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Giu 13, 2022 755volte

Castellarano (RE) – 40^ “Le colline del Secchia”

Partenza non comp/  Monica Bondioli e allievi Partenza non comp/ Monica Bondioli e allievi Nerino Carri - Roberto Mandelli

12 giugno - Dopo tre anni, quel 19 giugno 2019 in cui si era svolta l’ultima edizione http://podisti.net/index.php/cronache/item/4184-castellarano-re-39-le-colline-del-secchia-ventiseienni-fanno-il-vuoto.html 
torna questa classica, su un percorso rinnovato stante il divieto di usufruire dello stadio (pare, causa elezioni e vicinanza a un seggio), ma che ha ritrovato buona parte dei frequentatori dei tempi belli. Basti dire che, nelle classifiche per società (con 4 gruppi modenesi ai primi 4 posti) ha prevalso il Cittanova con 72 iscritti, beninteso inclusi i non competitivi che di questa società costituiscono la stragrande maggioranza; davanti alla Guglia della presidente-atleta Emilia Neviani, con 42. E, malgrado ai non comp fosse concessa una partenza libera dalle 8,30 in poi, allo sparo ufficiale delle 9,00 il colpo d’occhio mi ha fatto pensare a quasi un migliaio di podisti che avevano atteso con pazienza sotto il sole: scene di cui non avevo visto l’uguale da Rubiera febbraio 2020 (pensate che venerdì ho corso in una località molto simile, ai piedi delle colline bolognesi, e alla partenza non comp eravamo al massimo venti-diconsi 20).

Partiti questi, nel parco del ritrovo si sono svolte le tradizionali gare per bambini; ed è stato uno spettacolo vedere la campionessa Monica Bondioli, vincitrice di due edizioni della maratona di Pisa, allenare e ‘riscaldare’, poi seguire in corsa, una dozzina di bimbetti attorno ai dieci anni o forse meno.

Alle 9,30 siamo partiti noi competitivi, circa 120; passero solitario nel recinto, un M 70 con mascherina, addirittura Fp2: lo proporremo al ministro Speranza e a chillo d’o paese d’o sole per una menzione d’onore su Fecciabucco, insieme agli zelanti tenutari del seggio dove poi ho votato: che all’ingresso esponevano il cartello “E’ obbligatorio usare la mascherina”, e per risultare più convincenti mettevano a disposizione uno scatolone di Fp1 (altrimenti destinate allo stesso luogo dove sono da tempo confluite, anzi defluite, le dosi di Astra-Zeneca).

Torniamo al plein-air della gara, su giro unico e non i tre stucchevoli giri del passato, esattamente misurato in 10,400 sebbene i cartelli intermedi anticipassero di 150 metri ogni volta: salita abbastanza ripida, ma corribilissima e corrispondente in senso inverso al finale della Scandiano-Castellarano, nei primi 2,5 km (il dislivello totale risulterà di 170 metri); poi ingresso nel percorso della storica non competitiva, con circa 3 km sterrati, discesa precipite e un po’ sconnessa all’abitato di Tressano, da dove poi ci si porta (km 7) nella pista ciclopedonale del Secchia ben nota ai podisti, fino alla caratteristica chiesetta sul fiume (dove la corsa di San Michele faceva il giro di boa), per risalire verso il traguardo in dolce salita (con le debite proporzioni, ho pensato agli ultimi km della Marcialonga verso Cavalese).

Parcheggi ben gestiti in un raggio di 300 metri max, malgrado l’ubicazione decisamente urbana; percorso ottimamente contrassegnato da frecce per terra, oltre a numerosi sbandieratori (tra cui Giancarlo, tifoso un po’ deluso dello Scansuolo); due ristori (nell’ultimo c’era addirittura la Soraya, quando però i non comp avevano già spazzato via le torte di cui si favoleggiava), e un ristoro finale come ai vecchi tempi, con le addette a versare acqua e tè (meno saporito di quello della Guglia, però) nei bicchieri: mentre Giangi mi scrive sdegnato dalla odierna gara bolognese, 31^ edizione – dunque non dei principianti - dove hanno somministrato “solo acqua presa dai rubinetti” (ma a Bologna sono impegnati a correre dietro, sindaco e presidente di regione compresi, al loro idolo Bono Vox in visita, salvo scoprire dai giornali che era un burlone che gli somiglia). In più, il parco del ritrovo di Castellarano offre anche “acqua del sindaco”, refrigerata e pure gassata, del tutto gratis (nel modenese invece si paga).

Quanto all’aspetto agonistico, la MDS di Sassuolo ha primeggiato negli uomini come nelle donne. Tra i primi ha prevalso per un soffio Simone Corsini (classe 1992) in 35:33, superando di appena 4 secondi Fabio Lusuardi, un 2001 della Corradini Rubiera; il terzo, Andrea Bergianti, altro Corradini sempre presente sui podi in gare di questo genere (e curiosamente terzo nelle due precedenti edizioni), ha impiegato 37:15, prevalendo di soli 4 secondi su Giammarco Accardo della Fratellanza.

Tra le donne, Gloria Venturelli (1979, 15^ assoluta) ha bissato il successo del 2018 vincendo in 41:22 su Francesca Cocchi della Corradini (prima nel 2019), oggi giunta in 43:11, stesso tempo di Martina Cornia, altra 2001 della Fratellanza. Solo 117 gli arrivati (25 donne), contro i 229 del 2019 e i 290 del 2018: diamo pur la colpa alla pandemia, ma l’esito è comunque preoccupante,

Sul sito Atleticando della Uisp Reggio sono disponibili le classifiche delle ultime tre edizioni: https://www.atleticando.net/risultato_realtime.php?id=41001#  

Lunghe premiazioni, per i primi 10 assoluti /-e (niente categorie, pover vecc seinza gnanc na murtadleina: questo potrebbe aver influito sulla rinuncia di molti ‘over’, che in quanto tagliati fuori dai premi hanno preferito risparmiare, siccome il percorso era identico), e per numerose categorie di giovanissimi, oltre che per un’interminabile sequenza di società. Va detto che restringendo il lotto ai soli competitivi, la società più numerosa è risultata la Modena Runners, con 14 arrivati, davanti all’Avis Novellara e alla Podistica Correggio con 10; e si tratta di arrivati di qualità, capitanati da Giuseppe Castiello (sesto assoluto).

Pacco gara di pregio: una torta sbrisolona al cioccolato per i non comp da 2 euro; una bottiglia di vino, 4 etti di parmigiano, una bottiglietta d’acqua e un tortino per i competitivi da 10 euro – solo 5 € se iscritti al campionato reggiano).

Un altro passo, seppure faticoso e con ombre, verso il ritorno alla festosa normalità ante Covid natum.

Informazioni aggiuntive

Fotografo/i: Domenico Petti

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