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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

Giovedì, 13 Settembre 2018 20:50

Farah, quinto successo nella Great North Run

9 settembre - Mo Farah ottiene la quinta vittoria consecutiva nella Great North Run, la mezza maratona che parte da Newcastle e termina nella vicina South Shields: 59:26 il suo crono, a soli quattro secondi dal suo primato personale fissato nel 2015 sullo stesso percorso (per i 30 metri e mezzo di dislivello eventuali record qui ottenuti non sono omologabili, il “vero” primato di Farah resta il 59:32 ottenuto a Lisbona sempre nel 2015). Imbattuto ancora il record della gara, il 58:56 stabilito dal keniano Martin Mathathi nel 2011.

Il 35enne inglese, per anni dominatore in pista, si è detto pronto per la prossima Maratona di Chicago del 7 ottobre.  

Secondo è giunto il il neozelandese Jake Robertson in 59:57, terza il belga Bashir Abdi in 1h00:43, quarto lo statunitense Scott Fauble in 1h02:18, quinto l’altro statunitense Ryan Vail in 62:19, sesto il giapponese Hiroyuki Yamamoto in 62:49, settimo il keniano Daniel Wanjiru in 63:40.

In campo femminile, tripletta keniana con il successo di  Vivian Cheruiyot, già impostasi due anni fa e seconda lo scorso anno, in 1h07:43, su Brigid Kosgei, seconda in 1:07:52, e  su Joyciline Jepkosgei – la primatista mondiale -  terza in 1h08:10. Quarta Linet Masai in 1h08:11.  

13 Settembre - E’ apparsa stamani sul sito della RomaOstia Half Marathon la lettera aperta che Luciano Duchi scrive ad Alfio Giomi, presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera, contestando il trattamento riservato alla “mezza maratona italiana più qualificata da un punto di vista tecnico e tradizionalmente più partecipata”, che vede da quattro anni la concomitanza con la festa del Cross, mentre la stessa Federazione è direttamente impegnata nell’organizzazione della Rome Half Marathon – Via Pacis”…

Una lettera da leggere con attenzione. Eccola, riportata interamente:

Roma 11 Settembre 2018 

Caro Alfio,                          

sono il tuo ben cognito Luciano Duchi, dal lontano 1974 presidente e organizzatore della mezza maratona Roma Ostia. La gara, come ben sai, è da tempo immemore percepita erga omnes come la mezza più famosa d’Italia ed è qualificata dalla Federazione Internazionale da ormai 6 anni con la prestigiosa etichetta “Gold Label”. In particolare, in questi ultimi due anni, unica gara di corsa su strada italiana a potersi fregiare di questa etichetta.

Si tratta indubbiamente della mezza maratona italiana più qualificata da un punto di vista tecnico e tradizionalmente più partecipata, come testimoniato dal numero dei classificati, parametro che la rende seconda in assoluto nel panorama italiano, maratone comprese.

Una manifestazione che sarebbe a tutti gli effetti, scusa il condizionale, il fiore all’occhiello di qualsiasi altra Federazione, per la sua storia, il suo albo d’oro, la sua valenza internazionale e, non ultimo, per il credito di cui gode all’estero. Un prestigio appunto, parametro che nel mondo anglo-sassone, in particolare in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, gioca un ruolo fondamentale, confermato dal fatto che due dei loro migliori corridori di lunga lena di sempre – il britannico Steve Jones (ex primatista mondiale di maratona e plurivincitore delle maratone di New York, Londra e Chicago) e lo statunitense Galen Rupp, orgoglio d’America, vincitore della Roma-Ostia lo scorso anno (vice campione olimpico sui diecimila in pista a Londra 2012, bronzo nella maratona olimpica di Rio e recente vincitore delle maratone di Chicago e Praga) – figurano entrambi nell’albo d’oro della gara.

Per queste e numerose altre considerazioni, qualsiasi federazione avrebbe avuto degli ottimi motivi per tutelare gli aspetti promozionali e principalmente tecnici della Roma-Ostia, agevolando la partecipazione dei migliori atleti italiani alla gara, in passato più volte scelta come banco di prova per le selezioni aventi come obiettivo la maglia azzurra.

Come viene espressa questa tutela tecnica dalla attuale Federazione di Atletica? Programmando da quattro anni la FESTA DEL CROSS, cioè i CAMPIONATI ITALIANI INDIVIDUALI e di SOCIETA’ A STAFFETTA ASSOLUTI E MASTER, nello stesso giorno della Roma-Ostia. Questo malgrado le riunioni avute, anche conviviali e a seguito di lettere di protesta, nostre e di tanti partecipanti che non possono prendere parte alla nostra gara perché convocati dalla propria società o perché atleti di valore assoluto.

In particolare ti voglio ricordare che in occasione del festeggiamento del mio tardo settantanovesimo genetliaco, quando ho presentato il mio libro “Meraviglioso o……”, nel tuo affettuoso discorso hai fatto ammenda delle pluriennali concomitanze e della tua assenza alle presentazioni della Roma-Ostia, promettendo che tali circostanze non si sarebbero ripetute. Questo di fronte ad una platea di un centinaio di persone (tra le quali numerosi “addetti ai lavori”). Ed ora vengo ad apprendere soltanto dal web che la promessa non è stata mantenuta. Senza che, da uomo a uomo, oltre che da Presidente della Federazione a Presidente del Comitato Organizzatore, sentissi la necessità di comunicarmelo direttamente.

La Fidal da parte sua concentra le sue forze e la sua attenzione nell’organizzazione della “Rome Half Marathon – Via Pacis” che viene pubblicizzata dalla Federazione in maniera imponente, che impegna direttamente tante forze federali, civili e militari, diventando la vera alternativa alla Roma-Ostia, che noi poveri organizzatori abbiamo da 45 anni considerato come la vera “Rome half Marathon”.

Quindi caro Giomi, saremmo nostro malgrado in competizione con distinti e contrapposti interessi, come organizzatori entrambi di una mezza maratona? E di conseguenza, l’inserimento, ancora una volta, del campionato italiano di cross lo stesso giorno della Roma-Ostia, come deve essere interpretato e qualificato?

Fra l’altro, come diciamo da anni, siamo obbligati, da disposizioni federali, a destinare il 25% dell’importante montepremi della gara agli atleti italiani. Ma se i migliori atleti italiani sono invitati dalle società a partecipare agli assoluti di cross, perché dovremmo essere in ogni caso obbligati, come ci è stato confermato lo scorso anno da un vostro solerte dirigente, a mettere a disposizione il montepremi italico?

Credimi caro Giomi, sono molto amareggiato e sto meditando sinceramente di porgere l’altra guancia, come ho fatto sempre nella mia vita. Ma a questa mia “non presa” di posizione si oppongono fermamente il comitato organizzatore, la mia famiglia e gli oltre undicimila partecipanti alla gara. Tu pensi che, dopo il totale impegno nella disciplina sportiva che è stata la ragione principale della mia vita, sia una cosa giusta, che io, e quindi la Roma Ostia, si continui a porgere l’altra guancia?.

Luciano Duchi

Presidente dal 31 Marzo 1974 della Roma – Ostia Rome Half Marathon

 

Mercoledì, 12 Settembre 2018 21:39

Francavilla Fontana (BR) - 10^ CorriFrancavilla

9 Settembre - Francavilla Fontana, terra di grandi maratoneti e mezzofondisti entrati nella storia dell’atletica italiana: Giacomo Leone, Ottavio Andriani, Mimmo Caliandro, quasi un obbligo essere presenti quando si organizza una gara podistica da queste parti.

Poi la grande amicizia che mi lega a tutti componenti del Team Francavilla, a cominciare dal presidente Piero Argentiero per finire con Isidoro Gioia, comprese tutte le validissime atlete che compongono questo gruppo.

Ecco, dopo la mattinata a Palo del Colle, il tempo di un pasto frugale e via in macchina per giungere in tempo per la 10^ edizione della CorriFrancavilla – Città degli Imperiali, con partenza fissata alle ore 17.00.

Erano anni che mancavo da queste parti, l’ultima occasione fu un Corripuglia nel 2012, se non erro, organizzato per ricordare Antonio Andriani e Mimmo Caliandro, poi più nulla, fino ad oggi.

Location tutta in periferia, lo spettacolare centro cittadino non è per nulla toccato dalla manifestazione, anche per non creare troppi disagi alla popolazione locale, dopo la manifestazione ciclistica della mattinata.

Quartier generale fissato nei pressi della Chiesa San Lorenzo Martire su Viale Abbadessa nel quartier San Lorenzo: larghi gli spazi per parcheggiare, veloce il ritiro di pettorali e pacchi gara (5 euro il costo dell’iscrizione con consegna di maglia tecnica celebrativa della quale è possibile anche scegliere la taglia), due bagni chimici per i 345 iscritti, insomma non manca nulla.

Anzi, qualcosa manca : un bar aperto dove prendere un caffè come mi sottolineano gli amici della Gymnasium San Pancrazio. In compenso, tante ,troppe le zanzare che provvederanno a farci un prelievo di sangue regolare, consiglio all’Amministrazione cittadina di provvedere alla disinfestazione della zona.

A presentare la manifestazione Antonio Tau, validissimo speaker del “leccese”, preciso, opportuno, continuo, insomma da lodare senz’altro.

Il percorso è costituito da due giri di 4,5 chilometri, non perfettamente identici, con partenza dal viale alberato laterale e via su strade urbane ed extraurbane, tutte larghe e pianeggianti, senza alcun problema di traffico, con regolare segnalazione dei chilometri, frecce direzionali sull’asfalto, ristoro a metà percorso, auto e bici a fare da apripista e da fine gara.

