Direttore: Fabio Marri

* Per accedere o registrarsi come nuovo utente vai in fondo alla pagina *

Rodolfo Lollini

Rodolfo Lollini

In assenza di grandi prestazioni dei top runner nel weekend appena trascorso, torniamo ad occuparci degli atleti master, perché è giusto che ogni tanto anche loro salgano all’onore delle prime pagine.
Oggi i riflettori sono puntati su Giuseppe Tundo, almeno per cinque ragioni che andiamo ad elencare qui di seguito.

Il primo motivo può sembrare banale - ma lo è solo per chi non ha mai superato questa prova -: domenica scorsa Giuseppe ha completato la maratona di Cagliari. E coprire 42195 metri merita sempre rispetto. Bravo lui e tutti i finisher, a prescindere da ogni altra considerazione tecnica.

Al secondo posto di questa lista (che non segue l’ordine d’importanza): se le informazioni che ci sono pervenute sono corrette, si tratta della numero seicento, quindi i migliori complimenti a questo decano della distanza regina.

Terzo motivo, perché gli anni pesano: l’atleta del CRAL Italtel conta ben 68 primavere e dunque la sua impresa va valutata anche tenendo in considerazione questo fondamentale parametro.

Quarto aspetto da segnalare è quello relativo al tempo finale di 4h08’15”. Oltre al fatto che correre a 10 km/ora una maratona non è da tutti, specialmente a quell’età, va sottolineato che negli ultimi anni i suoi crono su analoga distanza si avvicinavano alle cinque ore, come documentato dalla banca dati della FIDAL.

La quinta considerazione che vogliamo evidenziare è sempre di carattere cronometrico ed è relativa ad un suo tempo parziale. Pensate che per percorrere gli 11097 metri che separavano il tappeto di rilevazione dei dieci chilometri da quello di metà gara (vedere sotto il relativo link), Tundo ha impiegato 47’13”, alla media di 4’15” al chilometro, ovvero ad oltre 14 km/ora! https://www.tds-live.com/ns/index.jsp?login&password&is_domenica=0&nextRaceId&dpbib&dpcat&dpsex&serviziol&pageType=1&id=9993&servizio=000&locale=1040

Nella seconda parte di gara il ritmo è notevolmente calato; d’altro canto, dopo la zampata appena descritta, era prevedibile. Tuttavia Tundo, con mestiere e perseveranza, non ha mollato. Malgrado il percorso fosse molto tortuoso, come mostrano le immagini in apertura, l’atleta  non si è perso d’animo: ha tenuto la barra dritta, ha evitato di sbagliare strada, ha resistito alle sirene che lo invitavano a ritornare subito al traguardo ed ha portato in porto la nave per la seicentesima volta (più o meno: al 31 dicembre le sue maratone e ultra registrate erano 574). Chapeau!

 

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Oltre alla famosissima maratona all’aperto, da tre anni New York accoglie anche una versione indoor. Quarantadue chilometri che tradotti sulla pista da 200 metri, si trasformano in ben 211 giri. Sebbene possa sembrar strano, la maratona indoor non è certo una novità di questi ultimi tempi. Dorando Pietri, dopo i giochi olimpici del 1908, campò per molti anni negli USA sfidando diversi avversari ed ingaggiando una lunga serie di rivincite con Johnny Hayes, la medaglia d’oro di Londra dopo la sua squalifica. Il tutto quasi sempre al coperto e come motore di un enorme giro di scommesse.

La riunione si è svolta in questo weekend, all’Armory Track, la pista che ha raccolto l’eredità del Madison Square Garden per questo tipo di gare. Questa corsa claustrofobica ha anche qualche vantaggio, in quanto vento e freddo rimangono fuori dalla porta. Inoltre ogni ora è consentito di cambiare la direzione in cui si corre, onde evitare infortuni. A ciò si aggiunge la musica, che secondo alcuni partecipanti è capace di dare una carica supplementare, in aggiunta a quella del pubblico.

