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Apr 20, 2020 1047volte

Basterebbe il distanziamento

Basterebbe il distanziamento Immagine di Ghisberto

Oggi vogliamo dare spazio ad un nostro lettore e precisamente Leonardo Costa che ci ha inviato questo commento ad uno dei tanti articoli con i quali cerchiamo di tenervi aggiornati sulle norme e livello nazionale, regionale e locale. Regole sfornate in continuazione che hanno la caratteristica di essere spesso una diversa dall’altra. Talvolta anche in contraddizione tra loro, ma in generale di ostacolo allo svolgimento dell’attività podistica. Mertitava un articolo dedicato. Eccolo:

“L'unico metodo scientifico per arginare il contagio è il distanziamento, coadiuvato dall'utilizzo di mascherine, all'uso dei guanti non ho ancora trovato una spiegazione logica, se non che un loro utilizzo sbagliato fa pure più danni. Le mani puoi lavartele in continuazione, i guanti invece accumulano potenziali virus dando un falso senso di protezione. E il distanziamento non lo si ottiene con norme sparate a casaccio, così come i divieti di correre o di allontanarsi di più di tot metri. Semplicemente perché a seconda del caso questi "metri" dovrebbero variare da 2 a 200, in funzione di dove si vive. Già il distanziamento ufficiale di 1 metro è sbagliato, palesemente smentito da qualsiasi studio scientifico, a seconda dei casi (semplice parlare, colpo di tosse, starnuto, soffio del naso, etc etc) e senza un criterio che ne garantisse l'applicazione. Si va da almeno 1,5 metri a 4/5 metri necessari per impedire il contagio, qui da noi si è scesi insensatamente sotto. In altri Paesi, tra l'altro meno colpiti del nostro, il distanziamento richiesto è di 2 metri. I mezzi pubblici (ndr: le cui corse sono state in molti casi ridotte per risparmiare e mantenere un adeguato livello di affollamento…) sono un esempio lampante. Andrebbero immediatamente chiusi, non garantiscono alcuna distanza, ne igiene, mentre la corsa solitaria nei campi ha probabilità di causare contagio dello 0%, forse dello 0,00001% se il contagiato cadendo si rompe un femore e l'infermiere che lo soccorre lo fa senza mascherina, una situazione surreale da film comico e comunque possibile anche andando al supermercato o stando seduti in poltrona”.

Fateci sapere cosa ne pensate, del testo e se volete anche di questa immagine, opera del vignettista Ghisberto che ci ha gentilmente dato l’OK alla pubblicazione.

3 commenti

  • Link al commento Lunedì, 20 Aprile 2020 20:00 inviato da Gianmatteo

    Sono perfettamente d'accordo in tutto. L'attività motoria come camminare o fare jogging (e ognuno sceglie il ritmo proprio ritmo di corsa!), dovrebbe far parte di quei punti che rientrano nell'elenco delle motivazioni lecite per potersi allontanare da casa. Nell'ideologia comune, purtroppo, rientra nell'elenco degli sfizi o attività non essenziali, come andare dall'estetista o andare al cinema. Lo testimonia il basso interesse dedicato sia all'attività motoria dei bambini nelle scuole,sia all'attività motoria vista come prevenzione e cura di certe patologie, che secondo i più, sono da affrontare esclusivamente con l'ausilio della medicina. E' un problema culturale che ancora stenta ad essere superato perchè spesso creato dalle stesse parti che invece dovrebbero pubblicizzarlo. Alcune cose invece sono considerate indispensabili anche se non ne comprendo il motivo (ad esempio nell'era della tv, di Internet e dei social perchè tenere aperte le edicole?), ma questo è solo un parere personale. Buona vita a tutti. Gianmatteo

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  • Link al commento Lunedì, 20 Aprile 2020 15:40 inviato da Fabrizio Sandrelli

    Concordo tendenzialmente col signor Costa. Anch'io ho constatato che è molto difficile, in certe situazioni (per esempio al supermercato, quando ci si incrocia in una corsia con altri clienti) rispettare la distanza "regolamentare". Purtroppo, però, anche correndo in solitaria in aperta campagna le probabilità di incontri ravvicinati del terzo tipo non sono del tutto escluse. Sono sincero: recentemente mi sono concesso una corsetta breve e solitaria in una zona di campagna nei pressi di casa mia dove credevo di non incontrare anima viva. E invece ho scoperto, con mio disappunto, che il mio supposto giardino segreto è diventato meta di altri camminatori/passeggiatori/corricchiatori che, come me, s'illudevano di non imbattersi in altri "irregolari". Mai dare nulla per scontato.

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  • Link al commento Lunedì, 20 Aprile 2020 12:04 inviato da Fiasconaro

    Avrei da ridire solo sul fatto che altri paesi europei siano stati - cito - meno colpiti del nostro.

    Erano semplicemente più preparati, vedi la Germania. Più posti di terapia intensiva a cui si aggiunge un distanziamento sociale che tra l'altro gli è in parte innato. Vedevo una foto di una spiaggia su un fiume in Baviera: ogni nucleo (coppia di fidanzati, gruppetto di due/tre amici, famigliola con due figli ecc.) debitamente distanziato da quello vicino. In maniera naturale, senza bisogno dell'agente di turno a prendere le misure. E magari chi arriva tardi, da un occhio, trova pieno e se ne va.

    Da noi non potrebbe essere possibile. Le famiglie sarebbero composte da mamma, papà, due figli, tre cugini, una tata, due cognati, nonni, zii, cani e amici di famiglia. Chi arriva tardi, trova pieno ma si accomoda ugualmente.

    Una proposta provocatoria: non si potrebbe impiegare coloro che usufruiscono del reddito di cittadinanza per sorvegliare sul distanziamento nei parchi / aree picnic / giardini pubblici ?

    Detto ciò un po' di autocritica: se alla riapertura delle corse, ci saranno ancora quelli che corrono fianco a fianco (spesso sono le signore) per raccontarsi i fatti propri e come è andata la quarantena, allora un po' ce la meritiamo ...

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