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Mag 11, 2020 Alessandro Cialfi 971volte

Sars-CoV 2: la corsa ci salverà!

Sars-CoV 2: la corsa ci salverà! Foto: R Mandelli

Carissimi, oggi non vi parlerò di allenamento e di tempi al Km. Mi avevate richiesto un commento circa l’attuale situazione sanitaria e ho preferito attendere, data la valanga di “pontificatori” (alcuni dei quali li conosco personalmente) che si trovano nelle varie trasmissioni televisive, sui giornali, sul web, insomma dappertutto. Ma sono sempre più amareggiato e quindi oggi mi aggrego alla miriade di loquaci esaminatori della pandemia, presentando questo post sul sito della Michetta ASD. Cominciamo dalla foto, si tratta di una tappa del trofeo Monga 10 anni fa a Cinisello dopo una nevicata; quel giorno mi venne a trovare un collega (cardiologo come me) al traguardo e mi disse meravigliato: “Ma qui siete tutti magri!”. Certo i runner nella maggioranza scelgono e praticano “stili di vita” ragionevoli e prescritti da tutte le linee guida delle società mediche: in genere non fumano, mantengono un peso corporeo ottimale, ovviamente fanno attività fisica regolare e con la visita annuale controllano la pressione arteriosa e altri parametri. Insomma non siamo certo immortali, ma invecchiamo meglio e “costiamo” molto meno alla società rispetto ai sedentari in termine di farmaci, terapie e interventi. Ebbene la tanto bistrattata Organizzazione Mondiale della Sanità il 20 marzo 2020 aveva segnalato alcuni comportamenti da seguire nel corso della pandemia, in particolare segnalava di mangiare correttamente (non solo carne rossa e fritti senza verdure e frutta!) perché le difese immunitarie partono dal cosiddetto “MICROBIOTA” intestinale, evitare bevande zuccherate artificialmente, eccessivo consumo di alcoolici, non fumare nel modo più assoluto perché si riducono i meccanismi di difesa contro un virus respiratorio; e soprattutto la necessità di almeno un’ora di movimento per bambini e giovani e di almeno mezz’ora per gli adulti. Eppure, avete per caso mai ascoltato un epidemiologo, un virologo, un infettivologo esprimere anche solo brevemente queste indicazioni? No, nessuno, nessuno si è nemmeno preoccupato di dire: “Per favore non fumate”. L’unica cosa: distanziamento, mascherine (ragionevole) e “prigionia” assoluta per 50 giorni. E adesso dopo 30.500 morti ufficiali di cui la metà nella nostra regione Lombardia, un’economia già fragile completamente sconquassata, siamo nuovamente alla partenza del “Gioco dell’oca” senza ovviamente nessuna certezza per il futuro tranne: “Speriamo che il virus si ammosci con il caldo e speriamo di cavarcela nel prossimo autunno/inverno” (ovviamente mi auguro che avvenga tutto ciò, ma è solamente un auspicio).

Quando andiamo dal medico per un problema di salute, tutti (anch’io) speriamo che ci ragguagli perfettamente sul nostro futuro, è un po’ come andare dalla Sibilla di qualche millennio fa. Purtroppo non è così, rimangono sempre molte incertezze sul futuro e sull’evoluzione delle malattie. Inoltre nei lavori scientifici di medicina (come quelli di economia) si trova di tutto e il suo contrario. Ogni anno vengono presentate nuove tecniche operatorie: quasi tutte efficaci con bassissimo rischio per il paziente e con ottimo risultato a distanza; poi dopo qualche tempo molte di esse vengono abbandonate e non si trova più nulla. In genere questo avviene senza una riflessione pubblica dei limiti delle ricerche precedentemente presentate, scompaiono solamente confidando nell’amnesia del mondo.

