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Maurizio Lorenzini

Maurizio Lorenzini

appassionato di atletica, istruttore Fidal e runner



6 novembre 2022. Dopo due anni complicati per il Covid si torna a correre per le vie di New York, 51esima edizione. Tra gli atleti al via i campioni uscenti del 2021, Albert Korir e Peres Jepchirchir. Vincono i due keniani Evans Chebet e Sharon Lokedi.

Gara maschile

Dopo pochi chilometri prende il largo il brasiliano Daniel Do Nascimento che allunga decisamente sino ad accumulare un vantaggio sul gruppo di un minuto e mezzo al km 10, dove è passato in 28’42 ( a due secondi dal suo personale sui 10.000 metri!). Daniele Meucci, unico italiano elite al via, resta nel gruppo di testa per diversi chilometri.

Passaggio ai 21097 metri che, letto così, pare una follia: il brasiliano non solo porta il suo vantaggio ad oltre due minuti, ma realizza un incredibile 1h01’22 (a 20 secondi dal suo personale sulla mezza, altro dato incredibile). Segue il gruppo in 1h03’35; Meucci poco distante passa in 1h04’03, decima posizione.

Colpo di scena al km 28, pit stop per il brasiliano, si avvicina decisamente Evans Chebet (vincitore della maratona di Boston 2022 e l'atleta col miglior tempo di accredito al via, 2h03'00), che nel frattempo ha staccato gli avversari, ma non così nettamente. Al 105esimo minuto di gara crolla letteralmente Do Nascimento, si ferma e si sdraia a terra, gara finita.

Chebet pare lanciato verso la vittoria, con Shura Kitata, El Aaraby e Abdi Nageeye a una manciata di secondi, al km 35.

Km 41, Chebet mantiene un esiguo vantaggio su Kitata (12 secondi), ormai è una partita a due, segue Nageeye a un minuto.

Vince Evans Chebet col tempo di 2h08’41, con l’abbraccio di Claudio Berardelli (suo allenatore) e Gianni Demadonna (suo manager); secondo posto per Shura Kitata (2h08’53), terzo Abdi Nageeye (2h10'31), di nazionalità olandese, originario del Marocco. Evans Chebet ha corso 12 maratone nel corso della sua carriera, non andando mai peggio del 4° posto, invece vincendo gare di altissimo prestigio, come Boston, Valencia e oggi New York.

Ottima prestazione per Daniele Meucci, che nonostante un calo nella parte finale conclude in ottava posizione, tempo 2h13'29.

Gara femminile

Al passaggio della mezza maratona, in 1h12’07, sono una dozzina le atlete a condurre, tra queste Hellen Obiri, due volte campionessa del mondo sui 5.000 metri (2017 e 2019).

Km 30, sono  rimaste in tre: Obiri, Gotytom Gebreslase, Viola Cheptoo, che sembrano avvantaggiarsi sul resto del gruppo ma poco dopo vengono raggiunte da Lonah Salpeter e Sharon Lokedi, all’esordio sulla distanza.

Km 40, sono rimaste in tre: Salpeter, Lokedi e Obiri, che segue a pochi metri. Di qui a poco attacco deciso della Lokedi, ma Salpeter resta vicino. All’altezza di Colombus Circle si rientra in Central Park, dieci metri separano le due atlete. Vince la Lokedi, una vittoria sorprendente, e con un tempo eccellente, 2h23’23, secondo posto per Salpeter (2h23’30) e terzo per Gebreslase (2h23'39). Una curiosità: La Lokedi è l'ottava atleta a vincere all'esordio nella storia della NYCM. 

Presenza italiana in calo (2222 vs 2844 nel 2019), tuttavia in base al numero degli iscritti risulta sempre la nazione più numerosa, dopo gli Stati Uniti e prima di Francia (1948) e Gran Bretagna (1915).

Questi i migliori risultati degli uomini: 1) Daniele Meucci, 2h13'29 2) Pietro Sartore, 2h37'25 3) Luca Quarta, 2h38'05 

e questi delle donne: 1) Vannina Dal Santo, 3h07'12 2) Gabriele Lanci, 3h08'41 3) Paola Rodriguez Giustiniani, 3h15'06

 

Alla mezza maratona sei atleti sotto i 60 minuti, la tedesca Klosterhalfen all’esordio in 1h05’41; Valencia si conferma un’ottima piazza per fare grandi risultati

25 ottobre 2022. Nella mezza maratona maschile torna al successo il keniano Kibiwott Kandie, che con 58’10 vince e realizza la 10^ prestazione all time. Secondo posto per l’etiope Yomif Kejelcha, al primato personale e nazionale col tempo di 58’32. Terzo un altro keniano, Daniel Kibet Mateiko (59’04), all’esordio sulla distanza.

