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Maurizio Lorenzini

Maurizio Lorenzini

appassionato di atletica, istruttore Fidal e runner

Roma, 17 ottobre 2021. Si corre ancora sotto i 60 minuti alla Roma-Ostia, come avviene ormai da diverse edizioni.

Vittoria etiope tra gli uomini con Tola Abdera Adisa che chiude in 59:54 davanti ad un ritrovato Daniele Meucci che porta il suo personale a 1:00:11 (precedente 1:01:06). Giova ricordare che l’atleta toscano viene da un periodo complicato, col covid che lo ha costretto a interrompere la sua preparazione ed a non partecipare alle Olimpiadi di Tokio.

Terzo posto per il sudafricano Max Mathanga Mbuleli, anche lui con 1:00:17 aggiorna di oltre un minuto il suo record personale (precedente 1:01:26). 

Gara femminile vinta dalla keniana Joyce Tele, che con 1:06:35 polverizza il suo precedente personale di 1:09:31. Vittoria in volata sulla connazionale Betty Kibet Chepkemoi (1:06:37). Quinta e protagonista di un ottimo esordio Rebecca Lonedo (Atl. Vicentina), che viene da un 2021 di grandi risultati sia in pista che in strada , migliorati infatti i primati sui 5 e 10.000 metri, oltre che 5 e 10 chilometri. 1:11:45 il suo tempo finale che fa ben sperare in prospettiva qualora  si dedicasse a questa specialità. 

Nei primi 10 anche Antonino Lollo (1:04:22) e Andrea Soffientini (1:04:39), entrambi hanno realizzato il record personale. 

Per dovere di cronaca si ricorda che la Roma-Ostia ha un’omologazione di tipo B, in quanto non soddisfa il criterio della direzione, che prevede si corra nella medesima direzione non più del 50% della distanza totale.

Martedì, 12 Ottobre 2021 18:30

Boston (USA) - Boston Marathon

12 ottobre. La 125^ maratona di Boston ha portato un altro successo che parla un po’ italiano, difatti sono gli atleti della scuderia di Gianni Demadonna (DAP, Demadonna Athletic Promotions) ad aver vinto sia al maschile che al femminile. Un periodo estremamente favorevole, dato che viene bissato il successo alla recente maratona di Londra, quando vinsero altri due atleti dello stesso team, Sisay Lemma (Etiopia) e Joyciline Jepkosgei (Kenya).

A Boston Benson Kipruto (Kenya) sfrutta al meglio il tratto tra il km 35 e il km 40, quando il tracciato è in leggera discesa, per raggiungere e staccare l’americano Albertson, in fuga solitaria sino a quel punto. A seguire, vittoria in volata per il secondo posto dell’etiope Lemi Berhanu (2:10:37) sul connazionale Jemay Yimer (2:10:38).

Queste le prime dieci posizioni:

1-Kipruto Benson (KEN)      02:09:51

2-Berhanu Lemi (ETH)        02:10:37

3-Yimer Jemal (ETH)          02:10:38

4-Ayana Tsedat (ETH)         02:10:47

5-Barsoton Leonard (KEN)  02:11:11

6-Teshager Bayelign (ETH) 02:11:15

7-Bennie Colin (USA)         02:11:26

8-Debela Dejene (ETH)      02:11:37

9-Chebet Wilson (KEN)      02:11:40

10-Albertson Cj (USA)        02:11:43 

Nella gara femminile prevale Diana Kipyokei, alla sua terza maratona e prima del circuito Mayor, col tempo di 2:24:25. Gara che si risolve al km 28, quando stacca la connazionale Edna Kiplagat, che a 41 anni continua a correre davvero forte.

Di assoluto rilievo la prestazione ottenuta dall’americana Shalane Flanaghan, non tanto per il crono finale di 2:40:34, quanto perché nelle due settimane precedenti aveva corso a Berlino (2:38:32), a Londra (2:35:04) e Chicago (2:46:39) gara corsa addirittura il giorno prima di Boston.

