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Mag 06, 2021 padre Pasquale Castrilli 514volte

Tante 'maratone'... una sola indispensabile per l'anima

Maratoneti davanti a San Pietro Maratoneti davanti a San Pietro da "Il Messaggero"

Abbiamo sempre storto un po’ il muso davanti all’uso leggero e spensierato della parola ‘maratona’. Il termine che designa la distanza regina dell’atletica, i faticosi 42km195metri, spesse volte viene affiancato a manifestazioni sportive con percorsi più brevi. Altre volte esula dall’ambito strettamente sportivo e designa un gara impegnativa, lunga ed esigente, protratta nel tempo. E’ il caso delle maratone canore o di ballo. Altre volte l’aspetto agonistico è mitigato e ‘maratona’ viene usata come sinonimo di “lunga durata”. E’ il caso di trasmissioni televisive di più giorni, per seguire i risultati di una tornata elettorale o per raccogliere fondi per malattie o calamità.

In questo mese di maggio che la tradizione cattolica ha da sempre dedicato alla Vergine Maria, madre di Cristo, la parola ‘maratona’ ha fatto di nuovo un suo ingresso per designare l’impegno, questa volta di preghiera, protratto su tutto il mese. Si tratta della recita estesa del Rosario, voluta da papa Francesco, per “invocare la fine della pandemia e per la ripresa della attività sociali e lavorative”. La preghiera si svolge ogni giorno in un santuario mariano diverso coprendo l’intero Pianeta. Si va da Aparecida in Brasile dove ho corso nel 2013 al santuario di Lourdes in Francia dove ho corso parecchie volte, da Pompei a Loreto, posti cari a noi italiani, anch’essi luoghi dove ho indossato le scarpe da corsa in varie circostanze.

Ma evidentemente si corre la maratona del Rosario anche in luoghi dove io non ho corso (ancora)! Il santuario di Namyang in Corea del Sud, Notre Dame d’Afrique in Algeria, St. Mary’s Cathedral in Australia, Nuestra Señora de la Caridad del Cobre a Cuba... Ogni giorno si ha la possibilità di seguire in diretta la maratona del Rosario arricchita dai canti, dalle musiche, dai fiori, dalle danze e dai costumi tipici delle culture e della fede di ogni popolo.

In ogni Rosario, inoltre, c’è un’intenzione di preghiera per “le varie categorie di persone maggiormente colpite dalla pandemia”. Si prega “per coloro che non hanno potuto salutare i propri cari, per il personale sanitario, per i poveri, i senza tetto e le persone in difficoltà economica e per tutti i defunti”. Il papa ha aperto la ‘maratona’ a Roma e la concluderà nei Giardini Vaticani il 31 maggio.

Noi sappiamo bene che la maratona fece il suo ingresso per la prima volta ai Giochi Olimpici del 1896 e che dal 1908, alle Olimpiadi di Londra, fu fissata la distanza precisa, quella attuale, di 42km195metri. Conosciamo pure il fatto che dal 1984 la distanza fu possibile anche alle donne. E chissà quanto altro c’è nella nostra cultura podistica… Per questa volta, forse, possiamo concedere e condividere questo ennesimo utilizzo esteso del termine. Che ne dite?

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