Nella gara femminile sorprende, ma forse solo sino ad un certo punto, lo splendido esordio della tedesca Konstanze Klosterhalfen,  fortissima in pista (14’26 e 31’01 sui 5 e 10.000 metri) e che pare trovarsi a suo agio anche sull’asfalto, in particolare se veloce come a Valencia. Il suo 1h05’41 rappresenta il terzo tempo di sempre a livello europeo. Secondo e terzo posto per le etiopi Tsigie Gebreselama (1h05’46) e Hawi Feysa (1h06’00).

Italia in grande spolvero, col piemontese delle Fiamme Oro, Pietro Riva, che con 1h00’30 migliora di oltre un minuto il precedente personale di 1h’01’36 ottenuto a Berlino (2022). Bene, anzi molto bene, anche Pasquale Selvarolo, che a sua volta “arrotonda” a 1h02’00 il personale appena ottenuto ai campionati italiani di Pisa, quando concluse al 3° posto in 1h02’21.

Ma una soddisfazione ci arriva anche dalla bella prestazione di Giulia Vettor (modenese 38enne, con una lunga esperienza in pista e ora tesserata Cus Parma); chiude la sua gara in 1h17’01: oltre a migliorare nettamente il suo primato personale (precedente Lodi 2021,1h19’39) risulta prima italiana (su 191), 24^ di categoria Senior (su 1354) e 29^ nella classifica generale femminile (su 4289). 
Ma il dato più significativo è la continua crescita di questa atleta, che negli ultimi due anni ha più volte ritoccato i suoi primati, nel mezzofondo (9:52 nei 3000, 17:08 nei 5000, entrambi nel 2022), e ora anche nelle gare su strada.

In una giornata che ha riservato condizioni climatiche ottimali, vittoria con record della manifestazione (2h08’10) per l’ugandese Solomon Mutai, per pochi secondi migliora il tempo realizzato dal keniano John Komen nel lontano 2009 (2h08’13). Lucy Karimi prima nella gara femminile.

23 ottobre 2022. E finalmente è arrivato il record, inseguito da molti anni. Gara maschile che si risolve sul ponte della Libertà, con Mutai che allunga in progressione e stacca il keniano Emmanuel Naibei, da quel momento gareggia solo con se stesso. Secondo posto in 2h09’41 per Naibei e terzo per l’etiope Delelegn Abebe, che con 2h09’54 migliora il suo primato personale (precedente 2h11’). Primo italiano (equiparato) è Khalid Jibari (Athletica Alperia), col tempo di 2h25’35; secondo posto in 2h27’15 per Salvatore Gambino (DK Runners) e terzo per Edgardo Confessa (2h27’46-Team Km Sport). Pochi italiani e tempi non eccelsi, viene da chiedersi perché questa gara venga generalmente disertata.

Gara femminile che è parsa anomala nel suo svolgimento, pare avesse un unico pacer dedicato, Umberto Persi, peraltro alla sua prima esperienza in maratona. Vista da fuori poteva essere una buona idea dedicare (anche) almeno un africano a dettare il ritmo, data la loro nutrita partecipazione in questa occasione. Di certo è parsa subito una difficile impresa quella di fare il record della gara, dopo il passaggio alla mezza in 1h13’11, e chi conosce il percorso sa bene che la prima parte è ben più semplice della seconda. Si corre quindi solo per vincere, e 6.000 euro riservati al/la primo/a classificato/a sono un buon motivo per provarci. Dopo il Ponte della Libertà, e poco prima dell’inizio dei famosi 14 ponti, Lucy Karimi saluta la compagnia e si invola, non senza qualche difficoltà nella sua azione in corrispondenza di curve e ponti. Vince in 2h28’12, ben lontana dal suo personale di 2h24’24, ma è sempre bene ricordare che gli ultimi chilometri del percorso di questa maratona sono piuttosto complicati; podio tutto keniano che si completa con  Rebecca Chesi (2h29’14) e Caroline Korir (2h29’46).

Prima italiana Paola Salvatori (U.S. Roma 83), suo il tempo di 2h52’36. Secondo e terzo posto col tempo di 3h02’25 e 3h08’18 rispettivamente per Martina Festini (Atl. Brugnera) ed Eleonora Rachele Corradini (Grottini Team).

Anche qui sarebbe da capire qualcosa sulla scarsa presenza delle atlete elite.

