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Maurizio Lorenzini

Maurizio Lorenzini

appassionato di atletica, istruttore Fidal e runner

Si è corsa oggi la mezza maratona di Foligno, nell’occasione valevole quale campionato italiano sulla distanza dei 21097 metri. Al maschile si laurea campione italiano Ahmed El Mazoury (7° assoluto), col tempo di 1:04:03; secondo posto in 1:05:24 per lo specialista della corsa in montagna, Cesare Maestri (9° assoluto), che qui ha riconfermato buone capacità di correre veloce anche in pianura (personal best 1:04:48, Verona 2018). Chiude il podio Alessandro Giacobazzi (1:05:28 e 10° posto assoluto), una prestazione che gli vale il titolo nella categoria Under 23.

La gara è stata vinta da Onesphore Nzikwinkunda (1h02'15), davanti a Paul Tiongik (1:02:46) e Joel Maina Mwangi (1:03:17).

Bella prova di Valeria Straneo, che dopo un periodo difficile ha decisamente imboccato la via del ritorno: si laurea campionessa italiana, con l’ottimo crono di  1:12:04, secondo posto e davvero vicina alla vincitrice di giornata. Sara Dossena (5^ assoluta), ormai prossima alla maratona di New York, è seconda in 1:12:53; terzo posto per la siepista Isabel Mattuzzi (6^ assoluta), finalista al campionato europeo di Berlino.  All’esordio sulla distanza chiude con tempo davvero buono, 1:13:39.

Gara femminile vinta da Juliet Chekwel in 1h11'53, secondo posto appunto per Valeria Straneo e terzo per Cavaline Nahimana (1:23:23).

Buone prove di Gloria Giudici, altra atleta della nazionale di corsa in montagna, che realizza il record personale con 1:18:02 e Ivana Iozzia, classe 1973, naturalmente prima della sua categoria con il tempo di 1:19:38.

Prima nella categoria Under 23 è Clara Costadura (1:23:36).

Buono il percorso secondo il giudizio degli atleti, anche se dopo una prima parte scorrevole, dal km 12 diventava un po’ tortuoso. Bene accoglienza ed organizzazione, sempre secondo il parere di chi ha partecipato. Un dato statistico: sono 925 gli uomini classificati, e 272 le donne.

Un anno difficile il 2018, la maggior parte delle mezze e maratone sinora corse ha perso partecipanti, chi pochi, chi molti di più. I numeri della Parma Marathon, invece, sono in controtendenza, infatti crescono sia nella maratona (da 930 a 1112), sia nella 30 chilometri (da 675 a 902); distanza che in realtà è un tantino più lunga, secondo quanto riportato dai GPS di diversi partecipanti (in media 32, 2 km), ma anche dal sito degli organizzatori che indicano “Trenta2” nella denominazione delle gare a menu. Certamente le nuove manifestazioni godono del credito della novità, che può indurre molti a volerle provare, ma qui siamo al terzo anno, quindi è ragionevole ritenere che da queste parti facciano le cose per bene.

Ad aumentare sensibilmente il bottino di partecipanti ci sono le due distanze new entry 2018: la “Vigorosa”, una 10 k competitiva che ha avuto un discreto riscontro tecnico (con la vittoria di Pietro Bomprezzi in 31:23) e la “Desmila”, sempre sui 10 chilometri ma in versione non competitiva. I due innesti hanno complessivamente portato 1245 partecipanti.

Tutti i numeri che ho indicato si riferiscono ai podisti classificati, l’unico dato attendibile ed esente da euforia da ufficio stampa, un qualcosa che troppo spesso falsifica la reale quantità di partecipanti alle gare. Di certo, nel caso specifico, le buone condizioni meteo hanno ridotto i non partenti e/o ritirati.

Tra i risultati spicca quello di Sara Dossena, un (altro) ottimo test, questa volta sui 30 (ovvero 32,2) chilometri. Si è migliorata di oltre due minuti rispetto al 2017, da 1.54:23 a 1.52:96. La ragazza bergamasca mette in cascina un altro … allenamento di elevata qualità, ricordiamo che solo 3 settimane orsono aveva migliorato il suo personal best alla mezza di Udine, aggiornandolo a 1.10:10 (precedente Stralugano 2017, 1.10:39). Inutile dire che crescono le aspettative nei suoi riguardi verso il più importante appuntamento dell’anno: la maratona di New York.
Bello rivedere Valeria Straneo, dopo il rientro sulla mezza maratona (Vinovo 2018, 1.13:51), ha corso un lungo. Speriamo davvero che si ritrovi, che gli infortuni le consentano di ricominciare laddove si era interrotto il suo percorso.

