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Set 28, 2019 591volte

Doha: Maratona femminile, vince Ruth Chepngetich tra caldo e ritiri

Vince Ruth Chepngetich Vince Ruth Chepngetich Foto Getty Images/IAAF

27 Settembre - In una maratona condizionata da caldo ed umidità, con andatura lentissima per terminare “comunque” la gara,  è la favorita della vigilia, la 25enne keniana Ruth Chepngetich, ad aggiudicarsi il titolo mondiale in 2h32'43" davanti alla campionessa uscente, Rose Chelimo (Bahrain), seconda in 2h33'46", e a Helalia Johannes (Namibia), 39enne, terza in 2h34'14". 

Innumerevoli i ritiri, tra cui segnaliamo anche quello dell’altra azzurra, Giovanna Epis, dopo il 29 km, seguito a quello di Sara Dossena già descritto al seguente link: http://www.podisti.net/index.php/cronache/item/4913-sara-dossena-infiammazione-al-piede-sinistro-come-correra-stasera.html

32,7 gradi, umidità al 73,3%,  tanti malori e ritiri (28 e 40 finisher), 2h32:43 il tempo più lento della storia per una vittoria mondiale. In rapida sintesi la maratona mondiale femminile.  

La Chepngetich riporta l’oro mondiale in Kenia sei anni dopo il successo di Edna Kiplagat, oggi quarta in 2h35:36.

La gara

Partenza alle 23.59 locali (le 22.59 italiane); il percorso si sviluppa su un circuito di 7 km lungo la Corniche, il lungomare cittadino, perfettamente illuminato.

La gara, partita su ritmi lenti per il caldo, al 5° km, con passaggio in 18:21, vede al comando un gruppo formato da 25 atlete tra cui Sara Dossena, 24^ in 18:26. 35^ Giovanna Epis in 18:38.

All’8° km si ritira la etiope Roze Dereje

Al 10° km, passaggio in 36:44, in testa sempre il gruppo compatto (tra cui le keniane Visiline Jepkesho e Chepngetich, l'etiope Ruti Aga, Rose Chelimo –Bahrain-, l'israeliana Salpeter). Dossena è 22^ in 37:08, Epis 30^ in 37:43.  

Al 12° km si ferma Sara Dossena.

Al 15°, passaggio in 54:01, in testa un gruppo di 5 atlete composto da Chepngetich, subito ripresa dopo il primo tentativo di fuga, da Jepkesho e Kiplagat, dalla namibiana Johannes e da Rose Chelimo. Si stacca Lonah Salpeter, staccata di quasi un minuto; si ritira la etiope Aga. 30^ Epis in 57:42.

Al 20°km, passaggio in 1h12:34, sempre in testa il suddetto quintetto; segue a 52” Salpeter, poi Desi Jisa Mokonin (Bahrain), la campionessa d'Europa Volha Mazuronak e la portoghese Rocha. Si ritira l’altra etiope Roza Dereje. Epis è 31^ in 1:18:26.

Al 25° km, passaggio in  1h31:01, guidano Chepngetich, Kiplagat, Chelimo e Johannes; si stacca Jepkesho, quasi ripresa da Lonah Salpeter, che segue a 16”. Epis è 33^ in 1h40:25.

Tra il 28° e il 29° km si ferma anche Giovanna Epis.

Al 30° km, passaggio in 1h49:13, e al 35° km, passaggio in 2h07:23, guidano sempre Chelimo, Kiplagat, Johannes e Chepngetich. Si ritira anche Salpeter.

Al 36° km si produce in un allungo Ruth Chepngetich che stacca le compagne di fuga, con la sola Chelimo che contiene il distacco a soli 15 secondi. Seguono Johannes e Kiplagat, Intanto, si registra il ritiro di Eshete, Demise e della britannica Purdue.

Al 40° km comanda solitaria Ruth Chepngetich, che passa in 2h24:52, avviandosi verso la vittoria; segue a 30 secondi Rose Chelimo;  Helalia Johannes è terza  con 22” su Edna Kiplagat.

Quinto posto per la campionessa europea, la bielorussa Volha Mazuronak in 2h36:21, sesta la statunitense Roberta Groner in 2h38:44, settima la giapponese Mizuki Tanimoto in 2h39:09, ottava la nordcoreana Ji Hyang Kim in 2h41:24, nona la canadese Lyndsay Tessier in 2h42:03, decima l’altra nordcoreana Un Ok Jo in 2h42:23.

Le prime dieci classificate sono già qualificate per Tokjo 2020.

Le dichiarazioni delle italiane nel post gara

Dossena: “Per me un ritiro è una cosa inaspettata in qualsiasi gara, soprattutto a un Mondiale. Sono svenuta al 12° km per il caldo e l'umidità, altrimenti avrei chiuso anche camminando, ma l’avrei portata a termine. Mi dispiace tantissimo, però le condizioni sono davvero proibitive. Non è più una maratona, ma una corsa a chi arriva. Per la squadra avrei finito sui gomiti, non mi hanno fatto continuare per ovvie ragioni. Ho perso quattro giorni di allenamento per uno stato infiammatorio al piede, ma nella condizione fisica in cui mi trovo non era importante e non è quello il motivo del ritiro. Provo delusione, non mi volevo fermare”.

Epis: “Lavorare duro per tutta la stagione e ritirarsi al primo mondiale di maratona con la scritta Italia sul petto è l’incubo di ogni atleta - il suo commento - Ci ho messo tutta me stessa finché il fisico me lo ha permesso. Tutto ciò mi servirà per arricchire la mia esperienza”.

 

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