Direttore: Fabio Marri

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Il 6 ottobre, al termine della ponderosa spedizione a Doha (65 atleti contro i 36 di Londra), il Presidente Fidal Alfio Giomi ha affermato con la solita ottimistica baldanza “La strada verso Tokyo è quella giusta”.

Dopo il disastro di Londra, terminavo il mio articolo  Non vorremmo dover dire dopo Berlino “ parturient montes nascetur ridiculus mus”.

Purtroppo Doha conferma la stagnazione della nostra atletica, i numeri sono eloquenti: una medaglia di bronzo e cinque finalisti, 31° posto finale nel medagliere.

Andando  più nel dettaglio troviamo 10 classificati dal terzo al decimo posto,  20 dall’11° al 20°, 13 dal 21° al 42°, 7 ritirati e 8 mai impiegati in quanto riserve delle staffette.

E’ vero, ci sono tre record italiani battuti, ma chi li ha stabiliti è arrivato sesto, settimo e ottavo, vale a dire che in campo internazionale siamo molto lontani dal podio.

Dal 1983, inizio dei Mondiali ad oggi, dopo 17 edizioni abbiamo conquistato 41 medaglie: 11 oro, 15 argento e 15 bronzo: due medaglie e mezzo a edizione.

 “In Italia non si cresce, non vengono ammessi gli errori. Mi sono stancato, la mia asticella è alta. Ho sentito solo stilare bilanci positivi e parole di difesa del proprio operato. Non è così che si cresce. L’autocritica deve essere schietta e a caldo. Non sono queste le tempistiche con cui affrontare situazioni e problemi seri, tra qualche settimana tutto verrà annacquato”.

Così diceva Baldini sbattendo la porta della Federazione all’indomani dell’ennesima figuraccia internazionale.

Ho più volte elencato i lacci che tengono legata al suolo la nostra atletica e le impediscono di volare: il primo e più importante, secondo me, si ricava direttamente dai 65 convocati, 52 dei quali sono “professionisti” arruolati nelle Società militari e 13 provengono da meritorie società civili, che affrontano spese importanti per mantenere uno standard accettabile.

Il dilettantismo di Stato, ormai presente solo nel nostro Bel Paese, supplisce ad una mancanza di attenzione nei confronti dello sport italiano da parte dei governanti: non sarà certo “Sport e Salute” a migliorare la situazione, anzi, col CONI depauperato abbondantemente i fondi già scarsi per lo sport di vertice saranno ancora meno di quelli attuali.

L’atletica leggera deve scegliere: o continuare col dilettantismo a tutti i livelli, dai dirigenti, agli atleti, ai giudici o saltare il fosso e ammodernarsi col professionismo, con nuovi programmi e manifestazioni che creino attenzione nel pubblico e nei media, innescando un circolo virtuoso che, finalmente, porti nelle casse delle Società e nelle tasche degli atleti e dei tecnici il “vile” denaro.

Quando il figlio Tito si lamentò col padre Vespasiano perché temeva passasse ai posteri solo per la tassa sulle latrine, l’Imperatore rispose “Pecunia non olet”.

 