Queste le prime dieci posizioni tra le donne:

1-Diana Kipyokei      2h24.25

2-Edna Kiplagat        2h25.09

3-Mary Ngugi            2h25.20

4-Monicah Ngige        2h25.32

5-Netasnet Gudeta     2h26.09

6-Nell Rojas               2h27.12

7-Worknesh Edesa      2h27.38

8-Atsede Baysa           2h28.04

9-Biruntayit Eshetu     2h29.05

10-Tigest Abayeschew 2h29.06 

A titolo di cronaca ricordo che i risultati ottenuti alla maratona di Boston, sia pure precisa nella distanza, non possono essere ufficialmente omologati (invece validi come miglior prestazione personale) a causa sia dei criteri di pendenza (sono circa 150 metri di altitudine alla partenza e 40 all’arrivo) sia per la direzione del percorso di gara, che è sempre la stessa (mentre non può essere più del 50%). Una situazione simile l’abbiamo in Italia con la mezza maratona Roma-Ostia, che in questo caso non soddisfa ai soli requisiti della direzione del percorso: difatti si parla di omologazione di tipo B.

CLASSIFICA - 3 ottobre 2021 - La situazione pandemica, con tutte le sue implicazioni, ha portato gli organizzatori a ridurre la manifestazione alla sola gara agonistica, quando invece qui normalmente si vive una vera e propria festa della città. Ma non per questo è mancato lo spettacolo. Come anticipato nel titolo, il Kenya ha vinto su tutti i fronti, occupando in classifica le prime sette posizioni maschili e tutto il podio femminile.

Gara maschile con un vincitore a sorpresa (o almeno non sono riuscito io a trovare dati su precedenti partecipazioni); a conferma di ciò gli era stato assegnato un pettorale decisamente alto, il 347. Si tratta di Rono Aggrey Kiprotich, che con una seconda parte di gara ben più veloce della prima -infatti al passaggio ai 10 chilometri aveva una proiezione di quasi 64 minuti -, ha battuto i suoi avversari: nell’ordine Nyakundi Dickson Simba (1:02:26) e Kimeli Hosea Kisorio, con 1:03:22.

Primo italiano è Luca Parisi, ottavo in 1:06:55. Subito dopo il primo friulano, Francesco Nardone, che si aggiudica il titolo di campione regionale.

I PRIMI 10 UOMINI:

Aggrey Kiprotich Rono (1:01:59), Simba Nyakundi Dickson (1:02:26), Hosea Kisorio Kimeni (1:03:22), James Murithi Mburugu (1:03:47), Edwin Kibet Kiptoo (1:03:48), Maiyo Rodgers (1: 04:17), Lengen Lolkurraru (1:04:28), Luca Parisi (1:06:55), Francesco Nardone (1:07:16), Tobia Beltrame (1:07:21).

Nella gara femminile vince in 1:11:17 migliorandosi di 7 secondi Omosa Teresiah Kwamboka; secondo posto per Maina Veronicah Njeri (1:12:01) e terza Muli Mawia Lucy (1:12:41).

Prima italiana Chiara Fantini (Maratonina Udinese), settima in 1:26:19 e che vince il titolo regionale sulla distanza.

LE PRIME 10 DONNE:

Teresiah Kwamboka Omosa (1:11:17), Veronicah Njeri Maina(1:12:01), Mawia Lucy Muli (1:12:41), Brigid Jelimo Kabergei (1:14:32), Asmerawork Bekele Wolkeba (1:22:32), Chiara Fantini (1:26:19), Mariangela Stringaro (1:29:46), Anna Agosto (1:31:32), Martina Ottogalli (1:31:50), Alessandra Gratton (1:32:36).

Il percorso: riveduto e migliorato (lo dicono anche i tempi finali) prevedeva un primo anello di 4 chilometri e poi un giro unico per completare i 21097 metri. Alcuni atleti che l’hanno corsa mi riferiscono di una seconda parte di gara leggermente più veloce.

Alla fine sono stati 633 i classificati, come nella contemporanea Trento (630 arrivati): credo sia da considerare un buon risultato. coi tempi che corrono.

Tra l’altro è doveroso aggiungere che abbiamo finalmente un calendario gare del mese che più denso di eventi non si può.

