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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

31 Dicembre - Brillante prestazione di Eyob Faniel nella 56^ edizione della San Silvestre Vallecana (evento World Athletics Gold Label), a Madrid: chiude in seconda posizione, tagliando il traguardo in 28:08, ed eguagliando il primato italiano sui 10 chilometri di corsa su strada, finora detenuto in solitudine da Daniele Meucci, che lo stabilì a Valencia lo scorso gennaio.

Il 28enne vicentino delle Fiamme Oro  è stato preceduto dal keniano Daniel Simiu Ebenyo, vincitore in 27:41; terzo posto  per lo statunitense (di origine keniana) Paul Chelimo, argento olimpico dei 5000 metri, in 28:13. Quarto l’olandese Mike Foppen (28:14) davanti allo spagnolo Ouassim Oumaiz (28:35).

Chiude in diciannovesima posizione l’altro azzurro Stefano La Rosa (Carabinieri) in 29:29.

Eyob, allenato da "Rero" Pertile, chiude quindi il 2020 con due record italiani, dopo quello di maratona con 2h07:19 il 23 febbraio a Siviglia (da ricordare anche la terza prestazione nazionale di sempre sulla mezza, 1h00:44 in gennaio a Siviglia).

Per la pandemia dovuta al covid, la gara si è svolta a numero chiuso e senza pubblico, a circuito su un giro da 2,5 km da ripetere quattro volte, in una serata decisamente fredda.

La gara, dopo che lo spagnolo Ayad Lamdassem ha provveduto a limitare il gruppo di testa a soli sette atleti, si è decisa dopo il secondo giro quando il keniano Ebenyo ha preso decisamente l’iniziativa, staccando gli avversari; Eyob si è lanciato all’inseguimento, gestendo poi la seconda posizione e il cronometro.   

In campo femminile si afferma la etiope Yalemzerf Yehualaw (bronzo iridato di mezza maratona), in 31:17, davanti alla keniana Ruth Chepngetich (campionessa del mondo di Doha), in 31:50, e alla 19enne francese (di padre italiano) Alessia Zarbo in 33:00. Quarta la prima spagnola, Carolina Robles, in 33:08.

 
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Mercoledì, 30 Dicembre 2020 22:14

Faniel e La Rosa chiudono il 2020 in gara a Madrid

Il 31 dicembre giornata di grandi classiche: se in Italia, a Bolzano, si corre la 46^ BOClassic, in Spagna, a Madrid, sulle strade dell'Ensanche de Vallecas di Madrid, va in scena la San Silvestre Vallecana sulla distanza dei 10 chilometri, su un nuovo percorso in circuito da 2.5 km, con partenze alle ore 18:30 per le donne ed alle 19:30 per gli uomini.

Grandi nomi sono attesi nella capitale spagnola: lo statunitense d’origine keniana Paul Chelimo, argento olimpico in carica nei 5000, bronzo ai Mondiali di Londra nel 2017 sui 5000; l’israeliano nato in Etiopia Maru Teferi; il burundese Thierry Ndikumwenayo; l’altro keniano Daniel Simiu Ebenyo; gli olandesi Mike Foppen e Richard Douma, lo svedese David Nilsson, il messicano Daniel Ortiz, oltre ai migliori atleti spagnoli Toni Abadia, Ayad Lamdassem, Ouassim Oumaiz e Fernando Carro. 

Per i nostri colori, sarà in gara Eyob Faniel:  il 28enne primatista italiano di maratona, ad un anno esatto dalla vittoria a Bolzano in 28:21, cercherà di ottenere il massimo, magari stabilendo il record italiano (finora  di Daniele Meucci con 28:08, a gennaio, a Valencia), record sfiorato nel 2020 per due volte, con il 28:12 di Lens, in Francia, e il 28:10 a Monza.  

In gara anche l’altro azzurro Stefano La Rosa (Carabinieri), che ad ottobre ai Mondiali di mezza a Gdynia, ottenne il secondo tempo in carriera (1h02:28).  

In campo femminile èannunciata la presenza della keniana Ruth Chepngetich, seconda nel 2019 dietro la etiope Helen Bekele Tola,  e della 21enne etiope Yalemzerf Yehualaw, recente vincitrice della Mezza Maratona di Nuova Delhi in 1:04:46, proprio davanti a Chepngetich. Da seguire anche l'etiope Likina Amebaw, la svedese Sarah Lahti, l'austriaca Nada Pauer, la belga Nina Lauwaert e la venezuelana Evymar Brea Andreu. Anche qui in gara le migliori spagnole: Marta Pérez, Solange Pereira e Lucía Rodríguez.

