Direttore: Fabio Marri

* Per accedere o registrarsi come nuovo utente vai in fondo alla pagina *

Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

Annullata la Mezza Maratona di Bari del prossimo 24 ottobre. Ecco il comunicato degli organizzatori sul relativo profilo Facebook:

“FollowYourPassion é costretta, con estremo rammarico, a comunicare a tutti gli atleti che per motivi di carattere organizzativo, indipendenti dalla nostra volontà, l’edizione 2021 della Ganten Bari21 Half Marathon non può essere svolta.

Il comitato organizzatore ha provato in questi mesi a trovare soluzioni che consentissero il corretto svolgimento della gara, ma purtroppo non sussistono ad oggi le condizioni necessarie ad uno svolgimento dell’evento in sicurezza e completa efficienza.

Siamo estremamente dispiaciuti, ma i nostri sforzi saranno ancora più determinati per riuscire a tornare a Bari il prossimo anno con un evento in grado di essere all’altezza delle migliori aspettative di ciascuno di voi e di tutti noi.

I prossimi giorni sarà nostra cura dare comunicazioni di dettaglio circa le modalità di gestione dei rimborsi delle quote d'iscrizione già versate”.

 

26 Settembre - La natura, gli amici, la voglia di ritrovarsi, la voglia di correre, il bisogno di sentirsi vivi: a favorire tutto ciò la sempre ottima regia de La Fenice Casamassima che ha organizzato la terza edizione del Trail di Mercadante.

L’Agriturismo Masseria Chinunno è stato il quartier generale dell’organizzazione che ha poi liberato i partecipanti negli splendidi scenari del Bosco di Mercadante, tra Cassano Murge e Altamura.

328 (48 le donne) gli iscritti alla gara competitiva di circa 20 chilometri, ai quali si sono aggiunti oltre 200  partecipanti alla camminata non competitiva di 10 chilometri.

Ampi parcheggi, bagni puliti, il bar della struttura hanno rappresentato i primi aspetti positivi di questa manifestazione; velocissimo anche il disbrigo delle pratiche burocratiche d’iscrizione, affidato alla sapiente competenza di Vito Candela e soci della società Icron.   

Inutile descrivere il rispettoso ossequio delle norme anticovid, con rilevazione di temperatura, controllo del green pass, obbligo di indossare la mascherina negli spazi più affollati.

Splendido davvero il clima di festa, di sincera amicizia, a dimostrazione che il popolo dei corridori rappresenta davvero un’isola felice nel difficile mondo odierno.

Alle 8,50 circa l’appello dei giudici a presentarsi sotto il caratteristico arco di partenza in legno, con balle di fieno a indicare la direzione nei primi metri. Anche qui controllo severo affinché tutti indossino la mascherina per i primi 500 metri e, in perfetto orario, il via.

Logicamente aspro ma non eccessivamente tecnico, il tracciato, in un misto di salite e discese, sentieri pietrosi, passaggi stretti, quelle solite difficoltà tipiche di un trail, godendo dell’aria buona del bosco e di visioni da cartolina.

Intanto, dopo pochi minuti, il via anche per i camminatori, su un tracciato che impedisce il sovrapporsi con i competitivi, per la sicurezza e felicità generale.

Alla sua prima esperienza “in natura” è Michele Uva (Free Runners Molfetta) a tagliare per primo il traguardo, come sempre sorridente, in 1h23:13, festeggiatissimo dalle sue donne Sara (moglie), Carlotta e Matilda (stupende figliole).

Un minuto circa ed ecco giungere Saverio “Verio” Scattarelli (Montedoro Noci), secondo in 1h24:21, seguito dal lucano Gianluca De Giorgi (Team Sport Barletta), terzo in 1h24:57.

Qualche problemino si riscontra nell’indicazione del giro finale da compiere prima di giungere al traguardo, con alcuni atleti richiamati prontamente a completare l’esatto tracciato, senza peraltro alcuna considerevole variazione di posizione in graduatoria.     

Michele Di Croce (Runcard) è quarto in 1h25:01, seguito da Vittoria Braico (Podistica Taras), quinto in 1h27:12, Michele Cassano (Barletta Sportiva), sesto in 1h27:14, Ignazio Pinto (Gravina Festina lente!), settimo in 1h27:26, Antonio Rosario Pinto (Correre è salute Mottola), ottavo in 1h28:00, Giuseppe Scarci (Smart Runners Gravina), nono in 1h29:18, e Domenico Giuliani (Team Pianeta Sport Massafra), decimo in 1h29:22.

Tra le donne, sorpresa delle sorprese, taglia per prima il traguardo Lavinia Orlando (DOF Amatori Turi), affermandosi in 1h35:34, lasciandosi alle spalle la grande favorita della vigilia, la specialista Lidia Mongelli (Atletica CorrerePollino), seconda in 1h38:01.

