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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

Mercoledì, 31 Ottobre 2018 22:19

Rinviato al 18/11 il Cross della Valsugana

Il GS Valsugana Trentino, in concerto con il direttivo del Comitato FIDAL Trentino, ha deciso il rinvio del Cross della Valsugana, in programma a Levico Terme nella giornata di domenica 4 novembre: la manifestazione si disputerà, con medesimo percorso, il prossimo 18 novembre.

La decisione è stata presa alla luce degli ingenti danni causati dal maltempo che ha colpito il Trentino, delle già critiche condizioni del territorio intero e del campo gara e delle previsioni meteo non favorevoli per domenica 4.

La 12^ edizione della Lake Garda Marathon è stata letteralmente rovinata dal maltempo: dopo il posticipo di una settimana per via delle elezioni provinciali di Trento, imposto dal Commissariato del Governo onde “garantire l'esercizio del voto (costituzionalmente sancito e di livello superiore ad ogni altro diritto” (che già aveva portato la Lake Garda a collidere nientemeno che con Venezia oltre ad altre maratone minori nel Nord Italia), le piogge e la  conseguente esondazione del Sarca che ha invaso il tratto di ciclabile tra Torbole e Arco, una porzione del percorso che i runner avrebbero dovuto percorrere, hanno  portato all’annullamento della Torbole Night Run del sabato sera e, su ordine della Protezione Civile, della Maratona ‘integrale’ di domenica mattina.
Si sono disputate soltanto la Garda Run di 30 km, di fatto ridotta a 27 km, e il Memorial Stefano Ballardini di 15 km, non competitivo.

La decisione è stata annunciata poco prima della partenza da Limone, suscitando la reazione di tanti podisti, soprattutto francesi, secondo i quali gli organizzatori sapevano che il maltempo avrebbe costretto alla riduzione del percorso ma non hanno detto nulla sino all’ultimo istante.

Stefano Chelodi, presidente di Garda Supersport Srl, organizzatore della gara, ha dichiarato: “E’ scoppiato un putiferio e sono volati anche insulti nei nostri confronti. Probabilmente è stato frainteso un post che abbiamo pubblicato sabato sui social chiedendo ai partecipanti se volevano posporre la partecipazione al 2019. Al di là di questo comunque è andato tutto bene e abbiamo liberato le strade anche prima del previsto”.

Già lo spostamento di data della settimana prima aveva ridotto di 468 unità gli iscritti, divenuti dunque 1100 (sommando le varie distanze): i partenti alla fine sono stati 950, provenienti da 27 nazioni, rispetto alle 31 iniziali. A chi non poteva presenziare il 28 era stato offerto il trasferimento dell’iscrizione alla 10 km di Bardolino (25 km da Malcesine).

Sempre Chelodi ha commentato che i fatti di quest’anno portano alla necessità di una “una riflessione profonda per capire se e cosa fare in futuro. La burocrazia non ci aiuta e anche le associazioni locali che abbiamo interpellato non ci hanno fornito alcun sostegno. Siamo tutti volontari anche noi, lo facciamo per il territorio».

Si salva il lato benefico della manifestazione, con l'associazione di Malcesine “Un Sorriso Solidale”, che ha potuto comunque ricavare dei fondi per la propria opera di volontariato. “Unica nota positiva, e comunque non è poco – aggiunge Chelodi - è che in ogni caso daremo una mano a Beatrice tramite "Un Sorriso Solidale", per cercare, come avevamo detto, di garantire le cure a questa bambina di 9 anni. Speriamo possa rendersi autonoma nel camminare a breve: il nostro contributo non è mai stato messo in discussione e di certo non si ferma a causa del meteo”.

Massimo Leonardi (X- Bionic Running Team) ha vinto la Garda Run in 1h38:42 su Juri Radoani (S.A. Valchiese), secondo in 1h1:07, ed Emiliano Mazzarini (Ssd Tremalzo), terzo in 1h41:10.

Tra le donne si è imposta Diana Dardha (Atletica Alto Garda e Ledro) in 1h54:55, su Monica Carlin (GS Valsugana Trentino), seconda in 1h54:56, e sulla francese Etienne Loisel (A Caen La Forme), terza in 1h55:13.

503 i finisher; 161 nella 15km.  Nel 2017 erano stati 328+312 nelle due gare maggiori, circa 440 nella non competitiva.

Mercoledì, 31 Ottobre 2018 12:45

Vento e… record alla 37^ Frankfurt Marathon

28 Ottobre - Doppio successo etiope alla 37^ edizione della Frankfurt Marathon: in campo maschile s’impone Kelkile Gezahegn, secondo un anno fa, mentre tra le donne domina Meskerem Assefa, che stabilisce anche il nuovo record della manifestazione. 