Vi voglio portare un esempio dei paradossi in campo medico: tutti sapete che si sostiene che mangiare troppe uova faccia male, in pratica si guarda con diffidenza quei popoli che per abitudine si preparano almeno un “ovetto” con la colazione del mattino. Ebbene circa 2 anni fa è stato pubblicato uno studio asiatico che sosteneva l’innocuità del consumo di uova per la genesi delle malattie cardiovascolari, dopo circa 1 mese il lavoro stesso venne “spernacchiato” in quanto presentava incongruenze statistiche. Tutto terminato, neanche per sogno! Quest’anno esce su una nota rivista inglese un nuovo lavoro (si chiama metanalisi e in pratica si rivedono i dati di numerose altre pubblicazioni) che analizza il rischio cardiovascolare (cioè la malattia aterosclerotica dei vasi) in relazione al consumo quotidiano di uova. Si conclude che inglesi, tedeschi ed americani possono tranquillamente mangiarsi il famoso ovetto a colazione perché non fa male ai vasi. L’esempio portato affronta, se vogliamo, un problema marginale (uova a colazione), ma se pensiamo al cuore che rappresenta la mia materia e coinvolge l’organo probabilmente più studiato, posso tranquillamente affermare che a tutt’oggi non si sa quale sia il trattamento più corretto anche per malattie diffuse quali la cardiopatia ischemica cronica e la fibrillazione atriale (non entro nei dettagli per non annoiarvi).

Ma c’è di più: i medici litigano tra di loro (avete visto gli insulti che si rivolgono tra di loro i virologi sul web), molto frequentemente non concordano su terapie e indagini sanitarie e presìdi (ricordate la diatriba circa le mascherine e i tamponi). Non solo, secondo un’autorevole rivista inglese circa 1/3 dei decessi sono imputabili in parte o totalmente ad errori medici: forse è un dato esagerato, ma sicuramente fa riflettere. Oggi ci troviamo in una pandemia (evento già noto e relativamente frequente) scatenata da un agente completamente sconosciuto su cui praticamente nessuno ha certezze; certo nella globalità delle affermazioni qualcuno imbroccherà delle conclusioni, forse più per fortuna (casualità) che per reali capacità intellettive. Ci troviamo unicamente ad applicare la famosa quarantena come nella città di Ragusa in Dalmazia, oggi Dubrovnik. Accidenti, siamo nel 2020 e ripetiamo quanto fatto per la prima volta nel 1377!

L’umanità è curiosa: 7,5 miliardi di uomini affidano il loro destino a VIROLOGI, ma i virologi non visitano mai le persone, sono chiusi nei laboratori. Non ho dubbi nell’affermare che non affiderei mai la mia salute a un medico che non ha mai auscultato il cuore di una persona, non ha mai sentito il rumore del respiro polmonare e non ha mai messo una mano sull’addome di una persona. Eppure sta accadendo proprio questo. Ma dico di più, se devo affidare la mia vita a un medico desidero che il sanitario dimostri nei fatti che si “occupa” anche del proprio corpo, non mi va di farmi seguire da un collega che fuma, è … grasso come un porcello e non ha mai fatto qualsiasi attività fisica tranne imboscarsi alla Montagnetta di Milano con una giovincella per fare il … gallo cedrone. Quando uscivo il pomeriggio dal Sacco e mi recavo ad allenarmi alla Montagnetta, prima di tornare a casa ne ho incontrati di colleghi intenti nell’operazione, anche alcune star odierne.

Ecco perché sono amareggiato, probabilmente sarebbe auspicabile un po’ più di modestia nel riconoscere la nostra ignoranza circa il virus Sars-CoV 2. Voglio però lanciarvi un messaggio di speranza e ottimismo: gli sportivi e ancor più i runner rappresentano una delle componenti migliori della società umana, non solo per il famoso “rispetto” degli stili di vita (tanto bistrattati, ma assieme ai vaccini sono il metodo più efficace per contenere la spesa sanitaria), ma creano in un mondo sempre più frammentato, diviso, senza ideali e incollato agli smartphone una coesione sociale e un’appartenenza di gruppo fondamentale per il genere umano (ovviamente non mi rivolgo solamente alla Michetta ASD, ma a tutte le formazioni). Quindi … correte sempre con passione.
PS: Non posso resistere, dopo 4 giorni sono riuscito a recuperare 6” al Km, ne mancano ancora tanti (circa 15-20”), ma arriveranno… Un abbraccio. 

 
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1 commento

  • Link al commento Maurizio Lorenzini Mercoledì, 13 Maggio 2020 17:31 inviato da Maurizio Lorenzini

    Grazie Alessandro, davvero un nell'intervento, fatto da medico (cardiologo) e podista (che corre pure forte). Una generosa spruzzata di acume e buon senso. Torneremo a correre come si deve, ed io continuerò a vederti da dietro, spero non troppo da lontano

    Rapporto

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