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Rodolfo Lollini

Rodolfo Lollini

A sole due tappe dalla conclusione del circuito nei prossimi due sabati 5 e 12 Ottobre, ecco un'attenta analisi della situazione nelle varie classifiche di categoria, affidata al maggiore esperto della materia, ovvero Roberto Matteucci, a cui lasciamo la parola.

"La tappa segratese dello scorso 21 Settembre ha emesso alcuni verdetti sull’esito finale della stagione e più di un miler ha ottime ragioni per sorridere già prima delle ultime due prove su pista di Chiavenna e Carate pregustando la passerella finale al Parco Sempione, nell’ambito del Miglio di Milano.  

Licia Bombelli, Paola Cagliani e Francesca Caldarulo sono già campionesse 2019 in pectore, mentre Sara Gandolfi avrà bisogno di almeno un’altra partecipazione per mettersi al collo la medaglia d’oro.
Nelle altre categorie, Joanna Drelicharz, Eva Volpari e Rosanna Rossi appaiono nettamente favorite sulle rispettive contendenti: le tre rappresentanti dell’Athletic Team Sabrina Leombruno, Alessandra Beretta e Rosa Di Sabato contano soprattutto sulla costante partecipazione alle gare, ma il gioco degli scarti sembra poter risultare alla fine penalizzante.

In campo maschile, sono già certi della vittoria Pietro Matteucci, Antonio Basso, Ivan Doniselli, Francesco Merisio e Nini Bombelli: per loro un sorriso contenuto, avendo già da tempo sbaragliato il campo nelle categorie di appartenenza.
Se al decano del Club Pietro Ferrari basterà essere presente ad entrambe le prove mancanti per tornare sul gradino più alto del podio fra gli over 80, leggermente più ingarbugliata la situazione nelle categorie SM75, SM70 e SM60 con Enzo Capuzzo, Rodolfo Rencurosi e Giuseppe Lazzari che possono contare su una confortante superiorità nei confronti degli immediati inseguitori, ma dovranno partecipare alle prove di Chiavenna e Carate per presentarsi da vincitori sul podio milanese.
Bei duelli invece nelle categorie SM65, nella quale Luigi Campini avrà a che fare con due avversari agguerriti come Emilio Lazzaroni e Giovanni Galmarini, SM45, con l’arrembante Marcello Vena in caccia del capoclassifica Claudio Terraneo, ma soprattutto Elite, con Giovanni Mancinelli, Luigi Porritiello e Michele Lucchini tutti in corsa per il primo posto senza peraltro avere la certezza del posto sul podio, visto che Johnatan Roggeband può artigliare una medaglia in extremis.
L’unica vera certezza è che chi avrà la pazienza di seguire le ultime fasi della stagione si divertirà e che il 19 ottobre al Parco Sempione (NdR: in occasione del Miglio di Milano) ci sarà una vera e propria sfilata di sorridenti trionfatori del Club del Miglio 2019".

 

 

Le gare al massacro che stanno caratterizzando i Mondiali di Doha ci spingono a lanciare una proposta alternativa, almeno per quanto riguarda le specialità “no-stadia”, in quanto all’interno dell’impianto un minimo di condizionamento della temperatura è presente. Lo facciamo partendo dal presupposto che questa volta siamo il Quatar, ma capiterà ancora in Bahrein, Dubai ed altri stati limitrofi, ugualmente caldi e danarosi. Adesso immagino stiate pensando che basterebbe non andare più in quell’inferno, ma è inutile provare ad opporsi a questa logica. Se può essere di magra consolazione, anche in altre discipline non regna il buonsenso meteorologico. Guardate cosa è successo ai mondiali di ciclismo, evento che il bulimico calendario della bici ha ormai spinto in autunno. Dove si sono svolti settimana scorsa? Nello Yorkshire, dove ha piovuto per tutto il tempo della manifestazione. Piovuto? In Inghilterra? Che strano. Col risultato di gare a cronometro falsate da pozzanghere simili a laghi. Idem per quelle in linea. Domenica quella maschile è stata praticamente ad eliminazione, malgrado la distanza fosse stata leggermente ridotta.

