nella mezza maratona di Puerto de Sagunto, a pochi chilometri da Valencia: la piemontese tesserata per il Laguna Running taglia il traguardo in 1h12:14 alle spalle della etiope Likina Amebaw Ayel, vincitrice in 1h12:00. Terza in 1h12:22 la spagnola Elena Loyo, che si è aggiudicata il titolo nazionale sulla distanza.

Al rientro alle competizioni dopo la Maratona di Valencia, corsa il 1° dicembre e conclusa in 2h30:44, la 43enne atleta della nazionale italiana ha trascorso in queste zone le ultime due settimane di allenamento: “Ho trovato un clima mite che mi ha consentito di sviluppare un bel volume di chilometri, nella preparazione verso una maratona primaverile, senza finalizzare questa gara”.

Al maschile, successo e titolo nazionale per il 22enne Tariku Novales in 1h02:34; secondo posto aggiudicato in volata al connazionale Mohamed Ali Jelloul in 1h03:38, che supera il keniano Edwin Kipruto, terzo, e l’altro spagnolo Alberto Sánchez, quarto, entrambi in 1h03:39.

1553 gli arrivati.

 

31 Gennaio - Ufficiale la candidatura di Roma ad ospitare i Campionati Europei del 2024: la FIDAL ha consegnato oggi all’Associazione Europea la relativa documentazione, in attesa di scoprire, il prossimo 8 maggio prossimo a Parigi, se la rassegna continentale sarà organizzata dalla capitale italiana o dalla città polacca di Katowice, unica altra candidata.

Determinante, per la definizione del dossier di Roma 2024, il ruolo del Governo, in particolare del Ministro per lo Sport, e l’intervento del Comune di Roma, da sempre favorevole al progetto.  

Come riportato sul dossier, le gare si svolgerebbero non soltanto allo Stadio Olimpico, ma anche in altre sedi della città: il getto del peso al Colosseo, le prove di marcia sul circuito delle Terme di Caracalla, la mezza maratona con partenza ed arrivo su via della Conciliazione (a due passi da Piazza San Pietro), sullo stesso tracciato dell’Half Marathon Via Pacis.  

Saranno i primatisti mondiali di maratona, Eliud Kipchoge e Brigid Kosgei, le punte di diamante della squadra nazionale keniana che parteciperà alla 42,195 km di Sapporo, nei giochi Olimpici di Tokyo, nei giorni 8 e 9 agosto.

E’ stato Jackson Tuwei Friday, presidente dell’Athletics Kenya, a render pubblica la formazione keniana che al maschile vedrà partecipare anche Amos Kipruto, bronzo iridato a Doha, e Lawrence Cherono, vincitore a Boston e Chicago.

Riserve saranno Bedan Karoki e Titus Ekiru.

Kipchoge difenderà il titolo vinto a Rio nel 2016.

Tra le donne, Kosgei, che il 13 ottobre ha vinto a Chicago in 2h14:04, migliorando il record di Paula Radcliffe vecchio di 16 anni, sarà affiancata da Vivian Cheruiyot, vincitrice a Londra nel 2018, e Ruth Chepng’etich, campionessa mondiale, nella speranza di conquistare il primo oro olimpico keniano femminile sulla distanza.

Riserve: Valary Aiyabei e Sally Chepyego.

 

31 Gennaio - La 46^ edizione della Corrida di San Geminiano parla pugliese ed ucraino.

E’, infatti, il ventenne di Andria, Pasquale Selvarolo, tesserato per l’Atletica Casone Noceto, a vincere la gara maschile, completando il percorso su strada maschile di 13,350 chilometri in 39:20, superando il compagno di squadra, il burundiano Onesphore Nzikwinkunda, campione uscente, secondo in 39:34.

L’atleta africano, dopo aver condotto nella parte iniziale, è raggiunto e superato da Selvarolo (campione tricolore promesse in carica di 10 km e mezza maratona), che va a tagliare il traguardo nel parco Novi Sad a braccia alzate. Da segnalare che dal 1995 non vinceva un italiano a Modena, l’ultimo era stato Stefano Baldini…

Terzo posto per il valdostano Xavier Chevrier (Atl. Valli Bergamasche Leffe), papà da pochi giorni, in 39:47, che precede Michele Fontana (Aeronautica), quarto in 39:57, e Ahmed Abdelwahed (Fiamme Gialle), quinto in 40:33.

