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Mag 18, 2021 Massimo Ferrari 563volte

Chianti Ultratrail: 73 km di emozioni e gioia

Il Trail non divida ciò che Dio ha unito... Il Trail non divida ciò che Dio ha unito... Roberto Mandelli

Finalmente si torna a correre insieme, e soprattutto lo si riesce a fare in uno scenario meraviglioso e con un clima davvero splendido!
Appena si arriva alla partenza della 73 km, presentandoci alle 5.30 del mattino, si è avvolti dall’entusiasmo che è nell’aria. Tutti noi siamo emozionati: chi perché deve affrontare una distanza tanto impegnativa, chi per il tanto tempo trascorso dall’ultima gara, chi perché la partenza di un trail è sempre un’esperienza da vivere. Nel mio caso l’emozione è data anche dai guai fisici che da più di un mese mi perseguitano, quasi fossero un segno premonitore del destino che mi invita a dedicarmi ad altre attività meno impegnative… proprio ora che sembra arrivato il momento di ripartire! Quindi… non pensiamo al passato ma godiamoci la giornata e la corsa che sta per iniziare.
I primi 10,5 km che dal centro di Radda portano a Vagliagli sono una passeggiata di salute! Si comincia in discesa, grandi strade bianche, paesaggi meravigliosi caratterizzati da ulivi e vigneti, tutte le sfumature del verde che mi costringono più volte a fermarmi per scattare fotografie, che accompagneranno i miei ricordi di questa corsa davvero spettacolare. Una leggera salita conduce al primo ristoro che raggiungo in poco più di un’ora.
Anche il percorso fino al secondo ristoro, a San Polo, è molto agevole e mi ritrovo a pensare se davvero era necessario indossare le scarpe da trail e portarsi appresso i bastoncini…  Con grande anticipo rispetto ai cancelli orari mi ritrovo ad approfittare dei buffet molto ben gestiti e ricchi di frutta, integratori, cola e cibi energetici.
Ora inizia il vero Chianti Ultra Trail in quanto le strade bianche lasciano il posto a deliziosi sentieri in mezzo ai boschi, con salite anche impegnative ma sempre accompagnate da un clima stupendo quanto  inaspettato,  e caratterizzate da fantastiche vedute sulle campagne toscane che mi emozionano sempre come se fosse la prima volta che le vedo.
Arrivo a Vistarenni, a metà gara, in poco più di 5 ore e la fatica comincia a farsi sentire, soprattutto in considerazione che dall’altimetria riportata sul pettorale quelli che mi aspettano sembrano essere i tratti più impegnativi: meglio quindi approfittare del ristoro per fermarsi qualche minuto in più e recuperare le energie.
I 20 km che portano a San Michele, la “cima Coppi” del trail posta a 900 metri, sono effettivamente piuttosto duri. Quasi tutti all’interno del bosco, sono caratterizzati da ripide salite e da insidiose discese piene di sassi che riconducono alla dura realtà del trail e mi fanno ricredere sull’utilità di avere ai piedi le giuste calzature ed i bastoncini: aiuti preziosi per superare con più agilità i tratti più impegnativi.
Molto suggestivi gli attraversamenti dei ruscelli accompagnati dai commenti dei trailer che ricordano gare passate in cui la forza dell’acqua, anche poco profonda, diventava un ostacolo inaspettato, mentre oggi l’unico rischio che si corre è quello di bagnarsi i piedi.
L’ultimo ristoro, posto a 900 metri d’altitudine, è simile a quello finale del Brunello Crossing e ricorda i mitici ristori della Montefortiana, con un bel piatto di pasta per recuperare le forze ed affrontare la discesa finale.
Quasi non mi bastasse l’aver percorso già più di 65 km, non guardo bene la segnaletica del percorso e anziché rimanere sul tracciato mi inoltro nel bosco!!!!  Dopo qualche centinaio di metri senza vedere le bandelle faccio tesoro delle consuete raccomandazioni degli organizzatori e torno indietro. Finalmente, quando ormai sto per perdermi d’animo, scorgo altri podisti e mi rimetto sul tracciato.
Dopo pochi minuti compare Radda in Chianti e sento la voce dello speaker: penso che la fatica sia finita ma non è così, perché gli ultimi km sono molto belli scenograficamente ma durissimi, tutti in salita.
Due bambine mi applaudono e incoraggiano così che lo sforzo diventa più lieve, ed in 12 ore concludo la mia fatica attraversando a mani alzate il traguardo finale.
Concludo questa pagina con un doveroso ringraziamento agli organizzatori,  ottimi soprattutto in questo periodo così complicato.
Arrivederci alla prossima edizione e buone corse a tutti i podisti!

Informazioni aggiuntive

Fotografo/i: Massimo Ferrari - R. Mandelli
Fonte Classifica: ENDU

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