Nonostante il forte vento che ha condizionato la gara si registrano ottimi risultati. 

Il ventiduenne Gezahegn vince in 2h06:37 al termine di un lungo e appassionante duello con il keniano Martin Kiprugut Kosgey, secondo in 2h06:41; terzo posto per l’altro keniano Alex Kibet, debuttante sulla distanza, in 2h07:09. 

Resiste il primato della corsa appartenente al keniano Wilson Kipsang con 2h03:42 nel 2011, anche a causa del vento, malgrado il buon passaggio alla mezza avvenuto in 1h02:27. 

Ancora Kenya al quarto posto, con Amos Mitei in 2:07:28, al quinto, con Kenneth Keter in 2:07:34, e al sesto, con il 42enne Mark Kiptoo in 2:07:50, nuovo record mondiale master che migliora di 48” il precedente limite (2h08:38 a Milano 2016) del connazionale Kenneth Mungara (per Kiptoo è il secondo primato master mondiale dopo quello di mezza maratona, ottenuto con 1h01:04 a Azkoitia- Azpeitia, in Spagna, a marzo). 

Primo europeo e primo tedesco, al nono posto, Arne Gabius che chiude in 2h11:45. Primo italiano Fabrizio Pradetto, 33° in 2h21:19. 

Tra le donne vittoria per la 33enne Meskerem Assefa in 2h20:36, che migliora il limite appartenente sinora alla connazionale Meselech Melkamu, 2h21:01, stabilito nel 2012. 

1h09:55 il passaggio alla mezza, 1h39:30 al 30° km. 

Etiopi anche le altre due componenti del podio, Haftamnesh Tesfay, seconda in 2h20:47 (l’ultima ad arrendersi alla vincitrice, nel chilometro finale) e la 19enne Bedatu Hirpa, terza in 2h21:34 (pb, secondo tempo di sempre per un under 20). 

Ancora Etiopia nelle tre successive posizioni: Belaynesh Oljira, quarta in 2h21:53; Dera Dida, quinta in 2h22:39, e Sintayehu Hailemichael, sesta in 2h22:45. 

Settima la prima keniana, la 39enne Nancy Kiprop, al personale in 2h22:46 (secondo miglioramento stagionale). 

Solo undicesima Mare Dibaba in 2h25:24. 14 le atlete sotto le 2h30, con Katharina Heinig, prima tedesca, appunto 14^ in 2h29:55. 

Maria Bagnati è la prima italiana, 32^ in 2h44:11. 

8316 uomini, 2304 donne per un totale di 10620 finisher.

Le classifiche:

Uomini 

  1. Kelkile Gezahegn ETH 2:06:37
  2. Martin Kosgey KEN 2:06:41
  3. Alex Kibet KEN 2:07:09
  4. Amos Mitei KEN 2:07:28
  5. Kenneth Keter KEN 2:07:34
  6. Mark Kiptoo KEN 2:07:50
  7. Asefa Tefera ETH 2:08:34
  8. Tsedat Ayana ETH 2:09:39
  9. Arne Gabius GER 2:11:45
  10. Vincent Yator KEN 2:12:03

Donne 

  1. Meskerem Assefa ETH 2:20:36
  2. Haftamnesh Tesfay ETH 2:20:47
  3. Bedatu Hirpa ETH 2:21:32
  4. Belaynesh Oljira ETH 2:21:53
  5. Dera Dida ETH 2:22:39
  6. Sintayehu Hailemichael ETH 2:22:45
  7. Nancy Kiprop KEN 2:22:46
  8. Betsy Saina KEN 2:24:35
  9. Stellah Barsosio KEN 2:25:00
  10. Abebech Afework ETH 2:25:17
  11. Mare Dibaba ETH 2:25:24

Attenti a dove mettete i piedi quando correte! Soprattutto alle radici di alberi, alla base di pali tagliati, alle buche e a tutti quei vari ostacoli quasi invisibili, e quindi più pericolosi, che si incontrano correndo.

Perfino Linus, al secolo Pasquale di Molfetta, oramai esperto runner, ne ha fatto le spese sabato scorso, 27 ottobre, quando allenandosi di buon’ora a Milano, è inciampato in una radice riportando la rottura del naso, escoriazioni varie e tre punti di sutura per i vari tagli sul volto.   