Tutto ciò premesso, onde evitare le stragi registrate nella marcia e nella maratona femminile a Doha, ed in attesa del massacro finale su quella maschile, ci domandiamo se per il futuro, quando si tornerà da queste parti, non sia possibile tracciare un percorso al coperto, esterno all’impianto. Un largo corridoio da circa un chilometro al di fuori dello stadio. Un anello non necessariamente troppo grande e quindi per questo motivo facilmente condizionabile a temperature accettabili.

La maratona potrebbe partire dallo stadio, e dopo un certo numero di giri in pista, per esempio cinque, ma potrebbero essere anche di più, uscire dall’impianto per introdursi nel “corridoio”. A questo punto il gruppo sarebbe già sufficientemente sgranato. Gli atleti poi ritornerebbero nell’anello dello stadio ogni chilometro/giro. Per gli spettatori sarebbe così possibile seguire in diretta lo svolgimento della gara, comodamente seduti al loro posto, come se si trattasse di un gran premio automobilistico. Le telecamere del corridoio potrebbero assicurare la ripresa diretta dei concorrenti mentre corrono fuori dello stadio. Problema doppiaggi? Perché, sui 10000 metri o sui 5000 non ce ne sono?  La stessa formula potrebbe essere utilizzata per 20 e 50 chilometri di marcia. All’interno dello stadio si potrebbero nel frattempo disputare le gare di lanci o salti senza interferenze con le corse e al tempo stesso garantendo uno spettacolo continuo ed interessante. Il passaggio all’interno dell’impianto garantirebbe anche l’aspetto outdoor della gara. Agli ambientalisti giustamente preoccupati per lo spreco energetico relativo al raffreddamento del pistino esterno, credo si possa facilmente rispondere che con dei pannelli solari sarebbe abbastanza semplice ottenere un condizionamento da energie rinnovabili. I costi, quando ci sono di mezzo gli sceicchi, sono l’ultimo dei problemi.  Cosa ne pensate?

Domenica, 29 Settembre 2019 23:08

Mezza maratona del VCO: arrivederci al 2020

Dopo anni di onorato servizio, la Mezza Maratona del VCO non è stata disputata. Ecco un riassunto del comunicato firmato dal Sindaco del Comune Gravellona Toce, Gianni Morandi, dal Presidente dell'A.S.D. Gravellona Toce, Gian Carlo Ferrario, e dal Presidente dello Sport PRO-MOTION A.S.D. Paolo Ottone, che danno l'arrivederci al 2020.

 "Buongiorno a tutti, a seguito dell’incontro pubblico dove si è discusso del futuro della manifestazione in oggetto e dove la società Sportiva Sport PRO-MOTION A.S.D. ha espresso il reale interesse ad organizzare questo evento, è seguito un incontro dove hanno preso parte le tre parti firmatarie di questo comunicato stampa. In quest’occasione son state discusse le basi per il futuro di questa manifestazione giunta alla sua 23^ edizione; di comune accordo si è deciso che la soluzione più logica ed in grado di dare un futuro certo sia quella di affidarla a Sport PRO-MOTION A.S.D., società sportiva che organizza i più grandi eventi sportivi della Provincia del VCO.

Il progetto vedrà un periodo di avvicinamento alla 24^ edizione che si terrà in autunno 2020, percorso che prevede alcune iniziative che avranno l’obbiettivo di riportare questa storica gara podistica ai numeri del passato.

Si passerà da una rivisitazione dell’immagine, da un piano di promozione in Italia ed all’estero e soprattutto da molti accorgimenti che mireranno ad aumentare i numeri dei partecipanti e del pubblico.

L’ A.S.D. Gravellona Toce affiancherà gli organizzatori per garantire il supporto tecnico-organizzativo necessario ed il Comune di Gravellona Toce sarà a supporto per tutti gli aspetti legati alla messa a disposizione delle aree, delle strutture, e dei permessi necessari per l’evento.

