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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

17 marzo - A due giorni dalla festa del papà, è deceduto Dick Hoyt, il “superpapà” per eccellenza, colui che correva spingendo la carrozzina del figlio Rick (tetraplegico e affetto da paralisi cerebrale) ed era diventato il simbolo della maratona di Boston e del mondo triathlon.

Tutto nacque nel 1977 quando Rick chiese al padre di partecipare a una corsa di cinque miglia di beneficenza con il ricavato da regalare ad uno sportivo rimasto paralizzato in un incidente.

Inutile dire che il padre spinse la sedia del figlio e che quest’ultimo rimase entusiasta, tanto da dire al papà che  “Quando corro, non mi sento un disabile”: erano arrivati penultimi, ma la molla era scattata, era nato il “Team Hoyt”, duo che diverrà celebre.    

Seguirono altre gare brevi e, nel 1980, la prima maratona di Boston; maratona che il duo ha poi corso per ben 32 volte, fin al 2014 quando il padre si è dovuto ritirare per motivi di salute. A ricordare questa impresa la statua di bronzo che immortala la coppia in corsa, posta vicino alla linea di partenza della maratona.

Tantissime le gare di triathlon e duathlon che i due hanno affrontato insieme, tra cui diversi IronMan.

Dick ora  è morto nel sonno ad 80 anni, per una problema cardiaco; ma difficilmente sarà dimenticato da tutti quegli atleti che corrono con passione e da tutti i “veri” papà.

La Boston Marathon l’ha ricordato così: «Siamo addolorati nell’apprendere della scomparsa dell’icona della Maratona di Boston, Dick Hoyt. Dick personificava quello che significa essere un maratoneta di Boston, mostrando determinazione, passione e amore per oltre trent’anni. Oltre a essere amato dai fan e un’ispirazione per migliaia di persone, era un amico fedele e un padre orgoglioso di trascorrere del tempo con il figlio Rick mentre correvano in coppia”.

Da ricordare, infine, che il duo di corsa aveva creato la Hoyt Foundation, fondazione no profit per aiutare i giovani disabili, e che aveva raccolto durante le loro corse più di un milione di dollari destinati in beneficenza.

18 Marzo - Che il caso Schwazer facesse ampiamente discutere era scontato sin dalla storica sentenza del Gip del Tribunale di Bolzano, Walter Pelino, che archiviava il procedimento a carico del marciatore "per non avere commesso il fatto”, di fatto contraddicendo tutti gli elementi che avevano portato l'Agenzia mondiale antidoping e la Federazione internazionale di atletica leggera a squalificare l’olimpionico altoatesino.

Come sempre in questi casi, addetti ai lavori ed opinione pubblica si sono divisi in innocentisti e colpevolisti: con Schwazer che si è distinto per partecipazioni televisive, come il Festival di Sanremo, Le Iene e annessa raccolta di firme.

Particolarmente importante è  la presa di posizione del neo Presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera, Stefano Mei, che ha difeso Schwazer e sul sito federale ha spiegato le motivazioni che lo hanno spinto a prendere le parti del marciatore, dopo aver letto le motivazioni pubbliche dell'archiviazione .

Ecco le parole di Mei: "Per dovere di informazione dei nostri tesserati, essendo peraltro già reperibile sul web, ho chiesto di pubblicare il testo della recente ordinanza del GIP di Bolzano a conclusione delle indagini nei confronti di Alex Schwazer.

La lettura degli atti potrà dare a tutti consapevolezza in ordine a quanto il Giudice abbia concluso; io, personalmente, affrontata la lettura ho maturato la convinzione che la vicenda della seconda positività di Alex Schwazer poggi le sue basi su fatti e circostanze prive della doverosa (sia sul piano giuridico sia, anche, in relazione agli obblighi di gestione sportiva) consistenza.

Certo è che la condanna sportiva per i fatti del 2016, inflitta a un atleta che, pagato il precedente debito sia con l'ordinamento sportivo sia con quello statale, avrebbe inteso riabilitarsi sul campo, è da mettere in discussione. La conclamata discordanza dei fatti che emerge dalla lettura del decreto di archiviazione, rende difficilmente sopportabile la condanna sportiva inflitta all'atleta.