Onori alla bravissima Lavinia, che non ha mai mollato, ci ha creduto e ha vinto meritatamente, ma qualche problema deve essere sorto per l’ottima Lidia, giunta al traguardo non certamente soddisfatta, almeno da quanto traspariva dalla sua mimica facciale.

Terzo posto per Emma Delfine (Nadir on the road Putignano), in 1h41:34 a precedere Vittoria Elicio (Atletica Amatori Corato), quarta in 1h48:05, e Carmen Albani (Atletica Polignano), quinta in 1h48:19, stesso crono di Francesca Romana Campanale (Running Cassano Venti18), sesta.

Lorenza Verdura (Gravina Festina Lente!), attesa dalla splendida Nicole, è settima in 1h52:57, a precedere Antonella Favale (Gioia Running), ottava in 1h53:07, Patrizia Carriero (I Bitlossi Monterun), nona in 1h55:16, e Rosa Lombardi (Taranto Sportiva), decima in 2h04:05.

293 i finisher, tra cui 42 donne, in rappresentanza di 73 società tra le quali ha vinto per numero di arrivati la Aqquanvue Trail Running con 17 atleti, seguita da Avis in Corsa Conversano (14) e Murgia Marathon Santeramo (13).

Ma il top della manifestazione è nel “terzo tempo”, come oramai si suole dire: con la consegna del pacco gara che contiene fra l’altro un’utilissima bandana, si ritirano anche il buono pranzo e il buono vino.

E davvero di pranzo si tratta: una mega porzione di cavatelli con ceci, una porzione di baccalà fritto, una confezione di uva senza semi, e vino a volontà… il tuto mangiando comodamente sui tavoli della masseria, in ottima compagnia, che rende il cibo più buono, mentre un’orchestrina swing rallegra tutti con significativi brani.

Mancano le premiazioni finali, ed ecco la voce di speaker Paolo Liuzzi, sempre brillante e capace di intrattenere ed allietare al meglio il pubblico, che richiama l’attenzione. Sul palco/podio naturale costruito con balle di fieno e assi di legno, si comincia con il podio femminile, per passare a quello maschile e via via a tutti i migliori per fasce di età, fino ai donatori. Per tutti, premi tecnici, per la maggior parte buoni da spendere presso Decathlon Bari, lo sponsor della manifestazione. Chiudono le società (premiate con targhe), gli sponsor e alcuni collaboratori.

Prima dei saluti, il doveroso saluto del presidente de La Fenice, la società organizzatrice, Paolo Logrillo, persona di molti fatti e poche parole, che evidenzia la voglia di aver voluto organizzare per ripartire, il “tentativo” di averlo fatto al meglio e il ringraziamento a tutti i presenti.

E’ davvero finita, con l’ideale abbraccio agli organizzatori, la speranza è che possano seguire tante altre manifestazioni come questa e che presto si possa ritrovare la nostra semplice, continua ed attiva normalità.     

26 Settembre - Dominio etiope alla 47^ edizione della Maratona di Berlino: vince Guye Adola in 2h05:45 tra gli uomini, imitato in campo femminile dalla connazionale Gotytom Gebreslase, prima in 2h20:09. 

Secondo il keniano Bethwell Yegon in 2h06:14, solo terzo Kenenisa Bekele (tre volte vincitore di questa manifestazione) in 2h06:47, partito nel tentativo di migliorare il record del mondo, che pertanto resta saldamente in possesso di Eliud Kipchoge che lo stabilì tre anni fa proprio a Berlino in 2h01:39. 

Da segnalare soprattutto il ritorno di una maratona dai grandi numeri con 24.796 partenti provenienti da 139 Paesi (889 gli italiani), tanto pubblico ad applaudire ai bordi delle strade. 

Gara maschile dall’andamento strano, quasi pazzesco, con la prima metà corsa con passaggi al di sotto del record del mondo, alla mezza in 1h00:48, il più veloce di sempre in una maratona. 
Ma, nella seconda parte, forse anche per la temperatura che sale unitamente all’umidità, il ritmo cala... 

Per essere precisi, il gruppo di testa (oltre alle tre lepri) formato da Bekele, Abraham Kipyatich, Guye Adola, Philemon Kacheran, Abraham Kipyatich, Tesfaye Lencho e Olika Adugna, è passato al 5° km in 14:22 e al 10° in 28:47. 

Al 15°, passaggio in 43:12, si è staccato Adugna; al 17° si è staccato Bekele, fino a raggiungere un distacco di 12 secondi dai 4 fuggitivi alla mezza.   

