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Apr 20, 2020 2442volte

Nazario Nesta, il viandante foggiano fermato dal blocco nei boschi della Valtellina

Nazario e la sua capanna Nazario e la sua capanna Foto Facebook

20 Aprile - Il 19 maggio 2019, il 28enne Nazario Nesta è partito dal suo paese, San Nicandro Garganico, in provincia di Foggia, abbandonando il mestiere di macellaio, per disegnare passo dopo passo il perimetro dell’Italia.

E’ cominciato così il progetto “Disegnando l’Italia”,  per “attraversare il paese, incontrare la gente e promuovere valori come la solidarietà, la legalità, il rispetto dell’ambiente”, con Nazario che ha percorso tutte le regioni del Sud, comprese le isole, Sicilia, Sardegna ed Elba, il Lazio, la Toscana, la Liguria, il confine con la Francia e la Svizzera: ma l’epidemia del covid-19 e il conseguente lockdown l’hanno costretto a fermarsi a Chiuro, in Valtellina, in provincia di Sondrio.

Da ventinove giorni, Nazario vive  in una casetta di legno, costruita da lui stesso, che ha appena completato il tetto e finito di montare la porta. Nella casetta c’è persino una specie di forno, dove può cucinare sulla pietra, e  l’abbeveratoio per i volatili.

Nazario era partito con lo zaino regalatogli dai genitori, una tenda, un pannello solare per ricaricare il cellulare e pochi spiccioli.

Racconta di lavare i panni nelle fontane, di mangiare con qualche euro, di aver goduto spesso di tanta ospitalità. Per chi lo voglia aiutare, Nazario dispone di un iban (IT46Z3608105138292248492252) dove si possono effettuare donazioni, per permettergli di andare avanti, ma soprattutto per donare soldi ad un progetto di solidarietà in Moldavia, dove andrà tutto ciò che sarà avanzato al termine del lungo viaggio... E il nostro camminatore è oramai una star dei social, con 15 mila follower su YouTube, cinquemila sulla pagina Facebook “Disegnando l’Italia”, con i fan a seguire le sue incredibili avventure.

Per Nazario questo progetto rappresenta il sogno di tutta una vita, il viaggio che desiderava fare fin da bambino, tanto da abbandonare tutto e prendersi un 'anno sabbatico' in un’esistenza che oramai gli sembrava monotona, con la benedizione dei genitori (che si fidano di lui), anche se per la pandemia questa “esperienza unica” durerà più dei dodici mesi previsti.    

Intanto, Nazario sta nella sua casetta, costruita dove gli hanno indicato le forze dell’ordine, e dove i gestori del vicino maneggio gli portano spesso qualcosa o lo invitano nella loro struttura.

Ma Nazario non vuole approfittare, spera solo di riprendere presto il suo cammino, per tornare piano piano a casa.

Nel suo peregrinare ha già consumato già tre paia di scarpe, percorrendo una media di 60 chilometri al giorno, senza cartina, seguendo una app che a volte l’ha portato su tracciati durissimi, come in alcuni tratti della Sardegna.

Ma Nazario è contento così, e lasciamo alle sue parole la conclusione:“Ho visto posti meravigliosi, incontrato nuovi amici. Vissuto cento anni in uno e riscoperto la magia della natura”.

E presto speriamo che possa riprendere il viaggio.  

 
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