Eppure il montepremi riservato agli italiani era decisamente interessante, 1800 euro al primo classificato e a scalare sino al quinto posto, che assegnava 500 euro. Da tenere tuttavia presente che le attenzioni degli organizzatori dovrebbero, o potrebbero, riguardare altri passaggi: rimborsi, ospitalità, pettorali ad invito, lo stesso supporto logistico, fondamentale in una gara così particolare (partenza da Stra ed arrivo nel centro di Venezia, con evidenti complicazioni nel pre e post gara). Insomma, è possibile che si facciano delle scelte ben precise sulle strategie relativamente agli atleti elite, da cui poi conseguono quelle degli atleti.

Buone notizie lato partecipazione: al momento che scrivo siamo già a 4133 atleti classificati e siamo a 5h40', quando nel 2021 erano stati 2739 i finisher. 

 

 

 

Era nell’aria il sub 60 minuti: un avvicinamento costante negli anni fino al 60’15 del 2021, realizzato dall’etiope Gudeta Chimdessa Debale. E’ stato il campione mondiale di maratona Tamirat Tola a infrangere la difficile e prestigiosa barriera dei 60 minuti nella mezza maratona. Ha chiuso in 59’49. Gara femminile vinta in 1h09’41 da Biruktayit Degefa (Etiopia); bene Giovanna Epis (1h12’25), 5° posto e prima italiana all’arrivo. 652 gli atleti classificati, in una gara capace di esprimere sempre livelli tecnici molto elevati.

Il comunicato degli organizzatori

TRENTO, 2 OTTOBRE 2022 – L’etiope Tamirat Tola infrange il record dell’ora alla Trento Half Marathon 2022. Il campione mondiale di maratona ha completato i 21,097 chilometri sotto un caldo sole autunnale in 59’49 riscrivendo la storia della mezza maratona trentina, arrivata all’undicesima edizione; vittoria etiope anche al femminile a firma di Biruktayit Degefa (1:09’41). Sul traguardo ad attendere i due protagonisti l’etiope Muktar Edris, trionfatore per la quinta volta al Giro al Sas di sabato sera. 

Si è assistito ad una gara lanciata su ritmi altissimi sin dal via e che ha permesso al trentunenne Tola - già bronzo olimpico nei 10.000 metri ai Giochi di Rio de Janeiro 2016 - di essere il primo atleta nella storia della mezza trentina a presentarsi in Piazza Duomo in meno di un’ora, migliorando il primato di 1:00’15 stabilito l’anno passato dal connazionale Gudeta Chimdessa.

Nella seconda metà di gara Tola ha preso decisamente il largo rispetto ai compagni di avventura, trasformando gli ultimi chilometri in un’autentica rincorsa contro il tempo, per provare a beffare il cronometro e presentarsi puntuale all’appuntamento con la storia. Un rendez vous davvero perfetto. Così il chilometro finale sul tracciato del Giro al Sas si è trasformato in una vera e propria cavalcata trionfale sancita dal record del percorso che esalta ancor più la nobile realtà della Trento Half Marathon. 

Poco meno di un minuto dopo Tola è poi giunto in Piazza Duomo, ai piedi della Fontana del Nettuno il keniano Wesley Kimutai (1:00’45), seguito a sua volta dall’ugandese Kevin Kibet (1:01’40) che ha così completato il podio di giornata davanti all’altro etiope Ararsa Lelisa Bultisa e ai due keniani Solomon Kipchoge e Mike Chetato. Decimo tempo della gara maschile quindi per il migliore italiano di giornata, il trentino di origine marocchina Issam Madouh (Atletica Valchiese, 1:11’04), seguito in graduatoria da Francesco Rizzotti (Km Sport, 1:12’07) e da Enrico Cozzini (Gs Fraveggio, 1:12’09).

La vincitrice tra le donne Biruktayit Degefa è stata la settima assoluta a presentarsi sul traguardo in una sfida femminile, che a differenza della cavalcata di Tola, si è risolta nell’ultima parte di gara. A 500 metri dalla conclusione la trentaduenne etiope ha allungato sfruttando i sanpietrini del centro storico per avere la meglio sulla keniana Emmaculate Chepkirui (1:09’47) e sull’altra etiope Dessie Anchinalu, under 20 già capace di correre sul piede dell’1:09’58: per il secondo anno consecutivo, resiste così il record del tracciato, fissato in 1:08’34 nel 2019 dalla keniana Rionoripo.