             
posizione gara nominativo risultato      
3 marcia 50 km GIORGI Eleonora 4h29'13"      
6 4 x 400  Scotti, Aceti, Galvan, Re 3'02"78 R.I 3'01"60 b  
7 4 x 100 Herrera, Hooper, Bongiorni, Siragusa 42"98 R.I 42"90 b    
8 asta STECCHI Claudio Michel 5,70.      
8 alto TAMBERI Gianmarco 2,27      
8 10000 CRIPPA Yemaneberhan 27'10"76 R.I.     
9 4 x 400 mista Scotti, Trevisan, Lukundo, Lopez 3'16"52      
9 400 RE Davide 44"85 sf    
9 4 x 400  Chigbolu, Folorunso, Trevisan, Lukundo 3'27"57      
10 4 x 100 Cattaneo, Jacobs, Manenti, Tortu 38"11 R.I    
12 110 hs FOFANA Hassane  13"52 sf    
12 maratona  RACHIK Yassine 2h12'41"      
12 martello FANTINI Sara 66,58      
13 marcia 20 km PALMISANO Antonella 1h37'36"      
13 400 hs FOLORUNSO Ayomide 55"36 sf    
13 peso FABBRI Leonardo 20,75      
14 asta BRUNI Roberta 4,35      
14 alto TROST Alessia 1,92      
14 marcia 20 km STANO Massimo 1h31'36"      
15 400 hs PEDROSO Yadisledis 55"78 sf    
15 maratona  FANIEL Eyoub 2h13'57"      
16 marcia 50 km ANTONELLI Michele 4h22'20"      
16 alto SOTTILE Stefano 2,26      
17 alto VALLORTIGARA Elena 1,89      
17 triplo CESTONARO Ottavia 13,97      
17 marcia 20 km TRAPLETTI Valentina 1h38'22"      
17 400 CHIGBOLU Maria Benedicta 52"63      
18 100 hs BOGLIOLO Luminosa 13"06 sf    
19 100 JACOBS Marcel 10"20 sf    
19 3000 st CHIAPPINELLI Yohanes  8'24"73      
20 disco OSAKUE Daisy 57,55      
21 5000 CRIPPA Yemaneberhan 13'29"08      
21 200 DESALU Eseosa 20"43 sf    
25 marcia 20 km GIUPPONI Matteo 1h34'29"      
27 110 hs PERINI Lorenzo  13"70      
27 3000 st ZOGLAMI Osama 8'28"57      
28 400 hs OLIVIERI Linda 56"82      
28 lungo VICENZINO Tania 6,23      
30 disco FALOCI Giovanni 59,77      
31 lungo STRATI Laura 6,05      
32 triplo DALLAVALLE Andrea 15,09      
32 200 HOOPER  Gloria 23"33      
38 800 VANDI Eleonora 2'04"98      
42 200 INFANTINO Antonio 20"89      
riserva staffetta DOSSO Zanyab        
riserva staffetta PAVESE Alessia        
riserva staffetta BORGA Rebecca        
riserva staffetta MANGIONE Alice        
riserva staffetta MILANI Marta        
riserva staffetta CORSA Daniele        
riserva staffetta TRICCA Michele        
riserva staffetta RIGALI Roberto         
ritirata maratona  DOSSENA Sara        
ritirata maratona  EPIS Giovanna        
ritirata marcia 50 km BECCHETTI Maria Vittoria        
ritirata marcia 50 km COLOMBI Nicole        
ritirato 5000 EL OTMANI Said        
ritirato marcia 50 km CAPORASO Teodosio        
ritirato maratona  MEUCCI Daniele        
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Chi ha diritto a partecipare ai prossimi Giochi Olimpici? Come ci si qualifica? Mi sono fatta queste domande dopo la grande prestazione, domenica 29 settembre, di Yassine El Fathaoui, che alla Maratona di Berlino ha corso sotto il tempo minimo richiesto per partecipare a Tokyo. Sul sito della IAAF ho così cercato e trovato il regolamento per le qualificazioni.

Il documento riporta per prima cosa il numero di eventi, 40: 24 maschili, 23 femminili (non è prevista la 50km di marcia femminile) più 1 misto, la 4x400 misti; e il numero di partecipanti ammessi.
Nel regolamento si trovano anche le cosiddette “Milestones” cioè le indicazioni delle date per le qualificazioni:

  • 1° gennaio 2019 inizio periodo qualificazioni per Maratona, Marcia, 10.000m e prove multiple
  • 1° maggio 2019 inizio periodo di qualificazione per le altre discipline.
  • 31 maggio 2020 fine periodo di qualificazione per Maratona e 50km di marcia
  • 29 giugno 2020 fine periodo di qualificazione per tutte le atre discipline
  • 24 luglio - 9 agosto 2020 Olimpiadi di Tokyo

Gli atleti ammessi sono in totale 1900, 3 rappresentanti al massimo per Paese per specialità e 1 staffetta per Nazione. Il numero di partecipanti e i risultati minimi richiesti per disciplina sono specificati chiaramente. Per le staffette invece, si qualificheranno le prime otto formazioni classificate ai Mondiali 2019, gli altri otto posti verranno assegnati attraverso il ranking internazionale aggiornato al 29 giugno 2020.