"Caduto. In bici? No, a piedi. Come un cretino. Tre punti e naso rotto. Stamattina ho gli occhi neri e gonfi che sembro Rocky Balboa", le sue prime parole su Instagram. Per poi aggiungere, il giorno dopo: “Secondo giorno quello in cui capisci che ti è andata bene. Domani sarà divertente andare in onda con gli occhi pesti e il naso da clown. Buona domenica ragazzi, grazie del supporto!”

Tornato in radio, la oramai famosissima Radio Deejay, legata anche ad una serie di gare non competitive, ha commentato: “Niente di grave, ringrazio l’umanità, dai passanti che mi hanno soccorso agli infermieri”.

Augurando a Linus l’immediata guarigione, ripeto l’invito iniziale: attenti ai pericoli dal basso, cerchiamo di non farci male e di tornare a casa euforici, sani e salvi!

28 Ottobre - Record mondiale al Medio Maratón Valencia Trinidad Alfonso EDP, la mezza maratona di Valencia (IAAF Gold Label road race): è il 29enne keniano Abraham Kiptum a stabilirlo in 58:18, migliorando il precedente limite stabilito dall’eritreo Zersenay Tadese, il 21 marzo 2010 a Lisbona, con 58:23.

Per Kiptum, di passaggio, anche la migliore prestazione mondiale sui 20 chilometri in 55:18, migliorando il 55:21 di Tadese.

Oltre al vincitore, altri due atleti sono scesi sotto i 59 minuti: gli etiopi Jemal Yimer Mekonnen, secondo in 58:33 (quarto agli ultimi Mondiali, terzo tempo di sempre) e Abadi Hadis, terzo in 58:44 (bronzo iridato di cross e ottavo tempo di sempre).

Vittoria etiope tra le donne per la 32enne Gelete Burka in 1h06:11 (migliorato il pb di oltre due minuti), che ha superato in volata  l’ex connazionale, oramai degli Emirati Arabi Uniti, Alia Mohammed Saeed, seconda in 1h06:13, e la keniana Edith Chelimo, terza in 1h06:18.

Da segnalare il 23° posto assoluto per Pietro Riva, che ha chiuso in 1h02:19, personale e migliore prestazione italiana del 2018. Tra gli europei il migliore è stato il britannico Callum Hawkins, 16° in 1h01:00.

La mezza di Valencia si conferma quindi gara da primati; ricordiamo i due record mondiali femminili: nella scorsa stagione la keniana Joyciline Jepkosgei in gara mista con 1h04:51 e quest’anno, nei Mondiali di marzo, l’etiope Netsanet Gudeta in una gara “solo donne” in 1h06:11.

Giornata con condizioni climatiche buone, con leggero vento e 11 gradi di temperatura.

I TEMPI DI PASSAGGIO DI ABRAHAM KIPTUM

 

 

ogni 5 km

min/km

5 km

13:56

13:56

2:47

10 km

28:02

14:06

2:49

15 km

41:38

13:36

2:43

20 km

55:18

13:40

2:44

21,097 km

58:18

 

 


Le classifiche:

Uomini
1 Abraham Kiptum (KEN) 58:18 
2 Jemal Yimer (ETH) 58:33 
3 Abadi Hadis (ETH) 58:44 
4 Amdamlak Belihu Berta (ETH) 59:19 
5 Stephen Kiprop (KEN) 59:21 
6 Bernard Kipkorir Ngeno (KEN) 59:22 
7 El Hassan Elabassi (MAR) 59:27 
8 Simon Cheprot (KEN) 59:28 
9 Abel Kipchumba (KEN) 59:29 
10 Josphat Boit (KEN) 59:42

Donne
1 Gelete Burka (ETH) 1:06:11 
2 Alia Mohammed Saeed (UAE) 1:06:13 
3 Edith Chelimo (KEN) 1:06:18 
4 Pauline Korikwiang (KEN) 1:06:31 
5 Diana Chemtai Kipyogei (KEN) 1:07:07 
6 Bekelech Gudeta (ETH) 1:07:48 
7 Yeshi Kalayu Chekole (ERI) 1:07:58 
8 Helen Bekele Tola (ETH) 1:08:39 
9 Risper Chebet (KEN) 1 : 10: 02 
10 Karoline Nadolska (POL) 1:10:43

 

21 Ottobre - Il nuovo corso etiope domina la Airtel Delhi Half Marathon (IAAF Gold Label Road Race), a Nuova Delhi in India: il quasi 20enne Andamlak Belihu si afferma, infatti, in 59:18, precedendo il 19enne connazionale Amdework Walelegn, secondo in 59:22, che per soli 6” non è riuscito a migliorare la miglior prestazione mondiale U20 realizzata dal purtroppo scomparso Samuel Wanjiru in 59:16 nel 2005 a Rotterdam. La volata finale regala il terzo posto in 59:48 al keniano Daniel Kipchumba, che precede l'eritreo Aron Kifle, quarto in 59:50.

