Direttore: Fabio Marri

* Per accedere o registrarsi come nuovo utente vai in fondo alla pagina *

Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

Venerdì, 27 Marzo 2020 18:36

Annullata la 100 km del Passatore 2020

27 Marzo - E’ ufficiale l’annullamento della 48^ edizione della 100km del Passatore, la Firenze-Faenza, in calendario per il 23-24 maggio: annullamento quasi naturale, causa epidemia per coronavirus, anche nella triste considerazione che forse a fine maggio saremo ancora in emergenza e bloccati in casa. Tanto è vero che in questa stessa giornata la Fidal ha sospeso le sue manifestazioni sino al 31 maggio.

La 48^ edizione del Passatore è  rinviata a fine maggio 2021: pregevole l’iniziativa di ritenere valide le iscrizioni per il 2021 senza sovrapprezzi, non sono però indicate le procedure di rimborso per chi non potesse partecipare fra 12 mesi.

Ecco il comunicato ufficiale:   

L'Asd 100 km del Passatore comunica ufficialmente l'annullamento dell'edizione 2020 dell'ultramaratona non essendo possibile rinviare ad altra data la Firenze-Faenza. Per la prima volta nella sua lunga e gloriosa storia, iniziata nel 1973, l'ultramaratona intitolata a Stefano Pelloni non verrà disputata causa emergenza mondiale scatenata dalla pandemia Covid-19. La 48esima edizione è rinviata a fine maggio 2021. 

Come noto, l'organizzazione della 100 km del Passatore coinvolge, oltre a migliaia di atleti provenienti da tutto il mondo anche personale sanitario, della protezione civile e delle Forze dell’Ordine sempre più impegnate in questioni di fortissima emergenza. Confermata l'impossibilità di rinviare entro l'anno 2020 la Firenze-Faenza per motivi logistici e organizzativi, unitamente a manifestazioni già fissate nel periodo autunnale nel calendario del comune di Faenza, l'Asd 100 km del Passatore ha ritenuto giusto comunicare con anticipo l'annullamento della gara. 

Le iscrizioni già effettuate per l'edizione 2020 della 100 km del Passatore saranno pertanto considerate valide per il 2021. 

24 Marzo - La notizia è oramai ufficiale: i Giochi Olimpici di Tokyo 2020 sono rinviati di un anno, al 2021, a causa della pandemia di coronavirus. 

La proposta di rinvio del primo ministro giapponese Shinzo Abe esposta durante la conference call con il presidente del Comitato olimpico internazionale Thomas Bach a cui hanno partecipato il governatore di Tokyo Yuriko Koike, il presidente del comitato organizzatore Yoshiro Mori, il ministro giapponese dei Giochi Olimpici Seiko Hashimoto, è stata accettata dal CIO: "La decisione di posticipare i Giochi è totalmente condivisa", ha dichiarato Abe, “si chiameranno comunque Tokyo 2020 e saranno la testimonianza della sconfitta del virus". 

Ecco il comunicato ufficiale emesso da CIO, il Comitato Olimpico Internazionale: "La diffusione senza precedenti e imprevedibile dell'epidemia ha visto il deteriorarsi della situazione nel resto del mondo. Ieri, il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha dichiarato che la pandemia di COVID-19 sta accelerando. Attualmente ci sono oltre 375.000 casi registrati in tutto il mondo, e in quasi tutti i paesi il loro numero sta crescendo di ora in ora. Nelle circostanze attuali e sulla base delle informazioni fornite oggi dall'OMS, il Presidente del CIO e il Primo Ministro del Giappone hanno concluso che i Giochi della XXXII Olimpiade di Tokyo devono essere riprogrammati a una data successiva al 2020, ma non oltre l'estate 2021, per salvaguardare la salute degli atleti, di tutti i partecipanti ai Giochi olimpici e della comunità internazionale. I leader hanno concordato sul fatto che i Giochi Olimpici di Tokyo potessero rappresentare un faro di speranza per il mondo durante questi tempi difficili e che la fiamma olimpica potesse diventare la luce alla fine del tunnel in cui il mondo si trova attualmente. Pertanto, è stato stabilito che la fiamma olimpica rimarrà in Giappone. È stato inoltre concordato che i Giochi manterranno il nome di Giochi Olimpici e Paralimpici di Tokyo 2020".

