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Apr 19, 2021 Natalina Masiero & Fabio Marri 2409volte

Abbotts Way 2021: vola alto il messaggio dei Lupi Abati di Bobbio

L'immagine ufficiale dell'edizione 2021 L'immagine ufficiale dell'edizione 2021 Rielaborazione R. Mandelli

Sfidando i pessimisti, i “Lupi dell’Appennino” non hanno voluto bissare la dolorosa rinuncia del 2020, e questa volta hanno portato a termine una “Abbotts way” che resterà memorabile per le circostanze in cui è nata.
Munitisi (tramite Uisp) del pass-Coni quale competizione nazionale, introducendo addirittura una novità (almeno per l’Italia) del tampone per i partecipanti, con la sola avvertenza di aspettare la “zona arancione” hanno ripreso l’antica via che gli Abati di Bobbio facevano per portare al Papa i loro messaggi e rendiconti, e da Bobbio a Pontremoli hanno avviato e scortato 174 atleti, più 117 partiti da Borgotaro lungo il tratto più affascinante del valico appenninico, e con l’aggiunta dei 67 che a Borgotaro si sono fermati dopo 90 km.
Successo pieno, e nomi di grande prestigio al traguardo di questo primo trail “centenario” e interregionale nell’Italia del Covid.

Vittorie di Ivan Favretto e Melissa Paganelli nella prova maggiore, di Saporiti-Canessa nella staffetta a due; di Cedric Bolea e Lisa Borzani nella 90 km: quest’ultima, letteralmente allo sprint, con due soli minuti di vantaggio sulla compagna di squadra in Bergamo Stars, Cinzia Bertasa.

Bravi tutti, a cominciare dagli organizzatori, che hanno smentito i menagramo e gli squalificati detrattori di una disciplina che, quando è su questi piani e a questi livelli, diventa davvero la più bella e sportiva di tutti. Ma lascio la parola a una protagonista, tornata su queste alture dopo tanti anni.

 