Risultati non eccellenti in maratona, ma vale la pena menzionare Armando Gabetta (classe 1975 - Atletica Lambro), che fissa il suo nuovo personale in 2.41:57 , piazzandosi al terzo posto nella classifica generale.

Si avvicina il 28 ottobre, data in cui si correrà la 4^ edizione della mezza maratona di Lodi.

Ricordiamo che alle ore 24 del 15 ottobre scade la quota di iscrizione a 27 euro, successivamente passerà a 30 e tale resterà sino a chiusura iscrizioni, prevista per il 25 ottobre.

Per iscrizioni, visione regolamento gara e tutte le altre informazioni visitare il sito:

www.laushalfmarathon.it

 

Mercoledì, 10 Ottobre 2018 19:17

Maratona di Roma si farà: organizza Fidal

Ci siamo, la lunga diatriba ha trovato uno sbocco: sarà la stessa Federazione Italiana di Atletica Leggera ad organizzare la manifestazione che, lo ricordiamo, si terrà il prossimo 7 aprile. Tutta la parte logistica ed operativa è affidata a Italia Marathon Club, quindi sostanzialmente le stesse persone che gestiscono da sempre la maratona di Roma, che sono un oggettiva garanzia di continuità.

I ricorsi presentati a suo tempo da Italia Marathon Club (che quindi in qualche modo esce dalla porta e rientra dalla finestra), e RCS Sport-Active Team, circa l’inammissibilità del bando di assegnazione, sono stati giudicati a loro volta inammissibili. E non è solo un gioco di parole.

Quindi finalmente si può procedere, sia pure un po’ in ritardo. Sul fronte politico, nel quale non entro proprio nel merito, si è inevitabilmente scatenato un putiferio con le accuse al comune per l’incapacità di gestire una situazione che lo stesso comune aveva generato. Naturalmente chi è uscito sconfitto da questa gara solleva, con qualche ragione, dubbi sulla legittimità che una federazione, che per statuto dovrebbe regolamentare e gestire il settore, si ponga lei stessa in concorrenza con i suoi stessi clienti, ovvero gli organizzatori privati. Da quel che si può intuire potrebbe trattarsi solo di una circostanza fortuita, determinata dall’impossibilità (davvero oggettiva?) di concludere il normale corso burocratico per l’assegnazione della gara. Andiamo oltre il fatto che il bando poteva partire ben prima, per restare nei tempi per il 2019; o addirittura si poteva farlo partire da subito, ma per il 2020. Dubbi a parte, si tratterebbe di una soluzione temporanea, generata dalla necessità di tenere la manifestazione, evitando il buco di un anno. Vedremo.

A prescindere da tutto, la notizia sarà buona per tutti quelli che vogliono correre la maratona di Roma. In realtà ci abbiamo comunque fatto una figuraccia, in particolare per gli stranieri che sono rimasti in attesa di qualcosa… che non riuscivano a capire.

A parziale compensazione dei disagi si legge di costi dei pettorali più bassi rispetto al 2018.

Trento ha chiamato ed il popolo dei runner ha risposto, alla grande. Lo dicono i numeri, sono 1793 i classificati entro il tempo regolamentare, con Dino Giulio Sestini (Runners Bergamo), classe 1937, a chiudere la competizione in 2:59:31. L’ho accompagnato negli ultimi 200 metri, era emozionato, ed io più di lui. All’arrivo un gruppo di fantastici bambini lo ha accolto con un entusiasmo infinito.

