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Mar 20, 2019 Bart Yasso & Yasso Bart 889volte

Scarpadoro & Penne d’oro: perseverare Moneticum

Qualche differenza tra i due pezzi? Qualche differenza tra i due pezzi? Roberto Mandelli

Quando, nella sera di martedì 19, è arrivato alle nostre caselle postali un articolo tutto rosa della sezione running di gazzetta.it, intitolato 13^ Scarpadoro, nella Half Marathon vincono Lollo e Angotti, leggendolo ho avvertito un che di familiare… Ma certo, sembrava a tutta prima identico rispetto al pezzo che avevamo pubblicato noi, già nel pomeriggio di domenica 17. Solo che la firma dell’articolo nostro http://www.podisti.net/index.php/cronache/item/3557-vigevano-pv-13-scarpadoro-vincono-lollo-e-angotti.html

era ed è “Ufficio stampa Scarpadoro”; mentre la firma dell’articolo rosa, corredata da un bel © RIPRODUZIONE RISERVATA 

è nientemeno che di Cesare Monetti, il ragazzo di ottima famiglia “cresciuto a ‘pane e corsa’”, divenuto principe degli addetti stampa e, in quando “profondo conoscitore” degli eventi running, recentemente chiamato nella “forza vendita nuova e al tempo stesso rinnovata” per “implementare [leggi: incrementare] la rete” degli interlocutori di Correre (da cui traggo il virgolettato citando la fonte, come correttezza impone anche in sede yassica: marzo 2019, p. 22, con una fotona nella quale il Monetti è veramente al top del suo fascino virile).

Oibò, mi sono detto mentre leggevo l’articolo: o Monetti ha rimediato a un buco della Rosea (succede nelle migliori famiglie: guardate i TG delle emittenti nazionali a distanza di 12 ore e troverete gli stessi servizi su eventi minimi ma curiosi) e si è abbeverato a Podisti.net (quale onore, specie se ci nominasse!); o, viceversa, è stato il nostro redattore a usufruire di un comunicato concepito dallo stesso Monetti ma, geloso, non l’ha citato per nome?

Siccome, nella vita reale, tra un 800 metri e l'altro che mi predirà il tempo in maratona, cioè tra una yassata e l’altra, mi tocca di fare il filologo e dunque di indagare, sui modelli che da Lachmann arrivano a Pasquale Stoppelli circa gli errori congiuntivi e la “filologia di copia”, ho provato a ricostruire lo stemma codicum. Trovando che il mitico omega = Originale, o se vogliamo il codice alfa (cioè l’archetipo, secondo la terminologia accademica) risale a un comunicato stampa della Scarpadoro stessa, diffuso a metà pomeriggio del 17 marzo. Di Monetti? No, firmato (o perlomeno postato da) Andrea Giannini.
Pseudonimo, nome d’arte di Monetti? Pare di no. Anzi, pare che Giannini, astista da 5,65 con un oro ai Giochi del Mediterraneo, faccia parte di una efficientissima azienda familiare specializzata nel devolvere) la tastiera a organizzatori di corse.

Ma i due testi sono uguali? Per individuare i manoscritti imparentati, si ricorre ai cosiddetti “errori congiuntivi”. Allora, dal confronto con Giannini, in Monetti ritroviamo tal quale “il ventitreene vigevaneseLuca Ferro”, senza percezione che manchi una N; e poche righe sotto non si esita di fronte a “seguita dalla compagna di squadra all’Atletica San Marco, da Marta Lualdi”, senza far caso che ci sono due da. Infine, ci si occupa deiprimi bebè a tagliare il traguardo”, senza accorgersi di quanto sia ridicolo parlare di bebè in una gara (ho controllato il regolamento della Scarpadoro: a differenza del comunicato di domenica, non parlava di bebè ma di “bambini”).

Insomma, il pezzo di Giannini è così perfetto che Monetti l’ha ricopiato tal quale (anzi, una differenza c’è: il titolo di Giannini finiva col punto esclamativo, quello di Monetti no. Basta a giustificare il cambio di firma?).

Invece, il comunicato stampa pubblicato da Podisti.net se non altro si avvaleva di una rilettura del testo prima del copia-incolla: anzitutto semplificando il titolo; dopo di che aveva aggiunto la N di ventitreenne, aveva tolto un da alla Lualdi, aveva scritto giovanissimi invece dell’infantile snobismo bebè. Poco, ma buono. E nonostante questo valore aggiunto, aveva lasciato gli onori della firma all’”Ufficio stampa”.

Come ogni scienza, la filologia è sempre verificabile o falsificabile: se risulterà che il comunicato della Scarpa d’oro risale a Cesare Monetti © RIPRODUZIONE RISERVATA , saremo onorati di rendergliene merito, sperando di ospitarlo altre volte su queste colonne. “Tutti per uno, uno per tutti”, titola il comunicato della sua intronizzazione “implementatrice”.

Una prima (o ennesima?) verifica ci capita scorrendo Runtoday (sebbene sia una testata concorrente, la citiamo ugualmente), dove lo stesso comunicato e le stesse "licenze poetiche" sono riportate by Cesare Monetti. Idem per la maratona di Treviso, dove il comunicato "La Treviso Marathon parla straniero" era uscito da noi con riferimento all'ufficio stampa evento, ma in Runtoday è diviso in due parti, una sugli stranieri e l'altra sui fedelissimi, datate 19 e 20 marzo: così ci si può presentare al tempio di Giunone Moneta dandole oggi  il nostro articolo quotidiano.

E fresca fresca la presentazione della Stramilano, pari pari al comunicato stampa però nell'indice segnalata come "by Cesare Monetti", compresa la concordanza ballerina  il record della manifestazione, i 59’12’’ registrato nel 2016 e superato ecc., che perlomeno Podisti.net ha corretto scegliendo tra singolare e plurale, però lasciando il merito all' "Ufficio stampa evento".

Non sappiamo se Giunone Moneta ripagherà chi moltiplica i comunicati stampa o guarderà anche a chi umilmente sa ammettere i diritti d'autore altrui. Secondo Cicerone,  Giunone Moneta era dea della Memoria e madre delle nove Muse. Per ora, la ringraziamo di aver ridato vita e allegria a Bart Yasso e al suo gemello in fotocopia Yasso Bart (riproduzione riservata).

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