 

 
What do you want to do ?
New mail

23 Marzo - Un breve comunicato sul sito della 50km di Romagna comunica l’annullamento della manifestazione, rimandandola al 2021.

Ecco il testo: “A seguito dell'emergenza Coronavirus, il comitato organizzatore della 50 Km di Romagna ha deciso di ANNULLARE l'evento in programma il 25 aprile 2020.

Gli iscritti saranno reiscritti gratuitamente per l'edizione del 25 aprile 2021. Seguirà a tutti gli iscritti una mail con la procedura da eseguire per la reiscrizione gratuita.

Ora pensiamo alla salute e tutti insieme diciamo: andrà tutto bene!

 

23 Marzo - Mattia, il 38enne cosiddetto paziente uno, il manager, il podista, lo sportivo, ha battuto il coronavirus ed è oggi tornato a casa, a Castiglione d'Adda, dopo il lungo ricovero al Policlinico San Matteo di Pavia, l'Irccs nel quale era stato trasferito dall'ospedale di Codogno.
A questo punto possiamo anche farne il cognome, che abbiamo sempre saputo, ma non pubblicato, per non fargli una pubblicità che Mattia avrebbe preferito non avere, almeno nelle settimane peggiori. Vediamo peraltro che nome e cognome sono pubblicati da almeno due settimane in varie sedi, in relazione alla malattia: https://www.runnersworld.it/correre-coronavirus-dentro-zona-rossa-intervista-runner-codogno-9122https://www.piacenza24.eu/nino-vive-a-codogno-nel-volto-delle-persone-si-vede-la-paura-consiglio-di-mantenere-la-calma/ ; https://www.runnersworld.it/mattia-il-runner-di-codogno-migliora-9137: dunque nessuno ci accuserà di aver violato un segreto.

Mattia ha perso il padre Moreno, 78 anni, sportivo pure lui (sempre a causa del Covid), mentre la moglie, in stato interessante, è stata dimessa prima di lui ed è in ottime condizioni, come il bimbo che dovrebbe nascere a giorni.
Questa la prima dichiarazione del 'collega' scampato: "È difficile dopo questa esperienza fare un racconto di quello che mi è successo. Ricordo il ricovero in ospedale a Codogno, mi hanno raccontato che per 18 giorni sono stato in terapia intensiva per poi essere trasferito nel reparto di malattie infettive dove ho ricominciato ad avere un contatto con il mondo reale e a fare la cosa più semplice e bella che è respirare. Da questa mia esperienza le persone devono capire che è fondamentale stare in casa, la prevenzione è indispensabile per non diffondere l'infezione. Questo può significare anche allontanarsi dai propri cari e dagli amici perché non sappiamo chi può essere contagioso. Io sono stato molto fortunato perché ho potuto essere curato. Ora potrebbero non esserci medici, personale e mezzi per salvarti la vita. Da questa malattia si può guarire. Io devo dire grazie al professore Bruno, ai rianimatori e a tutto il personale degli ospedali di Pavia e Codogno, che con la loro professionalità mi hanno permesso di tornare a vivere. Ora chiedo per favore a tutti i media di rispettare la privacy mia e quella della mia famiglia perché vorremmo proprio, piano piano, dimenticare questa brutta esperienza e tornare alla nostra normalità".

Al seguente link è  possibile ascoltare il messaggio audio: https://www.youtube.com/watch?v=qNibrommu30

 
 

23 Marzo - L’intervista a Catherine Bertone, maratoneta della nazionale italiana e pediatra dell’ospedale di Aosta, rivela tutte le difficoltà di questo tragico momento nazionale.

Pubblicato contemporaneamente stamani su La Gazzetta del Mezzogiorno e sul Giornale di Sicilia, l’articolo permette alla 48enne atleta, che vanta un ottavo posto all'europeo sulla distanza (e un personale di 2h28:34), di rivelarci la speranza di arrivare ai Giochi Olimpici di Tokyo “con i tempi e le qualificazioni” e che soprattutto la situazione generale migliori “e dunque li facciano, questi benedetti Giochi”.

