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Giu 27, 2021 1326volte

Campogalliano (MO): la new entry De Francesco ‘sbilancia’ tutti

Dal primo agli ultimi Dal primo agli ultimi Roberto Mandelli

SERVIZIO FOTOGRAFICO - CLASSIFICA GENERALE - 26 giugno - Dopo la forzata interruzione del 2020, si è svolta nel tardo pomeriggio di sabato la seconda edizione dei “Diecimila della bilancia”, una gara che già al suo esordio nel 2019 aveva suscitato commenti molto favorevoli http://podisti.net/index.php/cronache/item/4351-la-prima-10-km-di-campogalliano-corsa-e-birra.html

e quest’anno si presentava come campionato regionale Uisp sui 10 km oltre che come prima gara competitiva stradale in provincia di Modena (una delle più pigre a ripartire, come si è già lamentato).

Non sarà un caso che ad organizzare questa gara sia stato lo stesso poliedrico personaggio che poche settimane fa aveva riacceso il podismo nel capoluogo della Ghirlandina, con un 5000 sulla pista del vecchio ippodromo di Modena http://podisti.net/index.php/cronache/item/7289-modena-5000-del-novisad.html:

risponde al nome di Emilio Mori, podista di vaglia, e nella vita ex fonditore e idraulico, poi pianista, regista radiotelevisivo e infine organizzatore di eventi sportivi.


L’abbinamento Uisp ha pressoché quadruplicato i partecipanti, e il tetto prestabilito dei 300 (prudenzialmente limitato causa le fatiscenti norme anticovid, proprio nella città dove risiede il presidente della regione) era stato raggiunto vari giorni prima della scadenza, con un doppio svantaggio: molti che lo desideravano non hanno potuto iscriversi, e d’altra parte le troppo favorevoli condizioni di iscrizione (dai 10 ai 15 euro a seconda delle date, ma da pagare solo il giorno della gara) ha fatto sì che dei 300 iscritti si siano presentati in poco più di 240, con un discreto danno economico per chi organizzava (e aveva predisposto un pacco gara non male, da asciugamano a maglietta e perfino a “mascherina filtrante precauzionale”: come ‘precauzionarsi’ dalle zanzare mettendo le inferriate alle finestre).

Solo in extremis, coi fattivi uffici della giudice Fidal Simona Neri e il beneplacito del Governatore (lui sì che lo è) Uisp - Fidal –quant’altro Christian Mainini, si è riusciti a sostituire qualche rinunciatario con chi stava in lista d’attesa. Ma un altr’anno sarà meglio trovare un modo per punire i fedifraghi (certo, ci sarà sempre uno che si stira il muscolo deltoide o si becca la variante delta, ma 60 su 300 proprio no).



Ciò nonostante, ampi parcheggi esauriti già un’ora prima del via, peraltro con riserve di posti disponibili entro 150 metri. Preparativi in ghingheri, con The Voice Brighenti, The Advisor Bernagozzi, e lo schieramento di tutti i migliori fotografi tranne Nerino Carri che… correva, dopo aver però piazzato la consorte fotomunita in un punto strategico.

Si è rivista tanta gente che il proibizionismo sembrava aver mandato in letargo, eppure fino al 2019 costituivano il nerbo del podismo modenese: citando a caso, la Ilva da Fossoli, Pivetti da Modena/Formigine (in veste di atleta), il cioccolataio Bandieri Ottanta-voglia-dicorrere, che ha riformato la coppia con Cecilia Gandolfi; e appena fuori dei confini Soraia Pozzi, gli immancabili cugini Giaroli, l’hockeista Cuoghi della Cavazzona (che sportivamente si è aggiudicato il 229° posto, lasciando davanti a sé le 86 primavere di Giovanni Sirotti); e così via.

Circuito di 4 giri, due dei quali più lunghi di circa 400 metri rispetto a quelli “corti”, tutti con passaggio davanti al santuario campestre della Madonna della Sassola, e gli ultimi 500 metri su una ombreggiata pista ciclopedonale con curve abbastanza ‘tecniche’. Ovviamente chiusura assoluta al traffico; un ristoro di acqua, non propriamente ghiacciata, dopo circa 5,500 km, ripetibile nel giro successivo dunque verso l’8.

Ha vinto nettamente Luca De Francesco, 39 anni a breve, accreditato di un 32:14 sui 10mila in pista, due mesi fa, di un più stagionato 32:08 sui 10mila stradali, di 1.09:59 alla mezza di Verona 2020, e di tre under 2:30 alle maratone di Reggio (visto che va forte, sta a vedere che Saverio Fattori e quelli del suinificio lo autorizzeranno a farsi i selfie).



Qui ha celebrato il suo fresco tesseramento per i Modena Runners con un 32:18 in progressione: quelli della mia stazza, intenti al loro secondo giro, sono stati doppiati dai primi due, al loro terzo. Era ancora in testa Mamadi Kaba dalla Guinea ma tesserato Castenaso, ma la gente tifava Luca e lo spingeva “dai che lo prendi!”,  e così è stato, con un vantaggio finale di 29 secondi, e di un minuto e mezzo su Marco Ercoli, il ‘gemello’ che già avevamo ammirato in pista a Spezzano. Seguono i migliori nomi del podismo regionale, inclusi alcuni già presenti nel 2019: sesto William Talleri (terzo nel 2019), 9° Federico Davoli (ottavo due anni fa), 19° Paolo Calamai, cui basta peggiorare 21” per perdere 14 posizioni, a riprova di quanto si fosse elevato il livello qualitativo.


Appena dietro Calamai arriva la vincitrice femminile, Federica Proietti della Corradini, che con 37:09 precede di un minuto e mezzo la compagna di squadra, altra habituée della pista di Spezzano, Fiorenza Pierli. Un’altra ‘spezzanese’, e protagonista annunciata, Laura Ricci, sembra incappi in una crisi e abbia bisogno del compagno di squadra Andrea Rovina per chiudere quinta in 40:54. Ottima cosa è l’acqua, esordiva Pindaro, e anche l’oro, ma noi tesseremo le lodi di Giuseppina Luongo, del Lamone, che arriva ultima donna, ma terza della sua categoria, in 1.14:34.

Ce n’è di che sbizzarrirsi per Roberto Mandelli, concittadino del Pessina goleador azzurro, che sulla base delle foto più o meno amatoriali ricevute si profonde in fotomontaggi d’arte, affiancando anche (con un atto di forza) il vincitore a braccia alzate, il sottoscritto intento a dribblare Italo e Morselli, e il gruppetto di Simona Neri nel momento in cui William Talleri affianca e supera. Contento lui, contenti tutti quelli che erano a Campogalliano in questa elettrizzante serata di un sabato italiano.


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