Ma, man mano, approfittando del ritmo che scende, dopo il passaggio al 25° in 1h12:36, il gruppo di testa vede il graduale rientro di Bekele, fin quando, al passaggio al 30° km, son rimasti in testa solo proprio Bekele, l’etiope Adola e il keniano Philemon Kacheran (passaggio in 1h27:48).   

Ben presto cede anche Kacheran, mentre si avvicina l’altro keniano Bethwel Yegon, che alla mezza aveva un ritardo di 1’26”. Al 34° km rallenta e si stacca Bekele, mentre Yegon è vicinissimo ad Adola. Al 38° sono affiancati, ma dura poco, perché al 40° cede anche Yegon, lasciando campo libero ad Adola, che va a tagliare solitario il traguardo posto nei pressi della Porta di Brandenburgo.    

Il 30enne etiope, alla quarta maratona della carriera (miglior tempo a Berlino, al debutto, nel 2017, in 2h03:46, quando fu secondo dietro Eliud Kipchoge), si afferma chiudendo con il tempo vincente più lento dal 2009 (seconda parte in 1h04:57).  

Gara regolare tra le donne, che registra il successo al debutto sulla distanza della Gebreslase in 2h20:09, ottava prestazione di sempre a Berlino, davanti alle connazionali Hiwot Gebrekidan (vincitrice della Maratona di Milano il 16 Maggio in 2h19:35), seconda in 2h21:23, e Helen Tola (2h23:05). 

Anche la gara femminile è cominciata con un ritmo da record del percorso (2h18:11 della keniana Gladys Cherono nel 2018), con il gruppo di testa composto da sei atlete che è passato al 5° km in 16:30.e al 10° in 33:03.

Gruppo di testa ridotto a quattro (Gebrekidan, Gebrselase, Helen Tola e Fancy Chemutai) con passaggio alla mezza in 1h09:19, ma il ritmo comincia a rallentare.

Al 25° sono rimaste in testa Gebrselase e Gebrekidan (passaggio in 1h22:06), al 30° sono ancora affiancate in 1h38:26, ma al 35° (passaggio in 1h54:54) va via Gebrselase, sfruttando anche il rallentamento deciso di Gebrekidan che le permette di imporsi.

Classifica

Uomini
1 Guye Adola (ETH) 2:05:45
2 Bethwel Yegon (KEN) 2:06:14
3 Kenenisa Bekele (ETH) 2:06:47
4 Tadu Abate (ETH) 2:08:24
5 Cosmas Muteti (KEN ) 2:08:45
6 Philemon Kacheran (KEN) 2:09:19
7 Okbay Tsegay (ERI) 2:10:37
8 Bernard Kimeli (KEN) 2:10:50
9 Hidekazu Hijikata (JPN) 2:11:47
10 Osea Kipkemboi (KEN) 2:12:25

Donne
1 Gotytom Gebreslase (ETH) 2:20:09
2 Hiwot Gebrekidan (ETH) 2:21:23
3 Helen Tola (ETH) 2:23:05
4 Edith Chelimo (KEN) 2:24:33
5 Shure Demise (ETH) ) 2:24:43
6 Fancy Chemutai (KEN) 2:24:58
7 Izabela Paszkiewicz (POL) 2:27:41
8 Ruth Chebitok (KEN) 2:28:18
9 Rabea Schoneborn (GER) 2:28:49
10 Martina Strahl (SUI) 2:30:37

19 Settembre - La 38^ edizione dell’Half Marathon del Piceno Fermano, con partenza e arrivo sul Lungomare Gramsci di Porto San Giorgio, registra il successo di Francesco Raia (ASD Podistica New Castle Castellalto) in 1h15:06, che precede Angelo Amoroso (Atletica Civitanova), secondo in 1h16:41, e Nazzareno De Fulgentis (I Podisti di Nemo), terzo in 1h17:17.

Tra le donne, splendida affermazione della barese Francesca Riti (Montedoro Noci), che taglia il traguardo in 1h22:17, undicesima assoluta, migliorando il primato personale di oltre 5 minuti. Secondo posto per Silvia Luna (Grottini Team Recanati) in 1h25:59, che precede Giorgia Cilla (CUS Camerino), terza in 1h29:21. 207 i finisher, tra cui 31 donne.

Nella manifestazione organizzata dalla ASD Valtenna era prevista anche una 10,5 km, conclusa da 164 atleti, che ha registrato i successi di Domenico Caporale (Dynamyk Fitness Palo del Colle) in 38:11 e Francesca Bravi (Grottini Team Recanati), in 40:03.  