Prima che alziate la mano domandando com'è possibile che i giudici da un lato vietino le cuffiette e poi in questo caso consentano la musica, ci teniamo a precisare che sul fatto che questi record siano riconosciuti dalla federazione mondiale abbiamo qualche dubbio. Se si cercano sul sito IAAF, in effetti non se ne trova traccia.

Come già avvenuto nelle precedenti tre occasioni, anche questa volta è andato tutto come da copione ed i due primati, maschile e femminile, sono stati nuovamente abbassati da Malcom Richards (2h19:01) e Lindsey Scherf (2h40:55). Certamente questi over trenta non sono atleti di primissima fascia, però tra vittoria e bonus record entrambi si sono messi in tasca 7000 dollari. L’anno scorso il montepremi per i vincitori con record era di 6000 dollari. Anche in questo caso un nuovo record.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Giovedì, 15 Marzo 2018 15:03

Fateli correre ad Auschwitz!

La cartolina in copertina proviene da Brivio, piccola cittadina del lecchese affacciata sul fiume Adda che domenica scorsa ha ospitato nelle vie del centro cittadino una gara organizzata dal CSI. Protagonisti tanti ragazzi e bambini.

Il blocco del centro cittadino ha provocato qualche mugugno, ma un residente si è lasciato andare ad una protesta inaccettabile. Sul gruppo “Sei di Brivio se…” di un noto social media, ha invitato i ragazzi ad andare a correre nel tristemente famoso campo di concentramento. Immediatamente molti utenti hanno protestato per quelle parole francamente inaccettabili. Il post è stato frettolosamente ritirato e l’autore si è scusato. Il sindaco della cittadina non ha tuttavia ritenute sufficienti le scuse e lo ha denunciato.

Dopo esserci uniti al coro di censura, permetteteci alcune considerazioni su questa vicenda. La prima è che purtroppo la tolleranza di certi automobilisti, quando vengono bloccati da delle manifestazioni sportive è molto bassa e non ha confini. Perchè qui non ci trovavamo nella grande metropoli, bensì in un piccolo centro. La seconda è un esame di coscienza per chi organizza. Senza entrare nel caso specifico, quando mettiamo in piedi una gara, siamo sicuri di fornire adeguata e preventiva informazione circa i blocchi stradali ai residenti?

I runners hanno un cuore grande e non ci riferiamo alle dimensioni del muscolo cardiaco, quanto alla loro generosità, che sapranno certamente dimostrare anche questa volta, mettendo a disposizione materiale che hanno in surplus, oppure con offerte in denaro. A tal proposito oggi intervistiamo Tommaso Ravà che promuove un progetto di sostegno all'attività sportiva di ragazzi e ragazze del Ciad.

Allora Tommaso, raccontaci qualcosa di Te: Io sono nato e cresciuto in Africa ed in seguito tornato in Italia. Lavoro nell’agenzia viaggi della mia famiglia e per motivi professionali visito ancora questo continente. Dopo la mia carriera giovanile, con grande divertimento e senza obiettivi cronometrici, da un anno ho ripreso a correre. Così facendo, durante i soggiorni africani, mentre mi allenavo, sono entrato in contatto con il mondo dei corridori ciadiani.

Come sono questi ragazzi e com’è la situazione in Ciad? Sono restato colpito, oltre che dall’enorme potenziale, dal loro attaccamento allo sport. Si allenano tutti i giorni imitando i loro idoli, Bolt e Mo Farah su tutti, aspettando un'immaginaria competizione che non arriva quasi mai. Una, al massimo due gare l'anno, dato che la FTA, la Federazione locale non ha fondi, anche se ho conosciuto il Presidente Federale, Hisseine Ngaro che si sta dando da fare per rilanciare il movimento. Tornando ai ragazzi, l'attaccamento allo sport li tiene lontani dalle insidie legate a droga, alcool e delinquenza. Corrono spesso a piedi nudi o con scarpe di fortuna e vestiti in maniera bizzarra. Aldilà del ragazzo che sto cercando di fare partecipare alla StraMilano (stiamo ultimando i permessi ed è un iter difficile ed insidioso), mi sono impegnato a dare loro una mano con la raccolta di materiale tecnico usato (scarpe, calze, tute, magliette e pantaloncini e quanto altro utile ad un/una runner). Sto creando una ONLUS che presto sarà attiva, ma intanto ho già portato parecchio materiale grazie all'aiuto di amici podisti. Una raccolta l'ho fatta anche grazie a Matteo Vecchia di DonKenyaRun che mi ha gentilmente aiutato.

