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Maurizio Lorenzini

Maurizio Lorenzini

appassionato di atletica, istruttore Fidal e runner

Si è corsa ieri la 13^ edizione della maratonina della Città Murata, valida anche come Memorial Lino Pasquale. Gara nazionale Fidal, livello Bronze, su percorso certificato.

La denominazione deriva certamente dalla caratteristica cerchia a forma di ellisse che circonda il centro storico (risale all’anno 1220). Gara di discreto livello tecnico, lo dicono i crono dei classificati nella gara maschile. Vince il ruandese Primien Manirafasha (Atl. Dolomiti Belluno) col tempo di 1:04:49, seguito da Ousman Jaiteh (1:05:27, Trentino Running team) che nell’occasione migliora nettamente il suo record personale (precedente Trento 10-2018, 1:06:48); terzo posto per Alessandro Giacobazzi (1:05:46-Aeronautica Militare), promessa di categoria e per una crescita nell’atletica sempre più significativa.

Sono tempi di rilievo se si considera che il percorso, sia pure totalmente pianeggiante, presenta quaranta curve, molte delle quali a 90 gradi. Una circostanza che mi è stata evidenziata da alcuni partecipanti e anche da Loris Mandelli, che proprio qui, nel 2017, ha realizzato il suo personal best di 1:08:23.

Podio tutto italiano nella gara femminile: vince nettamente Beatrice Boccalini (G.S.Gabbi) con un ottimo 1:13:36. Secondo posto Gaia Colli (1:20:06) e terzo per Monica Seraghiti (1:20:19-Atl. Brescia Marathon). Sono complessivamente 2656 i classificati, dato che rappresenta un'ulteriore crescita negli anni per una manifestazione che evidentemente riscontra la soddisfazione di molti podisti; sono numeri determinati anche dal fatto che la data scelta è favorevole, per l'assenza di concomitanze "pesanti". 

Domenica, 16 Dicembre 2018 22:01

Pisa : 20^ Pisa Marathon

Una ventesima edizione della Pisa Marathon che meglio non poteva andare: record di partecipanti regolarmente classificati, sono 1713, ampiamente battuto il precedente record (1392, anno 2016); ma quel che più colpisce è il trend positivo di questa gara, dura ormai da un quinquennio, da quando nel 2014 fu superata quota 1000.

Vittoria svedese, con Johan Larsson (atleta con un personal best sulla mezza di 1:05:03) che dopo il km 30 lascia la compagnia del keniano Hosea Kimeli Kisorio e si invola verso il traguardo vincendo in 2:16:14. Alle sue spalle crolla letteralmente il primo avversario ed invece rimonta Ahmed Nasef (Atl. Desio), primo italiano, e secondo assoluto in 2:20:50, che la spunta negli ultimi chilometri su Mohamed Hajjy, tempo finale di 2:20:53.

La gara femminile ha visto la vittoria di un'atleta ormai molto conosciuta in Italia, la croata Nikolina Sustic che ha lungamente duellato con l’ungherese Tunde Szabo riuscendo a prevalere nella seconda parte di gara. Terzo posto per la tedesca Luisa Boschan, che grazie ad una gara in rimonta ha superato l’atleta della Repubblica Ceca Petra Pastorova, che al passaggio della mezza aveva su di lei quasi 3 minuti di vantaggio. Podio quindi totalmente straniero alla maratona numero 20.

Ecco i tempi finali 1) Sustic, 2:42:29 2) Szabo, 2:43:35 3) Pastorova, 2:45:07.

Maratona di Pisa 2018


Buoni riscontri partecipativi anche sulla mezza maratona, la Pisanina Half Marathon, con 1526 atleti classificati (la seconda della storia per numero di classificati, dopo il record nel 2015 di 1650). Queste le classifiche:

Ordine di arrivo mezza maratona maschile:

1) Luc Schout (Olanda) 1:09:15,
2) Jacopo Boscarini (Atl. Grosseto) 1:10:29, 
3) Florian Pyszel (Polonia) 1:11:02.

Ordine di arrivo mezza maratona femminile:

1) Marie Lisa Bezzina (Malta), 1:18:14
2) Lorenza Beccaria (Atl. Saluzzo), 1:18:24
3) Claudia Gelsomino (Cardatletica), 1:19:26.

