Direttore: Fabio Marri

* Per accedere o registrarsi come nuovo utente vai in fondo alla pagina *

Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

3 febbraio - La 68^ edizione della Beppu Oita Mainichi Marathon, corsa appunto tra le due città di Beppe e Oita, nell'isola di Kyushu in Giappone, registra il successo del marocchino Hicham Laqouahi e della giapponese Haruka Yamaguchi.

Laqouahi (del team Demadonna) si è imposto in 2h08:35 precedendo gli etiopi Abdela Godana, secondo in  2h09:04, e Yihunilign Adane, terzo in 2h09:11.

A seguire tre giapponesi, tutti sotto le due ore e dieci minuti: Kohei Futaoka, quarto in 2h09:15, Ryo Hashimoto, quinto in 2h09:29, e Yuji Iwata, sesto in 2h09:30.

Edizione eccezionalmente senza vento, con temperatura massima di 16 gradi e tasso di umidità del 55%.

Trainato dai tre pacemaker, il gruppo di testa (composto inizialmente da 40 atleti) è passato al 5° km in 15:00, al 10° in 30:20, al 15° in 45:15 e al 20° in 1h00:30. Alla mezza, con il gruppo oramai ridotto a 20 corridori, il passaggio è avvenuto in 1h03:50, facendo sperare di poter abbattere il record del percorso stabilito nel 2013 dal giapponese Yuko Kawauchi in 2h08:15.  

Passaggio al 25° km in 1h15:53 e, al 30° - con l’uscita di scena dell’ultimo pacer – il gruppo passa in 1:31:10, ancora in tempo utile per battere il record. Al 33° km l’etiope Godana prova l’allungo, ma provoca solo la decisiva reazione di Laqouahi che prende il comando della gara, inseguito dal trio formato dagli etiopi Godane e Adane e dal campione uscente, il sudafricano Desmond Magubo.

Passaggio al 35° in 1h46:29, ma al 40°, superato in 2h01:47, già si registra un rallentamento: l’arrivo sulla pista dello Stadio Comunale fa segnare 2h08:35, niente record del tracciato e neanche personale per Laqouahi (che vanta 2h08:27 alla Maratona di Lisbona nel 2018).  

Da segnalare che il campione uscente Mokgobu ha chiuso al 9° posto in 2h10:42 alle spalle di altri due giapponesi, Shogo Kanezane, settimo in 2h10:19, e Hayato Sonoda, ottavo in 2h10:40. 

In campo femminile, facile vittoria per Haruka Yamaguchi in 2h36:51, che infligge un forte distacco alle altre due componenti il podio, le connazionali Mai Fujisawa, seconda in  2h47:31, e Mika Nakamura, terza in 2h48:23. Resiste quindi il record del tracciato stabilito da Hiroko Yoshitomi in 2h33:00 nel 2018.

Classifiche:

Uomini
1- 2:08:35 Hicham Laqouahi (MAR)
2- 2:09:04 Abdela Godana (ETH)
3- 2:09:11 Yihunilign Adane (ETH)       
4- 2:09:15 Kohei Futaoka (JPN) 
5- 2:09:29 Ryo Hashimoto (JPN) 
6- 2:09:30 Yuji Iwata (JPN)
7- 2:10:19 Shogo Kanezane (JPN)
8- 2:10:39 Hayato Sonoda (JPN)
9- 2:10:42  Desmond Mokgobu (RSA)
10 2:10:48 Shoya Osaki (JPN)

Donne
1- (137) 2:36:51 Haruka Yamaguchi (JPN)  
2- (366) 2:47:31 Mai Fujisawa (JPN)
3- (390) 2:48:23 Mika Nakamura (JPN)
4- (578) 2:52:53 Yuko Kusunose (JPN)
5- (611) 2:53:23 Natsuko Ishikawa (JPN)
6- (687) 2:54:43 Sonoka Nakajama (JPN)
7- (749) 2:55:52 Eri Hayashi (JPN)
8- (979) 2:59:00 Junko Ishikawa (JPN) 
9- (980) 2:59:00 Asami Endo (JPN)
10 (1188) 3:04:10 Tomoko Oba (JPN)

3 febbraio - La keniana Betsy Saina e l’olandese Abdi Nageeye sono i vincitori della 73^ Marugame Half Marathon, IAAF Silver Label road race, che si è svolta in mattinata nella città giapponese della prefettura di Kagawa.

La gara femminile si è decisa nell’ultimo chilometro quando la keniana, vincitrice uscente, ha staccato la giapponese Ayuko Suzuki, con la quale aveva corso insieme tutta la gara, andandosi ad imporre in 1h07:49, per un fantastico bis, il personale notevolmente migliorato (precedente 1h09:17 sempre a Marugame, un anno fa) e il terzo miglior tempo di sempre in questa mezza.    

Infatti, Saina e Suzuki erano passate insieme al 5° km in 16:02, al 10° in 32:06, al 15° in 48:15 e al 20° in 1:04:25, prima del cambio di ritmo decisivo della vincitrice, che diventa così la quinta donna nella storia della manifestazione a vincere per due volte – prima di lei Eunice Kirwa (2016/2017), Tiki Gelana (2012/2013), Kayoko Fukushi (2006/2007/2011) e Yasuko Hashimoto (2003/2004).

Al debutto sulla distanza, la Suzuki, pur sconfitta nel finale, è rimasta soddisfatta del suo crono, 1h07:55; terza la 41enne australiana Sinead Diver in 1h08:55, che migliora di 25” il già suo record mondiale SF40, precedendo la britannica Charlotte Purdue, quarta in 1h09:46, per la prima volta in carriera sotto i 70 minuti.

Anche tra gli uomini, la gara si è decisa nel finale, poco prima del 20° km, quando l’olandese Abdi Nageeye ha staccato il keniano Simon Kariuki e ha tagliato il traguardo in 1h00:24, stabilendo il nuovo record nazionale (migliorato di 46” il precedente che apparteneva a Greg van Hest e resisteva da venti anni), undicesima prestazione europea di sempre.