L’unico vero problema è il caldo, la Puglia continua per fortuna ad avere belle giornate, ma i raggi del sole picchiano sulla testa degli atleti, costretti per forza a perdere qualcosa correndo a queste temperature. Troppo flebile il vento per portare giovamento.

Agli atleti Fidal si aggiungono un buon numero di atleti liberi, saranno impegnati nella “Corri nel Quartiere San Lorenzo”, un unico giro sulla distanza di 4,5 km, con arrivo totalmente differenziato dai competitivi, che evita ogni forma di problema a giudici e… fotografi.

La CorrifFrancavilla  è valida come 9^ tappa del Circuito provinciale brindisino di corsa su strada “Sulle Vie di Brento 2018” e come campionato individuale provinciale con consegna di maglia di campione ai vincitori di ciascuna categoria di età.

Alle 16,45, puntuale , l’invito da parte dei zelanti Giudici del Gruppo di Brindisi, di schierarsi in zona partenza; nelle retrovie ci sono i liberi che, educatamente, rispettano la disposizione.

Prima del via la consegna di una maglia rievocativa a Pietro Argentiero - il presidente della società organizzatrice - da parte del Sindaco, Antonello Denuzzo, sindaco che ottimamente partecipa alla non competitiva, complimenti davvero, ma lo vogliamo tesserato a breve nel Team!

Intanto, schierati gli atleti, dopo il sempre toccante Inno di Mameli, ecco il via con lo sparo di tanti coriandoli sugli atleti.

Prima del via, il favorito d’obbligo era il locale Antonio Redi, ottimo atleta e ottima persona, allenato dal  validissimo professor Pietro Sternativo: Antonio , in mattinata aveva persino rinunciato alla gara organizzata a Palo dalla società per la quale è tesserato pur di correre in casa. Possibile outsider il buon Petarra, ma Andrea non è ancora al massimo della condizione…

Al femminile, assente la favorita Marta Alò, due i nomi per la vittoria: Madaghiele e Verri, non si scappa!

E, in effetti, già il passaggio dopo circa un chilometro, vede in testa Redi, con buon margine su Petarra, a sua volta inseguito da Conte; al femminile, Madaghiele precede di un passo Verri.

Colpisce in fondo al plotone, il gruppo tutto unico e compatto della MY Domo di San Pietro Vernotico, davanti lo striscione a ricordare che: “Correrai sempre con noi, Cesare”. Già il povero Cesare Litti, una vita da massaggiatore di squadre di calcio, valido podista, uomo buono che ci ha lasciati a soli 51 anni qualche giorno fa. Onore a Cesare!

Tutto pronto intanto in zona arrivo, i giudici hanno allestito imbuti per rilevare i numeri di pettorali, unitamente al rilevamento elettronico degli arrivi mediante chip con gli addetti di Icron - Tempogara in piena azione: all‘arrivo degli atleti scopriremo che i pettorali in carta si sono letteralmente disintegrati, i Giudici soni disoccupati, ci si affida al solo chip.

La sirena della moto dei locali Vigili che fa da apripista, poi le bici ed ecco apparire la canotta gialla della Dynamyk Palo del Colle indossata da Antonio Redi che sfata il mito di “nemo profeta in patria” e va a vincere in casa in 29:31. Soddisfazione per Antonio, sempre sobrio e misurato anche nell’esultanza, 6° di categoria una settimana fa ad Alberobello ai Campionati Italiani master.

Dietro di lui, a completare il podio, due ottimi rappresentanti della Apuliaathletica di San Pancrazio Salentino, il team presieduto da Vincenzo Daggiano: il fascinoso Andrea Petarra è secondo in 32:05, seguito dal grintoso Mario Conte, terzo in 33:30.

Al quarto posto il caro, carissimo Alessandro Belotti, l’atleta di Palagiano tesserato per la Purosangue Athletics Club Roma, in 33:42: un piacere rivederlo molto più in forma di come l’avevo lasciato! Bravissimo anche il quinto arrivato, Luca Carbotta (Atletica Avis Mesagne) in 34:03, a precedere il capace Luigi Candelise (Atletica Amatori Brindisi), sesto in 34:06, davanti al “terribile” Paolo Triarico (Apuliathletica S.P.S.),  settimo in 34:15. Applausi dell’intera piazza per l’arrivo dei primi atleti tesserati per la società organizzatrice, due atleti di valore: Giuseppe Colella, ottavo in 34:21, e Giuseppe Tardio, nono in 34:25. L’aitante Paolo Napoletano (Polisport Ciclo Club Fasano), chiude la top ten maschile in 34:30.

Poche parole, tanti fatti, ecco in breve il ritratto di Maria Madaghile (Olimpo Latiano) che si afferma nella gara femminile in 39:42, 57^ assoluta. Seconda piazza per l’ultramaratoneta Viviana Verri (GPDM Lecce) in 40:54, con la grintosa Vincenza Falcetta (Gymnasium San Pancrazio Salentino), terza in 42:18.

Maria Giovanna Turco (Atletica Carovigno), sempre determinata, è quarta in 43:19, sulla decisa Elvira Britannico (Podistica Grottaglie), quinta in 43:53, e sull’infaticabile Liliana Gentile (Body Angel Manduria), sesta in 44:24. Onori alla prima atleta di casa, Maria Pompea Bruno, settima in 44:39, seguita dalla costante Patrizia Prezioso (Atletica Avis Mesagne), ottava in 45:03, e dall’energica Daniela Sava (Atalas San Vito dei Normanni), nona in 45:10. La leggiadra Daniela Pignatelli (Ostuni Runners)chiude il treno delle prime dieci donne in 45:16.

282 i finisher, con arrivi chiusi da Cosimo Giuseppe Epifani (Atletica Latiano) in 1:07:39 e da Rita Poerio (Atletica Amatori Brindisi) in 1:14:56. Complimenti ad entrambi per la determinazione!

Il ristoro finale consegna agli atleti acqua, the, cornetto e frutta, utili per ritrovare forze ed energie.

In attesa dell’inizio della cerimonia di premiazione, ho il piacere di rivedere Francesco Caliandro: dopo due interventi al tendine di Achille, sembra che il suo calvario stia volgendo al termine e che presto potremo rivederlo in gara: per me tanto piacere e un sincero augurio di ogni bene!

Intanto, si può cominciare con le premiazioni, che avviene alla presenza del presidente provinciale della Fidal Brindisi, Giancosimo Pagliara: si parte dai due podi, con gli atleti che ritirano trofeo, orologio e bottiglia di olio.

A seguire le premiazioni di ciascuna categoria, i primi cinque fino alla SM55 e alla SF50, i primi tre per le restanti, con consegna di bottiglie di olio e simpatiche statuette-trofei.

Ricordo che i primi di ciascuna categoria hanno ritirato la maglia di campione provinciale.

Ultimo atto il riconoscimento per le prime tre società per numero complessivo di arrivati: vince la Ostuni Runners su Polisport Ciclo Club Fasano e Atletica Carovigno.

I saluti del presidente Piero e di speaker Antonio concludono definitivamente la manifestazione, nella speranza di non dover aspettare altri sei anni per la prossima edizione!

Organizzazione valida, tutto ha funzionato, non si sono registrati problemi, forse un “salto” nel centro di Francavilla avrebbe ancor di più abbellito la manifestazione, ma intanto va bene così!      

I Campioni provinciali:

AM – Antonio Bianco (Atletica Avis Mesagne)

JM – Orlando Rossetti (Apuliathletica San Pancrazio Salentino)

SM – Andrea Petarra (Apuliathletica San Pancrazio Salentino)

SM35 – Mario Conte  (Apuliathletica San Pancrazio Salentino)

SM40 – Luigi Candelise (Amatori Atletica Brindisi)

SM45 – Giuseppe Tardio (Team Francavilla)

SM50 -  Cosimo Salonna (Runners San Michele Salentino)

SM55 – Lorenzo Elia (Atletica Ceglie Messapica)

SM60 – Giuseppe Oliva (Atletica Ceglie Messapica)

SM65 – Ernesto Diana (Folgore Brindisi)

SM70 – Renato Internò (Folgore Brindisi)

SM80 – Stefano L’Abbate (Polisport Ciclo Club Fasano)

SF – Daniela Pignatelli (Ostuni Runners)

SF35 – Maria Giovanna Turco (Atletica Carovigno)

SF40 – Angela Locorotondo (Atletica Carovigno)

SF45 – Maria Madaghiele (Olimpo Latiano)

SF50 – Vincenza Falcetta (Gymnasium San Pancrazio Salentino)

SF55 – Daniela Sava (Atalas San Vito dei Normanni)

SF65 – Rita Poerio (Atletica Amatori Brindisi)

 

Martedì, 11 Settembre 2018 22:53

Palo del Colle (BA) - 4^ StraDynamyka

9 Settembre - Ad una settimana dal successo di Alberobello, dove si è classificata al secondo posto tra le società master italiane sulla distanza della 10 chilometri, la Dynamyk Fitness di Palo del Colle ha potuto festeggiare “in casa” con l’organizzazione della quarta edizione della StraDynamyka”, gare regionale valevole come 13^ prova del Campionato regionale “Corripuglia”.

Quanto mai gradita è così risultata la presenza del Presidente Regionale Fidal, Giacomo Leone, l’ultimo vincitore italiano della New York City Marathon, giunto di buonora e andato via tra gli ultimi, che ha osservato dal vivo tutte le fasi della manifestazione, premiando anche buona parte dei meritevoli.

