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Rodolfo Lollini

Rodolfo Lollini

Venerdì, 22 Maggio 2020 12:05

FIDAL: si può dare di più!

Sono sempre più stupito per la sostanziale inerzia federale in un anno di rinnovo cariche, anche se probabilmente, causa Coronavirus, le elezioni slitteranno. Da che mondo è mondo, in periodo preelettorale, la giunta uscente cerca di fare qualcosa di più per dare un buon ricordo ed accaparrarsi i voti degli indecisi. Qui invece regna l’inazione o il “braccino corto”, ecco tre esempi di quanto si poteva fare e non si è fatto:

Caccia all’untore runner: durante il periodo delle limitazioni all’attività motoria, i runner sono stati spesso apostrofati mentre correvano, anche se nel rispetto delle regole. Talvolta si è passati dalle parole ai fatti. Aggressioni, sputi, sassate, come descrivevamo in questo pezzo. Avete sentito una voce levarsi dalla FIDAL, per ricordare a tutti che il teorema “tutti a casa” aveva delle eccezioni se si correva in sicurezza e nel rispetto delle norme? Niente.

Rimborsi: anche sui soldi sono andati lunghi e non si sono sforzati molto. Mentre altre federazioni rimborsavano prontamente tasse gara per manifestazioni non disputate e decidevano o annunciavano sconti sulle tariffe per la prossima stagione sportiva, in FIDAL si sono mossi in ritardo e solamente regalando il tesseramento giovanile anche per il 2021. Non molto, visto che tanti non avevano ancora fatto il tesseramento. Per i master ovviamente, nessuna mossa, ma tanto si sa che sono solo vacche da mungere. Idem per le società che avevano pagato per manifestazioni cancellate o già rimandate all’anno prossimo. Leggete qui il bel pezzo del collega Lorenzini su questo tema.

Possibilità di dare evidenza all’atletica: questa invece temo che sarà una bella occasione persa. Il campionato del "dio calcio” sarà fermo fino a quasi metà giugno. Sport se ne vede pochino alla televisione. Ma perché non organizzare una gara elite sui 3 o 5 chilometri in un parco da trasmettere in diretta televisiva. Una bellissima passerella per il nostro sport. Invece si pensa solo ai campionati assoluti che saranno ad agosto, vedi qui l’annuncio,  quando i media saranno concentrati su calcio, motorismo ed altri eventi sportivi con più appeal. Una ghiotta occasione persa, si poteva fare ai primi di giugno, come hanno già fatto in Norvegia (ecco qui il pezzo del collega Annoscia, sempre bravo e puntualissimo ad informarci su quanto accade nel mondo). E non venitemi a dire che ci sarebbero stati dei problemi per il contagio, protocolli o quant’altro. Spiegatemi allora com’é possibile che in serie A si allenino 11 contro 11 e noi non si possa fare una gara con una ventina di atleti d’interesse nazionale. Anzi due, una maschile ed una femminile. Evento infinitamente meno pericoloso di una serata di movida in una città a Vostra scelta o del gioco dei bambini in un pomeriggio ai giardini pubblici.

Si può dare di più, cantavano Morandi, Tozzi e Ruggeri a Sanremo nel lontano 1987, canzone vecchia, ma testo tuttora valido in via Flaminia Nuova a Roma.

Lunedì, 18 Maggio 2020 11:28

Diletta sbucciata e gente demotivata

Oggi è lunedì e di solito questo era il giorno in cui la nostra redazione era più impegnata. Resoconti, fotografie, classifiche. Ma sì, anche il giorno giusto per raccogliere qualche protesta verso quell’organizzatore, poco… organizzato. Invece è calma piatta. Nessuna gara, qualche “impresa” via web. Una tristezza.