La gara maschile ha visto il passaggio del gruppo di testa al 5° km in 14:16, ma da quel momento Kariuki ha presa il comando passando al 10° in 28:24 (con 20” di vantaggio sul gruppo) e al 15° in 42:46, mantenendo inalterato il distacco dagli inseguitori. 

Progressivamente il 29enne Nageeye ha cominciato a rimontare e al 20° km è passato per primo in 57:18, avviandosi, come già detto, verso il successo, migliorando anche il personale di 1 minuto e 14 secondi.

Secondo posto per Kariuki in 1h00:43 (pb migliorato di 42”), terzo per l’australiano Jack Rayner in  1h01:36; quarto il primo giapponese, Takato Suzuki, che ha preceduto di un’inezia il connazionale Masao Kizu, entrambi classificati in 1h01:45, con relativo doppio pb.

Da segnalare infine il ritiro di Yuki Sato e Kenta Murayama, due dei maratoneti giapponesi più in forma, caduti nelle fasi iniziali della gara.

Classifiche

Uomini
1 Abdi Nageeye (NED) 1:00:24
2 Simon Kariuki (KEN) 1:00:43
3 Jack Rayner (AUS) 1:01:36
4 Takato Suzuki (JPN) 1:01:45
5 Masao Kizu (JPN) 1:01:45
6 Keita Yoshida (JPN) 1:01:46
7 Gen Hachisuka (JPN) 1:01:46
8 Takuya Fujikawa (JPN) 1:01:46

Donne
1 Betsy Saina (KEN) 1:07:49
2 Ayuko Suzuki (JPN) 1:07:55
3 Sinead Diver (AUS) 1:08:55
4 Charlotte Purdue (GBR) 1:09:46
5 Rachel Cliff (CAN) 1:10:28
6 Mao Ichiyama (JPN) 1:10:49
7 Rui Aoyama (JPN) 1:12:38
8 Mei Matsuyama (JPN) 1:12:54

Martedì, 05 Febbraio 2019 22:07

Gravina in Puglia (BA) - 19° Giro del Falco

3 febbraio - Passano le edizioni, siamo alla diciannovesima, ma il Giro del Falco nel Bosco Comunale di Gravina in Puglia resta una grande festa. Terminata la corsa campestre, o più propriamente il breve trail, è così cominciato l’incredibile post gara, fatto di tante portate, gustate in compagnia, che rendono questo appuntamento indimenticabile.

Dopo il doloroso incendio del 2017, per il secondo anno consecutivo il ritrovo della manifestazione è spostato dalla zona Rifugio al Centro Visite San Nicola la Macchia, qualche chilometro più in fondo.

Il parcheggio delle auto è fissato su una stradina senza uscita, ad oltre un chilometro di distanza dal punto di ritrovo: alcuni volontari bloccano gli ospiti e invitano a lasciare le auto secondo le loro indicazioni, alcuni cartelli consigliano di prendere i borsoni, evitando di tornare poi indietro, percorrendo più volte la tanta strada.  

Eseguiamo tutto secondo le disposizioni e camminiamo fiduciosi, salvo accorgerci che più avanti c’è una vasta zona dove sarebbe stato possibile parcheggiare, come fanno i locali lasciati passare…

Molto bello ed accogliente il Centro Visite, non manca davvero nulla, dal bar ai bagni, alla zona spogliatoi e deposito borse. C’è persino la musica diffusa dagli altoparlanti, in zona partenza, non immagino cosa pensino gli animali del bosco. 

Come da tradizione, ottimo il benvenuto da parte di tutti i soci della Dorando Pietri, la società organizzatrice, a tutti gli arrivati; una citazione a parte merita il “baffo d’oro” di questa associazione, Vito Loglisci, attualmente anche presidente, sempre affettuoso e simpaticissimo.   

Iscrizione fissata a 5 euro, veloce la distribuzione di pettorali e di pacchi gara: un simpatico scaldacollo accompagna i soliti prodotti alimentari, in tutto in un utile sporta in tessuto.

Dopo la forte pioggia della notte, siamo quasi miracolati a trovare una giornata dal clima decisamente favorevole, non piove più, il vento è assente, la temperatura è persino troppo calda per i primi di febbraio nel bosco.

A presentare la manifestazione Giovanni Tucci, membro del direttivo della società organizzatrice, che per una volta all’anno si dedica a questa mansione, tutto compreso positivamente, pur con i limiti di chi lo fa occasionalmente.    

Due le partenze previste: alle ore 9.30 cominceranno tutti gli uomini, dai giovanissimi sino alla SM65, impegnati sul giro lungo da 6,5 km; a seguire, sarà la volta delle rimanenti categorie maschili e di tutte quelle femminili, impegnate sul tracciato di 4 km. Non numerosa la partecipazione, complessivamente sono 231 gli atleti iscritti.

Tutto è oramai pronto, i giudice richiamano al via i protagonisti del giro più lungo, sono 142 i partenti, tenuti agevolmente dietro la linea. Lo sparo del Giudice e via gli atleti si lanciano sul giro iniziale di circa 2,5 chilometri che li riporterà sul punto di via, da dove andare a percorrere i seguenti 4 chilometri.

E, solo dopo il loro passaggio, sarà dato il via alla seconda serie, con gli atleti che fremono per partire…

Non dura molto l’attesa, in un “attimo” ritroviamo i protagonisti di questa prima serie, conduce l’allievo Vittorio, segue Gervasi, poi Mele, Moliterni, Malo, Pepe, Nicassio, De Marinis e Di Lorenzo.  

Passano tutti i protagonisti, vanno via e finalmente tocca anche ai protagonisti della seconda serie, 89 complessivamente, 37 le donne.

Lo sparo e via, comincia anche la loro gara, peccato che dopo un chilometro, ad un bivio, forse per un nastro rotto e per l’assenza di addetti, diversi atleti sbagliano tracciato, arrivando fino ad un torrente da guadare, comprendendo allora l’errore e tornando indietro, per fortuna sembra senza troppi ribaltamenti nelle varie classifiche di categoria.

Tutto regolare, viceversa, per i protagonisti della prima serie e per i primi della seconda, su un tracciato già molto tecnico e difficile, con tanti tratti nel terreno fangoso e scivoloso a causa della pioggia della notte e con diversi passaggi tra i rovi, con le gambe degli atleti notevolmente segnate dalle foglie spinose.      

