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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

Venerdì, 19 Giugno 2020 20:05

Grave incidente per Alex Zanardi in handbike

19 Giugno - Grave incidente stradale per Alex Zanardi, travolto da un camion alle 17.05 lungo la statale 146 nel comune di Pienza, in provincia di Siena.

Alex correva in handbike, impegnato in una tappa della staffetta “Obiettivo Tricolore”, organizzata da “Obiettivo 3”, progetto che vede tra i partecipanti atleti paralimpici in handbike, bici o carrozzina olimpica. per l'avviamento allo sport per disabili.

L’intervento dell'elisoccorso ha permesso di trasferire Zanardi nell’ospedale “Le Scotte” di Siena: dalle prime voci, è in condizioni gravi (forse un politrauma) ed è stato ricoverato in codice tre, con conseguente intervento neurochirurgico in corso.

A segnalare l’accaduto sono stati gli altri atleti impegnati nella staffetta, con immediato arrivo di soccorsi, carabinieri, polizia municipale e vigili del fuoco.

Dalle prime ricostruzioni e testimonianze sembra che Zanardi sia finito, dopo una curva in leggera discesa, perdendo il controllo del mezzo, nella corsia opposta, con il camion che non sarebbe riuscito ad evitarlo.

Importante la dichiarazione di Mario Valentini, ct della Nazionale italiana di paraciclismo, che seguiva la staffetta su un minivan: “La tappa arrivava a Montalcino, mancava poco. Eravamo in curva, su una discesa non difficile, si andava attorno ai 50 all'ora. Alex ha perso il controllo dell'handbike, si è ribaltato due volte e ha impattato contro un autotreno. L'urto è stato terribile. I paramedici l'hanno recuperato: era gravissimo. L'elicottero non riusciva ad atterrare quindi l'ambulanza l'ha portato in una piazzuola lì vicina dove il pilota del veivolo è riuscito a scendere e trasportarlo a Siena. È stato terribile”.

AGGIORNAMENTO: E’ terminato intorno alle 21.30, dopo oltre due ore, l’intervento chirurgico alla testa per provare a ridurre le conseguenze gravissime dell’impatto: Alex è adesso ricoverato in terapia intensiva.

AGGIORNAMENTO (20 giugno): Alle ore 10.30  è stato diffuso il bollettino medico dell'ospedale Le Scotte di Siena: "In merito alle condizioni cliniche dell'atleta Alex Zanardi, ricoverato dalle ore 18 del 19 giugno in gravissime condizioni al policlinico Santa Maria alle Scotte a seguito di incidente stradale avvenuto in provincia di Siena, la Direzione Sanitaria dell'Aou Senese informa che il paziente, sottoposto ad un delicato intervento neurochirurgico nella serata del 19 giugno, e successivamente trasferito in terapia intensiva, ha parametri emodinamici e metabolici stabili. È intubato e supportato da ventilazione artificiale mentre resta grave il quadro neurologico".

Più tardi ha parlato Giuseppe Olivieri, il neurochirurgo che ha operato Zanardi: “Al momento le condizioni sono gravi ma stabili, lui è arrivato da noi con questo trauma cranio-facciale importante, con un fracasso facciale e una frattura affondata delle ossa del frontale. Al momento tutti i numeri sono buoni, ovviamente neurologicamente non è valutabile, pur rimanendo la situazione grave. I numeri sono buoni, pur rimanendo una situazione molto grave, è un malato che val la pena di curare. Il quadro neurologico lo vedremo a distanza, quando si sveglierà. I miglioramenti, in questi casi, si vedono nel tempo, i peggioramenti possono essere repentini. Ha fatto una tac subito dopo l’intervento e ora ha un catetere per la misurazione della pressione intracranica. L’intervento è andato come doveva andare, è la situazione iniziale che era tanto grave”.

