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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

28 Marzo - La Crazy Marathon (https://www.podisti.net/index.php/cronache/item/5984-treviolo-bg-1-crazy-marathon-nella-villa-di-fausto-dellapiana.html) corsa in tre tappe da "Sir Marathon" Fausto Dellapiana, non aveva lasciato nessuno indifferente: un esempio di tenacia e di generosità, che ha allietato i cuori di tanti malati e nello stesso tempo ha ispirato altri podisti a correre in casa, seguendo le restrizioni e le direttive dettate dalla diffusione del tremendo virus Covid-19. 

Di qui la proposta di dar luogo ad una gara collettiva sulla distanza della mezza maratona, ma ciascuno in casa propria: è nata così la “Quarantine Half Marathon” che si  è svolta su dieci circuiti casalinghi, tutti nel bergamasco, tranne uno, addirittura in Lussemburgo.                       

Ma come ogni gara che si rispetti c’è una quota di iscrizione: si decide per 50 euro a testa, tanto va tutto in beneficenza al locale Ospedale Papa Giovanni XXIII. 

“Correre per solidarietà e sostegno”, questo il motto, a partecipare sono Luca Natali (Cionfoli), Nicola Sciavone (Flebo), Roberto Rota (Ventesimo), Paolo Silva (Coscia), Paolo Carenini (Goodyear), Silvia Bazzana (BazzRoberto Piazzi (Velo), Luigi Perego (Gigione), Stefano Bolis (Lo Straniero) e Fausto Dellapiana (Sir Marathon). Tutti portano lo speciale pettorale, realizzato per l’occasione, recante il nome della manifestazione, la data, il nome di ciascun partecipante e l'immagine del virus, per non dimenticare. 

Dal blog di Sir Marathon ( http://sirmarathon.blogspot.com/) traiamo le testimonianze di alcuni dei partecipanti: 

Gigione

Domenica 29 marzo abbiamo corso una mezza maratona che, in tempi "normali", non sarebbe niente di eccezionale, ma in epoca di COVID-19, dove le restrizioni la fanno da padrone (per il bene di tutti ovviamente), assume una connotazione decisamente particolare. 

Attenendoci rigorosamente ai divieti, tutti pronti a correre chi nel proprio giardino,  chi in cortile o nelle immediate vicinanze della propria casa con tanto di pettorale. La quota d'iscrizione sarà devoluta all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Ringrazio Sir Marathon e Velo per avermi coinvolto in questa bellissima iniziativa,  alla cui base sta la solidarietà, ma anche la gratitudine verso medici e infermieri e tutti quelli che sono in prima linea in questi giorni duri cercando di far  rialzare la nostra Bergamo ormai in ginocchio da troppo tempo.
Nel nostro piccolo cerchiamo di dare un contributo, restando in salute sia fisica che mentale e sperando che tutto passi al più presto.

Velo

Partenza ore 8.30. Già da subito si capisce che il flessore destro non è d'accordo, non vuole proprio fare 194 giri. Cerco di convincerlo con le buone andando ad un ritmo blandissimo. Si convince, così ne approfitto per alzare la velocità.  Finalmente nessuno rompe le scatole, tutti fanno la loro parte. Giro 48 incredibilmente si fa sentire la prostata. Mi altero e la rimprovero ricordandole che le ho fatto prendere aria 30 minuti prima, si calma anche lei. Giro 62 il flessore ricomincia a brontolare mi dice che è stufo, che mi approfitto di lui perché ho accelerato  ritmo e minaccia di piantarmi; cedo e ritorno ad un ritmo imbarazzante. Giro 89, la prostata incomincia a litigare con il flessore accusandolo di egoismo. Giro 97, sono alla mezza della mezza: francamente quei due hanno rotto, anche perché tutti gli altri fanno il loro dovere ed anzi premono per una performance migliore. In effetti guardo il tempo, impresentabile. Giro 124, la prostata ruggisce, accelero un po' ma il flessore non gliele manda a dire. Continuano a litigare accusandosi a vicenda di non fare il proprio lavoro,  non li sopporto più.  Giro 170, approfitto che nessuno si fa sentire per guardare il tempo, è pessimo ma forse con un piccolo sforzo riesco a stare sotto le 2 ore. Giro 188 , dopo una serie molto positiva il flessore mi manda non una mail ma una Pec. Sono un gentleman ed il messaggio di poche righe preferisco non renderlo pubblico. Giro 194, è finita, non posso gioire perché devo schiudere la prostata che continua a litigare con il flessore scambiando con lui epiteti incresciosi. Non pensavo che potessero arrivare a tanto. Finalmente tacciono, guardo il tempo 2.03 54: il peggior tempo di sempre ma credetemi, con due compagni del genere era il meglio possibile.