I numeri registrano un + 85% di classificati rispetto al 2017, chiaro che ha inciso la presenza del campionato italiano, altrettanto che questa manifestazione aveva già un precedente trend favorevole; tutto fa credere che continuerà, molti l’hanno scoperta in questa occasione, tanti ritorneranno a correrla. Il percorso, dal punto di vista tecnico, richiedeva un certo impegno, a mio avviso non tanto le salite quanto per le numerose curve, talvolta secche. Però è stato generalmente giudicato vario e mai noioso, ben presidiato ed assistito dai volontari. Voto massimo, a detta di molti, sotto il profilo organizzativo e logistico; partenza in zona centrale ed arrivo nella magnifica piazza del Duomo di Trento. Chi ha potuto, la sera precedente ha assistito alla sfilata dei campioni che si sono confrontati sui 10 chilometri nel centro cittadino, una gara entusiasmante, chissà che qualcuno non abbia realizzato il record personale proprio grazie all’esaltazione che deriva nell’averli visti correre.  

Ecco tutti i campioni master sulla distanza dei 21.097 metri, i loro tempi e le società di appartenenza

Senior femminile

SF35 – Mery Ellen Herman, G.P. Santi Nuova Olonio, 1:23:03

SF40 – Maurizio Cunico, Atletica Casone Noceto, 1:20:15

SF45 – Luciana Bertuccelli, Pro Avis Castelnuovo Magra, 1:25:06

SF50 – Simonetta Menestrina, Atletica Trento, 1:24:03

SF55 - Carmen Piani, Atletica Lecco, 1:35:02

SF60 – Silvia Bolognesi, Cambiaso Risso Running Team, 1:32:21

SF65 – Rosalia Zanoner, Unione Sportiva Monti Pallidi, 1:42:26

SF70 – Imbenia Melese, Atletica Casone Noceto, 2:12:05

SF75 – Raffaella Dall’Aglio, 2:07:57  

Senior maschile

SM35 – Antonio Redi, A.R.L. Dynamyc Fitness, 1:09:55

SM40 – Batel Abdellatif, Atletica Rodengo Saiano, 1:08:40

SM45 – Joachim Nshimirimana, Atletica Casone Noceto, 1:08:01

SM50 – Said Boudalia, Cagliari Marathon Club, 1:07:51

SM55 – Franco Torresani, Atletica Paratico, 1:16:28

SM60 – Fedele Badolato, Polisportiva Giudicarie Esteriori, 1:20:21

SM65 – Michele Gallo, A.S.D. Montedoro Noci, 1:23:24

SM70 – Elio Rubis, A.S.D. Dragonero, 1:31:32

SM75 – Fernando Gatti, Polisportiva Assemini

SM80 – Giuseppe Giannoni, Avis Castelnuovo Magra, 1:59:46

Per quanto riguarda le società, en plein dell’Atletica Paratico, ecco le prime classificate, i punteggi ed il numero degli atleti

Società maschile

1) Atletica Paratico, 1289 /46 2) ASD Montedoro Noci, 1158/16 3) A.R.L. Dynamyc Fitness 1158/16

Società femminile

1) Atletica Paratico, 1065/25 2) Atletica 85 Faenza 996/14 3) Atletica Casone Noceto 908/15

Le classifiche complete

Classifica società uomini 

Uomini.pdf

Classifica società donne

Donne.pdf

 

 

 

 

 

Lunedì, 08 Ottobre 2018 14:18

Trento - Trento Half Marathon

Le previsioni incerte non hanno intimorito i tanti master che si sono dati appuntamento nella città del Concilio, il premio è stato una giornata di sole ma con una temperatura perfetta per correre una mezza maratona.

La gara degli assoluti, sul fronte maschile, è stata avvincente fino al km 5, quando sono rimasti in tre keniani al comando, Mwangi, Akopesha e Kibet, con Kurgat che tendeva a staccarsi; ritmi intorno a 2’52-53/km, che facevano presagire un tempo finale di 61 minuti, ma bene dire che la prima parte di gara, e comunque fino al km 10, è più facile della successiva. Gli allunghi di Kibet ed Akopesha hanno fatto male a Mwangi, poi dal km 10 è stato show per Abraham Akopesha che ha via via allungato sino a chiudere in 1:02:09. Secondo posto per Moses Kibet (1:03:25) e terzo per Samuel Ndungu Mwangi (1:03:51) che ha rimontato nel finale di gara ma senza raggiungere il connazionale. Record della gara sfumato, ma d’altra parte correre da soli e su un tracciato non facile, in particolare nella seconda parte di gara, era un’impresa difficile. Record della gara comunque sfumato di poco, a soli 21 secondi da 1:01:48, realizzato nel 2017 da Justus Kangogo.