 
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30 Dicembre - Aveva vinto la Maratona di casa, quella D'Annunziana, a Pescara, lo scorso 18 ottobre.

Nino Di Francesco, classe 1978, tesserato per la Runners Pescara, la società organizzatrice dell’evento, aveva letteralmente dominato tagliando il traguardo in 2h39:51, precedendo nettamente Antonino Tamarino (Sorrento Runners), secondo in 2h50:01, e Antonello Petrei (Daunia Running), terzo in 2h53:47.

Il 9 novembre, però, la Prima Sezione del TNA, procedeva alla sospensione in via cautelare dell’atleta, trovato positivo alla sostanza D-Amfetamina.

Oggi, il comunicato di NADO Italia, che infligge la squalifica di Di Francesco per quattro anni, vale a dire fino al 9 novembre 2024.

Ecco il testo ufficiale:

La Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping, nel procedimento disciplinare a carico del sig. Nino Di Francesco (tesserato FIDAL), visti gli articoli 2.1, 4.2.1 delle NSA, afferma la responsabilità dello stesso in ordine all’addebito ascrittogli e gli infligge la squalifica di 4 anni a decorrere dal 22/12/2020 e con scadenza al 9/11/2024, così decurtato il presofferto. Visto l’art. 10 NSA dispone l’invalidazione del risultato sportivo conseguito in gara.  Condanna il sig. Di Francesco al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfettariamente in euro 378,00.

Pertanto, invalidato il risultato sportivo conseguito in gara, la classifica maschile della Maratona D’Annunziana è così aggiornata:

1° Antonino Tamarino (A.S.D. Sorrento Runners) – 2:50:01
2° Antonello Petrei (A.S.D. Daunia Running) – 2:53:47
3° Emanuele Vigliotti (A.S.D. Road Runners Maddaloni) – 2:54:34
4° Matteo Imbriano (I Podisti di Capitanata) – 2:55:21
5° Umberto D’Agostino (Runners Casalbordino) – 2:56:22

 
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Una tragica notizia scuote il mondo dell’atletica internazionale: a soli 27 anni, per un arresto cardiaco improvviso, è morto a Sarajevo Osman Junuzovic, ottimo mezzofondista della Bosnia Erzegovina.

A confermare la triste notizia è stato il fratello Asmir.

Alla fine del 2017, Junuzovic aveva rischiato la carriera dopo un problema al nervo sciatico: caduto durante un allenamento, gli era stata fatta un'iniezione che gli aveva provocato una grave infezione, tanto da costringerlo a un ricovero ospedaliero di 45 giorni. Nonostante i medici gli avessero pronosticato due anni di impossibilità a camminare, Junuzovic era tornato in grande anticipo e con successo alle competizioni.

Nella sua carriera, Junuzovic ha vinto il bronzo nei 3000 siepi agli European Games di Baku del 2015, il titolo di campione dei Balcani sui 3000 metri, oltre a diversi titoli nazionali nei 3000, 3000 siepi, 5000 e 10000 metri e nel cross.

 
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Il 45enne Rachid Berradi ha ricevuto oggi l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, perchè inserito tra i trentasei “esempi civili” per essersi distinti grazie al loro impegno nella solidarietà, nel volontariato, nell’inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella promozione della cultura, della legalità e del diritto alla salute.

Il mezzofondista palermitano, ex Forestale, primatista italiano di mezza maratona (1h00:20 nel 2002), tredici volte in maglia azzurra, comprese le Olimpiadi di Sydney nel 2000, e già campione europeo under 23 dei 10.000 metri a Turku nel ’97, ha ricevuto l’onorificenza “per la sua appassionata promozione di una cultura della legalità e per il contributo al contrasto all’emarginazione sociale”.