Poi arriva la notiziona che cambia la giornata. Diletta Leotta cade durante una sessione di allenamento e si sbuccia il ginocchio sinistro, come potete vedere dalla foto. Attenzione: il ginocchio è in basso, sulla sinistra. Fermate le rotative, si cambia la prima pagina. Incidente avvenuto domenica a Milano ed immagino che almeno una certa parte dei runner meneghini si mangino le mani per non essere passati di lì per caso in quel momento, pronti a soccorrere la famosa conduttrice di DAZN. Mentre alcune podiste cominceranno a dire che in fondo la ragazza non è così bella come qualcuno la vorrebbe far passare e poi che si è “rifatta”. Rifatta, ma bene, argomenterebbero i fan più accaniti e poi e poi… basta, fine della notizia.

Adesso di cosa scriviamo? Di protocolli cervellotici che nella pratica impediranno lo svolgimento di qualsiasi genere di manifestazione? Mentre in Repubblica Ceca, belli pacifici, sabato scorso hanno già organizzato una gara di mountain bike di 35 km. Sebbene scaglionati in griglie, erano in 215 ed il gruppone alla partenza molto compatto.

Nel frattempo i nostri politici hanno dato il via libera alla corsa individuale e fortunatamente per noi, smesso di legiferare su una materia che come ampiamente dimostrato in questi mesi, francamente non li vede molto ferrati. Noi continuiamo ad allenarci, ma allenarci per cosa, senza un obiettivo? Difficile restare motivati. Anche per la corsa, auguriamoci quindi che la pandemia si sgonfi velocemente e sia possibile organizzare qualche competizione. In maniera diversa rispetto a prima del virus, ma comunque utilizzando sistemi praticabili e non solo teorici come quelli attualmente pensati.

Con il ritorno alla normalità, il popolo dei podisti può finalmente tornare a correre. Sfortunatamente, oltre a queste buone abitudini, per i runner tornano anche i rischi correlati all’attività all’aperto, specialmente se svolta da donne che ironia della sorte, in ossequio alle norme vigenti, sono invitate a correre da sole. 

Ieri mattina 11 maggio a Roma, quartiere Esquilino, una sessantenne sudcoreana residente nella capitale, è stata aggredita ed ha rischiato lo stupro, sventato solo grazie al pronto intervento di due passanti. Grazie alla loro testimonianza ed a quella della vittima, il colpevole, un trentatreenne etiopico con precedenti penali, è stato arrestato dagli agenti dei Commissariati Castro Pretorio ed Esquilino. 

La donna, è stata trasportata all’ospedale San Giovanni in stato di choc, con contusioni alle gambe e al volto in quanto l’aggressore l’aveva già scaraventata a terra cercando di spogliarla. Per lei è stato adottato il “codice rosa” e successivamente il protocollo speciale in difesa delle vittime di violenza sessuale. Fortunatamente è stata dimessa già nel pomeriggio, con una prognosi di pochi giorni.

Lunedì, 11 Maggio 2020 11:42

Basta poco per tornare ad essere dei mostri

E’ passata solo una settimana, ma sembra un secolo. Siamo usciti ed abbiamo pienamente apprezzato tutto quanto ci pareva scontata normalità. Correre lontano da casa, per i nostri soliti giri. Senza restare attaccati ad una catena lunga 200 metri, come pericolosi cani da guardia. Senza nessuno che ci gridasse “Dove vai scemo?” oppure “Devi morire!”. Siamo tornati trasparenti. Non ci notano più. Al massimo torniamo ad essere quegli stupidi che corrono, bontà loro. In compagnia degli amici di sempre, giusto con qualche accortezza, come mantenere il distanziamento e le mascherine.

Ecco, da quello che ho visto correndo in giro, parlando con altri podisti o vedendo alcune immagini alla televisione, ritengo che il discorso mascherine non sia stato ben compreso da tutti noi. Se praticamente in tutta Italia è ormai possibile correre senza indossare la mascherina, a non tutti sono chiari due concetti. O meglio fanno finta di non ricordarli.

Il primo è che anche quando si corre esistono un prima e un dopo. Due fasi durante le quali si ritorna ad essere cittadini normali, obbligati a coprirsi naso e bocca.

