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Giu 06, 2019 768volte

Campionati Italiani 10k: formula OK, data sbagliata

Ho letto con attenzione l’articolo di Sebastiano Scuderi sui recenti Campionati Italiani Master di corsa su strada sui 10 chilometri che si sono svolti lo scorso 1° giugno a Genova. Con partenze dal primo pomeriggio ed una temperatura intorno ai 30° gradi.

Comincio subito con gli aspetti che mi vedono concorde con l’autore del pezzo precedente. Organizzare a Giugno è poco opportuno. Far correre in queste condizioni, nel primo pomeriggio è demenziale. E se mi venite a dire che la gente arriva da tutta Italia e quindi non si può iniziare troppo presto o finire troppo tardi ecco allora che la data scelta risulta ancora più infelice.

Al contrario, il fatto di correre su un circuito non dovrebbe spaventare nessuno. Anzi ciò diventa maggiore garanzia di assenza di traffico ed inoltre di miglior controllo delle vie interessate, evitando sgradevoli quanto pericolose invasioni automobilistiche. Tra l’altro, con i vari giri, si riesce a seguire meglio la gara ed incitare più volte gli atleti. Aspetto che in una competizione a manches è il non plus ultra, in quanto i compagni delle diverse categorie, in riscaldamento o defaticamento prima o dopo la loro batteria sono ben contenti di poter vedere come stanno andando i loro amici e dargli la carica. E’ uno degli aspetti più belli tra compagni di squadra durante queste trasferte ed a cui lego bellissimi ricordi.

Le sei andate e ritorno, ma che in realtà significano tre giri dai Bagni San Nazaro alla Chiesa di Boccadasse, mi sembrano la giusta misura. E se qualcuno si ritira, il problema torna ad essere il caldo e non la tentazione di transitare sull’arrivo. Stiamo parlando di runner ad un campionato italiano e su una distanza di 10 chilometri. Non di esordienti senza esperienza alla prima maratona. Se invece il problema è il caldo, allora, vedi sopra. Chissà come faranno quelli che correndo su pista passano 25 volte sul traguardo in un diecimila…

La divisione in batterie è la più opportuna, in quanto permette di gareggiare avendo bene in vista gli avversari per il titolo di categoria. I tempi di attesa prima dello sparo, contenuti. Il caos in partenza limitato. La categoria da esporre con un secondo pettorale sulla schiena è molto utile. Partenze generali sono sconsigliabili. Prima cosa costringono oltre mille atleti, ma a volte sono anche di più, a sostare per lungo tempo prima del via. Inoltre il rispetto delle gabbie e parlo per esperienza personale in diverse occasioni valide per il tricolore, è una chimera. Tutto bello in teoria, ma in pratica no.

Aggiungo inoltre che con le gabbie si parte dal presupposto che gli M35 siano più veloci degli M40 e a loro volta degli M45 e così via. Peccato che con questo sistema ad esempio questi tre signori, freschi campioni italiani SM60: Maurizio Vagnoli 36:53 SM65: Michele Gallo 39:02 SM70: Luciano Faraguna (Atl. Paratico) 44:09, dovrebbero partire dalle retrovie e lottare diversi chilometri per sorpassare gran parte dei corridori che li precedono. Insieme a tanti dei loro avversari diretti o atleti che lottano per il podio e che hanno tempi non molto diversi da quelli elencati.

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