A rendere più complicate le norme di ammissione per quanto riguarda i nostri colori, è arrivata il 12 settembre l’emanazione da parte della FIDAL dei Criteri di partecipazione ai Giochi Olimpici:

 

Gare in Pista, saranno ritenuti selezionabili gli atleti che rispettino almeno uno dei seguenti requisiti:

  • Si siano classificati nei primi 8 posti ai Campionati Mondiali di DOHA 2019 purché, al termine del Periodo di Qualificazione, rispondano alle modalità richieste dalla IAAF (standard o Ranking);
  • Abbiano conseguito, nel corso del periodo di qualificazione compreso tra il 27 settembre 2019 e il 29 giugno 2020, gli standards indicati dalla tabella IAAF.
  • Per coloro che abbiano conseguito nel corso del periodo di qualificazione compreso tra il 1 maggio 2019 (1 gennaio per 10.000, e prove multiple) e il 26 settembre 2019 gli standard indicati dalla tabella IAAF, la conferma della partecipazione sarà oggetto di valutazione per SCELTA TECNICA…”

Per le gare di Maratona e marcia i criteri sono i medesimi cambiano solo le date: per il punto 2, accesso diretto, il periodo è 27 settembre 2019 / 30 aprile 2020 per la Maratona; 27 settembre 2019 / 31 maggio 2020 per la Marcia Km 50.

Da questo si evince che vi sono 2 categorie di qualificati in base alle date in cui il risultato è stato ottenuto, un gruppo che passa automaticamente e un altro che invece sarà oggetto anche di una “scelta tecnica”.

 

Combinando tutte queste informazioni e i risultati dei nostri atleti, ho stilato questa tabella nella quale, specialità per specialità, ho inserito il numero totale di atleti ammessi (M o F), il risultato minimo richiesto (diviso per genere) e gli Italiani che già lo hanno raggiunto.

I nomi in grassetto sono gli atleti che hanno registrato il minimo dopo la data del 26/27 settembre e che quindi dovrebbero essere chiamati in automatico.

 

 

Specialità

Minimo Maschile

 

Minimo Femminile

 

100m (56M + 56F)

10.05

Marcell Jacobs 10.03

F 11.15

 

200m (56M + 56F)

20.24

 

22.80

 

400m (48M + 48F)

44.90

Davide Re 44.85

51.35

 

800m (48M + 48F)

1:45.20

 

1:59.50

 

1500m (45M+45F)

3:35.00

 

4:04.20

 

5000m (42M+ 42F)

13:13.50

Yeman Crippa 13:07.84

15:10.00

 

10.000m (27M+27F)

27:28.00

Yeman Crippa 27:10.76

31:25.00

 

110 hs/100 hs (40M+40F)

13.32

 

12.84

Luminosa Bogliolo 12.80

400m hs (40M+40F)

48.90

 

55.40

Ayomide Folorunso 55.20 – Yadisleidy Pedroso 55.40

3000m siepi (45M + 45F)

8:22.00

Osama Zoghlami 8:20.88

9:30.00

 

4 x 100m Relay (16M + 16F)

Ranking IAAF

NA

Ranking IAAF

NA

4 x 400m Relay (16M + 16F)

Ranking IAAF

NA

Ranking IAAF

NA

Salto in alto (32M + 32F)

2.33

Stefano Sottile 2,33

1.96

 

Salto con l’asta (32M + 32F)

5.80

 

4.70

 

Lungo (32M + 32F)

8.22

 

6.82

 

Salto triplo (32M + 32F)

17.14

 

14.32

 

Peso (32M + 32F)

21.10

 

18.50

 

Disco (32M + 32F)

 

 

 

 

Martello (32M + 32F)

77.50

 

72.50

 

Giavellotto (32M + 32F)

85.00

 

64.00

 

Decathlon/Eptathlon (24 M+24F)

8350

 

6420

 

20km Marcia (60M + 60F)

