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Lug 16, 2019 Comunicato stampa Press42k 1466volte

Trieste, non fu discriminazione: processo mediatico con risultati zero

Non ce l'ha con loro... Non ce l'ha con loro... Roberto Mandelli

Il Tribunale federale della Fidal ha assolto, “perché il fatto non sussiste”, l’organizzatore del Trieste Running Festival e presidente di Apd Miramar, Fabio Carini, dalle accuse di avere fatto “passare il messaggio, contrario ai valori della Fidal e del Coni, di una esclusione dovuta a motivi razziali” e “di avere omesso di comunicare alla Procura federale quanto di sua conoscenza in merito allo sfruttamento di atleti di origine africana”.

“Sono felice che l’opportuna indagine avviata dalla Fidal - commenta Carini, assistito nell’occasione dall’avvocato Matteo Annunziata del Foro di Roma - abbia completamente riabilitato l’immagine di un evento sportivamente e socialmente inclusivo qual è il Trieste Running Festival, una delle kermesse di running più partecipate in Italia, e la mia personale di uomo ancora prima che di organizzatore.
Attraverso le mie parole, quelle reali e non le fanta-interpretazioni riportate da certi media e sulle piattaforme social, che hanno contribuito a diffondere un messaggio distorto, distorsivo e pericolosamente indirizzato a fomentare odio, il Trieste Running Festival ha voluto sensibilizzare il mondo sportivo, e non solo, rispetto alla necessità di normare, verificare, riequilibrare e garantire i valori etici ed economici che contraddistinguono la pratica lavorativa della corsa a livello professionale. Adesso auspico che tutti i portatori d’interesse possano lavorare insieme per costruire un running sempre più etico, attrattivo e solidale al fine di essere da esempio positivo per lo sport nazionale e internazionale.
Al termine di questa vicenda che, per troppo tempo, ha sconvolto la mia vita a tutti i livelli, desidero ringraziare tutti coloro i quali hanno immediatamente colto la realtà di fatti e parole e non la loro strumentalizzazione. L’affetto e la stima che mi avete tributato e l’eccellente lavoro dell’avvocato Annunziata sono stati fondamentali per superare i momenti difficili e giungere a questa svolta che ci dà grandi motivazioni per organizzare un Trieste Running Festival 2020 che, festeggiando così i 25 anni della Mezza Maratona di Trieste, sarà contraddistinto da un impegno etico ancora più accentuato e condiviso”.

 Tra quanti avevano ” immediatamente colto la realtà di fatti e parole e non la loro strumentalizzazione” ci annoveriamo senz’altro noi, che il 27 aprile in questo articolo avevamo preso le distanze da quanti si erano precipitosamente stracciate le vesti. Ecco il pezzo:

http://www.podisti.net/index.php/commenti/item/3819-la-mezza-di-trieste-esclude-gli-africani.html

Per brevità ne riportiamo qualche stralcio:

Poco dopo la presentazione del 3° Trieste Running Festival, la manifestazione podistica che prevede tre gare dal 2 al 5 maggio, il cui clou sarà la mezza maratona internazionale affiliata Aims e naturalmente Fidal, è esplosa la polemica sfociata in accuse di “epurazioni”, di razzismo o peggio (specialmente ad opera di un partito che a tutto si appiglia pur di attenuare le presenti e future scoppole elettorali).
È successo che Fabio Carini, il presidente della Apd Miramar organizzatrice delle gare, ha dichiarato: "Quest'anno abbiamo deciso di prendere soltanto atleti europei per dare uno stop affinché vengano presi dei provvedimenti che regolamentino quello che è attualmente un mercimonio di atleti africani di altissimo valore, che vengono semplicemente sfruttati, e questa è una cosa che non possiamo più accettare. In Italia troppi organizzatori subiscono le pressioni di manager poco seri che sfruttano questi atleti e li propongono a costi bassissimi, e questo va a scapito della loro dignità, perché molto spesso non intascano niente e non vengono trattati con la giusta dignità di atleti e di esseri umani, ma anche a discapito di atleti italiani ed europei che chiaramente, rispetto al costo della vita, non possono essere ingaggiati perché hanno costi di mercato”. 
Ai primi commenti negativi, Carini ha aggiunto: “Mi spiace se qualcuno se l'è presa, hanno preso una cantonata mostruosa. Ora è il momento che da questa Trieste, città multiculturale, si dica basta allo sport che non è etico. Il nostro obiettivo è che questo non rimanga un fatto isolato ma che si cambino le regole".

I commenti – come detto, pressoché unilaterali – sono arrivati ad affermare che “si impedisce a dei professionisti di prendere parte a una gara perché provenienti dall'Africa”, e sarebbe “una vergogna inflitta a una città come Trieste e a una regione come il Friuli Venezia Giulia, da sempre culle di civiltà". 
“Impedire”? Se chi ha usato questo verbo avesse aperto il sito degli organizzatori e letto il regolamento, forse non sarebbe ricorso a questo tipo di disinformacjia. Le iscrizioni sono tuttora aperte, alla quota finale di 25 euro. […]

Se poi un africano (o un giapponese...) bravo decidesse di iscriversi e andasse a premio perché va più forte di svedesi e sloveni, chi potrebbe impedire a lui l’iscrizione e, alla fine, di ricevere gli euro previsti? Euro che peraltro restano un po’ misteriosi, dato che non li abbiamo trovati sul sito o sul regolamento… ma che sicuramente ci sono. E nella serata di sabato Carini dichiara che "inviteremo anche atleti africani": ovviamente non dice a che prezzo; ma forse il politically correct ha i suoi costi. […]
Fin che c'è, chi parla di razzismo potrebbe dimostrare che dice sul serio pagando a sue spese l’ingaggio di quanti “extra” vuole: abbiamo visto che costano poco, che difficoltà ci sarebbe a tirar fuori, dai famosi “rimborsi elettorali” o dalle “cene di finanziamento” o dalle tavolate ai festival, 300 o 500 euro? Anime generose, in un recente passato e certamente anche oggi, si sono impegnate per pagare le rette di asili e mense a bambini stranieri che non ce la facevano. Se pagare gli ingaggi è 'umanitario', avanti pure!

 Come è noto, la società organizzativa, incalzata anche dall’inchiesta Fidal allora annunciata, e pressata anche dallo sponsor principale, aprì le porte ad atleti africani, uno dei quali, il ruandese Noel Hitimana, vinse la competizione maschile (con quattro africani nelle prime sei posizioni); tra le donne, la burundiana Cavaline Nahimana giunse seconda dietro la favorita bielorussa Volha Mazuronak:

 
http://podisti.net/index.php/cronache/item/3897-trieste-trieste-24-half-marathon.html

Quanto all’interrogazione, infine, presentata per l’occasione dall'onorevole italo-congolese Cécile Kyenge al parlamento della UE, ci risulta solo che alle elezioni europee di pochi giorni dopo l’onorevole non è stata rieletta.

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