Chi invece può fregiarsi di un nuovo record alla Trento Half Marathon è la veneziana Giovanna Epis (Carabinieri), quinta in classica preceduta anche dall’altra keniana Perine Nenkampi: l’1:12’25 della veneta allieva di Giorgio Rondelli rappresenta il nuovo primato “italiano” della gara, risultato che ha acceso ulteriormente l’entusiasmo del folto pubblico presente in Piazza Duomo, arrivo anche della popolare Quarter Marathon, novità del 2022, e della Happy Family Run che ha riportato la gioia delle famiglie sulle strade di Trento: sono stati in centinaia di ogni età i podisti che hanno risposto presente all’appello dell’ASD Città di Trento. Nella Quarter successi dei trentini Loretta Bettin (Atl Paratico) e di Daniele Felicetti (US Monte Pallidi). 

Le parole dei protagonisti: 

Tamirat Tola: “Ho scelto Trento per tornare in gara dopo il titolo mondiale nella maratona di Eugene (Oregon, Stati Uniti) e devo dire che la decisione è stata azzeccata. Ci tenevo a correre sotto l’ora e posso dirmi soddisfatto della mia prestazione: è stata davvero una gara tosta, ma l’arrivo con questo pubblico è davvero emozionante”.

Biruktayit Degefa: “Non è stato facile vincere e solo nel finale ho trovato lo spunto per allungare. È stata una mezza maratona impegnativa e sono soddisfatta di come mi sono comportata e di come ho reagito alla stanchezza negli ultimi chilometri”.

Giovanna Epis, migliore italiana. “Dopo il quinto posto nella maratona degli Europei di Monaco ho pensato al matrimonio e alle vacanze e ho ripreso ad allenarmi davvero solo da due settimane. L’obiettivo che avevo era correre sotto 1:13’ ed in questo senso sono pienamente soddisfatta della mia gara. Conoscevo il tracciato e sapevo che era necessario spingere per tutti i 21 chilometri: test pienamente superato, in vista della maratona di Valencia di metà dicembre”.

Ferruccio Demadonna: Meriti e bravure si sono incrociati in questo fine settimana a Trento: Edris, Tola, Degefa, Crippa e gli atleti hanno reso indimenticabile questa edizione del Trento Running Festival 2022. Il pubblico ha particolarmente apprezzato le due giornate gare. Tutto questo è stato possibile grazie alla grande professionalità del Comitato organizzatore e delle centinaia di volontari, oltreché dal supporto degli sponsor, prima fra tutte La Cassa Rurale di Trento, e dagli enti pubblici che ancora una volta ci sono stati vicini. A tutti va il mio grazie.

Giorgio Fracalossi (Presidente Cassa di Trento): Trento Running Festival ha ormai raggiunto un livello di organizzazione e di risultati straordinario. Il Giro sas si conferma una delle più prestigiose corse a livello internazionale come confermano i partecipati e i risultati che da sempre lo caratterizzano. La più giovane Trento Half Marathon dimostra di avere un percorso ideale per ottenere grandi risultata, come quest’anno, e i suoi top runner anche quest’anno l’hanno confermato. E non si possono dimenticare la allegra presenza di runner amatoriali e la cornice del centro storico, che possiamo definire unica.

Carlo Capalbo (Presidente della Praga Internazional Marathon e della Half Marathon di Napoli): Fantastico evento. Due grandi giornate di atletica con grandi Campioni. Trento Running Festival ha dimostrato ancora una volta come il futuro sia sempre più organizzare eventi capaci di coinvolgere agonisti e semplici amatori, grandi Campioni e bambini. Esattamente come qui a Trento. Complimenti a Ferruccio e Gianni Demadonna”.

 

 

SERVIZIO FOTOGRAFICO  - CLASSIFICA GENERALE PDF - CLASSIFICA STAFFETTA PDF - 25 settembre 2022 - Non ha tradito le attese il keniano Hosea Kimeli Kisorio, che con il tempo di 1 ora 41 minuti e 27 secondi ha fatto propria l’undicesima edizione de «La 30 Trentina», tornata al proprio formato originale ed anche ai numeri di iscritti che mancavano dal 2019. L’atleta della Libertas Orvieto, classe 1990, ha trovato nello sloveno Rok Puhar un osso duro, ma è riuscito a tenerselo dietro per tutti i 30,2 chilometri del percorso allestito dall’asd Non Solo Running e a precederlo all’arrivo di appena 27 secondi. Una bella prova, così come quella offerta dal trentenne del Triglav Kranj, che nel finale ha preferito amministrare la piazza d’onore piuttosto che lanciarsi in un disperato attacco nei confronti dell’africano, anche se il suo vantaggio sul terzo classificato, il tarantino (padovano di adozione) Edgardo Confessa del Team Km Sport, era rassicurante, dato che quest'ultimo è arrivato al Parco Segantini con quasi sei minuti di distacco dal vincitore.