Domenica, 03 Ottobre 2021 14:17

Trento - Half Marathon e Gir al Sas

CLASSIFICA - 3 ottobre 2021 - Era iniziato ieri il Festival del running a Trento, con il due volte campione iridato sui 5.000 metri Muktar Edris che fa poker di vittorie (anni 2014, 2015, 2017 e questa volta). Una vittoria che, quantomeno all’apparenza, è parsa relativamente difficile, con l’etiope che sembra aver controllato la gara dall’inizio alla fine, per poi piazzare una volata lunga e vincere con l’ottimo tempo di 28:13, davanti al connazionale Yassin Haji (28:15). Terzo posto all’ugandese Hose Kiplangat (28:20). Bene Giuseppe Gerratana, da qualche tempo assente dalle gare, finito settimo in 29:26, Ma bene anche il trentino Cesare Maestri (vice campione del mondo di corsa in montagna 2019); di certo la strada non è il suo terreno ideale ma comunque correre vicinissimo ai 3’/km su questo percorso non è davvero male. Suo il decimo posto in 30:11.

Nel pomeriggio, come ormai avviene da tempo, si sono corse le gare popolari per tutte le categorie, incluse quelle per gli esordienti. Un bel modo per rendere ancora di più giustizia al nome della manifestazione "festival del running".

Oggi 3 ottobre è stata la volta della mezza maratona che, come al solito, fa registrare tempi di alto rango, grazie anche ad un montepremi di buon livello (1500-800-600 euro per primo, secondo e terzo posto). L’etiope Gudeta Chimdessa Debale vince realizzando il nuovo record della gara, 1:00:15 (precedente 1:01:12). Una prestazione di valore mondiale, in particolare se si considera che ha 18 anni! Gara che si risolve al km 12, quando Gudeta opera un deciso allungo ed aumenterà sempre più il suo vantaggio sul keniano Belet Joshua, secondo in 1:01:37 e il connazionale  Aymanot Alew, terzo in 1:01:57.

Primo italiano Marco Salami (C.S. Esercito), sesto con record personale in 1:03:53 (precedente 1:04:06); un po’ deludente il rientro sulla distanza di Yassine Rachik (Fiamme Oro), settimo in 1:04:41, con un vistoso calo nel finale. Viene da un periodo tribolato, tante le ragioni, speriamo torni ad essere il forte atleta che era.

Gara femminile più combattuta, che si decide solo nell’ultima parte con l’etiope Tariku Alemitu che, al debutto sulla distanza, vince in 1:08:50, davanti alla keniana Cherono Judith (1:09:05) e Kisa Janeth (Kenya, 1:09:31).

Prima italiana Arianna Lutteri (1:20:37, KM Sport).

Al momento che scrivo risultano 660 classificati, un risultato che personalmente considero buono, sia pure in (inevitabile) calo rispetto all’ultima edizione, quella del 2019, quando furono 855 a completare la gara.

Domenica, 26 Settembre 2021 18:10

Lomazzo (CO) - Ripartyrun

26 settembre 2021. Il coraggio di provarci a "ripartire", comunque: peccato non sia stato premiato come meritava.
In particolare la delusione deriva dalla mancanza dei gruppi podistici comaschi, eppure da tempo era la prima manifestazione da queste parti. Comprensibile quindi l'amarezza di Giampaolo Riva, ex presidente del comitato provinciale Fidal di Como e Lecco (3 mandati) e attuale consigliere regionale.
Ci aveva provato tra molte difficoltà a fare una gara competitiva Fidal, in collaborazione con Atletica Lomazzo, quarant'anni di storia con tanto settore giovanile; poi però ha dovuto arrendersi di fronte all'evidenza della mancanza di iscritti. Che peccato.

Però ha funzionato tutto e bene, una corsa non competitiva abbinata ad una bella festa della cittadina di Lomazzo: finito di correre, o semplicemente camminare, tutti con le gambe sotto al tavolo.

Si è partiti tutti insieme, quasi come fosse una gara vera; è stato bello vedere al via un bel gruppo di giovani, in particolare dell'Azzurra Garbagnate, atterrati da queste parti grazie ai coach Sabina Cangiamila e Umberto Airaghi.

Percorso di 5 chilometri scarsi, come si suole dire "mosso", anzi molto mosso, per le vie di Lomazzo. Impegnativo ma anche molto vario.

Presidio delle strade praticamente perfetto, a cura di un nutrito gruppo di ciclisti, anche coadiuvati dalla buona educazione dei locali.

A titolo di cronaca, relativamente alle regole anti covid, non è ben chiaro cosa sia previsto dal punto di vista normativo per questo genere di manifestazioni, ma qui sono andati ben oltre: controllo green pass, registrazione degli ingressi, controllo della temperatura e ...perfino una doccia di disinfettante.

