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Mar 20, 2022 Ufficio stampa evento & Fabio Marri 2258volte

Bentornata maratonina dei Colli Bolognesi

I due vincitori I due vincitori Teida Seghedoni - R. Mandelli

20 marzo - La ripartenza dopo undici anni della Maratonina dei Colli Bolognesi sotto l’egida organizzativa dell’ASD FIDAS Gnarro Jet Mattei in collaborazione con la Podistica Bolognese è stata sicuramente un buon ritorno sotto ogni aspetto, dalle presenze, ai crono dei vincitori, l’ottima organizzazione e un percorso veramente molto bello.

Stravolte ma solo in parte le previsioni dei possibili favoriti per la vittoria finale, in conseguenza delle ultime iscrizioni, alcune nella stessa mattinata. Vince la gara maschile il bolognese Matteo Luis Ricciardi (Atl. Imola Sacmi Avis) in 1.16.14, crono notevole per il tipo di percorso, anche se dai tanti Gps dei concorrenti alla fine si è trattato di un percorso non di km 21,700 come annunciato, ma di km 21,300/400 (peraltro con 480 metri di dislivello).

Alla spalle di Ricciardi, di professione parrucchiere, il bravo Elia Generali (Atl. Castenaso Celtic Druid) staccato di soli 44 secondi, buon terzo Lorenzo Lotti (Corri Forrest).

Nel dopo gara il buon Mauro Tolomelli della Podistica Bolognese, organizzatrice per ben 30anni e collaboratore con il suo gruppo di questo ritrovato evento, ci ricordava l’albo d’oro dove le ultime due edizioni erano state vinte dal ferrarese Aniello Sarno, classe 1962, oggi di nuovo presente e vincitore della sua categoria.

Nella gara femminile il record della gara era superiore all’ora e 40 minuti, in questa occasione Valentina Landuzzi (Pol. Pontelungo Bo) lo ha nettamente migliorato imponendosi in 1.37.13: per questa atleta era l’esordio in una gara su strada, dopo anni di gare in bici dei quali anche un paio da professionista. La Landuzzi ha sicuramente ottime doti per eccellere anche nella corsa su strada avendo scelto di chiudere con il ciclismo: sicuramente un’avversaria della quale dovranno tener conto le nostre atlete regionali e forse non solo, avendo dalla sua anche l’età (classe 1994). Alle spalle della Landuzzi la compagna di squadra Lavinia Pugliese e al terzo posto Sara Nanni (F. Francia). 

Premiazioni finali grazie a numerosi sponsor in particolare la SRL Bentivogli Industria Gomme, cerimoniale con la presenza di Roberta Li Calzi Assessore allo Sport del Comune di Bologna.

Ordine d’arrivo maschile: 1° Ricciardi 1.16.14, 2° E. Generali 1.16.58, 3° Lotti 1.18.07, 4° Vanetti 1.22.04, 5° Artioli 1.25.04

Ordine d’arrivo femminile: 1^ Landuzzi 1.37.13, 2^ Pugliese 1.42.46, 3^ Nanni 1.43.57, 4^ Bellini 1.45.01, 5^ Acciaro 1.47.30

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[F.M.] Duecento esatti i classificati, meno di quanto si aspettava l’organizzatore (che aveva fissato il limite a 350); e meno della metà dei classificati domenica scorsa alla mezza allestita in provincia (Pieve di Cento). Certamente ci sono delle ragioni: ripartire dopo 11 anni di assenza, affrontare la concorrenza di un’altra mezza maratona in provincia di Bologna (Imola, che però da anni ‘corre’ con la Romagna) e della maratona di Rimini a 110 km (infatti di romagnoli ne ho visti pochissimi), e per di più un percorso, bello sì, ma alquanto duro coi suoi 480 metri di dislivello, e soltanto competitivo (mentre la ‘vecchia’ Maratonina dei colli ammetteva anche i non competitivi), che già a priori opera una sorta di selezione naturale.

Penso che abbia inciso anche il prezzo di iscrizione abbastanza alto (il doppio che a Pieve di Cento), e per giunta con una cresta del 10% da pagare al ‘mediatore’, che trovo irritante (per stare in regione, il sito Atleticando, che gestisce molte gare del reggiano, pratica i “prezzi netti” e nemmeno pretende anticipi). Da notare che le premiazioni di categoria non seguivano le suddivisioni Fidal ma accorpavano il tutto in 4 categorie maschili e 4 femminili, però aumentando il numero dei premiati rispetto ai canonici tre di ogni gruppo. Se questo serve a evitare patetiche premiazioni di categorie poco affollate, dove vanno più spesso a premio gli ultimi della classifica generale rispetto a tanti validi trenta-quarantenni, ben venga: ma qualcuno non apprezza, e diserta.