Primo degli italiani è stato Said Boudalia, che nonostante i suoi 50 anni chiude al 7° posto in 1:07:51.

Gara femminile con poca storia, con Joyce Chepkemoi che ben presto ha preso il largo rispetto alle due connazionali, passaggio velocissimo al km 10 in 31:47, quindi 3’10/km! Nonostante un parziale rallentamento nella parte finale chiude comunque con un gran tempo, 1:09:21 (media 3’17/km), polverizzando il precedente record della manifestazione (Eshete Shitaye, 1:10:10, 2017). Secondo posto per Leonidah Mosop (1:12:22) e terzo per Brendah Kebeya (1:13:44).

Prima delle italiane Maurizia Cunico, quarta assoluta in 1:20:15.

Anche qui l’ordine di arrivo dice quindi tre volte Kenya.

Ma c’è stata una gara per diversi aspetti ancora più importante, quella degli amatori, che si sono sfidati sulle strade di Trento per il titolo italiano sulla mezza maratona. Una cosa così importante da meritare un articolo a loro dedicato. A breve provvedo, seguiteci

Venerdì, 05 Ottobre 2018 14:27

Maratona di Genova, si farà, ma così....

Ecco la (buona) notizia, il prossimo 2 dicembre la maratona di Genova si potrà correre. Riteniamo non sia stata una decisione facile, un tratto del percorso prevedeva proprio il passaggio sotto l’ormai tristemente famoso ponte Morandi. Ovviamente non è certo questo l’unico problema che hanno dovuto affrontare gli organizzatori: una viabilità totalmente rivoluzionata, con le forze dell’ordine impegnate a gestire un’emergenza mai vista, con i cittadini costretti a convivere quotidianamente con situazioni davvero difficili, per non parlare di chi ha perso la casa, la stessa vita….

La città intera reagisce, i segnali c’erano già stati ed il fatto che si tenga comunque la manifestazione è un ulteriore indicazione della voglia di ripartire. Anche di corsa. E’ facile, e comunque sperabile, che siano in tanti a scegliere questa maratona; la solidarietà nel podismo è un dato di fatto, ci sono stati mille momenti difficili dove il nostro movimento ha voluto esserci. Sono certo sarà così anche questa volta.  

La maratona di Genova si farà, ma così......ora la Liguria presenta una situazione anomala, una regione tradizionalmente povera di maratone che improvvisamente ne presenta tre in tre settimane, dato che oltre alla maratona di Genova, 2 dicembre, ci sarà la Liguria Marathon, il 18 novembre e la maratona di Sanremo, il 9 dicembre. L’immensa disgrazia capitata ai genovesi non ci azzecca nulla con questa follia del calendario, davvero non si potevano evitare queste concomitanze? Sanremo era già prevista ed è alla seconda edizione, Liguria Marathon al suo esordio doveva tenersi il 22 aprile, data annunciata ad inizio 2017. Una data che è parsa subito folle, tenendo conto che si corre per gran parte sull’Aurelia (da Loano a Savona), con un notevole movimento turistico in quel periodo. Prova ne è che è stata rimandata, col particolare che il rinvio è stato deciso una settimana prima, altra follia; difficoltà davvero imprevedibili? Sottovalutazione dei problemi? A pensare male si potrebbe dire che le iscrizioni erano così basse da non giustificare la manifestazione. Spostarla poi al 18 novembre, ben sapendo delle altre due maratone, con l’approvazione della Fidal (infatti, da notare bene che tutte e tre le gare sono nel calendario della federazione), è stata la ciliegina su una torta venuta proprio male.

Il testo del comunicato dal sito della manifestazione:

Dopo le tante incertezze possiamo finalmente comunicarvi che la Genova City Marathon si farà: è quanto deliberato nella Giunta comunale riunitasi nel pomeriggio di oggi 4 ottobre.
In seguito alla recente tragedia che ha colpito la città di Genova, abbiamo dovuto apportare delle modifiche al percorso, sia perché il tracciato precedente prevedeva il passaggio sotto Ponte Morandi, sia per cercare di non sovraccaricare le forze dell’ordine già impegnate con i recenti problemi alla viabilità cittadina.
Ringraziamo della fattiva e costruttiva collaborazione il Consigliere Delegato allo Sport Cav. Stefano Anzalone da sempre vicino al nostro movimento.