Ventesimo

Dopo l'invito lanciato da Velo e Sir Marathon a correre la “Quarantine Half Marathon” ho pensato: Un'esperienza così è da fare! Correre per solidarietà e a sostegno di una struttura ospedaliera in forte difficoltà! Accetto l'invito e preparo un percorso. Oggi, domenica 29 marzo,  partito per percorrere i 53 giri stabiliti, i primi giri mi sento un po’ fuori posto e mi chiedo se riuscirò ad arrivare in fondo perché allenamento zero e il  percorso è un po' impegnativo... Sento una sirena  in lontananza: il pensiero è andato direttamente alla causa... pensando a chi sta male e lotta tra la vita e la morte, i medici e gli infermieri che si prodigano per salvare vite umane mettendo a repentaglio la loro.  Ho azzerato la mia negatività e rimanendo concentrato sul momento storico, Incoraggiandomi con la frase oramai ripetuta e scritta in ogni luogo. ANDRA' TUTTO BENE!!! Terminata la mia corsa in 2h 32' 38”, soddisfatto della mia partecipazione a questo progetto. Grazie per avermi coinvolto! 

Bazz

Quando la corsa diventa parte di te, quando parte integrante della tua routine, diventa veramente impossibile rinunciarvi. All'inizio di questa pandemia, quando ancora così non si voleva chiamarla, mi sentivo quasi in colpa ogni volta che indossavo le scarpette per uscire, in solitaria, nei percorsi di campagna dietro casa. Quando poi è stato pubblicato il nuovo Decreto, sia Ministeriale che Regionale, con impegno e cercando di non pensarci ho iniziato ad allenarmi con esercizi e con l'ausilio della spinner bike, all'interno delle mura domestiche. La corsa mi mancava terribilmente, o meglio la mia mente e il mio fisico iniziavano ad aver qualche cedimento... mal di testa, ansia e nervosismi scandivano la mia giornata! Allora ho deciso di ritagliarmi un percorso, interno alla proprietà e al parcheggio prospiciente, di 213,34 m, e ripeterlo più volte. Ho iniziato da subito a star meglio, a sentirmi nuovamente viva!!! Poi, tra una mail e l'altra, vengo a sapere che qualche altro amico è in "astinenza" di corsa. Domenica 29, con l'intento di devolvere i proventi dell'iscrizione all'Ospedale Papa Giovanni XXIII, si è organizzata dunque la corsa "a distanza": 21,097 km, una mezza maratona! Quanti giri devo fare del mio percorso per coprire l'intera distanza?! Beh, dai, sono solo 99 giri, ce la posso fare!!! Così, dopo aver inviato la mia adesione all'Organizzatore, e "pagato" la quota d'iscrizione, alle ore 9.00 in punto di ieri sono partita dal cancellino di casa per affrontare i miei 99 giri. Dopo 1h 52'52", alla conclusione del novantanovesimo giro, ho terminato la mia avventura, scandita da tanti pensieri, forse troppi, da qualche vescichina (per via delle curve), e da una sola immagine finale: "Dai Grazia che ce la fai!!".Con l'auspicio che arrivino presto tempi migliori per tutti, e ovviamente non cronometrici, resto pronta a cimentarmi in altre "sfide". Grazie, in bocca al lupo a tutti!