Per fortuna, le condizioni climatiche durante lo svolgimento della corsa sono state ottimali e allora, senza dover registrare alcun inconveniente per gli atleti se non qualche caduta e la pesantezza degli arti inferiori nel post gara, andiamo a celebrare i vincitori.

La gara più lunga, la prima serie, vede il successo del trentunenne siciliano, ma di stanza a Reggio Emilia, in Puglia per lavoro, Fabio Gervasi (Atletica Castelnovo Monti): bravo e simpatico, riesce ad avere la meglio sul giovanissimo Giovanni Vittorio, altamurano tesserato per l’Aden Exprivia Molfetta, secondo; terzo posto per il sempre brillante, Giuseppe Mele (Dynamyk Fitness Palo del Colle). Al quarto posto, Giuseppe Moliterni, il presidente dell’altra società di Gravina, la “festina Lente!”, grande amante delle corse in natura ed organizzatore dell’oramai famoso Trail delle 5 Querce in calendario a maggio. A seguire, il duo della Futurathletic Team Apulia, il giovane (SM) Albano Malo, quarto, e il consolidato Luca Pepe, quinto. Sesto il gravinese, ma tesserato per la Podistica Carosino, Vittorio Braico, a precedere il primo Runcard, Angelo D’Onghia, settimo; ottavo il positivo Fabio Portesani (Nadir on the road Putignano), sull’attivo Maroc De Marinis (Club Runner 87 Castellaneta), nono, e il capace Vito Detoma (Amici Strada del Tesoro Bari), decimo. 128 i finisher.

Nella seconda serie, cominciamo con le donne, con il successo della sempre tenace Silvana Iania (Free Runners Molfetta) che va ad imporsi sull’impetuosa Lorenza Verdura (Gravina festina lente!), seconda, e sulla febbricitante e bravissima Marilena Brudaglio (Atletica Tommaso Assi Trani), terza. Quarta la mai doma Ornella Donghia (Nadir on the road Putignano) davanti alla mitica Anna Francione (Runners Ginosa), quinta, e alla compagna di squadra, la valida Rita Simone, sesta. Bravissima Annamaria Porfido (Amatori Atl. Acquaviva), settima, a precedere la sempre combattiva Antonella Colasanto (Free Runners Molfetta), ottava; l’irriducibile Samanta Cirillo, tesserata per l’altra società (ancora) di Gravina, la Smart Runners, nona; la decisa Apollonia Valerio (Amici Strada del tesoro Bari), decima. 33 le arrivate.

Tra gli uomini s’impone il coriaceo Cosimo Papapietro (Top Runners Laterza) sui terribili Giovanni D’Aprile (Atletic Club Altamura), secondo, e Matteo Triggiani (Dynamyk Palo del Colle), terzo. Quarto l’onnipresente Vincenzo Palumbo (Tommaso Assi Trani), davanti all’abile Pietro Leone (Gravina festina lente!), quinto, e al gradito “ospite” Luciano Balzani, tesserato per la SP Seven di Forlì, sesto. A seguire il duo dinamico della Dynamyk, Riccardo Spione, settimo, e Donato Calamita, ottavo, davanti al “volante” Francesco Cariello (3^ Regione Aerea Bari) e al fantastico Marino Valerio (Avis in corsa Conversano), SM70, decimo, primo di categoria nonostante l’errore di percorso. 47 gli arrivati.

Da segnalare l’elevato numero di partecipanti senza pettorale, ben accolti dagli organizzatori, ma davvero poco rispettosi di chi fa innumerevoli sacrifici per organizzare, per giunta quasi tutti con la pretesa di voler per forza tagliare il traguardo, nonostante gli inviti dei Giudici Fidal. 

All’arrivo vasetti di yogurt e frutta permettono di riprendere le forze immediatamente; dopo essersi cambiati, tolti i panni madidi di sudore e fango, comincia la festa.

Fumanti patti di pasta e ceci, mozzarelle, fettine di mortadella, salsiccia cotta alla brace, focaccia, dolcetti, vino, acqua, il tutto in rapida e continua ripetizione: davvero pochi saranno stati gli atleti che poi a casa hanno pranzato. Il bello è che tutto avviene in comunione con gli amici corridori, prestazioni, tempi, crono, rivalità vanno tutte dietro le spalle, in quei momenti si mangia, si ride, si beve ci si diverte, come in un’unica allargata famiglia.

Ma, come per tutte le cose belle, c’è un termine, bisogna concludere la manifestazione con le doverose premiazioni che cominciano con le categorie femminili, per passare successivamente a quelle maschili, sino ad esaurimento. Per tutti, un classico e originale trofeo, fette di tronco riportanti logo e sede della manifestazione, oltre a differenti premi. Onestamente, più di un atleta si è lamentato per il criterio di distribuzione dei premi: ad esempio, Giuseppe Mele, terzo assoluto e primo SM35, ha ricevuto una borsa in tessuto contenete soli cinque pacchi di gara, dal valore davvero esiguo, rispetto, a premi molto più consistenti per i vincitori di altre categorie e giunti, magari, in fondo…   

Premiazioni svolte alla presenza, nelle ultime fasi del Vice Sindaco di Gravina, con delega allo sport, Maria Nicola Matera, che ha simpaticamente premiato i bravi atleti delle categorie più “grandi”. 

Tra le società, vittoria della Gravina festina lente! con 25 finisher, su Amici Strada del Tesoro Bari ( 19) e Happy Runners Altamura (13).

I premi ai primi atleti gravinesi giunti al traguardo, il ricordo di amici che non ci sono più e di alcuni altri momentaneamente assenti e, infine, la foto di gruppo degli organizzatori, a chiudere definitivamente la manifestazione.

Intanto, percorrendo il chilometro e passa per raggiungere l’auto, questa volta per giunta in salita e sotto il sole oramai padrone, il piacere di aver assistito ad una manifestazione densa di festa ed amicizia, per l’agonismo puro c’è spazio da… domenica prossima!