Complimenti, nonostante tutto un esempio da seguire.

    

Gran bel campionato del mondo master di corsa in montagna (World Master Mountain Running Championship) quello che si è tenuto ieri nella valle dello Stubai, appena sopra Innsbruck. Erano 672 i partecipanti iscritti, provenienti da 21 nazioni; Italia sul podio della partecipazione con 121 atleti, dietro Germania (221) e Austria (158).

Telfes, 5 settembre 2021. Gara di sola salita, come normalmente avviene da queste parti, mentre in Italia le corse in montagna generalmente alternano salita e discesa. Molto bene l’Italia, che nelle gare individuali porta a casa 13 podi, con 3 ori, 5 argenti e 5 bronzi; ma è la qualità complessiva espressa che l’ha fatta da padrona, con 38 atleti piazzati nei primi dieci posti delle categorie, cosa che ha consentito di sentire per ben sei volte l’inno nazionale nella classifica per nazioni (venivano presi in esame i primi tre tempi più veloci), oltre a tre argenti e tre bronzi.

Erano previste due distanze: da Telfes al passo Kreuzjoch, lunghezza km 11,5 e dislivello positivo di 1157 metri, gara riservata alle categorie maschili 35-40-45-50. Dalla stazione intermedia della funivia Froneben  al Kreuzjoch, lunghezza km 7,4 e dislivello positivo di 775 metri, gara riservata a tutte le altre categorie, sia maschili che femminili.

Miglior tempo assoluto sulla distanza lunga dell’inglese Thomas Roach (58:05); invece su quella più breve è di don Franco Torresani (41:25) e tra le donne Simone Raatz, tedesca, 44:29.

Tornando agli ori nostrani, sono appunto di Franco Torresani (M55, Atl. Paratico), Daniele De Colò (M50, vigili del fuoco Belluno) e Adolfo Accalai (M70, Atl. Avis San Pietro), campione uscente categoria M65. Nutrita la partecipazione degli italiani, erano in 122 gli iscritti, Atletica Paratico il gruppo sportivo più numeroso (23 atleti), seguito dall'Atletica 3V (15), capitanato dal presidente Vittorio Ciresa. 

Qui sotto l'immagine di una delle vittorie per nazioni, nella categoria F50: da sinistra Maria Cristina Guzzi, Maria Pia Chemello, Nives Carrobbio


Ho partecipato anch’io, ovviamente nella gara breve per questioni di categoria (e di anzianità…). Percorso tanto duro quanto bello, con tutto ciò che di vario si può trovare in una gara di corsa in montagna: prati, boschi, sentieri tipicamente alpini, anche un bel passaggio attorno ad un laghetto e fino all’erta finale su una pista da sci, con gli ultimi 50 metri … limite ribaltamento. Diversi tratti impossibili da correre per gli umani, comunque alternati ad altri di respiro, da utilizzare per recuperare energie, ma i più forti interpreti di questo genere di corse li utilizzavano per recuperare tempo. L’arrivo al Kreuzjoch è emozionante, lo scenario è unico, con la vista dell’imponente catena del “Kalkkogel”, chiamato anche Dolomiti del Nord, direi proprio a ben ragione.

Difficile eccepire qualcosa sull’organizzazione: se non siamo alla perfezione, poco ci manca. Tutto parte da un piccolo paese, Telfes, che nell’occasione della gara ha probabilmente triplicati i suoi abitanti (1300), tra atleti, accompagnatori e spettatori. Notevole anche la partecipazione ed il supporto della popolazione locale, schierata anche lungo il percorso. Una manifestazione sportiva di pregio, grazie all’assegnazione del campionato del mondo, ma anche una festa iniziata il giorno precedente, con le gare riservate al settore giovanile, una cosa che mi “prende” sempre molto bene, una corsa di beneficenza ed un’altra open a tutti, Telfer Wiesen, per tutti quelli che avevano voglia di correre.

Data la tipologia e l’importanza della gara, erano presenti diversi membri dell’associazione mondiale di corsa in montagna (WMRA e WMA): Margit Jungmann, presidente WMA, Tomo Sarf (dirigente WMRA) e Wolfgang Muenzel, membro del consiglio e delegato tecnico, tra l’altro un passato da buon maratoneta (2h20) appassionatosi poi alla corsa in montagna.