Manifestazione che, come da tradizione, si è sviluppata positivamente, ottenendo il gradimento dei partecipanti; l’occhio critico del sottoscritto ha registrato alcuni disfunzioni in fase di partenza ed arrivo, che analizzeremo di seguito.

Lasciata la propria vettura nei tanti comodi spazi per parcheggiare, a cominciare dal vastissimo Piazzale Lenoci, lo svolgimento delle pratiche burocratiche e la distribuzione dei pacchi gara sono avvenite su Corso Vittorio Emanuele, in maniera rapida e concreta. Iscrizione fissata a 7 euro, tariffa Corripuglia, per un premio di partecipazione ricco di prodotti alimentari, anche se qualcuno è rimasto male nel non trovare la maglia tecnica, che ha premiato viceversa i tanti liberi iscritti, forse per incentivarli alla pratica podistica.

Pettorale e chip unico per l’intero campionato sono già in dotazione per ciascun atleta, anche se in tanti si sono presentati senza il pettorale, costringendo giudici e segreteria agli straordinari, anche magnanimi nell’evitare di addebitare i costi del pettorale “di giornata”.

A disposizione degli atleti due bagni chimici, troppo pochi ma per fortuna integrati da due strutture pubbliche nei pressi del quartier generale e in spazi verdi non troppo distanti.

Giornata calda, un leggero venticello mitiga leggermente la potenza del sole, che continua a dominare le giornate pugliesi.

A presentare la manifestazione Paolo Liuzzi che, dopo le fatiche del Campionato Italiano, tornato in formato“single”, ha gestito al meglio tutte le fasi della gara, sempre gradito al popolo podista di Puglia.

Leggermente modificato il percorso, devo dire in meglio, con partenza arretrata di circa trecento metri, sempre su Corso Vittorio Emanuele, ma dove la sede stradale è più ampia, solito giro tecnico con diversi saliscendi in tutta Palo, per morfologia mai piatta e banale, fino alla conclusione che ha previsto la salita tangendo il Campanile, che ha permesso splendidi duelli e ulteriore fatica prima di presentarsi sul Viale di arrivo e tagliare il traguardo.

Presentato di 9500 metri, i più patiti di misure e gps  mi hanno parlato di 9300 metri, sperando sempre che queste differenze non dipendano da eventuali tagli in curva e sui marciapiedi, antipatici e antisportivi.

Tornando alla partenza, che si è svolta al limite della regolarità, venendo a mancare la zona pole per i più veloci e prestanti - con il pettorale contrassegnato da speciale bollino, individuati preventivamente dalla Commissione Master della Fidal Puglia -, con i concorrenti tutti ammassati nelle prime fila, senza preoccuparsi di ritmi ed andature e conseguente “ruberia” di una cinquantina di metri oltre la linea di avvio, con lo spettacolo dell’unica auto lasciata in divieto di sosta rimossa dal carro attrezzi in diretta, l’inno d’Italia a riportarci al giusto patriottismo, e il colpo di pistola che libera gli atleti.

Spostamento rapido in Piazza Santa Croce per il primo passaggio, il rischio dell’errore di percorso per lo sbaglio dell’auto apripista che svolta a sinistra, mentre per fortuna le bici e Minerva – palese doc – proseguono diritto, in direzione esatta, salvando la gara.

Gara che vive sul duello tra Selvarolo e il suddetto Minerva, due campioni italiani (Juniores e SM40), possibili padre e figlio per età, il primo 19enne, il secondo 40enne, che hanno scaturito l’interesse del pubblico sin dai primi metri, inizialmente anche in compagnia di Gaeta. Al femminile, l’incerto pronostico si  indirizza subito a favore di Riti, passata per prima in testa, anche se Zaccheo e Amatulli seguono da molto vicino. 

Tracciato blindato al traffico, con precise indicazioni chilometriche, addetti a sorvegliare, ristoro con bottigliette d’acqua a metà distanza, tutto insomma ben controllato.

918 gli iscritti Fidal, un centinaio abbondante i “liberi”, tra cui l’ex sindaco, Domenico Conte.      

Da ricordare che la manifestazione era valida come 2° Memorial Vito Prezioso e Nino Danisi, due giovani protagonisti, troppo presto scomparsi: in nome di Vito Prezioso la presenza degli amici di Monte Sant’Angelo, i Montanari Doc, guidati dal presidente Raffaele Rinaldi, che hanno rinnovato il gemellaggio con gli amici della Dynamyk.

Intanto, tutto pronto sulla linea del traguardo, con la trepida attesa del vincitore: ecco sbucare la canotta arancione della Barile Flower Terlizzi, il vincitore è Pasquale Selvarolo, classe 1999, di Andria, campione italiano juniores una settimana fa ad Alberobello, ragazzo dalle indubbie capacità, ben allenato da Giovanni De Rocco, che si afferma in 29:43, mantenendo sempre la sua naturale sobrietà.

Secondo posto per il palese doc, Francesco Minerva, tesserato e capitano della Montedoro Noci, in 30:10; Francesco, sempre sportivissimo,  si complimenta con il giovane Pasquale e si lancia - in proiezione futura - verso la mezza di Trento, che distribuirà i titoli italiani sulla mezza, una doppietta dopo la 10 di Alberobello non sarebbe male!

Terzo gradino del podio per Nicola Mastrodonato (Pedone Riccardi Bisceglie) in 31:40: superato un periodo di problemi fisici, il buon Nicola, sempre concreto, lascia solo parlare i fatti.

Dal foggiano, ma a difendere la maglia della Montedoro, il bravo Matteo Mimma è quarto in 31:51, a precedere il buon Rosario Livatino (Athletic Academy Bari), che speriamo di rivedere presto al massimo, quinto in 32:01, a sua volta seguito dal capace Stefano Todisco (Atl. San Giovanni Bosco Palagianello), una sicurezza su tutte le distanze, sesto in 32:08. Settimo posto per il primo atleta della società organizzatrice: il capitano Mimmo Tedone in 32:15, a precedere il compagno di squadra, l’eterno Angelo Pazienza, ottavo in 32:15, e il rientrante al podismo, dopo un breve ritorno al ciclismo, il caro Giuliano Gaeta (Montedoro Noci), che deve solo allenarsi con continuità e gestirsi meglio, nono in 32:51. Decimo posto per un volto nuovo, Alessandro Cazzolla (Bitonto Runners), in 33:14, che ho visto correre bene e senza eccessivo sforzo, ne sentiremo parlare.

“Fino alla fine”, Francesca Riti (Montedoro Noci), fa suo questo motto e chiude in testa, vincente, in 38:50; applausi sinceri per questa semplice, brava e bella ragazza! Ottima Marie France Zaccheo (Atletica Amatori Corato), che conquista la piazza d’onore in 39:10, con la reattiva Mariantonietta Amatulli (Montedoro Noci), terza in 39:49, a completare il podio.

La grinta di Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto) in quarta posizione in 39:58, a precedere la sempre brava Marisa Russo (Marathon Massafra), quinta in 40:23, e la sempre più brava Nicoletta Ferrante (Atletica Talsano), sesta in 40:50. “Rock e corsa” per il settimo posto di Alessia Santonastaso (Free Runners Molfetta), in 41:45, davanti alla combattiva Silvia Acquaviva (Martina Franca Running), ottava in 41:45, e alla prima donna “organizzatrice”, Marilena Brudaglio, nona in 41:51. Chiude la lista della prime donne, la  concreta Tiziana Lamacchia (La Pietra Modugno) in 41:58.

858 i finisher, chiudono le rispettive graduatorie Giovanni Bruno (Atletica Adelfia), in 1:21:48, e Antonella Stani (Ikkos Atleti Taranto), in 1:25:53, un plauso alla loro forza d’animo e impegno.

Ristoro con gelato, acqua e integratore (almeno per i primi quest’ultimo) e una lattina di una bibita energetica …

Per una attimo riprendo la questione della zona arrivi, al principio accennata, ribadendo – come per le precedenti edizioni – che lo stessa deve essere blindata a mezzi, spettatori, parenti e atleti che tornano indietro sul percorso; parimenti dovrà essere anticipata l’uscita dei liberi che, bloccati a pochi metri dal traguardo e senza preventivo avviso, hanno messo in difficoltà il giudice proposto, gli altri atleti che hanno rischiato cadute e tamponamenti, oltre ai fotografi…

In attesa dell’inizio della cerimonia di premiazione (ritardata anche per incredibili presenze nelle graduatorie subito affisse, con atleti  tra i primi giunti in realtà molto dietro, per fortuna poi sistemati), la possibilità di assaggiare un gustoso “pezzo” della crostata fatta da Floriana Piarulli, in compagnia di Francesco Saccente, il runner-scrittore-cameraman, che ha ripreso in moto tutte le fasi della gara.

Sempre toccante il momento dello scambio di doni tra Dynamyk e Montanari doc, a suggellare il loro gemellaggio: Raffaele Rinaldi regala anche due splendide stele riportanti l’effigie di San Michele Arcangelo che andranno ai due vincitori.

E, in effetti, pochi istanti dopo, ecco Pasquale Selvarolo e Francesca Riti, riempiti di premi (tra cui la stele), davvero tanti, ma meritati, perché nello sport giustamente si celebra ancora chi vince, chi merita, il più bravo.

A seguire ricchi premi alimentari e tecnici di varia entità secondo la posizione in graduatoria per i primi cinque di ciascuna categoria sino ai 60, i primi tre della restanti. Tra loro, lasciatemi ricordare Nicola Bove (Tommaso Assi Trani), finalmente tornato alla gare e tornato a vincere dopo il malore di marzo a Putignano.