Gara decisa nel finale, quando dopo essere passati al 10km in 28:01 e poi al 15° km in 42:41, con quattro atleti in testa (Belihu, Walelegn, Kipchumba e Kifle), Belihu ha ulteriormente aumentato il ritmo rimanendo in compagnia del solo connazionale Walelegn, poi costretto poi a cedere negli ultimi metri. L’unico rammarico per il vincitore non essere riuscito ad abbattere il primato delle gara, rimasto all’etiope Guye Adola (59:06 nel 2014).   

Dominio della giovane Etiopia anche al femminile con sorprendente successo della 20enne Tsehay Gemechu Beyan, alla prima esperienza sulla distanza: 1h06:50 il suo crono, nuovo record della gara (migliorato di 4” il precedente di Mary Keitany nel 2009). Seconda, la favorita e primatista mondiale, Joyciline Jepkosgei, in 1h06:56, terza l’altra 20enne etiope Zeineba Yimer, in 1h06:59. Quarta la keniana Stacy Ndiwa in 1h07:15, quinta la etiope Ababel Yeshaneh in 1h07:49, solo sesta l’altra favorita della vigilia, ancora etiope, Tirunesh Dibaba in 1h08:36.    

27.000 dollari il premio per la vincitrice e neo-primatista della manifestazione.

Il gruppo di testa composto da otto atlete e guidato dal pacemaker Timothy Kutto, è passato al 10° km in 31:42, ma ben presto si è staccata la Dibaba; al passaggio al 15° km, in 47:51, solo quattro le atlete in testa, Gemechu, Jepkosgei, Ndiwa e l’altra etiope Senbene Teferi. Poco dopo proprio la Teferi ha aumentato il ritmo andandosene in solitaria tanto che al 19° chilometro aveva un vantaggio di 12” sulla coppia Gemechu-Jepkosgei. Ma al 20° km la sorpresa, la Teferi rallenta incredibilmente, per problemi di disidratazione, lasciando la lotta per il successo alle due rivali, risolta come detto a favore della più giovane etiope.

Classifiche:

Uomini -
1. Andamlak Belihu (ETH) 59:18 
2. Amdework Walelegn (ETH) 59:22 
3. Daniel Kipchumba (KEN) 59:48 
4. Aron Kifle (ERI) 59:50 
5. Aweke Ayalew (BRN) 1:00:09 
6. Leonard Korir (USA) 1:00:12 
7. Abdallah Mande (UGA) 1:00:34 
8. Betesfa Getahun (ETH) 1:00:47 
9. Emmanuel Bett (KEN) 1:00:48 
10. Alfred Ngeno (KEN) 1:04:07 

Donne -
1. Tsehay Gemechu (ETH) 1:06:50 
2. Joyciline Jepkosgei (KEN) 1:06:56 
3. Zeineba Yimer (ETH) 1:06:59 
4. Stacy Ndiwa (KEN) 1:07:15 
5. Ababel Yeshaneh (ETH) 1:07:49 
6. Tirunesh Dibaba (ETH) 1:08:36 
7. Worknesh Degefa (ETH) 1:11:04 
8. Tejitu Daba (BRN) 1:12:49 
9. Failuna Matanga (TAN) 1:12:51 
10. Sanijvani Jadhav (IND) 1:13:58

21 Ottobre - La temperatura gelida e il fastidiosissimo vento contrario non hanno impedito ottime prestazioni alla 19^ edizione della Toronto Waterfront Marathon (IAAF Gold Label Road Race) che ha registrato i successi di Benson Kipruto in campo maschile e di Mimi Belete, con record della corsa, in campo femminile.  

Il 38enne keniano Kipruto ha vinto in 2h07:24 sul tanzaniano Augustine Sulle, secondo in 2h07:46 (nuovo record nazionale), e sul connazionale Felix Kandie, terzo in 2h08:30.

Importante quarto posto per il canadese Cameron “Cam” Levins, che all’esordio sulla distanza, in 2h09:25, ha vinto il titolo e migliorato il primato nazionale che resisteva da 43 anni (fu stabilito da Jerome Drayton nel 1975 a Fukuoka in 2h10:09).

