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Dic 26, 2019 Francesca Andone 4109volte

Mikhael e Victor già in Germania: continua il viaggio verso Capo Nord

Il sospirato passaggio dal Maloja Il sospirato passaggio dal Maloja R. Mandelli da Fb

Mi ero ripromessa di aspettare gennaio prima di disturbare la lunga camminata di Mikhael e Victor verso Capo Nord,  ma conoscerli un mesetto fa, è stata una bellissima esperienza.

Qui trovate l’intervista fatta a fine novembre: http://podisti.net/index.php/commenti/item/5385-mikhael-e-victor-da-domenica-lodi-capo-nord-per-i-tumori-infantili.html

Sono quindi molto curiosa, e impaziente di fargli qualche domanda per capire come stia andando il viaggio a 6 zampe. Dall’8 dicembre, quando sono partiti da Zelo Buon Persico (Lodi), sto seguendo, insieme ad altre migliaia di persone, le loro tappe sulla pagina facebook “A Capo Nord contro il neuroblastoma”. In questi giorni hanno attraversato la Svizzera, l’Austria e attualmente sono in Germania.

Raggiungo telefonicamente Mikhael la mattina della Vigilia.

Ciao Mikhael come stai? Ti disturbo?

Tutto bene grazie. Sto camminando verso Ratisbona (Regensburg).

Mi risponde con un po’ di fiatone, allora anche lui fa fatica come tutti noi! Non resisto evado dritta alla domanda che mi stava a cuore.

Victor come sta?

Scoppia a ridere, ormai abituato al ruolo di assistente di Victor e a ricevere meno attenzioni del suo compagno di viaggio a 4  zampe.

Sta benissimo, ora sta correndo come un pazzo libero, siamo in una stradina sterrata, attorno noi c’è solo natura e lui si sta divertendo a fare il matto.

Nella precedente intervista mi avevi detto che come obiettivo avevi 30/40km al giorno, stai riuscendo a mantenere la media?

Si, nelle ultime tappe ho tenuto una media superiore ai 40km, ma recupero quello perso nelle prime quando siamo stati rallentati dalla neve.

Oggi è il 17esimo giorno di viaggio e abbiamo finora percorso circa 600km.

Qual è stata la tappa più bella e quale quella più dura?

 Risponde subito di getto, senza esitazione:

In entrambi i casi quella del passo del Maloja (17 km oltre il confine svizzero venendo da Chiavenna, 1815 metri slm). Eravamo partiti da Casaccia diretti a Saint Moritz, ma i primi 5 km di salita sono stati molto impegnativi a causa della neve abbondante. Ho alternato tratti in cui spingevo il trasportino a tratti in cui lo trainavo. Ad un certo punto della salita però ci siamo arenati e sono riuscito ad andare avanti solo indossando i ramponi. Siamo comunque giunti al passo, tra l’incredulità e lo stupore di quelli che ci incontravano, polizia svizzera inclusa. Abbiamo visto paesaggi spettacolari, resi ancor più belli e magici dalle abbondanti nevicate di quei giorni.

A proposito di polizia, leggo che spesso vi fermano,  come vanno questi incontri?

Si, è capitato diverse volte, in Italia e all’estero. Sono stati sempre molto gentili e premurosi,  mi chiedono i documenti, ma appena spiego cosa sto facendo e perché, mi danno diversi consigli soprattutto sulle strade più sicure da prendere, e in alcuni casi ci chiedono di fare una foto tutti insieme.

In ogni tappa incontrate anche tantissima gente che vi saluta, vi aiuta, vi offre il pranzo, vestiti asciutti, ospitalità… qual è stato l’incontro più particolare?

Ci pensa un attimo, chissà in questi 17 giorni quanti volti ha incontrato, quante mani ha stretto, quanti sorrisi ha ricevuto…

Probabilmente l’incontro con Guido, eravamo diretti a  Martina, ultima città svizzera prima del confine con l’Austria. Ci stavamo dirigendo verso il centro paese, alla ricerca di una panchina per passare la notte, quando si accosta un pick-up, il guidatore ci chiede dove avessimo intenzione di passare la notte, alla mia risposta "bella domanda !", lui senza esitare, ci ha invitato a casa sua. Ho passato la serata a giocare ad “Uno” con i bambini, mentre Victor supervisionava in cucina!

Vedo dalle foto che Victor non è per niente timido, ogni volta che vi ospitano lui prende possesso del divano!

Scoppia a ridere ….

Eh si, lui è quello che riceve più attenzioni dalle persone che incontriamo! chissà cosa sta pensando di questo nostro viaggio….

Quindi sta andando tutto bene: a parte le abbondanti nevicate, hai avuto qualche altro imprevisto?

Purtroppo sto avendo problemi con le ruote del trasportino, ho già utilizzato quelle di scorta, appena trovo un negozio devo farle riparare.

A parte questo inconveniente, la nuova cuccia di Victor è perfetta, l’ultima notte in cui abbiamo dormito fuori, alla sera c’erano 5°C, al mattino la temperatura all’interno aveva raggiunto i 25°C , grazie solo al calore del corpo di Victor. Non ho ancora acceso il riscaldamento.

Tu invece non hai freddo? Le tue foto in pantaloncini e maglietta in mezzo alle Alpi fanno impressione.

Lo so, non hai idea di quanti messaggi mi arrivano di persone preoccupate e in apprensione per me… ci ripensa un attimo e mi dice ridendo: in realtà sono più in pensiero per Victor!

Scherzi a parte, io sto bene , per adesso non fa freddo siamo sempre fra i 0° e 5°C.

Lo interrompo sarcastica:

Eh si certo, maglietta e pantaloncini sono l’abbigliamento ideale per quelle temperature!

Per rassicurarmi mi dice con naturalezza:  Una mattina in cui nevicava e c’erano 0 gradi, sono partito con il K-way, ma poi l‘ho tolto, iniziando a camminare ho avuto caldo!

Mancano 3400km …

Si, io son fresco come una rosa! Mi risponde in modo spontaneo e deciso.

Sono molto contento, non solo del viaggio, ma soprattutto di come sta andando la raccolta fondi, parecchie persone stanno donando e spero lo continuino a fare nei prossimi giorni.

Ricordiamo che il viaggio di Mikhael e Victor è a sfondo benefico, per promuovere la raccolta fondi a favore dell’associazione contro il neuroblastoma (tumore infantile)

https://www.retedeldono.it/iniziative/una-onlus/mikhael.bellanza/a-capo-nord-contro-il-neuroblastoma

Mi piacerebbe continuare la chiacchierata con Mikhael, ma non voglio disturbarlo ulteriormente. Lo immagino in mezzo al bianco invernale a spingere il pesante trasportino, mentre controlla le folli galoppate di Victor, con l’obiettivo di arrivare alla tappa successiva  prima che faccia buio.

Lo saluto con la promessa di risentirci far una ventina di giorni, prima di prendere il traghetto per la Svezia.

Buon viaggio e buone feste anche a voi, Mikhael e Victor.

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