Si è conclusa così una gara che ha portato 1.200 concorrenti alla partenza in via Vittorio Emanuele, a Levico Terme, accompagnati dal saluto di Yeman Crippa e Stefano Baldini, ma anche da un cielo sereno e da una temperatura ottimale per correre. Il tracciato è da sempre di quelli che mettono a dura prova anche i migliori, soprattutto in virtù dei nervosi saliscendi che propone, inoltre in questa occasione è stato reso ancora più impegnativo da alcune modifiche apportate per evitare la zone dove sono stati allestiti i seggi elettorali.
Kisorio è partito davanti a tutti e lì è rimasto fino alla fine, diventando così il quarto keniano a finire nell’albo d’oro di questa gara, dopo Towet Vincent Kimutai (nel 2018), Rono Julius Kipnegetich (nel 2019) e Moses Lekuraa (nel 2021). Fino al 24° chilometro Puhar lo ha tallonato a meno di un minuto di distacco, poi nel finale, come accennato, ha allungato anche grazie alla scelta dello sloveno, che ha accusato dolori allo stomaco, di gestire le proprie forze. Importante ricordare, ai fini della classifica finale, che la sfida ha perso abbastanza in fretta uno dei possibili protagonisti, il gambiano Ousman Jaiteh, che all’ottavo chilometro si è ritirato a causa di un malessere.


ph simone Marani /Racephoto

Il primo atleta finito ai piedi del podio è quindi il trentino Davide Parisi del Lagarina Crus Team, che ha chiuso la gara con 8 minuti e 22 secondi di distacco dal primo, seguito da Marco Padovan del Vicenza Runners a 8 minuti e 54 secondi. Un altro trentino ha fatto propria la sesta piazza, Alex Rodigari del Carisolo, seguito da un’altra canotta tricolore del Vicenza Marathon, quella di Pietro Sartore. Top ten completata dal compagno di scuderia Nicola Mastrotto, dall’olandese Mast Maarten e dal pavese Emanuele Massoni (Gruppo Podisti Ciarlaschi), che ha chiuso la gara a 17 minuti dal vincitore.


La sfida femminile ha offerto un po' più di suspense, dato che la favorita Nancy Kerubo Kerage, dell’Atletica Sandro Calvesi, è partita con il piede pigiato sull’acceleratore, ma ha poi ha dovuto fare i conti con la durezza di un percorso che non aveva mai affrontato prima e in vista del Lago di Caldonazzo ha cominciato a pagare dazio. Ne ha approfittato Rebecca Lonedo, anche lei alla prima apparizione a «La 30 Trentina» e proprio per questo partita con un ritmo più prudente: la vicentina di Sovizzo, che difende i colori delle Fiamme Oro Padova, ha mantenuto un passo costante e al 9° chilometro si è portata al comando, senza lasciare più scampo alle avversarie. Al 15° chilometro vantava un margine di un minuto e mezzo, al 21° di oltre quattro minuti e sul traguardo è arrivata ottava assoluta con il tempo di 1 ora 52 minuti e 57 secondi, 5 minuti e mezzo in meno della keniana, che per poco alla fine non ha dovuto guardarsi dal ritorno della reggiana Barbara Bressi (Montanari Gruzza), arrivata al Parco Segantini appena 15 secondi dopo di lei. Quarto posto per la roveretana (trasferitasi a Verona) Arianna Lutteri, che lo scorso anno salì sul secondo gradino del podio: la portacolori della Calcestruzzi Corradini ha impiegato otto minuti e mezzo in più della vincitrice per esaurire i 30 chilometri e 200 metri del percorso, seguita dall’altoatesina Julia Kessler (Sportclub Merano), dalla milanese Stefania Pulici (Brontolo Bike) e dalla trentina Claudia Andrighettoni (Quercia Trentingran.

ph simone Marani /Racephoto

Per quanto concerne le categorie Master, Marco Padoan si è imposto nella SM35, Edgardo Confessa nella SM40, Corrado Taliano nella SM45, Fabio Ginestri nella SM50, Luca Gozzoli nella SM55, Rolando Beatrici nella SM60, Virgilio Monella nella SM 65, Gioachino Monni nella SM70 e Giorgio Marchesano nella SM75. In campo femminile successi di Serena Schievenin nella SF35, Stefania Pulici nella SF40, Elisa Almondo nella SF45, Paola Doro nella SF50, Marilena Marini nella SF55, Angelica Huber nella SF60 e Antonietta Decarli nella SF65.
Interessante anche la sfida riservata alle staffette, la «Duo Half», che ha visto imporsi la coppia composta da Loris Minella e Federico Polesana con il tempo di 1 ora 43 minuti e 52 secondi, davanti a Alessio Loner e Matteo Vecchietti, che hanno impiegato 5 minuti e mezzo in più. Per quanto concerne le squadre miste, vittoria per Alberta Miori e l'ex ciclista Mariano Piccoli, in quelle femminili vittoria per Monica Sartori e Lucia Pedranz. In quanto alla Camminata per la ricerca, iniziativa benefica per raccogliere fondi a favore della Fondazione trentina per la ricerca sui tumori, sono stati in 120 a prendervi parte.