Quinto il neozelandese Jake Robertson in 2h09:52, sesto l’eritreo Daniel Mesfun in 2h10:23, settimo l’ugandese Stephen Kiprotich, campione olimpico nel 2012, in 2h11:06; nono Philemon Rono, due volte vincitore e campione uscente, in 2h13:37.

Guidato da tre pacer keniani, Luke Kibet, Alex Kibarus e Paul Kiprop, il gruppo di testa è passato al 10° km in 30:01, con Rono già staccato di una trentina di secondi.  Al passaggio alla mezza in 1h03:08, in testa erano Kipruto, Sulle, Kandie e Robertson, con quest’ultimo che è stato il primo a perdere terreno. Al 35° km si è sviluppata l’azione decisiva di Kipruto, che però non è riuscito a migliorare il record della manifestazione (2:06:52 di Rono nel 2017).

Tra le donne, alla seconda esperienza sulla distanza, vince la 30enne ex-etiope, oramai del Bahrain, Mimi Belete, in 2h22:29, col nuovo record della manifestazione (migliorato il 2h22:43 stabilito dalla etiope Koren Yal e dalla keniana Sharon Cherop), piegando la resistenza della etiope Marta Megra, campionessa uscente, seconda in 2h22:35; terzo gradino del podio per la keniana Ruth Chebotek in 2h23:29, seguita dall'australiana Jessica Trengrove, quarta in 2h25:59: per tutte le quattro atlete si tratta del personal best.

Quinta la keniana Celestine Chepchirchir in 2h26:58, sesta la etiope Anane Beriso in 2h28:56. Settima la debuttante canadese, Kinsey Middleton,che si laurea campionessa nazionale in 2:32:09  

Belete, Megra e Chebotek, accompagnate dalla favorita della vigilia Beriso, hanno passato il 10° km in 33:30 e la mezza maratona in 1h10:35 guidate dal terzetto di pacemaker; successivamente ha cominciato a staccarsi la Beriso, mentre con il ritiro delle pacer, Belete ha cominciato a guadagnar terreno, con la sola Megra, ad opporre resistenza, fino a doversi arrendere nel finale.

Per i due vincitori premio di 30.000 dollari canadesi (ventimila euro), ai quali Belete ha aggiunto il bonus di 40.000 (27mila €) per aver battuto il record. Per Lewins premio di 43.000 dollari – 1 a km – per aver stabilito il nuovo record nazionale.

Martedì, 23 Ottobre 2018 23:02

Andria (BT) - 9° Trofeo Federiciano

21 Ottobre - Dopo l’improvviso impedimento della scorsa stagione, mi aspettavo per il 2018 il ritorno al Palazzetto dello Sport, una location che ha sempre garantito la massima comodità e il largo attiguo viale di partenza. Ci siamo ritrovati, viceversa, per la nona edizione del Trofeo Federiciano, come per il 2017, al “Centro Risorse Aldo Moro”, certamente meno accogliente del suddetto Palazzetto e soprattutto con una sede stradale insufficiente per garantire la partenza sicura e ordinata: se, come improvvisata scelta, l’avevo promossa con riserva un anno fa, devo oggi dichiararla inadeguata.
Infatti, Via Moro, pur larga, è divisa in due dallo spartitraffico: si dovrebbe al limite, come avviene in alcune manifestazioni internazionali, sfruttarla interamente; limitandola su una sola metà si mette a repentaglio la sicurezza e l’incolumità di chi corre, tante sono state le spinte e gli involontari scontri tra i partecipanti; per fortuna non si sono verificati incidenti.   

Aggiungo che, contrariamente a quanto previsto dal regolamento del Campionato Corripuglia (di cui questa manifestazione costituiva la 19^ prova), non è stata neanche creata la zona pole riservata agli atleti più veloci preventivamente selezionati dalla commissione Master del Comitato Regionale Fidal: ciascun iscritto, anche quelli dal ritmo molto lento, si è sentito autorizzato a porsi nelle prime linee, generando un gran caos, con gli atleti schierati ben oltre la linea di via, il lento tentativo di mandarli indietro sul punto esatto di via, il cordone umano creato dai membri della società organizzatrice (che ha generato ulteriore confusione e rallentamenti, anche perché la maggior parte di essi era in gara), poi – verificata l’impossibilità di respingerli dietro la linea, mentre il soprano cantava l’Inno di Mameli – la quasi costrizione per il giudice capo De Lillo, per evitare ulteriori problemi, nel dover dare il via…
Fasi concitate nei primi metri, numerosi gli scontri, poi finalmente ciascuno riesce a prendere il proprio ritmo, le distanze si consolidano e si corre tranquilli…

Intanto, facciamo un passo indietro, per considerare che Andria ci accoglie con una giornata mite, meteorologicamente parlando: non fa eccessivamente caldo, le nuvole combattono col sole con alterne fortune, anche il vento spira in maniera molto leggera.

