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Ott 28, 2019 Ufficio Stampa Evento 189volte

Lucy Murigi vince e sfiora il record al 36° Vanoni femminile

Podio Vanoni femminile Podio Vanoni femminile Foto Davide Vaninetti

Gara stellare doveva essere, e così è stato. Il 36° Vanoni femminile ha regalato emozioni a non finire, già a partire dal numero incredibile di partecipanti: ben 112 al via. Un fiume rosa che, dalla centralissima via Vanoni, si è inerpicato su per la via Priula tra due ali di folla entusiaste. Un tifo scatenato e caloroso che ricordava le tappe del Giro d’Italia.
In testa alla corsa si piazza subito la favoritissima Lucy Murigi (Run2gether), alla quale si agganciano, senza grandi timori reverenziali, l’irlandese Sarah McCormack e la francese Elise Poncet. In cima al dosso scollinano tutte nell’ordine con un distacco risicato. Discesa a tutta, ma al mitico “salto” la keniana arriva “lunga”, frena all’ultimo e si sbilancia, forse è proprio lì che perde i pochi preziosi secondi che non le permetteranno di rubare il record a Emmie Collinge. Il primo posto però non vacilla, Lucy continua la sua marcia trionfale e taglia il traguardo dopo 21’16”, a soli 3 secondi dal 21’13” della Collinge. Alle sue spalle McCormack (Snowdon Race Team) si porta a casa la seconda piazza in 21’23”, precedendo di 5 secondi la francese Elise Poncet. Poi è il vuoto, con Anais Sabrie (Francia 22’12”) e l’azzurra Gaia Colli (Atl. Valle Brembana 22’17”) a chiudere la top five. La vincitrice dello scorso anno Elisa Sortini (ATl. Alta Valtellina) è sesta in 22’30”, seguita dalla ceca Pavla Schorna (22’53”), dalla scozzese Adkin Scout (23’04”), dalla bravissima Alice Gaggi (La Recastello Radici Group/23’13”) e dall’inglese Kelli Roberts (Snowdon Race Team/23’19”). Le prime 3 racchiuse in 12 secondi, la dice lunga sul livello della gara, così come 7 straniere nella top ten.
Un Vanoni femminile memorabile e dal tasso tecnico alto come non mai. Un percorso forse un po’ scivoloso nella parte iniziale della via Priula e una Lucy Murigi accolta come una superstar a Morbegno tra selfie e strette di mano.
“Il salto mi ha preso un po’ alla sprovvista, peccato non aver fatto il record, ma è stata comunque una bellissima gara” questa la dichiarazione della gazzella keniana che sicuramente ha lasciato una traccia indelebile nella storia del Vanoni femminile

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