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ph simone Marani /Racephoto

 

VIDEO

25 settembre 2022. L'impressione è che fosse in qualche modo atteso, lo svolgimento della gara lo ha confermato. Il 37enne keniano si conferma il più grande di tutti i tempi sui 42195 metri: si migliora nuovamente sulla distanza portando il suo personale ed il suo record del mondo a 2h01'09 (precedente 2h01'39). Interessante, e direi meritato, il bottino economico: 30.000 euro per la vittoria e 50.000 per il record del mondo. Non saremo ai livelli "prize money" delle gare negli Emirati, però ci si può accontentare, e la piazza di Berlino è ben più prestigiosa. Aggiungo un particolare tutt'altro che irrilevante: difficile che un Kipchoge venga alle gare senza un adeguato ingaggio.

Una gara che sotto il profilo dello spettacolo non ha detto molto, oppure ha semplicemente detto che il più forte oggi era Kipchoge; per onore della verità bisogna dire che gli avversari, quantomeno sulla carta, non erano  proprio in grado di impensierirlo, perché di dotati di record personali ben lontani (2h05' e oltre). Una gara nella quale già al passaggio della mezza Kipchoge era passato con quasi due minuti di vantaggio sugli inseguitori. Il suo passaggio in 59'51 alla mezza maratona poteva addirittura far presagire ad un sub due ore. Invece ha corso la seconda metà di gara più lentamente di un minuto e venti secondi rispetto alla prima, cosa piuttosto anomala a questi livelli; forse non aveva più, forse si è tenuto da parte il ... prossimo colpo. 

http://podisti.net/index.php/notizie/item/9226-kipchoge-a-berlino-corro-per-fare-la-storia.html

Il podio: 1) Eliud Kipchoge (Kenya) 2h01'09 2) Mark Korir (Kenya) 2h05'58 3) Tadu Abate (Etiopia) 2h06'28 

Altissimo livello anche nella gara femminile, dove l'etiope Tigist Assefa (all'esordio sulla distanza!) vince con tempo pazzesco, 2h15'37, terza miglior prestazione "all time" in gara mista. Non è record del mondo ma comunque ci sono 50.000 euro per la vittoria e 30.000 di bonus per aver corso sotto 2h17'30, come previsto dal regolamento gara. 
Gara ben più combattuta, con 4 atlete insieme al passaggio della mezza (tempo 1h08'13). Il cambio in testa avviene tra il km 30 e il km 35, quando Tigist Assefa prende un margine di vantaggio sulla connazionale Tigist Abayechew, margine che incrementerà sempre di più nel corso degli ultimi chilometri. Complessivamente il livello prestativo delle atlete è stato superiore a quello della gara maschile.

Il podio 1)Tigist Assefa (Etiopia) 2h15'37 2) Rosemary Wanjiru (Kenya) 2h18'00 3) Tigist Abayechew (Etiopia) 2h18'03.

 

Giovedì, 22 Settembre 2022 22:12

Run Card: può essere, ma c'è davvero di meglio

22 settembre 2022 .Raccogliamo e volentieri rilanciamo un post a cura di Par Canegrate, un gruppo sportivo situato nell’omologa cittadina, situata nella periferia ovest di Milano. Siamo ancora a parlare di Run Card: ricordiamo, soprattutto a chi non seguiva (ma anche a quelli di corta memoria), che l’intendimento dichiarato era quello di quello di sostituire nel tempo il cosiddetto tesserino giornaliero, favorendo la migrazione verso i gruppi sportivi. Onde evitare “traumi” ai podisti, diciamo così, occasionali, Fidal aveva pensato (e francamente mi era parsa una buona idea) ad una sorta di traghettamento, ovvero un periodo di adattamento, per poi far confluire i podisti verso i gruppi sportivi. Correva l’anno 2013 o forse 2014, Run Card tuttora è viva ed in buona salute, per la soddisfazione di Fidal (oltre 100.000 tesserati) ed il disappunto dei gruppi sportivi che, oltre ad aver visto poche migrazioni dei podisti verso le loro ASD, hanno invece sofferto per il percorso inverso, e nemmeno usufruito dell'ingresso nel mondo del running di nuovi podisti, quelli che magari hanno cominciato a correre proprio "grazie" al Covid. Sarebbe troppo lungo entrare qui nel merito, di certo questa concorrenza interna (perché di questo si tratta) non ha fatto del bene all’intero movimento.

