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Mar 04, 2018 1839volte

Albinea: siamo goviani, il sottozero non ci ferma

Marciatori tra la neve Marciatori tra la neve Teida Seghedoni

Nella moria delle corse dell’Emilia centrale, solo ad Albinea non hanno paura di neve, ghiaccio, nebbia e temperatura che non ha nessuna intenzione di varcare lo zero. D’altra parte, qui non è terra di pensionati che una volta all’anno si propongono come organizzatori di gare: piuttosto, è la patria di William Govi, che tutti i giorni partendo con qualsiasi tempo alle 17,30 si allenava su questi colli: colli sui quali ha passato gli ultimi tristi anni di vita, per ridiscendere alfine nella terra consacrata del suo paese, che lo ospita ormai per sempre.
Detto dunque che nessun podista d’Italia può andare ad Albinea senza pensare a William (sarebbe come andare ad Arquà senza pensare a Petrarca, o a Bolgheri senza pensare a Carducci), eccoci dunque per la 33^ edizione del Mimosa Cross, che dopo otto giorni di nevicate ha ridotto solo di poco il chilometraggio (dai 22,9 ai 19,5), rinunciando al tratto di bosco e sentieri e alla quota 470 del massimo livello, ma offrendo ugualmente agli atleti un buon allenamento di salite e discese: il Gps segnala 250 metri verticali in totale, tra i 65 metri slm del km 5,5 e i 247 del 17,2, per tornare infine ai 155 della partenza-arrivo.
Al via anzi il sole fora la coltre di nebbia: è il saluto di Govi, che si farà più fioco quando da Borzano ci inerpicheremo sulla salita della Madonna di Montericco, godendo tuttavia di squarci panoramici che le foto di Teida Seghedoni ripropongono anche per gli assenti: si vedano, dalla sezione “Pregara e primi passaggi” immagini come la 101, 150, 272, 283 e tante altre; e dalla sezione relativa alla discesa da Montericco, la 298, 307 ecc.
Due euro di iscrizione per la gara non competitiva (in teoria ristretta ai 5 e 12 km, e premiata con una bottiglia di lambrusco locale); dagli 8 ai 10 per la competitiva, ovviamente con pacco gara più ricco, oltre che premiazioni per i primi 20 uomini e 10 donne (su 178 arrivati in totale).

Albinea 2018



Dalle foto (anche di Morselli, Carri e Petti, che però non hanno fatto il giro alto  potete farvi un’idea della gara e del clima: da quella piazza Cavicchioni con un pilastro/campanilino in mezzo, ma l’orologio a lato su un piccolo piedistallo (sembra uno di quegli orologi dei paesi terremotati), piazza che pian piano si popola mentre il sole tenta di affermarsi; agli abbigliamenti scelti dai podisti: pochi ardimentosi con pantaloni a mezza gamba, poche a capo scoperto (ma la coda bionda di Francesca e la fluente chioma di Alessandra sono ben protette da ampie bandane), molti con giacca a vento che nasconde (speròmm) il regolamentare pettorale; la maggioranza con berretto di lana, tutti rigorosamente coi guanti, qualcuno coi bastoncini. Al via anche vari cani (foto Morselli da 141 a 147), ma qui all’arrivo c’erano giudici come Mainini e Iotti, non il famigerato De Lillo pugliese.
Forse per le modifiche dell’ultimo istante, il percorso ‘nuovo’ non era sempre segnato e frecciato come doveva; per fortuna, quasi ad ogni incrocio c’erano addetti che ti guidavano. Saporito il tè dei due ristori, mentre all’arrivo per noi tardigradi era già finito.
Il ghiaccio, paventato all’inizio soprattutto nella discesa finale, non ci ha dato problemi. Insomma, basta aver coraggio e le corse si riescono a fare, come recitano i volantini, “con qualsiasi condizione climatica”.

 

IL VIDEO DI NERINO CARRI

 

IL VIDEO DI STEFANO MORSELLI

 

Informazioni aggiuntive

Fotografo/i: Teida Seghedoni, Nerino Carri, Domenico Petti, Stefano Morselli
Fonte Classifica: Uisp Reggio Emilia

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