Alla fine grande soddisfazione per Andreas Stern, presidente del Comitato Organizzatore, che tra le mille cose ha trovato anche il tempo di correre (pure forte) la sua gara, piazzandosi all’11esimo posto di categoria.

Nell'immagine che segue, Thomas Blachburn e Patricia Callanan Blachburn, nel corso della cerimonia che prevede il passaggio del testimone. Emozionati ma anche pronti a far vivere a tutti gli appassionati una bella esperienza sportiva.  Sono gli organizzatori del prossimo campionato del mondo master di corsa in montagna, si correrà a Clonmel CO. Tipperary, Irlanda. 

Tutto nuovo alla Engadiner Sommerlauf, che oggi si chiama St Moritz Running Festival. Una full immersion di tre giorni tra musica e sport. Attorno alle gare consolidate si affaccia una nuova realtà, con il dichiarato obiettivo di allargare le finalità puramente sportive della manifestazione.

La Crossing Engiadina è la new entry con una 70 chilometri suddivisa su tre giornate. Per il resto il menu presenta le gare consolidate nel tempo: Sommerlauf con un nuovo percorso, la partenza è sempre da Sils, ma cambia nella parte finale, non si arriva più alla promoulins arena di Samedan, bensì a St.Moritz, nel cuore del festival. Di riflesso cambia anche l’arrivo della Muragl lauf, sempre a St.moritz, ma con la stessa partenza di sempre, a Pontresina. La Free Fall Vertical, che si corre il giorno precedente, è una roba per climbers piuttosto che per runner, non siamo all’arrampicata ma è dura correre su questo percorso; sono 6,6 km con 1069 metri di dislivello positivo!

Tornando a Muragl e Sommerlauf, per entrambe le gare il dislivello è quasi inapprezzabile, addirittura l’altimetria dice rispettivamente 38 metri di dislivello negativo per la Muragl Lauf e 36 per la Sommerlauf. Tuttavia si tratta di un percorso con diverse ondulazioni e su fondo spesso sterrato (ma sono sentieri di montagna davvero belli e superfici generalmente regolari), quindi sono percorsi e gare da “interpretare” correttamente, come si usa dire. A mio avviso la maggiore difficoltà viene dall’altitudine, se lasciare i 35 gradi della pianura padana è un grande sollievo, correre a quasi 2000 metri qualche problemino di respirazione lo crea, salvo non si abbia avuto la possibilità di acclimatarsi nei giorni precedenti. Chi aveva partecipato negli anni precedenti avrà potuto “apprezzare” i nuovi percorsi, che sono un pochino più difficili, ma sempre molto belli.

Della gara se ne è parlato in altri comunicati (LEGGI QUI) , allora cerco di evidenziare alcuni aspetti. La sorpresa alla Sommerlauf è stato il keniano Isaac Kipkemboi, non solo per la vittoria ma per il modo con cui l’ha ottenuta, correre a 3’10/km su quel percorso non è una cosa facile. Credo che in futuro sarà difficile battere questo crono.

Invece, al femminile, la certezza è Ivana Iozzia, a 48 anni si lascia indietro tante giovani atlete, vincendo la sua gara con due minuti di vantaggio sulla seconda. Terzo posto per Denise Tappatà, campionessa italiana sui 100 chilometri.

Beh, inevitabile dire qualcosa di più degli italiani……….a cominciare dagli atleti elite. Iliass Aouani, in preparazione per una maratona, si è classificato terzo. Un buon risultato, forse era carico dal lavoro in altura dei giorni precedenti, comunque ha trovato il percorso piuttosto duro, e degli avversari di ottimo livello. Secondo me bene anche Nadir Cavagna e Pietro Sonzogni, rispettivamente settimo e nono nella classifica generale.

Ho partecipato anch’io, come sempre, questa volta optando per la “corta” (Muragl-Lauf), invece della “corsa d’estate (così si traduce Sommerlauf), un po’ perché non l’aveva mai fatta, e un po’ perché non avevo 25 chilometri nelle gambe. Bella, davvero bella, anche in quel tratto di quasi due chilometri (tra il km 6 e il km 8) di salita che non finiva mai.