Flebo

Ore 9,26 con la celebre puntualità che mi contraddistingue inizio la mia mezza. Confortato dalla temperatura fresca approccio il mio circuito (56 giri da 373 m più il tratto iniziale, e finale, che servono per arrivare al circuito) con tanto entusiasmo ed un pizzico di eccitazione, è da mesi che non indosso un pettorale! I primi 10 chilometri volano via che è un piacere, inanello giri su giri senza alcun problema. Il percorso rispetta le aspettative, ad ogni giro saluto il trombettiere dei Mille, respiro i profumi del parchetto e mi compiaccio del marmoreo lato B, in più (sorpresa delle sorprese) proprio come  Artemio nel "Ragazzo di campagna", godo al  passaggio del treno, unica distrazione della mattinata. Al 12esimo km approfitto del ristoro sorseggiando un buon tè caldo, continuo a correre mantenendo lo stesso ritmo fino al secondo ristoro del 17 esimo km, durante il quale testo la bontà delle doti da assistente di mia moglie (... rimandata) e mi cambio la maglietta. Ormai mancano pochi giri alla fine ed anche se la stanchezza inizia a farsi sentire con qualche dolorino muscolare di troppo stringo i denti e taglio il traguardo con un unico pensiero: Anche questa volta la Bazz mi avrà pettinato?

Lo Straniero (soprannome dettato dal vivere all’estero, in Lussemburgo)

Per sicurezza mi sono imposto regole più restrittive di quelle locali, corro di notte, su una ciclabile tra i campi, così non incrocio nessuno. Non facile uscire quando sarebbe ora di andare a letto,  basta un niente per passare da “vado” ad “andrò domani”. Un giro ok, due giri solo con molta motivazione, mai pensato di farne 3.5 per completare una mezza.
L’iniziativa di Sir Marathon e’ un modo originale per contribuire alla causa della solidarietà’. Quindi “VADO”.
Cinque gradi e vento contrario (in una direzione), salitona tipo muro di classica fiamminga (nell’altra), buio, silenzio. Tempo per pensare, ma non troppo. Un occhio alla strada per non inciampare in qualche ramo o zolla di terra lasciata dai carri agricoli. Non ci sono spettatori, né veri né immaginari. Immagino di sfrecciare in una corsia di ospedale e incoraggiare con un MOLAMIA chi steso su un letto sta correndo la maratona della vita e chi attorno ai letti sta facendo da settimane una ultra-maratona impensabile fino a qualche mese fa e il cui traguardo non è proprio dietro l’angolo.
Il villaggio si avvicina, ritorno nella realtà, un altro giro nel quartiere per arrivare alla distanza richiesta. Arrivo.

Sir Marathon

Fuori dal letto un'ora prima del previsto, colazione, vestizione e sono pronto sulla linea di partenza; anche questa volta sono in prima fila. Foto di rito pregara, e sono pronto per la partenza in larghissimo anticipo.
Starter di oggi Oliver. Dovendo scegliere tra i tre nipotini, ho scelto lui, perché, oltre al solito countdown, ha pure aggiunto un incitamento: “Tre, due, uno … via! Vai, nonno!”.

Correre in tracciati tortuosi e ristretti (tracciato di 34,5 metri da percorrere 337 volte, ndr) richiede (oltre ad una sana pazzia) anche concentrazione, ma avendo già percorso più di mille giri, posso affermare di aver memorizzato tutti i dettagli; quindi posso inserire la modalità “pilota automatico” e lasciare la mente libera di pensare ad altro. Pensieri, sensazioni … in gran parte sono riflessioni personali: nipotini, figlie e moglie mi terranno compagnia per gran parte della corsa. Ma questo credo che non interessi nessuno!
La prima cosa che “sento” … è il silenzio! Non ci sono macchine, non ci sono persone in giro, è quindi normale. È vero, ma domenica scorsa nell'identica situazione il silenzio era rotto dal lacerante suono delle sirene delle autoambulanze e dalle campane che suonavano a morto. Oggi, per fortuna il campanile scandirà con i suoi rintocchi solo il tempo della mia gara, e l'unico rumore estraneo sarà quello provocato dal decollo di due aerei, che normalmente dà fastidio, ma in questo caso l'ho visto come una speranza per il futuro.
Naturalmente il pensiero va a tutte le persone coinvolte nel dramma: ai medici, agli infermieri e a quanti si impegnano nell'assistenza dei malati: a loro auguro di poter presto prendersi un meritato riposo. Questo vorrà dire che il peggio è alle nostre spalle. Se a loro posso augurare riposo, ai malati posso solo augurare “fatica”. Ai nonni ed alle nonne la fatica di portare i nipotini al parco, di leggere loro favole. Ai papà ed alle mamme la fatica di seguire i propri figli in una corsa o di poter essere di aiuto nei compiti. A tutti gli altri la fatica di una lunga passeggiata in montagna.
Un pensiero particolare per Giuditta, che, come nella sua prima maratona ha vinto la gara nei miei confronti, ora sta vincendo quella più importante ed è a pochi metri dal traguardo.