Vuoi ringraziare qualcun altro? Sicuramente Giorgio Rondelli che mi ha fornito dei programmi di allenamento ed introdotto al Presidente della Stramilano Aldo Gelosa. Anche lui mi sta aiutando per ottenere il visto per il ragazzo che dovrebbe correre questa gara.

In pratica, come possiamo aiutarVi? Partirò per il Ciad il 3 aprile e se ce la facessimo sarebbe molto bello. Chiaramente consegnerò personalmente il materiale, documentando questo momento con foto e video. Chi gentilmente ha qualcosa da poter donare, può consegnare il materiale (qualsiasi taglia e numero, contenuto in un sacchetto) entro il 24 marzo 2018 al campo Giuriati (via Ponzio 133 – Milano) al personale in reception, che collabora all'iniziativa e che ringraziamo per la disponibilità.

Non mancheremo. Per ulteriori informazioni vuoi darci l’indirizzo di Spazi d’Avventura? Via Capranica, 16 - 20131 - Milano tel. +39 02 70 637138 www.spazidavventura.com

Buon viaggio! Grazie. Vi allego una foto dei ragazzi. Nel gruppo ce n'è uno di 20 anni con un PB di 46"70 sui 400m, uno da 1h04'47'' sulla mezza ed un altro da 1h06'07'' sulla stessa distanza.

Venerdì, 09 Marzo 2018 09:19

Club del Miglio – Le novità 2018

Intervistiamo oggi Fulvio Frazzei, “The voice of the Mile” ma non solo, in quanto oltre ad essere lo speaker, è una delle menti organizzative del CdM, il Club del Miglio.

Fulvio, prima di tutto, spiegaci in breve il CdM: “Nato alcuni anni fa dalla passione per questo tipo di specialità da parte di alcune Società lombarde, il CdM si rivolge a tutti coloro che hanno avuto a che fare con questa prova classica o vorranno cimentarsi nel prossimo futuro, proponendo anche nel 2018 un circuito di prove aventi lo stesso regolamento e una classifica finale comune che premierà le società e gli atleti sia per la prestazione che per la partecipazione”.

Bisogna essere dei professionisti della pista o gente che va forte? “No, no, no: nulla di più sbagliato. Si gareggia per divertimento e l’unico vero avversario può essere il record personale, per il resto s’instaura un clima di amicizia e sano cameratismo”.

Quindi vanno tutti piano? “Abbiamo anche delle eccellenze, come testimoniato dai record nazionali di categoria che vengono siglati ad ogni edizione, ma Ti posso assicurare che ci sono applausi per tutti”.

Dove si gareggerà? “Si resta in Lombardia, ma correremo in ben sei province: Brescia, Lodi, Milano, Monza-Brianza, Pavia e Sondrio. Saranno sempre dieci tappe, da marzo ad ottobre, tutte collocate nel calendario Regionale FIDAL. Proprio per questo motivo nel logo abbiamo inserito la regione e corsie di colori differenti per ricordare che si corre anche fuori dalla pista”.