Ora giustamente gli organizzatori della 1063 AD celebrano il successo della manifestazione, che tra l’altro ha visto la partecipazione record di un migliaio di stranieri. Non sono passati molti anni da quando l’obiettivo era quello di entrare nella top ten delle maratone italiane, ora Pisa si piazza saldamente al settimo posto, ma c’è da aspettarsi che l’asticella venga alzata ancora un po’.

Domenica, 09 Dicembre 2018 22:39

Sanremo (IM) - Sanremo Marathon

Si è corsa oggi la seconda edizione della Sanremo Marathon ("seconda" di chissà quale serie, dal momento che già nel 2007 si era corsa a Sanremo la "1a Maratona del Mare": ma la storia è stata abolita dagli esami di maturità, normale che la si ignori anche nel podismo):con partenza dal famoso Casinò ed arrivo sulla pista di atletica sanremese, a Pian di Poma. Un percorso ciclopedonale interamente ricavato dalla soppressione della vecchia ferrovia San Lorenzo-Ospedaletti; dopo un breve tratto cittadino i partecipanti sono andati verso levante fino a Santo Stefano, dove è situato il giro di boa. Ritorno sulla stessa via. Un percorso veloce e certamente spettacolare, dato che si corre quasi sempre in riva al mare.

A proposito, l'edizione "dimenticata" del 2007 aveva totalizzato 183 classificati, tra questi un certo Gianni Morandi, che chiuse la gara col tempo di 3:50:53. In scia si trovava Fabio Marri, attuale direttore di Podisti.Net. Gli avrà ceduto il posto? 

Francois Holzerny ha vinto la gara maschile col tempo di 2:30:07. Al secondo posto col tempo di 2:38:41 si è piazzato Gabriele Abate (Val Susa Running Team), un’atleta che tanto ha dato alla corsa in montagna, vice campione del mondo nel 2005 e vice europeo nel 2011. Terzo gradino del podio per Stefano Moraschetti (2:39:39-G.P. Pellegrinelli).
Manca alla classifica il nome di Marco Olmo, tuttavia presente il giorno prima per pubblicizzare il suo ultimo libro.

Gara femminile apparentemente più combattuta: al passaggio della mezza la vincitrice Karen Shultheiss era in ritardo di un minuto e mezzo rispetto a Juliette Benedicto, distacco poi recuperato nella seconda parte di gara e vittoria con ampio margine, questi i tempi: 1) Shultheiss 2:59:59 2) Benedicto 3:10:13 3) Maura Beretta (3:23:48-Runner Team 99).

Una "seconda" edizione che ha fatto registrare un calo nel numero dei classificati: erano infatti 302 nel 2017, contro i 233 della gara odierna. Evidentemente non ha avuto molto effetto la "promozione nazionale dell’evento tramite il quotidiano Tuttosport", come recitava il comunicato della vigilia. Un calo comunque in linea con la maggior di gare sinora disputate nel 2018; meglio è andata alla non competitiva cronometrata sui 10 km, dove gli arrivati  invece  passano da 258 a 304. Maratona inserita nel calendario nazionale Fidal, livello bronze.

Al termine di questo discutibile trittico di maratone, nella stessa regione nell’arco di tre settimane, è da augurarsi che vengano fatte delle riflessioni adeguate, sia da parte degli organizzatori che della stessa Federazione (che però si vede scavalcata dagli Eps in qualità di organizzatori). E’ ancora fresco il ricordo di una Genova City Marathon da dimenticare, che seguiva la Liguria Marathon del 18 novembre; altra gara che di certo non verrà ricordata per la numerosità dei partecipanti (199 classificati). Giusto rilevare che la Sanremo Marathon era già presente nel 2017 ("preistoria" a parte), mentre per Liguria Marathon e Genova City Marathon si è trattato di una prima edizione, viene da dire quantomai inopportuna.

Articoli correlati:

http://www.podisti.net/index.php/commenti/item/2959-il-pasticcio-alla-genova-city-marathon-colpa-dei-vigili.html

http://www.podisti.net/index.php/cronache/item/2936-genova-city-marathon-un-bel-pasticcio.html

http://www.podisti.net/index.php/cronache/item/2845-marina-di-loano-sv-1-liguria-marathon.html

 

E’ uscito sul sito della Genova City Marathon un comunicato successivo alle numerose critiche mosse da chi vi ha partecipato; mai come in questo caso verrebbe da dire che “un bel tacer non fu mai scritto”, chissà se in fondo il silenzio non sarebbe stato meglio. Ma andiamo con ordine. Estrapoliamo i passaggi più significativi:

Dopo 14 anni la maratona è tornata a Genova in un anno speciale, in ricordo delle vittime del crollo di ponte Morandi.