… Questo vecchio fisico sta rispondendo meglio del previsto e solo ora entra in modalità “gara”. Il passo si allunga, la velocità aumenta e di conseguenza anche il raggio delle curve è più ampio. Dai rintocchi del campanile vedo la possibilità di terminare la gara sotto le tre ore. Dal telefonino sento continui “bip” “bip”: sono le foto ed i tempi degli altri amici che hanno già terminato il loro sforzo. Ultimo giro, solo 34 metri. Taglio il traguardo in 2h 58' 19”. Obiettivo raggiunto! 

In conclusione, per Sir Marathon la soddisfazione di aver inventato la prima mezza casalinga collettiva (uniti ma distanti, recita un famoso, attuale, slogan della Fidal) e soprattutto la soddisfazione di aver regalato a tutti partecipanti l’attestato di partecipazione consistente nella copia del bonifico fatto per l'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. 
Il cuore grande di chi corre!!!

 

 

 
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28 Marzo - Con l’estensione delle restrizioni per fermare l’espandersi del coronavirus in tutto il mondo, si diffonde anche all’estero la voglia di correre e nascono anche lì "gare in casa" del tutto particolari.

A Southampton, nel Regno Unito, il 47enne informatico Gareth Allen ha deciso di correre una maratona nel cortile-giardino di casa, definita la Garden Marathon.

Allen è un maratoneta per passione, ha all’attivo già 159 maratone e ultra-maratone, e quest’anno avrebbe partecipato a diverse gare lunghe raccogliendo fondi da destinare in beneficenza.  

Il tracciato, delimitato con nastro adesivo e vasi di fiori, è risultato pari a 130 piedi vale a dire 39,624 metri che il runner ha ripetuto ben 1066 volte superando la misura dei 42195 metri di maratona, ovvero raggiungendo 42239 metri in circa cinque ore e mezza, quando ha tagliato il traguardo rompendo lo striscione di finisher fatto con carta igienica.     

Poi, non contento, ha proseguito fino a 1254 giri complessivi raggiungendo quasi 31 miglia, 49688 chilometri, in sei ore e rotti.  

Allen per evitare troppi sovraccarichi ha cambiato direzione di marcia (come abbiamo già visto praticare da suoi 'colleghi' italici) ogni 100 giri; non mancava di certo l’area ristoro dove ritrovare energie.

La sua performance è stata trasmessa in diretta streaming su facebook, ottenendo oltre 386.000 visualizzazioni, e i complimenti di chi ha apprezzato la sua ferrea volontà e la determinazione nel non fermarsi in un periodo realmente complicato per chi fa sport di lunga durata e all’aperto.

Non è mancata neanche la consegna della tradizionale medaglia.     

“Girare gli angoli mi ha decisamente rallentato e dovevo cambiare direzione ogni 100 giri, ma la mia famiglia mi ha sempre incoraggiato e mi urlava i commenti che arrivavano in diretta dagli utenti collegati. Il pensiero che tanta gente mi stesse guardando mi ha impressionato, è stato più di quanto mi sarei aspettato”, le sue parole.

