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Ott 28, 2021 Vincenzo Carulli 929volte

Una primizia raffinata: 10 ottobre, 1^ Banja Luka Marathon

Momenti simpatici Momenti simpatici V. Carulli - R. Mandelli

Banja Luka (Bosnia-Erzegovina) - Per parecchio tempo siamo stati fermi al palo, tutti i nostri programmi erano saltati. Quanto lavoro perso, pianificazioni, prenotazioni, programmi ... una tragedia. Ultimamente abbiamo ripreso i contatti e, con qualche riserva, abbiamo cominciato a esplorare le opportunità. Avevamo tante idee, tutte da riprendere in considerazione per verificarne la fattibilità...

Ed ecco, all'improvviso un flash, un annuncio, una opportunità: la prima edizione della maratona di Banja Luka! La Bosnia-Erzegovina, un paese martoriato dalla guerra... chi non ha sentito parlare della proclamazione di indipendenza del 1992, del dramma dell'assedio di Sarajevo, del massacro di Srebenica... 
Un paese con una lunga storia, abitato dagli Illiri già dal III secolo a.C., annesso dall'Impero romano d'occidente, successivamente parte dell'impero bizantino, per poi essere conquistato e dominato per secoli dall'impero Ottomano, fino alla dominazione Austro-ungarica nel XVIII secolo ...
Chi non ricorda di aver studiato a scuola la scintilla che fece esplodere la I^ guerra mondiale: l'assassinio dell'imperatore Francesco Giuseppe a Sarajevo.

Insomma, tanta la curiosità, alcune occasioni perdute come la prima "Unusual Marathon di Sarajevo" e la voglia di cogliere l'occasione. Alla fine, la decisione: si parte. Non potevamo perdere l'occasione. Una rapida ed agevole programmazione, sia per i voli che per le sistemazioni logistiche.

Siamo partiti un venerdì, con un tempo uggioso, e siamo arrivati con promessa di pioggia... ma chissenefrega! 
Il nostro baricentro era in prossimità della "Kastel Fortess", punto di partenza ed arrivo della maratona. Il tempo non prometteva niente di buono, e ne avremmo preso atto all'indomani. Intanto la sera stessa, gli organizzatori avevano previsto uno splendido "pasta party" per tutti i partecipanti. Che dire: fantastico!

Avevamo già apprezzato l'accoglienza e l'ospitalità della popolazione bosniaca, grata per quello che l'Italia e la popolazione italiana hanno fatto per loro, in particolare l'accoglienza per coloro che fuggivano dalla guerra negli anni '90. A pranzo ci siamo recati in quella che potrebbe essere definita una piccola rosticceria dove cucinavano semplici specialità locali, ed abbiamo conosciuto un signore bosniaco, che molto giovane durante la guerra si era rifugiato in Italia, e solo recentemente a causa della pandemia Covid aveva deciso di tornare nel proprio paese. Era lì, con la sua signora di origine croata, entrambi parlavano benissimo l'italiano, così ci siamo scambiati un po' delle nostre storie, qualche racconto, e alla fine ci siamo ritrovati ad accettare la loro ospitalità con semplice naturalezza.

La sera, poi, un'altra sorpresa: il "pasta party". Abbiamo conosciuto la simpaticissima signora Susanna, che aveva lavorato anche lei a lungo in Italia e che adesso era tornata nel proprio paese. Preparava delle "penne alla arrabbiata" semplicemente favolose, cotte al dente e condite con un sugo strepitoso. Ne abbiamo visti di "pasta party", questo non era davvero come tutti quelli che qua o là abbiamo trovato, credetemi: una qualità da ristorante all'aperto! 
Chiacchierando abbiamo infatti saputo che era titolare di un ben conosciuto ristorante locale, con un nome che non passa certo inosservato: "Impero Romano". Abbiamo fatto il bis, e con questo piacevole intrattenersi, l'appuntamento per la sera del giorno successivo, dopo la maratona, era d'obbligo. 

Il mattino seguente eravamo puntuali alla "Kastel Fortress", e purtroppo il tempo continuava a non promettere niente di buono. Non eravamo poi tanti, anzi forse noi eravamo i soli italiani a partecipare. La maratona (...ed anche la pioggia) ci aspettava...

Un percorso urbano limitato, ci ha fatto conoscere una cittadina piacevole, ordinate e pulita, e poi un lungo percorso a fianco del fiume, con tanto verde, con un paesaggio rurale, che ci portava a ricordare le nostre campagne. Poi... è arrivata la pioggia, leggera dapprima, continua e delicata ... fino a diventare più intensa ... ma incessante...
Ahinoi, il resto della maratona è stato un po' una sofferenza. Non eravamo a nostro agio, forse perché troppo inzuppati di acqua, ma alla fine siamo giunti all'arrivo ... ultimi. Credeteci, siamo stati davvero contenti di chiudere la corsa, persino festeggiati dal direttore di gara, che avevamo conosciuto la sera prima al pasta party, che ci ha invitato sul palco per ringraziarci e gratificarci della partecipazione.

È stato un piacere invitare il direttore di gara e la sua signora a ritrovarci tutti a cena presso il ristorante di Susanna, dove abbiamo scelto ed assaggiato le loro  pizze alla romana. Credetemi, nulla da invidiare alle migliori pizze che potrete gustare nella capitale. Anni di esperienza acquisita nel nostro paese, esportati con tanto buon gusto e "savoir faire" in questo paese che ha tanto sofferto.
Una piacevolissima serata, con tante foto e delle conoscenze che speriamo di ritrovare in un prossimo futuro. La prima edizione della "Banja Luka marathon” è stata davvero piacevole, la ricorderemo davvero a lungo.

(Ha collaborato Mario Ferri)

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