Alle ore 12.30 è stato diramato un successivo bollettino dal reparto di terapia intensiva: confermate le condizioni stabili e il trauma cranico grave, sono state escluse invece lesioni a torace e addome. “La situazione è chiaramente importante dal punto di vista del danno cerebrale e potrebbe peggiorare, ma attualmente la stabilità esclude possibilità - ha spiegato il responsabile del reparto di neurochirurgia, Sabino Scolletta - Nella notte, a partire dalle 22, il quadro clinico si è progressivamente stabilizzato. I parametri sono nella norma. È ben adattato al ventilatore meccanico, e questo è un buon segno. Il quadro neurologico è difficile da valutare in queste ore, perché siamo costretti a tenerlo sedato, in coma farmacologico. Fortunatamente non c'è nessuna lesione al torace e a livello addominale. Valuteremo nei prossimi giorni un'eventuale sospensione della sua sedazione”.

Dichiarazione nel pomeriggio del prof Sabino Scolletta: "Le condizioni continuano ad essere stabili da un punto di vista cardiorespiratorio, è sempre ventilato meccanicamente e anche i parametri metabolici restano stabili. Il quadro clinico è quindi tutto sommato buono". Lo ha detto il professor Sabino Scolletta, direttore del dipartimento di emergenza-urgenza dell'ospedale "Le Scotte" di Siena, facendo un punto sulle condizioni di Alex Zanardi. "C'è naturalmente da confermare la gravità del quadro neurologico, e questo andrà valutato nella prossima settimana quando le condizioni ce lo permetteranno. Il paziente quindi è stabile ma è ancora grave dal punto di vista neurologico. Ci possono essere anche delle conseguenze per la vista e quindi abbiamo anche chiesto delle consulenze agli oculisti perché c'è qualche lesione anche oculare. Il trauma è anche facciale, e quindi è probabile che ci siano lesioni di quel tipo. Avremo delle stime oculari fra qualche giorno. Stessa cosa a livello neurologico, i sedativi non ci consentono di poter fare una valutazione neurologica, il quadro è talmente compromesso che ci impone una terapia farmacologica per dare stabilità. Difficile dire anche quando potremmo togliere questa sedazione. In caso di stabilità è probabile che la prossima settimana, sentendo i nostri consulenti e il chirurgo che lo ha operato, potremo pensare di poter sospendere la sedazione".

AGGIORNAMENTO (21 Giugno):  “In merito alle condizioni cliniche dell’atleta Alex Zanardi, ricoverato al policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena dal 19 giugno a seguito di incidente stradale, la Direzione Sanitaria informa che il paziente ha trascorso la notte in condizioni di stabilità cardio-respiratoria e metabolica. Le funzioni d’organo sono adeguate. E’ sempre sedato, intubato e ventilato meccanicamente. Il neuromonitoraggio in corso ha mostrato una certa stabilità ma questo dato va preso con cautela perché resta grave il quadro neurologico. Le condizioni attuali di stabilità generale ancora non consentono di escludere la possibilità di eventi avversi e, pertanto, il paziente resta sempre in prognosi riservata”.

Le parole del responsabile della Rianimazione, Sabino Scolletta: "Alex ha passato notte in condizione di stabilità. Resta sedato, intubato e ventilato meccanicamente. Gli scambi respiratori sono soddisfacenti, le condizioni cardio circolatorie sono adeguate. Il quadro neurologico è quello che resta grave, le condizioni fisiche restano stabili. Siamo piuttosto soddisfatti anche se questo non ci consente di escludere possibili evoluzioni o complicanze, pertanto le condizioni cliniche restano a prognosi riservata. Nei prossimi giorni lo valuteremo neurologicamente se le condizioni ce lo permetteranno. Tornerà il campione di prima? Lo speriamo, siamo qui per questo motivo. Ora siamo concentrati sul quadro neurologico. Più passa il tempo e più le condizioni restano stabili, è una buona notizia. Confidiamo nella sua possibilità di recupero, siamo tutti fiduciosi. È un grande atleta e lo ha dimostrato e auspichiamo che questo valga anche in questa situazione così impegnativa".

16 Giugno - Reduce dalla vittoria del virtuale “10mila d’Italia”, questa volta Sara Tommasi è scesa in pista a Wetzikon, in Svizzera, rendendosi protagonista di un ottimo 15:37.13 sui 5000 metri.

