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Rodolfo Lollini

Rodolfo Lollini

Si avvicina la partenza della trentesima stagione del circuito di mezzofondo più amato dai lombardi e non solo da loro. Prima tappa a Pioltello (MI), come da recente tradizione. Occasione perfetta per guardare avanti, ma anche per celebrare tutti i campioni delle varie categorie. Insieme a chi ha conquistato un podio, nelle premiazioni di fine giornata e che riguarderanno le classifiche generali dell’anno scorso. Tra i riconoscimenti individuali e di squadra, non mancheranno anche delle splendide targhe per i fedelissimi che nel 2018 hanno partecipato a tutte le tappe. Perché il Club ti colpisce, ti fa innamorare, poi ti vizia e ti coccola e alla fine crea dipendenza e non puoi più farne a meno.

L’ultima volta Vi avevamo anticipato che c’erano delle novità che andranno ad aggiungersi al collaudato telaio delle gare sui 1609 metri. Stiamo parlando del trofeo “Oltre il Miglio c’è di più”. In quattro tappe sarà infatti possibile gareggiare anche in prove di velocità e concorsi di lanci e di salti. Più precisamente in queste date/località:

  • 6/4 a Voghera (PV) su 80m e nel lancio del giavellotto
  • 14/4 a Milano su 150m e getto del peso
  • 5/10 a Chiavenna su 400m e salto in lungo
  • 12/10 a Carate Brianza su 200m e salto in alto

Classifiche comparate in funzione dell’età e dei relativi punteggi FIDAL renderanno la competizione ancora più interessante. Insomma, ci sarà da divertirsi. Per ulteriori informazioni potete navigare qui: http://www.clubdelmiglio.it/

Martedì, 19 Marzo 2019 09:19

Saluzzo (CN) – 7^ Mezza del Marchesato

Il Marchesato di Saluzzo era un antico Stato italiano che comprendeva territori piemontesi e francesi a cavallo delle Alpi. La cittadina in provincia di Cuneo e la locale società di atletica hanno quindi deciso d’intitolare in questo modo la maratonina che domenica 17/3 è partita dal centralissimo Corso Italia. Tracciato che poi ha attraversato i comuni di Manta, Verzuolo e Lagnasco per concludersi nuovamente a Saluzzo, in Piazza Cavour.

A tagliare il traguardo sono stati in 727, con un bel balzo in avanti rispetto ai 487 dell’anno scorso, per questa gara FIDAL che era valida anche come Campionato nazionale ACLI di Mezza Maratona. Nel contesto di un weekend dedicato alla corsa che era iniziato sabato pomeriggio con le gare dedicate a tutti i bambini dai 5 ai 13 anni.

Con il tempo di 1h05’52” il keniano Sammy Kipngetich ha bissato il successo dell’anno scorso. Dietro l’alfiere dell’Atletica Saluzzo si sono classificati Kipchumba Philemon dell'Atletica Recanati 1h06’40”, seguito dopo solo 11 secondi da Giovanni Grano della Nuova Atletica Isernia.

Vittoria e record della manifestazione col tempo di 1h14’15” per un’altra atleta di casa, la non ancora ventenne Ayele Meseret Engidu che regola con facilità Elisa Stefani dell’Asd Brancaleone Asti (1h16’21”) e la compagna dell’Atletica Saluzzo Lorenza Beccaria (1h17’50”), per la grande soddisfazione del presidente Gianni Bonardo, contento sia dei risultati tecnici che della perfetta riuscita della manifestazione.

Partiva proprio a fianco al monumento ai caduti del primo conflitto mondiale questa mezza maratona che domenica 17/3 ha contato 1319 classificati impegnati su un percorso circolare che toccava i vicini comuni di Cappella Maggiore e Sarmede prima del rientro per l’arrivo a Vittorio Veneto. Di certo, rispetto ai 1000 arrivati tondi in mezza maratona del 2018, l’incremento è stato notevole anche se va ricordato che l'anno passato si svolgeva anche una maratona. 

Manifestazione podistica che prevedeva ufficialmente anche l’opzione di partecipazione a piedi nudi o con calzature minimaliste come sandali o le calze in gomma tipo guanto, per intenderci. Era inoltre programmata la non competitiva Vittorio City Run su due percorsi a scelta da 6 o 12 chilometri. Non propriamente una semplice passerella per le vie cittadine, ma una bella passeggiata nelle incantevoli zone collinari a ridosso dell’abitato. Non abbiamo cifre precise, ma in totale si stima che a questa festa del running abbiano partecipato oltre 4000 persone. Evento podistico ben organizzato e con ricco pacco gara che per i finisher dei 21 chilometri offriva una bella medaglia, insieme a guanti, calze tecniche ed altri omaggi gastronomici. 