La gara è stata vinta dal marocchino Mohamed Rity, atleta della Delta Spedizioni, con il tempo di 2h31’54”, che ha preceduto di soli 33” Lorenzo Lotti della Corri Forrest Associazione Sportiva….

Dimenticato il terzo, un certo Giorgio Calcaterra, non se ne avrà troppo a male. Ben peggio è andata alle donne, quantomeno per ciò che è scritto nel comunicato.

Tra le donne, successo di Enrica Pera del Running Center di Torino (3h21’56”) ……...

Un tempo un po' amatoriale, che è stato sufficiente  per la brava Enrica Pera per  arrivare 11^; invece l’ordine di arrivo riporta questo ordine: 1) Daniela Vittoria 2) Fabiola Giudici 3) Stefania Simonelli. Confidiamo in una rapida correzione, o chissà.

Grande entusiasmo al via per i 1500 partenti, oltre 1000 alla maratona e quasi 500 alla Fantozzi Run…

I classificati sulla maratona sono 770, della Fantozzi Run non si ha alcuna evidenza, pertanto bisogna fare atto di fiducia. Ma almeno il nome Fantozzi sembra alquanto azzeccato e in piena sintonia con l'andamento della vicenda.

Finalmente, dopo i consueti ringraziamenti, che continuano nella restante parte del comunicato, si arriva al punctum dolens…

Venendo alle problematiche createsi, facciamo le nostre scuse a tutti i podisti, e in particolar modo ai circa 40 atleti (dato rilevato da My Sdam) che sono stati obbligati ad abbandonare la gara poiché considerati fuori tempo massimo. L’organizzazione della maratona tiene in questo senso a precisare che l’autorizzazione data avrebbe dovuto permettere lo svolgimento della gara dalle 08.30 alle 13.30, con eventuale proroga per esigenze legate alla manifestazione. Ma il problema legato allo stato di agitazione dei Vigili per gli straordinari non pagati ha causato prima una partenza posticipata e poi la chiusura anticipata della gara decisa all’improvviso dai Vigili.

Nella prossima edizione ci faremo trovare più pronti, con una collaborazione più costruttiva dei vigili e una riconferma della sinergia con le istituzioni, a cui facciamo un ringraziamento doveroso. Un grazie particolare al Consigliere con delega allo Sport Stefano Anzalone per il grande sforzo, e per la condivisione della nostra idea di riproporre la manifestazione il 1 dicembre 2019. Ringraziamo anche l’Assessore regionale Ilaria Cavo che ha partecipato con grande entusiasmo alle premiazioni tenutesi nei pressi del km 43. Noi, Associazione Genova City Marathon siamo nati lo scorso gennaio, con un sogno, riportare dopo 14 anni, la maratona a Genova, e farla durare, farla diventare una tradizione. Pertanto, prendiamo le critiche come uno spunto per migliorarci, perché siamo molto determinati a fare una Genova City Marathon 2019.

Insomma, tutta colpa dei vigili e delle loro beghe, in qualche modo avrebbero strumentalizzato la manifestazione per portare acqua al loro mulino. Vigili che, attraverso il comandante Gianluca Giurato, non se la sono presa bene e promettono battaglia:

http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2018/12/03/ADFodutC-arrivo_maratona_scontro.shtml

Significativa la frase: "Il fatto evidente che la maratona sia stata organizzata in modo approssimativo e abbia evidenziato lacune pesanti sulle capacità dei responsabili, credo non possa e non debba permettervi di incolpare la polizia locale", scrive Claudio Musicò, della segreteria Diccap e Sulpl, rivolgendosi ad Anzalone e Lista. Su cui sta per cadere anche una serie di multe tali da far passare la voglia di organizzare ancora (ma almeno capaci psicologicamente di farci tifare per il povero Lista tartassato dai vigili, che notoriamente non sono i più simpatici tra gli esseri umani).