Allen, con la sua maratona, ha raccolto oltre 2500 sterline che ha destinato a due enti locali di assistenza ai bambini in difficoltà. 

Al seguente link è possibile rivedere la Garden Marathon:

https://www.facebook.com/TheAllenAsylumWarden/videos/10157197095936762/?action_history=null

 
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Rocco Biscione ci ha lasciato oggi: quel maledetto virus ci ha portato via il nostro gigante buono.

Rocco aveva un fisico possente, una grande mole, certamente non era nato per fare il runner, il maratoneta: ma con la sua incredibile forza di volontà per anni ha partecipato ad ogni gara, su tutte le distanze, 'vincendo' ogni volta che tagliava il traguardo.

Ha sempre indossato la canotta della “San Nicola Runners”, era la sua società, il suo gruppo, la sua famiglia.

Ma la sua famiglia era anche l’intero popolo dei corridori, perché Rocco aveva un sorriso per tutti, una parola gentile, un incitamento. Era anche maestro di umiltà, partiva sempre tra gli ultimi e, se poteva, recuperava posizioni.

Da un po’ di tempo, causa problemi personali, aveva abbandonato le corse agonistiche; partecipava se poteva alle non competitive, ma non mancava di venirci a trovare sulla sua bicicletta con cui andava pure al 'lavoro', nel volontariato del servizio di assistenza dell’Associazione alla quale era iscritto.

Senza retorica, senza piaggeria, confermo che a lasciarci presto sono sempre i migliori.

Allego di seguito il messaggio delle società baresi che ricordano Rocco:

I runners baresi sono davvero una grande famiglia e oggi hanno perso uno di loro. Le società podistiche di Bari si stringono tutte insieme nel dolore per la scomparsa di Rocco Biscione. Riposa in pace gigante buono

Acquamarina
Amici strada del tesoro
Asopico Runners
Atleticamente
Atletica Azzurra
Bari Road Runners
Bersaglieri
Bio Ambra New Age
Cral Acquedotto Pugliese
Cus Bari
La Fabrica di Corsa
Per Aspera ad Astra
Quelli della Pineta
Runner del Levante
Runners for Emergency
Running Team D’Angela Sport
San Giuseppe Madonnella
San Nicola Runners
Strarunners

 

 
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A Caldarola, in provincia di Macerata, come in tutta Italia, erano continui gli inviti a rimanere a casa per limitare la diffusione del coronavirus.
E il sindaco del paese, Luca Giuseppetti, alcuni giorni fa, aveva postato sui social un video di richiamo dove invitava con decisione la popolazione a rispettare le direttive del Governo: “Vedo troppa gente in giro, c'è chi va ai supermercati due volte al giorno. Mi sono rotto le pa***, dovete stare a casa. È possibile che non riusciate a capire l’importanza di stare a casa? Non lo so se in questo modo riusciremo a venirne fuori, ve lo dico prima. Dite ai medici e agli infermieri degli ospedali che siete stanchi di stare a casa. Trovate sempre una scusa per uscire, malgrado abbiamo attivato un servizio con la Protezione civile per portare la spesa e i medicinali a casa... Non vi è bastato vedere i camion dell’esercito che portavano via le bare?!”.

Ma la sorpresa qualche giorno dopo, quando il vicesindaco, Giovanni Ciarlantini, convinto podista, è finito nei guai. Sul suo profilo Facebook infatti è apparsa l'immagine di una app con il tracciato, i chilometri percorsi e la durata della corsa giornaliera: 30 chilometri. A tradirlo l'applicazione sul cellulare che Ciarlantini si era dimenticato di disattivare, o forse quel certo esibizionismo social che ha preso quasi tutti (non solo podisti), e che al vicesindaco è valsa la multa dei Carabinieri per 560 euro.   