Il crono ottenuto dalla 22enne portacolori dell’Esercito costituirebbe il primato italiano under23 sulla distanza, ma trattandosi di gara mista, con uomini e donne in gara contemporaneamente, il record resta il 15:37.59 realizzato da Orietta Mancia a Gateshead (Gran Bretagna) il 28 agosto 1989.  

La veronese, al rientro dopo una lunga pausa causa periostite, poi prolungata per il blocco covid, ha corso in oltre sette secondi in meno rispetto al suo pb di 15:44.90, quando ottenne il quinto posto agli Europei under 23 di Gavle.    

Tommasi, allenata da Gianni Ghidini, ha chiuso in seconda posizione alle spalle della tedesca Elena Burkard, che ha chiuso in 15:27.57. Primo uomo l’elvetico Meeusen in 15:04.50.

Nell’unica altra gara della serata, i 1000 metri, successi per la svizzera Selina Buchel in 2:41.63 e del francese Baptiste Mischler in 2:19.81.

Il meeting si è svolto a porte chiuse, con gli atleti partiti tradizionalmente in linea. Otto le serie di 1000 metri e tre di 5000.  

Le parole della Tommasi, tratte dal sito FIDAL: “Non vedevo l’ora di tornare a gareggiare e sicuramente sono molto contenta. Mi sentivo un po’ spaesata, ma ho trovato condizioni ideali di meteo, con temperatura intorno ai venti gradi, e per il ritmo. Sono rimasta senza avversarie come punti di riferimento al quarto chilometro e lì ho avuto un rallentamento, poi mi sono ritrovata nel finale e ho chiuso in modo decente. Dopo l’arrivo, invece di stringerci la mano, ci siamo toccate con il gomito e quella è stata una cosa diversa dal solito, però anche simpatica. Ero pronta per gareggiare già a marzo, dopo essermi fermata per una periostite, ma proprio in quel periodo si è interrotta l’attività. Una situazione disorientante per tutti gli atleti, perché abbiamo dovuto accantonare i nostri obiettivi per qualcosa di più grande di noi”.

 

Purtroppo anche il Tor des Geants deve alzare bandiera bianca e rinviare l’evento al 2021.  

Di seguito il dettagliato comunicato apparso sul sito ufficiale della manifestazione:

“Con grande dispiacere, fatica ed emozione siamo costretti ad annullare le gare TORX™ previste dall’11 al 20 settembre 2020, ovvero il TOR450 – Tor des Glaciers, TOR330 – Tor des Géants®, TOR130 – Tot Dret, Tor30 – Passage au Malatra”. Ad annunciare l’attesa decisione in merito all’organizzazione dell’endurance trail più duro al mondo è il presidente di VDA Trailers, Alessandra Nicoletti, che continua:

Il motivo è strettamente legato alla diffusione del Covid-19. Dopo il 30 gennaio, giorno in cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l’“emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale”, il Governo italiano ha adottato infatti in rapida sequenza misure normative o regolamentari sempre più stringenti, volte a limitare drasticamente la circolazione delle persone all’interno del nostro Paese e lo svolgimento delle attività sportive ed economiche.

VDA Trailers ha atteso fino ad oggi nella speranza, purtroppo vana, che il futuro si delineasse con maggiore chiarezza e che la situazione migliorasse più rapidamente: c’è ancora molta incertezza per i mesi a venire e proprio in questi giorni non è stata esclusa una recrudescenza della pandemia.

Alla data odierna sono ancora in vigore stringenti normative relative allo svolgimento di eventi sportivi (distanziamento sociale e divieto di assembramenti) – sottolinea Nicoletti – e per noi è impossibile garantire la sicurezza sanitaria a ogni singolo concorrente, ai suoi accompagnatori, ai volontari, ai turisti e alla comunità intera della Valle d’Aosta: migliaia di persone che vivono le gare del TOR X sempre in prima fila, a stretto contatto e che sono parte vitale delle nostre attività”.

Il TOR X, inoltre, è un evento internazionale. “Sono 77 le nazioni rappresentate dagli atleti iscritti – continua Nicoletti - e ogni paese sta affrontando la pandemia, con differenze nelle norme di prevenzione e di intervento, secondo gli stati: anche in questo caso è impossibile sapere a chi, e in che modo, sarà garantito l’accesso al nostro paese nel mese di settembre, ed eventualmente il ritorno in patria dopo la gara”.

