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Giu 20, 2020 531volte

Riprendiamo, ma non dimentichiamo

Trump e Bolsonaro: per qualcuno dei modelli nella gestione del Covid19... Trump e Bolsonaro: per qualcuno dei modelli nella gestione del Covid19... Foto: www.ilfattoquotidiano.it

Con il confortante progressivo calo di tutti gli indici relativi al CoronaVirus, aumenta tra i podisti la voglia di ritornare a gareggiare. Va bene uscire per correre liberamente ed anche le competizioni virtuali non sono male, ma si tratta pur sempre di palliativi, le gare vere sono un’altra cosa. 

Prima di venire al punto su come ricominciare, ci terrei molto ad esternare il mio fastidio nei confronti di chi sta banalizzando quanto è successo. Leggo articoli dove c’è chi rivendica (il merito?) di aver considerato fin dall’inizio la pandemia meno grave di quanto fosse presentata dai media. Eh si, in fondo ad oggi 20/6/2020, sono morte “solo” 34610 persone in Italia. Cosa volete che sia? Si vede che non erano parenti o amici di questi “minus habens”. Alle cifre vanno inoltre aggiunti i deceduti non ufficiali sfuggiti a questa drammatica conta. E meno male che nel nostro paese, seppur con tutti i limiti e gli errori commessi, non abbiamo tenuto un comportamento “negazionista”, come ad esempio in USA e Brasile. Lì infatti hanno considerato il Covid19 alla stregua di una leggenda metropolitana e si è visto come sono andate le cose… Purtroppo queste posizioni non fanno che dare ragione a coloro che catalogavano tutti i runner come dei “testicoli” che pensavano solo a correre, incuranti di cosa gli stava capitando attorno. Fortunatamente non siamo tutti così, anzi ho avuto tanti amici che addirittura si sono sentiti in colpa nell’uscire ad allenarsi, malgrado lo facessero nel totale rispetto delle innumerevoli regole emanate dalle autorità statali e locali. Senza recare danno alcuno o incrementare il contagio. 

E adesso? Come ricominciare? Al solito la FIDAL, sostanzialmente se ne frega. Messe quasi a posto le competizioni in pista, c’è solo da aggiustare l’aspetto della separazione in corsie, come sollecitava recentemente coach La Torre. Per il resto non da sostanziali segni di vita. Ennesima dimostrazione, anche se non ce n’era bisogno, di quanto gli stiano a cuore i master. Zero. E i poveretti che corrono su strada 10k, mezze o maratone? Che si attacchino al tram!

Banalizzando, il problema “sanitario” è sempre lo stesso, ovvero evitare di avere un gruppo di persone che corrano insieme. OK, perfetto. Peccato nel frattempo in tutta Italia siamo costretti ad assistere ad ogni genere di comportamenti che vanno esattamente nel senso opposto. Politici amanti dei selfie guancia a guancia con sconosciuti, tifosi calciofili che si accalcano per una vittoria, la movida in tutte le città. Vedo in TV discoteche riaperte con gente che balla a mezzo metro. Interviste infarcite di luoghi comuni, peccato che le mascherine latitino. E chissà cosa succede in tanti ambienti di lavoro. Ah, no, probabilmente le norme vengono rispettate ovunque. Per caso avete sentito di un solo caso di mancato rispetto? Lasciamo pure perdere il “dio calcio” che ha ripreso spinto dai soldoni dei diritti televisivi da incassare e per fornire al popolo, insieme al “panem” il “circensem”. Quello è un caso a parte, ma cosa vogliamo dire di quello che si vede in tutti i playground del paese? In queste giornate solatie ci sono ragazzi che giocano a basket o a calcio per pomeriggi interi, uno attaccato all’altro. Senza che nessuno batta ciglio. Allora, io non sono un virologo e non ho velleità di spacciarmi per un esperto, però o si mantiene una certa coerenza nelle regole e nell'applicazione delle stesse, oppure tra gente che corre per un’ora i summenzionati esempi diventa difficile capire e non perdere la pazienza. 

Verrà il momento di ricominciare e tornando a dove abbiamo iniziato, di certo sarà più facile farlo nei paesi che non hanno sottovalutato il problema e non a casa dei vari Trump o Bolsonaro dove infatti non mi risulta che le varie maratone di NY o Boston abbiano luogo, malgrado la loro geniale impostazione per lottare contro il virus.

Rodolfo Lollini - Redazione Podisti.net

 
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