Giancarlo Ferrario: “L’ A.S.D. Gravellona Toce, che già collabora attivamente con le manifestazioni organizzate da Sport PRO-MOTION A.S.D., ritiene che la Mezza Maratona Del VCO  possa beneficiare dell’esperienza organizzativa di questa società sportiva che da tantissimi anni gestisce eventi di alto livello. Paolo ed il suo gruppo di lavoro sono persone che saranno capaci di mettere in campo tutta la loro professionalità per portare avanti una gara podistica che è stata il primo evento podistico di massa nel VCO e che merita un grande futuro”.

Gianni Morandi: “La nostra amministrazione, pur prendendo atto con rammarico dell’impossibilità di organizzare la competizione anche per l’edizione 2019, condivide e sostiene la decisione della società gravellonese A.S.D. Gravellona di affidare alla Sport PRO-MOTION A.S.D. la responsabilità di organizzare le prossime edizione della prestigiosa manifestazione. Siamo sicuri che dalla collaborazione di queste importanti realtà, l’edizione numero 24 che si terrà nel 2020 sarà la prima di una lunga serie di nuove edizioni che avranno nuovo slancio, nuovo entusiasmo e faranno nuovamente crescere la partecipazione  e il successo di quella che è sempre stata nota per essere una delle gare meglio organizzate in Italia. Il nostro supporto sarà garantito”.

Paolo Ottone: “Per poter rilanciare un evento che merita di ritornare ad alto livello e per poter mettere in atto tutte le novità che abbiamo in mente insieme ai piani promo-pubblicitari, ci vogliono tempi tecnici che a sei mesi dall’ipotetica data 2019 non ci sono. Preferiamo quindi lavorare da subito per poter presentare l’edizione 2020 a settembre in concomitanza all’apertura delle iscrizioni. Ci sembra questa la via più professionale per poter gestire questo delicato passaggio”.

 

Avete presente quando un amico Vi chiama per proporre una gara che non avete mai fatto? E Voi rispondete che forse non è il caso, ma alla fine, per il quieto vivere, ci andate… Ecco, a Jonathan Busby è successa una cosa simile, peccato che a chiamarlo non sia stato un conoscente, ma i dirigenti della federazione di atletica di Aruba e la gara erano i 5000 metri mondiali a Doha, ieri 27 Settembre.

Se pensate che Aruba sia solo un dominio e-mail e trovate strano che un suo rappresentante possa disputare dei campionati mondiali, siete in ottima compagnia. Invece no, Aruba è una stato indipendente. Un’isoletta ex colonia olandese nel Mar delle Antille.

Sfruttando la wild card offerta dalla IAAF, Jonathan può schierarsi al via, sebbene non abbia conseguito il crono minimo di qualificazione. Anzi, per essere precisi, senza aver alcun tempo sulla distanza registrato in stagione… Per il trentatreenne è un massacro. E vorrei vedere Voi se andaste a fare un 5000 ed in batteria Vi trovaste con tutti quei califfoni in gara. C’è anche il nostro Crippa che peraltro fa la stessa fine di Busby, eliminato pure lui. Al ritorno a casa Jonathan potra dire che si, è stato eliminato, ma è stato sfortunato perché è finito in una brutta manche. Pensate che non ce l’ha fatta nemmeno Yeman, ;-)

La storia però non finisce qui. E’ adesso che viene il bello. Busby in gara va in crisi. Complice l’emozione, un inizio troppo veloce ed il clima da sauna di Doha. Però non è in ultima posizione, dietro c’è un collega. Probabilmente anche lui non è lì per meriti tecnici, ma solo per consentire alla IAAF di piantare un’altra bandierina-stato sulla torta di questi mondiali. Si tratta di Braima Sunclar Dabó, proveniente dalla Guinea Bissau. Busby all’ultimo giro crolla e si accascia sulla pista, disidratato e quasi incosciente. Il buon samaritano Dabò però non lo sorpassa. Potrebbe far finta di nulla, evitando l’ultima posizione. Invece si ferma e lo sorregge, accompagnandolo per i 250 lunghissimi metri che mancano al traguardo.