Una decisione sofferta dunque, maturata dopo lunghe riflessioni e svariati tentativi di capire se ci fossero degli spiragli per organizzare la gara. “Ci siamo subito attivati su due fronti”, spiega il presidente di VDA Trailers. “Da una parte abbiamo monitorato costantemente gli sviluppi della situazione, preso atto delle mutevoli indicazioni governative e valutato gli effetti concreti che avrebbero potuto avere sullo svolgimento delle gare ancora in calendario, mentre dall’altra abbiamo cercato soluzioni alternative. Abbiamo pensato, valutato, confrontato, discusso non solo all’interno della nostra organizzazione, ma anche con enti regionali, sponsor ed esperti di logistica, in un flusso continuo di riunioni a distanza, nella speranza di poter trovare una soluzione che permettesse di organizzare il TORX a settembre”.

Diverse le ipotesi sul tavolo, risultate tutte, purtroppo, impraticabili. “Abbiamo pensato all’attivazione di partenze scaglionate, all’ampliamento e alla separazione delle strutture delle basi vita, all’aggiunta di impianti di sostegno lungo il percorso, ma solo questo avrebbe richiesto un numero di volontari, trasportatori, montatori, tecnici di soccorso e informatici, guide, addetti alla protezione civile, medici, infermieri e fisioterapisti pari al doppio della abituale forza in campo.
Tutto ciò senza tuttavia nessuna garanzia di averla a disposizione, considerando che il primario impegno di questi indispensabili ‘attori’ rimane quello di fronteggiare l’emergenza sanitaria nazionale. “Anche ipotizzando di poter fare affidamento su tutti, niente e nessuno potrebbe garantire la sicurezza in gara, e anche successivamente, di un solo atleta, volontario o spettatore. E la sicurezza, prima ancora del divertimento, dello sport, della solidarietà, è da sempre alla base di ogni nostra iniziativa”.

Ad ogni atleta iscritto sono state comunicate le modalità di rimborso. Ogni concorrente del TOR330 - Tor des Géants® e del TOR450 - Tor des Glaciers riceverà la borsa dell’edizione 2020, che rimane uno dei più importanti simboli del TOR.
L'esito del sorteggio viene mantenuto per una edizione a scelta tra 2021/2022/2023, ed è cedibile ad un altro corridore. Sono al vaglio ulteriori agevolazioni sulle iscrizioni future.

Nel frattempo VDA Trailers, ridimensionata necessariamente la sua complessa struttura organizzativa, composta soprattutto di persone appassionate, dipendenti e collaboratori fissi, non spegnerà comunque i motori ma li farà girare al minimo, osservando con attenzione lo sviluppo della situazione internazionale nei prossimi mesi estivi e autunnali e continuando a lavorare per le prossime edizioni del TOR X. “Continuiamo a camminare e a correre per le montagne di casa e della Valle d’Aosta – concludono gli organizzatori – il TOR rallenta ma non si ferma. Mai!

 

 
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Il nostro Rodolfo Lollini lo aveva anticipato (https://www.podisti.net/index.php/commenti/item/6209-calcetto-basket-beach-volley-boxe-ma-il-running.html), ma ora è una voce autorevole della FIDAL, la Federazione Italiana d Atletica Leggera a fare la "voce grossa".

Ebbene, in vista della prevista riapertura, il prossimo 25 giugno, di impianti di calcetto e similari, dove il contatto fisico è pressoché inevitabile, il Direttore Tecnico Antonio La Torre, in un’intervista rilasciata ad Andrea Buongiovanni della "Gazzetta dello Sport", si è così espresso: “Adesso c'è voglia diffusa di attività. E se davvero il 25 giugno verrà permessa la ripresa degli sport di contatto tipo calcetto, chiederemo che le nostre gare tornino ai format tradizionali, senza corsie alterne o teli per i salti. Anzi, se così sarà, non è escluso che il Consiglio, nella prevista riunione del 30, decida che gli Assoluti di Padova di fine agosto includano le prove di endurance previste a Modena in ottobre”.