La partecipazione complessiva non è stata elevata, comunque inferiore agli anni precedenti. Certamente ha inciso il Corona Virus, un po’ come ovunque, situazione che ha imposto rigidi controlli per partecipare. Se noi in Italia ce la caviamo ancora (per quanto?) con la solita autodichiarazione e magari un controllo della temperatura, qui le cose sono state ben diverse: obbligatorio il green pass, in alternativa il certificato vaccinale, in alternativa il tampone (rapido) da effettuarsi in loco; gratuito, a cura del comitato organizzatore.

Arrivederci al 2022

SERVIZIO FOTOGRAFICO

12 agosto 2021. Dopo un anno di astinenza si è tornati a correre sulle rive del “lago dorato”.

Le facce sembrano sempre le stesse, e in effetti in gran parte lo sono, un gruppo di amici che prende la scusa della Orta 10in10 per rivedersi. Naturalmente la corsa lenta, ma anche la camminata veloce, è un ottimo modo per raccontarsela.

Si corre tutti i giorni, dal 6 al 15 agosto, una formula che trovo ottimale: decidi di correre in base alla preparazione, al tempo di cui si dispone o semplicemente dalla voglia di faticare. Alla fine, qualunque sarà stata la scelta, un ristoro all’altezza della situazione ed un tuffo nel lago ti compenseranno in ogni caso.

Nonostante il periodo non facile per chi organizza, qui hanno fatto le cose per bene; cambiata la location, che a me è parsa migliore degli anni precedenti, un marathon village (ribattezzato Marathon Paradise) dedicato e con spazi più ampi, un’area riservata per ristori, ma anche pasta party, e bagni nel lago.

Quest’anno per altri impegni (non podistici), ho potuto esserci solo oggi ma ne è valsa la pena. Dieci chilometri, perché di più non ne ho nelle gambe, corsi con 22 gradi sul consueto percorso, ormai consolidato. Chi ha previsto maratona e 50 k se la passerà un po’ peggio come temperatura, per fortuna sono molti i tratti ombreggiati e i numerosi ristori, organizzati e “naturali”, aiutano di brutto.

Il menu della manifestazione è sempre lo stesso, da 10 fino ai 50 chilometri (ovviamente incluse mezza e maratona), tutti i giorni; si decide volta per volta, anche poco prima di partire.

Peccato che ci sia stato un calo nei numeri, dal mio punto di vista in particolare sulla mezza maratona, una distanza alla portata di (quasi) tutti e congeniale a qualunque obiettivo si abbia in mente. Oltretutto il percorso, lo stesso per tutte le distanze, “stimola” e allena grazie ai suoi dolci saliscendi.

Comunque c’è ancora tempo per esserci, mancano tre giorni alla fine della manifestazione.

Iscrizioni (anche sul posto) e informazioni:

http://orta10in10.com/?p=810

Le classifiche:

https://www.icron.it/newgo/#/classifica/20211514

 

 

 

1 agosto 2021.Mi viene facile contribuire alla presentazione di questa “new entry”, da queste parti ci ho passato molto tempo, a cominciare dal 1990, ed ho molti bei ricordi. Tuttora, appena posso, non perdo occasione per tornare in questa valle. Si correrà una mezza maratona, è corretto dire che sarà una gara certificata Fidal nella distanza, mentre l’omologazione sarà probabilmente di “tipo B” per i criteri relativi alle pendenze; si parte da Pinzolo (774 mt) e si arriva a Tione (565 mt). Tuttavia non ci si illuda di trovare un tracciato facile, ci sono tante e tali ondulazioni da non farla sembrare una gara con oltre 200 metri di dislivello negativo. Ve lo posso confermare perché su questo percorso ho macinato tanti, tanti chilometri, era il classico lungo estivo nella prospettiva di una maratona autunnale.

Ma io credo che la vera ragione per scegliere di correre questa mezza debba essere un’altra: correre in una bella valle, forse ancora risparmiata dal turismo di massa, in particolare nella parte bassa (per intenderci da Caderzone e fino a Tione). Un percorso che peraltro si svolge quasi totalmente sulla pista ciclabile, quindi in sicurezza, non è poco.

Suggerisco di non venire da queste parti solo per correre, ci sono posti magnifici da vedere, ne cito uno su tutti: la Val Genova con le famose cascate del Nardis e del Lares. Infine, mi piace rilevare il binomio ciclismo e podismo, una cosa che raramente funziona bene (fatto salvo il discorso triathlon), sono due mondi molti diversi tra loro. (M.L.)