Vasti gli spazi per parcheggiare, all’interno del Centro Risorse si definiscono le procedure di iscrizione; in un locale distante circa 200 metri si ritirano i pacchi gara: 8 euro la tassa di iscrizione, gara nazionale, con un premio di partecipazione che regala alcuni prodotti alimentari più un paio di calzini da “libera uscita”.

Lodevole l’iniziativa da parte dei Maratoneti Andriesi, gli organizzatori, di devolvere parte del ricavato all’associazione “Giorgia Lomuscio, tutto per amore”, che combatte il cancro che colpisce i bambini, come capitò alla povera Giorgia, tredicenne scomparsa troppo presto per un fulminante tumore delle ossa.

A disposizione degli atleti i bagni presenti nel Centro Risorse, insufficienti per i 936 iscritti Fidal, ai quali si sommano almeno 200 liberi e i partecipanti alla gara dimostrativa per atleti diversamente abili; l’aggiunta di qualche bagno chimico avrebbe evitato scene poco civili ed edificanti alle quali abbiamo assistito…
Partenza saggiamente fissata alle ore 9.00, si corre prima e meglio, si libera in anticipo la città, si rientra prima a casa.

Frattanto i podisti, già indossati completi e scarpette, cominciano il riscaldamento muscolare: è sempre il momento più bello, dove si sommano ansie, aspettative, risate, selfie, brevi scatti, sfottò… 
Lavora alacremente al suo microfono lo speaker Paolo Liuzzi: la sua voce aggiunge sempre qualcosa alle manifestazioni, tra simpatiche battutine e citazioni competenti.

Il richiamo dei giudici, l’invito ad avvicinarsi e quel accade alla partenza l’abbiamo già descritto, non resta che sottolineare che sull’altra metà di Via Moro partono i diversamente abili; ampliando la sede di via ai competitivi, sarebbero partiti un attimo dopo, ottenendo anche più visibilità.

Il percorso è controllato e blindato al traffico, ottimo il lavoro degli attenti Vigili Urbani, con ristoro di bottigliette d’acqua a circa metà distanza; tracciato di circa 9500 metri, totalmente piatto se si esclude una salitella di oltre 400 metri all’incirca al 7° chilometro, vario e panoramico attraversando la città, compresa l’affascinante parte vecchia.

A presentarsi per primo sul traguardo è il brillante Giuliano Gaeta (Montedoro Noci), molto più disciplinato ultimamente, che chiude in 30:19, precedendo il sempreverde Rino Bonvino (Dynamik Fitness Palo del Colle), secondo in 31:05, e il determinato Luigi Catalano (Barile Flower Terlizzi), terzo in 31:32. Il 1992 è l’anno di nascita di Gaeta, 2000 quello di Catalano: non ha torto la signora Bonvino a dichiarare che il buon Rino (1973) si difende ancora bene tra i figlioli…

Da perfetto capitano della sua Dynamyk, sempre agguerrito, Mimmo Tedone è quarto in 31:35, davanti al sempre più rapido Michele La Vista (Free Runners Molfetta), quinto in 31:47, inseguito dall’irrefrenabile Pino Miglietti (Montedoro Noci), sesto in 32:35, e dal generoso Nicola Muciaccia (Atletica Tommaso Assi Trani), settimo in 32:40. In ottava posizione troviamo il deciso Riccardo Tragno (Pedone Riccardi Bisceglie), al traguardo in 32:48, seguito dal volitivo Giuseppe Mele (Dynamyk Palo), nono in 32:56, con il tenace Matteo Mimma (Montedoro Noci) che, in 33:04, completa la lista dei primi dieci uomini.

Non ancora al top della forma dopo il fastidioso infortunio, Francesca Labianca (Altertletica Locorotondo) vince la gara femminile in 35:58 staccando nettamente le altre concorrenti: sempre decisa, Francesca Riti (Montedoro Noci) è seconda in 38:00; l’indefessa Marie France Zaccheo (Atletica Amatori Corato) è terza in 38:07. Quarto posto per l’indomabile Marisa Russo (Marathon Massafra) in 38:59; 3 secondi ed ecco la brava mamma Rosalinda Pischetola (Nadir on the road Putignano), quinta in 39:02, seguita ad altri 3 secondi dall’irriducibile Milena Casaluce (Bitonto Sportiva), sesta in 39:05. “Solo” settima e ottava le ottime, forse stanche, Raffaella Filannino (Atletica Disfida di Barletta) e Mariantonietta Amatulli (Montedoro Noci), rispettivamente in 39:16 e 39:19; nono posto per la star locale Rosa Di Tacchio (Maratoneti Andriesi) in 39:22, davanti alla capace Marilena Brudaglio (Dynamyk Palo del Colle) in 39:51.