Questo il profilo di Berradi tracciato direttamente dall’Ufficio Stampa del Quirinale:

Nato a Meknes, in Marocco, ma palermitano di adozione (da quando aveva 10 anni). Cittadino italiano, già in forza al Gruppo sportivo del Corpo Forestale dello Stato, è attualmente Appuntato Scelto dell’Arma dei Carabinieri in servizio presso il Comando Provinciale di Palermo. È stato un protagonista dell’atletica leggera italiana: mezzofondista, campione europeo nei 10.000 metri e finalista alle Olimpiadi di Sydney. Ha iniziato ad avvicinarsi allo sport in prima media, quando chiese al suo insegnante di fare la selezione per i campionati studenteschi. Da quella volta non ha mai smesso. È stato Presidente della Fidal (Federazione Italiana di Atletica Leggera) di Palermo. Ha fatto della sua passione e professione uno strumento di inclusione sociale a favore dei ragazzi e delle famiglie residenti in aree disagiate e a forte rischio emarginazione sociale, dove lo sport assume il significato di “riscatto e legalità”, come lui stesso afferma. Con queste finalità, nel 2009 ha deciso di aprire una sua società sportiva, Atletica Berradi 091. È anche Coordinatore Sport dell’associazione Libera-Sicilia. Con il suo impegno testimonia il valore della pratica sportiva come prevenzione ed educazione alla legalità. Tra i suoi progetti più significativi l’Atletico Zen, squadra di calcio, da lui stesso allenata, composta da ragazzi provenienti dal quartiere omonimo, con cui ha partecipato nel 2019 al Primo Memorial Calcio a 5 "Paolo Borsellino", organizzato negli impianti sportivi nei pressi del luogo della strage. Obiettivo dell’impegno di Rachid è anche quello di creare una rete di legalità sul territorio. A tal fine ha, ad esempio, organizzato stage di atletica coinvolgendo le forze dell’ordine che hanno partecipato in borghese come allenatori per poi rivelare la loro professione ai ragazzi solo alla fine, quando si era già instaurato un rapporto di fiducia. Racconta: “la prima reazione dei bambini è stata di smarrimento e rifiuto, ma poi l’affiatamento che si era creato ha preso il sopravvento e tutto è andato bene”. Coinvolge nei vari progetti sportivi solidali, campioni olimpici, allenatori e calciatori professionisti.

Il presidente della Fidal, Alfio Giomi, non ha mancato di esprimere i complimenti a Berradi: “È con soddisfazione e felicità che accogliamo questa notizia. Fin da giovanissimo Rachid Berradi si è distinto per tenacia, passione, altruismo e rispetto, gli stessi valori che una volta terminata l’attività agonistica sta trasmettendo a tanti ragazzi. Grazie al suo impegno per diffondere la cultura della legalità tra le nuove generazioni, è un esempio per tutta l’Atletica italiana”.

 

 
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57 anni, ma lo spagnolo Martin Fiz continua ad ottenere successi e primati, oramai da master.

Domenica scorsa 27 dicembre ha infatti stabilito il nuovo record spagnolo M55 sui 3000 metri indoor, chiudendo la distanza in 9:23.75, a 3:08 al chilometro, cancellando il precedente limite di 9:24.89 appartenente a César Pérez dal 19 marzo 2013.

Il tutto si  verificato nel velodromo di Anoeta (San Sebastián).

Fiz mancava dalle competizioni indoor dal 1988, quando aveva corso i 3000 in 7:59.50.

Nonostante il brillante crono, Fiz ha dichiarato di aver ancor "molti margini di miglioramento" poiché non si è adattato bene alla pista e ha respirato forzatamente: naturale, quindi, aspettarsi nuovi record.

Ricordiamo che Fiz nella sua carriera vanta la medaglia d'oro nella maratona ai Campionati del mondo di Göteborg nel 1995 (2h11:31), l'argento ai Campionati del mondo di Atene nel 1997 (2h13:21), l'oro ai Campionati europei di Helsinki nel 1994 (2h10:31) e il quarto posto alle Olimpiadi di Atlanta del 1996 (2h13:20), con un personale in maratona di 2h08:05 nel 1997 ad Otsu, in Giappone.

 
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Rinviata anche la 23^ edizione de La Corsa di Miguel, la storica e molto partecipata gara in ricordo di Miguel Sanchez, desaparecido argentino, che si svolge annualmente a Roma: dal 31 gennaio slitta a data da destinarsi.

Resta la virtual, in programma dal 7 al 20 gennaio, valida come qualificazione alla gara vera e propria: tra tutti i partecipanti saranno selezionati, infatti, i mille partecipanti.

Ecco il comunicato degli Organizzatori:  

Cari amici,
come già anticipato nella diretta Facebook di questa mattina, nei giorni scorsi abbiamo raccolto dei pareri negativi dalle autorità competenti sulla possibilità di organizzare la Corsa di Miguel per il 31 gennaio. La situazione sanitaria e le disposizioni in corso ci obbligano a comunicarvi questa situazione e ci costringono ad annullare la data.