Maratona con giallo finale la 38^ edizione della Vienna City Marathon: l'etiope Derera Hurisa taglia per primo il traguardo in 2:09.22, ma è poi squalificato a causa delle scarpe che calzava, con il successo passato così al secondo arrivato, il 25enne keniano Leonard Langat, giunto con tre secondi di ritardo.
Hurisa ha infatti corso con un paio di Adidas Prime X con uno spessore massimo della suola di 50 mm. superiore ai 40mm previsti dal regolamento di World Athletics: primo caso di squalifica in una grande maratona internazionale causa scarpe. Sembra che l’atleta abbia scelto di correre con le sue scarpe d’allenamento, pur avendo indicato nel modulo presentato ai giudici un modello regolamentare.

Il podio è stato completato dal 22enne etiope Betesfa Getahun, secondo in 2:09:42, e dal pari età keniano Edwin Kosgei,, terzo in 2:10:10,

Il gruppo di testa è transitato alla mezza in 1h03:41 e al 30° km in 1h30:33 (proiezione finale da 2h07:30), ma ha poi rallentato anche a causa dell’elevata temperatura.
Primo italiano Federico Bordignon, diciottesimo in 2h33:03.

In campo femminile, gran esordio sulla distanza per la keniana Vibian Chepkirui, che ha vinto in 2:24.29, stabilendo il record del tracciato. Secondo posto per la etiope Meseret Dinke in 2h25:31, seguita dalla connazionale Gelete Burka, terza in 2h25:31. Quarta la svizzera Fabienne Shlumpf in 2h26:31, 12^ un mese fa alle Olimpiadi di Tokyo.

Passaggio alla mezza (Chepkirui e Dinke e Burka) in 1h10.47, mentre al 30° Chepkirui era già sola in 1h40:37.

Da segnalare che Chepkirui, come altri atleti keniani, tra cui Langat, è stata costretta il giovedì precedente la gara a dormire per terra nell’aeroporto di Doha, a causa della perdita della  coincidenza per Vienna, causa un ritardo nel volo proveniente dal Kenya, senza alcun intervento della compagnia responsabile.

Prima  italiana Elisa Comisso in 2h57:25, anche qui dopo aver risolto il giallo di Lisa Carraro, inizialmente data in classifica in ottava posizione in 2:44:38, per poi scoprire che l’atleta si era precedentemente ritirata.

3056 gli arrivati (610 donne).

Classifica uomini

1. Leonard Langat (KEN) 2:09:25
2. Betesfa Getahun (ETH) 2:09:42 
3. Edwin Kosgei (KEN) 2:10:10 
4. Kento Kikutani ( JPN) 2:10:37 
5. Samwel Kiptoo (KEN) 2:11:16
6. Tadesse Abraham (SUI) 2:12:26 
7. Yuta Koyama (JPN) 2:17:20
8. Edwin Kangogo (KEN) 2:17:37 
9. Koki Yoshioka (JPN) 2:18:09 
10. Daiji Kawai (KEN) 2:21:47 
11. Isaac Kosgei (KEN) 2:25:16 

Donne

  1. Vibian Chepkirui (KEN) 2:24:29
    2. Meseret Dinke (ETH) 2:25:31
    3. Gelete Burka (ETH) 2:25:38
    4. Fabienne Schlumpf (SUI) 2:26:31
    5. Lucy Cheruiyot (KEN) 2:27:47
    6. Celestine Chepchirchir (KEN) 2:28:49
    7. Risper Chebet (KEN) 2:34:03
    8. Victoria Schenk (LCU Euratsfeld) 2:46:25 (1. ÖM Marathon)
    9. Magdalena Horká (CZE) 2:46:55
    10. Comisso Elisa (ITA) 2:57:25

Dopo 24 anni crolla il record del mondo della 24 ore: il lituano Aleksandr Sorokin ha, infatti, percorso 309.399 chilometri (192.252 miglia) alla 24 Ore UltraPark Weekend di Pabianice in Polonia lo scorso 28 e 29 agosto, migliorando nettamente il precedente limite del leggendario greco Yiannis Kouros, 303.506 km in pista nel 1997.

Sorokin ha corso al ritmo medio di 4:39 per chilometro (7:29 per miglio) per 24 ore, inizialmente aiutato dall’ucraino Andreii Tkachuk, che ha poi chiuso secondo correndo “solo” 295,062 km.

Il lituano, che si conferma campione del mondo delle 24h, detiene anche i record mondiali su 150km (10h27:48), 12 ore (170.309 km) e 100 miglia (11h14:56), stabiliti in un solo colpo il 24 aprile ad Ashford (Regno Unito).

Il 29 agosto si è conclusa la settimana dell'UTMB, l’Ultra Trail du Mont Blanc, vero e proprio evento trail di lunga distanza in montagna, che prevede oltre alla gara più importante di 170km, con 10000 metri di dislivello positivo, toccando i versanti italiano, francese e svizzero del Monte, altre cinque distanze per altrettante gare.                       

