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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

Non ero mai stato alla 6 Ore di Putignano, già peraltro giunta alla settima edizione. L’ho trovata festosa, appassionante, simpatica, divertente, al di là del gesto atletico che comunque ti impone di muoverti il più possibile per 6 ore, cercando di accumulare quanti più giri, quanti più chilometri, quanti più metri.

E se è la più partecipata d’Italia, come hanno più volte indicato gli organizzatori, un motivo ci deve essere, con il tetto di iscrizioni massime, pari a 250, raggiunto con largo anticipo. De confessare che mi ha colpito vedere tanti esordienti su questa tipologia di gara…

Ad organizzare la Amatori Putignano, con il patrocinio del locale Comune, della Regione Puglia, del Comitato Regionale Pugliese Fidal e la IUTA, in collaborazione con la Polizia Municipale e l’Associazione Cultuirale “La Chiancata”.

Già gli Amatori Putignano, la società del grande Vito Intini, ultramaratoneta di lungo corso, di Gianni De Robertis, oramai del direttivo IUTA, di Erica Delfine e di Domenico Valenzano, sempre più ultra, una società che fa le cose seriamente e per bene.

Una serie di convenzioni con strutture della zona permettono agli atleti di poter dormire e mangiare a prezzi ragionevoli; nel pacchetto di iscrizione, il pasta party pre e post gara.

40 euro il costo dell’iscrizione fino al 9 marzo (35 per iscritti IUTA e Supermaratoneti), 50 successivamente per tutti: nel pacco gara una simpatica polo ricamata con l’effigie della manifestazione.

A disposizione degli atleti una serie di bagni chimici in piazza e una struttura fissa sul percorso per ogni evenienza.

A presentare la manifestazione Paolo Liuzzi, sempre pronto ed effervescente, che per un oretta ha anche abbandonato il microfono e ha corso liberamente lasciando gli atleti alla musica di sottofondo.

Giro spettacolare di km. 1,26470, omologato Fidal, interamente cittadino, anzi in pieno centro, partendo e attraversando il centralissimo Corso Umberto I, per poi spingersi in vicoli e vicoletti della città antica, non rimanendo mai soli, sempre insieme alla popolazione locale, sempre festeggiati e accompagnati dai cittadini.

Peccato per il fortissimo vento di scirocco che ha impedito di alzare il classico arco e ha costretto gli organizzatori a lasciare l’ampio display in piedi su di camion, lateralmente al corso, contrariamente all’idea originale che lo doveva vedere sospeso sul percorso, creando un particolare effetto scenico, permettendo agli atleti di leggere in tempo reale i risultati.

In zona partenza, il ristoro più ricco e completo, gestito da splendide atlete della società organizzatrice, con accanto la zona di “neutralizzazione”, dove potersi cambiare, riposare, essere massaggiati, soccorsi dai medici…

Lungo il tracciato la “zona Barletta”: oltre il ristoro, tanta musica e lo scatenato Mino Barletta, lo show-men degli Amatori, a cantare, ballare, saltare, rallegrare e coinvolgere tutti gli atleti, con la sua energia che non può lasciare indifferenti. Quasi tutti i protagonisti in corsa hanno almeno accennato un passo di danza con lui, Marcella Delfine ha – come da tradizione – ballato la pizzica, davvero qualcosa di emozionante.

E, ancora, prima di ultimare il centro storico, il ristoro a base di birra, con i due addetti – con tanto di bombetta in testa - a saltare e ballare, reclamizzando e offrendo quella buona birra dal motivetto trainante che recita: “Portaci da bere…”.

Ed ecco di nuovo il corso, gli applausi della gente, tutti i podisti in questa sera a riposo convenuti qui a tifare e ad incitare, davvero qualcosa di piacevole e coinvolgente.

Ecco, proprio questo mi ha colpito di questa 6 Ore, il piacere di stare insieme, di correre insieme, senza quella cattiveria agonistica che si ritrova sulle brevi.

Unico inconveniente il fondo nella città vecchia, quei vecchi lastroni che lasciano strascichi nella articolazioni di chi li ha percorsi per tante tempo.

183 sono gli atleti classificati nella graduatoria maschile, 47 le donne; 153 uomini e 42 donne hanno superato la distanza di maratona.

Conclusa la gara allo scoccare della sesta ora, ciascun atleta ha ritirato una simpaticissima e particolare medaglia in terracotta.

Da segnalare la presenza di Giacomo Loene, presidente della Fidal Puglia, e di Angelo Giliberto, presidente CONI Puglia.

