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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

Giulio Gallera, 51enne assessore al Welfare della Regione Lombardia, è oramai un volto familiare a tutti gli italiani, per le sue apparizioni quotidiane in televisione nella conferenza stampa dalla sede della Regione, in una Lombardia terra di massimo contagio del covid-19 in Italia. 

Nel periodo di massima emergenza sanitaria, l’avvocato Gallera è apparso sempre deciso sin dal primo giorno di emergenza nell’affrontare le difficili situazioni, difendendo i medici e i sanitari dell’Ospedale di Codogno persino contro il premier Conte, o nel cercare di reperire mascherine adeguate non esitando a definire “carta igienica” quelle fornite dalla Protezione Civile. 

E’ stato, giocoforza, tra i primi a comprendere la gravità della situazione lombarda, a chiedere provvedimenti e chiusure al governatore Fontana e al governo centrale, come il cosiddetto lockdown e poi l’obbligo di indossare mascherine. 

Tutto questo senza mai perdere il sorriso e infondere sicurezza, anche perché occorre dare il buon esempio mostrando serenità ai cittadini in questa difficile situazione. 

Sicurezza che forse gli deriva anche dal fatto di essere un podista, un amante della corsa, uno sportivo, come si può evincere anche dal suo sito: “Sono un amante dello sport, mi piace correre, da anni partecipo alla Stramilano e ad altre gare podistiche amatoriali, non perdo occasione per vestire la maglia della squadra di calcio di Palazzo Marino o per godermi una bella discesa su un paio di sci. Ma la mia più grande passione, insieme alla politica è il Milan, da sempre la mia squadra del cuore”.

E, in effetti, Gallera, spesso presente come rappresentante delle istituzioni alle conferenze stampa di presentazione delle manifestazioni milanesi (Stramilano, Milano marathon, ecc.), il giorno della gara non si limita a consegnare il premio ai vincitori, ma quando può va anche a correre: consultando il sito della Fidal, si scopre che il nostro assessore, tesserato per l’Atletica Stramilano, ha corso anche otto mezze maratone: Crema, Cernusco sul Naviglio (2 volte), Lodi, Monza (2), Padenghe sul Garda e Varigotti, con un personale di 1h58:25. 

 

Giulio Gallera

Ulteriore conferma si è avuta in un’intervista che Gallera ha rilasciato a Emanuela Fiorentino per Panorama del 1° aprile, dove l’assessore confessa che prima della pandemia correva una volta a settimana, in genere per 15 chilometri, e di aver corso come massima distanza per due volte la Cortina-Dobbiaco di 30 chilometri. Per il 2020 si era iscritto alla maratona di Praga del 3 maggio, sarebbe stata la sua prima 42195 metri, ma chiaramente ogni progetto è saltato.  Ma Gallera chiude l’intervista con il desiderio, una volta finito tutto, di riprendere a correre e che: “Magari mi preparerò per un’altra maratona. Forse quella di New York”.

Un messaggio che ora può apparire lontano, fortemente lontano, ma che rappresenta il desiderio comune degli abitanti di tutto il mondo, di tornare a vivere liberi, nell’abituale sana normalità, comprese corse ed allenamenti vari, all’aria aperta.

 
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“Io resto a casa” recita lo slogan attuale, in clima di pandemia da covid19. Ma per un podista è difficile rimanere in casa inattivo, e il 35enne Fabio Faggiani di Tolfa, paesino vicino a Civitavecchia, ne è  la prova vivente.

Il buon Fabio, che era iscritto alla Maratona di Milano del 5 aprile, ha infatti corso il sabato precedente in casa per 70,400 km, 42 dei quali girando intorno al tavolo del soggiorno in un perimetro lungo solo 15 metri,  completando 2.800 giri, e gli altri 28 km nel cortile di casa, in un perimetro di 25 metri, girando 1.120 volte, per un totale complessivo di 3.920 giri che corrispondono a 70 km e rotti. “Non importa cosa trovi alla fine di una corsa. L'importante è quello che provi mentre stai correndo. Amo correre, è una cosa che puoi fare contando sulle tue sole forze, sui tuoi piedi e sul coraggio dei tuoi polmoni. Dedico questa impresa a tutti i professionisti della sanità che giorno dopo giorno stanno cercando di salvarci dal baratro in cui sembra di essere precipitati: spero che questa sfida possa comunque servire come esempio

Un'impresa che Fabio, impiegato al centro distribuzione Conad Tarquinia, ha iniziato nel salotto alle 4 del mattino di ieri 10 aprile ed ha corso per nove ore. Ora dichiara: “Mi piacerebbe se un giorno mi chiamasse Gerry Scotti per fare il Guinness World Record, infatti ho sicuramente fatto più km del maratoneta professionista cinese di Wuhan, diventato famoso per la maratona corsa intorno al letto".