Vogliamo ricordare le tappe? "Il 24/03/2018 cominceremo con il 19° Miglio di Piero a Pioltello (MI), organizzato da Athletic Team. Alla fine della manifestazione si svolgeranno anche le premiazioni del 2017. Il 30° Miglio Città di Voghera (PV) è in programma sulla pista del Centro Giovani di Voghera il 7/04/2018. L’organizzazione, come sempre, è curata dall’Atletica Iriense. Il 14/04/2018 saranno l’Atletica Ambrosiana, il Gruppo Podistico Tiremm Innanz e l’Atletica Meneghina ad accoglierci nella prestigiosa cornice dell’Arena Civica di Milano per il 28° Miglio Ambrosiano. Il 12/05/2017 si torna a Milano per il 7° Happy Mile Running Contest organizzato da Happy Runner Club. L’appuntamento è sulla veloce pista azzurra del Centro Sportivo XXV Aprile. La prima prova su strada, il 9° Miglio Misintese a cura dell’Atletica Gisa, è in programma il 26/05/2018 sul pavé di Misinto (MB). Prima della pausa estiva si festeggia la 16^ edizione del Miglio della Bassa Lodigiana. Organizzato dalla B&RC, si correrà il 2/06/2018 lungo le strade di Castiglione d’Adda (LO). Alla ripresa, l’8/9/2018 c’è un gradito ritorno: all’interno dell’istituto Sacra Famiglia, Running Club Cesanese e ASD Giocare organizzano il “1° Miglio” di una nuova e speriamo lunga serie a Cesano Boscone (MI) Per il 19° Miglio di Lonato organizzato dall’Atletica Lonato, dopo due edizioni in campagna, il 15/09/2018 il circuito ritorna nel centro cittadino della cittadina bresciana. Il 2° Miglio della Brisaola, organizzato dal GP Valchiavenna, si corre sulla pista azzurra di Chiavenna (SO) il 6/10/2018. Si chiuderà il 13/10/2018 in casa dei Daini, sul tartan di Carate Brianza (MB) con il 7° Miglio Gino Riva".

Novità nell’accordo con la FIDAL? “In sintesi, con l'accordo in federazione abbiamo derogato sulla partecipazioni di atleti EPS in tutte le nostre prove sia su strada che in pista mentre gli atleti in possesso di runcard potranno gareggiare solo alle gare su strada. Via libera agli atleti esordienti da tutte le province senza premiazioni e classifiche di merito e conferma dei 1000 metri per Ragazzi e Cadetti”.

E il passaporto? “Confermatissimo e richiestissimo. E’ una sorta di abbonamento che assegna un pettorale personalizzato, regala la maglia del circuito, consente dei risparmi su acquisti di materiale tecnico e semplifica le modalità d’iscrizione alle varie tappe, anche in questo caso risparmiando. Inoltre da quest’anno regala anche l’iscrizione gratuita a tre prove sul miglio extra calendario, in programma a Genova, Castel Guelfo (BO) e Villa Carcina (BS) Imperdibile per gli habitué del CdM”.

Grazie Fulvio, quando ci rivediamo? “Vi aspettiamo il 24 marzo a Pioltello: è un sabato, poi potete gareggiare anche alla domenica, tanto qui correrete solo un miglio. Venite a provare, non ve ne pentirete!”

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Le precipitazioni nevose hanno modificato il programma del Corrigiuriati, il circuito milanese che al giovedì raduna i pistard al campo sportivo Giuriati. Per chi non conoscesse il Corrigiuriati, può leggere questo articolo di presentazione: http://podisti.net/index.php/notizie/item/698-il-corrigiuriati-2018-inizia-il-15-febbraio-e-conferma-la-sessione-serale.html La prova dedicata al test di Cooper, avrà quindi luogo domani, con le classiche due sessioni con partenze alle ore 13 ed alle 19. Essendo l’iscrizione completamente gratuita e tenendo presente il buon numero dei partecipanti che consente di creare “trenini” per tutte le velocità, segnaliamo questa occasione a coloro che intendessero misurare il loro stato di forma con questa prova sui dodici minuti, appositamente ideata per questo scopo.