E, al di là delle multe e dei vigili, cosa dice il comunicato di tutto il resto? Lo speaker disc jokey, i ristori pochi e inadeguati, le segnalazioni mancanti o errate dei chilometri, il finto km 43, i servizi uguali a zero o quasi, a fronte di prezzi “da gara Fidal”…. Niente, nessuna assunzione di responsabilità. E davvero sono solo 40 gli estromessi dalla corsa? Basta leggere le testimonianze che abbiamo pubblicato, e i Fantozzi del caso si direbbero un po' di più...

Forse si poteva aspettare per il gran ritorno, probabilmente la città non era pronta e giustamente aveva altri pensieri per la testa; di certo Genova merita un’organizzazione all’altezza di una maratona degna di questo nome.

ARTICOLI COLLEGATI:

http://www.podisti.net/index.php/cronache/item/2936-genova-city-marathon-un-bel-pasticcio.html

 

Domenica, 02 Dicembre 2018 17:59

Genova City Marathon, un bel pasticcio

Ed arrivò il momento della "prima" Genova City Marathon, la seconda 42 km nell’arco di 3 settimane e nella stessa regione, dopo la Liguria Marathon del 28 novembre e prima della maratona di Sanremo, in calendario il 9 dicembre. Avevo già avuto modo in un articolo di evidenziare l’anomalia, una regione povera di maratone che improvvisamente se ne trova tre quasi insieme:

http://www.podisti.net/index.php/notizie/item/2563-maratona-di-genova-si-fara-ma-cosi.html

Comunque sia, la maratona, seppur definendosi "prima", è tornata a Genova 14 anni dopo, in una città che ha subito un terribile disastro, con una difficile viabilità, ma decide che la manifestazione si deve tenere, comunque. Sono stati in 766 a completare la gara, anche se qui pare che ci sia un primo giallo: l’ultimo si è classificato col tempo di 5h17’, una cosa strana se si pensa che il tempo limite era di 6 ore. Alcuni partecipanti, piuttosto arrabbiati, hanno scritto sui vari social che la strada è stata riaperta al traffico anzitempo, di fatto impedendo loro di concludere la gara. Più precisamente, la sopraelevata, da percorrere più volte, è stata chiusa al passaggio dei podisti dopo 3h30’, anziché 4h30’. L’altro giallo sarebbe che molti partecipanti, di fronte all’impossibilità di concludere regolarmente la gara, sono andati direttamente all’arrivo, risparmiando un tratto di 6 chilometri; viene quindi da pensare che diversi classificati oltre le 4 ore in realtà non abbiamo percorso l’intera maratona, anche se piace credere che siano molti di più quelli che hanno rifiutato di passare sotto la finish line. Sarebbe utile sapere dagli organizzatori cosa è accaduto veramente.

Venendo alla gara agonistica, vince Rity Mohamed (Delta Spedizioni) col tempo di 2:31:54; al secondo posto Lorenzo Lotto (2:32:27-Corri Forrest), terzo l’eterno Giorgio Calcaterra (2:37:57-Calcaterra Sport).

Al femminile, se i tempi sono generalmente modesti,  comunque di rilievo il primo posto e il crono di Daniela Vittoria (G.P. Solvay), una SF50 che ha vinto con l’ottimo tempo di 3:11:42, prevalendo di poco su Fabiola Giudici (Athletic Club Apicilia), che ha chiuso in 3:11:52. Terzo posto per Stefania Simonelli (3:12:17-U.S.Costigliole).

Della gara di contorno, la Fantozzi Run, non competiva di 11 km, al momento che scrivo non ci sono notizie certe sul numero di partecipanti.

Gli organizzatori hanno deciso che la gara non fosse nel calendario Fidal, invece inserita in quello AICS; dichiarata apertamente di 42 chilometri, ma era possibile anche farne 43 per ricordare il numero delle vittime di agosto (chi ha allungato il percorso si dice però deluso). Una scelta, quello di fare a meno della Fidal (sebbene con la promessa di coinvolgerla l'anno prossimo) che ha la sua logica: i costi delle gare sono elevati, si cerca di risparmiare. Tuttavia non è bello riscontrare che i prezzi per partecipare fossero da “gara Fidal”, nonostante l’evidente risparmio di chi organizzava (tassa gara, certificazione percorso, euro/partecipante).

Mentre concludo questo articolo continuano ad arrivarmi segnalazioni di partecipanti molto… arrabbiati per il trattamento ricevuto; lo spazio sottostante è aperto per le testimonianze personali.