Tra le donne s’impone la 25enne ucraina (ma di stanza a Roma) Sofiia Yaremchuk (Acsi Italia Atletica), in 44:12, che precede la campionessa uscente, la maratoneta veneziana Giovanna Epis (Carabinieri), seconda in 45:08, e la vincitrice del 2018, la siciliana Anna Incerti (Fiamme Azzurre), terza in 45:14.

Quarta la pugliese Maria Chiara Cascavilla (La Fratellanza 1874 Modena) in 45:24, quinta Sara Brogiato (Aeronautica) in 45:39.

La Corrida, organizzata da La Fratellanza 1874, in una giornata quasi primaverile (oltre 13 gradi), ha visto giungere al traguardo 667 atleti competitivi, con un modesto incremento rispetto ai 651 del 2019; migliaia i partecipanti complessivi, considerando anche chi ha preso parte alle non competitive (le prime dichiarazioni, probabilmente esagerate, parlano di 6000 podisti in tutto).
Apparentemente calato il livello tecnico: il tempo del vincitore maschile è il peggiore dal 2011; e nel 2019 la gara era stata vinta con un tempo inferiore di un minuto rispetto a oggi, sia in campo maschile sia femminile. Va però considerato che il tracciato del 2019 era stato quantificato in circa 300 metri meno di quest'anno, quando si è tornati esattamente allo stesso percorso invariato dal 1998 ad oggi: i cui tempi più recenti dei vincitori segnano 38:17 del 2018 tra gli uomini, 42:28 della stessa Incerti, oggi terza, nel 2008.

                                                                                                                                                                        

26 Gennaio - Uno dei peggiori incubi per il podista, finire di gareggiare e trovare la propria auto aperta e senza borsa per potersi cambiare, con l’aggravio della sottrazione di soldi e, soprattutto, di documenti, si è verificato domenica scorsa alla 38^ edizione della Gennaiola, una delle classiche del podismo umbro, con partenza e arrivo a Santa Maria degli Angeli, ai piedi di Assisi, in provincia di Perugia.

A testimonianza di ciò, come riportato, da Perugia24.net, la dichiarazione di una delle podiste più presenti ogni domenica in Umbria, che quando, dopo la gara, è tornata alla sua auto parcheggiata nei pressi dell’area antistante la palestra dove era fissato la sede logistica della manifestazione, l’ha trovata  aperta, con la serratura forzata, con borsa, documenti, carta di credito e cellulare spariti. Chiaramente alla sfortunata atleta non è rimasto che sporgere denuncia.

A quanto pare non sarebbe la prima volta e immediato è giunto il commento di Francesco Cavanna, presidente della locale Pro Loco, che organizza la manifestazione con la collaborazione tecnica dell’A.S.P.A. Bastia: “Per la prossima edizione 2021, dato il ripetersi degli eventi spiacevoli, che non ci sono però stati segnalati dai podisti, cercheremo di istituire un servizio di vigilanza attiva con una associazione che già opera nel settore e con la quale già collaboriamo. A tali fatti incresciosi e certamente spiacevoli, va posto un immediato rimedio”. 

Dal punto di vista sportivo, la bella gara di 13.2 km, conclusa da 552 atleti, con partenza ed arrivo nei pressi della Basilica Papale della Porziuncola, ha visto il successo del campione uscente Andrea Lucchetti (Athlon Bastia) in 45:04, seguito dal marchigiano Matteo Pettinelli (Atletica Senigallia), distaccato di cinque secondi, dopo aver condotto in testa a lungo insieme. Terzo posto per Daniele Ferrante (Atletica 2S Spoleto) in 47:04.

Tra le donne successo, come da pronostico, di Silvia Tamburi (Atletica Avis Perugia) in 48.57 su Chiara Belfico (Arcs Cus Perugia), seconda in 51:11, e su Federica Poesini (Tiferno Runners), campionessa uscente, terza in 52:49.

Tra le società, per numero di arrivati al traguardo, successo per l’Assisi Runners sull'Atletica Winner Foligno.

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