L’anno scorso, Catherine - pediatra in servizio presso l'ospedale Beauregard di Aosta -  aveva dovuto rinunciare ai Mondiali di Doha non potendo usufruire di ferie e permessi per potersi allenare in modo serio: “Vestire la maglia azzurra per me è sempre motivo di orgoglio, ma la chiamata l'anno scorso è arrivata a ridosso dell'estate e stravolgeva l'organizzazione del reparto in cui lavoro, con le ferie già fatte: tenete conto che in certi mesi la popolazione in Val d'Aosta raddoppia, e bisogna farsi trovare pronti”.

Quest’anno, invece, il contagio da coronavirus sta cambiando tutto, i Giochi non si sa se saranno rinviati nel 2020 e addirittura spostati nel 2021: “L'eventuale rinvio di un anno dei Giochi non mi spingerebbe a smettere. Io amo troppo correre, e lo farò per un altro anno se Tokyo si svolgerà nel 2021. L'Olimpiade rimane il mio obiettivo”.

Ma in questo momento, allenarsi risulta difficile anche per un’atleta della Nazionale, per i divieti e anche per la campagna denigratoria nei confronti dei podisti visti come i moderni untori: “So bene che questo è un momento difficilissimo, ma non capisco tutto questo odio che si sta scatenando contro i runner. Io non faccio del male a nessuno se vado a correre, sempre da sola, per allenarmi per un obiettivo importante. Ma con l'ultimo decreto sono tre giorni che non lo faccio, e ora sono molto perplessa. Come faccio a prepararmi? Per le Olimpiadi, se le faranno quest'anno e se ci sarà un allentamento dei parametri, potrei rientrare per via del ranking, ma non posso mica allenarmi a casa. Io rispetto le indicazioni che sono state date agli italiani, ma tutto questo rancore contro chi corre mi sembra una caccia alle streghe come succedeva nel Medioevo. Sono passati i secoli ma la stupidità di tante persone rimane”.

Parole chiare quelle di Catherine…

 
What do you want to do ?
New mail

22 Marzo - I Giochi Olimpici di Tokyo vanno verso il rinvio: potrebbero, infatti non svolgersi dal 24 luglio al 9 agosto come da programma. Il CIO, il Comitato Olimpico Internazionale, al termine della riunione odierna dell'Esecutivo, ha ammesso che il rinvio è tra le ipotesi più probabili. 

Il Comitato Olimpico, in piena collaborazione con il Comitato organizzatore di Tokyo 2020, le autorità giapponesi e il governo metropolitano di Tokyo, ha avviato dei confronti dettagliati per completare la sua valutazione in merito ai rapidi sviluppi della situazione sanitaria a livello mondiale e del suo impatto sui Giochi Olimpici, compresa l'ipotesi del rinvio. Il CIO è fiducioso di poter concludere questi confronti nelle prossime quattro settimane". 

L'Esecutivo ha però sottolineato che "la cancellazione dei Giochi non risolverebbe alcun problema né sarebbe d'aiuto, per cui non è in agenda". 

L'emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del coronavirus, che dopo Asia, Europa e America, ha raggiunto anche Africa ed Australia, ha costretto il presidente Thomas Bach ad attivare il piano d'emergenza, soprattutto per via delle pressioni delle varie federazioni nazionali.

Ipotizziamo che possibili nuove date potrebbero essere dal 25 agosto al 6 settembre (nel periodo previsto in un primo tempo per i Paralimpici), oppure dal 9 al 25 ottobre, come per i Giochi di Tokyo del 1964.

Il presidente Bach, al termine dell'esecutivo straordinario, ha inviato una lettera agli atleti: “Le vite umane hanno precedenza su tutto, inclusi i Giochi.  Il CIO vuole far parte della soluzione. Pertanto abbiamo reso il nostro principio guida per salvaguardare la salute di tutti i soggetti coinvolti e per contribuire a contenere il virus. Vorrei, e tutti stiamo lavorando per questo, che la speranza espressa da così tanti atleti, comitati olimpici e federazioni di tutti e cinque i continenti sia soddisfatta. Spero che alla fine di questo tunnel che stiamo attraversando, senza sapere per quanto tempo, la fiamma olimpica sia la luce. Ciò che condividiamo in questo momento è un’incertezza tremenda".