Domenica, 25 Novembre 2018 18:58

Tilburg (Olanda) : vittoria di Yeman Crippa

Dopo un periodo in allenamento in altura ci vogliono alcune settimane per trarne benefici, addirittura appena scesi in pianura si è imballati. Per Yeman Crippa non è stato così: dopo 4 settimane in Kenya, ben oltre i duemila metri, è sceso ed ha conquistato un importante vittoria. Il contesto era il tradizionale Warandeloop, in Olanda, una delle campestri più antiche, infatti in questa occasione ha compiuto sessant’anni. Crippa ho volato i 10,3 chilometri del percorso in 29:25, battendo di poco Rinas Akhmadevev (29:25) e Napoleon Solomon (29:32).

Non benissimo gli altri italiani, Marouan Razine (al 20° posto in 30:44) e soprattutto Yassine Rachik, addirittura 32esimo a quasi due minuti.

Questa gara per Crippa e per gli atleti azzurri doveva rappresentare un test, soprattutto un’opportunità per conoscere il percorso dei prossimi europei di cross, che si correranno proprio qui. Per Crippa meglio di così non poteva andare. E che sia di buon auspicio.

Nella gara femminile, sulla distanza di 8,3 chilometri, la giovane Nadia Battocletti si piazza all’undicesimo posto col tempo di 28:23; poco distante Giovanna Epis, 13^ in 28:32. La gara è stata vinta da Fabienne Schlumpf, col tempo di 26:37.

Domenica, 25 Novembre 2018 14:32

Milano 21 oppure... In Gir a la Cava?

Il bosco del Carengione oppure Milano City Life and… Follow Your Passion? Questo l’improbabile dilemma che diversi podisti hanno avuto nella scelta su dove correre oggi, 25 novembre. Già, perché l’accostamento tra la tapasciata organizzata dal G.S. Zeloforamagno e la mezza di Milano, ma anche non competitiva quasi mezza (guai a chiamarla Half Marathon, anche se poi non succede niente) sembra improponibile.

In Gir a la Cava, e con questa sono 45 edizioni, proponeva tre distanze, 4, 12 e 20 chilometri, costo 5 euro; ma anche 2,5 senza “pacco gara” o, come si usa dire, senza riconoscimento.

Milano 21, oltre alle competitive, mezza maratona e 10 chilometri, proponeva in versione non competitiva la quasi mezza a 38 euro (niente male), una 5 ed una 10 chilometri (20 euro).

No, non è un confronto serio, lo ammetto, sono due scelte totalmente differenti. Tuttavia sono due manifestazioni che malauguratamente (per il G.S. Zeloforamagno) si sono ritrovate sulla stessa data perché Milano 21 ha deciso di prendere questa data.  Nessun problema per come si presentano oggi, appunto diverse tra loro, ma In Gir a la Cava si presenta orfana di quella 10 chilometri competitiva apprezzata ed ammirata da tanti; la concomitanza già nel 2018 ha portato il G.S. Zeloforamagno a farsi signorilmente da parte, spostandosi in serale a giugno e registrando un pesante flop. Inevitabile farsi da parte? Non lo so. Giusto che le cose siano andate in questo modo? Non credo.

Chiudo sul discorso concomitanze con un dato: secondo la Fidal non dovrebbero esistere due mezze competitive nello stesso comune nello stesso anno, anche se poi in un passaggio precisa…a meno che il comune non sia d’accordo…. A Milano c’è la Stramilano e adesso la Milano 21 ma, del resto, a Roma ce ne sono addirittura tre, di cui una organizzata dalla stessa federazione. Quindi bene hanno fatto gli organizzatori della Milano 21 ad inserire una manifestazione che ha portato ….6000 persone a partecipare, un dato che non si può ignorare. Al pari di una Deejaten che, in versione solamente non competitiva, nel 2018 è arrivata a far correre, camminare, deambulare, comunque muoversi oltre…30.000 persone. Bene così, viene da pensare che ha fatto di più Linus con le sue Deejaten che non tutte le istituzioni messe insieme preposte a far alzare il sedere delle persone. E muoversi, in qualunque modo.