Come da tradizione, il mensile “Correre” in allegato con il numero di febbraio ha pubblicato la Maximaratona, che riporta numeri, nomi e tempi di tutti i maratoneti dell’anno precedente.

Ebbene, nel 2018 sono stati 37.874 gli italiani a tagliare il traguardo almeno una volta, per un totale di 59.911 tempi su 106 maratone italiane e 126 estere.   

Ma il dato più importante, a nostro avviso, è  la flessione in negativo del numero di maratoneti: dopo quattro anni di crescita continua, nel 2018 si è infatti registrato un calo del 4% rispetto al record assoluto del 2017 (39.460).

Il calo però riguarda soltanto gli uomini, scesi a 31.002 rispetto ai 32.755 del 2017; viceversa, le donne continuano ad aumentare, un crescita costante che prosegue dal 2013: nel 2018 sono state ben 6.871 le maratonete.

Altro dato che colpisce che sono sempre più folte le fasce degli arrivati al traguardo con i tempi più alti: calano tutte le "fasce" fino a 4h30', mentre crescono in percentuali man mano maggiori i maratoneti che concludono la prova tra le 4h30 e le 4h45  (+8% = 3.010 maratoneti), tra le 4h45 e le 5 ore (+ 18,6% = 2.358), tra le 5h e le 5h30' ore (+20% = 2.272) e infine dalle 5h30' in poi, dove si registra  l'aumento più grande (anche perché è la fascia più ampia): + 26,6%, cioè 1.868 maratoneti.

Daniele Menarini, condirettore di Correre, sostiene che il netto calo di maratoneti è dipeso anche dalla diffusione del trail running, meno costoso e meno competitivo della maratona e quindi più accessibile e gradito.  Sempre lo stesso Menarini sostiene che sul rallentamento dei maratoneti incide la diffusione del fitwalking; noi aggiungiamo anche la crescita del numero delle donne, mediamente più lente.

E Menarini prevede che se la maratona italiana tornerà a crescere, sarà proprio per merito delle donne e dei praticanti del fitwalking.

Infine i numeri delle maratone: con Roma (-1629, ma sempre la più corsa con 11.675 classificati), Firenze (-832, ma sempre seconda con 7.606 finisher), Venezia (-990), Verona (-655) in calo, ma Reggio Emilia (+160), Pisa (+434), Ravenna  (+396), Parma (+183), Treviso (+644, ma era campionato italiano Master) e Milano (+256) in aumento.

Crescono i partecipanti alle maratone estere, dove si abbina viaggio e corsa: la “solita” New York (4 novembre, 2.983 italiani), Valencia (2 dicembre, 1.870), Berlino (16 settembre, 1.019) e Parigi (8 aprile, 736).

 

 

 

27 Gennaio - La 30^ edizione della Marathon International de Marrakech è stata caratterizzata dal netto dominio etiope sia in campo maschile che femminile.

Tra gli uomini successo, infatti dell’etiope Fikadu Girma Teferi in 2h08:43, davanti al keniano Maina Paul Muchemi, secondo in 2h08:49, e al connazionale Dinbushe Bira Seboka, terzo in 2h09:56. Quarto il primo atleta marocchino, Mohamed El Talhaoui in 2h10:10. 

Tra le donne vittoria dell’etiope Zewdu Asefa Mulunesh in 2h29:57, seguita da tre atlete locali, le marocchine Fatiha Asmid, seconda in 2h30:44, Fatiha Ben Chatki, terza in 2h40’04, e Lala Aziza Alaoui Selsouli, quarta in 2h40:54. 

Nella contemporanea mezza maratona, dominio marocchino, con doppio, intero podio: in campo maschile, vittoria di Abderrahmane Kachir in 1h03:59, su Soufiane Boukantar, secondo in 1h03:16, e Hamza Salhi, terzo in 1h04:03; in quello femminile s’impone Hajiba Hasnoui in  1h10:36, su Rkia El Moukim, seconda in 1h11:40, e Kaltoum Bouasayriya, terzo in 1h11:43. 

Organizzata sotto il diretto patrocinio del Re Mohammed VI, la Maratona di Marrakesh ha visto la partecipazione di circa 9000 atleti (tra maratona - 1141 i finisher, mezza – 6370 gli arrivati, e la corsa di 3,5 km promozionale riservata agli studenti), sviluppandosi su un circuito veloce che ha attraversato tutte le zone più belle e caratteristiche della città. 

Classifiche: 

Uomini:

Maratona: 1. Fikadu Girma ETH 2:08:43, 2. Paul Maina KEN 2:08:49, 3. Bira Seboka ETH 2:09:56, 4. Mohamed El Talhaoui MAR 2:10:10, 5. Montacer Zaghou MAR 2:10:56, 6. Jaouad Kallouz MAR 2:12:39, 7. Habtamou Asefa ETH 2:13:02, 8. Bilal Marhoum MAR 2:13:04, 9. Soufiane Bouichou MAR 2:17:15, 10. Hassan Laquqhi MAR 2:19:22, 11. Abdenasir Fathi MAR 2:20:03, 12. Chamseddine Ben Ghali ALG 2:22:01, 13. Mohammed Ilabi MAR 2:22:10, 14. M’hamed Fathi 2:22:53

Mezza: Abderrahmane Kachir 1:03:09, 2. Soufiane Boukantar 1:03:11, 3. Hamza Salhi 1:03:13, 4. Badreddine Lgour 1:03:14, 5. Omar Ait Chitachen 1:03:19, 6. Mohamed Baybat 1:03:19, 7. Abdelaziz Baghazza 1:03:24, 8. Aziz Bounit 1:03:25, 9. Ahmed El Jaddar 1:03:28, 10. Brahim Oukhoya 1:04:25, 11. David Flynn 1:04:32, 12. Mohammed Zahir 1:04:41, 13. Youssef Ahouad 1:04:53, 14. Rahal Bouchfar 1:04:59, 15. Roman Fosti EST 1:05:24, 16. Said Drissi MAR 1:05:27, 17. Rachid Ben Issa 1:05:27, 18. Mohamed Ait Taleb 1:06:03, 19. Abdelaziz Khalisse 1:06:04, 20. Hamza Nainiaa 1:06:07, 21. Abdellah Mbarki 1:06:21, 22. Abdelhak En Najib 1:06:21, 23. Abdelkarim Kamil 1:06:29, 24. Maamar Bengriba ALG 1:06:36, 25. Marcel Berni SUI 1:06:41, 26. Hassan Benbella 1:06:43, 27. Zakaria El boubekraoui 1:07:08, 28. Raadoine Amehdy 1:07:24, 29. Mohamed Fouad Yazami 1:07:28, 30. Jalil Laaraj 1:07:29, 31. Mohamed Frassen MAR 1:07:35, 32. Hamid Oukhenssa 1:07:43, 33. Youssef Elbaz 1:07:47, 34. Mourad Jnina 1:07:52, 35. Rachid Benhamdane 1:08:03