Ultimati i rilevamenti da parte dei Giudici dei metri di residuo, si è potuto procedere con la cerimonia di premiazione, cominciando con la consegna di alcuni premi IUTA relativi alla precedente stagione.

Poi, mentre si dava vita al ricco pasta party finale, sono cominciate le premiazioni inerenti la gara odierna con consegna di riconoscimenti estesa ai primi dieci uomini e alle prime cinque donne, premiate con trofeo e ricco cesto di prodotti naturali; a seguire, la consegna del riconoscimento al primo di ciascuna categoria.

Infine, il Trofeo Memorial Giovanni Chiapperino, riservato al primo putignanese degli Amatori, è andato a Domenico Valenzano e a Erica Delfine.

E’ così sceso il sipario anche su questa settima ultra, una manifestazione che coinvolge, che invita a partecipare e a essere protagonista, in puro spirito e piacere sportivo.

Un’ultima nota: non essendosi verificate infrazioni, il giudice de Lillo non ha squalificato alcun atleta, limitandosi a far indossare la maglia al podista che correva senza.

Con l'aiuto di Stefano Severoni, riportiamo le classifiche ufficiali per i primi e le prime dieci.

La gara maschile è stata vinta da Maurizio Di Paolo (Passologico) con 80,086 km, atleta 34enne con record di 7h49’02” (Seregno, 2017) sui 100 km. Al 2° posto il ritrovato Nicolangelo D’Avanzo (ASD Bisceglie Running) con 77,588 km. Al 3° Domenico Valenzano (AS Amatori Putignano) con 75,051 km. Al 4° posto il campione Vito Intini (As Amatori Putignano) con 74,187 km, primatista mondiale 24 h in tapis roulant. I primi 9 in classifica hanno superato i 70 km. 157 atleti hanno superato la distanza di maratona (42,195 km). Da segnalare il 74enne leccese Vito Carignani (AS Action Running Monteroni) vincitore cat. SM75 con 44,370 km, atleta alla sua 73^ ultramaratona con oltre 4mila chilometri percorsi in 25 anni di attività ultra.

 

 

1

ASSM

DI PAOLO MAURIZIO

PASSOLOGICO

80,086 km

2

ASSM

D'AVANZO NICOLANGELO

ASD BISCEGLIE RUNNING

77,588 km

3

ASSM

VALENZANO DOMENICO

AS AMATORI PUTIGNANO

75,051 km

4

ASSM

INTINI VITO

AS AMATORI PUTIGNANO

74,187 km

5

ASSM

MANGIONE GIUSEPPE

BARLETTA SPORTIVA

72,515 km

6

SM35

MIRIZZI VINCENZO

AS AMATORI PUTIGNANO

72,328 km

7

SM45

SAMUELE FABRIZIO

PASSOLOGICO

72,252 km

8

SM35

FONTO' ANTONIO

ASD FITNESS EXELLENCE SGIORGIO

70,717 km

9

SM50

TUCCI CLAUDIO

ASD GRUPPO PODISTICO IL CRAMPO

70,405 km

10

SM40

ZINGARO LORENZO

AS AMATORI PUTIGNANO

69,963 km

Tra le donne ha dominato la campionessa Lorena Brusamento (GS Gabbi 54) con 68,256 km. Al 2° posto Emma Delfine (ASD Nadir on The Road - Put) con 61,936 km. Al 3° posto Erica Teresa Delfine (AS Amatori Putignano) con 59,408. Quindi 2 atlete sopra i 60 km, altre 21 sopra i 50 km, per un totale di 42 atlete sopra la distanza di maratona (42,195 km) sulle 47 in classifica. Ritorno alle gare per la sfortunata campionessa Luisa Zecchino (Team Pianeta Sport Massafra) che ha corso quasi una maratona, dimostrando la ritrovata salute ed entusiasmo.

POS

CAT

ATLETA

SOCIETA’

       1

SF45

BRUSAMENTO LORENA

GS GABBI 54

68,256 km

2

SF45

DELFINE EMMA

ASD NADIR ON THE ROAD - PUT

61,936 km

3

SF35

DELFINE ERICA TERESA

AS AMATORI PUTIGNANO

59,408 km

4

SF45

FINA ANTONIETTA

ASD POD FAGGIANO VP SERVICE

58,144 km

5

SF50

PREZIOSO PATRIZIA

ASD ATLETICA MESAGNE - AVIS

56,880 km

6

SF50

VACCARINI PATRIZIA

AMATORI PODISTICA TERNI

55,616 km

7

SF45

POLIGNANO MARIANA

AS AMATORI PUTIGNANO

55,616 km

8

SF50

PORFIDO ANNAMARIA

AMATORI ATL ACQUAVIVA

54,352 km

9

SF45

DE CARLO MARIA

ATHLETIC TEAM PALAGIANO

54,352 km

10

             SF45

VALDEVIES ADRIANA

ASD POD FAGGIANO VP SERVICE

53,088 km

Sono quattro i convocati azzurri per la 23^ edizione dei Campionati del Mondo di mezza maratona a Valencia in programma il prossimo 24 marzo.