880 gli arrivati: chiudono le graduatorie Eligio Lomuscio (Barletta Sportiva) in 1:25:59 e Doriana Mongelli (Amici del Cammino Barletta) in 1:27:24, lodevolissimi per impegno e costanza.

Zona arrivi ben gestita con corridoio laterale per i liberi; da limitare meglio il lato sinistro con transenne per evitare la presenza di pubblico sul viale di arrivo.

Decisamente ricco il ristoro finale, con gelato, frutta, dolcetti, panna cotta, come da tradizione ad Andria.

Pieno riscatto odierno degli addetti al rilevamento chip che, con l’approvazione dei Giudici, consegnano prontamente le classifiche generali, di categoria e di società, senza suscitare alcuna protesta.

All’interno della Sala Congressi del Centro, un po’ ristretta e dagli spalti insufficienti per le tante presenze, comincia la cerimonia conclusiva, ben condotta dal buon Paolo: si comincia con il premiare le Associazioni di Volontariato che hanno permesso l’effettuazione delle gara dei diversamente abili. Una parola anche per Giuseppe Lomuscio, il papà della suddetta Giorgia, che dedica un pensiero a chi non può correre, chiedendo che lo facciano ogni giorno tutti i podisti.

A seguire, si recuperano le premiazioni della gara di Bitonto, quelle rimaste in sospeso, per poi passare alla vera e propria manifestazione odierna.

Contro la regola Fidal che vieta che sia stilata una classifica delle manifestazioni non competitive e che, quindi, si proceda alla premiazione dei non tesserati, si parte con la consegna dei premi ai primi/e cinque della gara “libera”: normale il mugugno in sala dei competitivi, pur mancando molto alle 11,30, orario previsto sul regolamento per l’inizio della cerimonia.

Finalmente il momento dei competitivi, dopo il saluto dell’Assessore allo sport di Andria, Antonio Lopetuso, che dichiara di aver recuperato e ripristinato la locale pista di atletica: nessun servizio accessorio, ma almeno utilizzabile. 

Con la speranza che tutto sia vero, sul podio salgono i primi tre uomini e le prime tre donne in graduatoria: per loro trofeo, bottiglie di vino, la bandana dell’ “Associazione Giorgia Lomuscio - tutto per amore” e un articolo tecnico (peccato che quest’ultimo sia di taglia eccessiva, come mi descrive il sempre schietto Bonvino…).

A seguire la premiazione dei meritevoli delle varie categorie: i primi cinque delle maschili, fino alla 55, i primi tre delle restanti e di tutte le femminili, con ovvio risentimento delle signore.

Al primo di ciascuna va una coppa, una bottiglia di vino e la suddetta bandana, per i restanti coppa e bottiglia di vino, con numerose lamentele.

La cerimonia si conclude con la consegna delle targhe e confezioni di bottiglie di vino alle prime cinque società per numero complessivo di arrivati: vince l’Atletica Tommaso Assi Trani con 91 finisher su Barletta Sportiva (64), Montedoro Noci (61), Free Runners Molfetta (38), Maratoneti Andriesi (35): i padroni di casa, sportivamente, si escludono e subentra la Pro Canosa (sempre 35).

E’ il momento dei saluti, il bravo Paolo chiude la manifestazione, gli organizzatori procedono alla foto di gruppo di rito, il sottoscritto già pensa che per le prossime edizioni si dovrà necessariamente rivedere la partenza: il Corripuglia, intanto, va in vacanza per una settimana, torna il 4 Novembre a Corato, per la 20^ tappa.

21 Ottobre - Nuova edizione della Maratona di Amsterdam, la quarantatreesima, ma stessi vincitori di un anno fa: il keniano Lawrence Cherono e la etiope Tadelech Bekele.