Ultimo atto ufficiale la premiazione delle prime cinque società per numero complessivo di arrivati: vince la Bitonto Sportiva su, nell’ordine Montedoro Noci, Assi Trani, Nadir on the road Putignano e Amatori Putignano.

E’ conclusa la manifestazione, ora parte la seconda parte, quella dei bilanci e dello smontaggio, dei ripristino di Palo alla sua veste tradizionale.

Manifestazione da promuovere, solo piccoli accorgimenti e potrà meritare elogi incondizionati, intanto un bravo a Saccente, Trentadue e tutti i soci della Dynamyk per i risultati in gara e fuori. E, speriamo, che quella vocina che mi ha detto che la quarta sia stata l’ultima edizione di questa manifestazione, abbia raccontato il falso: Palo, terra di podisti e marciatori, merita senz’altro una manifestazione importante.         

P.S.: rivedendo le foto degli arrivi, scopro che in realtà il 10° uomo in classifica è l'instancabile Giuseppe Mele (Dynamyk Palo del Colle), erroneamente classificato 12° nelle classifiche ufficiali...     

  

Sabato, 08 Settembre 2018 22:03

Mondiali 100km: Calcaterra 7°, Italia sesta

8 Settembre - Calcaterra settimo e sesto posto di squadra, questo il bilancio rapido della spedizione della Nazionale Italiana ai Campionati Mondiali della 100 km che si sono disputati oggi a Sveti Martin na Muri, in Croazia.

"Re Giorgio" (Calcaterra Sport), tre volte iridato, nonostante una grande rimonta nella parte finale e conseguente volata per il quinto posto, chiude in settima posizione – come due anni fa - in 6h42:35, primo degli europei.

Campione mondiale è di nuovo il giapponese Hideaki Yamauchi in 6h28:05 davanti al connazionale Takehiko Gyoba, secondo in 6h32:51, e al sudafricano Bongmusa Mthembu (6h33:47). Quarto l’altro giapponese Koji Hayasaka (6h36:05), quinto lo statunitense Geoff Burns  (6h42:30), sesto ancora un altro nipponico Nao Kazami (6h42.30).

Queste le parole di Calcaterra sulla sua pagina Facebook: “Una gara impegnativa, dove ci ho messo tutto il cuore e tutto l'impegno. Sapevo di non poter stare sul podio, ma ho comunque dato tutto fino all'ultimo. Ho fatto una volata di un km che ho perso e che mi ha lasciato il segno, ma sono contento perché posso dire di aver dato tutto. Certo per andare a fare l'antidoping mi hanno dovuto sorreggere, e questo è stato imbarazzante. Ma era giusto provarci. Sesto posto per l'Italia, grazie ai miei compagni di squadra che non hanno mollato mai. Herman e Francesco Lupo sono stati bravissimi. Ottimi anche Andrea Zambelli che nonostante le difficoltà non ha mollato e Matteo Lucchese si è dovuto fermare, ma ho visto come stava e non mi sento di dire che ha sbagliato. W l'Italia, un onore poter correre con i nostri colori”.

Hermann Achmuller (Laufclub Pustertal), sempre regolare, è 27° in  7h10:55; il debuttante Francesco Lupo (Atl. Imola Sacmi Avis) è 48° in 7h38:21, rallentato nel finale da crampi; Andra Zambelli (Pol. Scandianese), non al meglio della condizione, è 67° in 8h08:11. Costretto al ritiro  per problemi gastrointestinali   Matteo Lucchese (Atl. Avis Castel San Pietro).

Tra il team successo per il  Giappone (19h37:01) su Sudafrica (20h33:49), Germania (21h02:12), Stati Uniti (21h05:41) , Spagna (21h06:49) e Italia (21h31:51).

Tra le donne vittoria per la croata Nikolina Sustic (7h20:34) sulla tedesca Nele Alder-Baerens (7h22:41) e sulla giapponese Mai Fujisawa (7h39:07), seguita da altre tre nipponiche.

Nella classifica per nazioni, trionfo anche al femminile per il Giappone (23h03:50), su Sudafrica (23h56:44) e Croazia (24h13:57). Assenti le azzurre.

31 agosto- 2 settembre - Il francese Xavier Thévenard e la nostra Francesca Canepa sono i vincitori della sedicesima edizione dell’Ultra Trail du Mont Blanc, il più noto evento di trail running al mondo, pari a quello che è New York tra le maratone, partito alle 18 di venerdì 31 agosto da Chamonix: 170 chilometri (10.000 metri D+) attorno alla cornice del Monte Bianco attraverso Francia, Italia e Svizzera, per tornare e terminare a Chamonix.

Francesca Canepa è la prima atleta italiana a cogliere il successo in questa manifestazione, rimontando progressivamente tutte le altre partecipanti: 26h03’48” il suo crono. Decisivo anche il maltempo, con temperature fino a -10° nei tratti più alti, con le rivali che hanno rallentato o si sono addirittura ritirate, come la svedese Mimmi Kotka – che ha decelerato decisamente al Les Contamines -; come la statunitense Magdalena Boulet - che si è fermata al Lac Combal - e la francese Caroline Chaverot, che si è dovuta ritirare per ipotermia al Col Grand Ferret. Ha resistito invece a lungo l’altra italiana, Katia Fori, ma, quando si sentiva profumo di doppia medaglia, ha dovuto rallentare sull’ultima salita di La Flégère, chiudendo comunque con un brillante quinto posto in 26h40’43”.
Argento per la spagnola Uxue Fraile Azpeitia in 26h08'07", bronzo per la francese Jocelyne Pauly in 26h15'11".

La Canepa, giunta al traguardo dando la mano ai due figli, ha dichiarato: “Questo è forse il più bel giorno della mia carriera atletica. Non avevo programmato certo di vincere. La mia strategia era quella di essere paziente, anche se è molto difficile da mettere in pratica una volta partiti. A Les Contamines non ero probabilmente nemmeno al ventesimo posto nella classifica femminile. Ho voluto risparmiare energie, correndo al mio ritmo, per provare a usarle nel finale di gara. È fin troppo facile farsi prendere dall’euforia generale della gara, dalle emozioni e rovinare tutto. Sono riuscita a mantenere la calma, correndo senza mai preoccuparmi troppo della classifica, e alla fine la mia strategia ha funzionato.”

Tra gli uomini, terzo successo per il transalpino Xavier Thévenard in 20h44’16”, che, gestita la prima parte di gara, ha rimontato man mano tutti gli avversari, compresi il romeno Robert Hajnal, che ottiene uno storico secondo posto in 21h31’37”, e lo spagnolo Jordi Gamito, terzo in 21h57’01”.  Thévenard raggiunge così François d'Haene e Kilian Jornet al primo posto per numero di vittorie nella manifestazione.
Settimo Stefano Ruzza in 23h02’19”, in piena rimonta finale; ritirati Jim Walmsley (USA) – partito troppo forte; Kilian Jornet (ESP) – punto da una vespa tre ore prima della partenza e fermatosi al Gran Ferret; Luis Alberto Hernando (ESP); Sylvain Corte (FRA); Ryan Sandes (RSA); Alex Nichols (USA); Tim Tollefson (USA); Benoît Cori (FRA); Michel Lanne (FRA); Zach Miller (USA), a lungo compagno di fuga del vincitore, ma entrato in crisi alla terribile salita di Bovine, dopo Champex-Lac, fino a fermarsi a sua volta.

Queste le prime parole del vincitore: “Bisogna restare umili davanti a questo genere di corsa, altrimenti la montagna può rapidamente riportarvi con i piedi per terra”.

1778 i finisher, 783 i ritirati.

Nella CCC - Courmayeur-Champex-Chamonix (100km - 5.950 D+) - si è imposto il gallese Tom Evans in 10h44’32”, rimontando il cinese Min Qi, che era stato in testa per 90 km, per finire secondo in 10h50’57”; terzo lo spagnolo Pau Capell in 10h52’26”, che ha rimontato e superato il nostro Marco De Gasperi, finito quarto in 11h21’15”.

Al femminile, la conferma della crescita della Cina anche nelle ultra: vince, infatti, Miao Yao in 11h57’46”, dominando sin dai primi chilometri; seconda la statunitense Katie Schide in 12h28’42”, terza la svedese Ida Nilsson in 12h41’37”. Decima Cecilia Flori in 14h56’56”.

1622 i finisher, 525 i ritirati.

Nella TDS - Sur les Traces des Ducs de Savoie (120km - 7.250 D+) - ha vinto il polacco Marcin Swierc in 13h24’00” sullo statunitense Dylan Bowman (13h25’02”) e sul russo Dmitry Mityaev (13h25’43”). La francese Audrey Tanguy è la prima donna in 16h05’22”, davanti alla statunitense Rory Bosio, seconda in 16h19’36”, e alla connazionale Caroline Benoit, terza in 17h18’02”. Sesta Sonia Locatelli in 18h56’08”.

1329 i finisher, 470 i ritiri.

Nell’ OCC - Orsières - Champex – Chamonix – (53 km - 3.300 D+), successo ancora a un cinese, Erenjia Jia in 5h28’44 sullo spagnolo Santiago Mezquita, secondo in 5h34’11”, e sul francese Kevin Vermeulen, terzo in 5h35’54”. Decimo Davide Cheraz in 5h48’05”.  Tra le donne vince la neozelandese Ruth Charlotte Croft in 5h53’09” sulle spagnole Eli Gordon Rodriguez, seconda in 6h00’40”, e Monica Vives Vila, terza in 6h40’30”.

1478 i finisher, 94 i ritiri.   