Natalina  Masiero

Se dovessi descrivere la Abbots edizione 2021, non basterebbe un libro. Avevo un conto in sospeso con questa manifestazione e volevo saldarlo. Nel 2015 partecipai a questo bellissimo trail, ma mi persi lungo un sentiero e impiegai più di un'ora prima di trovare il Soccorso Alpino.
Quest'anno, un po' per la situazione che stiamo vivendo e,  confesso, anche per la paura che non si potesse fare, ho atteso fino all'ultimo istante prima di iscrivermi. Mai decisione è stata più indovinata.
L'organizzazione ha voluto che tutti i partecipanti esibissero l'esito del tampone fatto 48 ore prima e questa saggia decisione ci ha permesso di utilizzare i servizi essenziali sia alla partenza che all'arrivo.
Mi sono iscritta alla 90 km: oramai troppo vecchia per cimentarmi sulla 125... Ma veniamo a venerdì. Partenza ultrascaglionata, ultrasicura, alle ore 20 (per me ore 20,20) dal bellissimo paese di Bobbio, borgo stupendo e famoso per il Ponte Gobbo (o anche Ponte del Diavolo), e naturalmente per l’antichissima abbazia.
Tirava appunto un vento del diavolo, quindi tutti ben coperti. Si inizia subito a salire e io con pettorale 357 ero proprio alla fine. Pazienza, mi consolo pensando che anche questa volta sono la più anziana di tutti. Le salite si susseguono ininterrottamente fino al primo ristoro a Coli. Volontari gentili mi danno un sacchettino con biscotti e integratori. Mi fermo un attimo e riparto, ho troppo freddo.
Passato Coli, vinco un terno secco! Trovo due ragazzi burloni e simpaticissimi, Giuseppe e Andrea, e con loro rimarrò fino al 60mo km. Loro avevano provato il percorso e conoscevano ogni sasso che calpestavamo. Giuseppe, alle mie richieste di dove ci trovassimo, rispondeva "Nata, siamo a.... arriviamo a..... è là è là". Non mi sono mai annoiata.
Arriviamo a Farini, e anche lì volontari meravigliosi, ci coccolano con un mega ristoro. Dopo Farini inizia però la parte dura, il famigerato Monte Lama. Quando al briefing prima della partenza, Elio diceva che c'era una spruzzata di neve e che la temperatura sarebbe scesa, pensavo scherzasse. Purtroppo non scherzava. Temperatura - 4 gradi, neve e sentieri ghiacciati. Quanto freddo, non sentivo più le mani e neppure i piedi. Capitomboli a non finire, e il vento che mi sollevava da terra nonostante fossi vestita come al polo Nord. Ma avevo i miei due ragazzi che continuavano a rincuorarmi; e così io, maledicendomi per non essere rimasta a casa al caldo, sono arrivata a Bruzzi. Anzi, per essere chiari, continuavo a vedere la chiesa di Bruzzi, ma il paese non arrivava mai.
Altro super ristoro e poi via. Finalmente, dopo 12 ore esatte di "corsa", vedo in lontananza il Castello di Bardi. Lo vedo, perché anche il Castello forse è stato "spostato" oltre. È là, è là, strilla Giuseppe, sarà, ma non ci arrivo più.
Per fortuna, mi sento chiamare. È la Roby Peron (ultratrailer dalle grandi imprese, ndr), che si è fatta tutto il percorso con la bici. La Roby, quando sono in crisi è un vero toccasana. Entro a Bardi ed ecco l'ennesimo "dispetto": per arrivare al ristoro, bisogna percorrere tutta la salita per il cortile centrale…
Dopo essermi rifocillata, riparto con i due "scudieri" convinta che il peggio sia passato. Assolutamente no, è un continuo salire, e la stanchezza inizia a farsi sentire. Purtroppo, ma giustamente, i due angeli custodi mi lasciano e io proseguo sola soletta. Il percorso è sempre più duro e non mi aiuta certamente il fatto di dover attraversare continuamente i torrenti con l'acqua fredda. Gli organizzatori, bravissimi, hanno messo anche le corde, ma io cado comunque e mi faccio un bagno anticipato.
Arrivo ad Osacca, bellissimo borgo dove mi applaudono anche se sono quasi ultima. Una signora mi chiede, scusandosi, l’età e quando sente che veleggio per i 69 anni, mi incoraggia come fossi una star. Avanti, mi dico.
Arrivo a Caffaraccia e mi dicono che mancano ancora 8 chilometri. Ho i piedi "lessati", ma proseguo. Vedo il Taro e inizio a corricchiare. Ci siamo, ecco il traguardo di Borgotaro, dove mi attende una bella doccia, la medaglia e l'abbraccio (a distanza) di Armando Rigolli.
Considerazioni finali: organizzazione al TOP, balisaggio PERFETTO, felpa di partecipazione BELLISSIMA e volontari AM BESTEN (i migliori). Partendo di sera, ho avuto la possibilità di godermi l'Appennino in tutto il suo splendore.
La Abbots, non è modaiola, non è fashion, è un trail duro: ma stupendo.
Grazie a Tutti, a Elio, Elisa, Armando e soprattutto ai miei due angeli custodi.

 

I PRIMI ARRIVATI

 

125 km + 5700 D

(144 arrivati su 164 partiti)

 

  1. Italy  Favretto Ivan     RUNCARD - TEAM SKINFIT-SCARPA   12:57:15         
  2. France  Chavet Cédric           KINETIK ADRENALINK   13:20:21                     
  3. France  Guillon Antoine        KINETIK ADRENALINK   13:20:29                     
  4. Italy  Rabensteiner Alexander           BERGAMO STARS ATLETICA     13:53:33
  5. Italy  Corsini Simone ATLETICA MDS PANARIAGROUP ASD 13:53:38         

DONNE

  1. Paganelli Melissa ELLE ERRE ASD 16:34:56
  2. Dal Rio Francesca LEOPODISTICA 18:25:17         
  3. Tasin Maura ATLETICA VALLE DI CEMBRA  19:10:34

STAFFETTA (15 squadre)

  1. SAPORITI RICCARDO / CANESSA ALBERTO        SISPORT PIVETZ    12:50:22

Donne

1. D'URSO MONICA FRANCESCA / BARONE DANILA      DOLCEMENTE RESILIENTI            16:19:54

 

KM 90 + 4200 D (67 arrivati, di cui 6 scope nel tmax di 22:00

  1. GOLEA CEDRIC TEAM INSTINCT INTERNATIONAL - HOKA   10:05:32
  2. BONARDI MANUEL ASD ATLETICA PIDAGGIA 10:26:33
  3. DE RIZ FRANCESCO CANTINA DA PAJER ASD - HOKA ONE ONE  11:29:59

Donne

  1. BORZANI LISA                          BERGAMO STARS ATLETICA     12:41:46
  2. BERTASA CINZIA                      BERGAMO STARS ATLETICA     12:43:40
    3. MAGNESA GIULIA                   ATL. CASONE NOCETO        14:45:57

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