E, intanto, un po’ famoso Fabio lo è diventato, tanto da finire in tv ospite dei "Fatti Vostri", la trasmissione di Raidue condotta da Giancarlo Magalli.

 

 
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Tanti, troppi i sacrifici per preparare la Milano Marathon e poi d’un tratto, causa epidemia per coronavirus, l’impossibilità di rifinire la preparazione, e l’annullamento della gara.

Paolo Brumana, 41enne bancario di Venegono Superiore (VA), con un recente, ottimo personale sulla distanza di 2h48:04 a novembre a Ravenna,  che si prometteva di migliorare proprio a Milano, racconta: “La mia intenzione era proprio quella di gareggiare alla Milano Marathon per migliorare il personale: puntavo a limare qualche altro minuto e concludere intorno alle 2 ore e 45′; e così, dopo l’annullamento della gara, ho deciso che non potevo sprecare tutto l’allenamento fatto in questi mesi. Preparare una maratona per realizzare certi tempi non è facile, specie per chi come me deve incastrare gli allenamenti tra gli orari di lavoro. Ho iniziato il percorso ai primi di dicembre, ma ormai da tempo non uscivo a correre per via della quarantena, visto che ho smesso intorno al 12-13 di marzo, qualche giorno prima del blocco totale perché, pur correndo in zone riservate, senza di fatto rischi di contatto, per rispetto di chi si stava sacrificando ho preferito fermarmi. Però, appunto, mi sembrava brutto lasciare perdere del tutto e ho deciso di provare una maratona casalinga”. 

E allora la grande intuizione di correre nel vialetto che porta dal garage al cancello della sua abitazione, proprio nella domenica in cui si sarebbe corsa la 20^ edizione della maratona meneghina.   
Percorso di 35 metri da ripetere oltre 1205 volte, a sostegno l’intera famiglia: “Sono stati splendidi: hanno fatto i turni per assistermi con rifornimenti di acqua, gel energetici, banane e spugnaggi, in modo che io potessi bere, mangiare e rinfrescarmi. E negli ultimi chilometri hanno fatto il tifo, per aiutarmi a non mollare»

Paolo ha chiuso in 3h34’ la dodicesima maratona della sua vita,  “un tempo che in gara mi avrebbe fatto sotterrare dalla vergogna, ma per la maratona nel giardino di casa è comunque un bel ritmo.”

D’accordo con lui, augurandogli di rivederlo presto libero sulla strada, magari a migliorare ancora il primato personale.   

 
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Gli insulti ricevuti da un automobilista mentre si allenava per strada nei primi giorni di emergenza coronavirus, che hanno destato il suo senso di responsabilità, oltre all’esigenza di rispettare le sempre più ferree limitazioni, hanno convinto Damiano Belliotti, assicuratore di Boltiere (a sud di Bergamo, quasi sull'Adda) a correre a domicilio, prima sul tapis roulant e poi – molto meglio - nel giardino di casa.

Ricavato un tracciato di 100 metri, Damiano ha puntato sulla maratona: ha informato la moglie, che inizialmente pensava fosse uno scherzo, ha creato un’area ristoro sul prato e alle 10,00 ha cominciato.  

“Non ci ho pensato molto: mi sono svegliato e trovando la giornata ottimale a livello di clima, ho deciso di correre la maratona per cui mi ero preparato (avrebbe partecipato alla Maratona di Milano del 5 aprile) direttamente in giardino. Ogni due chilometri ho cambiato il senso di marcia, per non affaticare sempre la stessa gamba durante le curve, e ogni sei chilometri facevo una piccola pausa al ristoro”.

422  i giri complessivi, che Damano ha completato in poco più di 5 ore, terminando alle 15,30.

Ma c’era anche un fine benefico: “Ho deciso di donare un euro per ogni chilometro percorso, che avrei quadruplicato in caso di completamento della maratona. Con questa motivazione sono riuscito a completare l’impresa, donando anche 168 euro agli ospedali di Treviglio e Romano”.

