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Ott 27, 2018 Ilaria Pozzi 4690volte

Il traguardo più bello di una ultramaratoneta e super-mamma

Poco prima e poco dopo... Poco prima e poco dopo... Roberto Mandelli

Lunedì scorso, 22 ottobre, la ultramaratoneta Ilaria Pozzi (classe 1977) ha dato alla luce sua figlia Elisa Tomasetti. I complimenti già sarebbero di dovere, ma diventano complimentissimi se riflettiamo sul fatto che Elisa è nata meno di 48 ore dopo che Ilaria aveva concluso la 6 ore di Cesano Boscone, percorrendo più di 45 km. Naturalmente confortata dai medici e incoraggiata dai compagni di squadra, a cominciare dal patron Iuta “don” Gregorio Zucchinali, che le ha ‘estorto’ questo racconto e qualche fotografia, che poi Roberto Mandelli ha sistemato come solo lui sa fare.
La parola dunque a Ilaria.

 

Una gravidanza iniziata di corsa, una Ultra di 9 mesi intensi per una corsa ad una nuova vita, in cui non si contano i km ma soltanto le soddisfazioni.

Volevo raccontarvi e rendervi partecipi della mia bellissima avventura perché, diversamente da come molte persone credono, la gravidanza non è una malattia bensì un vero stato di grazia, in cui, se hai la fortuna di essere in salute, puoi continuare a coltivare le tue passioni anche sportive.

Certo per me, da atleta che ama le lunghe distanze, la corsa necessitava di un certo impegno, ma forte del benestare medico tutto è stato possibile.

Scopro di essere in dolce attesa dopo la 50 Km delle Terre di Siena, percorsa interamente sotto acqua, vento e neve.

Non nascondo che l'idea di dover abbandonare la mia passione per 9 mesi mi spaventa molto: la corsa e il mondo delle Ultra come lo vivo io non è tanto una questione di prestazione e competizione, ma soprattutto la gioia di condividere giornate in compagnia di amici divertendoci insieme. Continuando a fare sport, dalla corsa alla bici al nuoto, il mio corpo rimane atletico, e complice l'arrivo della primavera e dell'estate, partecipo ad altri eventi sportivi tra cui anche “la 9 Colli Running”. Nel mese di luglio, al 6° mese di gravidanza, decido di partire per il Cammino portoghese a Santiago: qui sono sola, ma la vita che sta crescendo dentro di me, mi mette una grande serenità; dopo 400km il nostro primo traguardo: arrivando a Santiago mi viene consegnata la “Compostela“ con il mio e il suo nome (“cum filia sua”).

Emozione allo stato puro, la stessa provata al termine di quella gara dove l'organizzatore insiste nel volermi consegnare 2 medaglie perché avevamo corso in 2.

Queste le più belle storie che avrò da raccontare a mia figlia, la fortuna di far parte di una società sportiva, Bergamo Stars, che mi è stata vicina e mi ha fatto sentire certo un po' pazza, ma mi ha sempre assecondata nel non mollare, anche davanti a persone che assolutamente non condividevano né rispettavano le mie scelte di vita in un momento così particolare della mia vita.

I mesi passano e la pancia comincia a farsi evidente ma non pesa né nella testa né nel corpo, la canotta Bergamo Stars “tira” un pochino ma decido di festeggiare questo ultimo mese con la partecipazione alla 6 ore di Azzano, e poche settimane dopo alla 6h di Cesano Boscone.

Alterno corsa e camminata, ma tra lo stupore di tutti riesco a raggiungere i 45 km in entrambe le competizioni.

Passano solo poche ore dalla conclusione dell'evento di Cesano Boscone (sabato 20/10/2018), quando si mette in moto dentro di me una fantastica macchina chiamata natura. Domenica 21 sera il ricovero e lunedi 22 io ed Elisa tagliamo mano nella mano il traguardo dell'Ultra più dura ma più bella del mondo: FINISHER !!!

Ilaria Pozzi con Elisa

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