Questo il comunicato degli organizzatori: 

La prima mezza maratona della Val Rendena in Trentino - Dolomiti Patrimonio UNESCO. Più che una gara, un inno al territorio. 

Un grande evento dedicato al running e al territorio. Sarà la prima Half Marathon della Val Rendena, che si correrà domenica 19 settembre 2021 da Pinzolo a Tione di Trento.
L’organizzazione è in capo alla Dolomitica Sport Trentino, associazione sportiva guidata da Michele Maturi che da parecchi anni organizza la Dolomitica Brenta Bike, gara di mtb ormai conosciuta a livello nazionale ed internazionale che si tiene ogni anno tra Pinzolo e Madonna di Campiglio.

Per il 2021, la Dolomitica Sport Trentino consolida il suo “brand” affiancando alla proposta agonistica per la mtb, un altro evento, sempre agonistico, dedicato al running di livello, in collaborazione con le Trentino Marketing e l’Apt Madonna di Campiglio.

Partenza dal centro di Pinzolo e arrivo a Tione di Trento sulla pista d’atletica all’interno dello stadio del Centro Sportivo di Sesena. Ventuno chilometri su un percorso completamente asfaltato attraverso la meravigliosa Val Rendena, coinvolgendone tutti i Comuni e le rispettive realtà associazionistiche. Lo sport come strumento di aggregazione, come linguaggio universale per comunicare i valori di una Comunità. L’unione di alcune realtà sportive locali, che si sforzano di cooperare anche al di fuori dei loro confini territoriali e il coinvolgimento delle amministrazioni di un’intera valle. Sinergie strategiche con altre associazioni di volontariato. Qui, chi vince davvero, è l’unità.

Sarà una grande gara e una grande festa, un evento destinato a raccogliere un particolare interesse soprattutto fuori regione.

La partenza è prevista per le ore 10:30 dalla Piazza San Giacomo in Pinzolo.

Il limite corsa è fissato in 2,30 ore. Alle 13:30 avverrà la Cerimonia di premiazione presso il Centro Sportivo di Sesena a Tione di Trento, preceduta dal PastaParty. Ritiro pettorali e pacco gara presso il PalaDolomiti di Pinzolo, nella giornata di sabato 18 settembre, dalle ore 16:00 - 19:00, mentre la domenica, dalle ore 8:00 - 10:00. Servizio di  spogliatoi e docce presso il PalaDolomiti Pinzolo e al Centro Sportivo Sesena a Tione di Trento con apertura la domenica orario 07:30 - 13:30.

Sono attesi special guest come Marco Olmo e i campioni di casa, Cesare Maestri e Yeman Crippa.

Categorie in gara: assoluta femminile e maschile, categorie per età e super squadra gruppo più numeroso.

Nella classifica Super squadra, gruppo più numeroso vengono conteggiati gli atleti di ogni società classificati.

Verranno premiati i primi dieci classificati della classifica assoluta maschile e femminile, mentre per le categorie di età, verranno premiati i primi tre classificati di ogni categoria d'età maschile e femminile con premi in natura, esclusi i primi dieci della classifica generale.

Verrà assegnata una medaglia a tutti i partecipanti e a disposizione degli atleti ci saranno servizi dedicati come ampi parcheggi, custodia indumenti personali, navetta di ritorno, pacchetti vacanza, ristori sul percorso, pacers, area expo, e tanto altro.

Le iscrizioni sono possibili tramite il portale www.enternow.it Chiusura delle iscrizioni online il giorno 15 settembre. Quote di iscrizione, fino al 15 settembre € 30.00, mentre le iscrizioni tardive dal 16.09 al 17.09.2021, € 40.00. Per le società, promozione ogni 10 iscritti + 1 gratis. La quota di partecipazione include pettorale gara, pacco gara, assistenza medica, microchip di cronometraggio, custodia indumenti personali, servizio di assistenti di gara “pace makers”, ristori e spugnaggi lungo il percorso, ristoro all’arrivo, servizio docce, buono pasta party.