Infine, nella PTL - Petite Trotte a Leon (300 km circa e 24.000 D+), a squadre, successo dei francesi de Les Beaufortains (Sebastien Gerard Thierry Bochet)  in 100h00+24” sui connazionali Les Frangins (Lionel e Damien Trivel), secondi in 104h23’40”, e Vic et JP (Victor Richiard e Jean Paul Tavernier), terzi in 127h06’25”.

48 i finisher, 63 i ritiri.

 

 

 

 

  

1 Settembre - I mille timori della vigilia sono positivamente svaniti al termine dell’intensa giornata di gare che ad Alberobello, in provincia di Bari, ha consegnato i titoli nazionali di corsa su strada di 10 km ad allievi, allieve (6km), juniores, promesse, seniores e master di tutte le categorie, maschili e femminili.  

Alberobello, la patria dei Trulli, già unica ed affascinante di suo, patrimonio dell’Unesco, è apparsa ancor più bella tutta avvolta di tricolore, il verdebiancorosso della nostra bandiera, per accogliere al meglio i podisti qui convenuti dall’intera penisola.

1774 gli iscritti, 1400 uomini e 374 donne, la stragrande maggioranza pugliese, peccato per gli assenti che avrebbero potuto visitare una città stupenda e magari trascorrere qualche giorno al caldo del sole pugliese.

Ad organizzare l’Alberobello Running, chiaramente sotto la guida della Federazione di Atletica Nazionale e l’ampia collaborazione del Comitato Regionale Pugliese della stessa Federazione.

Presenti, infatti, come rappresentante federale, il consigliere nazionale Gerardo Vaiani Lisi; come delegato tecnico il Giudice Sara Allegretta; il presidente della Fidal Puglia, Giacomo Leone; il responsabile del mezzofondo pugliese Ottavio Andriani; colui che nello scorso gennaio decise il percorso, Stefano Baldini, ora dimissionario dalla Federazione; diversi rappresentanti del Comitato Pugliese, a cominciare dal vicepresidente Antonio Petino.     

A rappresentare la città di Alberobello, il sindaco Michele Maria Longo, e l’assessore allo sport, Antonella Ivone; poi, l’addetto stampa Patrizia Nettis, e chiaramente tutti gli indaffaratissimi, ma sempre allegri e sorridenti soci della società organizzatrice, ad iniziare con il presidente Gigi Giliberti per finire con il maresciallo Carlo Tritto.

Organizzazione che mi è sembrata curata nei minimi particolari, a cominciare dalla precisa e rapida consegna di pettorali con annesso chip e pacchi gara (12 € il costo dell’iscrizione full optional, con maglia tecnica, il servizio fotografico gratuito e il ricco pasta party finale; era possibile anche iscriversi a 6€ senza alcun servizio aggiuntivo), dall’imponente schiera di bagni chimici, al percorso interamente transennato e chiuso al traffico, alla miriade di bottigliette d’acqua consegnate e sempre fresche, mai bollenti.

Ecco, il “bollente” mi porta alla temperatura quasi estiva e all’orario di partenza di alcune serie, in particolare quella degli atleti dalla SM60 in poi che hanno corso alle 15.30: troppo caldo per partire a quell’ora, personalmente avrei fatto correre i “più grandi” nella prima mattinata com’era stabilito nel primo programma orario diffuso, poi successivamente rivoluzionato, per cambiare ancora a due giorni dall’effettuazione delle gare. 

Infatti, nella mattinata - alle ore 10.00 - sono partiti gli Allievi che già hanno patito il caldo, imitati dalle pari età femminili, impegnate alle 10.45 sul loro tracciato di 6 chilometri. Nel pomeriggio, come detto, alle 15.30, i “più grandi”; alle 17.00 tulle le categorie femminili; alle 18.30 i maschietti juniores, promesse, seniores e master fino alla 40; alle 20.00 gli ultimi uomini dalla SM45 alla 55 (la divisione delle ultime due serie maschili è stata decisa in extremis e per fortuna, altrimenti avremmo assistito alla partenza di oltre 1100 atleti tutti contemporaneamente, su un tracciato a circuito e in alcuni punti anche stretto).

La partenza alle ore 20.00 – seppure anticipata di 10 minuti abbondanti - oltre a mettere in crisi i Giudici per rilevare i numeri di pettorale (ecco l’unica critica agli organizzatori, i pettorali devono essere più visibili) e i fotografi, ha portato allo slittamento dell’orario di inizio della cerimonia di premiazione, sostanzialmente terminata quasi a mezzanotte…

A presentare l’intera manifestazione, i due speaker della strada di Puglia, Michele Cuoco e Paolo Liuzzi: non se la sono certamente cavata male, alternandosi fattivamente, solo durante le premiazioni – tra stanchezza, nomi di stranieri e una certa confusione – hanno un po’ subito l’andamento caotico delle stesse.

Rilevazione elettronica gestita da Icron Tempogara, per redigere le classifiche sotto il controllo del Gruppo Giudici Gare di Bari. 

Tracciato tecnico, con numerosi saliscendi e cambi di pendenza, più adatto agli assoluti che ai master, che comunque si sono impegnati, magari ammirando maggiormente le bellezze di Alberobello.

La prima serie, riservata agli allievi, ha visto il successo di Francesco Guerra (Rcf Roma Sud), al quarto titolo italiano stagionale, in 33:11 precedendo nettamente Alain Cavagna (Atl. Valle Brembana), secondo in 34:27, e Riccardo Pigheddu (Fiamme Gialle Simoni), terzo in 35:59. 23 i finisher.

La seconda serie, riservata alle allieve, l’unica più corta, di 6 chilometri, ha registrato il successo di Martina Cornia (La Fratellanza 1874 Modena), in 21:25, che ha preceduto la campionessa uscente Elisa Ducoli (Freezone), seconda in 22:39, e Gloria Badii (Toscana Atl. Empoli) in 22:59, che allo sprint ha battuto Lucrezia Adamo (Studentesca Rieti Milardi), quarta in 23:00.  Quinta Aurora Bado (Atl. Arcobaleno Savona) in 23:03, figlia d’arte di papà Corrado e di Ornella Ferrara, entrambi presenti. 14 le atlete giunte al traguardo.

Il pomeriggio comincia con la serie dei più grandi, qualcuno l’ha definita la serie INPS, nel tentativo di liberarsi di qualche pensione: per fortuna, tranne qualche rapido svenimento causa disidratazione, tutto è finito al meglio, senza eccessivi problemi. Vittoria per Andrea Maresca (Montemiletto Team Runners) – Campione Italiano SM60 - che s’impone in 39:43 superando nel finale Michele Gallo (Montedoro Noci) – Campione Italiano SM65, secondo in 39:55, e il pari categoria Giuseppe Lagrasta (Pedone Riccardi Bisceglie), terzo in 39:58. Carlo Visani (Atletica 85 Faenza), quarto in 40:44 completa il podio SM60; Adolfo Accalai (Avis Castel S.Pietro), quinto, è secondo SM65 in 41:05, con Pasquale Iezzi (ASA Ascoli Piceno), terzo in 42:41. Campione Italiano SM70 è Pierino Barbonetti (Runners Chieti) in 42:08, secondo Luciano Faraguna (Atl. Paratico) in 45:37, terzo Antonio Zanco (Abacus Villa Baldassarri), in 46:27. Campione Italiano SM75 è Tommaso Valente (Gioia Running) in 54:17 sul compagno di squadra Giovanni Ronco, secondo in 55:04, e Pasquale De Vita (Atletica 85 Faenza), terzo in 55:06. Campione Italiano SM80 è Andrea De Toma (Dynamyk Fitness Palo del Colle) in 58:01 su Nino Menghi ((Atl. Mameli Ravenna), secondo in 1:01:50, e Vitantonio Lippolis (Montedoro Noci), terzo in 1:08:53. Campione italiano SM85 è – unico partecipante -  è Domenico Memoria (Tocco Runner) in 1:07:03; campione italiano SM90 è – unico partecipante -  l’uomo di casa, festeggiatissimo, Leonardo Palmisano (Alberobello Running) in 1:48:42.   171 i finisher.