Venendo ai risultati tecnici dell’evento principale, analizzando i tempi va ricordato che praticamente il tracciato non prevedeva un metro di pianura, con continui saliscendi dai 145 metri di altitudine della partenza scendendo più volte a quota 90 fino al ritorno a Vittorio Veneto. In questo contesto la vittoria è stata appannaggio del keniano Joash Kipruto Koech (Atl. Potenza Picena) col tempo di 1h06’27”. A 34” il marocchino Rachid Benhamdane (Dinamo Sport), terzo l’altro keniano Ken Mutai a 54”. Posizioni che si erano già cristallizzate al passaggio ai 10 chilometri.
Migliore degli italiani è stato Roberto Graziotto (Tornado), quinto in 1h10’25”.
Kenia primo anche tra le donne con Vivian Jerop Kemboi dell’Atletica Castello in 1h15’39”. Combattuta la sfida per la piazza d’onore. Alla fine la spunta Giovanna Ricotta (Boscaini Runners) in 1h22’25”, precedendo di soli 15” Maurizia Cunico dell’Atletica Noceto.

Domenica, 17 Marzo 2019 15:31

Giù le mani dalla pista di Pero!

Pero è una cittadina al confine con Milano, nota in quanto sede del centro fieristico che nel 2015 ha ospitato l’Expo. Il suo centro sportivo, eredità dei mondiali di calcio del 1990, sorge vicino alle rive del fiume Olona ed accanto all’autostrada Torino-Trieste. Intitolato a Gianni Brera, ospita varie strutture, tra cui campi di calcio, un impianto al coperto ed una pista di atletica. Se ci consentite il termine, la pista è abbastanza spelacchiata, ma frequentatissima. Ci vanno i ragazzi delle scuole e gli atleti dei gruppi sportivi che annoverano tra le loro fila sia atleti amatori che di elite, i quali preparano su quel campo mondiali ed olimpiadi.

Dalle colonne de “Il Giornale”, Antonio Ruzzo ci fa sapere che l’amministrazione comunale ha deciso che la pista di atletica non serve più. La riqualificazione del centro, tramite un bando che poi consentirà ai vincitori di gestire l’impianto, prevede di risistemare i due campi del dio calcio, oltre le tribune e relativi spogliatoi. Per rendere il bando più allettante si concede di costruire un bel ristorante. Dove? Domanda retorica. Al posto dell’anello di atletica. Verrebbe graziosamente lasciata una pistina da 100 metri. Magari poi riconvertita in parcheggio. Ufficialmente o ufficiosamente, come già capita da altre parti e come abbiamo documentato su questo sito più volte. Ovviamente di progetti alternativi per costruire una pista da altre parti, nemmeno l’ombra.

Gianni Brera, che agli inizi della carriera giornalistica scrisse di atletica e dal 1953 al 1956 fu anche consigliere nazionale FIDAL, si rivolterebbe nella tomba.

Navigando su internet alla ricerca di storie interessanti sul mondo della corsa per Voi lettori di Podisti.net, ci siamo imbattuti in una notizia che ci ha lasciato esterefatti. Una premessa: poiché siamo contrari a quanto fatto e pubblicizzato, su questo articolo non troverete nomi.

Però in Italia, nel 2018, c’è chi fa correre una bambina di 6 anni per 10 chilometri in una gara. E non parliamo di aguzzini, bensì di genitori. E non per una sola gara, ma abitualmente. E non per finirla, ma per “fare il tempo”… Non contento, segnala il crono registrato a chi raccoglie le migliori performance continentali per anno di età su di un sito. Vengono fatte le opportune verifiche, non chiedeteci quali, ne come sia possibile in una gara non competitiva… Non lo sappiamo, tra l'altro nel frattempo sono passati dei mesi. Però alcuni giorni fa questo organismo “certifica” il record europeo femminile, categoria, scusate ci viene da ridere, 6 anni. La notizia viene ripresa da almeno una testata giornalistica generalista, con tanto di foto dell’atleta in gara e celebrazione. Ci “casca” anche un sito del nostro settore, che solo in un secondo momento modifica la news eliminando immagini e generalità della bimba.

Ecco, quello che volevamo dire è che per noi, a 6 anni è giusto correre, ma per divertirsi. Anche in gara, ma su distanze congrue all’età ed al momento di crescita delle bambine in questione. Come quelle immortalate dal nostro “One Billion Photo”, al secolo Roberto Mandelli, nell’immagine di apertura.

