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Dic 01, 2019 933volte

Valencia (ES) - In maratona, record maschile e femminile

Lo spettacolare arrivo delle gare Lo spettacolare arrivo delle gare sito manifestazione

1° dicembre - C’erano tutti i presupposti per una grande maratona, a cominciare dalla gara femminile, con addirittura 5 donne al via dai primati personali sotto il record della manifestazione (2:21:14, 2018, Ashete Dido); in testa a tutte Vivian Cheruiyot, che nel 2018 a Londra aveva realizzato il suo miglior crono con 2:18:31. Ma anche al maschile non si scherzava, tra i favoriti il vincitore dell’edizione 2018, l’etiope Leul Gebresilase, ma anche altri due suoi connazionali, Getaneh Molla e Negasa Herpesa, con personali migliori di Gebresilase, rispettivamente 2:03:34 e 2:03:40.

Insomma, grande gara doveva essere e grande gara è stata.
Condizioni meteo favorevoli, da 14 a 19 gradi, tra partenza ed arrivo, con vento nullo o quasi.

Tra le donne è affare tutto tra etiopi: vince quasi in volata Bekele Roza con un grande crono, 2:18:31, che polverizza il precedente primato della gara e migliora anche il suo personale (2:19:17, Dubai 2018). Seconda Gdey Aznera 2:18:34, che a sua volta migliora nettamente il personale (precedente 2:21:51). Terza Adugna Birhane 2:18:47: anche lei butta giù oltre un minuto dalla sua migliore prestazione (2:19:41). Con il tempo di 2:18:52 resta ai piedi del podio Vivian Cheruiyot, la favorita, non fosse altro per il suo tempo di accredito. Potrebbe sorprendere, ma forse neanche troppo dato lo standard sempre più elevato di questa manifestazione, il fatto che le prime 6 atlete classificate hanno corso sotto il precedente record della gara (2:21:14).

Anche la gara maschile è tutta all’insegna dell’Etiopia, che occupa l'intero podio. Vince con 2:03:52 e record della manifestazione (ed anche suo personale) Alayew Kinde; secondo posto per Ozbilen Kaan, 2:04:16 (era all’esordio in maratona!). Terzo Adola Guye, 2:04:43. Quindi primo e secondo sotto il precedente record della manifestazione: ciò significa, tra le altre cose, che Valencia diventa la maratona più veloce mai corsa in Spagna.

Italia presente in forze tra le donne, diciamo subito che non è andata benissimo. Catherine Bertone ritirata al km 15, per il riacutizzarsi di un infortunio già presente durante la preparazione. Anna Incerti passa bene alla mezza, forse anche troppo veloce (1:13:50), poi cala vistosamente, un parziale di 4’/km dal km 30 al km 35, a cui segue il ritiro, non so se per infortunio o  semplicemente non ne aveva più. Meglio decisamente Valeria Straneo, la migliore delle italiane: chiude in 2:30:43, poco più di un minuto sopra il minimo previsto per le Olimpiadi (2:29:30), anche lei era passata forte alla mezza (1:13:45). Un pochino delusa l'alessandrina, anche perché ha tentato di seguire un pacer dell'organizzazione che andava più forte del dovuto (era previsto un passaggio alla mezza in 1:14:30, per una proiezione finale di 2:29), ma con tanta voglia di riprovarci in primavera. Io dico, magari proprio a Rotterdam, la gara che le ha dato quel 2:23:44 che rappresenta il suo personale e miglior prestazione italiana di tutti i tempi. A quel tempo avrà 44 anni? Vero, ma l'entusiasmo e la voglia di fare (e coronare il sogno Tokio 2020) sono quelli di una ragazzina.

Più indietro, bene Sara Brogiato e Gloria Giudici, entrambe al personale; la piemontese finisce in 2:36:56 (precedente 2:38:57, Torino 2018), con una gara perfetta sino al km 38 (passaggio alla mezza in 1:17:15), poi le gambe non hanno retto più, ma ha concluso la gara con un cedimento "controllato". Gloria Giudici si migliora anche grazie ad una gara decisamente regolare, chiudendo in 2:44:23 con un intermedio alla mezza di 1:22:16.  La ragazza che viene dalla corsa in montagna corre forte anche in pianura.

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