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Set 04, 2022 539volte

Modena, 9° 5000 del Novisad nettamente a Malpighi e Aurora Imperiale

Tutti in un ovale Tutti in un ovale Roberto Mandelli

4 settembre – In un weekend molto affollato di eventi esotici, col caldo ancora estivo che invitava a puntare su percorsi montani, sono stati una novantina i partecipanti a questa gara, nata molti anni fa per iniziativa di Giuliano Macchitelli, poi passata a un organizzatore di lusso, oltre che atleta di vaglia, come Emilio Mori (che infatti sta sui conquibus al Maiale, nemico di ogni corsa agonistica dato che non può parteciparvi in quanto squalificato perpetuo).

Il teatro (o diremo la location, vista la presenza a Modena in questi mesi dei cineasti americani) è, come sempre, la pista ora asfaltata dell’ex ippodromo di Modena, sede un tempo della Fiera e di prestigiose corse al trotto, quando Sergio Brighenti da Castelnuovo di Sotto (dunque compaesano di Stefano Baldini) vinceva con Tornese e Delfo, e nelle giornate infrasettimanali un altro Sergio Brighenti, centravanti del Modena ma anche di Inter, Samp e Nazionale, si allenava sulla pista preceduto in bici dall’allenatore Scàggia Malagoli. Ippodromo il cui degrado è cominciato dall’intitolazione a Novi Sad, località gemellata con Modena al tempo in cui l’amministrazione comunale ci teneva a stringere gemellaggi progressisti esclusivamente di là dalla Cortina di Ferro; degrado che si tenta di arginare col mercato del lunedì, con l’arrivo una volta l’anno della “Corrida di San Geminiano”, e con l’orrenda denominazione di Novi Ark determinata dalla scoperta di una strada romana nei sotterranei (quando si costruì un parcheggio, non troppo apprezzato né utilizzato, ma che ha prodotto il magico effetto di mettere a pagamento tutti i parcheggi di Modena nel raggio di 2 km, con tariffe pari o più alte di quelle che si pagano scegliendo il “Novi Park”).

Cose che mi sono venute in mente quando ho pensato di mettermi in tenuta da corsa sui gradoni della vecchia tribuna dell’ippodromo; cosa impossibile, perché i due accessi erano sbarrati da cancelli con lucchetto, per scongiurare le abituali frequentazioni, anzi abitazioni: un annetto fa, un ennesimo responsabile di scippi, spaccio e simile (non dirò di che provenienza altrimenti mi accusano di xenofobia) fu condannato agli arresti domiciliari, e siccome dichiarò come suo domicilio la tribuna del Novisad, il giudice lo “arrestò” qui dentro.

Anche lo sport subisce queste cose, tentando di porvi rimedio come può: bene dunque questa iniziativa, malgrado la partecipazione certamente inferiore ai tempi in cui la gara si svolgeva di sera. E quanto alla sicurezza, uno sguardo discreto di garanzia ha saputo darlo la truppa "interforze" di Eugenio Di Prinzio.

Spettacolare in ogni caso l’arrivo maschile, nella terza manche dove erano stati collocati gli under 50: ha vinto in 15:35 Luca Malpighi della Victoria Atletica di S. Agata Bolognese (il paesone di Nilla Pizzi, di Alessio Guidi e purtroppo anche di Elettra Lamborghini), decatleta o quasi, che a giorni farà 25 anni e, come tesserato Sacmi Imola vanta sui 5000 un 16:02 conseguito a Modena nel 2018 (dunque oggi nettamente superato), sui 10mila ha un 33:13 di sei mesi fa, e sulla mezza ha 1.16:45.

Malpighi ha preceduto piuttosto nettamente (8 secondi) il piacentino Filippo Trevisani, che a sua volta ha prevalso di un secondo su Andrea Bergianti (Corradini, primo M 35) e di 2 su Lotfi Gribi (Modena Runners, primo M 30). Molto staccati gli altri, tra cui cito il vincitore M 45, Federico Soriani (Quadrilatero Ferrara), e il primo degli M 50 nonché vincitore assoluto della prima manche, Massimo Sargenti (Modena Runners: prevalentemente chiamato Sergenti, con allusioni militaresche, dallo speaker forse influenzato dalla recente proposta di reintrodurre la naia obbligatoria).