Mercoledì, 13 Marzo 2019 13:48

La Diamond League cancella i 5.000 metri

Brutte notizie per gli amanti del mezzofondo ed in generale delle distanze più lunghe dell’atletica leggera. Specialmente quando certe decisioni arrivano dall’organismo mondiale, la IAAF e riguardano la Diamond League. Per chi non conoscesse bene questo circuito di gare, in pratica stiamo parlando della coppa del mondo di atletica leggera. Sono i 14 meeting più importanti dell’anno e si svolgono in 13 nazioni in tutto il mondo. Dotata di un montepremi milionario e giunta alla sua decima edizione, la manifestazione prevede la presenza di 32 specialità del programma olimpico, 16 maschili e altrettante femminili che si alternano fra loro nelle varie tappe, in maniera che alla fine vengano disputate 8 gare per ogni specialità. Quali competizioni sono escluse rispetto al programma a cinque cerchi? I 10000 metri, la maratona, le gare di marcia, il lancio del martello, le staffette, in quanto non individuali e le prove multiple.

Le ragioni sono sostanzialmente quelle televisive. Il lancio del martello esigerebbe il campo sgombro da altre gare in contemporanea, decathlon ed eptathlon sono troppo lunghe e complicate. Impossibili da svolgere in una serata. Marcia, maratona e diecimila durano troppo.

Tutto questo fino al corrente anno, in quanto come comunicato dalla IAAF lunedì scorso, tra le novità della Diamond League 2020 ci sarà anche quella che la distanza massima saranno i 3000 metri, implicitamente cancellando i 5000 dal programma. Troppo lunga una corsa di circa un quarto d’ora per i palinsesti televisivi. La gente comune, non noi malati di corsa, si annoia e cambia canale. A commentare le novità è intervenuto anche il presidente IAAF Sebastian Coe, gran mezzofondista, ma che ironia della sorte, non aveva certo nei 5000 metri la sua distanza preferita. Lui vinceva 800 e 1500.

Weekend indimenticabile quello del 23-24 febbraio per Kieran Tuntivate, studente della famosa università di Harvard, impegnato nei Campionati Eptagonali Indoor della Ivy League a Cambridge, nel Massachusetts. Appena partita la gara dei 3000 metri, a causa di un contatto con un avversario si è trovato con la scarpa sinistra ormai fuori posto. Dopo aver tentato di proseguire in queste condizioni, ai 500 metri lo Junior ha deciso di liberarsi della calzatura, così come era avvenuto a un suo compagno che però era impegnato sugli 800 metri, una distanza più breve. In effetti, fino ai 2000 metri non ha sentito dolore, ma poi l’azione abrasiva della pista indoor, peraltro appena rifatta, si è fatta sentire in maniera prepotente. Malgrado il dolore e la tenuta precaria in curva che lo faceva scivolare, Tuntivate ha trionfato in volata col tempo di 8’12”72

 

Foto: www:thecrimson.com

Giunto al traguardo è stato immediatamente curato da compagni e dal coach Nicolas Benitez. Malgrado il giorno dopo si sia presentato al campo ancora in stampelle, con grande sacrificio e sfruttando il lavoro di squadra dei compagni che hanno assicurato un ritmo costante e senza strappi, Kieran è stato in grado di bissare la vittoria nei 5000 metri in 14’25”32, assicurando al suo ateneo un doppio bottino pieno nel punteggio. Il tutto per la gioia di staff tecnico e tifosi, accorsi numerosi in quanto Harvard giocava in casa.

Domenica, 03 Marzo 2019 22:40

Trecate (NO) – 4^ Trecate 10K

SERVIZIO FOTOGRAFICO

Domenica 3 Marzo, con la stagione del Cross per Tutti FIDAL che giunge all’ultima puntata, c’è tanta voglia di corsa su strada. Trecate è il posto giusto per correre una dieci chilometri. Gara che fa parte di un trittico iniziato a Magenta e che si concluderà nel prossimo fine settimana a Parabiago (MI). Un minicircuito con le classifiche che saranno stilate tenendo conto dei tempi totali ottenuti nelle tre prove.

Siamo già passati di qui nel 2017 e tutto è restato invariato. Ma si tratta di una buona notizia, in quanto non possiamo che confermare il giudizio positivo espresso due anni fa. Per cambiarsi e fare una doccia calda c’è una accogliente palestra, ideale anche come ambiente al chiuso se il tempo fa i capricci, sebbene stavolta la mattinata sia stata soleggiata. A voler essere pignoli, manca il deposito borse, ma francamente non se ne sente proprio la mancanza. Bene tutto il resto, dal veloce disbrigo della pratiche di ritiro pettorale, alla maglietta tecnica. Poi, per chi è goloso, segnaliamo che al ristoro non mancano mai i deliziosi cracker col gorgonzola prodotto in zona. 