Il 30enne Cherono si è affermato in 2h04:06 migliorando di 63” il primato della corsa stabilito da lui stesso nel 2017 (2h05:09), 12° tempo di sempre e migliore prestazione sul suolo olandese. A completare il podio, tutti sotto le 2h05 (prima volta in una maratona europea), gli etiopi Mule Wasihun, secondo in 2h04:37, e Solomon Deksisa, terzo in 2h04:40 (miglior terzo di sempre sul suolo europeo).
Quarto Gideon Kipketer in 2h06:15, quinto il turco ex-keniano Kaan Ozbilen (una volta Michael Kipruto) in 2h06:24, sesto Laban Korir in 2h06:33, settimo il 21enne etiope Tadu Abate in 2h06:47, ottavo Jonathan Korir in 2h06:57 (pb migliorato di oltre 7').

Guidato dal fitto numero di lepri, il gruppo di testa è passato al 5° km in 14:33, al 10° in 29:08, al 15° in 44:03, al 20° in 59:00, alla mezza in 1h02:11, al 25° in 1h13:48, per poi progressivamente sfaldarsi.
Il vincitore è passato al 30° in 1h28:58, poi ha corso i 10 chilometri dal 30° al 40° in 28:50 e gli ultimi 2195 metri in 6:18. Da evidenziare il suo negative split avendo corsa la prima metà in 1h02:11, e la seconda in 1h01:55.

“Quest’anno le condizioni di temperatura e vento erano perfette e ho fatto un tempo migliore dell’anno scorso. Tornerò per migliorarmi ancora”, le parole di Cherono dopo aver tagliato il traguardo.

Da segnalare l’ennesimo fallimento sulla distanza per il 36enne Kenesisa Bekele (ritirato l’anno scorso a Dubai e Berlino, 8° a Londra), che al 32° chilometro ha cominciato a staccarsi dal gruppo di testa, per proseguire nell’anonimato fino al 40°, quando ha deciso di fermarsi definitivamente.  

In campo femminile, come detto, bis per Tadelech Bekele in 2h23:14 (meno veloce di un anno fa), che ha ripreso e superato nell'ultimo miglio la sorprendente connazionale Shashu Insermu Mijana, alla fine stremata seconda in 2h23:28 (pb), ma che ha rischiato di essere superata nel finale anche dall’altra etiope, l’esordiente Azmera Gebru, terza in 2h23:31. Quarta l’atleta del Bahrain (ma nata etiope!) Desi Jisa in 2h23:39, quinta la keniana Linet Masai, campionessa del mondo dei 10000 nel 2009 e allenata da Patrick Sang - il tecnico di Eliud Kipchoge - in 2h23:46. Settima la etiope Meseret Defar, al debutto sulla distanza, in 2h27:25.

Campioni olandesi si sono laureati: Michael Butter in 2h17:18 e Miranda Boonstra in 2h42:07.

Mercoledì, 17 Ottobre 2018 19:22

Bucarest (RO) - 11^ Bucharest Marathon

14 ottobre - Una giornata di sole, ma ventilata, ha accolto i partecipanti all’undicesima edizione della Raiffeisen Bank Bucharest Marathon, evento Bronze Label IAAF, organizzato dal locale Running Club. 

Oltre alla classica distanza olimpica, erano in programma la mezza maratona e la 10 km; da segnalare le manifestazioni di contorno non competitive e giovanili su varie distanze. 

Con partenza e arrivo dal celeberrimo Palazzo del Parlamento, il percorso si è sviluppato sui viali cittadini, su un tracciato quasi interamente pianeggiante, con tanto pubblico ad applaudire.

A vincere la maratona, stabilendo anche il record della corsa, il keniano Hosea Kipkemboi in 2h11:31 che ha preceduto il connazionale Joel Kipkogei Kimutai, secondo in 2h11:59, e l’etiope Kaleb Kashebo, terzo in  2h13:22. Primo europeo il locale Sorin Mineran, nono in 2h27:51.

In campo femminile, successo della etiope Almaz Gelana Erba in 2h41:29 sulle romene Adela Paulina Baltoi, seconda in 2h50:06, e Nicoleta Ciortan, terza in 2h27:56.

967 i finisher.

La mezza maratona registra il successo del moldavo Maxim Raileanu in 1h06:54 sul romeno Marius Busca, secondo in 1h09:53, e sull’italiano Daniel Emanuel Ghergut (Toscana Atletica Futura), terzo in 1h11:52.

Tra le donne, tris romeno con Maria Magdalena Veliscu che si afferma in 1h27:04 su Raluca Teodorescu, seconda in 1h34:08, e Loredana Andreea Stoian, terza in 1h34:49.

2303 gli arrivati.

Nella 10 chilometri, successo per Nicolae Soare in 30:35, tra gli uomini, e per Adriana Nelson tra le donne in 35:03. 2690 gli atleti che hanno tagliato il traguardo.

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