Nella seconda serie pomeridiana in gara “tutte” le donne ed è spettacolo con una scatenata Sara Dossena, rivelatasi bravissima e simpaticissima, sempre disponibile. L’atleta bergamasca, dopo un’iniziale allungo in compagnia della burundese Elvanie Nimbona (Caivano Runners), a metà gara va via solitaria fino ad imporsi in 33.47, davanti all’ugandese Juliet Chekwel (Gs Lammari), seconda in 34:04, che nel finale supera la Nimbona (34:12). Quarta, seconda italiana, Elena Romagnolo (Cus Pro Patria Milano) in 35:01; ottava, terza italiana, campionessa nazionale promesse, Nicole Reina (Cus Pro Patria Milano) in 35:23. Podio promesse completato da Rebecca Lonedo (Atl. Vicentina), seconda in 35:49, e da Ilaria Fantinel (Esercito) in 36:35. Podio juniores che vede sul primo gradino Michela Cesarò (Cus Torino) in 37:26, davanti a Elisa Giuseppetti (Ad Maiora Frascati), seconda in 42:04, e a Lorena Ricchiuto (Us Giovani Atleti Bari), terza in 42:43. Ritirate Sara Brogiato (Aeronautica) e Anna Incerti (Fiamme Azzurre). Master: nella SF35 dietro la Romagnolo, campionessa italiana, è seconda Ilaria Zaccagni (Cus Pro Patria Milano) in 37:52, terza Elena Bertolotti (Atl. Castello) in 38:52. Campionessa italiana SF40 è Palma De Leo (GS Lammari) in 38:34 su Virginia Petrei (Acsi Italia Atletica), seconda in 40:09, e Stefania Scatigna (Salento Is Running), terza in 40:58. Ivana Iozzia (Calcestruzzi Corradini Excelsior) è campionessa italiana SF45 in 36:16 su Claudia Dardini (GS Lammari), seconda in 38:21, e Patrizia Tisi (Atl. Paratico), terza in 39:15. Tra le SF50 vince il titolo Enrica Carrara (Atl. Di Lumezzane) in 38:57 su Nives Carobbio (Atl. Paratico), seconda in 40:44, e Maria Cocchetti (Atl. Paratico), terza in 41:23. Gabriella Stea (Atletica Gallipoli) è campione italiana SF55 in 46:16, su Salve Torri (Atl. Paratico), seconda in 47:34, e Lidia Scenna (Runners Chieti), terza in 47:37. Tra le SF60 maglia tricolore per Antonella Sassi (GS Il Fiorino) in 45:01 su Maria Lorenzoni (Atletica 85 Faenza), seconda in 45:35, e Grazia Toma (Atletica Sciuto), terza in 49:18. Titolo italiano SF65 a Gabriella Martini (Cambiaso Risso Genova) in 54:10, su Chiarina D’Alonzo (Atl. Amatori Osimo), seconda in 57:40, e Rosa Perger (Atl. Paratico), terza in 58:19. Tra le SF70 vince il tricolore Franca Costantini (Pretuzi Runners Teramo) in 55:20 su Eugenia Delbarba (Atl. Paratico), seconda in 1:04:59, e Anna Puia Mirra (GSR Ferrero), terza in 1:12:28. Infine, si laurea campionessa italiana SF75 Palmira Saracino (Grecia Salentina Martano) in 1:21:09 su Ofelia Mariani (Runners Chieti), seconda in 1:24:19. 328 le arrivate.

La terza serie, molto spettacolare e che ha letteralmente incantato il folto pubblico presente, con in gara i più giovani alteti maschili fino alla SM40, ha visto la vittoria del burundese Onesphore Nzikwinkunda (Atl. Casone Noceto) in 28:55 sul compagno di squadra, Ishmael Chelanga, secondo in 28:57 e su Jean Marie Vianney Niyomukiza (Caivano Runners), terzo in 28:59. Primo degli italiani, campione nazionale, sesto in 29:45, Marco Salami (Esercito), che nel finale sorpassa Ahmed El Mazoury (Atl. Casone Noceto), ottavo in 29:57 e Marouan Razine (Esercito), nono in 30:25. 12° Francesco Bona (Aeronautica) in 30:44, 13° Italo Quazzola (Atl. Casone Noceto) in 30:47, 15° Alessio Terrasi (Gp Parco Alpi Apuane) in 30:49. Ritirato Yassine Rachik (Atl. Casone Noceto), fresco bronzo europeo di maratona a Berlino. Titolo italiano promesse (il secondo consecutivo) per Alessandro Giacobazzi (La Fratellanza 1874 Modena) in 30:53 (16° assoluto), su Riccardo Mugnosso (Atl. Vis Nova Giussano) in 30:58, e Ahmed Ouhda (Atl. Casone Noceto), in 31:23. Titolo juniores per il talento di Andria, Pasquale Selvarolo (Barile Flower Terlizzi), in 31:38 sul favorito Ayoub Idam (Cosenza K42), secondo in 31:58, e Amanuel Falci (Cus Torino), terzo in 32:34. Master: campione italiano SM35 è il suddetto Francesco Bona su Mimmo Ricatti (sempre Aeronautica Militare), secondo in 31:47, e Omar Choukri (MDS Panaria Group), terzo in 31:56. Tra gli SM40 è campione italiano Francesco Minerva (Montedoro Noci) in 32:28 su Antonello Landi (Potenza Picena), secondo in 33:01, e Luca Quarta (Action Running Monteroni), terzo in 33:39. 532 gli arrivati.

La quarta serie, l’ultima, riservata alle categorie Master 45, 50 e 55, registra il dominio assoluto di Said Boudalia (Cagliari Marathon Club), che vince serie e titolo italiano SM50 in 31:40; Joachim Nshimirimana (Atl. Casone Noceto), è secondo e campione italiano SM45 in 32:03, su Gabriele Lubrano (Casone Noceto), terzo in 33:35, secondo dei 45, e Gennaro Varrella (International Security), quarto in 33:41, a chiudere il podio dei 45. Mohamed Errami (Casone Noceto) è secondo SM50 in 34:12, su Pasquale Iapicco (Caivano Runners), terzo 50 in 34:24. Infine, tra gli SM55 vince don Franco Torresani (Atl. Paratico) in 35:44 su Ermes Marilungo (Pod. Avis Lattanzi), secondo in 38:25, e Federico Brancatelli (Libertas Lamezia), terzo in 38:46. 545 gli arrivati.

Master: Valevoli come campionati italiani di società sulla distanza, l’ottima Atletica Paratico (Brescia), giunta in massa, si aggiudica entrambi i titoli, maschile e femminile: tra gli uomini s’impone con 1311 punti su Dynamyk Fitness Palo del Colle (1269), Montedoro Noci (1254), Libertas Atletica Lamezia (1048), Daunia Running San Severo (903) e Atletica Tommaso Assi Trani (868); al femminile primeggia (1095) su Atletica 85 Faenza (995), Runners Chieti (983), Tre Casali Lecce (885), Barletta Sportiva (762) e Nadir on the Road Putignano (634).

Ecco i nuovi campioni italiani master:

UOMINI
SM35: Francesco Bona (Aeronautica) 30:44
SM40: Francesco Minerva (Montedoro Noci) 32:28
SM45: Joachim Nshimirimana (Atl. Casone Noceto) 32:03
SM50: Said Boudalia (Cagliari Marathon Club) 31:40 MPI
SM55: Franco Torresani (Atl. Paratico) 35:44
SM60: Andrea Maresca (Montemiletto Team Runners) 39:43
SM65: Michele Gallo (Montedoro Noci) 39:55
SM70: Pierino Barbonetti (Runners Chieti) 42:08
SM75: Tommaso Valente (Gioia Running) 54:17
SM80: Andrea De Toma (Dynamyk Fitness) 58:01
SM85: Domenico Memoria (Tocco Runner) 1h07:03
SM90: Leonardo Palmisano (Alberobello Running) 1h48:42

DONNE
SF35: Elena Romagnolo (Cus Pro Patria Milano) 35:01
SF40: Palma De Leo (Gs Lammari) 38:34
SF45: Ivana Iozzia (Calcestruzzi Corradini Excelsior Rubiera) 36:16
SF50: Enrica Carrara (Atl. Lumezzane) 38:57
SF55: Gabriella Stea (Atl. Gallipoli) 46:16
SF60: Antonella Sassi (Gs Il Fiorino) 45:01
SF65: Gabriella Martini (Cambiaso Risso Running Team Genova) 54:10
SF70: Franca Costantini (Pretuzi Runners Teramo) 55:20
SF75: Palmira Saracino (Grecia Salentina) 1h21:09

Ricco, molto ricco il pasta party finale con orecchiette al sugo, anguria, birra a volontà e non so che altro (impegnato a fotografare…), mentre si svolgevano le premiazioni, inizialmente un po’ farraginose, per poi andare man mano a svilupparsi più celermente, pur concludendosi molto tardi, con consegna di maglia celebrativa per ciascun primo, medaglie e simpatica riproduzione di trulli per tutti i meritevoli da conservare gelosamente.

Campionati italiani conclusi, onestamente mi sento di promuovere l’organizzazione della Alberobello Running (credetemi non è facile…); sul piano tecnico una sola considerazione: Dossena a parte, con la marea nera non ce n’è per nessuno…

26 Agosto - Una bella festa sportiva nell’ambito del Festival del Fico Mandorlato, una tre giorni di eventi nel piccolo ma operativo comune di San Michele Salentino: si è svolta, in serata, la 5^ edizione del Trofeo del Fico Mandorlato, organizzato dalla locale Associazione Polisportiva Dilettantistica Runners.

Anni di ottimo podismo, la “CorriSanMichele” portata sino ai vertici nazionali, poi la crisi, la lenta ripresa, il ritorno di un gruppo deciso, il ritorno di una gara podistica, appunto il Trofeo del Fico mandorlato, a livello provinciale, ma caratterizzato dalla grande ospitalità e dalla solita ottima qualità organizzativa che contraddistingue gli eventi podistici in questa città.

Il presidente Piero Ligorio, il braccio destro Antonio Lodedo, gli storici Cosimo Salonna e il primo Antonio Lodedo, la simpatica Maria Grazia Ciciriello, il veloce Pietro Torroni, tutti a comporre una società semplice, unita e produttiva, come la gestione di questo evento.

Il ritrovo è fissato in Via De Amicis, presso la Villa Comunale: nelle tante strade e stradine attigue si riesce a parcheggiare comodamente, basta stare attenti ai divieti per la corsa e per la festa.

In rapidità presso la sede del locale Comune si ritirano pettorali e pacchi gara: l’iscrizione permette due opzioni, 5 euro la base e un euro in più per ricevere la tradizionale e originale maglia tecnica e un succo di frutta. Inutile dire che tutti optano per la seconda opzione.

A disposizione degli atleti la struttura di bagni pubblici, pulita e fruibile, oltre chiaramente a quelli dei bar e, per gli amanti della natura, ai vicini spazi verdi.

Pomeriggio caldo ma non troppo, anche qui ad appesantire la temperatura è la presenza dell’alto tasso di umidità, per fortuna solo qualche nuvola in cielo, i paventati temporali previsti tra le 19.00 e le 20.00 non ci saranno mai.