La scena manda in delirio il pubblico del Khalifa Stadium e consente a Busby di chiudere insieme a Dabó in 18’10” e qualche centesimo, tempo che non gli avrebbe consentito di vincere nemmeno un campionato regionale master nelle categorie dove i concorrenti cominciano ad avere i capelli bianchi. Prima di crollare al suolo, da buon tapascione, Busby ferma il cronometro del suo GPS. Verrà squalificato, ma è già entrato, insieme a Dabó, nella storia dell’atletica.

Domenica scorsa 22 Settembre, ho partecipato alla DJ100, evento ciclistico con partenza da Milano, zona velodromo Vigorelli, per rimanere in tema. Percorso velocissimo che portava a Castano Primo, si proseguiva in direzione Abbiategrasso per poi tornare a Milano, coprendo appunto 100 chilometri. Per quel poco che capisco di questo sport, ancora meno che di running, il che è tutto dire, si è trattato di una manifestazione molto ben organizzata. Pensate che il tracciato era presidiato con traffico praticamente bloccato ad ogni incrocio o semaforo. Peraltro ho notato che in città gli automobilisti non fanno discriminazioni tra runner o amanti della bicicletta. Quando vengono bloccati esprimono il loro disappunto con analogo vigore ;-).

Immagino che a questo punto alcuni di Voi abbiano interrotto la lettura per verificare se podisti.net avesse cambiato nome in ciclisti.net. State tranquilli, non è così ed ora cercherò di arrivare al punto. Per partecipare e divertirmi in questa gara, ho dovuto presentare i dati relativi al mio tesseramento presso la FCI, la Federazione Ciclistica Italiana. In caso contrario avrei dovuto fare una specie di tesseramento giornaliero, come avveniva anche per la FIDAL nell’era pre Runcard. In tutti i casi la manifestazione era sotto l’egida della FCI. La stessa cosa succede quando Radio DJ organizza gare di Triathlon. Anche in questo caso mi risulta che la FiTri sia pienamente coinvolta.

Come ricorderete, prima di occuparsi anche di altre discipline, la grande passione per lo sport del DJ Linus è partita con il running. Le prime DJ Ten riguardavano appunto delle corse da dieci chilometri a Milano poi abbinate all’opzione sui cinque che col passare del tempo sono state replicate con successo in altre città in tutta la penisola.

Da qualche anno a questa parte, la FIDAL, almeno a Milano, è stata completamente tagliata fuori. Non conosciamo il motivo di questa “scomunica”, che ai nostri occhi appare ancora più strana, alla luce della costante collaborazione della DJ con FCI e FiTri. Noi pensiamo sia un vero peccato, in quanto insieme alla parte più ludica e non competitiva, ci sono anche tanti agonisti che partecipano.

Ormai per la DJ Ten, programmata nel capoluogo lombardo per il prossimo 13 Ottobre, è troppo tardi. Sarebbe bello che per il 2020 anche la FIDAL fosse nuovamente coinvolta in questa giornata milanese di festa della corsa. Anche perché, a ben guardare e senza alcuna intenzione polemica, ad esempio la DJ Ten romana, prevista il 24 Novembre prossimo venturo, avrà anche l’opzione agonistica FIDAL. Se questo articolo potesse contribuire, seppure in minima parte, a riaprire la collaborazione tra FIDAL Lombardia ed un organizzatore di grande successo come DJ Linus, ne saremmo lieti.

Le prime edizioni sono spesso causa di preoccupazione per gli organizzatori e sinonimo di problemi per i partecipanti. Invece sabato pomeriggio 21 settembre 2019 a Segrate (MI) è filato tutto per il verso giusto in occasione del 1° Miglio di Segrate, 8^ prova del Club del Miglio 2019 che ripartiva dopo la sosta estiva. Naufragata l’opzione Saini, chiuso per lavori di manutenzione, la gara ha trovato asilo presso la Scuola Leopardi.

Molto meglio così, anche perchè il contemporaneo concerto di Jovanotti a Linate avrebbe comportato non pochi problemi agli atleti per raggiungere il centro sportivo Saini, in quanto molte strade erano state chiuse al traffico.