In questo periodo difficile abbiamo sentito la grande fiducia e il pieno sostegno sia da parte dei nostri iscritti sia da parte del nostro nuovo sponsor, che ha deciso di credere in noi.
A oggi possiamo vantare circa 350 iscritti, tra i quali, oltre ad atleti provenienti da tutta Italia, figurano anche diversi runner stranieri: inglesi, francesi, americani, rumeni, tedeschi, greci, spagnoli e scozzesi.
Restiamo fortemente convinti che la Genova City Marathon – ovviamente nel pieno rispetto della viabilità, specie per quanto riguarda le zone colpite dalla tragedia del Ponte Morandi – possa essere un’iniezione di fiducia per il rilancio della città.

Si correrà il prossimo 6 gennaio, un trail per certi aspetti inusuale, perché non si svolge in alta montagna, eppure sembrerà di esserci. In compenso il mare sarà spesso in vista; ecco, questo contrasto è uno dei punti forti di questa manifestazione, ma c’è anche molto altro. Ho partecipato all’ultima edizione, alla S1 Half, da non confondersi con Half Marathon, infatti è lunga 23 chilometri, portando a casa un’esperienza davvero unica (e anche un discreto mal di gambe, causa scarsa preparazione). Già, perché a meno di fare la 8 chilometri, non si può improvvisare totalmente, se non decidendo di farsi una lunga passeggiata.

La mia personale esperienza l’ho già raccontata sulle pagine dei questo sito ( link :  http://www.podisti.net/index.php/cronache/item/481-trieste-il-mio-trail-della-bora-senza-bora.html#comment370 )

Ora, a 4 mesi dalla gara, penso sia una buona idea sentire il presidente del comitato organizzatore, Tommaso de Mottoni, un personaggio che vale la pena di conoscere, non solo per il trail della Bora.

Da dove nasce la corsa della Bora ed il tuo amore per il trail

Nasce da un triestino che per quasi 20 anni della sua vita ha lavorato e vissuto fuori Trieste ed un giorno, tornato a Trieste a visitare la famiglia per le festività, ha trovato un bellissimo e soleggiatissimo 6 gennaio. Calzate le scarpe è andato a correre sul Carso, e nel vivere lo splendore del mare azzurro, la roccia bianchissima e le montagne innevate, ha deciso che questa sensazione andava condivisa.

Tu stesso sei un trailer, anche con partecipazioni a gare che a me paiono da fuori di testa

Punti di vista. Diciamo che i primi 42 chilometri per me sono sempre di riscaldamento. Amo le lunghe distanze, le gare che siano un viaggio ed introspezione prima di essere delle mere prove atletiche. A volte cerco di tirare e lavorare sul tempo, ma nella maggior parte dei casi prevale il piacere della scoperta e del viaggio. E’ questo il principio fondante di S1: scoperta e esperienza prima di una sudata con il cronometro. Ciò non toglie che poi ci siano anche fior fiore di atleti come Peter Kienzel, Cristiana Follador o Luca Carrera, per citarne solo alcuni, che si sfidano sul filo del secondo.

Il menu 2019 è davvero ampio, trail per tutti, descrivi i percorsi, in sintesi

8 K: davvero per tutti, tanto semplice quanto bella e panoramica. Una gara quasi da stradisti ma con una vista che dall’asfalto non si potrà mai godere. Farà venire voglia di allungare alla successiva edizione. Da tenere presente anche le due non competitive di 6 e 13 chilometri

S1 Half 23 chilometri: un approccio easy al mondo trail. E’ relativamente facile, ma l’impegno può essere di tre ore e oltre. Un percorso unico e stupendo, chi corre abitualmente mezze maratone rischia di lasciare l’asfalto dopo averlo provato. Si respira aria di montagna, eppure si corre in riva al mare

S1 Trail 57 chilometri: l’impegno si fa importante, ci vogliono doti di resistenza, quelle del maratoneta che però non si spaventa di correre su ghiaia carsica e fondo roccioso, in un susseguirsi ininterrotto. I ghiaioni ed i contesti fanno pensare alle Dolomiti, ed invece si corre a 400 metri di altitudine. 