Donne:

Maratona: 1. Mulunesh Zewdu Asefa ETH 2:29:57, 2. Fatiha Asmid 2:30:44, 3. Fatiha Ben Chatki 2:40:04, 4. Lala Aziza Alaoui Selsouli 2:40:54, 5. Hanane El Bajjaoui 2:44:04, 6. Monica Cheruto KEN 2:46:46, 7. Fatima Zahra Missour 2:52:5

Mezza: 1. Hajiba Hasnoui 1:10:36, 2. Rkia El Moukim 1:11:40, 3. Kaltou Bouasayriya 1:11:43, 4. Sanaa Achahbar 1:12:21, 5. Soukaina Atanane 1:13:54, 6. Hajar El Hadioui 1:14:34, 7. Hayat Allaoui 1:15:25, 8. Hayat Benhenia 1:16:42, 9. Amina Tahiri 1:18:32, 10. Ghizlan Ougadi 1:19:32, 11. Caroline El Himer FRA 1:19:40, 12. Aziza El Marany 1:20:47

 

 

 

 

 

Quattro anni di squalifica per Hussein Zmnako Wali Hussein, atleta curdo dell'Atletica Pavese Voghera, risultato positivo al controllo antidoping in occasione del campionato italiano di Trail disputato a Milano (Salomon Running Milano) lo scorso 3 ottobre, dove si era piazzato all'ottavo posto nel Trail corto di 25 km. La  prima sezione del Tna aveva sospeso Hussein per essere risultato positivo alla sostanza Clostebol: inutile la tesi sostenuta dall’atleta, che asseriva di aver usato  la pomata Trofodermin in seguito ad un infortunio nel cantiere dove lavora come muratore.

E’ di oggi, infatti, la sentenza: “La Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping, nel procedimento disciplinare a carico del sig. Hussein Zmnako Wali Hussein (tesserato FIDAL), visti gli artt. 2.1, 4.2 delle NSA, afferma la responsabilità dello stesso in ordine all’addebito ascrittogli e gli infligge la squalifica di 4 anni, a decorrere dal 31 gennaio 2019 e con scadenza al 30 ottobre 2022, così detratto il presofferto. Visto l’art. 10 delle NSA dispone l’invalidazione del risultato sportivo conseguito in gara. Condanna il sig. Hussein Zmnako Wali Hussein al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfettariamente in euro 378,00”.

Il triatleta Emilio Berti (Asd Latina Triathlon), pure tesserato Fidal, era stato sospeso in via cautelare dalla prima sezione del Tna per essere risultato positivo alla sostanza Clenbuterolo a seguito di un controllo disposto dalla Nado Italia al termine della manifestazione “Triathlon Olimpico”” svoltasi a Marina di Grosseto il 15 settembre 2018. 

Anche qui la tesi difensiva dell’atleta sosteneva di aver usato un farmaco per la bronchite su prescrizione medica, ma senza dichiararlo prima di gareggiare.

E' di oggi la sentenza che lo condanna alla squalifica di un anno: “La Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping, nel procedimento disciplinare a carico del sig. Emilio Berti (tesserato FITRI/FIDAL), visti gli artt. 2.1, 4.5.2.1 delle NSA, afferma la responsabilità dello stesso in ordine all’addebito ascrittogli e gli infligge la squalifica di un anno, a decorrere dal 31 gennaio 2019 e con scadenza al 30 ottobre 2019, così detratto il presofferto. Visto l’art. 10 NSA dispone l’invalidazione del risultato conseguito in gara. Condanna il sig. Berti al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfettariamente in euro 378,00”.

.

27 Gennaio - Vittoria etiope nella 38^ Osaka International Women’s Marathon (IAAF Gold Label road race): Fatuma Sado si impone in 2h25:59 lasciandosi alle spalle al 38° km l’atleta di casa, la giapponese Rei Ohara, seconda a 7 secondi; terza la keniana Bornes Jepkirui, a 15” dalla vincitrice.  

La 27enne diventa così la quarta africana a vincere questa maratona dopo Lornah Kiplagat, Catherine Ndereba e Amane Gobena.

Ciononostante, la Sado si è detta non completamente soddisfatta per via del crono finale, non sufficiente per essere selezionata per la squadra olimpica etiope, promettendo di essere più veloce nella prossima maratona.

In una giornata fredda, ma non eccessivamente, con temperatura di 8.4 gradi e umidità con tasso pari al 47%, ottimo il lavoro dei pacemaker che hanno condotto il gruppo di testa a passare il 5° km in 17:00 e il 10° in 33:59. Al 15° km, superato in 51:02, il gruppo di testa è formato, oltre che dai tre suddetti pacer, dal trio etiope composto da Sado, Asefa Sutume e Abebech Afework; dal duo keniano Bornes Jepkirui e Eunice Jeptoo e dal trio di casa composto da Ohara, Kajoko Fukushi e Hatsuki Omori.  

Tra il 17 e il 20° km, Jeptoo, Afework e Omori perdono contatto con il resto dei fuggitivi, imitate da Sutume al passaggio alla mezza (1h11:41). Al 25° (passaggio in 1h25:04), nonostante il ritmo si sia rallentato, Fukushi si stacca leggermente dalle altre tre fuggitive, rimanendo indietro (si ritirerà intorno al 35° km). Al 30° km (passaggio in 1h42:23), ritirati tutti i pacer, Ohara prende il comando della gara, inseguita e presto raggiunta da Sado e Jepkirui.