1:21:00

Massimo Stano 1:17.45 – Giorgio Rubino 1:20.59

1:31:00

Eleonora Giorgi 1:27.46 – Eleonora Dominici 1:30.35

50km Marcia (60M)

3:50:00

Stefano Chiesa 3:48.25 – Teodorico Caporaso 3:49:14

 

 

Maratona (80M+ 80F)

2:11:30

Yassine El Fathaoui 2:11.08 – Yassine Rachik 2:08.05 

2:29:30

Sara Dossena 2:24.00 – Giovanna Epis 2:29.11

 

Cosa vi salta all’occhio da questa tabella? Le caselle tristemente vuote? Da tifosa è la prima cosa che ho notato, soprattutto per quanto riguarda la colonna delle donne. Minimi troppo proibitivi o atletica Italiana in difficoltà? Lascio ai tecnici ed agli esperti del settore la valutazione. Da amante di questo sport spero solo che nei prossimi mesi tutte le specialità possano avere rappresentanti Azzurri.

Guardando i lati positivi, sono soprattutto 2 i risultati che personalmente mi entusiasmano.

I 10.000 m di Yeman Crippa, che ha saputo reagire nel modo migliore alla delusione nella gara dei 5000 m a Doha con una strepitosa ed appassionante prestazione che vale il record italiano e il biglietto per Tokyo.

 La Maratona di Yassine El Fathaoui (citata all’inizio), un atleta del gruppo Forrest Minerva di Parma, che a sue spese è andato a Berlino portando a casa il 13° posto assoluto e arrivando 1° Italiano. Una bella storia di un ragazzo che ha raggiunto questo incredibile risultato allenandosi tutte le sere dopo 8/9 ore di lavoro in fabbrica. Un esempio di come il talento unito alla costanza, alla determinazione e alla volontà di sacrificio in questo sport paga ancora: e mi riprometto di approfondire il discorso  con Yassine, quanto prima.

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Domenica scorsa a Doha si è conclusa la 17^ edizione dei campionati mondiali di atletica che hanno visto gli azzurri salire sul podio appena una volta, per merito di Eleonora Giorgi sui 50 chilometri di marcia. Grazie a questo bronzo quantomeno siamo inclusi nel medagliere, sebbene in 31^ posizione, ma per cercare di fare un bilancio più oggettivo e comprensivo delle prove degli azzurri non medagliati, ci affidamo al “Placing Table” della IAAF, ovvero la tabella che raccoglie tutti i piazzamenti per disciplina dal 1° fino all’8° posto, assegnando 8 punti per l’oro, 7 per l’argento e via via scendendo fino ad 1 punto per l’8° posto, come ad esempio quello conquistato da Crippa sui 10000 metri.

In questa classifica, dominata dagli USA con 310 punti, con la bellezza di 16 punti l’Italia si trova al 26° posto, in compagnia di Svizzera e Bahamas… Una posizione di rincalzo e che ormai ci appartiene da anni. Finiti i bei tempi della prima edizione dei mondiali ad Helsinki, dove avevamo raccolto 43 punti grazie anche all’oro di Cova sui 10000, l’argento della 4x100 uomini ed il bronzo di Mennea sui 200, oltre a tanti altri piazzamenti di prestigio che ci avevano proiettato all’8° posto tra le nazioni.

Quello che vedete nel grafico, preparato in esclusiva per i lettori di Podisti.net, è l’evoluzione dei punti conquistati dall’Italia in tutte le edizioni dei mondiali e l’inesorabile declino, complice certo una globalizzazione dell’atletica, ma anche per nostro demerito.

Nello scorso secolo eravamo fissi nella top ten, poi siamo passati alla fascia tra il decimo ed il ventesimo posto. Pechino 2015 ha ufficializzato lo scivolamento oltre la ventesima posizione del ranking, Londra 2017 oltre la trentesima. Speriamo che il 26° posto di Doha non sia un “rimbalzo”, per usare un termine dei borsisti quando registrano un rialzo di breve durata nel contesto di una continua fase discendente.

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Venerdì, 20 Settembre 2019 12:29

Gare Fidal : avanti gli stranieri, tutti

Sia pure in mancanza di una comunicazione ufficiale, pare ormai certo che gli stranieri potranno partecipare liberamente alle mezze e alle maratone italiane del calendario federale.