Infatti, il Direttore Tecnico dell'Alto Livello, Elio Locatelli, ha ufficializzato l'elenco degli atleti prescelti per la rassegna iridata dei 21,097 chilometri, composto da due uomini e due donne.

Gli uomini saranno Eyob Ghebrehiwet Faniel (Venicemarathon Club) e Lorenzo Dini (Fiamme Gialle); le donne Sara Brogiato (Aeronautica) e Giovanna Epis (Carabinieri).

Il mese di marzo riporta in Puglia le classiche su strada e con esse il ritorno del Campionato regionale Corripuglia: la ventunesima edizione della SpaccaNoci di domenica scorsa a Noci, nel barese, ha dato il via al fitto calendario di ventidue prove che terminerà nel prossimo dicembre.

Il “Corripuglia”, campionato itinerante nelle varie città pugliesi che hanno di fatto guadagnato l’onore-onere di organizzarne una tappa classificandosi nella stagione precedente, è per tanti versi rinnovato a cominciare dalla presenza di un nuovo sponsor unico (Depur System di Statte - TA), sponsor non tecnico che permette alle varie società di dotarsi di un brand sportivo per la propria tappa. Poi, l’adozione del pettorale e del chip unico per l’intero campionato, tanto richiesto dai partecipanti per evitare gli odiosi “scambi” mattutini e le alzatacce per il ritiro dei pettorali. Ancora, il debutto di un sito dedicato direttamente al campionato, dove iscriversi direttamente e trovare i nomi degli iscritti in tempo reale, le classifiche di ciascuna tappa e dell’intero campionato continuamente aggiornate. E tante altre piccole modifiche, con l’inevitabile balzello di qualche tassa, come i cinque euro annuali per l’uso del chip e dei pettorali, o l’aumento di un euro per ciascuna tappa, quest’ultima appannaggio unicamente degli organizzatori: tutto compreso piccoli aumenti rispetto alle quote che girano, anche di gare commerciali e non competitive alle quali però ci si iscrive e si paga senza battere ciglio e si ringrazia anche.

Ma cominciamo ad esaminare la Spaccanoci, organizzata dalla Montedoro Noci, sempre più corazzata, sempre più forte, reduce dal sesto posto ai campionati Italiani di Cross a Lucca. A presiederla la collaudata competenza di Stefano Bianco, una vita da referente master nella Fidal Puglia, tanto impegno e cura per la sua società, la sua manifestazione e i suoi atleti.

Gara da sempre ben organizzata, dal percorso tecnico e difficile, ma che offre tutti i confort agli atleti che ogni anno partecipano in massa. Ed è proprio qui che si manifesta l’unica nota stonata dell’edizione 2018 con soli 1395 iscritti a fronte degli oltre 2000 delle edizioni più ricche, ma anche dei circa 1800 di un anno fa. La spiegazione è nella data poco felice, con le troppo concomitanze, dovute anche e soprattutto alla pausa delle settimana scorsa per le elezioni, che ha portato troppo manifestazioni in una sola giornata.

La RomaOstia - la mezza più partecipata d’Italia; Villa Baldassarri - la prima tappa del Salento Tour; Latiano – l’originale Archeo Run; Bari – la Deejay Ten e Five, hanno sottratto atleti alla SpaccaNoci che ha tenuto benissimo se si aggiungono tutti i fattori. Avevo consigliato Stefano di spostarsi al 25 ma non ha voluto sentirmi…

L’organizzazione è collaudata e rodata, offre da subito agli atleti una comoda area parcheggio con annessi bagni chimici, bagni chimici presenti anche nel centro città, unitamente all’atavica struttura pubblica. Rapidamente si ritirano i plichi per ciascuna società, contenenti bustine singole a loro volta contenenti due pettorali in tyvek e il chip da conservare ed usare per l’intera stagione (per chi avrà corso tutte le prove saranno consegnati altri due pettorali dopo l’undicesima prova). Gara nazionale, iscrizione fissata a 8 euro, ma ricco davvero il pacco gara, con l’aggiunta di un uovo di Pasqua, 300 grammi di buon cioccolato.