Complimenti dunque all’ASD New Run Team, premiata da quasi 500 arrivati, tenendo conto anche dei non competitivi. Venendo alla parte tecnica, si correva sull’ormai consolidato tracciato lungo 5km e da ripetersi due volte. Percorso abbastanza tecnico, ben presidiato, con tanti cambi di direzione.

Adesso però è venuto il momento di celebrare chi ha vinto: Umberto Dimiccoli della US San Maurizio si è presentato in solitaria al traguardo dopo 32’36”, distaccando di rispettivamente 41 e 57 secondi Mauro Bernardini (AVIS Ossolana) e Francesco Milella (Pedone-Riccardi Bisceglie). Più combattuta la prova al femminile, con la vittoria di Rosanna Urso (Atl. Arcisate) in 39’20” a soli 7 secondi da Debhora Li Sacchi (Olimpia Runner) mentre Marta Dani (Runner Valbossa-Azzate) ha conquistato il terzo posto col tempo di 41’11”

Il giorno della gara, uno dei doveri del bravo organizzatore è quello d’ispezionare il tracciato per controllare che non siano sorti dei problemi all’ultimo momento, tipo l’automobile parcheggiata nel posto sbagliato, oppure dei nuovi lavori iniziati quel mattino sul percorso dagli operai del Comune. Lo stesso ente che Ti aveva rilasciato l’autorizzazione, ovviamente.

Lo scorso 23 Febbraio, Steve Ballou era presso l’Overton Park a Memphis nel Tennessee. Prima della 5 Chilometri su strada prevista per quel giorno. Nel piazzare alcuni birilli si è accorto che c’erano un paio di spettatori speciali su di un albero. Due serpenti dall’aspetto almeno apparentemente pericoloso ma che peraltro si sono eclissati prima della partenza.

Le foto postate su Facebook hanno avuto un incredibile rilievo, con moltissimi click e tante condivisioni, tanto che la direzione del parco si è sentita in dovere di tranquillizzare i numerosi utenti di questo polmone verde ampio ben 138 ettari, sul fatto che gli spettatori in questione non erano scappati dallo zoo ubicato all’interno del parco stesso. Si trattava di animali locali e non pericolosi per l’uomo, più precisamente erano un piccolo copperhead (traduzione letterale: testa di rame) ed un ratsnake ovvero serpente di ratto. Ci scusiamo con gli zoologi per la sommaria traduzione che omette gli esatti nomi scientifici degli animali in questione. La cosa più importante è che non sono velenosi ed aiutano a tenere sotto controllo la popolazione di roditori, quindi anche se possono far paura per il loro aspetto e la grandezza, sono dei membri indispensabili dell’ecosistema.

Sarà così, non lo mettiamo in dubbio, ma noi abbiamo deciso che non correremo mai questa gara in futuro.

Pensavamo di averle già raccontate tutte. Dal runner ucciso dall’ippopotamo, a podisti attaccati da puma, coyote ed altri animali. Però in tutti casi si trattava di allenamenti, in posti più o meno sicuri. Qui invece parliamo di un’aggressione in gara. Julie Stackhouse, 40 anni, era al terzo posto nella Donna Half Marathon, il 10 febbraio scorso a Jacksonville, quando è stata aggredita da un un bull terrier di quasi 40 chilogrammi.

Julie are partita con l’obiettivo di vincere, o meglio rivincere questa gara che attraversa le comunità costiere di Atlantic Beach e Neptune Beach a est di Jacksonville, in Florida. A circa un miglio dal traguardo, ormai aveva capito di non poter ambire a più della terza posizione, quando ha visto l’animale correrle incontro. Purtroppo non le è bastato spostarsi dall’altra parte della strada e fare un ulteriore scatto mentre viaggiava già a circa 4 min/km. Il cane l’ha fatta cadere e poi l’ha morsicata al viso e su un braccio che ha usato per difendersi, causandole un taglio che è stato successivamente suturato con ben 6 punti. L’intervento, ritardato ma provvidenziale dai proprietari dell’animale, le ha consentito, seppur sanguinante ed in stato di shock, di completare la gara al quarto posto col tempo finale di 1h25’54”. Il tutto anche grazie ad un concorrente suo amico che la seguiva e che quando ha visto la scena e l’ha presa per mano per i primi metri dopo l’incidente.

In seguito, la polizia di Atlantic Beach ha multato i proprietari che sono stati citati in giudizio. L’animale che era stato vaccinato contro la rabbia, è stato messo in quarantena.

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