Il secondo è che se mentre corri incontri altre persone, passando vicino a loro, è altrettanto obbligatorio e prima ancora un tuo dovere non diventare fonte di contagio o quantomeno di preoccupazione per il tuo prossimo. Bene cercare di passare al largo, ma se anche al posto di un metro ce ne sono due o tre, credo che tirarsi su la mascherina o una scaldacollo per qualche secondo resti un dovere morale prima ancora che giuridico.

Per favore, continuiamo a restare trasparenti agli occhi dell’opinione pubblica e dei media, non roviniamo l’onorabilità della nostra categoria con comportamenti irresponsabili. Facciamo in modo che i legislatori si occupino di altri argomenti e appena sarà possibile, consentano di ritornare a gareggiare.

Lunedì, 04 Maggio 2020 02:31

Fuga di mezzanotte

I ritocchi del campanile hanno appena scandito le ore dodici. Siamo entrati nella giornata di lunedi 4 maggio 2020, quella della fase 2 e della liberazione dei runner dalle catene. La mano è già sulla maniglia della porta. Sono fuori e m’incammino verso il ritrovo dove incontrerò gli amici di sempre. Partiamo per un giretto di corsa, non ce la facevamo più. E’ una fuga di mezzanotte, ma a differenza del noto film del 1978 dove un americano scappava dalle prigioni turche, qui la sceneggiatura non è affidata ad Oliver Stone e ci sono meno colpi di scena. Però anche noi scappiamo dalla prigionia dovuta alla forzata permanenza a casa o “in prossimità” della stessa.

Subito un bel regalo. Abbiamo appena iniziato, rigorosamente ben spaziati e passa un’automobile con tre ragazze a bordo. Al posto d’insultare ci fanno i complimenti e si capisce che sono sinceri e non canzonatori. Nel giro incrociamo una ventina di altri podisti e tenuto presente che non abitiamo in una metropoli, ma in un comune da circa 20.000 abitanti, non è poi così male pensare che non siamo gli unici pazzi in giro e probabilmente non ne abbiamo incrociati degli altri.

E’ tempo di tornare a casa. Nove chilometri scarsi, non a grande velocità, ma in fondo non siamo dei campioni e la categoria è ormai over 60. Però più che sufficenti e farci finalmente riabbracciare la nostra beneamata congiunta. Si chiama Corsa.

Le precisazioni del Governo Italiano relative alla Fase 2 sono arrivate ieri sera con queste FAQ, acronimo inglese che tradotto in italiano significa “risposte alle domande più frequenti”. Tra i punti che necessitavano delucidazioni vi erano quelli relativi all’attività motoria. Buone notizie, anzi buonissime per tutti i runner che possiamo così riassumere:

  • Si potrà correre in tutto il territorio regionale, compreso parchi e giardini
  • Per recarsi nel luogo scelto per svolgere attività motoria sarà possibile utilizzare mezzi privati o pubblici
  • Non sarà più necessario precompilare il modulo di autodichiarazione
  • Non sarà obbligatorio l’uso delle mascherine salvo quando s’incontrano altre persone

Tutto ciò premesso non va dimenticato che:

Quindi attenzione alle ordinanze regionali: precisabili caso per caso, vista la continua evoluzione della materia, ma la protezione di naso e bocca a volte è obbligatoria. A tal proposito potrebbe essere utile usare uno scaldacollo. Attenzione anche a quanto stabilito dai comuni che possono autonomamente decidere di non riaprire parchi e giardini. Ad esempio Milano riapre, ma è pronta a fare marcia indietro, mentre Monza aspetta prima di mettere a disposizione il suo meraviglioso polmone verde, troppo ampio per essere efficacemente controllato. Attenzione anche a quelle amministrazioni comunali che sostanzialmente hanno bloccato tutto, come Opera MI, ma non è detto sia un caso isolato

Se poi volete andare in montagna o comunque lontano da casa per fare una corsa, anche questa opzione è consentita. Potete prendere l’auto o i mezzi pubblici e recarvi nel luogo prescelto. In teoria non serve l’autodichiarazione, ma forse almeno nei primi tempi varrebbe la pena di prepararla ugualmente.