S1 Ultra 164 chilometri: non è per tutti, si fa davvero sul serio: 6700 metri di dislivello, tempo massimo 40 ore, il primo nel 2018 ci ha messo 26 ore. Si corre sospesi tra mare e monti, su terreno generalmente molto tecnico

S1 Ipertrail 167 chilometri: uno step in più di difficoltà rispetto all’S1 Ultra. Facile trovare neve, a tratti si naviga a vista, in altri con l’indispensabile GPS. Un diverso concetto di corsa in autonomia, con ristori ogni 20 chilometri dove i partecipanti trovano una cassa con quello che hanno predisposto alla partenza. Abilità, strategia, capacità di autogestione, queste le caratteristiche vincenti.

Perché ci vuole il materiale obbligatorio anche per la S1 Half? In fondo sono “solo” 23 chilometri e nemmeno in alta montagna?

Chi corre deve capire che non è un capriccio degli organizzatori, in caso di infortunio e sosta forzata bastano pochi minuti per andare in ipotermia, meno di quanti ci mette ad arrivare anche il soccorso più attento ed efficiente di questo mondo. Ecco perché, ad esempio, ci vuole un telo termico; ma non solo quello

Quindi “ safety first”, la sicurezza prima di ogni altra cosa?.

Noi ce la mettiamo tutta per garantire la sicurezza: 300 volontari, 4 ambulanze Soccorso Alpino italiano e Sloveno, anche motorizzati. Sappiamo sempre dove si trovano i concorrenti, grazie al monitoraggio della posizione …. ma chi partecipa deve fare la sua parte, altrimenti può essere tutto inutile. Stare sui sentieri, portare con sé il materiale obbligatorio, il race guide, seguire le indicazioni…. tutte cose irrinunciabili, perché si corre in ambiente naturale e può fare molto freddo. Ecco perché il race guide, che dice molto di quello che si deve sapere

Ecco un video che traduce molto bene il pensiero di Tommaso de Mottoni

https://www.youtube.com/watch?v=kLFuaob2sxM

A proposito di segnaletica e indicazioni, io l’anno scorso sulla S1 Half mi sono perso …..

Anche io mi perdo spesso alle gare, anche se queste sono segnate bene e a vista come la nostra. Spesso ci si distrae chiacchierando, o si è troppo concentrati sul tempo o a fare foto e si tir dritto ad un bivio. Nel trail i bivi sono sempre segnati prima e dopo con un nastro di conferma. Non è come sull’asfalto dove le strade si chiudono. Lo spirito del trail è proprio anche quello: vivere un percorso con il minimo impatto e massimo rispetto per il prossimo e l’ambiente.

Ripeti spesso che si mangia cibo vero alla Corsa della Bora, che significa?

Io sono un fanatico dell’alimentazione. Credo che gli integratori siano appunto, “integratori” non “sostituti”. Quindi, in particolare sulle lunghe distanze offriamo tutto: dolce e salato, vegetariano e vegano ma anche qualche prelibatezza, come il salmone affumicato che con i suoi grassi buoni e proteine aiuta molto nelle ultra. Ma oltre al salmone, salumi e formaggi tipici, dolci della tradizione locale e massima attenzione al chilometro zero. Il portafoglio dell’organizzazione piange, ma i nostri concorrenti hanno sempre un bel sorriso. E questo è ciò che conta.

Organizzazione delle gare: si parte in posti diversi e ad orari diversi, anche se poi l’arrivo è comune a tutti, a Visogliano. 

Tutte le gare partono il 6 gennaio eccetto la 164 km. Abbiamo organizzato un servizio navetta a ciclo continuo prima e dopo la gara in modo da consentire a tutti di scegliere di stare in centro a Trieste e godersi la città, o sull’altopiano carsico e gustarne i sapori. Sul nostro sito ci sono le strutture convenzionate e le indicazioni delle navette. Ci teniamo molto a far si che la giornata non sia rovinata da ricerche di parcheggio o disagi di trasporto.

Infine, iscrizioni facili, pacco gara e pettorale che si trovano direttamente in albergo, come funziona?