La chiarezza definitiva sul caso penso sia dovuta non solo a Schwazer, ma a tutto il nostro movimento: il mio auspicio è che questa storia dolorosa, anche per la Federazione, possa esser ricondotta su binari di equilibrio e correttezza e che tutto ciò che oggi è nell'ombra possa venire alla luce.


Il Presidente FIDAL
Stefano Mei"

Il testo dell’ordinanza di archiviazione: http://www.fidal.it/upload/files/2021/Schwazer_archiviazione.pdf

 

14 Marzo - La giapponese Mizuki Matsuda ha vinto in 2h21:51 la 10^ Nagoya Women's Marathon, evento World Athletics Platinum Label,  che si è corsa stamani in Giappone, con 5000 partecipanti, e 9000 atleti impegnate sulla mezza maratona di contorno (aperta anche agli uomini).

Siamo lontanissimi dalle 22000 partecipanti del 2019, ma certamente si tratta di una delle prime manifestazioni di massa, con le iscritte tutte rigorosamente giapponesi. Rispettati rigorosamente i protocolli anti-covid, con tutte le iscritte controllate per ben due volte negli ultimi quindici giorni,  più una terza alla vigilia della gara. Le atlete hanno indossato la mascherina all’avvio e igienizzato le mani prima di partire. Ristori singoli e confezionati nel post-gara.

Cronaca – Correndo in totale solitudine dal 30° km, Matsuda ha tagliato il traguardo contenta del successo ma delusa per non essere riuscita a migliorare il proprio personal best (2h21:47 alla maratona femminile di Osaka dello scorso anno) né il record del percorso e primato nazionale per sole donne (2h20:29 di Mao Ichiyama nel 2020, mentre il record in gara mista resta il  2h19:12, detenuto sempre dalla Mizuki Noguchi, nel 2005 a Berlino): probabilmente ha sofferto il forte vento contrario che l’ha rallentata nella seconda parte della gara.

Partenza veloce con i primi due chilometri corsi entrambi in 3:16; a soli quattro chilometri dal via, in testa guida un quartetto composto da Matsuda, Sayaka Sato, Mao Uesugi, Ikumi Fukura e da quattro pacemaker.  

Al decimo chilometro, abbandona il gruppo delle fuggitive la debuttante sulla distanza Fukura, imitata due chilometri dopo, da Uesegi e, poco dopo ancora, da tre pacer.

Al 13° km, guidano la gara Matsuda, Sato e il pacer, la keniana Rosemary Monica Wanjiru.

Al 22° km, con il vento che già infastidisce le atlete, anche Sato si stacca: per Matsuda resta la sola compagnia della pacer. Ma, al 30° km, cede anche Wanjiru: Matsuda è oramai sola, contro il vento e il crono: alla fine ottiene il secondo miglior tempo della sua carriera e il quinto tempo di sempre della manifestazione.

Queste le parole della vincitrice: “Il mio obiettivo era migliorare il mio personale: sono molto delusa e frustrata per non aver raggiunto il mio obiettivo. Per gran parte della gara ho sentito di lottare contro il vento contrario, ma dopo il 30° km, quando sono rimasta completamente sola, non ho sentito altro che vento contrario ".   

Secondo posto per Sato in 2h24:32, anche lei delusa per non aver ottenuto il personale. .

Terzo posto per la debuttante Natsumi Matsushita in 2:26:26. 

Le prime 13 atlete hanno concluso sotto le 2h30.   

Mariko Yugeta, detentrice del record mondiale delle SF60, non è riuscita a battere il suo record  (2h52:13 a Osaka a gennaio), chiudendo in 2h54:31, bloccata dal forte vento, chiudendo al 70° posto, nella 110^ maratona della sua carriera.                                         

                                         

Classifica:

  1. Mizuki Matsuda (Daihatsu) - 2:21:51
  2. Sayaka Sato (Sekisui Kagaku) - 2:24:32
  3. Natsumi Matsushita (Tenmaya) - 2:26:26 - debut
  4. Mirai Waku (Universal Entertainment) - 2:26:30 - PB
  5. Hanae Tanaka (Shiseido) - 2:26:49
  6. Yomogi Akasaka (Starts) - 2:26:51 - PB
  7. Mao Uesugi (Starts) - 2:27:03
  8. Misaki Kato (Kyudenko) - 2:27:20 - PB
  9. Chiharu Ikeda (Hitachi) - 2:27:39 - PB
  10. Ikumi Fukura (Otsuka Seiyaku) - 2:28:31 - debut
  11. Natsuki Omori (Daihatsu) - 2:28:38 - PB
  12. Kanako Takemoto (Daihatsu) - 2:28:40 - debut
  13. Yuma Adachi (Kyocera) - 2:29:00 - debut
  14. Reno Okura (Noritz) - 2:30:17 - debut
  15. Saki Fukui (Mitsui Sumitomo Kaijo) - 2:30:31 - debut
  16. Reia Iwade (Adidas) - 2:30:35
  17. Rie Kawauchi (Otsuka Seiyaku) - 2:31:34 - PB
  18. Rei Ohara (Tenmaya) - 2:32:03
  19. Ayano Ikeuchi (Denso) - 2:33:29 - debut
  20. Ai Ikemoto (SWAC) - 2:34:33 - debut
  21. Hiroko Yoshitomi (Memolead) - 2:35:02
  22. Yuka Gito (Higo Ginko) - 2:35:04 - debut
  23. Miharu Shimokado (SID Group) - 2:35:44
  24. Haruka Yamaguchi (AC Kita) - 2:37:04
  25. Mai Ito (Otsuka Seiyaku) - 2:38:07
  26. Mao Kiyota (Suzuki) - 2:38:47
  27. Eri Utsunomiya (Japan Post) - 2:39:40 - PB
  28. Mai Fujisawa (Sapporo Excel AC) - 2:39:48 - PB
  29. Kaoru Nagao (Sunfield AC) - 2:41:03
  30. Yoshiko Sakamoto (F.O.R.) - 2:42:57

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  1. Mariko Yugeta (Saitama OIG) - 2:54:31

 

Mezza maratona donne: 1. Rina Goto - 1:26:05 

Mezza maratona uomini: 1. Hajime Sakai - 1:05:59

 

 
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Ultim’ora: E’ stata rinviata la Maratona di Berna per le pessime condizioni metro previste nel week-end con freddo e neve: per Straneo, Meucci e La Rosa è così al momento saltata la possibilità di realizzare il minimo olimpico

11 Marzo - Alla ricerca del minimo olimpico per Tokyo (2h11:30 per gli uomini e 2h29:30 per le donne, entro il 31 maggio), Valeria Straneo, Daniele Meucci e Stefano La Rosa sono gli azzurri che parteciperanno domenica prossima, 14 marzo, alla Maratona che si svolgerà all’interno dell’Aeroporto di Berna, sulla falsariga di quanto accaduto all’Aeroporto di Siena in occasione della Tuscany Camp Half Marathon dello scorso 28 febbraio.

Questa maratona, organizzata dalla federazione svizzera e chiaramente riservata solo ad atleti top, va a sostituire la Maratona di Zurigo, cancellata a seguito dell’emergenza sanitaria, ed assegnerà i titoli nazionali elvetici.  

Al femminile, Valeria Straneo, vice campionessa mondiale sulla distanza nel 2013, avrà la terribile concorrenza di Helen Tola (pb:2h21:01), atleta etiope residente proprio in Svizzera, e della svedese Charlotta Fouberg 2h08:55).

Daniele Meucci, da tempo assente dalle competizioni, e Stefano La Rosa, reduce dall'ottima mezza a Siena, troveranno i fortissimi Tadesse Abraham pb: 2h06:40) e Tesfamriam Samuel Tsegay (pb: 2h07:28). In chiave azzurra in gara anche Daniele D'Onofrio e il campione italiano Giovanni Grano.

(11 Marzo) - Salvatore (Totò) Antibo, ex primatista italiano dei 5 e dei 10 mila metri, è ricoverato in terapia intensiva all’ospedale civico di Palermo a causa di una embolia polmonare.

Il 59enne campione di Altofonte all’inizio di febbraio era stato sottoposto ad un intervento neurologico al Policlinico Mater Domini di Catanzaro per l'applicazione dello stimolatore vagale per la cura palliativa dell'epilessia farmaco-resistente, per ridurre gli attacchi epilettici che dai primi anni Novanta hanno compromesso la sua carriera e l’intera vita.

