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Mag 03, 2019 Massimo Muratori 468volte

Brisighella (RA), 4° “Krash Trail”

Salita da brividi e (dopo) i due vincitori Salita da brividi e (dopo) i due vincitori Photo Ravenna - R. Mandelli

Comunicato stampa

1° maggio. Migliora ogni record numerico il 4° “Krash Trail”, annoverando in una giornata di sole 735 concorrenti complessivamente, dei quali ben 375 agonisti, richiamati anche dall’assegnazione dei titoli regionali Uisp Individuali e Societari. In quest’ultima graduatoria si è gonfiato ulteriormente il petto d’orgoglio agli organizzatori della Leopodistica, che si sono cinti d’oro, totalizzando 125 punti (grazie ad 86 concorrenti), davanti a Bologna Trail (35), Tè Bota (24), Le Linci S.Lucia (11), Mud & Snow (10).
Nella mezzamaratona (D+ 700 m.), che ha totalizzato 260 arrivati, però ha centrato l’accoppiata vincente il Tè Bota Team di Solarolo piazzando al comando tra gli uomini il magrebino Abdelhay Fatihi, che in 1.54’32” ha preceduto Pantieri e Bernabei di 42” e 2’25”, in una top ten tutta composta da società romagnole.
Nel settore rosa ha sbaragliato il campo invece Daniela Valgimigli (2.11’01”), capace di rifilare ben 4’22” alla britannica Thompson e 7’54” alla Muzzi, a testimonianza dell’ottimo stato di forma, dopo il debutto alla 50 Km di Romagna. Tra gli over 50 predominio romagnolo, grazie ad Illari (2.02’59”) ed alla Ladogana (2.41’01”).

Podio maschile di assoluto valore nella maratona (D+ 2.000), dove l’azzurro Matteo Pigoni ha primeggiato in 2.23’47”, prevalendo su Galeati (a 8’59”) e Viliotti (a 25’49”), con la Leopodistica che ne piazza 4 nella top ten, compreso Venturini, primo over 50.
Tra gli 86 classificati, la rumena Oana Alina Popa (5.09’24”), ha messo in fila 11 avversarie donne, a cominciare da Bernabè (a 8’) e Senese (a 25’01”).

Grandi riscontri anche dalle due promozionali di km 15 e km 7, che sono riuscite ad avvicinare alla corsa o camminata in natura 360 concorrenti, alcuni accompagnati dai figlioletti.

I titoli individuali Uisp di categoria sono andati nella prova lunga a Ilenia Menghi, Patrizia Rava, Roberto Gheduzzi, Matteo Carlucci, Pierugo Angeli e Corrado Venturini; nella mezza distanza a Federica Fotia, Sonia Ugolini, Steve Contoli ed Enzo Eviani.

 

Commento di Massimo Muratori

Giornata con temperature quasi estive sulle prime colline ravennati dove, dal centro storico di Brisighella, hanno preso il via le due gare. Buon numero di partecipanti con 86 classificati nella gara lunga e 260 nei 21 km,  più varie centinaia di partenti nella non competitiva di 15 km con 300 mt. D+  e nelle passeggiate guidate in partenza da Brisighella o dal Parco Punta degli Orti a Faenza.

Reduce dai 42 km corsi domenica in Terre Matildiche, che mi hanno gratificato di un ginocchio gonfio, ho optato per la gara di 21 km dichiarati, che in realtà erano quasi 24 come evidenziato dall’altimetria pubblicata sul sito della gara: nonostante alla partenza lo speaker continuasse a parlare di 21, mentre il foglio al ritiro pettorali ne dichiarava 22: diciamo che fosse un ‘percorso creativo’.

