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Apr 21, 2019 1026volte

Modena, 29° Du pas adree Panèra: il pettorale è fuori moda

Podisti di lungo corso Podisti di lungo corso Teida Seghedoni

20 aprile - Due volte l’anno i podisti modenesi (e qualche circonvicino affamato di podismo) si ritrovano alla periferia nordorientale della città per la corsa che parte da una delle poche bocciofile superstiti, la Modena Est (dove però la pista da bocce è una specie di museo sottovetro, e per attirare pubblico si fanno piuttosto le commedie dialettali): una volta è sotto Natale, l’altra è sotto Pasqua. La principale differenza tra i due percorsi consiste nell’argine del Panaro, evitato a dicembre e invece percorso, per tre km abbondanti, ad aprile. Sotto l’aspetto organizzativo, si tratta di due gare tra le meno competitive che esistano: quella invernale ha addirittura l’iscrizione gratuita, questa invece costa 2 euro, col corrispettivo di un uovo di Pasqua come premio.

Le uova di Pasqua sono andate esaurite, e gli ultimi hanno dovuto accontentarsi di un bicchiere con gli ovetti da mezzo centimetro cubo: si sa che in questo genere di raduni, l’ideale è partire prima e fare il percorso corto, o addirittura non correre affatto e presentarsi al ritiro premio cinque minuti dopo la partenza ufficiale. Cito dal direttore di Modenacorre, partito insieme a me: “alla fine il solito assalto alla diligenza per impossessarsi dell'ambito uovo di cioccolata, con evitabilissime discussioni fra chi lo voleva fondente e chi ne va a prendere un cartone...”. Si vede che il pettorale l’avevano tenuto ben serrato sotto la tenda, siccome dalle foto di Teida il primo che porta spillato il tagliandino verde appare alla foto 158, e fino alla foto 210 ce ne sono 4 in tutto. Oppur avranno delegato tutto al caposquadra, presentatosi al ritiro con la sua brava mazzetta di cartoncini.

Nessuna meraviglia nemmeno per le partenze anticipate: la bicicletta apripista appare solo dalla foto 90, preceduta di poco dal primo duepezzi della stagione, una lungagnona della Fratellanza con cane al seguito. Il suo esempio sarà seguito da almeno due altre (foto 291 e 300), segno che la stagione si sta aprendo e come cantava Battisti, coi nuovi colori le giovani donne vivono nuovi amori, o si fanno avanti speranzose.

Tra i maschi, qualcuno osa di più: Bedeschi il reggiano (foto 225) è a torso nudo, e può ben ripetere, con Guccini, “tu giri adesso con le tette al vento – io lo facevo già vent’anni fa”.

Un abbaio perfettamente imitato dà brividi di spavento a qualche ragazza nell’atto del sorpasso: è Mastrolia, che le donne le conosce e saluta tutte anche se (segno dei tempi) nessuna lo segue e nessuna rallenta per correre in compagnia.

Saltiamo l’unico ristoro, dopo 4 km, affollatissimo e a quanto pare poco fornito, e montiamo sull’argine.

Lasciamo scorrere il gruppo e troviamo i soliti appassionati senza di cui il podismo si ridurrebbe al ritiro del premio: l’Assessore Verde Emilio Borghi (360), la Happy Family preceduta da Aurora in bici (367-8), Peppe Cuoghi dalla Cavazzona (370), Cecilia Gandolfi che al traguardo inalbererà il cartello dei suoi 60 anni, Massimo Bedini (380), Luigi il cioccolataio extralusso (383), e perfino Giangi (389), uno che non è mai partito prima in vita sua e infatti chiude il gruppo, non sappiamo con quante speranze di accaparrarsi l’uovo, il che gli fornirà altre occasioni di polemica.

E lasciatemi salutare, dopo Paolino e famiglia più cagnolino (foto 6), Ivano Serafini, un nonantolano che è riuscito a infondere nuovo entusiasmo alla Sassolese, rimesso a nuovo da un pit-stop ospedaliero e pronto a rimettersi per strada. Non è ancora nato quello che ci spianterà…

Insomma, se non ci fossero queste corse, dove andremmo mai il sabato di Pasqua? Per chi vorrà fare sul serio, l’appuntamento è lunedì al trail sul Po di Gualtieri. E anche per gli altri… bè, due euro varranno una bottiglia di lambrusco, e magari qualcuno ci aggiungerà anche il percorso lungo sebbene quello costi 15 euro. Vigilerà Morselli.

Informazioni aggiuntive

Fotografo/i: Teida Seghedoni

2 commenti

  • Link al commento Lunedì, 22 Aprile 2019 15:42 inviato da Fabmarri

    Grazie Maurizio... bè io non posso vedere tutto... chissà che Giangi non abbia fatto più strada di quella che volesse... Oltre tutto mi dicono che assetato è entrato nel cimitero di Saliceto per bere, dunque ha fatto dei metri in più anche allora! Pienamente d'accordo su chi corre senza pettorale... anche tuoi ex compagni di squadra... Quando ai ristori vieteranno l'accesso a chi non ha il tagliandino, forse l'andazzo comincerà a cambiare. Ma se le corse podistiche tradizionali stanno diventando un diversivo per anziani rispetto al gioco delle bocce, sarà sempre più difficile invertire la tendenza.

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  • Link al commento Domenica, 21 Aprile 2019 19:49 inviato da Maurizio

    Ottimo come sempre Fabio, però le cose vanno dette al completo, hai scritto (e perfino Giangi (389), uno che non è mai partito prima in vita sua) sarà, però ne possiamo parlare... in ogni caso qui ha tagliato, facendo un pezzo dei nove al contrario (percorso che avevo scelto io) per ricongiungersi a quello dei 10.300 zona ristoro, se vuoi fare meno km fai il percorso giusto più corto. Partire prima o tagliare non ci vedo differenze... che sia o non competitiva.
    NON COMPRARE IL PETTORALE, CORRERE CON CERTIFICATO MEDICO SCADUTO O PEGGIO MAI FATTO, PARTIRE PRIMA O TAGLIARE I PERCORSI sono cose che non mi sono mai piaciute, ma qui zona Modena Reggio Bologna ormai nessuno vuole più combattere.
    Anche mia moglie a volte parte prima nei percorsi lunghi, ma solo perché facendola tutta di passo, spesso gli organizzatori gli toglievano i ristori e i segnali prima del suo passaggio (più di una volta si è trovata in difficolta a ritrovare la strada del ritorno) e in alcune gare i volontari si erano lamentati perché non era partita prima, cose se fare la cosa giusta fosse sbagliato. Se smettessero di comportarsi cosi, lei partirebbe sempre in perfetto orario, come fa in tutte le corse nel resto di ITALIA.

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