A darne notizia per primo è stato Andrea, il nipote di Antibo, che l' ha pubblicata sui social: "Sono il nipote di Totó, Andrea, purtroppo ahimè devo informarvi che lo Zio si trova ricoverato presso la camera intensiva all’ospedale civico di Palermo in quanto ieri mattina è stato colpito da una embolia polmonare. Adesso sta meglio ma la situazione non è delle migliori. Risponde bene alle cure e mi ha detto di informarvi e di pregare per lui. Questa volta la gara è più difficile delle altre, ma come sempre saprà rialzarsi e vincere. A presto a tutti!”

Sempre sui social, il Sindaco di Altofonte, Angela De Luca, ha commentato la triste notizia: “Ho appreso che il nostro campione Salvatore Antibo si trova ricoverato in terapia intensiva a causa di un’embolia polmonare. La situazione è molto critica. Siamo tutti vicini alla famiglia in quest’altra prova. Forza Totò!". 

Ultim'ora (12 Marzo) – Totò sta meglio, come riporta il messaggio scritto dal nipote Andrea stamani su Facebook: “Buongiorno a tutti, scrivo ancora io, Andrea, ma spero che nei prossimi giorni sarà lui stesso a scrivervi. Questa mattina ci informano che lo Zio sta molto meglio, risponde bene alle cure, sta iniziando a respirare autonomamente ed a breve lo trasferiranno nel reparto di cardiologia. Purtroppo, con grande rammarico, ieri sera è trapelata una notizia che in passato ha già avuto una trombosi. Smentiamo categoricamente la notizia. Totó ci tiene a ringraziarvi tutti per i messaggi ricevuti e per l’affetto che dimostrate nei suoi confronti. Grazie a tutti, vi terremo informati”

 

 
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Martedì, 09 Marzo 2021 15:12

La Maratona del Lamone rinviata al 2022

9 Marzo - Rimandata inizialmente dal 5 aprile al 2 maggio, la Maratona del Lamone – causa Covid - decide di spostarsi definitivamente nel 2022 (probabilmente nella prima domenica di aprile, secondo tradizione), saltando l'appuntamento per il secondo anno consecutivo.

Questo il comunicato degli organizzatori:

“La notizia iniziata a circolare nelle ultime ore ha purtroppo una ragione di verità: anche l’edizione 2021 della Maratona del Lamone deve cedere le armi di fronte alla pandemia, proprio com’era avvenuto lo scorso anno. Si era pensato di spostare la gara dalla sua abituale collocazione di inizio aprile al 2 maggio, e vista l’evoluzione della situazione sanitaria, la maratona ravennate sarebbe stata il primo grande evento della stagione sui 42,195 km, ma la sempre più difficile situazione sanitaria non solo sul territorio nazionale, ma soprattutto in Emilia Romagna, con il forte rischio di andare avanti nell’organizzazione per veder poi vanificato tutto magari in prossimità dell’evento con la necessaria cancellazione dei necessari permessi, ha consigliato di annullare tutto.
La delusione è tanta, impossibile negarlo, ma già ci si sta proiettando verso il prossimo anno confidando di poter tornare a correre tutti insieme in totale sicurezza. L’obiettivo degli organizzatori del Gs Lamone è proporre la gara per la data del 3 aprile, sperando non ci siano concomitanze, in modo da avere al via concorrenti provenienti da tutta Italia. E’ vero che a quel punto saranno passati 3 anni dall’ultima edizione, ma in questo frattempo la voglia di riprovarci per la 44esima volta non ha fatto altro che aumentare a dismisura. Serve solo un po’ di pazienza, la storia della Maratona del Lamone attende nuovi avvincenti capitoli.”

NdD. La notizia circolava già dal giorno prima, ma abbiamo preferito attendere l'ufficialità, come la attendiamo per altre gare previste a inizio maggio: così per la Placentia Half Marathon, che per evitare la concomitanza con Russi si era spostata dal 2 al 9 maggio, andando però a collidere con la maratona di Crevalcore che si era a sua volta spostata dal 6 gennaio al 9 maggio. I cosiddetti rumors sussurranno che almeno Piacenza salterà. Per il resto, speriamo che aprile veda una fioritura non delle folcloristiche primule plasticate, promesse dagli imbonitori di qualche settimana fa, ma dei vaccini veri ed efficaci, di qualunque provenienza essi siano, capaci di produrre quella herd immunity e quel passaporto vaccinale (da oggi instaurato in Cina) che soli potranno garantire una serena ripresa delle attività che amiamo.