Il post di Par Canegrate

Perchè abbiamo bisogno di voi!
Perchè l'atletica ha bisogno di voi!
Perchè le società per vivere hanno bisogno di persone, idee, supporto e atleti.
Perchè più siamo meglio stiamo!

La RUNCARD è un ottimo strumento per avvicinare al mondo del podismo molte persone ma sono le società a rendere vivo il movimento.
Per questo vi chiediamo di far parte di un gruppo, far parte di un gruppo non significa necessariamente essere un agonista, far parte di un gruppo sportivo significa allenarsi insieme, gareggiare insieme, condividere emozioni.
Ricordatevi che ogni movimento giovanile, ogni gara, ogni iniziative ha alla base una società di atletica
Atletica PAR è una soluzione ma non la sola, entrate a far parte di una società e vivetela, solo così il nostro splendido sport potrà continuare a vivere.

18 settembre 2022. Ormai non fanno più notizia atleti che corrono sotto i 60 minuti per 21097 metri, ma che riescano a farlo in ben 15 nella stessa gara … non credo sia mai successo, almeno che io ricordi. E il sedicesimo classificato ha corso in 60 minuti netti.

E’ accaduto oggi alla mezza maratona di Copenaghen, per la cronaca vinta dall’etiope Milkesa Mengesha, col notevole tempo di 58’58, media 2’28/km; un ottimo tempo, assolutamente sì, sia pure lontano dal record del mondo di Jacob Kiplimo (57’31). Ma fa decisamente più scalpore il fatto che siano stati 15 ad aver abbattuto la barriera dei 60’, anche se diversi di loro c'erano già riusciti in passato.

Una gara combattutissima, risoltasi solo nel finale, un dato: i primi 7 sono arrivati in un fazzoletto di 26 secondi. Quinto posto in 59’12 per l’emergente atleta del Sudan, Domnic Lobalu. Però il risultato che mi colpisce in mondo particolare è quello dello svizzero, originario dell’Eritrea, Tadesse Abraham: a 40 anni compiuti lo scorso agosto realizza il sogno di correre sotto 60 minuti, realizzando il record personale col tempo di 59’53. A lui è dedicata la foto copertina, scattata in occasione del campionato nazionale svizzero di mezza maratona, da lui vinto, anno 2018.

Gara femminile con tempi più "normali", vinta dall'etiope Tadu Teshome col tempo di 1h06'13.

Ma come si fa ad ottenere un livello di prestazioni così elevato e con tanti atleti? l’ordine di importanza lo decida chi legge. Certamente il montepremi, qui c’erano quasi 60.000 euro a disposizione, e 5.000 euro di bonus record gara; questi soldi li hanno risparmiati, resta nelle mani del keniano Geoffrey Kamworor, che nel 2021 con 58’01 realizzò anche il record del mondo. Probabilmente anche ingaggi adeguati, ma con un montepremi del genere su questo si potrebbe risparmiare; lepri e un percorso super veloce. Aggiungerei anche la popolarità della manifestazioni, anche se molte prestazioni sono state realizzate in manifestazioni relativamente importanti, il cui prestigio era essenzialmente determinato da favolosi montepremi.

Presenti alcuni italiani, il primo dei quali è Yohanes Chiappinelli, che chiude al ventunesimo posto col nuovo primato personale di 1h01’14 (precedente 1h02’18, Napoli 2022). Segue Daniele d’Onofrio, quarantesimo in 1h03’45.

Infine un dato di cronaca, che testimonia la popolarità raggiunta da questa manifestazione danese: 21764 partenti, 21554 classificati.  

 

Domenica, 18 Settembre 2022 15:38

Gallarate (VA) - Galla Run

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18 settembre 2022. Si è corsa oggi la Galla Run Ten, ma anche five per chi aveva meno voglia di faticare o meno allenamento nelle gambe, e pure per le famiglie. Una corsa rigorosamente non competitiva per le vie di Gallarate, con alcuni passaggi davvero belli, come quello nel parco Bassetti, un’area di quasi 4 ettari a disposizione dei cittadini. E oggi anche dei runner.