Impegnato per lavoro l’indigeno Paolo Liuzzi alla Deejay a Bari, il microfono è affidato alla voce di Michele Cuoco, che svolge egregiamente il suo compito, attento a ogni aspetto, a cominciare dal sermone in cui invita gli atleti al rispetto delle regole nella gare federali, invitando chi abbia voglia di uscire dagli “schemi” a partecipare alle non agonistiche dove tutto è permesso.

Giornata dal cielo grigio, il sole non riuscirà mai a fare capolino, e leggermente fredda, sensazione aggravata dal fastidioso vento che gli atleti troveranno in gara sempre in senso contrario e che li danneggerà evidentemente.

E, mentre gli atleti vanno a cambiarsi, non possiamo non ricordare che la Spaccanoci è anche manifestazione per i ragazzi delle scuole elementari e per i diversamente abili, che corrono su un breve tracciato di circa un chilometro con partenza e arrivo in Piazza Garibaldi. A far loro da madrina, ruolo esteso all’intera manifestazione, la splendida Nicole Orlando, titoli italiani, europei e mondiali paralimpici nelle sue specialità dalla velocità al giavellotto al peso, che il sabato pomeriggio ha qui presentato il suo libro, dall’azzeccatissimo titolo: “Vietato dire non ce la faccio”.

Frattanto i competitivi procedono alle operazioni di riscaldamento dei muscoli e pian piano vanno a schierarsi in zona partenza, ottimamente transennata con alte griglie, in Via Principe Umberto. Prevista anche oggi la zona pole riservata agli atleti dalle migliori prestazioni tra i partecipanti con il pettorale contrassegnato da uno speciale bollino, affidato alle società nella busta delle iscrizioni: tanti presidenti omettono di vederli e quindi di consegnarli ai propri atleti prescelti dalla Commissione Master della Fidal. Volano proteste, segue la spiegazione, si cerca comunque di collocare nelle prime fila i più veloci e la situazione si appiana, con la partenza che si svolge regolarmente alle ore 9.30, dopo il minuto di raccoglimento dedicato a Giampiero Silvestri, atleta buono della Montedoro, purtroppo recentemente scomparso.

Lungo il serpentone, passa oltre un minuto perché il corso sia vuoto; a condurre la gara, da subito, è Francesco Minerva che ha diversi metri di vantaggio sulla coppia Gaeta-Redi a loro volta seguiti da Trentadue e Sardella.

Al femminile guida Mariangela Ceglia, segue l’immensa Labani, poi le altre, anche in campo femminile il livello odierno è piuttosto elevato.

All’incirca al terzo chilometro un signore piuttosto anziano è per terra sul tracciato, non si capisce cosa sia successo, il buon Michele Uva si ferma, gli porge assistenza e resta con lui fino all’arrivo dell’ambulanza: oggi non si classificherà, ma Michele ha già vinto!

Come scrissi una volta, più che Spaccanoci potremo parlare di “spaccagambe” per il tracciato nocese che presenta una serie continua di notevoli saliscendi che mettono a dura prova l’efficienza fisica dell’atleta e interrompono il ritmo, con tanti protagonisti che perdono diversi secondi per riprendere il proprio passo.

Interamente blindato al traffico, con gli incroci ben presidiati dagli addetti, i cartelli che delineano lo scorrere dei chilometri precisamente posti, con ristoro con bottigliette d’acqua a metà distanza, il percorso si rivela ottimamente curato. Non si riesce a spianarlo, ma va bene lo stesso.

Non lo prende più nessuno e Francesco Minerva, palese tesserato per la società organizzatrice, va a conquistare la terza vittoria della sua carriera a Noci (2014-2016), la prima “in casa”: il cinque al Presidente, le braccia aperte, Francesco taglia il traguardo in 32:13.

Ottima seconda parte di gara per Antonio Redi (Dynamyk Palo del Colle) che accelera, resta solo e conclude in progressione in 32:44; terzo posto per l’altro atleta della Montedoro (in realtà anch’egli di Palo del Colle), il buon Giuliano Gaeta, in 33:07, che deve però ancora migliorare nella gestione delle risorse.

Sempre combattivo, Enzo Trentadue, l’anima della Dynamyk Palo, è quarto in 33:43, a precedere - quasi un revival di antichi duelli in maratone – Vito Sardella (Montedoro Noci), che ama le lunghe ma si difende anche sulle brevi ed è quinto in 34:00.