Inutili le scuse e le giustificazioni (“Non ho incontrato nessuno. Ma ho sbagliato e per questo sono stato multato giustamente dalle autorità. Chiedo scusa ai miei concittadini. Per me lo sport è vita e in passato con lo sport ho risolto i miei problemi di natura fisica"), aggiungendo anche che come allenatore di calcio doveva tenersi in forma: a quel punto, Ciarlantini ha dovuto rassegnare le dimissioni dalla carica: “Preso atto della incresciosa situazione venutasi a creare, per la quale rinnovo il dispiacere e le scuse a tutta la cittadinanza, con pieno senso di responsabilità rassegno le dimissioni dall'incarico di assessore e vicesindaco del comune di Caldarola attualmente ricoperti da me”.

Al Sindaco non è rimasto che nominare un nuovo vicesindaco e un nuovo assessore... Improbabile che sia podista, almeno in questo periodo.

 

 
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28 Marzo - Incredibile impresa di Gianluca Di Meo che ha corso 100 chilometri sul balcone della sua abitazione a Codevigo, in provincia di Padova.

“Ho voluto dare un messaggio positivo: con queste restrizioni non ci dobbiamo abbattere, anche in quarantena ci si può divertire, anche in casa tutto è possibile…”, le sue parole.  

Il 44enne bolognese, trasferitosi in Veneto da due anni dopo le nozze,  maratoneta ed ultratrailer, con oltre 300 fra maratone ed ultra all’attivo, compresi tre Ultra Trail del Monte Bianco, la tre Cime di Lavaredo, il Gran Raid du Cromagnon ed il Tor des Geants, un personale di 2h53 in maratona e di 8h22 sulla 100 chilometri, e una vittoria nel 2017 nella 150 chilometri sulla neve di Rovaniemi, ha corso da un capo all’altro del balcone lungo 8,8 metri: partito alle 4,38 del mattino, ha completato la distanza di maratona dopo 4.595 dietrofront in 7h15’.

Ma non è soddisfatto, dopo aver mangiato un piatto di pasta ha proseguito per concludere i 100 chilometri che ha completato dopo 11.370 andirivieni sul balcone alle ore 22:56, in 18 ore e 19 minuti, comprese tutte le pause durate circa 1h21’.

Per tenere il conto dei giri, Gianluca ha fatto un segno su un foglio ogni 100 giri, usando anche, per non sbagliare, un gps satellitare, percorrendo - per eliminare ogni dubbio - un paio di chilometri in più, dopo aver tagliato il traguardo dei 100 chilometri.

Difficile trovare il passo: “All'inizio correvo forte, ma accelerare e fermarsi causava contratture ai muscoli. Dopo 10 chilometri ho cambiato appoggio, avevo i polpacci di marmo: una sorta di mezza via tra marcia e corsa. Poi ho trovato l'andatura”.

E confessa di non essersi annoiato, “perché nella mia testa non visualizzavo il mio terrazzo. Pensavo alle montagne, ai luoghi dove più amo correre”.

Di seguito il link per vedere il servizio del TG3 Rai Veneto dedicato alla 100 km casalinga di Gianluca Di Meo: https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2020/04/ven-Gianluca-Di-Me-Bologna-Padova-Maratona-Coronavirus-85b1364b-f26a-4912-9c32-94f50dbe82d4.html

 

 

 

 
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Jackidale, al secolo Jacopo D’Alesio, 21enne studente nato ad Arona, è uno youtuber: mi dicono abbia un grande seguito, ma francamente fino a qualche giorno fa ne ignoravo l’esistenza.

Un video che spopola anche tra noi podisti mi ha permesso di conoscerlo e di scoprire la comune passione per la corsa, più antica per me, risalente invece a un solo anno e mezzo per lo youtuber.

Ebbene, Jackidale, che avrebbe voluto quest’anno debuttare in maratona, probabilmente a Milano, bloccato anch’egli dai divieti in seguito all’epidemia da Coronavirus, ha ben pensato di correre una maratona in casa sua a Milano.

Corridoio, camera da letto, terrazzo, il circuito per un totale di 26,1 metri, quindi da ripetere 1617 volte per superare la classica distanza di 42195 metri.

Jackidale non ha voluto far le cose senza criterio, si è affidato ad un personal trainer per consigli vari e per la preparazione del ricco ristoro dove potersi fermare secondo i bisogni per ritrovare le energie.

