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Apr 23, 2020 6483volte

O si corre o si rimborsa: ecco perché la Germania è più avanti di noi

Oggi si va al parco, domani a scuola, tra un po' si corre! Oggi si va al parco, domani a scuola, tra un po' si corre! M. Lieber - R. Mandelli

Dagli al tedesco! In questi giorni, dai blog alla stampa governativa, se ne legge di ogni: questi tedeschi cattivi, queste Sturmtruppen che hanno perso due guerre, che se non li salvavamo noi (noi italiani???) nel 1945, oggi avrebbero ancora le pezze al sedere; che quando noi avevamo Virgilio e Cicerone erano ancora analfabeti (questo l’ha detto il Duce, ma ogni tanto qualcuno lo tira fuori) ecc. ecc., adesso fanno tante storie per prestarci qualche centinaio di miliardi e si nascondono dietro al fatto che i nostri governanti ogni anno, dopo aver solennemente promesso di ridurre il deficit, invece lo aumentano…? Ma come si permettono?

Eh…, questione di stile, forse, che induce a fare dei confronti. In Italia abbiamo chiuso per primi e riapriremo per ultimi; nel nostro orticello delle corse, abbiamo visto cancellate decine di maratone o mezze o altre distanze: la maggior parte rinviata all’anno prossimo (eufemismo per dire ‘cancellata’), una piccola parte riprogrammata per l’autunno, in date che peraltro saranno tutte da vedere. Prassi degli organizzatori è trasferire automaticamente l’iscrizione al 2021, e per chi non potesse o non potrà… peccato! Solo in pochi casi è promesso un rimborso, almeno parziale. Raccomandazione lodevole: non chiedeteci i soldi ma lasciate che li devolviamo alla lotta contro il Covid. Insomma, una specie di carità obbligatoria, o se volete una tassa patrimoniale che per ora colpisce i podisti e servirà a scagionarli dall’accusa di essere diffusori dell’epidemia o perlomeno egoisti che corrono anche quando gli altri piangono.

Anche la Germania ha cancellato importanti eventi sportivi durante la fase più acuta dell’emergenza, ma, come abbiamo appena visto, lascia ai singoli stati confederati (Laender) le decisioni, che sono più stringenti fino al 31 agosto, poi lasciano presagire un allentamento lasciato però ai singoli stati.

http://podisti.net/index.php/in-evidenza/item/6075-germania-annullata-la-maratona-di-berlino-e-anche-l-oktoberfest.html


Così lo stato di Berlino ha deciso di chiudere fino a ottobre tutti gli eventi con oltre 5000 partecipanti, ma altri confederati per il momento non lo seguono. E così, mentre nel “Libero stato di Sassonia” (erede del regno di Sassonia che fra gli ultimi sovrani annoverò il Re Giovanni, appassionato di Dante Alighieri) famiglie e ragazzi affollano i parchi nei giorni di vacanza, perché poi si torna a scuola, nella Renania settentrionale-Westfalia (lo stato più popoloso dei 16 tedeschi, comprendente città come Bonn, Colonia, Dortmund, la capitale Düsseldorf e la bellissima Aquisgrana), amministrata elezione dopo elezione da una feconda alternanza dei due maggiori partiti tedeschi, non pare si vogliano prendere decisioni così drastiche.
Il 9 agosto è prevista, come i lettori più interessati sanno, la 44^ edizione della ecomaratona e ultramaratona di Monschau: la data rientra nel parziale coprifuoco consigliato dal governo federale, ma gli organizzatori al momento tirano dritto. Un loro comunicato, appena seguente l’annuncio dell’annullamento di Berlino, si esprime in questo tenore:

Cari atleti e atlete, come capiamo dalle vostre tante chiamate, sia noi che voi abbiamo sempre gli occhi puntati sulla nostra maratona. Non lasceremo niente di intentato per svolgere l’evento nel modo prefissato. Il percorso, tutto nell’ambiente naturale del Parco dell’Alto Eifel, resta inalterato: dunque potete continuare o cominciare ad allenarvi. Chi non l’avesse ancora fatto, può iscriversi fino al 15 luglio: non ci sarà la possibilità di iscrivervi sul posto! Riceverete i pettorali per posta, e vedremo di organizzarci per il noleggio dei chip a chi ne fosse sprovvisto [in Germania, quasi nessuno!].
Se per caso dopo il 15 luglio fossimo costretti al rinvio, le iscrizioni varranno senza supplementi per l’edizione 2021; ma se non accettate la cosa, pur non essendo obbligati alla restituzione integrale della cifra pagata, ve la rimborseremo trattenendo solo 5 euro di spese vive. Nel pacco gara, invece della maglietta troverete un regalo equivalente. Dovremo annullare solo le staffette, a causa dell’eccessivo addensamento di folla nei luoghi di cambio: gli iscritti saranno integralmente rimborsati.
E’ verosimile che gli orari di partenza siano leggermente modificati. La prima cosa che ci sta a cuore è la salute vostra e degli addetti ai servizi; attendiamo le delibere delle autorità e, presumibilmente a metà maggio, contiamo di essere più precisi.
Grazie per la vostra fedeltà, e restate sani!

Non c’è che dire, anche in questo caso la Germania sarebbe un bel modello per il nostro paese, dove quasi nessun organizzatore parla di rimborso delle quote di iscrizione (pochissimi promettono un rimborso parziale); come detto sopra, quasi tutti garantiscono la validità della cifra pagata per l’edizione futura, senza spese. Tranne (pare) Bologna, il cui sito è fermo all’11 marzo, e dal cui ultimo post sono state tagliate solo due righe rispetto alla comunicazione inviata agli atleti quello stesso giorno, che qui ripubblichiamo:

Vi aspettiamo TUTTI, con ancora più entusiasmo, nel 2021 e, nonostante fosse stato precisato in modo chiaro nel regolamento, che in circostanze assai poco probabili come queste non fosse previsto alcun rimborso, abbiamo deciso di dare la possibilità agli iscritti di quest'anno di partecipare, a fronte dei soli oneri di segreteria (15,00 €), alla Bologna Marathon 2021.

Oneri di segreteria per un pettorale su cui basterebbe metterci un timbro 2021, o anche niente, a simboleggiare che quella che si correrà sarà comunque la maratona 2020?
Vogliamo sperare che la soppressione delle righe non sia una tattica commerciale ma sottintenda un ripensamento (sebbene a chi, iscritto alla non competitiva, ha richiesto i 10 euro dell’iscrizione sia stato risposto a picche).
In caso contrario, sarebbe un altro tassello dell’impietoso confronto Italia-Germania.

 

 
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2 commenti

  • Link al commento Martedì, 28 Aprile 2020 13:03 inviato da Fabmarri

    Il motivo è tanto semplice che non varrebbe nemmeno la pena di spiegarlo: ironia nei confronti di chi, pur di contestare la Germania, ricorre ad argomenti insulsi come quelli del fu-Duce.
    Con la maiuscola, non in segno di rispetto ma per obbligo ortografico (cfr. regole delle case editrici più importanti: ma si può sempre proporre una riforma): quando il nome comune è attribuito a persona specifica diventa equivalente a nome proprio, indipendentemente dalla stima che si può avere per lui. Scriviamo Stalin (che non era il nome anagrafico), scriviamo il Papa, scriviamo Guido Gozzano e non guidogozzano, dunque piaccia o non piaccia si deve scrivere il Duce perché si indica quello là e non un 'pastore' qualunque. "Zola era il suo duce" (Ojetti, a proposito di Capuana); "l'estremo albor della fuggente luce - che dianzi gli fu duce - saluta il carrettier dalla sua via" (Leopardi)

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  • Link al commento Rodolfo Lollini Lunedì, 27 Aprile 2020 11:43 inviato da Rodolfo Lollini

    Mi sfuggono i motivi per i quali evocare il duce (rigorosamente in minuscolo)
    Un dittatore sanguinario che ha portato alla rovina il nostro paese
    In un articolo che parla delle maratone tedesche
    A meno che si voglia evocare l'asse RO BER TO per l'omogenea gestione di queste gare, però vanno avvisati i giapponesi

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