La partenza alle h. 10,30 avviene già con temperature elevate ma dopo solo 300 metri all’interno del centro storico si deve imboccare la Via del Borgo, che però è una scalinata dove a stento si passa in due o tre affiancati; superata la strettoia percorriamo un tratto molto caratteristico costituito da un porticato per poi iniziare una nuova più stretta scalinata che ci porterà alla torre del castello, dal cui parcheggio la strada finalmente si allargherà permettendo ad ognuno di prendere il proprio passo. Morale: 8 minuti per i primi 400 metri e quasi 12 per arrivare ai 600. Non per voler fare il saputo, ma sarei propenso a credere che un km aggiunto, magari girando  “per le vie del borgo” da cui non giungeva nessun “aspro odor dei vini”  sarebbe servito, se non “ l’animo a rallegrar“ almeno a sgranare il plotone e magari a togliere uno dei certo non esaltanti e caldissimi km del finale cittadino, che ben poco avevano da aggiungere all’appeal della gara. 

I 21/24 km della corsa possono dividersi in due assai differenti modalità: una prima metà che dopo la salita iniziale di tre km percorre un serie di crinali sommitali di calanchi gessosi, l’attraversamento dei quali è assai sconsigliato a chi soffre di vertigini o paura del vuoto, essendo la pista a volte non più larga di 20 cm. e praticamente sospesa nel vuoto. A una concorrente che mi precedeva l’addetto al soccorso consiglia di “guardare solo per terra, non fermarsi e attenta a dove metti i piedi”. Vi fate un'idea dalla foto di copertina.

Dopo alcuni di questi passaggi, tutto diventa più semplice su comodi sentieri e larghe carraie, fino al primo ristoro del 7 ° km dove veniamo controllati, anche se in realtà il cancello era dichiarato al 10° entro le due ore. Sempre percorso creativo! Avremo ancora 5/6 km piacevoli con variazioni di terreno, pendenza, ancora qualche calanco, ma poi  è giocoforza inizi la pianura con tratti di asfalto/ghiaia pianeggianti dove subisco sorpassi a ripetizione da concorrenti assai più allenati alla strada del sottoscritto (non vale come scusa il ginocchio dolorante: se parti, sono cavoli tuoi ).

Per mia parziale soddisfazione arriviamo a una assai aspra salita di circa 3/400 metri che risale una collinetta con una direttissima degna di un vertical: non a caso all’inizio della stessa era posto un cartello che recitava “Il Muro del Pianto”, forse con un non troppo felice accostamento sportivo/religioso; e qui va in scena la piccola rivincita che mi vede sorpassare 8 concorrenti che salgono assai piano o si fermano a rifiatare. Non esulto, tanto so già che fra poco mi risorpasseranno.

Ancora circa  quattro km completamente piatti su ciclabile prima, poi attraverso un parchetto di zona residenziale per poi andare sul lungofiume in mezzo a due muri di canne (non molto panoramico),  infine dopo l’attraversamento del parcheggio consigliato dall’organizzazione dove rivedo la mia auto, l’entrata in centro città con un arrivo molto scenografico nella bella Piazza del Popolo dove è allestito l’ottimo pasta party.

Credevo di essere molto in fondo alla classifica e scoprirò l’indomani di avere invece una novantina di concorrenti dietro: dev’essere per la folta presenza di quegli stradisti che hanno patito le salite più di me.

Ritiro borsa, lasciata stamattina alla partenza dove ero andato con la navetta, e pacco gara; rinuncio alla navetta per le docce e mi avvio a percorrere il km a ritroso fino al parcheggio, dove mi aspetta Marina che ha già ultimato la sua fatica sulla 15 km, e la solita doccia “autarchica” con acqua tiepida e affollamento zero. 

Pacco gara con maglietta e gadget, tracciatura buona, sicurezza non al top, con incroci e tratti stradali a volte non presidiati forse per il traffico quasi nullo, logistica in generale non troppo semplice, forse anche perché non spiegata in modo chiaro sul sito. Corsa adatta a chi vuol provare il trail non troppo impegnativo, ma non per chi predilige sentieri e dislivelli in misura maggiore.

 

Informazioni aggiuntive

Fonte Classifica: Uisp Emilia Romagna

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