A presentare la manifestazione Michele Cuoco, già vestito con la maglia della manifestazione, oggi particolarmente in forma, non tralasciando nessun aspetto, dal sociale al tecnico, dal risultato all’aneddoto.

291 gli iscritti, decisamente un buon numero per il periodo; Quarta e Torroni nel ruolo di favoriti in campo maschile, Ceglia ed Alò in quello femminile.

Avvicinandosi l’orario di partenza previsto per le ore 18,30, gli atleti sono convogliati dietro la linea di via sotto l’arco ben visibile.

Da sottolineare la presenza del Sindaco Giovanni Allegrini, che si gode le fasi preliminari, fino a quando il buon speaker non decide di intervistarlo e di affidargli il compito di starter: il colpo di pistola sparato dal sindaco darà il via alle ostilità.

L’inno di Mameli risveglia il nostro orgoglio patriotico, l’invito di Michele Cuoco ad applaudire per un minuto in ricordo delle vittime di Genova e del Pollino è subito accolto da tutta la piazza, non manca qualche lacrima, ha ragione Michele ad affermare che certe tragedie non possono e non devono accadere più!

Per fortuna c’è l’atletica, c’è il nostro caro podismo a distrarci, la corsa oltre ad essere un ottimo medicinale (preso nelle dosi giuste!) è anche un potente antidepressivo, la corsa ti svaga, ti calma, ti distrae dai problemi.

Tutto pronto, giunge l’ok dal percorso, gli atleti sono correttamente dietro la linea, i più forti avanti, più dietro il resto del gruppo, lo sparo di via e gli atleti invadono subito la Via De Amicis.

Percorso piatto e veloce di circa 8500 metri, tante però le curve e i cambi di direzione che rompono il ritmo, incroci ben presidiati, i ristori con acqua sul percorso, tanti gli addetti, davvero non ci sono problemi per alcuno.

Intanto in testa è inizialmente lotta a tre tra Quarta, Torroni e il giovanissimo Palumbo; tra le donne domina Ceglia, già con un discreto vantaggio su Alò.

Il passaggio all’incirca al sesto chilometro segnala il comando in solitaria di Quarta, Palumbo è secondo, ma Turroni dà l’idea di poterlo riprendere presto. In quarta posizione, prima donna, è Mariangela Ceglia, affiancata da Giuseppe Tardio: Mariangela appare un po’ appesantita nel gesto tecnico, forse tropo carica di lavori, il campionato italiano di Alberobello è oramai prossimo. Segue, staccata, la pur brava Alò, terza - a sua volta staccata - Monfreda.

Oramai si attende solo l’arrivo degli atleti, l’automobile della polizia urbana segnala l’arrivo del vincitore: l’ottimo Luca Quarta (Action Running Monteroni) va meritatamente a cogliere il successo in 28:03, mi sembra stano leggere che Luca è una SM40, sembra ancora un ragazzino!

Come previsto, l’idolo locale, sempre cordialissimo, Pietro Torroni (Runners S. Michele Salentino) ha rimontato ed è secondo in 29:06; terzo posto per il 2001 Andrea Palumbo, che difende i prestigiosi colori dell’Atletica Amatori Cisternino, in 29:25.

L’arrivo congiunto di Ceglia e Tardio, poi Giuseppe guadagna qualche metro di vantaggio, ma da persona garbata quale è, si ferma e lascia la scena a Mariangela Ceglia (Alteratletica Locorotondo) che va a vincere la gara rosa in 31:07: è un piacere rivedere Mariangela vincente, speriamo sia più “sciolta” sabato prossimo ad Alberobello.        

Quarto uomo, dunque, Giuseppe Tardio (Team Francavilla) in 31:08, davanti all’abile Luca Carbotta (Atletica Avis Mesagne), quinto in 31:13, seguito dal bravissimo Paolo Napoletano (Polisport Ciclo Club Fasano), sesto in 31:16, che precede il compagno di team, il valido Giandomenico Ditoma, settino in 31:16. Il grintoso Massimo Palma (Olimpo Latiano) chiude in ottava posizione maschile in 31:29, precedendo il volitivo Giuseppe Colella (Team Francavilla), nono in 31:33, e il generosissimo Fabrizio Delli Noci (Runcard), decimo in 31:43.

Celebrato il trionfo della Ceglia, la piazza d’onore è appannaggio dalla determinata Margherita Alò (Alteratletica Locorotondo), seconda in 33:16, con la coriacea Damy Monfreda (Amatori Atletica Acquaviva), terza in 33:39.

Da applausi la prestazione della sempre più brava Delia Mastrorosa (Atletica Monopoli), in costante miglioramento, in 34:57, con colei che si diverte sulle 10km ma ama le 100, la biondissima Viviana Verri (GPDM Lecce), quinta in 35:47, a precedere la coetanea e tenace Maria Madaghiele (Olimpo Latiano), sesta in 35:54.  Altro esempio di caparbia, Vincenza Falcetta (Gymnasium San Pancrazio Salentino) è settima in 37:42; segue l’energica Maria Giovanna Turco (Atletica Carovigno), ottava in 38:37, a sua volta seguita dalla concreta Angela Vinciguerra (Atletica Monopoli), nona in 38:47. Fascia alla gamba, ma irriducibile, Annalisa Calella (Alteratletica Locorotondo) è decima in 39:29.

263 gli atleti a completare il tracciato: Cosimo Giuseppe Epifani (Atletica Latiano), nonostante la caduta proprio sul tappeto di arrivo, chiude in 59:29; 1:06:41, il tempo della signora Rita Poerio (Atletica Amatori Brindisi), sempre attivissima, che chiude la lista femminile e quella generale.

Da elogiare la gestione della sede di arrivo, la gente è stata tenuta sui marciapiedi o nei pressi; il tappeto regala sempre una particolare emozione, lo speaker non nega la citazione a nessuno, i Giudici svolgono ottimamente il loro ruolo senza diventare troppo protagonisti.

Gentilissimo il personale addetto al ristoro finale: frutta mista, anguria, dolci, acqua, permettono di rimettersi in forze; il bis è possibile per tutti.

Prima dell’inizio della cerimonia di premiazione, la rapida esibizione del tedoforo Vittorio Brandi con la sua fiaccola, accompagnato da tanti ragazzini, a ricordarci le sue performances alle varie edizioni dei Giochi Olimpici.

Ma finalmente, con le graduatorie già affisse da tempo grazie al lavoro certosino dei Giudici e di Felice Prudentino, sull’ampio palco che a breve ospiterà l’esibizione di pizzica, alla presenza del Sindaco Allegrini, dell’assessore alla attività produttive Isabella Ciciriello, del direttore del presidio Slow Food “Fico Mandorlato” Pierangelo Argentieri e del presidente della Fidal Brindisi, Giancosimo Pagliara, si svolgono le premiazioni finali (peccato per le forti luci contrarie che creano problemi alle foto…)

Il trofeo e uno speciale cesto premiano i due vincitori Quarta e Ceglia; a seguire salgono sul podio-palco i primi tre di ciascuna categoria, premiati con pregiati prodotti alimentari a km 0, in originale confezione.

Prima di chiudere definitivamente, la premiazione per le prime tre società per numero complessivo di arrivati: vince la Polisport Ciclo Club, che precede Ostuni Runners ed Atletica Carovigno.

Lo stanco ed arguto speaker Michele può, dopo aver salutato, decretare la fine della manifestazione, sciogliendo le fila.

Lavoro intanto di ripristino e smontaggio per i soci organizzatori, soci che anche quest’anno si sono messi in mostra per le loro capacità, per la realizzazione di un evento davvero all’altezza e per il calore umano che sanno donare a tutti gli ospiti-atleti.

 

 

25 Agosto – Sabato di fine agosto, nell’intera Puglia brevi e violenti temporali si scatenano improvvisi: esente da tutto ciò è San Ferdinando di Puglia, produttivo centro del nord della 6^ provincia regionale, la Barletta-Andria-Trani.

Clima afoso e sole pallido ma penetrante ci accolgono in Piazza della Costituzione, il salotto della città: ad organizzare è la neonata Associazione “Master on the road” (nata dalla scissione con la più antica Atletica, pur rimanendo in ottimi rapporti), presieduta da Giuseppe Marinelli, con Francesco Lopez nelle vesti di responsabile organizzativo e di speaker della manifestazione.

Settima edizione del Trofeo San Ferdinando Re – Corri e Cammina sotto le luminarie”, con percorso modificato rispetto alla scorso anno, sempre 10 chilometri, ma suddivisi in sei giri, il primo velocissimo di 850 metri e poi cinque da 1830 m, che consentono di non creare troppo disagi alla popolazione, di gestire al meglio la sicurezza dei podisti e di creare interesse negli spettatori che vedono i continui passaggi degli atleti.

Qualche problema si verificherà, in corsa, nel superare il gruppo dei camminatori e nel contarsi i giri, male che vada ci sono i Giudici di Foggia e gli addetti di Icron-Tecnologies, Onofrio Quotadamo e l’efficientissimo Francesco, che assicurano l’esatta ripetizione dei passaggi.    

Ritirati rapidamente pettorali, chip e pacchi gara (6 euro la tassa d’iscrizione con pacco gara che contiene un comodo borsello da viaggio, oltre i soliti prodotti alimentari), occorre trovare il coraggio per correre con questa umidità.

A disposizione degli atleti, la struttura pubblica dei bagni: alcune signore mi comunicano la quasi inagibilità per motivi igienici e sono costrette a chiedere ospitalità nei bar; per le prossime edizioni consiglio l’adozione di uno/due bagni chimici.