Stiamo però lavorando per un’altra data, all’inizio della primavera, per provare a verificare l’esistenza di nuove condizioni che consentano lo svolgimento della gara in presenza. Le regole restano le stesse: fra coloro che correranno la Corsa di Miguel fra il 7 e il 20 gennaio saranno selezionati i 1000 che potranno partecipare all’evento.

L’8 gennaio comunicheremo la nuova data, in occasione della conferenza stampa di presentazione dell’evento, ovviamente sempre condizionata dalla situazione sanitaria e dalle disposizioni in vigore. Non vogliamo lasciare nulla di intentato per poter comunque vivere la corsa di Miguel, seppure con una partecipazione ridotta, anche per il 2021. Ma prima di tutto viene il rispetto delle regole e la tutela della salute di tutti. Intanto, largo alla Corsa di Miguel multipla!

 

Sara Hall è stata la grande protagonista del Marathon Project di Chandler, in Arizona, chiudendo in 2:20:32, il secondo crono di sempre di una atleta statunitense dopo il 2:19:36 di Deena Kastor a Londra nel 2006.   

La maratona si è corsa domenica 20 dicembre a numero chiuso di partecipanti, con diversi top locali, su di un anello ultrapianeggiante, senza buche e poche curve, di 4.3 miglia (circa 7 km), che ha permesso il raggiungimento di ottimi risultati.

Per la 37enne Hall, dopo l’ottima maratona di Londra il 4 ottobre (seconda alle spalle di Brigid Kosgei in 2:22:01), una grande gara (corsa in gran parte con quattro pacer maschi) con passaggi in 16:38 al 5° km, 33:03 al 10°, 1:06:03 al 20°, 1:09:03 alla mezza, 1:39:22 al 30° e 2:13.06 al 40°.

Incredibile tempo anche per la seconda arrivata, la 36enne Keira D’Amato in 2:22.56, che migliora di quasi 12 minuti il suo precedente pb di 2:34:24 stabilito sempre nel 2020, ottenendo il settimo crono nazionale di sempre.

Terza Kellyn Taylor in 2:25:22, a precedere  nell’ordine Emma Bates, quarta in 2:25:40, Natasha Wodak, quinta in 2:26:19, e la messicana Andrea Ramirez Limon, sesta in 2:26:34. Ben dodici atlete sotto le 2:30, con la scozzese Sarah Inglis nona in 2:29:41, al debutto sulla distanza, mancando lo standard di qualificazione olimpica di soli 11 secondi.

Tra gli uomini, successo per Martin Hehir in 2:08:59, che migliora notevolmente il suo pb precedente di 2:11:29, crono con il quale ottenne il sesto posto ai trials olimpici di Atlanta a febbraio: per Hebir da considerare che, come studente di medicina, ha passato gli ultimi mesi da operativo in terapia intensiva in un reparto covid. Questi i passaggi: 15:30 al 5° km, 30:44 al 10°, 45:55 al 15°, 1:01:11 al 20, 1:04:29 alla mezza, 1:16:27 al 25°, 1:31:44 al 30°, 1:46:55 al 35°, 2:02:08 al 40°.

Staccato di 10 secondi è giunto Noah Droddy, secondo in 2:09:09; terzo posto per Colin Bennie in 2:09:38 su Scott Fauble, quarto in 2:09:42, Ian Butler, quinto in 2:09:45, Scott Smith, sesto in 2:09:46, e Mick Iacofano, settimo in 2:09:55, con sette atleti sotto le 2:10.

Da segnalare che tutti i partecipanti, 40 donne e 48 uomini, sono stati sottoposti a test anticovid; che le conferenze stampa si sono svolte tramite videochiamate, che gli atleti hanno indossato mascherine anche nel riscaldamento, che gli addetti ai ristori indossavano mascherine e guanti.

 

 
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Domenica 20 dicembre si è corsa la Taipei Marathon, evento World Athletics Bronze Label, che ha registrato i successi del keniano Paul Lonyangata e della etiope Askale Merachi Wegi.

Il 28enne Lonyangata, vincitore della maratona di Parigi nel 2017 e 2018 e che vanta un pb di 2:06:10, ha staccato al 32° chilometro i compagni di fuga, il connazionale Elisha Rotich e l’etiope Chele Dechasa, per imporsi in 2:09:18 nella sua prima maratona del 2020, ottenendo anche il record della corsa (precedente 2:09:59 del connazionale Sammy Kitwara nel 2016 ).