Sarà inoltre messo a disposizione gratuitamente un bus navetta per riportare gli atleti dall'arrivo al luogo di partenza.
In occasione dell’Edizione “0” della Dolomitica Run, si terrà anche la Dolomitica Family Run. Anche come corridore amatoriale, Power e Nordic-Walker sarà possibile assaporare l'atmosfera unica della Family Run della Val Rendena, una corsa non competitiva a cui potranno partecipare donne e uomini, adulti e ragazzi.

La partenza della corsa sarà data a Vigo Rendena in località Bici Grill alle ore 09.30 della domenica e seguirà il percorso della Half Marathon lungo una distanza di 5 km. L'arrivo sarà lo stesso della Mezza Maratona, sulla pista d’atletica all’interno dello stadio del Centro Sportivo di Sesena a Tione di Trento.
I partecipanti alla Dolomitica Family Run riceveranno il medesimo ristoro e come gadget di partecipazione, una t-shirt.

Categorie premiate: assoluta femminile e maschile con la premiazione i primi cinque arrivati.

Per iscriversi anche in modalità offline e per tutte le informazioni sul percorso come: www.dolomiticarun.com 

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Ufficio Stampa

Donatella Simoni

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Si è tornati a correre la Stralivigno dopo un anno di stop, numeri limitati a 500 atleti per le ormai note limitazioni imposte dalle norme anti Covid; alla fine sono stati 451 i classificati.

Una gara svoltasi con un clima come credo non sia mai capitato: temperatura di 21 gradi, costanti dalla partenza all’arrivo; nemmeno una goccia d’acqua, ma anche il sole spesso nascosto tra le nuvole, e si sa quanto possa fare male a quell’altitudine (1880 metri).

Piuttosto rigorosi i controlli, senza pettorale non si entrava nella pista di atletica, sede della partenza ma anche dell’arrivo della gara.

Percorso praticamente identico, salvo il primo mille per consentire la partenza dalla bella pista di atletica; solito primo tratto, fino al km 6, apparentemente facile, solo in leggera salita, ma è qui che spesso si combinano guai. Infatti dopo un tratto boschivo relativamente semplice, al km 12 (poco dopo il giro di boa), si fa sul serio. In partica da qui e quasi all’arrivo non c’è un metro di piano, e si corre sempre su magnifici sentieri boschivi, con una bella vista su Livigno, anche se spesso la fatica non aiuta a goderne il beneficio.

Al giro di boa la gara maschile è già decisa, con Andrea Aragno (Atl. Fossano 75) che ha già preso il volo. Sopravanza di 30 secondi Fabio Gala (Atl. Brescia Marathon), ma che diventeranno 1’36 all’arrivo. Terzo Lorenzo Moizi (AS Lanzada), alla fine sarà lui un po’ la sorpresa della giornata. Atleta molto giovane (classe 2002) e forte nello sci da fondo, si è ben distinto su questo difficile percorso. Questo ordine al passaggio del km 11 sarò lo stesso al termine della gara.

Diverso scenario nella gara femminile dove la forte triathleta della Repubblica Ceca, Teresa Zimoujanova, passa con 50 secondi di vantaggio su Federica Proietti, che però proprio qui inizia la rincorsa che culminerà con il raggiungimento ed il successivo soprasso al km 18. Terzo posto per Amodio Banchialem (Atl. Bergamo 1959).

Spesso ho sentito discutere su quanto “si paga” in una Stralivigno rispetto ad una mezza maratona, corsa in pianura. Non è facile il confronto, qui il percorso è veramente particolare, tuttavia qualche dato si può estrapolare.

Andrea Aragno, che ha un record personale di 1:09, sia pure un po’ datato, ha corso le ultime mezze maratone intorno a 1:11, 1:13. Federica Proietti, che peraltro ha un personale di 1:15, ha corso più volte nel 2019 e 2020 intorno a 1:17. Qui ha concluso in 1:36.

Come si fa a godersi la Stralivigno senza fare (nessuna) fatica? Semplicemente…non correndola, ed invece spostandosi lungo il percorso a vedere il transito degli atleti, in particolare nei punti più impegnativi.  E’ stata una rinuncia non facile, tuttavia quando non ci sono nemmeno le minime condizioni per correre una gara impegnativa come la Stralivigno….meglio godersela.

Questo il comunicato del Comitato Organizzatore della Stralivigno

https://www.podisti.net/index.php/in-evidenza/item/7473-livigno-so-stralivign.html

 

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