La più breve, la MCC (Martigny-Chamonix), prevede un percorso di 40 km e circa 2300 m di dislivello, con partenza da Martigny-Combe, in Svizzera, per giungere a Chamonix, con prima parte in salita tra le vigne di Martigny-Combe fino al Col de la Forclaz e al Col de Balme, per poi prendere la lunga discesa fino a Chamonix: il francese Anthony Felber vince in 3h39'23", davanti al connazionale Anthony Boucard, secondo in 3h41'16", e allo svizzero Pierre André Ramuz, terzo in 3h48'25". Tredicesimo il primo italiano, il valdostano di lunga militanza (fratello della bravissima e sfortunata Milena), Marco Bethaz, in 4h12'16". 

Tra le donne vince la francese Lucille Germain in 4h23'20", davanti all’altra francese Lea Duhet, seconda in 4h38'00", e alla spagnola Giovanna Martins, terza in 4h48'09".

Prima italiana Alessandra Malfa, 10^ in 5h28'05". 

929 i finisher.

La TDS, "Sur les Traces des Ducs de Savoie" (sulle tracce dei Duchi di Savoia), lunga 145 km con 9100 metri di dislivello, collega la Valle d'Aosta alla Savoia, con partenza da Courmayeur, per attraversare la regione del Beaufortain, passando poi in luoghi incantevoli come il Pas d'Outray, che permette di godere della vista sulla Pierra Menta e il Grand Mont, e Hauteluce, con i borghi tipici e il panorama sul Monte Bianco.
Qualcuno la definisce la più dura del lotto e purtroppo è stata quest’anno funestata dal decesso del 35enne atleta ceko caduto in un burrone durante la discesa del Passeur de Pralognan al km 62,3. Gli atleti che lo seguivano (circa 880) sono stati fermati, mentre è continuata la competizione per chi era già oltre. 

Il norvegese Erik Sebastian Krovgig è il vincitore in 18h49'58", seguito dai francesi Benoit Girondel, secondo in 18h59'19", e Arthur Joyeux-Bouillon, terzo in 19h34’38”.

Primo italiano è Nicola Poggi, 25° in 23h09'50". 

In campo femminile, successo per la 30enne francese Manon Bohard che si afferma in 23h11'15", 26^ assoluta. La nostra 32enne Giuditta Turini è seconda (37^ assoluta), in rimonta, con 24h11'25", davanti alla ungherese Ildiko Wermescher, terza in 24h29'12", che nel finale supera la russa Ekaterina Mityaeva, quarta in 24h31’14”.

212 i finisher.

La OCC, da Orsières a Champex a Chamonix per 56 km con 3500 m di dislivello, registra il successo del britannico Jonathan Albon che chiude in 5h02'58", seguito dal connazionale Robbie Simpson, secondo in 5h05'35”, e dallo svedese Petter Engdahl in 5h08'32". 

Tra le donne s’impone la francese Blandine L'Hirondel in 5h45'08", seguita dalla connazionale Mathilde Sagnes, seconda in 6h07'36", e dalla neozelandese Caitlin Fielder, terza in 6h10'07".   

Prima rappresentante italiana, in assoluto, Elisa Desco in 6h18’33”, 5^ donna e 50^ nella generale, davanti a Julia Kessler, 15^ donna e 97^ assoluta in 6h48'49". 

1359 i finisher.

La CCC, la Courmayeur-Champex-Chamonix, lunga 101km con 6100 metri di dislivello, la sorella minore della UMTB (nacque come seconda parte della gara maggiore), è così descritta sul sito ufficiale: “I primi chilometri, lungo un percorso differente da quello dell'UTMB, portano velocemente a più di 2500 metri di quota di fronte ad uno dei più bei panorami che si possano immaginare con l'occhio che spazia dal Monte Bianco fino alle Grandes Jorasses. Il passaggio al Col Grand Ferret (2537m) segna l'ingresso in Svizzera dove si potrà gustare l'accoglienza incomparabile dei volontari di la Fouly, Champex e Trient. Ormai in Francia, ma ancora tanto vicini alla Svizzera, approfittate per un momento dell'autenticità e del fascino di Vallorcine, prima di scoprire, al termine di un'ultima e impietosa salita, il vallone di Cheserys, un vero angolo di paradiso con una vista grandiosa sul massiccio del Monte Bianco. È arrivato quindi il momento di raggiungere il traguardo posto nel cuore di Chamonix”.