Ricordando che le disposizioni partono da domani, questo è tutto a domenica 3 maggio 2020 ore 12 circa. Poi, come diceva Lorenzo il Magnifico: “di doman non c’è certezza”.

 
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Sabato, 02 Maggio 2020 18:33

Campania: De Luca perdona i "cinghialoni"

E’ sempre molto difficile seguire l’evoluzione normativa nelle regioni, specialmente quelle molto “effervescenti” sotto questo punto di vista. Come in Campania dove dal 4 maggio sarà possibile correre, ma solo dalle 6 alle 8,30 del mattino. Niente mascherina, ma rispetto nel rispetto del distanziamento sociale.

La nuova ordinanza del 2 maggio, smentisce quella emessa meno di 24 ore fa che a sua volta annullava una precedente apertura alla corsa. In sostanza il vulcanico Presidente Vincenzo De Luca, dopo aver consentito la corsa ed altre attività aveva constatato l’affollamento che si era creato in alcune zone ed in particolare sul lungomare di Napoli, come illustrato dal collega Annoscia in questo articolo. Da qui la sua sfuriata contro i "Cinghialoni della mia età senza mascherina tra i bambini, da arrestare a vista" come illustrato nel video. Oggi perdonati. Non si sa fino a quando...

Sabato, 02 Maggio 2020 16:50

Quanto si potrà correre lontani da casa?

TUTTE LE RISPOSTE A QUESTI INTERROGATIVI LE TROVATE CLICCANDO QUI, NELL'ARTICOLO DI AGGIORNAMENTO

Lunedì 4 maggio, con l’entrata in vigore del nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 aprile scorso, come indicato al punto 1 f), sarà: “… consentito svolgere individualmente, ovvero con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti, attività sportiva o attività motoria, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l'attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività” (ndr: distanza di 2 metri che ritengo insufficiente, come argomentato in questo mio articolo).

Tutto chiaro? Per molti no, in quanto caduto il precedente concetto di “prossimità all’abitazione” ed al tempo stesso non dando alcuna indicazione a riguardo della distanza massima da casa, c’è chi interpreta liberamente e considera possibile correre in tutta la regione. Problema questo a cui sono più sensibili i ciclisti amatori, in bici si va più lontano, ma che tocca anche molti runner che magari abitano al confine con altre amministrazioni comunali o più semplicemente, macinando qualche chilometro, anche senza fare lunghi giri si ritrovano a sconfinare nel territorio di un altro comune.

Dal mio punto di vista, secondo quanto indicato ai punti precedenti del summenzionato decreto, i motivi per poter girare nella regione si limitano alle necessità lavorative, di salute approvvigionamento alimentare, a cui si aggiunge la new entry “visita ai congiunti”.  Quindi l’attività motoria è esclusa, anche se qualcuno potrebbe obiettare che la corsa è l’unico vero amore della sua vita… In effetti sul modulo di autocertificazione non troviamo una voce “attività motoria”.

Staremo a vedere. Fonti governative assicurano che sono imminenti altre delucidazioni. Di certo, una volta chiarito questo punto, non dovremo dimenticarci delle disposizioni locali. A livello regionale cercheremo di fare una cartina delle ulteriori restrizioni, prime fra tutte quelle relative al raggio di azione dei runner ed all’obbligo della mascherina. Purtroppo non potremo fare lo stesso per quanto riguarda i quasi 8000 comuni italiani, dove già fioccano novità. Abbiamo già l'esempio del blocco quasi totale ad Opera MI, o di limitazione al territorio comunale a Cusago MI, giusto per citarne un paio.