Ancora Montedoro e questa volta è un triatleta, l’ottimo Michele Insalata, sesto in 34:23, seguito dal capitano della Dynamyk, Mimmo Tedone, che chiude in 34:29, settimo. La “prepara bene” e chef Nicola Conte (Amatori Cisternino) è ottavo in 34:31, stesso tempo di un deluso Francesco Quarato (Team Pianeta Sport Massafra), non ancora ripresosi del tutto, nono, davanti al capace Domenico Rotolo (Nadir on the road Putignano), decimo in 34:40.

Al femminile il successo è tutto per Mariangela Ceglia (Alteratletica Locorotondo) che finalmente riesce ad iscrivere il suo nome nell’albo d’oro della manifestazione: 60^ assoluta, completa il tracciato in 38:13. Non ancora al meglio della condizione, come mi aveva annunciato nel pre-gara, si ritira la marocchina Soumiya Labani: peccato, la sua presenza avrebbe dato tanto alla manifestazione in tutti i sensi.

Ottima prestazione per Damiana Monfreda (Amatori Atletica Acquaviva) che chiude in seconda posizione in 40:57, con la sempre brava Ilenia Colucci ad occupare il terzo gradino del podio in 41:16.

Altra atleta che non tradisce mai è Mara Lavarra (Amatori Putignano) che conclude quarta in 41:19, seguita, con 19 secondi di stacco, dalla reattiva Maria France Zaccheo (Atletica Amatori Corato), quinta. Si difende da par suo ed è sesta Roberta De Robertis (Atletica Crispiano), in 41:41; tutta la grinta di Raffaella Filannino (Atletica Disfida di Barletta), settima in 41:52, con la ritrovata Silvana Iania (Free Runners Molfetta), ottava in 42:00. Mi è sembrata un po’ stanca Marisa Russo (Marathon Massafra), capace comunque di piazzarsi al nono posto in 42:05, con l’ottima Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto), decima in 42:50.

1303 i finisher, a chiudere due habitué: al femminile Tiziana Catella (Podistica Taras Taranto), in 1:29:16, e al maschile nonno Vincenzo Mirizzi (Amatori Putignano), SM85, in 1:30:45.

Toccante, davvero toccante, il ricordo di Giampiero Silvestri, ottimo uomo e ottimo atleta della Montedoro, scomparso in troppo poco tempo: giungono in massa gli atleti della Montedoro, tutti dietro lo striscione che lo commemora, con loro la moglie e i due figlioli. Nella mia mente e in quella di mia moglie il suo ricordo, non mancava mai di venirci a salutare con la sua solita educazione e garbo.

Passati dal ristoro, gli atleti procedono a cambiarsi immediatamente, complice l’aria frizzante che spira a Noci.

Intanto, grazie al pronto lavoro dei Giudici e degli addetti alla compilazione delle graduatorie (notati i nuovi tappetini di rilevazione tempo, molto più efficienti?), le classifiche sono pronte e si può procedere con la cerimonia di premiazione.

Sul palco, ad affiancare brevemente Michele Cuoco, il bravo Mauro Pulpito, in breve andato via per i suoi impegni televisivi: ha però tutto il tempo di presentare il sindaco, Domenico Nisi, il presidente del CONI Puglia, Angelo Giliberto, il major sponsor, il dottor Cassandro, e l’esibizione di ballo di Nicole Orlando, anche ottima ballerina oltre che atleta.

E finalmente si parte con il celebrare i meritevoli, i primi a salire sul palco-podio, i due vincitori, Minerva e Ceglia, che ritirano una caterva di premi, tra cui spiccano il libro di Nicole Orlando e l’uovo di cioccolato da 12 chilogrammi!

A seguire, in rapida successione, è il turno dei primi cinque di ciascuna categoria, maschile e femminile, per fascia di età: tanti premi anche per loro, l’uovo di cioccolato anche per loro, di diverso peso secondo la posizione.

A seguire la consegna del Trofeo per il primo Memorial Giampiero Silvestri riservato al primo nocese a tagliare il traguardo: vince Vito Antonio Curri, visibilmente commosso nel ritirare il premio dalla signora Silvestri.

Ultimo atto ufficiale la premiazione delle prime cinque società per numero complessivo di arrivati: per loro trofeo e cesto colmo di prodotti alimentari. Vince proprio la Montedoro Noci con 94 finisher su Nadir on the road Putignano (78), Amatori Putignano (68), Marathon Massafra (49) e Atletica Castellana (48).

La foto di gruppo della Montedoro Noci, i saluti di speaker Michele Cuoco e la festa è finita.