Il francese Thibault Garrivier, a lungo in testa per poi scendere fino al sesto posto, è tornato in testa al 65° km, per poi affermarsi in 10h23'27", precedendo il neozelandese Scott Hawker, secondo in 10h47'53" e il connazionale Thibault Baronian, terzo in 10h53'08". Quarto l’italiano Andreas Reiterer, in 10h57'06", mantenendo questa posizione per tutta la gara. Settimo Riccardo Montani in 11h16'39", 12° Riccardo Borgialli in 11h38'01", 14°Francesco Cucco in 11h43'13".

La spagnola Marta Molist Codina è stata la prima donna in 12h50'48", 39^ assoluta. La statunitense Abby Hall è seconda in 13h04'14", terza la ceca Petra Sevcikova in 13h21'10".
Prima italiana, Agnese Valz Gen, 7^ in 14h18'56"; 10^ Federica Zuccolo in 14h37'00", 17^ Giulia Zanotti in 15h31'19".   

1578 i finisher. 

La PTL, la Petite Trotte a Leon, gara a squadre di 3 elementi, che percorrono 300 km per 25000 metri di dislivello, e “permette ai concorrenti di percorrere un giro del Monte Bianco più grande in media ed alta montagna fuori dai sentieri battuti”, con partenza da Orsières e arrivo a Chamonix, ha visto la vittoria degli svizzeri dell’AlpsXperience, per il team formato dai fratelli Candide e Jules Henry Gabioud, in 100h39'49". Secondo posto (a venti ore di distanza!) per il team ceko Fenix Multisport, 120h27’35”, terzo per il team Trail Magazin in 126h41’41”.

Primo gruppo italiano, Outdoor Runners Community (Ultrabericus), 12° in 138h57’24”

Arriviamo ora alla gara regina, anzi Imperatrice, l’UMTB, l’Ultra trail du Mont Blanc, che registra il quarto trionfo personale per il francese François D'Haene in 20h46'00", dopo i successi del 2012, 2014 e 2017 (quando s’impose in 19h01'54" stabilendo il record della gara).  Podio interamente francese con Aurélien Dunand Pallaz, secondo in 20h58'31" e Mathieu Blanchard, terzo in 21h12'44". Quarto e quinto, altri due francesi, Ludovic Pommeret in 21h38’44” e Germain Grangier in 21h52’47”.

Primo italiano è Giulio Ornati, tredicesimo in 13^ posizione, con 23h45’42”, seguono Marco Gubert in 28h07’43” (61°) e Mirko Fioretti in 30h23’21” (102°), in un ipotetico podio azzurro.   

Tra le donne, secondo successo consecutivo per la statunitense Courtney Dauwalter che vince in 22h30'55", migliorandosi di 2h04’ rispetto al 2019, e giungendo 7^ assoluta. Seconda la francese Camille Bruyas in 24h09'42", terza la svedese Mimmi Kotka in 25h08'30".  Quarto posto per la francese Marion Delespierre in 25h54’33”, quinto per la svizzera Luzia Buehler in 26h06’17”.
Prima italiana Laura Trentani in 34h27’31”, 248^ assoluta, seguita da Dubravka Seslija in 38h29’20” (487^), e Enrica Gouthier in 40h34’37” (666°).  Ritirata Francesca Canepa, che aveva vinto nel 2018.   

1521 i finisher.

29 Agosto - La 22enne etiope Yalemzerf Yehualaw ha stabilito stamani il nuovo record mondiale della mezza maratona femminile vincendo in  1h03:44 (nona assoluta) la Antrim Coast Half Marathon a Larne, in Irlanda del Nord.

È la prima donna nella storia a scendere sotto l’ora e quattro minuti sulla distanza, migliorando il precedente limite di 1h04:02 stabilito dalla keniana Ruth Chepngetich lo scorso 4 aprile ad Istanbul, dove proprio la Yehualaw era giunta seconda in 1h04:40.

Il record mondiale della mezza in una gara solo femminile rimane alla keniana Peres Jepchirchir in 1h05:16 stabilito a Gdynia, in Polonia, il 17 ottobre 2020, ai Campionati mondiali sulla distanza, dove Yalemzerf Yehualaw era giunta terza in 1h05:19.

Nella gara odierna, Yehualaw è stata invece tirata dai due pacer olandesi Roy Hoornweg e Mohamed Ali, con passaggi al 5° km in  15:05, al 10° in 30:22, al 15 in 45:25 dopo 15 km.

Secondo posto per la diciannovenne keniana Jane Nyaboke in 1h09:45 (al debutto internazionale), seguita dalla  britannica Rose Harvey, terza in 1h10:29.

Da sottolineare che Yehualaw non ha partecipato ai Giochi Olimpici di Tokyo essendo giunta quarta ai  Trials nazionali sui 10.000 metri.

Successo etiope anche al maschile con Jemal Yimer in 1h00:30 seguito dal connazionale Tesfahun Akalnew , secondo in 1h00:31 e dal keniano Shadrack Kimining, terzo in 1h00:32.