Rotich, pur rallentando negli ultimi chilometri, ha chiuso in seconda posizione in 2:13:07, precedendo l’estone Tiidrek Nurme, terzo in 2:16:11. Dechasa si  invece ritirato al 34 chilometro, per problemi alla caviglia.

Tra le donne, la Merachi ha preso il comando della gara in solitudine sin dal 5° chilometro, con l’obiettivo di ottenere il record della gara di 2:27:36. Dopo il buon passaggio alla mezza in 1:12:47, ha rallentato nella seconda parte anche per il vento contrario, chiudendo in 2:28:31. Niente record della corsa quindi, ma in compenso seconda vittoria in due maratone nel 2020, dopo quella di Houston a gennaio in 2:23:29.

Podio interamente etiope, con Asifa Kasegn, seconda in 2:32:00, e Zinash Mekkonen, terza in 2:32:24. Quarta la locale Tsao Chun-yu in 2:31:49, che ha stabilito il nuovo record nazionale.

Da segnalare che gli organizzatori hanno invitato all’evento 12 maratoneti d’élite, provenienti da otto paesi degli altri quattro continenti, a simboleggiare la lotta di tutto il mondo alla pandemia. Gli stessi atleti sono stati costretti alla quarantena di 14 giorni, tanto che nelle loro stanze d’albergo sono stati posti dei tapis roulants per potersi allenare; solo negli ultimi due giorni prima della gara hanno potuto correre all’aperto.  

28000 i partecipanti all’evento, tanto che la Taipei Marathon è  stata la corsa più partecipata al mondo dopo la pandemia, in uno stato che ha però combattuto con forza il covid sin dall’inizio, registrando solo 800 casi complessivi.

 
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Sabato, 26 Dicembre 2020 09:03

Grandi nomi per la BOclassic di fine anno

Si avvicina il 31 dicembre, l’ultimo giorno del 2020, che -  nonostante la crisi pandemica - vedrà tradizionalmente svolgersi la BOclassic, la gara internazionale su strada a Bolzano, giunta alla 46^ edizione.

Già descritte le novità di questa edizione con il cambio del percorso (non si correrà tra le suggestive vie del centro di Bolzano, bensì al Safety Park di Vadena) e del programma (si disputerà prima la gara maschile, sui 5000 metri  - e non sui 10000 come consuetudine - e poi quella femminile, che sarà viceversa sulla distanza più lunga) e la chiusura al pubblico, vediamo chi saranno i maggiori protagonisti in gara. 

L’azzurro Yeman Crippa (Fiamme Oro), recordman italiano in pista su 3000, 5000 e 10.000, cercherà, oltre al successo, di superare il primato europeo di 13:18 stabilito quest’anno a Montecarlo dal francese Jimmy Gressier. 

A contendergli la vittoria un trio di ottimi atleti etiopi composto da Muktar Edris, Telahun Haile Bekele e Tadese Worku. 

Il 26enne Edris, due volte medaglia d’oro mondiale dei 5000 nelle due ultime edizioni a Londra e a Doha, ha già vinto per tre volte la BOclassic (2014, 2016 e 2017); Bekele, secondo un anno fa dietro Eyob Faniel, ha vinto nel 2019 il titolo di campione etiope sui 5000 metri, e a giugno 2019 ha fissato a Roma il miglior tempo dell’anno sulla stessa distanza (12:52.98); Worku è l’argento mondiale under 20 in carica nel cross. 

Tra le donne, ecco subito la campionessa uscente, la 27enne keniana Margaret Chelimo Kipkemboi, argento mondiale dei 5000, capace quest’anno di migliorare il primato personale sui 3000 in 8:24.76. A contenderle il successo le due connazionali Janet Kisa (la 28enne vincitrice a Bolzano nel 2014) e Norah Jeruto, specialista e primatista mondiale sui 3000 siepi. 

In caso di vittoria di una keniana, sarebbe il 26° successo nella manifestazione di atlete della nazione africana. 

In ballo anche il tentativo di battere il record del mondo sui 10 km in una gara tutta femminile, che dal 2002 appartiene alla marocchina Asmae Leghzaoui (30:29 a New York).

La gara sarà trasmessa in diretta tv su su RaiSport dalle ore 14.

 

 
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