Stefano Bianco si siede sulla panchina in piazza, è visibilmente stanco e comunque soddisfatto, mentre gli infaticabili soci lavorano per riportare Noci alla veste tradizionale.

La SpaccaNoci si è rivelata anche quest’anno ottima manifestazione, il Corripuglia ha comunque tenuto e tutto si sposta domenica prossima a Putignano per la tradizione Marcialonga di San Giuseppe...

      

 

La città di Firenze che ieri ha dato l’estremo saluto al capitano della Fiorentina, Davide Astori, tragicamente deceduto la notte tra sabato e domenica nel sonno, a soli 31 anni, non poteva non ricordare il suo campione anche durante lo svolgimento della Firenze Marathon che si correrà il prossimo 25 novembre. “Firenze Marathon si unisce e partecipa al cordoglio e al lutto cittadino per ricordare il calciatore della Nazionale e capitano della Fiorentina Davide Astori, prematuramente scomparso domenica a 31 anni.”, riporta il sito della manifestazione. E annuncia che la 35^ edizione della partecipatissima maratona vedrà il chilometro 13, tredici come il numero di maglia che il capitano ha sempre indossato, dedicato a Davide Astori, con “una cartellonistica speciale che sarà creata ad hoc” per onorare al meglio il ricordo dello sfortunato calciatore. Anche la tradizionale “Messa del Maratoneta”, celebrata il sabato precedente la Maratona, ricorderà il campione scomparso.

Il running contagia anche i monaci dell’Himalaya nepalese: sette religiosi buddisti hanno, infatti, iniziato a correre; non si tratta però solo di voglia di sport o di evasione, perché il loro impegno servirà per raccogliere fondi per ricostruire il loro villaggio, completamente distrutto da un fortissimo terremoto nell’aprile del 2015, con circa novemila morti. Abituati da sempre a camminare e correre sugli altipiani nepalesi, i sette giovani monaci buddisti hanno pensato bene di trasformare il loro movimento in allenamento e di partecipare alle gare. Il più veloce del manipolo, il ventunenne Man Bahadur Lama, dichiara: “Grazie alla corsa possiamo avere molte opportunità, far conoscere la nostra terra e portare lo sviluppo anche qui, raccogliere i soldi necessari a ricostruire tutto”. E così, i sette, dopo la preghiera del mattino, indossate calzamaglie e magliette al posto della classica tonaca, si dedicano all’allenamento quotidiano, circa quaranta chilometri su considerevoli dislivelli. “Ogni giorno saliamo e scendiamo dalle montagne, a volte dobbiamo spostarci parecchio. Correre così a lungo non è troppo duro per noi”, afferma Mingma Lama, un altro dei monaci-podisti. Per loro spostarsi è normale visto che dal loro villaggio di Sindhukot, 80 chilometri da Kathmandu, la scuola è a due ore di cammino, ogni tipo di negozio è distante chilometri. Ecco la passione per la corsa e l’idea di farla fruttare per raccogliere soldi, anche se la prima gara a Lumbini non è andata benissimo e il già citato Man Bahadur non è riuscito a rientrare nel novero dei premiati con soldi, perdendo un guadagno virtuale di circa 800 euro, più del reddito medio annuo. I sette però sono convinti che nelle prossime occasioni non mancheranno le gratificazioni, come afferma il ventiquattrenne Chuldim Sampo: “Dimostreremo a tutti che anche noi monaci siamo capaci di correre”. Magari migliorando nella dieta e nelle conoscenze tecniche, magari con scarpe migliori per correre, sfruttando il loro talento, come assicura Mingma Gyalbo, organizzatore di gare locali. La “benedizione” dall’Alto di certo non gli manca…