Una speranza per la ripartenza? Il DT La Torre ha parlato sempre di gare in pista, ma lo svolgersi della gare endurance in anticipo rispetto ai tempi preventivati sarebbe senza dubbio un gran bel passo avanti anche per la strada.    

 
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Lunedì, 15 Giugno 2020 22:29

Rinviata al 2021 anche la Parma Marathon

Anche la Parma Marathon, prevista per il 18 ottobre prossimo, rinvia la quinta edizione al 2021, dando appuntamento per il 17 ottobre. Ecco il “sofferto” comunicato degli organizzatori, che appare su sfondo nero nella pagina di apertura del sito dedicato :

“Il nostro 5° compleanno l'abbiamo immaginato diverso.

Oggi non è più ieri, oggi per noi è il tempo dell’attesa e dell’ascolto. Per questo, Parmarathon Asd società organizzatrice dell’evento Parma Marathon comunica con molto dispiacere e senso di responsabilità che per l’anno 2020 si è infine deciso di non procedere con l’organizzazione della manifestazione.

La situazione eccezionale legata alla pandemia Covid19, il rispetto per ogni membro della comunità che in qualche modo è rimasto colpito dalle conseguenze del virus e l’assoluta incognita sul futuro di tali eventi sportivi e sulle loro modalità di gestione per garantirne la piena sicurezza non ci permettono di immaginare al momento scenari di fattibilità.

E’ anche nostra intenzione non mettere in difficoltà tutti gli Enti, le Associazioni, il personale, i volontari e le maestranze che ci supportano ed aiutano fin dal primo giorno. E infine noi Runner che, nonostante la voglia di ritorno quanto prima alla normalità, siamo ancora indecisi su come il nostro futuro agonistico e amatoriale possa avvenire con tutta tranquillità e con quelle caratteristiche di condivisione, gioia ed armonia che in questi anni abbiamo riassunto nello slogan “CORRI, VIVI, AMA”.

Il carico di responsabilità è alto per tutti e la situazione incerta non ne permette una piena ed assoluta distribuzione. Questi eventi sportivi si caratterizzano sempre più come eventi turistici e pertanto dovrebbero svolgersi in un clima di alta partecipazione, di naturalezza e di spensieratezza. Tutte caratteristiche che a nostro avviso non si potranno concretizzare appieno. Crediamo che questa decisione sia la migliore in assoluto sebbene la più difficile che abbiamo dovuto prendere fino ad oggi.

Ringraziando ancora tutti per il forte sostegno, la disponibilità e l’impegno profuso ci auguriamo che la nuova data del 17.10.2021 possa essere il nostro punto di ripartenza e che possa permetterci di festeggiare il nostro 5° Compleanno in piena libertà. Con la speranza che quanto capitato fino ad oggi possa trovare una rapida soluzione per tutti noi.

Tutti gli iscritti riceveranno personalmente una comunicazione da parte degli organizzatori.

A presto ragazzi!

Ci prendiamo una pausa, andiamo in vacanza...”.

Simbolicamente, l'immagine che sovrasta il comunicato raffigura sette persone (presumibilmente gli organizzatori, sebbene le mascherine e altro abbigliamento impediscano identificazioni sicure), ognuna delle quali è attrezzata con uno strumento di sport: racchetta, bicicletta, skateboard, sci, frisbee e altro. Insomma, questa estate e autunno sembra che si possa riempire di molti sport, ma non della corsa.

 

 

 
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La Berlin 10km Invitational, gara ad invito su strada, tenuta segreta sino all’ultimo, si è svolta domenica scorsa, 7 giugno nella mattinata, su strade extraurbane nella parte boscosa della città di Schmöckwitz, a circa 25 chilometri a sud-est della Porta di BrandeNburgo, organizzata dal team della Berlin Marathon. 

Otto gli uomini in gara, cinque le donne (più due in gara sulla 5 km e alcuni pacer), con i maschi, tutti top, partiti con circa due minuti di anticipo; assente il pubblico e i giornalisti non avvisati per evitare assembramenti: un buon segnale di ripresa per l’attività su strada. 