L’Atletica Segrate, con la collaborazione del Comune di Segrate, presso la struttura scolastica ha messo a disposizione ampi spazi, spogliatoi con docce e tutta la logistica necessaria. Organizzazione curata nei minimi particolari tanto che chi Vi scrive è riuscito anche a recuperare il suo GPS, malgrado lo avesse seminato negli spogliatoi.

Il tracciato partiva dalla piccola pista in cemento da 200 metri della scuola che andava percorsa per due volte. Si usciva poi nel parco per un anello dal fondo misto tra sterrato, erba e lastricato. Ripetuto due volte anche il giro esterno, si rientrava e sprintava per un’ottantina di metri scarsi, fino alla linea di partenza.

Dopo il solito gioioso prologo su distanze ridotte riservato ai più giovani, si è passati ai senior. Bella la manche femminile, vissuta sul duello tra la classe 2002 Sara Gandolfi (Atletica GISA) che ha prevalso in 5’25”38 su Joanna Drelicharz (Atletica Lonato), vera star SF40 tanto da essere stata invitata per una batteria master di ottimo livello anche al recente Golden Gala di Roma. Terza classificata Eva Volpari dell’Atletica Arvedi.

Gare maschili altrettanto divertenti e combattute. Nella prima (da SM65 a salire) arrivo mozzafiato tra Emilio Lazzaroni (Ambrosiana) e Giovanni Galmarini (Gallaratese) che hanno lottato gomito a gomito. Vittoria del primo per una manciata di centesimi. Il miglior crono della giornata è stato conseguito da Simone Zago (Atletica Stramilano) con 4’58”14. Per tutti i dettagli potete trovare i risultati cliccando qui.

Ora, dopo una sosta nel prossimo weekend, partirà la rumba degli ultimi appuntamenti, uno dietro l’altro, ma attenzione perché saranno tre e non due. Dopo le tappe a Chiavenna (SO) il 5 Ottobre e a Carate Brianza (MB) il 12, il Club effettuerà le premiazioni del circuito il 19 Ottobre a Milano, in occasione del Miglio di Milano. Gara che avrà luogo nella prestigiosa cornice del centro cittadino, tra l’Arco della Pace ed il Castello Sforzesco. Per il momento ci fermiamo qui, ma ritorneremo sull’argomento. Intanto per favore segnate anche questa data col circolino rosso sul Vostro calendario.

Lunedì, 23 Settembre 2019 11:14

Mugello trafficato ma bello

Borgo S. Lorenzo (FI) - Si è svolta ieri, domenica 22 Settembre, la Maratona del Mugello, gara che vanta una buona tradizione, essendo giunta alla sua edizione numero 46. Andiamo subito al risultato tecnico con la vittoria di Carmine Buccilli dell’Atletica Santa Marinella in 2h2838”, con largo margine su Abdelilah Dakhchoune (GS Maiano) e Matteo Lucchese (AVIS Castel San Pietro) giunti ad oltre 13 minuti.
Quinta assoluta e prima tra le donne Federica Moroni (Golden Club Rimini) che ha chiuso in 2h55’17”. Anche qui ben distanziate le prime avversarie, ovvero Sonia Ceretto (Maratoneti Tigullio) in 3h20’06” e Marta Doko (GS Lamone i 3h 37’ 41”.
Per tradizione, il programma della manifestazione offre sempre anche un'altra opzione, la cui distanza nel corso degli anni è variata dalla maratona alla mezza, diciamo così, abbondante. Per il 2019 fissata in 24 chilometri. Numeri pressoché gemelli di partecipanti, in quanto a concludere la gara sono stati 264 agonisti in maratona e 263 nel percorso più breve (vinto da Massimo Mei in 1h25'14 e da Teresa D'Amico in 1h 53'08).