 
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9 Marzo - La decima edizione della Conero Running, che prevedeva anche la mezza maratona valevole come campionato italiano master sulla distanza, in programma per il prossimo 25 aprile a Numana (Ancona), è rinviata a data da destinarsi.

Ecco il comunicato degli organizzatori:

“Il Comitato Organizzativo, dopo confronto con la FIDAL, ha deciso di rinviare a data da destinarsi l’edizione 2021 della Conero Running e del Campionato Italiano di Mezza Maratona Master programmata per il prossimo 25 aprile. L’evoluzione della situazione pandemica in essere non permette di garantire un’organizzazione che rispetti tutti i protocolli organizzativi emanati dalla stessa federazione”.

Ricordiamo, infine, che la stessa manifestazione era stata rinviata e poi annullata già nel 2020: speriamo in miglior sorte quest’anno.

7 Marzo - Si è corsa stamani a Roma la seconda edizione della “Roma Riparte-Riparti Roma”, gara sui 10 km ad invito riservata ai top runners (come accadde già a settembre in occasione dell’edizione inaugurale), alla quale si è aggiunta la 5 km aperta a tutti i tesserati.

L’intento della manifestazione, organizzata dal Comitato Regionale Fidal Lazio alle Terme di Caracalla e arrivo allo stadio Nando Martellini, era di dare un segnale, quello di far ripartire la corsa su strada, sempre nel pieno rispetto delle nome anti-covid.  

Nella 10 km, vittoria per il romano Ahmed Abdelwahed (Fiamme Gialle), argento europeo U23 nei 3000 siepi, che si afferma in 29:34, migliorando decisamente anche il pb sulla distanza (precedente 31:08): capace nel finale di prodursi in un’accelerazione decisiva, che gli permette di precedere il burundese Jean Marie Viann Niyomukiza (Atletica Sandro Calvesi), secondo in 29:37, e Michele Fontana (Aeronautica), terzo in 29:38 (pb anche per lui). Quarto il moldavo Maxim Raileanuin in 29:46, quinto l’eritreo Freedom Amaniel (Forum Sport Center Roma) in 29:50; sesto e settimo Luca Parisi (Runcard) in 29:55 e Najibe Salami (Aeronautica) in 30:10).

Tra le donne, successo mai in discussione, essendo in testa sin dai primi metri l’italo-ucraina Sofiia Yaremchuk (Acsi Italia Atletica) in 32:52, che bissa la vittoria di settembre, precedendo la burundese Francine Niyomukunzi (Atletica Castello), seconda in 33:16, e la ruandese Adeline Musabyeyezu (Atletica Dolomiti Belluno), terza in 33:20. Quarta l’azzurra Sara Brogiato (Aeronautica) in 33:55. Ritirate la neoconsigliera della Fidal Nazionale, Margherita Magnani (Fiamme Gialle) non ancora al meglio, e Fatna Maraoui (Esercito).

43 gli atleti classificati, di cui 10 donne.

Nella 5 km aperta a tutti i tesserati, con 287 atleti (219 uomini) giunti al traguardo all’interno dello stadio Nando Martellini sui 600 che costituivano il limite per le iscrizioni, successo per Armando Ruggiero (Carmax Camaldolese) in 15:47 su Gabriele Frescucci (Libertas Orvieto), secondo in 16:14, e Lorenzo Rieti (Atletica La sbarra), terzo in 16:23.

Tra le donne s’impone Giulia Sassoli (ACSI Italia Atletica) in 18:48, sulla compagna di squadra Emma Ingrassia, seconda in 19:55, e su Kalliopi Schistocheili (Roma Atletica Footworks), terza in 20:05.

Ricordiamo che per la 5 km la partenza si è sviluppata a scaglioni con 60 atleti alla volta, che hanno indossato la mascherina per i primi 500 metri, per poi riceverne un’altra non appena tagliato il traguardo.

 
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Domenica, 07 Marzo 2021 12:55

Mo Farah vince la mezza maratona di Gibuti

5 Marzo – il britannico Mo Farah ha vinto la prima edizione della mezza maratona internazionale di Gibuti in 1h03:07, onorando così il paese africano dove era vissuto fino all’età di otto anni, prima di trasferirsi definitivamente in Inghilterra.