Le tre atlete procedono insieme fino al 35* km (passaggio in 1h59:55), quando Ohara riparte in testa; reagisce Sado, mentre nel giro di un chilometro si stacca Jepkirui: Sado e Ohara vanno via insieme fino al 38° km, quando l’etiope si allontana definitivamente verso la vittoria.

Classifica 

  1. Fatuma Sado, ETH 2:25:39
  2. Rei Ohara, JPN 2:25:46
  3. Bornes Jepkirui, KEN, 2:26:01
  4. Madoka Nakano, JPN 2:27:39
  5. Yukari Abe, JPN 2:28:02
  6. Hanae Tanaka, JPN 2:28:42
  7. Tomomi Tanaka, JPN 2:29:03
  8. Hatsuki Omori, JPN 2:29:15 

Passaggi: 

5Km - 17:00

10Km - 33:59 (16:59)

15Km - 51:02 (17:03)

20Km - 1:08:03 (17:00)

Half - 1:11:41

25km - 1:25:04 (17:01)

30Km - 1:42:23 (17:19)

35Km - 1:59:55 (17:32)

40km - 2:17:45 (17:50)

Finish - 2:25:39 (7:54)

30 Gennaio - Leonardo se ne è andato, non è più con noi, non è più sulla terra, ma corre sicuramente in cielo.

Leonardo Cenci, 46 anni, perugino, era malato di tumore da tempo, gli avevano diagnosticato il cancro sei anni fa: gli avevano detto che gli restavano solo quattro mesi di vita, ma lui aveva reagito alla grande, alla grandissima.

Non si era mai arreso, “Non se ne parla neanche, ho troppi sogni, troppe cose da fare”, furono le sue parole, la sua reazione.

La chemioterapia, il dolore, la sofferenza, ma sempre la reazione: le due partecipazioni alla maratona di New York (come Fred Lebow, co-fondatore della gara, che aveva corso nonostante un tumore al cervello), la fondazione della sua associazione “Avanti tutta Onlus”, un libro “Vivi, ama, corri. Avanti tutta”, a raccontare la sua incredibile reazione al male; tanti chilometri o palestra ogni giorno.

Sembrava che più il male lo colpisse più Leonardo riuscisse a reagire: la sua frase “Io continuo a camminare, vedi un po' se riesci a starmi dietro”, rivolta al cancro, dice tutto.

Infine, all’inizio della scorsa estate, il grande sogno realizzato con la nascita degli Oncology games per gli atleti malati di cancro. Tante medaglie per Leo, quattro d'oro (1500 in 6’04”,  400 in 1’12”, 800 in 3’08” e la 4x100), oltre a un argento e un bronzo.

Stamattina se n’è andato all’ospedale di Perugia. La sua associazione, sul profilo Facebook, lo ricorda così: “Il nostro Leo è volato in cielo, tra gli angeli. La sua missione sulla terra è terminata questa mattina, poco dopo le ore 10. Di questi sei anni che gli sono stati 'regalati' dalla malattia non ha sprecato neanche un giorno. Con i sogni ai piedi e l’invincibilità nel suo cuore è riuscito a realizzare tanti dei suoi desideri, ed il resto sarà portato a compimento perché il patrimonio umano e materiale che lui ha creato non andrà disperso. 
Corri Leo in cielo, corri felice e veglia su chi, come noi, ti ha voluto sempre bene. Corri e ricordaci che dobbiamo sempre credere nei nostri sogni e nella forza dell'amore andando sempre #AvantiTutta. R.I.P. Guerriero”.

Ciao Leo e grazie!

 

 

20 Gennaio - “Ottima la prima!”, migliore definizione non potrebbe esserci per l’edizione inaugurale del Cross della Masseria Vero in contrada Monte Paolo, a Palo del Colle, a pochi chilometri da Bari.

Ben ha fatto il Comitato Regionale della Fidal Puglia a credere nelle capacità organizzative dei soci della Dynamyk Fitness Palo del Colle, affidandolo loro il Campionato Regionale master individuale e di società: prova superata brillantemente, la possibilità di proporsi in futuro come campionato nazionale non è davvero preclusa!

Indicazioni precise e continue portano facilmente gli ospiti podisti – 426 gli iscritti – alla masseria Vero, un vastissima oasi verde, dove gli atleti potranno correre in assoluta libertà e senza smog.  

Vasti anche gli spazi per parcheggiare, attivo il servizio bar, visibili i bagni chimici, non manca subito nulla.

Immediata la consegna dei pettorali e annessi chip, iscrizione fissata a 5 euro, senza alcun pacco gara.

Giornata inizialmente fredda, ma progressivamente riscaldata dai raggi del sole, un sollievo dopo l’incessante pioggia di venerdì caduta ininterrottamente per quasi 24 ore.   

A presentare la manifestazione l’esuberante Antonio Torres, un fiume di parole, magari poco tecnico, ma che ha spaziato in tutti i possibili campi, dalle geologia alla culinaria, riuscendo a parlare per ore ed ore, senza fermarsi mai.

Sotto la guida del responsabile tecnico della manifestazione, Vincenzo Trentadue, impegnato nella definizione degli ultimi particolari, come la sistemazione di alcuni nastri delimitatori del percorso, osserviamo il tracciato, che prevede il giro lungo di 1,5 km e quello più piccolo di 1 km, secondo la distanza totale da raggiungere nelle varie serie. Tracciato veloce e totalmente pianeggiante, non sono previste particolari difficoltà, anche il terreno ha ben tenuto nonostante la suddetta pioggia, non divenendo eccessivamente fangoso, se non in alcuni brevi, evitabili tratti. Tracciato propriamente da chiodata, tracciato da crono, tracciato da… campionato.

E, come nelle gare serie che si rispettano, l’addetto ai concorrenti introduce gli atleti – serie per serie – nella call room, dove avviene la punzonatura e dove gli atleti si riscaldano comodamente.

Il programma comincia con la prima serie di km3 riservata alle categorie femminili dalla SF60 in su: solo cinque le signore in gara, fuori “gabbiani” e invasori a riscaldarsi, le atlete potranno correre in totale sicurezza.