Tra questi ultimi abbiamo intervistato una nostra vecchia conoscenza, Armando Bertolasi (2h 26'43), buon maratoneta emiliano che ha già viaggiato e corso con Podisti.net a Boston: “La gara mi è piaciuta molto. Ho trovato un po’ di saliscendi che mi sarà utile visto che sto preparandomi alla trasferta ad Atene. Percorso piacevole, panorami sempre belli. Il tracciato è presidiato ad ogni incrocio dai volontari che hanno fatto un ottimo lavoro. Peccato che si corra su strade aperte al traffico ed infatti mi è capitato di vedere anche qualche faccia-a-faccia poco piacevole tra concorrenti ed automobilisti, fortunatamente senza conseguenze. Alla fine mi sono gustato un ottimo ristoro e fatto la doccia presso una vicina struttura,  servita anche da un servizio navetta, per i più stanchi. Ottimo lungo, solo un appunto, i chilometri in realtà erano 25 abbondanti, ma va bene così. Ci ritornerò”.

Martedì, 17 Settembre 2019 17:26

Le Survivor cross diventano vere Series!

Difficile parlare di cross quando il termometro è sopra i 30 gradi e gli allenamenti diventano delle saune, ma oggi siamo in compagnia di Stefano Longo ovvero mister Survivor Series e siamo curiosi di saperne di più su questa manifestazione che ha esordito nel 2018. Per chi non le conosce, puoi descriverle brevemente?

Grazie Rodolfo. Anche in questo 2019, dopo il favorevole debutto dello scorso anno, siamo più carichi che mai e vogliamo rivoluzionare il mondo della corsa campestre italiana. Il format su quattro turni ad eliminazione è confermatissimo, con una prima fase a cronometro e tre a batterie tra quarti di finale, semifinali e finale, assieme però a tantissime novità che vi sveleremo nei prossimi mesi.

Cominciamo segnalando quella più importante di tutte

Come dice il nome Survivor Series, plurale, da quest’anno non ci sarà più un solo evento Survivor, bensì quattro, e non sarà organizzato solo su suolo lombardo, ma l’innovativo format sbarcherà anche “oltre confine”. Oltre alla tappa inaugurale di Busto Arsizio (VA), la manifestazione esordirà anche in Veneto ed in Emilia Romagna, nel tentativo di coinvolgere quanti più atleti possibili da regioni diverse e di innalzare il livello della manifestazione. Verrà quindi creato un circuito con tre tappe di qualificazione e una finale, per aggiungere ancora più interesse ad una manifestazione che già nella tappa inaugurale ha dimostrato quanto il format piaccia a tutti, atleti, tecnici e pubblico.

Come sarà stilata la classifica?

Ogni tappa assegnerà dei punti, da 1 per la partecipazione a 50 per il vincitore. Per la finale questi punteggi verranno raddoppiati, dando di conseguenza maggior importanza al risultato raggiunto nell’ultimo evento della stagione. La finale sarà aperta a tutti, ma per poter partecipare all’assegnazione del titolo sarà necessario aver preso parte almeno ad una tappa di qualificazione. Non è quindi scontato che il vincitore delle Survivor Series 2019 sarà lo stesso atleta che si aggiudicherà la finale.

In quali date si correrà?

Il calendario, studiato per evitare concomitanze con le tappe di qualificazione per i campionati europei di corsa campestre e altre importanti manifestazioni di corsa su strada, sarà il seguente:

03 Novembre 2019 – Busto Arsizio (VA) – società organizzatrice Pro Patria ARC Busto Arsizio

10 Novembre 2019 – San Dona’ di Piave (VE) – società organizzatrice ASD Bunker Sport

01 Dicembre 2019 – Imola (BO) – società organizzatrice Imola Sacmi Avis

15 Dicembre 2019 – Milano – società organizzatrice

Passiamo alle novità tecniche

In quest’edizione sono state omologate a quelle dei campionati regionali le distanze di gara delle staffette Ragazzi/e e Cadetti/e, che saranno quindi portate entrambe alla distanza di 3x1000 (contro il 3x2x600 e 3x2x800 dello scorso anno).

E per i…diversamente giovani?

In aggiunta ai round ad eliminazione, dedicati alle categorie assolute, per invogliare alla partecipazione anche i moltissimi master che praticano le distanze del fondo sono stati aggiunti anche dei round loro dedicati, che si svolgeranno al termine proprio della gara assoluta.