Il 37enne Farah ha così cominciato l’anno olimpico (dove cercherà di riconfermarsi campione olimpico sui 10000) con una vittoria: ha di fatto gestito la gara (passaggio al 5° km in 14:52), con temperatura molto calda di 28 gradi, precedendo il belga Abdi Bashir (suo compagno di allenamenti) di soli quattro secondi (1h03:11), con il locale Moumin Bouh a completare il podio, terzo in 1h04:06.
Quarto lo svedese David Nilsson, con lo stesso tempo di 1h04:06 (64:06), seguito dal duo gibutiano composto da Jamal Dirieh, quinto in 1h04:22, e Mouhyadin Abdi Waisss, sesto in 1h04:37.                      

Risultati:

Mezza Maratona: 1. Mo Farah GBR 1:03:07, 2. Bashir Abdi BEL 1:03:11, 3. Moumin Bouh 1:04:06, 4. David Nilsson SWE 1:04:06, 5. Jamal Dirieh 1:04:22, 6. Mouhyadin Abdi Waiss 1:04:37, 7. Ibrahim Hassan 1:04:55, 8. Hassan Chahdi FRA 1:05:13, 9. Hassan Rayaleh 1:05:29, 10. Abdillahi Moussa Mohamed 1:05:41, 11. Mustafa Mohamed SWE 1:05:44, 12. Mohamed Ali NED 1:06:07, 13. Idleh Arbeh 1:06:17, 14. Abdi Rhoble SOM 1:06:53, 15. Tiidrek Nurme EST 1:07:09, 16. Benjamin Choquert FRA 1:07:56, 17. Krystian Zalewski POL 1:08:02, 18. Karouah Waiss 1:08:13, 19. Florian Carvalho FRA 1:08:37, 20. Fuad Said Ali 1:08:47, 21. Yves Nimubona RWA 1:09:51, 22. Ibrahim Wachira KEN 1:09:55, 23. Kevin Limoh 1:10:43, 24. Marko Piyien SSD 1:12:38

10km: 1. Mohamed Ismail Ibrahim 29:20, 2. Hassan Idleh 29:30, 3. Aden Waberi Darar 29:31, 4. Hamze Ahmed Abdillahi 30:22, 5. Abdi Omar 30:32, 6. Abdoulfatah Daher Awaleh 30:49, 7. Mahdi Houssein 31:16, 8. Louqman Sougueh 31:19, 9. Abdifatah Mohamed Kadar 31:54, 10. Houssein Moussa Abdillahi 32:08

Donne
5km: 1. Souhra Ali 16:56, 2. Habon Ahmed Djama 16:56, 3. Maleiko Mohamed Moussa 17:32, 4. Kadra Mohamed Dembil 17:38, 5. Wazira Djama 17:40, 6. Hasna Idriss 18:06, 7. Saredo Ahmed 18:17, 8. Fathia Abdillahi 18:33, 9. Dayiba Mahamoud Djama 19:13, 10. Nima Youssouf Abdillahi 19:15

 
 
 
 
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Domenica, 07 Marzo 2021 09:03

Marcell Jacobs oro sui 60m agli EuroIndoor

6 Marzo - Non è podismo su strada, ma è d’obbligo celebrare la prima medaglia italiana agli Euroindoor: il 26enne Marcell Jacobs (Fiamme Oro) ha vinto l’oro sui 60 metri in 6”47 , primato nazionale, quarto crono europeo di sempre e migliore prestazione stagionale mondiale.

Secondo posto per il tedesco Kevin Kranz in 6"60, terzo lo slovacco Jan Volko in 6"61.

Per l’Italia è  la seconda medaglia d’oro agli Euroindoor, dopo quella di Stefano Tilli a Budapest 1983.

Queste le parole di Jacobs, che ha letteralmente dominato la gara sin dal via: “Sono super soddisfatto e orgoglioso di questa prestazione, che nasce da tantissimo lavoro e anche da tante batoste che ho preso. Questo mi ha portato qui in un’ottima condizione fisica, che si era comunque già vista nella prima parte di stagione, e mentalmente stavo benissimo. Per me era un sogno essere qui con il tricolore addosso. Per me è qualcosa di incredibile vincere il titolo europeo con il record italiano e la migliore prestazione mondiale dell’anno. La gara è stata velocissima, sono partito molto bene e a un certo punto non ho visto più nessuno vicino a me, però ho continuato a spingere più che potevo e mi sono anche buttato bene sul traguardo. Ho visto che ero davanti, mi è arrivata una scossa incredibile nel corpo" (dal sito Fidal).

 

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