Si può decidere addirittura di riceverlo a casa, spedito per corriere, oppure gratuitamente in tutte le strutture convenzionate. Nessuna fila, nessuna formalità. Basta fare il check-in in hotel e lo si trova in camera. Ma solo nelle strutture indicate sul nostro sito e per chi si iscrive entro dicembre. Occhio che l’anno scorso la S1 Half è andata sold out a metà novembre!  

Per chi vuole saperne di più:

http://www.s1trail.com/

 

Una storia come tante, perché tanti sono gli atleti africani che corrono.

Alcuni di essi raggiungono livelli altissimi, la maggior parte arriva ad ottenere buoni risultati, probabilmente non vinceranno mai un’olimpiade ma di certo hanno concrete possibilità di fare della corsa una professione. E provare a vivere di questo.

Addisalem, etiope, per adesso è una di queste atlete. Nata ad Addis Abeba nel 1995, vive ancora in famiglia, con i genitori e le tre sorelle Ethiopia, Amsalegenet e Kalkidan. Vive in Italia per periodi relativamente brevi, in relazione al calendario delle gare cui intende partecipare.

Ha un titolo universitario in economia, qualcosa tipo la nostra laurea breve e parla correntemente inglese (cosa non frequente tra gli atleti etiopi), è sempre solare e sorridente. Anche quando le cose le vanno storte: alla recente maratonina di Udine era terza quando a 400 metri dall’arrivo ha incredibilmente imboccata la strada sbagliata. Un pianto a dirotto, ma poi le è tornato il sorriso. 

Scoperta come atleta da Antonio Nannoni, un manager del settore, corre la sua prima mezza maratona a Beirut in 1:18, a seguire Tripoli, dove si migliora, chiudendo in 1:16:19. Dopo un’esperienza poco fortunata in Cina, dove è rimasta per 3 settimane, nel 2018 inizia la sua avventura italiana, tesserandosi con l’Atletica Brugnera Friulintagli.

Qui trova una persona gentile e disponibile come poche: Cesare Ballaben. “he is like a father”, ama ripetere Addisalem, non solo per l’ospitalità che le riserva, ma per l’affettuoso comportamento nei suoi confronti (n.d.r. sono diversi gli atleti ospitati a casa Ballaben).

Nel periodo di permanenza in Italia corre tre volte la mezza maratona, la migliore ad Orzinuovi, 1:13:52; recente (agosto 2018) il suo personal best di 1:12:20, a Buenos Aires.

Sono tempi con i quali è difficile vincere le gare più quotate, ma certamente valgono un podio nella maggior parte delle gare italiane. E poi, chissà, è molto giovane e le piace correre, strada facendo potrebbe trovare gli stimoli per migliorarsi.   

In Italia partecipa con buoni risultati, e qualche vittoria, ad altre gare: 5000 metri, 5 e 10 chilometri; il successo più importante lo ottiene al Giro a tappe Val di Fassa, davanti alla sua connazionale ed amica Gedamnesh Mekuanent Yayeh, che vive con lei in Italia. Un’esperienza nuova ed interessante per Addisalem, che non aveva mai corso in un giro a tappe. 

Tornata in Italia ad inizio settembre il suo programma prevede la permanenza sino a novembre, ovviamente con partecipazione a diverse gare, soprattutto mezze maratone. 

Si allena “solo” 7 volte alla settimana, un numero di sedute relativamente alto per un’atleta di livello, nonostante questo è arrivata a buone performance.  In Etiopia si allena con un coach ed un gruppo di atleti, il suo piano di allenamento prevede uscite di qualità a giorni alterni. Invece in Italia, essendo qui essenzialmente per gareggiare, alleggerisce il programma degli allenamenti, proprio perché la sua permanenza è finalizzata alle gare.

 

Già, domenica 23 settembre si è infatti corsa la 19^ edizione, impreziosita dalla bella prestazione di Sara Dossena che, in piena preparazione verso la maratona di New York, ha stampato un nuovo personal best con 1:10:10. Vale la pena evidenziare che si tratta della terza italiana ad aver vinto da queste parti (le altre due sono Laila Soufyane e Nadia Ejjafini). Al maschile invece è Ruggero Pertile (nell’occasione testimonial della gara) ad essere stato l’unico vincitore, nell’anno 2014; Ruggero che proprio qui, nel 2007, ha realizzato il primato personale con 1:02:17. Da ricordare anche un terzo posto di Giuliano Battocletti nel 2002, con l’ottimo crono di 1:00:47.