E, come da programma, con solo qualche attimo di ritardo, alle ore 9.00, ecco lo sparo del Giudice De Lillo che apre ufficialmente la manifestazione.

Recuperato immediatamente il primo posto, Nicoletta Merco (Pro Canosa) vince in 15:56, precedendo Maddalena Attolico (Montedoro Noci), seconda in 16:21, Concetta Vitucci (Atleticamente Modugno), terza in 17:58, Angela Di Sibio (Pro Canosa), quarta in 18:13 e Ornella Croci (Assi Trani), quinta in 20:11.

Subito pronti i partecipanti per la seconda serie, al via tutte le restanti categorie femminili e quelle maschili  dalla SM60 in su: 145 i partenti, 142 gli arrivati. Si corre sulla distanza di 4 km, un giro piccolo iniziale da 1 km, più due da 1,5 km. Un uomo solo da subito al comando, è Peppino Lagrasta (Pro Canosa) che non mollerà mai la testa della serie, affermandosi un 14:59. Dietro è un fantastico alternarsi di posizioni, al termine è seconda l’elegantissima Francesca Labianca (Bitonto Sportiva) in 15:33, terzo l’eterno Michele Gallo (Montedoro Noci) in 15:37, quarta la fortissima Stefania Scatigna (Atletica Capo di Leuca) in 15:54, stesso tempo del quinto, il generoso Marco Cisternino (Apuliathletica), e del sesto, il capcae Mauro Grande (Pedone Riccardi Bisceglie).

La classifica maschile si completa con Matteo Triggiani (Dynamyk Palo), quinto in 16:16, Michele Petraglia (Dynamyk Palo), sesto in 16:19, Armando Caprarella (Pedone Riccardi Bisceglie), settimo in 16:22, Cosimo Papapietro (Top Runners Laterza), ottavo in 16:25, Vincenzo Palumbo (Assi Trani) e Rino Di Mastrochicco (Montedoro Noci), nono e decimo, entrambi in 16:27.

Nella classifica femminile, terza la ritrovata Luana Boellis (Apuliathletica) in 16:11, quarta Damiana Monfreda (Amatori Atletica Acquaviva) in 16:32, quinta Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto) in 16:35, sesta Marie France Zaccheo (Atletica Amatori Corato), in 16:45, settima Silvana Iania (Free Runners Molfetta) in 16:55, ottava Rosa Luchena (Athletic Academy Bari) in 17:06, nona Marilena Brudaglio (Assi Trani), in 17:16, decima Mariacarmela Landriscina (Trani Marathon) in 17:27.

La terza serie, riservata alle categorie maschili SM50 e SM55, su quattro giri da 1,5 km per un totale di 6, vede al via 93 atleti per 92 arrivati. Purtroppo, questa serie, bellissima dal punto di vista tecnico, con atleti già “grandicelli” ma dal passo e ritmi da ragazzini, vede l’improvviso malore di un concorrente, anche molto forte, in quel momento in testa alla SM55, improvvisamente accasciatosi per terra,  che ha fatto pensare al peggio. Il tempestivo intervento dell’infermiere-runner “salvavite” Luca Benedetto, già protagonista nella sua vita di diversi altri salvataggi, e il conseguente arrivo dell’ambulanza hanno permesso l’immediata ripresa dell’atleta poi portato in ospedale a Bari, per tutti gli opportuni accertamenti.

La peggio l’ha avuta la serie, perché alcuni spettatori hanno cercato di bloccare gli atleti che seguivano ed erano ancora in gara, alcuni si son fermati, altri hanno proseguito, fatto sta che dopo l’ipotesi di annullamento della stessa serie, si è deciso di far riferimento alla classifica del terzo giro, basandosi quindi sulla distanza di km. 4,5.

Vincitore, davvero splendido, è Angelo Pazienza (Dynamyk Palo) in 15:43, su – a pari merito – El Houcine Zaid (Amatori Atletica Acquaviva) e Pino Miglietti (Daunia Running) in 15:54.  Quarto Nicola Muciaccia (Assi Trani) in 16:11, quinto Gianfranco Dellaccio (Montedoro Noci), in 16:15, sesto Rocco Caliandro (Montedoro Noci) in 16:38, settimo Salvatore Sarcinella (Pedone Riccardi Bisceglie) in 17:09, ottavo Sergio Palumbo (Dynamyk Fitness) in 17:22, nono Francesco Saverio Di Giulio (Atletica Pro Canosa) in 17:37, decimo Enzo Romano (Montedoro Noci) in 17:40.

Ritardato il via per la quarta serie, riservata alle categorie SM 40 e 45, sempre su 6 km, in attesa del ritorno dell’ambulanza, con a bordo il defibrillatore. L’applauso per il rientro dell’automedica e finalmente il via a quest’altra appassionante serie. 91 gli atleti in gara, subito in testa il duo giallo della Dynamyk, Redi davanti a Caliandro; a seguire Mastrodonato. E si proseguirà in questo ordine fino al quarto giro, quando il solito, prepotente allungo di Francesco Caliandro lo porta a superare l’amico Francesco Redi e a vincere in 20:01, sei secondi prima del compagno di squadra. Terzo Nicola Mastrodonato (Pedone Riccardi Bisceglie) in 20:25, quarto Luca Quarta (Montedoro Noci) in 20:43, quinto Matteo Notarangelo (Dynamyk Palo) in 20:53, sesto Rino Bonvino (Dynamyk Palo) in 21:03, settimo Roberto Rubino (Academy Bari) in 21:09, ottavo Stefano Todisco (Dynamyk Palo) in 21:15, nono Giuseppe Mele (Dynamyk Palo) in 21:17, decimo Vito Sardella (Montedoro Noci) in 21:24.