Si sono svolti sabato scorso, 3 marzo, a Lucca, i Campionati Italiani Master di corsa campestre: a farla da padrone, dopo la neve dei giorni scorsi, la pioggia che ha reso estremamente fangoso il percorso. “Gladiatori”, “Eroici”, gli appellativi che sono circolati sui social ad esaltare il solo aver partecipato alla manifestazione (che si sarebbe dovuta svolgere domenica 4, per poi anticiparla al sabato per le elezioni politiche) disputata davvero in condizioni estreme, con gli atleti trasformati in vere maschere di fango al termine delle prove. Affascinante il campo di gara, gli spalti della cinta muraria di Lucca, uno scenario davvero unico; ad organizzare la locale associazione Atletica Virtus Cassa di Risparmio di Lucca. Oltre 900 i partecipanti complessivi divisi in più serie, secondo l’età e la distanza. Le classifiche di società vedono imporsi in campo maschile l’Atletica Paratico (BS) con 1131 punti davanti a Cambiaso Risso Running Team Genova – campioni uscenti - (1105) e al GS Orecchiella Garfagnana (1043). Tra le donne bissa il successo l’Atletica Paratico (859) precedendo – ancora – la Cambiaso Risso Running Team Genova (831); terza l’Atletica 85 Faenza (824). A livello individuale ecco i 21 campioni nazionali (11 uomini e 10 donne): UOMINI SM35 (6 km): Francesco Nadalutti (Atl. Malignani Libertas Udine) SM40 (6 km): Antonello Landi (Atl. Potenza Picena) SM45 (6 km): Joachim Nshimirimana (Atl. Casone Noceto) SM50 (6 km): Luca Guatteri (Atl. Malignani Libertas Udine) SM55 (6 km): Franco Torresani (Atl. Paratico) SM60 (4 km): Ruggero Diaferio (Team Marathon Torino) SM65 (4 km): Adolfo Accalai (Atl. Avis Castel San Pietro) SM70 (4 km): Elio Rubis (Dragonero) SM75 (4 km): Aldo Borghesi (Road Runners Club Milano) SM80 (4 km): Emilio Giribon (Gp Parco Alpi Apuane) SM85 (4 km): Andrea Corvetti (Amatori Masters Novara) DONNE SF35 (4 km): Emma Quaglia (Cambiaso Risso Running Team Genova) SF40 (4 km): Hodan Mohamed Mohamud (Gs Il Fiorino) SF45 (4 km): Simona Prunea (Gs Orecchiella Garfagnana) SF50 (4 km): Enrica Carrara (Atl. Lumezzane) SF55 (4 km): Alessandra Silvestrini (Pod. Eretum) SF60 (3 km): Antonella Sassi (Gs Il Fiorino) SF65 (3 km): Paola D’Orazio (Romatletica Footworks) SF70 (3 km): Nadia Spezzati (Gpa Lughesina) SF75 (3 km): Jole Sellan (Atl. Aviano) SF80 (3 km): Maria Cristina Fragiacomo (Atl. Aviano)

Domenica 4 marzo 2018 ha portato un lutto anche nel mondo dell’atletica: è morto, infatti, all'età di 89 anni, nella sua casa di Oxford, in Inghilterra, Sir Roger Bannister, il primo uomo a correre il miglio in meno di 4 minuti. Nato ad Arrow (Londra) nel marzo del 1929, Bannister – in un pomeriggio ventoso del 6 maggio 1954 – corse all’Iffly Road di Oxford in 3’59”4 la distanza tanto “cara” agli inglesi pari a metri 1609,34. Tre gli atleti in gara Chris Basher, Chris Chataway e Roger Bannister, davanti a 1.200 persone, Tira inizialmente Basher, poi provvede Chataway, per lasciare campo libero a Bannister che ai 1500 metri passa in 3’43, che non fa presagire nulla di buono: ma Roger, pettorale 41, percorre gli ultimi 109 metri in 17 secondi, con il cranio rovesciato all’indietro, per poi tuffarsi, stravolto, sul traguardo prima di svenire per lo sforzo, per essere prontamente festeggiato dal pubblico all’annuncio dello speaker. Nella carriera di Bannister, unitamente alla suddetta impresa, anche l’oro europeo sui 1500 a Berna 1954 e il bronzo a Bruxelles 1954, oltre il quarto posto alle Olimpiadi di Helsinki 1952. Oltre i trionfi in atletica, Bannister è stato un brillante neurologo, anche se dal 2011 ha dovuto convivere con il morbo di Parkinson.

E’ l’idolo di casa Mo Farah a vincere la prima edizione della Vitality Big Half, la mezza maratona di Londra, tagliando il traguardo di Cutty Sark (Greenwich) in 1h01:40 al termine di uno spettacolare sprint finale. Chiude in seconda posizione il keniano Daniel Wanjiru in 1h01:43, terzo l’altro britannico Callum Hawkins in 1h01:45; i tre hanno corso insieme per tutta la durata del percorso per poi giocarsi la vittoria allo sprint partito all’inizio dell’ultimo miglio. Il quattro volte campione olimpico e sei volte campione mondiale (sui 10000 e 5000 metri) di origine somale, in preparazione per la London Marathon del 22 aprile, al termine della gara ha dichiarato che è stato grandioso correre nella capitale inglese davanti al suo pubblico, di essere stato favorito dalla spietata concorrenza e di sentirsi in ottima forma, anche se la mezza è completamente diversa dalla maratona. Tra le donne, dominio britannico con conquista dell’intero podio: successo di Charlotte Purdue in 1h20:29 (pb) su Lily Partridge (1h21:06) e Charlotte Arter (1h21:35). Alla manifestazione, disputata in ottime condizioni climatiche, hanno partecipato oltre 11000 atleti.