Sul tavolo del ristoro un contatore da pigiare ad ogni giro per non sbagliarsi, oltre alla ripresa e alla diretta  su… youtube.

A disposizione anche un paio di scarpe e di calzini di ricambio, una felpina per le ore più tarde e fredde.

Il nostro temerario è partito piano, per poi aumentare gradatamente, avendo cura di invertire il senso di marcia ogni 100 giri, poi ogni 50, per evitare i dolori alle anche causa le tante curve.

Sempre più dura continuare, malgrado il tifo dei vicini, attratti dal vederlo correre in casa.

Con una forza di volontà incredibile, dopo aver fissato la fascia di arrivo notoriamente riservata al vincitore in ogni gara, Jackidale ha tagliato il traguardo in 8h02:31, divenendo di fatto (anche se non proprio 'di diritto') un maratoneta.

Simpatico il video, lo potete vedere al seguente indirizzo:  https://www.youtube.com/watch?v=FyNV1hzoKoY&feature=youtu.be

 
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L’amore per la corsa non ha limiti ed ostacoli. In piena epidemia di coronavirus, il supermaratoneta Ferdinando Gambelli, 70anni il prossimo 4 aprile, non poteva rinunciare a correre, senza però violare alcuna restrizione. “Dato che non si può uscire di casa, bisogna uscire con la fantasia”, le sue parole.

Il giro del terrazzo di casa misura 36 metri e, allora, l’idea di ripeterlo per 589 volte per superare la distanza classica della mezza maratona (21097 metri), giungendo a 21200 metri.

Pensionato dopo una vita di lavoro nell’ingrosso di calzature, Gambelli avrebbe voluto correre quest’anno 70 maratone, quanti sono i suoi anni: ma l’attuale emergenza lo ha chiaramente bloccato.

Nella sua mezza casalinga, Gambelli racconta che: “Ogni 10 giri segnavo una crocetta su un foglio per non perdere il conto, ogni due crocette cambiavo senso di marcia, per non farmi girare la testa”.

3 ore e 16 minuti il tempo finale, un buon risultato date le difficoltà, ma soprattutto una maniera concreta di reagire a questa terribile pandemia.

Ecco il breve video della sua mezza, pubblicato da Corriere Adriatico:    

https://www.corriereadriatico.it/video/primopiano/coronavirus_ferdinando_corre_la_mezza_maratona_terrazzo-5130058.html

 
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24 Marzo - Aveva promesso di correre nel suo giardino di Innsbruck una maratona intera pur di raccogliere fondi da destinare alla Croce Rossa per l'emergenza coronavirus: 2412 giri ad “otto” tra due alberelli sul tracciato disegnato a terra con il gesso per raggiungere la tradizionale distanza di 42195 metri, sotto gli occhi di due figure cartonate nelle vesti di Giudici.

Professore di matematica e podista per passione, il tirolese Simon Lerch, con un personale di 2 ore e 57 minuti sulla distanza, è  partito alle ore 10.00 e, giro dopo giro, con circa 5000 curve a gomito effettuate, ha concluso la distanza in meno di cinque ore, 4h52:18, se non sbagliamo i conti.

Ma è tutto visibile: infatti su youtube, la Quarantine Marathon è  andata in diretta proprio per raccogliere fondi. Al seguente link è possibile rivederla: https://www.youtube.com/watch?v=PecQfp3RiyQ

Ultima annotazione:  Simon è riuscito a raccogliere 1500 euro, tutti donati in beneficenza come da promessa.  

 

 
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30 Marzo - I Giochi Olimpici di Tokyo, rinviati a causa della pandemia da covid19, si svolgeranno dal 23 luglio all’8 agosto 2021: il CIO, il Comitato Olimpico Internazionale ha ufficializzato le nuove date sul proprio sito al termine dell'accordo raggiunto con ii comitato organizzatore dei Giochi, il governo metropolitano di Tokyo e il governo nipponico.

Sono state decise anche le date per i Giochi Paralimpici, che si terranno dal 24 agosto al 5 settembre 2021.