Grazie Stefano, io l’anno scorso ho partecipato, ma essendo scarso e vecchio ho preso delle paghe incredibili da ragazzi che potevano essere quasi miei nipoti… Altre informazioni?

Per accorciare i tempi delle gare assolute, e rendere la competizione più serrata dando meno tempo di recupero, sono quindi stati ridisegnati completamente gli orari gara. Si inizierà alla mattina con le staffette giovanili, a cui seguiranno le fasi di qualificazione di tutti gli atleti assoluti e master. In seguito ci saranno i turni eliminatori delle categorie assolute, e in coda alla manifestazione quelle legate ai master. Le iscrizioni alle gare saranno direttamente online tramite la solita procedura sul sito della Fidal.

 Con cosa vogliamo concludere?

Terminiamo come avevamo iniziato, ovvero con una conferma. Come lo scorso anno, anche per questo 2019 partner benefico della manifestazione sarà Africa Athletics Onlus www.africaathletics.com, associazione patrocinata da FIDAL che da 4 anni si impegna nel promuovere l’atletica in paesi del terzo mondo, sviluppando progetti di sport socializzazione e cultura. Durante ognuna delle quattro tappe saranno presenti degli incaricati per la raccolta di materiale sportivo (cinesini, ostacoli rotti, pesi, giavellotti, cronometri ecc), vestiario e scarpe da ginnastica di seconda mano. Niente di più facile che mettere i vostri indumenti e le vostre scarpe in lavatrice e portarle il giorno della gara per un riciclaggio solidale. Perché le Survivor Series sono divertenti per tutti, e se si fa del bene lo sono anche di più. 

Grazie ancora Stefano e per ogni altra informazione ricordiamo il sito: www.survivorseriescross.wordpress.com

Mercoledì, 11 Settembre 2019 15:32

Tor des Géants: sono arrivati in 564

Chiuso il Tor des Géants con l'arrivo degli ultimi corridori, appena qualche minuto dopo il termine delle 150 ore: si tratta di Anna M. Corsico Piccolino (563^ in 150h 11 min) e di Pierre-Hugues Faivre (150 h 13'). Sono giunti scortati da ben 10 "scope", di cui non sono divulgati i nomi.

Stiamo preparando un pezzo con tutti gli ordini d'arrivo per le prime posizioni.

Ai massimi livelli maschili, il Tor 2019 parla ancora in bergamasco. A trionfare è Oliviero Bosatelli, il vigile del fuoco che non è nuovo a questa impresa avendo già vinto nel 2016. Il cinquantenne orobico fa sua la decima edizione della competizione in 72 ore e 37 minuti. Quasi tre ore in meno rispetto alla sua prima vittoria, per quello che possono contare i tempi quando bisogna percorrere 330 chilometri e superare 24.000 metri di dislivello positivo. E lasciateci dire, altrettante discese, non per questo meno facili. Ben distaccati i primi rivali, Galen Reynolds, secondo in 76 ore e 6 minuti e Danilo Latermino, medaglia di bronzo in 79 ore e 9 minuti. Quarto Erwee Tiaan (80 ore e 18 minuti), quinto Lukas Jeens (85 ore e 4 minuti).

Bosatelli ha trionfato grazie ad una condotta molto accorta. Partita la gara domenica 8 settembre, Oliviero ha lasciando l’onere del battistrada a Franco Collé e Peter Kienzl, entrambi poi costretti al ritiro dopo la prima notte di corsa. Va allora al comando il transalpino Romain Olivier, ma alla sosta-ristoro di Donnas, Rosatelli accorcia i tempi ed esce dopo solo 15 minuti dal rifugio. Presa la testa, non la mollerà più fino a Courmayeur dove è arrivato stamattina 11 settembre.