 

 

L’etiope Berehanu Tsegu, 5° nel ranking IAAF, è stato squalificato per quattro anni per positività all’EPO a seguito di un controllo al termine della mezza di Copenaghen del 15 settembre scorso: la notizia è riportata sul sito dell’Athletics Integrity Unit, l’agenzia mondiale antidoping.

Tsegu, dopo aver inizialmente negato ogni forma di assunzione di sostanze dopanti, ha poi confessato il suo coinvolgimento, con la conseguente squalifica a far data appunto dal 15 settembre 2019, e cancellazione di ogni suo risultato dalla suddetta data (a Copenaghen aveva chiuso in seconda posizione in 59:22, che avrebbe rappresentato il suo personale sulla distanza).

Tsegu, nato il 30 settembre 1999, ha vinto il titolo africano ad agosto sui 10000 a Rabat, in 27:05.66; nel 2019 ha ottenuto grandi risultati sulla mezza, 59:14 a Lisbona, 59.56 a Yangzhou. Ancora sui 10000 ha colto un 27:00.73 a Hengelo, in Olanda, a luglio.

Ci si chiede che tipo di genuinità possano avere queste prestazioni, seppur passate indenni ai controlli.

 

21 marzo -L'ordinanza emessa stasera dal governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana, inasprisce decisamente per il territorio lombardo quella emessa ieri sera dal Ministro della Salute, Roberto Speranza, imponendo una serie di nuove limitazioni, tra cui il divieto assoluto di praticare sport all’aperto.

L’ordinanza entra in vigore già da oggi, 21 marzo, e produrrà effetto fino al 15 aprile. La si è qualificata come “Una decisione dettata dal serrato confronto con le nostre autorità sanitarie che ci impongono di agire nel minor tempo possibile. La situazione non migliora, anzi continua a peggiorare: solo con l'estrema limitazione dei contatti interpersonali possiamo cercare di invertire questa tendenza”. Si impone dunque "l'eliminazione dei contatti tra persone non presidiati da idonee misure e dispositivi" (come possono essere le mascherine o altri schermi)

Tra i provvedimenti segnaliamo:

  • il divieto di assembramento "di più di 2 persone" nei luoghi pubblici - fatto salvo il distanziamento (droplet) - e conseguente ammenda fino a 5.000 euro;
  • il divieto di spostamento salvo che per motivi gravi di lavoro o salute; il divieto di "mobilità dal proprio domicilio" diviene assoluto per chi sia in quarantena, o positivo al virus, o con febbre superiore ai 37.5
  • la sospensione dell'attività degli Uffici Pubblici, fatta salva l'erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità;
  • la sospensione delle attività commerciali al dettaglio, salvo quelle del settore alimentare e di prima necessità, dove però potrà entrare un solo componente per famiglia, e con la raccomandazione di rilevarne la temperatura corporea;
  • la sospensione di tutti i mercati settimanali scoperti;
  • la sospensione delle attività di ristorazione, tranne mense e catering aziendali, e la consegna di cibi a domicilio;
  • la chiusura delle attività degli studi professionali salvo quelle relative ai servizi indifferibili e urgenti o sottoposti a termini di scadenza;
  • la chiusura di tutte le strutture ricettive ad esclusione di quelle legate alla gestione dell'emergenza. Gli ospiti già presenti nella struttura dovranno lasciarla entro le 72 ore successive all'entrata in vigore dell'ordinanza;
  • il fermo delle attività nei cantieri edili. Sono esclusi dai divieti quelli legati alle attività di ristrutturazione sanitarie e ospedaliere ed emergenziali, oltre quelli stradali, autostradali e ferroviari;
  • la chiusura dei distributori automatici h24 che distribuiscono bevande e alimenti confezionati; 
  • il divieto di praticare sport e attività motorie svolte all'aperto, anche singolarmente, salvo le minime concessioni che risultano dal testo qui sotto pubblicato (artt. 17-20)

17. È vietato l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville, alle aree gioco ed ai giardini pubblici. Non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto; Sono altresì vietati lo sport e le attività motorie svolte all’aperto, anche singolarmente, se non nei pressi delle proprie abitazioni. Nel caso di uscita con l'animale di compagnia per le sue necessità fisiologiche, la persona è obbligata a rimanere nelle immediate vicinanze della residenza o domicilio e comunque a distanza non superiore a 200 metri, con obbligo di documentazione agli organi di controllo del luogo di residenza o domicilio.

18. Sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina in luoghi pubblici o privati. Gli impianti sportivi sono utilizzabili, a porte chiuse, soltanto per le sedute di allenamento degli atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti d’interesse nazionale dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali o internazionali; resta consentito esclusivamente lo svolgimento degli eventi e delle competizioni sportive organizzati da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico; in tutti tali casi, le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus  COVID19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano.

19. Sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici.

20. Sono sospese le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali.

 

 

20 Marzo - E’ stata pubblicata la nuova ordinanza, firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza, per contenere il contagio da coronavirus: valida dal 21 al 25 marzo, prevede nuove restrizioni.

Per quanto riguarda l’attività motoria, l’articolo 1 dispone che: “Resta consentito svolgere individualmente attività motoria nei pressi della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona".

Ecco il testo della parte saliente:

Ulteriori misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale

  1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sono adottate, sull’intero territorio nazionale, le ulteriori seguenti misure:
  1. a) è vietato l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici;
  2. b) non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto; resta consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona;

    d) nei giorni festivi e prefestivi, nonché in quegli altri che immediatamente precedono o seguono tali giorni, è vietato ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale, comprese le seconde case utilizzate per vacanza.

Personalmente, senza voler entrare nella già troppo affrontata discussione se sia giusto ed etico correre o meno in questo periodo, ritengo che questa presunta restrizione, oltre a non chiarire quali sia la distanza effettiva da casa (200m, 500m, 1km, ???)  vada a punire esclusivamente i podisti di lunga lena e allenati, favorendo i “nuovi” runners emersi in questo ultimo periodo più che altro per poter uscire di casa o per così sopperire alla chiusura delle palestre.

Non per nulla il sito della Fidal (pur non prendendo una netta posizione di difesa dei podisti, che rischiano di essere additati come diffusori del covid-19 per l’intera popolazione), proprio stamattina ha pubblicato il seguente decalogo di “buon senso”:

  1.      Runner non ci si improvvisa
  2.     Chi non ha mai corso non è proprio il caso che inizi ora
  3.     Correre senza sapere come farlo può nuocere alla salute
  4.     Per chi già è runner, oggi si corre solo per conservare la salute 
  5.     ...la tua e quella di chi ti sta vicino
  6.     Per fare questo in primis corri da solo
  7.     Se vedi altri che corrono, allontanati
  8.     E se prima correvi 1 ora, oggi bastano 20 minuti
  9.     Fai le scale più volte al giorno ed ottieni lo stesso risultato
  10.     E se tutto questo non è possibile, stai a casa e fai esercizi di tonificazione muscolare

Ma tutto questo il vero runner lo sa! Aiutaci a farlo diventare buon senso comune e buone pratiche condivise".

A questo punto, forse, una chiusura netta e definitiva dell’attività all’aperto (imposta dal governo e 'benedetta' dalla Fidal) sarebbe stata più giusta, stroncando ogni interpretazione ed eventuali rischi di ulteriori contagi.   

 

 
What do you want to do ?
New mail

In questo particolare momento nero del mondo tutto, e dello sport in particolare, legato all’emergenza Coronavirus, un’interessante intervista del presidente Alfio Giomi è stata pubblicata sul sito della Fidal.

Il presidente, dopo aver riconosciuto all’atletica il ruolo di “grande agenzia educativa, capace di stare alle regole”, evidenzia l’importanza delle società che “sono il punto di riferimento del movimento” e si dice pronto a raccoglierne le istanze; al contempo si dice pronto per il prossimo Consiglio Federale (del 27 marzo, in teleconferenza) a formalizzare nuove ipotesi per il nuovo calendario nazionale, per essere pronti non appena si potrà ripartire.