Tra le donne, ottima prestazione della 23enne Alina Reh, già campionessa europea Junior e Under23, che ha completato la distanza in 31:26, settimo crono dell’anno, a meno di mezzo minuto dal primato nazionale di Irina Mikitenko (30:57), esfiorando il primato personale (31:23 nel 2018).
Secondo posto per Katharina Steinruck in 32:41, seguita da Caterina Granz, terza in 32:47. 
Molto soddisfatta la Reh, in ripresa dopo il periodo di fermo, e che ha deciso di gareggiare solo all’ultimo istante.   

Tra gli uomini si è imposto Johannes Motschmann in 29:11, seguito da Nils Voigt, secondo in 29:24, e Fabian Clarkson, terzo in 29:36. 

Importanti le parole di da Mark Milde, direttore della Berlin Marathon ed odierno organizzatore: "Volevamo dare l'esempio qui in questo momento speciale. Una gara podistica, pur mantenendo le distanze minime, è difficile da progettare e realizzare. Abbiamo provato questo evento su piccola scala con gare separate per donne e uomini. Quest’anno non c'è stata una stagione podistica, e non si sa se o quando ci sarà di nuovo una normalità in questo senso, in particolare per i migliori atleti. Oggi volevamo fornire una sorta di aiuto motivazionale." 

Il filmato della gara:

https://www.youtube.com/watch?time_continue=31&v=VGYStjBDL5w&feature=emb_logo

 
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Mercoledì, 10 Giugno 2020 12:59

Salta anche la Maratona di New York?

Salta anche la Maratona di New York? Marco Bonarrigo, brillante firma del "Corriere della Sera" e non solo, lo ha scritto il 7 giugno nel pezzo “Maratona, un’industria cancellata”, affermando che è oramai solo una questione di giorni.

Così, anche la tanto ricercata 50^ edizione della maratona più partecipata al mondo (56 mila iscritti, con pettorali già esauriti), in programma il prossimo 1° novembre, salterebbe a causa del Covid-19 come già avvenuto per Berlino, Boston, Milano, Roma e come stanno per annunciare anche Parigi, Chicago e Londra.

Venendo a dettagli pratici, Bonarrigo afferma che “gli organizzatori sollecitano il parere negativo delle autorità locali per attivare le polizze assicurative: i 3.500 italiani già iscritti alla Grande Mela (il solo pettorale costa 500 euro) attendono con ansia”. 

Il pezzo prosegue descrivendo le grandi perdite dell’industria dello sport di massa, in Italia e nel mondo (non solo a New York): considerando che nel 2019, “solo nel running, 52 mila italiani hanno corso una maratona, 133 mila una mezza, 500 mila un evento su distanza diversa”. [Ndr: Calma! Le cifre totali darebbero il numero complessivo delle maratone o degli altri eventi corsi da tutti gli italiani; e se la fonte è la Maxiclassifica di "Correre", i maratoneti sarebbero  36.725, che in totale avrebbero corso 57.092 maratone]

Tutto è bloccato dall’8 marzo e probabilmente lo sarà ancora per molto, come dichiara il segretario FIDAL, Fabio Pagliara: “Lavoriamo su due ipotesi di ripresa, ma temo che nel 2020 ci sarà spazio solo per piccoli eventi che testeranno i protocolli di sicurezza, come le corse in montagna. Non siamo nemici dei runner: i problemi sono tanti, dal via libera del governo alle norme regionali, a chi si assumerà la responsabilità in caso di contagio. Immaginare 2, 5 o 10 mila persone che partono assieme oggi non è realistico. Certo, chi organizza va aiutato: in settimana valuteremo l’abolizione delle tasse gara e aiuti alle società. Ma qualcosa dovrà cambiare. Non si può correre con la mascherina, ma la si può indossare fino al via per poi distribuirsi responsabilmente sul percorso. Il governo dovrebbe concedere crediti di imposta agli sponsor, gli enti locali ridurre le pretese”.

 

   

    

 

 
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6 Giugno - Forse qualcosa comincia davvero a muoversi: si sono svolti a Kramsach (Austria) i campionati tirolesi di corsa in montagna, la prima gara disputata con norme anticovid.

La manifestazione , in programma a fine marzo, era stata rinviata e nessuno immaginava potesse essere recuperata in tempi brevi, favorita dal deciso rallentamento della diffusione del virus nell’intera Austria.