Il Fantozzi inglese ha un nome, si chiama Jack Gray. Domenica scorsa si è aggiudicato la mezza maratona di Cambridge, col tempo di 1h06’52”. Perché questo abbinamento? Molto semplice, Gray si è iscritto col nome del suo capoufficio, che si chiama Andrew Rawlings a di anni ne ha più del doppio, ovvero 49. Non ci sono informazioni sui motivi per i quali Gray avesse questa missione, ovvero se il capo fosse impegnato altrove con l’amante oppure volesse solo registrare un bel tempo nel suo palmares. Magari per partire nelle prime file in una maratona più importante. Anche se sembrerebbe che Rawlings abbia dovuto rinunciare all'ultimo per un problema al bicipite femorale. Per Jack si sarebbe trattato giusto di un buon allenamento, ma una volta in gara si è reso conto che avrebbe potuta vincerla. Ed arrivare primo in una gara con oltre 7000 partecipanti non è cosa da poco. Così il ventiquattrenne si è buttato nella battaglia, uscendone vincitore. Passato il traguardo si è reso conto di aver fatto la frittata. Era evidente che alle premiazioni lo avrebbero subito smascherato. Gray allora ha confessato la sua vera identità ed è stato immediatamente squalificato, però malgrado il tempo non eccezionale a livello assoluto è diventato famoso. La notizia ha già fatto il giro del mondo. Avrebbe dovuto fare come molti amici del giaguaro che qui in Italia corrono con il chip dell’amico nelle mutande e non si piazzano tra i primi.  

Domenica si è svolta a Barletta la seconda edizione della “Pietro Mennea Half Marathon”. Il collega Annoscia registrava nel suo pezzo: “2532 gli arrivati con due squalificati” uno era “Nicola Tanzi (Barletta Sportiva): attendiamo le motivazioni…” Per Nicola Tanzi le motivazioni erano quelle di avere tagliato il traguardo con un cane al guinzaglio. Fiocco, questo il suo nome, non era presente in partenza e nemmeno lungo il percorso. Aspettava il suo padroncino, il figlio di Nicola, al traguardo e quando lo ha visto arrivare è scappato dalle cure della moglie di Nicola (o forse è stato lasciato andare, ma non è questo il punto). Il cane si è così unito al gruppetto formato da Tanzi che insieme ad altri due amici runner avevano spinto la carrozzella su cui era sistemato il figlio di Nicola che è disabile. Ne è seguita una squalifica, francamente difficile da capire. Noi non siamo favorevoli ai cani in corsa, per tanti motivi. Compreso quello di averli visti in prima fila alla partenza, con grave rischio per la loro incolumità e quella dei concorrenti che possono inciampare negli animali stessi o nel guinzaglio. Tuttavia in questo caso, anche leggendo le regole federali appare evidente che l’animale non ha costituito intralcio né pericolo per gli altri partecipanti. E di certo nemmeno un aiuto per Tanzi. Sottolineiamo inoltre che si è trattato di una breve apparizione, venti metri su oltre venti chilometri di gara. Nicola Tanzi ci ha fatto una risata (amara) sopra. Io invece, avendo svolto il mestiere di giudice di gara, seppure in un altro sport, suggerisco caldamente al giudice in questione, che non merita neppure di essere citato, di leggersi l’articolo zero del regolamento, quello del buonsenso. Se proprio ci tiene a squalificare qualcuno, si dedichi ai tagliatori, ai bombati o ai portatori di chip altrui. Quelli però bisogna essere un po’ più bravi per prenderli.

Ci piace troppo questo tracciato vicino all’Adda e quindi stamattina, malgrado la lunga trasferta ed il fatto che non fossimo a lottare per la classifica finale, abbiamo voluto esserci anche noi, insieme agli oltre 250 partecipanti a questo cross.

Come d’abitudine, dopo lo start vicino ai campi di calcio, attraverso una lunga discesa, il tracciato portava gli atleti a costeggiare i campi vicini al fiume. La collocazione a febbraio rispetto al tradizionale dicembre, rendeva off limits alcune zone già seminate. Ne veniva comunque fuori un giro da circa due chilometri, comprensivo del solito fosso e della salita per ritornare alla medesima altitudine della partenza. Le prime due batterie lo percorrevano un paio di volte, coprendo quattro chilometri abbondanti, mentre per l’ultima i giri erano tre per un totale vicino ai seimila metri.