Una manifestazione che nel corso della sua storia ha visto confrontarsi i migliori atleti, che qui hanno fatto registrare delle performance di alto livello; già nel 2000, anno della prima volta, Japhet Kosgei vinse in 60:22, quindi vicino alla barriera dei 60’, a quei tempi piuttosto difficile da abbattere. Una barriera che poi, nel corso degli anni, fu superata diverse volte da atleti del calibro di Geoffrey Mutai, Zersenay Tadese, Patrick Ivuti e altri ancora. Nello stesso anno 2000  vinse una certa Margaret Okajo, che poi chiuse ancora vincitrice nel 2001 e 2003.

La gara nel tempo ha sempre mantenuto degli elevati standard prestativi, ma non solo a livello degli atleti elite, qui anche il settore master sforna prestazioni di livello assoluto. A puro titolo di esempio, nella mia categoria, SM60, il primo di questa edizione è stato Mauro Michelis, che ha corso alla media di 3’57/km, chiudendo in 1:23:32! Non si scherza neppure in campo femminile, con Fulvia Cecchini (Atletica Buja), classe 1958, che ha vinto la sua categoria in 1:37:50. Sono solo due dei risultati tecnici più significativi, ma se si scorrono le varie classifiche master se ne trovano molti altri.

Il percorso: totalmente ridisegnato da Manuel Borello e Cesare Cosattini, poi certificato da Stefano Bassan, misuratore internazionale IAAF. Si svolge totalmente nel territorio comunale di Udine, un unico giro con un bel passaggio in zona partenza/arrivo al km 3, questo è l’unico tratto leggermente più complesso (che verrà poi ripetuto dal km 19), più che altro per la pioggerella caduta ad inizio gara; per il resto ci sono molti rettilinei dove si riesce a prendere e tenere un buon ritmo, ovviamente ognuno col proprio passo.

Discreta la partecipazione della gente, tenendo conto che se la giornata era quasi ideale per correre, lo era un po’ meno per chi assisteva. Molto bene i ristori, non solo per ciò che offrivano, ma per la loro disposizione: su entrambi i lati della strada, uno fisso ed uno volante, con i tavoli distanziati tra loro per favorire afflusso e deflusso, cosa particolarmente importante nella prima parte della gara, quindi ai km 5 e 10.

Si partiva ed arrivava a pochi metri di distanza, in centro città, tutti i servizi erano ben posizionati e vicini tra loro. Pochi controlli alle griglie ma i podisti si sono mostrati mediamente rispettosi. La bella sorpresa finale è stata la presenza delle docce: si dice sempre che, giustamente, nei centri cittadini è una mission quasi impossible attrezzarsi in questo senso, quindi…bravi gli organizzatori che qui ci sono riusciti.

Calano i numeri di partecipazione, una situazione ormai tristemente fisiologica che tocca indiscriminatamente quasi tutte le gare (meno 316 classificati rispetto ai 1493 del 2017); la federazione italiana dovrebbe riflettere su questo aspetto? Certamente sì, ed invece nello stesso giorno si è organizzata la sua mezza maratona…. Comunque nel caso di Udine sono convinto si tratti di una situazione transitoria, perché il prodotto offerto è veramente buono.

Molto bene invece gli eventi collaterali, a cominciare dal sabato con la staffetta riservata alle scuole medie e superiori, così come sono state ben partecipate le due non competitive.

In conclusione, un week end davvero intenso, dove si è vista l’atletica di livello affiancare lo sport per tutti, il tutto supportato da un gruppo sportivo (ASD Maratonina) appassionato e competente, lo si vede in tutte le fasi organizzative. Penso che l’intera e bella città di Udine abbia tratto beneficio da questa manifestazione, anche quella barista che la sera precedente lamentava il blocco del traffico, con possibile riduzione delle proprie entrate; il giorno successivo prima e dopo la gara non si riusciva nemmeno ad entrare nel suo negozio.

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