Per quanto riguarda le Olimpiadi di Tokyo, Giomi dichiara che la preparazione degli atleti va avanti, che occorre continuare ad allenarsi, pur tra le mille difficoltà del momento, pensando che i Giochi Olimpici si svolgano regolarmente, come i susseguenti Europei di Parigi.

Conclude dichiarando che è tutto in itinere per il Golden Gala di Napoli del 28 maggio, come per tutti gli altri eventi internazionali che l’Italia dovrebbe ospitare.

Di seguito il testo integrale:

La famiglia dell’atletica italiana sta attraversando giorni difficili, come l’intero Paese. Qual è il sentimento comune?

“Più che mai, questo momento è la dimostrazione che l’atletica è una grande agenzia educativa, capace di stare alle regole. E di farlo anche con il sorriso, come dimostrato dal gran numero di foto e video che sono arrivati per la nostra campagna sui social network per sensibilizzare agli allenamenti da casa. Emerge la capacità del nostro mondo di guardare avanti, cercando di cogliere gli aspetti positivi, e con un sentimento di appartenenza: essere distanti ma uniti e far tutti parte della stessa comunità”.

Come sta lavorando la Federazione per sostenere le società che operano sul territorio?

“Le società restano il nostro primo pensiero. Sono il punto di riferimento e più che mai in questo momento sono le forze che sul territorio interpretano meglio le necessità delle migliaia di tesserati. A questo proposito, stiamo preparando un questionario che approveremo nel Consiglio federale del 27 marzo per raccogliere le istanze, farcene carico e presentarle al Governo quando sarà il momento: penso alle esigenze delle società che gestiscono impianti, o che utilizzano impianti di proprietà altrui, o agli organizzatori di eventi, insomma vogliamo continuare a far sentire che c’è grandissima attenzione per tutti i club”.

Tantissimi i rinvii: come si lavorerà sulle nuove date?

“Dopo il prossimo Consiglio federale, sentito il parere dei Comitati Regionali e degli organizzatori, formalizzeremo varie ipotesi per un nuovo calendario nazionale, in modo da essere pronti immediatamente a ripartire, quando sarà possibile. Ovviamente la ripresa sarà graduale ma il nostro primo obiettivo è che i ragazzi possano tornare ad allenarsi. Poter operare in spazi ampi come un campo d’atletica ci può favorire, sempre nel massimo rispetto delle regole, come fatto fin dall’inizio, perché la salute è l’aspetto principale da tutelare”.

È l’anno olimpico. In attesa di ulteriori indicazioni dal CIO, che linea si è data la Federazione?

“Un messaggio chiaro: la stagione va avanti, la preparazione va avanti. Dobbiamo continuare ad allenarci pensando che i Giochi olimpici si svolgano regolarmente. Ma non solo Tokyo: subito dopo ci dovremo far trovare pronti per gli Europei di Parigi. Conosco le difficoltà ma anche la grande capacità di adattamento di tecnici e di atleti: così si riesce ad andare avanti. Rispettare le indicazioni del Governo potrà farci uscire prima di tanti altri Paesi da questa situazione mai vissuta al mondo”.

La Diamond League, proprio oggi, ha rinviato le prime tre tappe 2020. Com’è la situazione per il Golden Gala di Napoli del 28 maggio?

“Più che mai in itinere. Siamo alla finestra e monitoriamo ciò che accade. Valuteremo l’evolvere della situazione, tenendo conto anche del calendario del calcio e della disponibilità degli atleti stranieri”.

E per gli altri eventi internazionali che l’Italia ospiterà quest’anno?

“Stessa cosa: monitoriamo giorno per giorno, è inutile fare fughe in avanti. Per l’incontro internazionale di staffette del 2-3 maggio a Rieti siamo al limite, diventa molto complesso. Per quanto riguarda invece gli Europei under 18 che sono in calendario dal 16 al 19 luglio, sempre a Rieti, continuo a restare fiducioso”.

 

PS: Sull'acquiescenza della Fidal al quasi-divieto di correre per i podisti normali, si veda qui:

http://podisti.net/index.php/in-evidenza/item/5930-nuova-ordinanza-attivita-motoria-solo-nei-pressi-di-casa-e-da-soli.html

 

Ultimi commenti dei lettori

Vai a inizio pagina