Eyob Faniel (che questo 3 settembre parteciperà come testimonial alla "Run for Children" di Treviso) sarà al via della 50^ edizione della maratona di New York, che si svolgerà domenica 7 novembre dopo un anno saltato causa Covid: ad annunciarlo gli organizzatori che hanno pubblicato la lista dei top runners partecipanti.

Il 27enne Eyob, primatista italiano sulla distanza (2h07:19 a Siviglia nel 2020) e sulla mezza maratona (1h00:07 all’aeroporto di Ampugnano – Siena), correrà la sua seconda maratona della stagione, dopo quella olimpica di Sapporo, conclusa al ventesimo posto in 2h15:11.

Favorito d’obbligo è l’etiope Kenenisa Bekele (secondo di sempre al mondo con 2h01:41 nel 2019 a Berlino), che dovrà guardarsi dal neo argento olimpico in 2h09:57, l’olandese Abdi Nageeye, dal campione mondiale 2015, l’eritreo Ghirmay Ghebreslassie e dal debuttante keniano Kibiwott Kandie, primatista mondiale sulla mezza.       

Tra le donne, spicca la presenza della 27enne campionessa olimpica keniana (2h27:00) Peres Jepchirchir. Di rilievo il bronzo olimpico, sempre nella recente Sapporo, la statunitense Molly Seidel, con attenzione alla namibiana Helalia Johannes, bronzo mondiale a Doha, alla etiope Ababel Yeshaneh (primatista mondiale sulla mezza in gara mista) e all’altra etiope Ruti Aga, terza a New York nel 2019.

Di seguito l'elenco dei top runners iscritti a New York 2021: 

Campo Atleti Professionisti – Divisione Open Maschile

Nome

Residenza

Record personale

Alvaro Abreu

Repubblica Dominicana

2:19:15

Ryan Archer

New York, NY

2:17:51

Kenenisa Bekele

Etiopia

2:01:41

Girma Bekele Gebre

Etiopia

2:08:23

Shadrack Biwott

Folsom, California.

2:12:01

Patricio Castillo

Flushing, NY (Messico)

2:11:24

Agostino Choge

Kenia

Debutto

Birhanu Dare

New York, NY (Etiopia)

2:12:21

Noah Droddy

Boulder, Colo.

2:09:09

Mohamed El Aaraby

Marocco

2:09:16

Eyob Faniel

Italia

2:07:19

Ghirmay Ghebreslassie

Eritrea

2:07:11

Temesgen Habtemariam

New York, NY (Etiopia)

2:11:42

Callum Hawkins

Gran Bretagna

2:08:14

Kibiwott Kandie

Kenia

Debutto

Abu Kebede

New York, NY (Etiopia)

2:24:30

Urgesa Kedir

New York, NY (Etiopia)

2:12:20

Abdulmenan Kasim

New York, NY (Etiopia)

2:23:08

Elkanah Kibet

Colorado Springs, Colorado.

2:11:31

Albert Korir

Kenia

2:08:03

Kevin Lewis

Richfield, Minnesota.

2:12:02

Matt Llano

Flagstaff, Arizona.

2:11:14

Brendan Martin

New York, NY

2:15:30

Nathan Martin

Jackson, Mich.

2:11:05

Teshome Mekonen

New York, NY (Etiopia)

Debutto

Abdi Nageeye

Olanda

2:06:17

Thijs Nijhuis

Danimarca

2:10:57

Benjamin Preisner

Canada

2:10:17

Giovanni Raneri

Flagstaff, Arizona

2:13:57

Jose Santana

Messico

2:10:54

Brian Shrader

Boston, Mass.

2:13:27

Thomas Slattery

Bronx, NY

2:18:35

Joe Stilin

New York, NY

2:17:15

Akira Tomiyasu

Giappone

2:10:29

Ben vero

Libano, NH

Debutto

Ryan Vai

Portland, Oregon

2:10:57

Jared Ward

Mapleville, Utah

2:09:25

 

Campo Atleti Professionisti – Divisione Open Femminile

Nome

Residenza

Record personale

Ruti Aga

Etiopia

2:18:34

Meseret Ali

Bronx, NY (Etiopia)

2:40:41

Aileen Barry

Manhattan, New York

2:44:51

Obsie Birru

Fenice, Arizona

2:35:51

Molly Bookmyer

Columbus, Ohio

2:44:07

Grace Bowen

New York, NY

2:44:49

Stephanie Bruce

Flagstaff, Arizona

2:27:47

Marie-Ange Brumelot

Shokan, NY (Francia)

2:36:23

Viola Cheptoo

Kenia

Debutto

Jessica Chichester

Brooklyn, New York

2:42:16

Krista Duchene

Canada

2:28:32

Annie Frisbie

Minneapolis, Minnesota.