Molto rigido il protocollo di sicurezza, con obbligo di uso di mascherina prima e dopo la partenza,  assenza di docce ma uso di bagni sempre sanificati, presenza di dispenser di gel in più punti nelle zona di avvio e di arrivo.

La gara si  è svolta con partenza a cronometro, con start ogni 30 secondi; il pubblico ha sempre mantenuto una distanza di almeno due metri dai corridori.

Tra i 91 atleti giunti regolarmente al traguardo (5,8 km, 1050 di dislivello), si sono imposti  Tomas Roach tra gli uomini, in 38:41 e Silvia Schwaigerm, tra le donne, in 45:14.

 
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5 Giugno - Clamorosa sospensione per doping per la ventiduenne del Bahrein (ma di origini nigeriane) Salwa Eid Naser, campionessa mondiale in carica sui 400 a Doha, dove ha corso in 48.14, terzo tempo di sempre, il più veloce dal 1985 ad oggi. 

Infatti, l’AIU, l'Athletics Integrity Unit, ha sospeso la Naser per mancata reperibilità nel sistema whereabouts, perché negli ultimi 12 mesi non si è resa disponibile a tre controlli a sorpresa nella località e nell’ora da lei indicate: rischia una squalifica di 2 anni.

Aggiornamento: La situazione della Naser sembra aggravarsi. Di seguito quanto pubblicato oggi 8 giugno da Repubblica: “Si complica la situazione della bahrenita Salwa Eid Naser. I tre controlli antidoping saltati sarebbero avvenuti prima dei Mondiali di Doha, durante i quali la 22enne nata in Nigeria ha vinto l'oro nei 400 con il 3° tempo di sempre (48"14). Rischia due anni. Nel gennaio scorso avrebbe saltato anche un quarto test”.

 
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30 Maggio - Ultimo sabato del mese da tragedia: due runner, due di noi, ci hanno lasciato, morti mentre correvano, in circostanze incredibilmente simili, pur a grande distanza tra loro.

Il 36enne bassanese Fabrizio Bevilacqua alle ore 9.00 è partito sul “suo” solito percorso che prevedeva anche i tre chilometri di salita dalle pendici del Monte Grappa, sul versante vicentino, verso l'alto sul sentiero del “Cavallo”: all'ora di pranzo la mamma, non vedendolo tornare, ha provato a chiamarlo sul cellulare, senza ricevere risposta.
Spaventata, ha chiamato le forze dell’ordine, con la macchina dei soccorsi che si è messa in moto: purtroppo, dopo circa otto ore di ricerca, in tarda serata, Fabrizio è stato ritrovato in una zona irta e ripida, sotto una cresta dove è sicuramente inciampato, finendo giù in un dirupo per un centinaio di metri.
Difficoltose anche le operazioni di recupero, con un'eliambulanza che ha issato il corpo per mezzo di un verricello.
Tesserato per la “Emme Running Team” di Cassola, Fabrizio era impiegato in un'azienda di trasporti, con un’esperienza professionale fino a poche settimane fa, in “Scarpa” di Asolo, azienda specializzata in scarpe da trail e da montagna.

Ma non è finita: il 28enne omegnese Andrea Marchetto era in corsa con altri tre compagni, nella difficile traversata dell’Alpe Olimpio di Colloro, lungo i sentieri dei corni di Nibbio, sopra Mergozzo nella provincia di Verbano-Cusio-Ossola: Andrea guidava il gruppo, ma dopo un’oretta di corsa, verso il Torrione di Bettola è improvvisamente scivolato, finendo in un dirupo.
È finito giù per cento metri, giungendo in fondo già senza vita: i compagni di allenamento, dopo aver provato a chiamarlo più volte, hanno dato l’allarme.
Giunti i soccorsi, non hanno potuto fare altro, anche qui, che recuperare il corpo. I tre amici, che in stato di shock non riuscivano più a muoversi, sono stati portati a valle sempre con un elicottero.
Amante delle sfide estreme, della montagna, dello skyrunning, Andrea lascia la compagna con cui viveva da 4 anni condividendo la passione per la montagna.

 

 
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