Con la benvenuta ripartenza delle attività motorie senza l’obbligo di restare nei pressi della propria abitazione, molti podisti rimetteranno il naso fuori casa. Anche perché noi tutti ci auguriamo che al netto delle disposizioni in materia, la vergognosa parentesi della caccia all’untore-runner si sia definitivamente conclusa. Con buona probabilità, uscendo chiameremo i compagni di sempre per correre insieme, beninteso nel rispetto delle regole. Quello che ci preme di far notare è che anche mantenendo il “distaccamento sociale” richiesto dal Decreto della Presidenza del Consiglio o dalle varie ordinanze locali, ovvero al massimo 3 metri nel caso migliore, potremmo correre il rischio d’infettarci correndo in scia ai nostri amici.

Queste sono infatti le conclusioni di una ricerca dedicata ai runner ed ai ciclisti, condotta da Bert Bolcken e Fabio Malizia dell’University of Technology di Eindhoven (NL) e del Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Leuven (B), in collaborazione con T. van Druenen  e T. Marchal. Ecco qui il link dello studio: “Towards aerodynamically equivalent COVID‐19 1,5 m social distancing for walking and running".

Per chi non avesse la conoscenza della lingua inglese o tempo e voglia di leggerlo, riassumiamo qui di seguito le conclusioni che peraltro simulano un caso neutro, ovvero in assenza di vento. Se si rimane in scia si suggerisce di mantenere una distanza di 5 metri se si cammina a 4 km/h nella stessa direzione di marcia, di 10 metri se si corre o pedala lentamente a 14,4 km/h (equivalenti a 4’10” al chilometro) e di 20 metri alla velocità di 30 km/h. Ovviamente in questo ultimo caso ci si riferisce solo ai ciclisti. Se invece si procede affiancati o “sfalsati” in diagonale, insomma non in scia o a ruota per usare una terminologia ciclistica, il rischio di catturare particelle di saliva di chi ci precede diminuisce notevolmente. Precauzione da tenere anche in caso di sorpasso, da effettuare stando molto “larghi”.

Ecco un video che spiega meglio di tante parole.

https://www.youtube.com/watch?time_continue=18&v=PLsuUz4m5Lg&feature=emb_title

Quindi Vi auguro buone corse o anche pedalate, ma mi raccomando: state attenti e mantenete la distanza di sicurezza!

 

Martedì, 28 Aprile 2020 11:47

Liberi tutti dal 4 maggio, ma siamo sicuri?

Le parole del premier Conte sono state chiare, almeno per quanto riguardava il capitolo running. Dal 4 maggio si potrà correre. Senza divieti specifici rispetto ai tempi pre coronavirus. Basta col concetto di prossimità, basta coi 200 metri, basta mascherina, salvo che la pratica dovrà essere individuale e bisognerà tenere conto del distanziamento sociale. Resta tuttavia un punto interrogativo, ovvero come reagiranno gli enti locali. Fino ad oggi siamo stati invasi da ordinanze regionali, provinciali e comunali che nella pratica hanno creato un’Italia podistica a più velocità. Dai posti dove proprio non si poteva mettere piede fuori per correre, come in Emilia-Romagna, Val d’Aosta, Campania e Sicilia al “paradiso” della provincia di Bolzano. Ultimamente anche in alcune delle zone più “cattive” si è fatto marcia indietro, tuttavia la situazione resta frammentaria.

Il quesito che sorge spontaneo è dunque il seguente: visto che le regioni sicuramente emetteranno nuove ordinanze, quelle attuali sono sincronizzate al precedente DPCM con la scadenza al 3/5 pv, ci saranno delle “novità” anche per i podisti? Cosa estrarranno dal cilindro i "prestidigi-governatori"? Cosa s’inventeranno a livello di mascherine, distanze e cineserie assortite per complicarci ancora la vita? Noi speriamo di no, ma nutriamo un certo pessimismo, specialmente per alcune regioni. Speriamo di essere smentiti. Nel frattempo incrociamo le dita.

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