Tra le 21 donne, cui è stata riservata la seconda batteria, ha vinto nettamente Aurora Imperiale, neo-ventitreenne della Fratellanza il cui cognome è stato opportunamente sfruttato al microfono per rimarcare il suo impero assoluto sulle concorrenti: 19:17, quasi mezzo minuto meglio della seconda, Laura Zanini (Rigoletto Mantova), e 34” sulla terza, Melissa Pezzini (Centese, prima delle under 18).

Compagna di squadra del vincitore assoluto, l’ultima di lista, ma prima F 65, Lorenza Venturini (32:17), che comunque ha inferto quasi un minuto e mezzo (virtuale) al vincitore M 75, il Giuseppe Cuoghi della Cavazzona (non di S. Agata come è piaciuto dire allo speaker), che conosce bene questi posti dove ogni anno, senza saltarne nessuno, arriva al traguardo della Corrida; e nella sua precedente vita sportiva si destreggiava nell’adiacente pista di hockey tra le file dell’Amatori Modena di Marchetto e Renna Artioli.

Organizzazione più che egregia, non solo per gli inappuntabili servizi di cronometraggio, classifiche in tempo reale ecc., ma anche per la disponibilità di due lettini per massaggi, professionalmente gestiti dai ragazzi della Fisiokinè di Soliera e altre località limitrofe (a me è toccato il giovanissimo Riccardo, che al termine, in mancanza di altri clienti, spontaneamente si è offerto di raddoppiare i massaggi). Accanto a loro, i nutrizionisti Giacomo e Marica, con cui ho avuto un proficuo scambio di opinioni (6 porzioni di frutta al giorno: io che ne prendo almeno 12, ingrasso per questo?).

Nutrito anche il pacco gara, cui si sono aggiunte abbondanti premiazioni per tutte le categorie federali (altrocchè quegli organizzatori che accorpano di 10 in 10 anni, o addirittura fanno categoria unica per gli over 50 e le donne). Premiazioni svolte in gran parte dall’assessora a Istruzione, Formazione professionale, Sport e Pari opportunità Grazia Baracchi: diplomata Isef con 110 e lode, esecutrice e coordinatrice di infiniti progetti per la pratica dello sport, l’associazionismo sportivo, l’apertura al mondo dell’handicap, e oltre a tutto (è vietato dirlo?) gran bella signora, che al parco è venuta non con l’autoblù e il codazzo di vigili, ma su una bici abbastanza d’epoca. (A me però la medaglia al collo è toccato di metterla a Maurizio Pivetti, “perché a correre non c’ero io!”, mi ha sussurrato mettendo in non cale il recente esito del Fassa Running).

Gestione vocale, con l’usuale professionalità, del terzo Brighenti frequentatore di quest’area: ovviamente è lo speaker Roberto, che se a volte si fa prendere in castagna per piccolezze, appare invece gigantesco rispetto alla concorrenza, anche altolocata: dopo aver sentito il cronista Rai Francesco Repice raccontare il derby milanese coi toni deprecabili dei cronisti-tifosi sudamericani; o il guardone bordocampista Marco Nosotti da Formigine farfugliare su Sky improbabili direttive uscite dalle panchine di Cremonese-Sassuolo; e aver aperto il Corrierone di oggi, che come tutti i giorni fa il titolone di apertura con “Gas, virgola” più la illazione quotidiana; o in pagina sportiva sforna l’altro titolone “Juve, c’è poco da stare Allegri” (e non manca di dedicare un paginone genuflesso all’ennesimo libro di Orso Yoghi Mieli, o di scusare il collega Filippo Ceccarelli, di Repubblica, per aver dichiarato che le passioni politiche degli italiani durano come le scorregge)..: allora dico che se questi sono i leader dei media di oggi, “Brighenti tutta la vita”.

Informazioni aggiuntive

Fotografo/i: Emilio Mori, Nerino Carri, Fabio Marri
Fonte Classifica: Tds-Uisp Modena

1 commento

  • Link al commento Domenica, 04 Settembre 2022 17:44 inviato da Emilio

    Tutto il team della 5MILA DEL NOVISAD ringrazia Fabio Marri per aver partecipato alla nostra gara e condiviso queste bellissime parole. Noi cerchiamo di mettercela tutta e non badiamo ai numeri, l'importante è che gli atleti, tanti o pochi che siano, vadano a casa soddisfatti e felici d'aver vissuto una bellissima esperienza. Mi permetto di lanciare un messaggio a tutti gli organizzatori: dobbiamo lavorare insieme per far ripartire il movimento sportivo. Cerchiamo di guardare oltre il nostro orticello e di sostenerci a vicenda perchè se Atene piange, Sparta non ride.

    Rapporto

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