In campo femminile vittoria per l'iberica Silvia Trigueros Garrote, sesta assoluta e che ha concluso in 85 ore e 23 minuti. E' l'unica donna che fino alle 10:25 di giovedì 12 è transitata sul traguardo. A chiudere il podio , nel pomeriggio dello stesso giovedì, sono state Jocelyne Pauly (20^ assoluta in 94h 22) e Chiara Boggio (26^ in 96h 55), autrice di una straordinaria rimonta. Seguono altre otto donne classificate fra il 38° e il 59° posto assoluto. Da notare che Niwa Kaori, a lungo terza donna, è scivolata all'ottavo posto, superata da tre italiane: Elisabetta Negra (38^ assoluta) Patrizia Pensa, Melissa Paganelli. Appena mezz'ora dietro la Kaori è giunta la campionessa altoatesina Annemarie Gross: 102 ore e 20 minuti il suo tempo.

Alla mezzanotte di giovedì hanno concluso la loro straordinaria fatica 69 atleti, anzi forse è meglio definirli superatleti. Venerdì mattina alle 7,12 è giunto il centesimo, Elio Foiadelli; alle 13,21 il centocinquantesimo, Michele Balestri, che dunque ha impiegato cinque giorni e poco più. Alle 9,15 di sabato 14, mentre chiudiamo provvisoriamente questo aggiornamento, è arrivato il 357°, Pietro Colamartino da Celano, con un tempo di 141 ore e 9 minuti complessivi. Altri 580 sono ancora in corsa, mentre il numero dei ritirati continua forzatamente a salire e ha raggiunto i 366: tra essi, nomi eccellenti sono quelli dei già citati, il valdostano Franco Collé (vincitore nel 2015), e l'altoatesino Peter Kienzl; poi della bergamasca Lisa Borzani, già due volte vincitrice di questa competizione. I "superstiti" narrano di una temperatura scesa a -15 sul Col Loson, il punto di massima elevazione della gara coi suoi 3300 metri. Ma l'impressione è che a questo punto nessuno voglia ritirarsi e punti in ogni caso a Courmayeur; è più probabile che ci siano dei fuori-tempo massimo (categoria da guardare con molto rispetto, gente che non si arrende mai) piuttosto che degli abbandoni.

Si è già chiuso il "Tor 130", fratello minore (come intuibile dal chilometraggio) della gara più massacrante, con 197 finisher e 223 ritirati: primi, i locali Giuliano Cavallo (23h 01) e Marco Bethaz (24h 17); prima donna, Marina Cugnetto in 28h 53.

Per chi volesse seguire in diretta gli arrivi a Courmayeur, ecco il video in onda su YouTube https://www.youtube.com/watch?v=J9LQznKkVmQ, rilanciato dal sito ufficiale della manifestazione https://www.tordesgeants.it/it/news/

 

 

Mercoledì, 11 Settembre 2019 13:02

Il Miglio di Segrate trasloca alla Scuola Leopardi

Prima che termini l’estate è giusto che ricominci il Club del Miglio. L’ottava tappa del circuito sarà il “1° Miglio di Segrate” e andrà in scena il prossimo 21 Settembre. Originariamente previsto presso il Centro Sportivo Saini, a causa dei lavori di manutenzione dell’anello di atletica, l’evento ha dovuto trovare un’altra sede. Lavori che certamente non malediciamo, in quanto vanno a sanare una situazione che aveva ormai costretto da anni a revocare l’omologazione dell’impianto. Tanto è vero che se si fosse corso ancora al Saini, si sarebbe verificata la strana situazione di correre in pista una manifestazione etichettata come su strada con eventuali record non omologabili.

Gli organizzatori dell’Atletica Segrate non si sono persi d’animo ed è stata trovata una bella e ben servita soluzione alternativa presso le Scuole Medie Leopardi, in via San Rocco. Si partirà ed arriverà sulla pistina dell’istituto, mentre il resto del percorso sarà su asfalto o sterrato nel piacevole scenario del parco centrale della cittadina milanese.

Ritrovo previsto per le ore 14.30 e già alle 15 partirà la rumba delle batterie con gli Esordienti e le altre categorie giovanili, su distanze ridotte. Verso le 17 sarà la volta di Allievi e tutti i master/assoluti. Per altre informazioni potete sintonizzarVi su questi siti:

www.clubdelmiglio.it www.atleticasegrate.com

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