Tornando a In Gir a la Cava, erano in 862 ad aver risolto il dilemma presentandosi al via di fronte al Campo Sportivo Borsellino di Zeloforamagno, quartiere di Peschiera Borromeo. Interessante notare che la gran parte di loro ha scelto la partenza unica, una cosa piuttosto rara. No, nessuna classifica, nessun montepremi, tranquilla Fidal, nemmeno la tanto in voga competitiva non cronometrata. Non ho notato nulla, ma forse la prima donna ha ricevuto un mazzo di fiori…speriamo sia accettabile.

Per il resto si è corso tra campi, sentieri, bosco del Carengione e parco della Besozza, in una giornata tipicamente autunnale, ma non piovosa. Bene i servizi, come da tradizione, parcheggio facile, deposito borse, docce e ristoro finale decisamente adeguata. Bello rivedere un atleta che andava forte e che sono certo tornerà ad andare forte: ha fatto un medio sui 12 chilometri. Bentornato Tommaso Vaccina.

per chi volesse saperne di più, a cura di Walter Ferrari

Cenni sul bosco del Carengione

Il Marocco domina la 6^ edizione della Oman Desert Marathon, un’impegnativa gara corsa dal 18 al 23 novembre, sulla distanza di 165 chilometri; 6 tappe di 21, 25, 29, 28, 42 e 20 chilometri, in questa sequenza. La tappa della maratona, corsa in notturna, prevedeva complessivamente 1500 metri di dislivello.

El Murabity, 4 volte vincitore della Maratahon des Sables, ha chiuso col tempo 14h23’42, seguito a poco più di tre minuti dal fratello più giovane, Mohammed (14h26:54). Terzo gradino del podio per il forte atleta locale, Sami Al Saidi (14h28:49).

Prova femminile dominata da un’altra atleta del Marocco, Aziza Alraji; 23h33:31 il suo tempo finale. La francese Kathleen Leguin è seconda ad oltre tre ore (26h35:28), terza la britannica Karen Day (28h55:48).

Primi italiani al traguardo Filippo Rossi, col tempo di 21h31:53 (12° assoluto) e Daniela Carpani, 33h07:04 (8^ assoluta). In totale sono 16 i partecipanti dall’Italia che hanno completato la gara.

La Oman Desert Marathon è una gara che richiede notevole impegno e adeguata preparazione fisica; si svolge interamente nei deserti dell’Oman, da correre in quasi totale autosufficienza, solo l’acqua viene fornita ai checkpoints lungo il percorso. 107 i partenti, 90 quelli che hanno regolarmente terminato tutte e sei le tappe.

Prossima edizione: 22 – 30 novembre 2019

http://www.marathonoman.com/

In data 17 novembre avevamo pubblicato un articolo relativamente ad una serie di sentenze della giustizia federale (leggi qui); tra queste quella relativa alla Napoli City Half Marathon. Questo lo specifico passaggio “ …alla Napoli City Half Marathon, 373 erano gli atleti sprovvisti di tesseramento Fidal (o Runcard), invece regolarmente inseriti in classifica…”. 

Riceviamo oggi una comunicazione dall’Ufficio Gara di questa manifestazione, di cui prendiamo volentieri atto e diamo notizia, dove si informa che la Corte di appello federale, in data 19 novembre, ha annullato la sanzione, in quanto l’infrazione non è stata commessa.

Sotto trovate il testo che ci è stato trasmesso. 

Quindi, successivamente al ricorso e rivalutati i fatti, la giustizia federale ha preso atto che gli irregolari passano da 373 a 22. Beh, viene da dire che di certo non si sono sbagliati di poco. Inoltre, in realtà 10 di questi sono atleti appartenenti a federazioni straniere, quindi titolati a partecipare, secondo le normative italiane. Poi, sempre leggendo la nuova sentenza, ci si perde un po’ coi numeri: se da una parte riferisce di 22 irregolari, da un’altra indica in 25 gli atleti con posizioni anomale che, sempre secondo il loro calcolo, si riducono a 12, sempre vanno dedotte le partecipazioni straniere. Ma 25 meno 10 fa 15, non 12…. Forse ci sfugge qualcosa. 

Comunque la sostanza, che poi è quella che conta, è che la sanzione è stata annullata, anche perché un numero così esiguo di atleti anomali (12 o 15 che siano), sul totale di oltre 5.000, non costituisce dolo o colpa, al limite una semplice svista.

SCARICA LA SENTENZA QUI

 

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