Alle 9.30 hanno cominciato le signore. Vittoria di Paola Rosini (nelle foto in copertina) a precedere Joanna Marta Drelicharz (Road Runner) e la sua compagna dell’Atletica Lonato, Lia Tavelli. Per gli uomini dagli SM60 a salire, successo di Pier Alberto Tassi (Atl Lumezzane) che beato lui viaggia sotto i 4 al chilometro. Secondo Angelo Calogero (Zeloforamagno). Luigi Campini, malgrado sia un SM65 si aggiudicava la terza piazza. Tra i più giovani solo 4 secondi separavano Marco Zaffani (Free Zone) dal secondo, Mauro Cattaneo (Marathon Cremona) con Alberto Cavagnini (S. Rocchino) a chiudere il podio. Ci sarebbero anche le classifiche finali del circuito, ma per quelle lasciamo la parola al successivo comunicato stampa dell’organizzazione.

 

Tutto bene a livello logistico, con il Centro Sportivo Comunale ad offrire tutte le comodità necessarie. Anche se a voler essere pignoli, con i metri quadri dello spogliatoio maschile si è giocato un po’ al risparmio, ma bastava avere un attimo di pazienza. Concludiamo cedendo la parola al collega Lorenzini anche lui presente, partecipante ed anche molto in forma dopo lo "stage" sulle alture keniane: "Condivido in pieno la positiva opinione di Rodolfo Lollini, a mio avviso resta uno dei tracciati più belli del circuito. Il percorso è stato modificato, a mio avviso in meglio, perché taglia fuori un tratto un po' noioso, risultando adesso più vario e tecnico. Spogliatoi effettivamente un po' piccoli, di certo non calibrati per così tanta gente, tuttavia il fatto che la corsa fosse a batterie, ha permesso un'affluenza diluita nel tempo, anche per questo l'acqua calda non mancava a nessuno. Per le classifiche finali del circuito (infatti era l'ultima prova) c'erano dei testa a testa tra Athletic Team e Road Runners di Milano, al femminile, e ancora tra Road Runnerse G.S. Zeloforamagno al maschile. Come è andata a finire? si, sa, si sa, ma meglio attendere l'ufficializzazione delle classifiche a cura del Comitato Organizzatore."

 

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

C’erano due figurine mancanti nella nostra raccolta di gare disputate e piste calpestate. Con la visita all’impianto patavino e la partecipazione ai campionati regionali indoor, abbiamo completato anche queste pagine dell’album dei ricordi. La struttura indoor di Padova è molto funzionale. Forse l’unico punto debole è la capienza, dichiarata per 800 spettatori, ma che con la pista impegnata scende a circa la metà. Dall’esterno sembra un grande capannone. Tutto il tetto è ricoperto di pannelli solari, così come le tettoie negli ampi parcheggi che servono anche per l’attiguo stadio. In assenza di partite di calcio, in riscaldamento è molto piacevole correre sulla strada interna che lo circonda. La via esterna, indirizzo di entrambi gli impianti, è intitolata a Nereo Rocco, l’allenatore triestino che ha inventato il “catenaccio” con il quale negli anni cinquanta portò il Padova al terzo posto nel campionato di serie A. Famoso per le sue battute brucianti, in attesa di partecipare alla nostra gara, ci veniva in mente quella dove un giornalista gli augurava “che vinca il migliore”, con il Paron a rispondere immediatamente “speremo de no!”. Espressione che rifletteva bene anche il nostro stato d’animo.