Debutto

Bose Gemeda

New York, NY (Etiopia)

2:39:04

Rebecca Gentry

Brooklyn, New York (Gran Bretagna)

2:32:01

Roberta Groner

Ledgewood, New Jersey

2:29:09

Kate Gustafson

Brooklyn, New York (Canada)

2:40:06

Rachel Hannah

Canada

2:32:09

Peres Jepchirchir

Kenia

2:17:16

Helalia Johannes

Namibia

2:19:52

Ana Johnson

New York, NY

2:43:11

Grace Kahura

Longmont, Colorado (Kenya)

2:33:34

Emma Kertesz

Boulder, Colo.

2:40:56

Nancy Kiprop

Kenia

2:22:12

Sally Kipyego

Eugene, Oregon

2:25:10

Des Linden

Charlevoix, Mich.

2:22:28

Hanna Lindholm

Svezia

2:28:59

Andrea Ramirez Limon

Messico

2:26:34

Ziyang Liu

Kirkland, Washington (Cina)

2:40:17

Lanni Marchant

Denver, Colorado (Canada)

2:28:00

Ivette Mejia

New York, NY

2:38:23

Makenna Myler

Highland, Utah

Debutto

Alexi Pappas

Woodland Hills, California (Grecia)

2:34:26

Beverly Ramos

Porto Rico

2:32:43

Samantha Roecker

Filadelfia, Pa.

2:29:59

Lindsey Scherf

White Plains, NY

2:32:19

Molly Seidel

Flagstaff, Arizona

2:25:13

Leigh Anne Sharek

Brooklyn, New York

2:42:02

Emily Sisson

Fenice, Arizona

2:23:08

Kellyn Taylor

Flagstaff, Arizona.

2:24:29

Joanna Thompson

New York, NY

2:43:01

Laura Thweatt

Superiore, Colo.

2:25:38

Aliphine Tuliamuk

Flagstaff, Arizona

2:26:50

Haruka Yamaguchi

Giappone

2:26:35

Ababel Yeshaneh

Etiopia

2:20:51

N.B.: In grassetto i partecipanti all’ultima maratona olimpica

25 Agosto - Una terribile disgrazia è avvenuta nella tarda serata di ieri durante lo svolgimento della TDS (Sur les Traces des Ducs de Savoie), che fa parte del circuito dell’Ultra trail del Monte Bianco (UTMB): un atleta trentacinquenne proveniente dalla Repubblica Ceca è morto a causa delle ferite procuratesi nella caduta in un burrone durante la discesa dal Passeur de Pralognan, in Alta Savoia (Francia), al km. 63.2, probabilmente a causa del fondo reso umido e scivoloso dalle piogge cadute nel pomeriggio.

Le cronache raccontano che la squadra di soccorso presente in cima al colle sia intervenuta subito, con il supporto anche di un elicottero, trasferendo il corridore, in arresto cardiaco, in ospedale: ma ciò non è servito a salvare lo sfortunato atleta, del quale non sono ancora state note le generalità.

La gara, di 145 chilometri e 9.100 metri di dislivello, che collega la Valle d’Aosta alla Savoia, con tratti estremi, è stata sospesa, con circa 1200 atleti (su 1573 partenti),  non ancora giunti al Passeur de Pralognan, che sono stati bloccati e portati con bus da Bourg-Saint-Maurice a Chamonix.

Viceversa, i 293 corridori che avevano già superato il punto dell’incidente, hanno continuato la competizione, con 24 atleti che al momento hanno già concluso la gara.

[NdD. Avendo corso due volte la TDS, nel 2009 e 2015 (mentre nel 2010 fu annullata per eventi atmosferici estremi, e 'convertita' nella CCC), ricordo bene gli ammonimenti dell'organizzazione su quello che era il tratto più pericoloso di tutto il tracciato, quando la direzione era verso Bourg-Saint-Maurice e il Piccolo San Bernardo, ed era vietato in orario serale-notturno. Poi il senso fu invertito, con partenza da Courmayeur, e il passaggio si svolgeva, anche per la coda del gruppo, in pieno giorno. Ma allo sbocco sul crinale, che poi diveniva una cengia abbastanza ristretta fin quasi al punto-salvezza di metà gara al Cormet de Roselend, c'erano addetti dell'organizzazione pronti a 'tirarti su' se eri in difficoltà. Purtroppo questa volta non sono bastati. D'altronde, la TDS è presentata dagli organizzatori come la più 'selvaggia' delle varie gare. F. M.]

Ultimi commenti dei lettori

Vai a inizio pagina