Anche la collocazione di arrivo e partenza, seppure panoramica e dotata di buoni parcheggi, è più scomoda di quella antica, di quando la gara era in settembre/ottobre e con ritrovo non lontano dallo stadio; per raggiungere il parco Cavaioni, oggi, serve un quarto d’ora d’auto per  stradine tortuose dai viali di circonvallazione, in assenza di mezzi pubblici (a proposito di trasporti: questa giornata era chiuso il casello di Bologna sulla A1 per chi veniva da Modena - sembra stia cominciando la lunghissima stagione dei lavori per il cosiddetto “passante” -, ed è anche bloccato per l’ennesima volta il nuovissimo, costoso e disastroso trenino “people mover” dalla stazione all’ospedale e all’aeroporto. Insomma, le prospettive per trasferte con meta Bologna non sono rosee).

Nonostante tutto, va dato atto alla Gnarro Jet (la società dello scomparso Luigi Giagnorio, a lungo organizzatore della maratona di Bologna) di aver rilevato la gestione di questa storica maratonina, ben curando i dettagli, con la regia vocale (e non solo) di Michele Marescalchi, un deposito borse custodito, ottime segnalazioni verso i parcheggi, chiusura assoluta al traffico motorizzato, quattro ristori in gara, pronta esposizione delle classifiche e premiazioni concluse entro 3 ore dal via.

Positiva è anche la ‘liberalizzazione’ – diciamo così – delle fotografie, senza esclusive e proibizionismi; le foto si scaricheranno gratuitamente - così è stato detto, manca al momento la verifica -, quanto meno dal sito degli organizzatori. Discreto il pacco gara (e la presenza tra gli sponsor della ditta Bentivogli mi fa pensare alla cara Iside, grande podista di quando eravamo giovani, e affezionata alla memoria del fratello Pier Ugo). Bella la medaglia ‘a traforo’, col profilo di San Luca e del suo portico: da San Luca non ci siamo passati, ma era la visione dominante per almeno metà percorso, nel sole che pian piano intiepidiva una mattinata da fine inverno. Il discesone iniziale, che in 7 km ci ha fatto perdere 200 metri, ricalcava in buona parte la salita dell'altra gara mitica, la Casaglia-San Luca; poi la risalita toccava anche le strade della corsa di Porta Saragozza (oltre che - per quanto mi riguarda - i giri dei miei allenamenti, nella pausa meridiana dal lavoro, quando salivo con la cagnetta Dafne che voleva sempre andare in su ma nella discesa si fermava pancia a terra, e si convinceva a tornare a valle solo concedendole scorpacciate d'erba nei prati).

Si sono rivisti vecchi amici, dopo anni di oscuramento per le note ragioni: si è detto del ferrarese Aniello Sarno, 18° assoluto e vincitore con 1:33 della categoria over 60; dove è andato a premio, con 1:50, pure lo psicoterapeuta Ubaldo Pedretti, vecchio compagno di trasferte sportive estere, oltre che incontro non episodico nelle piste dei Giardini Margherita (e oggi pienamente convinto della precarietà giuridica dei dpcm che ci hanno quasi impedito di respirare nel biennio: vogliamo dire - questo lo aggiungo io - conseguenze di psicopatologie ministeriali?).

Era la settima volta che venivo a questa gara (le prime 4, cominciando addirittura dal 1991 quando ci diedero una medaglia l’argento massiccio, sui 25 km; le ultime due, fino al 2010 (quando arrivai direttamente col treno della notte da Vienna, eppure ci misi un quarto d’ora meno di oggi!) più o meno su questo percorso. Gli ultimi km li ho fatti con due nuove conoscenze, Laura e Rossella, simpaticamente chiacchierando della ‘loro’ citata gara di Porta Saragozza – quella che in una delle ultime edizioni fu vittima delle cavallette pseudopodistiche, che puntarono ai panini imbottiti più che alle salite-discese -, e di altre esperienze sportive che, con mezza vita davanti, hanno tutto il tempo di compiere.

Informazioni aggiuntive

Fonte Classifica: ENDU

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