Torniamo all’interno della pista e ci domandiamo come sia possibile che in Lombardia non si possa fare altrettanto, magari sfruttando uno dei tanti capannoni industriali dismessi. Per esempio quelli che ci stoccano rifiuti illegalmente ed ogni tanto li bruciano, sono molto bravi a trovarli… Ed invece la situazione delle strutture coperte è quella che conosciamo ed abbiamo recentemente descritto nell’ultima puntata della nostra “Storia del Palasport di San Siro” che potete leggere cliccando qui. Quindi per il campionato master indoor, la grande Lombardia che non ha una pista da 200 metri coperta, deve farsi ospitare dal Veneto per le discipline di corsa che non siano gli sprint sui 60 metri. Con l’occasione ha luogo un meeting per gli assoluti e le categorie giovanili, mentre il sabato le gare sono valevoli anche per il Campionato Nazionale Bancari ed Assicurativi. Pure i master di altre regioni potevano iscriversi alle competizioni della due giorni, senza però poter ambire ad alcun titolo. Tutto ciò ha generato una grande affluenza con tante gare e concorsi in programma. Impossibile fare una descrizione omnicomprensiva in poche righe ed allora ci limiteremo a parlare dei 1500 e dei 3000 metri, anche perché abbiamo ricevuto dalla direzione precise disposizioni di non trattare distanze inferiori. Per i risultati completi potete comunque cliccare qui, sul sito federale.

Senza elencare tutti i campioni regionali, con l’aiuto dei punteggi FIDAL, che combinano i tempi con le categorie di età, diamo una sorta di classifica generale delle prestazioni più significative. Sui 1500 metri segnaliamo Liviana Piccolo (Atl Insieme Verona) SF70 che con 6’53”25 raccoglie 997 punti, seguita da Alessandra Lena SF45 (Trieste Atletica) con un 4’50”74 equivalente a 991 punti ed Elsa Mardegan SF55 (Atl San Biagio), 5’38” netti pari a 946 punti. La master più veloce della giornata è stata invece Judit Varga (Edera Atletica Forlì), una SF40 che ha chiuso in 4’47”30. Tra le assolute, prima Federica Scrinzi (Lagarina) in 4’33”80. Sempre al femminile, sui 3000 metri vince la manche unica Sonia Conceicao (Boscaini Runners) in 10’24”04, ma il punteggio migliore è sempre della precitata Liviana Piccolo (1041), a seguire Maria Lorenzoni SF60 (Atl Faenza) 12’23”32 (1013) ed Elena-Giovanna Fustella SF55 (Atl Lecco), 11’52”75 per 966 punti.

Per gli uomini master sui 1500 metri, miglior tempo e punteggio per il marocchino Hassan El Azzouzi SM50 (Pol Malavicina) che con 4’19”78 accumula 1010 punti e brucia di soli 20 centesimi Riccardo Lerda nella batteria più spettacolare della giornata. Da segnalare Maurizio Marchetti SM65 (AVIS Taglio di Po) 5’09”33 con 877 punti ed Andrea Scarpa SM50 (Atl Biotekna Marcon) con 4’33”76 pari a 867 punti. Tra gli assoluti duello croato per il miglior tempo con Daniel Ivanicic (3’58”19) a battere Danijel Fak per 30 centesimi. Nei 3000 il miglior crono è stato appannaggio di Pietro Speranzoni (Atl Biotekna Marcon) con 9’17”07, ma il podio dei punteggi è tutto SM50 con Mauro Pregnolato (Atl Monza) 9’30”28 - 894 punti, Andrea Scarpa 9’39”44 – 857 punti e Guido Migliorini (Atl Riviera Brenta) 9’41”91 – 847 punti.

Concludiamo facendo i complimenti per l’impeccabile organizzazione a tutti i Giudici di Gara ed ai membri della FIDAL Veneto, a cominciare dalla gentilissima Eliana Romano che ci ha accolti alle iscrizioni. Grazie anche all’inossidabile e sempre propositivo Consigliere FIDAL Lombardia Virginio Soffientini che ha premiato i corregionali che si sono laureati campioni indoor… in esilio ;-)

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Prossime gare in calendario

CLICCA QUI per consultare il calendario completo

Ultimi commenti dei lettori

Vai a inizio pagina