A nobilitare la gara la presenza di due ottimi atleti come Giovanni Auciello e Francesco Minerva, da tenere d’occhio come possibili sorprese i giovani Furio, Bonavita e Nanula, e i più esperti Miglietti e Loconte.

In campo femminile i favori sono tutti per Raffaella Filannino; purtroppo Mariantonietta Amatulli, pur presente, non è riuscita ad iscriversi nei tempi previsti dal regolamento, oppure avremmo assistito ad una bel duello per la vittoria.

199 gli iscritti Fidal, una cinquantina abbondante i camminatori, gli atleti colorano con il loro riscaldamento  strade e stradine di San Ferdinando, la gente osserva quasi divertita.

Avvicinandosi l’orario di partenza, gli atleti sono invitati a schierarsi dietro la linea di via, mentre al microfono del volitivo speaker Francesco, il locale Sindaco, il dottor Salvatore Puttilli porge il benvenuto e il ringraziamento a tutti i convenuti.

Vicinissimi al momento dello start, la benedizione del locale Parroco permette di ritrovare serenità in attesa dello sparo.

Pochi secondi al via, finalmente il lasciapassare degli addetti sul percorso, il colpo di pistola del Giudice e gli atleti invadono il tracciato.

“Attimi” e rieccoli qui, in testa Auciello e Minerva, a pochi passi Furio, è bello vederli passare tra le varie bancarelle, la gente – ottimamente tenuta dietro le transenne - applaude e commenta; più difficile sarà seguire in seguito la corsa, tra doppiaggi e sorpassi…

Continua, intanto, l’afa a farla da padrone, ogni giro presenta il ristoro con bicchieri d’acqua, non è sempre facile prenderli al volo, persino Auciello è costretto a gridare: “Acqua, acqua”, dopo il passaggio a vuoto.

Con il passare dei giri registriamo il ritiro di Raffaele Nanula, non sta bene e fa bene a fermarsi, quello di Giancarlo Dell’Isola, i pochi allenamenti si sentono; la stragrande maggioranza, tra sofferenze, rallentamenti, sofferenze, procede testarda.  

E’, viceversa, strage di pettorali, cartacei ed adesivi, ma poco resistenti: lo speaker si scusa più volte per l’inconveniente, i Giudici sono persino costretti a saltare i rilevamenti, per fortuna c’è il chip a registrare ciascun passaggio.

Con il crescere dei giri, cresce anche il vantaggio di Giovani Auciello, i campionati italiani di sabato prossimo ad Alberobello si avvicinano, tutto è finalizzato per questo appuntamento.

Ecco da lontano la bici apripista, l’abbiamo già notata altre cinque volte, questa è quella definitiva: Giovanni Auciello, atleta di Palo del Colle tesserato per l’Atletica Casone Noceto, si impone in 32:15; alle sue spalle, sempre validissimo, il compaesano Francesco Minerva (Montedoro Noci), chiude secondo in 33:02, con il bravissimo Silvio Furio (Daunia Running San Severo), in terza posizione in 34:22. 

Sempre deciso, preoccupato per essere giunto senza pettorale ma subito tranquillizzato dai Giudici, Vito Loconte (Atletica Sprint Barletta) è quarto in 34:45; segue il tenace Giuseppe Bonavita (Amatori Atletica Acquaviva), quinto in 35:44, davanti al sempreverde Pino Miglietti (Montedoro Noci), sesto in 35:57. Denis Greco (Tommaso Assi Trani), più forte del dolore, è settimo in 36:58, con l’esuberante Antonio Di Nunno (Podistica Canusium 2004), ottavo in 37:43, a precedere il costante Paolo Sgarra (Tommaso Assi Trani), nono in 37:43, e il coriaceo Nino Zagaria (Maratoneti Andriesi), decimo in 37:58.

Tra le donne, gara in solitaria per Raffaella Filannino (Atletica Disfida di Barletta), sempre determinata, che conclude in 42:42, trentaseiesima assoluta. Non molla mai, Marilena Brudaglio (Dynamyk Fitness Palo del Colle) è seconda in 45:15, con la potente Maria Dibenedetto (Barletta Sportiva), terza in 46:29.

Sfiora il podio, la prima atleta tesserata per una società di San Ferdinando: Olena Solonenko (Atletica San Ferdinando) è brillante quarta in 48:06, davanti alla grintosa Carmela Santoro (I Podisti di Capitanata Foggia), quinta in 50:08, che precede a sua volta la brava Cinzia Lattanzio (Barletta Sportiva), sesta in 50:33. Mariarosaria Unico (Podistica Santo Stefano Cerignola), tenace, si piazza settima in 50:33, davanti alla stakanovista Mariantonietta De Tommaso (Dof Amatori Turi), ottava in 50:40; ancora Santo Stefano Cerignola, con l’abile Maria Tessa, nona in 50:55, mentre la costante Teresa Chieppa (Andria Runs), chiede la top ten rosa in 51:27.

179 gli atleti giunti regolarmente al traguardo: applausi per Lucrezia Giorgio (Atletica San Ferdinando) che chiude la graduatoria femminile in 1:12:49, un plauso a Michele Torre (Maratoneti Andriesi), categoria SM75, che con la sua corsa-marcia completa la lista degli arrivati in 1:14:05.

Ricco il ristoro finale che dispensa the, acqua e piattini con frutta e dolce fino ad esaurimento; nel frattempo sono già affisse le classifiche, grazie al preciso lavoro dei Giudici e degli addetti Icron.

La festa patronale ha questa sera un’ospite d’eccezione, la cantante Bianca Atzei, sul mega palco è già allestita l’intera strumentazione e non si può accedere per la premiazione: ci accontenteremo delle scalinata della Chiesa non appena finita la funzione religiosa.

E così, si inizia dalle società qui maggiormente rappresentate e che hanno portato il maggior numero di atleti al traguardo: vince la corazzata Barletta Sportiva con 27 atleti, il presidente Cascella con i suoi tanti iscritti può coprire tranquillamente due-tre gare contemporaneamente…

Secondo posto per i cugini del GS Atletica San Ferdinando con 17 atleti, terza la Podistica Santo Stefano di Cerignola, sempre ottimamente rappresentata dal presidente Gino Mansi e dall’effervescente Matteo Morra. Quarto posto che vede a pari merito Pro Canosa, Runners Cerignola e Margherita di Savoia Runners, con 10 iscritti, con vantaggio per la compagine del presidente Tomaselli per via delle posizione in classifica dei suo atleti.

A seguire la premiazione dei primi atleti UISP: in gara solo quattro e tutti ricompensati, Ruggiero Salvemini, Vito Antonio Farano e Enzo Cascella (Barletta Sportiva), Nicola Quagliarella (Podistica Hermes).

Ma, come ogni cerimoniale impone, grande enfasi per i due vincitori, Giovanni Auciello e Raffaella Filannimo, premiati direttamente dal Sindaco. Per loro i giusti premi, complimenti e l’inboccaallupo! per i prossimi impegni.

Segue la premiazione delle varie categorie, per ciascuna i primi tre, ognuno premiato con duo di vini e un libeo sulla storia di San Ferdinando Re.

Nel mezzo si procede al sorteggio: il viaggio è vinto da Michele Paradiso della Pro Canosa, le due macchine da caffè da Enzo Cascella e Andrea Dell’Isola.

A questo punto, Francesco Lopez, che ha con disinvoltura presentato la manifestazione, può salutare tutti i convenuti e dar appuntamento all’anno prossimo, mentre San Ferdinando è gia pronta per la festa patronale.

Manifestazione simpatica, tutto compreso ben organizzata, c’è da tenere presente che la Master on the road era alla prima esperienza organizzativa e allora è senz’altro da promuovere, in attesa delle prossime edizioni…

 

  

A un anno dal suo debutto sulla distanza, festeggiato con un esaltante sesto posto in 2h29:39, Sara Dossena ha annunciato su Facebook il suo ritorno alla Maratona di New York.

La 33enne di Clusone, reduce da un altro prestigioso sesto posto ai recenti (12 agosto) Campionati Europei di Berlino in 2h27:53 (11^ italiana di sempre), con conseguente argento a squadre, ha così scritto: “Presente! Onorata di poter rivivere il mio sogno. Entusiasta di rimettermi in gioco in una gara così importante. Euforica nel ricominciare a breve gli allenamenti per preparare la distanza regina”.

Il prossimo 4 novembre, Dossena, tesserata per Laguna Running, troverà sulla strade della Grande Mela grande concorrenza, a cominciare dalla 36enne keniana Mary Keitany (primatista mondiale in una gara esclusivamente femminile in 2h17:01 a Londra 2017, seconda prestazione della storia dietro il 2h15:25 di Paula Radcliffe, ma in gara mista, a Londra 2013), già vincitrice nel 2015 e nel 2016, e seconda lo scorso anno dietro la statunitense Shalane Flanagan (2h26:53), presente anche quest’anno insieme alle connazionali Molly Huddle (che debuttò a sua volta un anno fa in 2h28:13) e Desiree Linden, la vincitrice della ultima, terribile, Boston Marathon in 2h39:55. Ma attenzione, soprattutto, all’altra keniana Vivian Cheruiyot, olimpionica a Rio 2016 sui 5000 e vincitrice quest’anno a Londra in 2:18:31; di rilievo le etiopi Netsanet Gudeta, campionessa e primatista mondiale di mezza maratona a Valencia 2018 in 1h06:11, Mamitu Daska, terza nel 2017 proprio a New York in 2h28:08, Rahma Tusa, vincitrice a Roma 2018 in 2h23:46. Infine, da non sottovalutare la ceca Eva Vrabcova, bronzo agli Europei di Berlino in 2h26:31.

 

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