Ultima partenza, riservata agli SM35 a cui sono aggregate le categorie giovanili, quest’ultime non in gara per i titoli, e quindi poco rappresentate anche per il concomitante cross a Carovigno, loro riservato: 43 gli atleti in gara. Immediatamente la gara è uno splendido duello tra Quarato e Guastamacchia, Trentadue – smessi per pochi minuti i panni da organizzatore – è il terzo “incomodo”, ai quali si aggiunge per gran parte del tracciato Milella. E, un po’ come per Redi e Caliandro, anche qui nel finale Rodolfo Guastamacchia, palese doc ma tesserato per Atleticamente Modugno, ha la meglio sull’ottimo Francesco Quarato (TeamPianeta Sport Massafra): 19:51 per il primo, 19:54 per il secondo, e un grande, sportivissimo abbraccio dopo aver tagliato il traguardo. Terzo è Vincenzo Trentadue (Dynamyk Palo) in 20:10, quarto Francesco Milella (Pedone Riccardi Bisceglie) in 20:17; ancora, a seguire, Giuliano Gaeta (Montedoro Noci), quinto in 21:03, su Giuseppe Garofalo (Pedone Riccardi Bisceglie), sesto in 21:13, Alessandro Belotti (Apuliathletica), settimo in 21:30, Savio Scattarelli (Montedoro Noci), ottavo in 21:33, Michele Uva (Free Runners Molfetta), nono in 21:37, e Domenico Squicciarini (Atletica Adelfia), decimo in 22:10.

Ristoro finale per tutti con bottigliette d’acqua, crostatine e succhi di frutta.           

Esaurite tutte le serie, dopo una riunione tecnica che ha coinvolto Giudici, Consiglieri Fidal Puglia e i presidenti delle Società in lizza, per determinare al meglio come considerare la terza serie ai fini del Campionato di Società, decidendo – ripeto – di considerare la classifica al terzo giro, eccezion fatta logicamente, per l’atleta finito in ospedale, si è dato inizio alla cerimonia di premiazione.          

Sul podio i primi tre di ciascuna fascia di età, per i vincitori la consegna di un cesto di prodotti alimentari e, soprattutto la maglia di campione regionale (premi enogastronomici di minore entità per gli altri due premiati), fino a giungere alle società.

In campo femminile, è campione regionale la Atletica Pro Canosa con 717 punti, su Atletica Tommaso Assi, seconda con 659, e Atleticamente Modugno, terza con 619; in campo maschile, stravince la Dynamyk Fitness di Palo del Colle, padrona di casa, con 1135 punti, su Montedoro Noci, seconda con 1097, e Pedone Riccardi Bisceglie, terza con 1085.

Giustificati i festeggiamenti dei due team campioni, vincere è sempre piacevole.

Alcuni atleti si son fermati a pranzare presso il ristorante della struttura ospitante che, a soli 15 euro, offriva un menu completo.

Brillante organizzazione, tutto davvero studiato nei minimi particolari, peccato per il malore dell’atleta ma ringraziamo il “Cielo” per la sua immediata ripresa; complimenti alla Dynamyk, che ha mantenuto le promesse, un campionato regionale svolto bene e partecipato è da sempre anche un ottimo sport per il Comitato Fidal e per l’intero movimento.

Campioni regionali master di corsa campestre 2019:

SM35 – Francesco Quarato (Team Pianeta Sport Massafra)

SM40 – Francesco Caliandro (Dynamyk Fitness Palo del Colle)

SM45 – Gennaro Bonvino (Dynamyk Fitness Palo del Colle)

SM50 – Arcangelo Pazienza (Dynamyk Fitness Palo del Colle)

SM55 – Salvatore Sarcinella (Pedone Riccardi Bisceglie)

SM60 – Giuseppe Lagrasta (Atletica Pro Canosa)

SM65 – Michele Gallo (Montedoro Noci)

SM70 – Antonio Peragine (Pedone Riccardi Bisceglie)

SM75 – Nicola Vito Traversa (Pedone Riccardi Bisceglie)

SM80 – Andrea De Toma (Dynamyk Fitness Palo del Colle)

SM85 – Vincenzo Mirizzi (Atletica Bitritto)           

SF35 – Francesca Labianca (Bitonto Sportiva)

SF40 – Stefania Scatigna (Atletica Capo di Leuca)

SF45 – Marie France Zaccheo (Atletica Amatori Corato)

SF50 – Rosa Luchena (Athletic Academy Bari)

SF55 – Grazia De Corato (Atletica Pro Canosa)

SF60 – Nicoletta Merco (Atletica Pro Canosa)

Sf65 – Angela Di Sibio (Atletica Pro Canosa)

 

 

Oro olimpico a Rio De Janeiro il 14 agosto 2016, prima keniana a vincere la maratona femminile  alle Olimpiadi, Jemima Sumgong, nell’aprile del  2017, a pochi giorni dalla partecipazione alla Maratona di Londra, fu sospesa per essere risultata positiva, durante un controllo a sorpresa, alla eritropoietina ricombinante (il più noto Epo) per essere poi squalificata per quattro anni.

La Sumgong dichiarò di essere innocente e di essere in grado di provarlo, fino a consegnare pochi mesi fa all’AIU, l’Integrity Unit della federazione di atletica leggera, una lunga serie di documenti che avrebbero dovuto scagionarla. In particolare la maratoneta sosteneva che cinque giorni prima del controllo si era presentata al Keniatta National Hospital di Nairobi per una gravidanza extrauterina: qui per uno sciopero non  fu registrata la sua presenza,  le fu praticata una trasfusione da un medico “impostore”, trasfusione con sangue contaminato da Epo, che giustificava la sua  positività.

Ma gli ispettori dell’AIU hanno controllato accuratamente tutti i documenti scoprendo che i certificati erano stati falsificati, che la Sumgong era stata  ricoverata al Keniatta Hospital, ma nel 2009, mentre nel 2017- nei giorni della presunta trasfusione - si trovava a Kapsabet, come da registro WADA. . La stessa clinica aveva contemporaneamente fatto una serie di controlli smentendo la presenza della maratoneta nell’ospedale nelle date indicate nella certificazione.    

Così all’AIU non è rimasto che raddoppiare la squalifica alla Samgung, fino al 2025, che a questo punto ha finito la carriera.

Ma, quasi sicuramente, le resterà l’oro olimpico come consolazione…

Ultimi commenti dei lettori

Vai a inizio pagina