2h10:45 il crono finale per Daniele Meucci che conclude la Lake Biwa Marathon, a Otsu, in Giappone, al sesto posto, stabilendo il record personale, alla decima maratona della carriera. Il 32enne ingegnere pisano dell’Esercito si migliora infatti di undici secondi rispetto al crono ottenuto alla Maratona mondiale di Londra dello scorso anno, che gli era valso – anche lì – il sesto posto. Dopo il passaggio al 5° km in 15:18, al 10° in 30:22, al 15° in 45:26, al 20° in 1h00:39, Meucci è passato alla mezza in 1h03:58; al 25°, passaggio in 1h15:40, Daniele perde il contatto dal gruppo di testa al rifornimento, avendo per la forza di rientrare presto; al 28° chilometro però si stacca dal gruppo di testa finendo all’undicesimo posto al passaggio del 30° km (in 1h31:04), avendo però la forza di reagire e cominciare la rimonta (passaggio al 35° in 1h47:20, al 40° in 2h03:40), concludendo appunto al sesto posto, in una giornata climaticamente calma e umida. La 73^ edizione della Lake Biwa Marathon è stata vinta dal debuttante keniano Macharia Ndirangu in 2h07:53 davanti al connazionale Albert Korir (2h08:17) e al neozelandese Jake Robertson (2h08:26, primato nazionale e personale). Quarto l’altro keniano Michael Githae (2h09:21), quinto l’etiope Abera Kuma (2h09:31). “Negli ultimi dieci chilometri ho un po’ sofferto – ha dichiarato Meucci al sito della Fidal - ma soprattutto quando sono rimasto da solo. Forse ho pagato un rientro sul gruppo dei primi dai quali mi ero staccato, a causa del caos che si era creato nel rifornimento del 25° km. Mi sarei probabilmente difeso meglio, se non avessi speso quelle energie, anche se ho recuperato diverse posizioni nel finale. Questa era una gara importante, ma sempre di passaggio verso Berlino (Campionati Europei ad agosto, nda). In più a gennaio ho avuto problemi a un ginocchio che mi hanno costretto a circa 20 giorni di lavoro alternativo, in un momento cruciale, togliendo quella continuità necessaria nella preparazione della maratona”.

Domenica prossima, 4 marzo, come annunciato dal sito Fidal, Daniele Meucci sarà in gara alla Lake Biwa Marathon a Otsu, in Giappone: per il 32enne ingegnere pisano dell’Esercito si tratta della decima maratona della carriera. A sette mesi dal sesto posto ai Mondiali di Londra (in 2h10:56, pb), dopo lo stage federale di preparazione ad Asmara, in Eritrea (seguito dal tecnico Massimo Magnani), Meucci torna a correre sulle sponde del lago Biwa dove nel 2015 fu secondo in 2h11:10 alle spalle del keniano Samuel Ndungu, vittorioso in 2h09:08. Partenza alle 12.30 locali, corrispondenti alle 4.30 in Italia. Notevole la concorrenza: il keniano Ezekiel Chebii (PB 2h06:07 nel 2016), l'etiope Abera Kuma (PB 2h05:56 nel 2014), lo svizzero-eritreo Tadesse Abraham (PB 2h06:40 nel 2016), il nipponico Takuya Noguchi (PB 2h08:59 nel 2017), oltre ai tanti altri giapponesi. Da segnalare, infine, che su queste strade nel 2001 Giacomo Leone, attuale presidente della Fidal Puglia, ottenne il primato italiano in 2h07:52, poi migliorato da Stefano Baldini fino all’attuale 2h07:22. Le nove maratone di Daniele Meucci 21.03.2010 Roma 2h13:49 (11°) 03.11.2013 New York 2h12:03 (13°) 17.08.2014 Zurigo 2h11:08 (1°) 01.03.2015 Otsu 2h11:10 (2°) 22.08.2015 Pechino 2h14:54 (5°) 01.11.2015 New York (rit.) 21.08.2016 Rio de Janeiro (rit.) 30.04.2017 Rimini 2h16:06 (1°) 06.08.2017 Londra 2h10:56 (6°)

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