Tre le motivazioni alla base della decisione, in linea con i principi stabiliti dal Comitato esecutivo del CIO il 17 marzo 2020 e confermati nella riunione di oggi, approvati da tutte le federazioni sportive olimpiche estive internazionali (IF) e da tutti i comitati olimpici nazionali (NOC): proteggere la salute degli atleti e di tutti i soggetti coinvolti e favorire il contenimento del virus COVID-19; tutelare gli interessi degli atleti e dello sport olimpico, e il calendario sportivo internazionale globale.

Ecco il comunicato del CIO: 

"Queste nuove date offrono alle autorità sanitarie e a tutte le parti coinvolte nell'organizzazione dei Giochi il tempo massimo per affrontare il panorama in costante cambiamento e l'interruzione causata dalla pandemia di COVID-19. Le nuove date, esattamente un anno dopo quelle inizialmente previste per il 2020 (Giochi olimpici: dal 24 luglio al 9 agosto 2020 e Giochi paralimpici: dal 25 agosto al 6 settembre 2020), hanno anche l'ulteriore vantaggio che qualsiasi interruzione che il rinvio causerà al calendario sportivo internazionale può essere ridotta al minimo, nell'interesse degli atleti e delle IF. Inoltre, forniranno tempo sufficiente per completare il processo di qualificazione. Saranno attuate le stesse misure di mitigazione del calore previste per il 2020". 

I Mondiali di atletica

A seguito dell’ufficializzazione delle date di Tokyo 2020, World Athletics (la ex Iaaf), la Federazione Internazionale di Atletica, ha annunciato lo slittamento di un anno dei Mondiali di atletica, in programma quindi nel 2022, in data da precisarsi, a Eugene, negli USA. 

Ecco il comunicato: "Sosteniamo la scelta delle nuove date del 2021 per l'Olimpiade di Tokyo 2020, annunciate dagli organizzatori giapponesi e dal CIO. Tutto ciò darà modo ai nostri atleti di tornare ad allenarsi e a competere nei tempi giusti. Ognuno deve essere flessibile, e ora stiamo lavorando con gli organizzatori dei nostri Mondiali di Eugene, in Oregon, per trovare le nuove date nel 2022".

 

 
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22/24 Marzo - Fausto Dellapiana, notissimo maratoneta 69enne del bergamasco (671 maratone corse nel suo palmares), chiuso in casa dall’emergenza Coronavirus, ha deciso di correre una maratona in tre tappe, in tre giorni, tra giardino e cortile di casa all’interno della sua villetta  a Treviolo. 

“Sir marathon”, come è noto Dallapiana nel mondo dei maratoneti, l’ha chiamata “Crazy Marathon”, definendola la maratona della resilienza: una gara per esaltare “lo spirito bergamasco che non molla mai: ecco il motivo di questa sfida sui generis”. 

Il percorso “dopo la misurazione è risultato essere di 62,5 metri, da percorrere 675 volte, con l’ultimo giro maggiorato di 7,5 metri”, ha detto Fausto, con partenza dettata dal cellulare dai nipotini lontani, con “foto dei miei affetti più cari che ho posizionato in prossimità di una curva”. 

Nessun altro concorrente, pochi gli spettatori, i vicini ad osservare dai balconi, e la signora Rosanna in veste anche di medico.    

La prima tappa, corsa sabato 22, è stata chiusa in 2h03:39; la seconda, domenica 23, è stata completata in 2h06:01; la terza e ultima di lunedì 24, ha portato il crono complessivo in 6h13:58. 

Le prime due tappe sono state corse da Fausto con la maglia della sua gloriosa società, la Runners Bergamo,  la terza in maglia nera, a lutto per le tante vittime del Covid19. 

Particolare la quota d’iscrizione, 100 euro, andati in beneficenza alla Azienda Socio Sanitaria Territoriale Giovanni XXIII. 

Sir Marathon ha raccontato la sua maratona nei dettagli sul suo blog: al seguente link,  http://sirmarathon.blogspot.com/2020/03/crazy-marathon-la-gara.html è possibile leggere i dettagli dell’impresa.

   

 
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