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Mag 28, 2019 867volte

Bene, ma non benissimo ad Abbadia San Salvatore

Una bella immagine dell'impianto senese Una bella immagine dell'impianto senese Foto: marco Conti www.amiatanews.it

Edizione quantomeno infelice quella dei campionati italiani master di prove multiple, 10000 metri e staffette che ha avuto luogo nello scorso weekend ad Abbadia San Salvatore (SI). Per chi non fosse al corrente, si tratta di tutte quelle gare che non vengono disputate ai campionati nazionali master “principali”, più altre specialità non olimpiche, che vengono inserite nel programma, come la 4x1500 metri maschile e 4x800 metri femminile, solo per restare al mezzofondo

Insomma è il ramo cadetto di questi campionati. Brutta da dire, ma è così. Se a questo aggiungiamo che di solito la considerazione federale nei confronti dei master è bassina, ecco tutte le premesse per un “disastro annunciato”. Il campionato era sotto il coordinamento del Comitato FIDAL Toscana, con il Responsabile Organizzativo, il Delegato Tecnico e il Rappresentante Federale come ben individuati referenti. A cui, vista la mala parata, nella giornata di domenica sono accorsi in aiuto i colleghi FIDAL laziali. Mettendoci una pezza, ma ormai la frittata era fatta.

L’elenco delle magagne è lungo. Si è gareggiato senza il cronometraggio elettrico, con inevitabili ritardi e dubbi sulla veridicità dei risultati. Specialmente sulle discipline di velocità. Nelle staffette sembrerebbe non siano state effettuate le normali verifiche dei partecipanti, né recepite sui fogli le variazioni delle formazioni. Nemmeno fossimo al Giuriati (NdR: la pista milanese dove settimanalmente degli amatori si trovano per fare gare amichevoli senza giudici), sono state disputate serie sui 10.000 metri in “autogestione”, ovvero ai partecipanti è stato chiesto di conteggiare in proprio i giri effettuati e di validare i tempi riscontrati sui cronometri personali… No, non stiamo scherzando. Pare anche che mancassero i testimoni, sei in tutto, sufficienti per le gare in corsia, meno se si vuol far partire più squadre come nelle staffette di mezzofondo.

Il tutto in un contesto logisticamente mal servito sia come trasporti che strutture alberghiere all’esterno. All’interno dell’impianto citiamo solo un numero di bagni insufficiente per i partecipanti, una segreteria gare in evidente difficoltà e servizi di ristorazione, diciamo, alla buona.

Organizzare un campionato della categoria master è molto difficile e richiede grandi risorse. Quando la Federazione interviene con la propria struttura dedicata di FIDAL Servizi il risultato è, al netto di possibili imprevisti, buono.
Quando invece gli organizzatori sono realtà locali, anche federali, anche qualificate, il rischio di grossi problemi è alto, come testimoniato da diverse esperienze e nonostante la generosità di chi si rende disponibile. Varrebbe la pena di considerare questa situazione già in sede di regolamenti e programmazione annuale. Riteniamo sia controproducente moltiplicare i campionati e le manifestazioni nazionali se non ci sono le condizioni per assicurare un adeguato standard organizzativo.

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