Una decisione che certamente farà felici gli organizzatori italiani, in particolare quelli che prevedono gare in località a vocazione turistica, come Venezia, Firenze, Napoli, Roma: ma in realtà ne beneficeranno un po’ tutti.

Di cosa si tratta esattamente? Fino a questi giorni la partecipazione di atleti stranieri era automaticamente accettata se appartenevano a team riconosciuti dalla federazione di appartenenza; in pratica erano equiparati a tutti gli effetti ad un tesseramento Fidal. In alternativa potevano sì partecipare, ma a condizione di disporre di certificato medico sportivo agonistico e di tesseramento Runcard. Per uno straniero non tesserato con una federazione significava doversi sottoporre a visita medica (costo in Italia da 50 a 80 euro, nei paesi europei qualche centinaio di euro). Non solo: era obbligatorio il tesseramento Runcard, altri 30 euro. Una richiesta che evidentemente appariva risibile, dato che la Runcard, a parte la possibilità di poter correre le gare agonistiche, fornisce sconti e vantaggi usufruibili solo in Italia. In sostanza, allo straniero, dei punti al supermercato Pinco Pallo o dello sconto per un acquisto di scarpe in qualche negozio italiano frega meno di niente.
Insomma, pareva loro un’autentica gabella, oltre ad una inspiegabile complicazione burocratica. E nulla più.
Di fatto queste limitazioni hanno sempre ridotto il numero di stranieri, anche se ogni organizzatore si è sempre ingegnato nell’escogitare “modalità” per aggirare l’ostacolo, sotto forma di autocertificazioni, dichiarazioni di essere in possesso dei requisiti, ecc ecc.

Siccome gli stranieri che partecipavano non erano comunque pochissimi, viene da pensare che la federazione italiana non abbia mai esercitato un severissimo controllo su queste pratiche.

La stessa Fidal che ora pare dia via libera, adeguandosi a quanto già avviene nella maggior parte dei paesi stranieri.

Che cosa accadrà, quindi, nelle gare agonistiche? Se non sono tesserati come agonisti a tutti gli effetti, cosa che invece sarebbe se appartenessero a gruppi sportivi nel loro paese (le nostre ASD, associazioni sportive dilettantistiche, per intenderci), potranno comunque essere regolarmente classificati? Concorrere per i premi assoluti e di categoria? Verranno equiparati ai nostri Runcardisti, quindi con alcune limitazioni (esempio no premi in denaro)? Oppure non potranno proprio essere classificati (tipo come si fa - raramente -  con le non competitive: ti do il tempo, in ordine alfabetico, e via andare)?

Attendiamo che il tutto sia ufficializzato ed allora ne sapremo di più

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Ho pensato molto alla possibilità di scrivere o meno questo pezzo, trattenuta da una parte dalla gioia di essere a Jesolo per fare il tifo ai miei amici, dall'entusiasmo e dall'orgoglio con cui loro hanno gareggiato, ma spinta dall'altra parte dall'incredulità e dall'insofferenza verso errori organizzativi evitabili e imperdonabili. Alla fine ho deciso di scrivere perché sono stufa di sentire i commenti “i soliti Italiani!” ed è ora che noi stessi smettiamo di crearci alibi o giustificarci, è giusto analizzare anche le cose che non hanno funzionato, per evitare di ricadere ogni volta nelle stesse mancanze.
Domenica 15 settembre a Jesolo erano in programma le gare su strada degli Europei Master, 10 km e Mezza Maratona. C’era un bellissimo clima, non solo meteorologico, tante nazioni, rappresentanti di tutte le categorie di età e voglia di fare festa. La 10 km, che doveva partire alle 9:00, è partita invece con 8 minuti di ritardo, l’organizzazione si è giustificata con problemi nella chiusura delle strade.
È però nella Mezza Maratona che avviene la cosa più grave. La partenza è prevista per le 9:30, ma poco dopo lo sparo dello start, quando i concorrenti sono sfilati sulla linea di pa