Cambiata la denominazione da “ la camminata dei due galli” a Galla Run, invece non è cambiato lo spirito della manifestazione, con forte matrice di solidarietà, infatti il ricavato verrà devoluto ai progetti “Donne e Madri Gallarate” e Associazione Ama il tuo Cuore”. Un ricavato interessante dato il buon risultato in termini di partecipazione (800 iscritti) ma senza pesare troppo sulle casse dei podisti. Il costo di 5 euro, indipendente dalla distanza scelta, è davvero basso, in particolare se consideriamo che il cosiddetto gadget era una bella maglia tecnica, premio che generalmente viene fornito con costi di iscrizione ben più elevati. Quindi bravi gli organizzatori e generosi gli sponsor, che del resto hanno ricevuto una bella visibilità.

Il percorso: certamente era una non competitiva, però bello vedere che praticamente tutti hanno rispettato l’orario di partenza, alle 09.30, dalla centralissima piazza Garibaldi. Tracciato piuttosto mosso e quindi … più vario e divertente, del resto non è con i tempi e col crono che si dovrebbe vivere queste genere di corse.

La salita alla chiesa di Crenna, su gradini (denominata “inferno” ma era disponibile l’opzione “purgatorio”, che portava in cima con qualche tornante, corribile) era tanto particolare quanto faticosa, però dopo si scendeva dolcemente e per un lungo tratto, fatto che consentiva di recuperare agevolmente.

Il passaggio nel parco Bassetti ha creato qualche problema di direzione ad alcuni podisti; in effetti qualche indicazione in più ci stava bene, ma ricordando sempre che si trattava di una corsa non competitiva.  

I tempi oggi non contavano, tuttavia il sindaco di Gallarate, Andrea Cassani, si era ripromesso di correre la 10 chilometri sotto i 60 minuti, e ci è riuscito.

In conclusione, Gallarate mancava di corse podistiche e quindi bene aver messo in piedi questa manifestazione, che mi pare abbia complessivamente raccolto dei buoni “numeri”; ora sarebbe bello dare continuità al progetto messo in piedi da Flavio Restelli e il suo staff, certamente Galla Run, ma non solo.

 

Lunedì, 05 Settembre 2022 14:49

Borgio Verezzi (SV) - Vertical Verezzi

Sono Christina Carey e Andrea Aragno i vincitori della decima edizione del Vertical Verezzi, manifestazione organizzata dalla ASD RunRivierRun.

5 settembre 2022. Un vertical che … non è certo un vertical, per come comunemente lo si intende (anche perché se così fosse stato difficilmente ce l’avrei fatta), tuttavia non manca la fatica se pensi che sia facile e magari pretendi troppo, ma non mancano nemmeno le belle viste sul mar Ligure.

Partenza da piazza delle Magnolie a Borgio, si fa un giro largo della cittadina e poi si sale, anche con uno strappo piuttosto cattivo, sia pure breve; la sorpresa è che poi ti fanno scendere, quasi a livello del mare, per poi prendere la strada provinciale che sale verso Verezzi, una vigliaccata. Tuttavia questo primo tratto è utile a prepararsi per la salita finale, sono poco più di 2 chilometri, con i primi 500 metri che mi sono parsi più impegnativi. Dopo la salita c’è tutta (direi una pendenza 8/10%), ma sempre piuttosto regolare e ciò aiuta a prendere il passo. In totale i chilometri da percorrere sono poco meno di sei.

Arrivo situato a Verezzi, circa 200 metri di altezza, un bel borgo di origine saracena, meta turistica direi quasi obbligata per chi capita da queste parti.

Tra gli uomini è Andrea Aragno ( Atl.Fossano) a prevalere col tempo di 21’26, con discreto margine su Marco Parodi (22’49-Maratoneti Genovesi) e Luca Dalmasso (23’37- Podistica Valle Varaita).

Al femminile è la “milanese” Christina Carey a vincere: il virgolettato è d’obbligo, perché è americana del Wisconsin, da anni in Italia e tesserata col team milanese del Don Kenya Run. Suo il tempo di 25’07, davanti ad Alice Minetti (25’52-Atl. Roata Chiusani) e Francesca Giove Cirillo (27’02-Giannone Running). Ora Christina continuerà la sua preparazione, sulla via della maratona di New York.

Sono 110 i partecipanti che hanno concluso il percorso, compresi 15 camminatori.

Pochi? Si, certamente, questa manifestazione ne faceva ben di più, purtroppo il 2022 pare proprio un anno di transizione, lo dimostrano i numeri registrati nella maggior parte delle gare, con cali medi nell’ordine del 20/30%. Sarebbe troppo lungo analizzare qui le ragioni, tuttavia a livello personale applaudo gli organizzatori, qui come altrove, che pur consapevoli di una quasi certa partecipazione limitata organizzano comunque le manifestazioni, offrendo ai podisti l’opportunità di poter gareggiare.

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