E la sua generosità è stata subito seguita dagli altri atleti della sua società, i Podisti Faresi, che hanno raccolto e donato altri mille euro ai suddetti ospedali.

Il giorno dopo, molti gli acciacchi e i dolori per Damiano, che ha simpaticamente commentato: “Un’altra maratona in giardino? Mai più. La prossima volta donerò anche senza correre”.

 

 
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Ha scalato l’Everest pur stando in casa: Alex Tucci, architetto paesaggista e ultra trail runner di Atessa (PE), ha salito i 32 scalini  con un alzata di 20cm - per 90.176 volte raggiungendo, in sette giorni, dal 23 al 29 marzo, quota 9248 metri di altezza! E tutto per sensibilizzare a rimanere in casa e per raccogliere  fondi…

 “Non mi sarei mai aspettato nella mia vita di fare un’esperienza simile fra le mura di casa.  Devo dire che è stato tutto piuttosto divertente, diversa e stimolante soprattutto per la grande adesione che c’è stata e spero che continuerà ad esserci nei prossimi giorni con la raccolta fondi contro il coronavirus. Sicuramente solo ai tempi della quarantena potevo realizzarla. Amo correre all’aperto e mi mancano le montagne, ma per il momento mi sono accontentato di ‘scalare’ i gradini di casa”, le parole di Alex. 

E Alex, che ha pensava di chiudere la raccolta in favore dell’Ospedale di Atessa al termine della sua prova, ha deciso di lasciarla ancora aperta, con la possibilità di donare al seguente link https://www.gofundme.com/f/oltre-l039everest-contro-il-coronavirus?utm_source=customer&utm_medium=copy_link&utm_campaign=p_cf+share-flow-1&fbclid=IwAR1_34FkcBaovUTH7RA6iqzHT3JdA0mOTM4oUubFl0cIfL2DyGuuvtW79sM 

1000 euro sono stati già raccolti. 

Christian Modena, altro amante delle corse in montagna, a Mori (TN) ha festeggiato il compleanno salendo i 35 scalini della scala di casa sua, con un’alzata di 18 cm, per 770 volte, raggiungendo quota 4851 metri sul livello del mare (26950 scalini) in 5h05:44.

Su Facebook ha così commentato la sua impresa: “Ho festeggiato in modo speciale.. Una gara tutta mia, le scale di casa. Sarò uno sciocco, mi sento come alla fine del Tor des Geants, ma sono felice... Un pensiero Vero, Sincero, a chi sta soffrendo...Noi italiani siamo dei duri, nello sport, e nella vita, e ci rialzeremo”.

 

 

Doppietta casalinga per il 36enne riccionese Andrea Gregorini, maratoneta per passione e lavoratore nel campo edile, che nel giardino di casa, a distanza di pochi giorni, ha prima corso la mezza maratona e poi, non contento, ha doppiato la distanza, disputando l’intera distanza di maratona.   

Il 31 marzo, sul tracciato di 40 metri ricavato nel giardino, Andrea dopo 528 andirivieni, in 1h46’33” aveva completato 21200 metri, insomma una mezza maratona.    

Ma l’appetito vien mangiando, e così, anche sfruttando l’invito del sito Altarimini, che ha per diversi giorni lanciato una sfida tra maratoneti casalinghi, anche al  fine di scoraggiare fughe da casa, Gregorini, che ha all’attivo la maratona di Firenze del 2017 chiusa in 3ore e 9 minuti, ha deciso di provare la maratona… in casa. 

Venerdì 3 aprile, sempre sul tracciato di 40 metri, ha girato per ben 1055 volte, raggiungendo la distanza di 42200 metri in 5h09’42, ottenendo dunque un magico bis, fonte di grande soddisfazione.  

Di seguito il breve filmato della sua maratona in giardino: https://www.youtube.com/watch?v=DSjMi-P_rRE&feature=youtu.be

 

 
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8 aprile - La World Athletics, dopo aver comunicato il posticipo di un anno dei Campionati mondiali di atletica leggera, a seguito del rinvio delle Olimpiadi di Tokyo causato dall’emergenza Coronavirus, ha ufficializzato le date: si svolgeranno dal 15 al 24 luglio 2022, sempre ad Eugene nell'Oregon (Stati Uniti). 

L’anticipo rispetto al consueto mese di agosto è motivato dalla presenza in calendario sia dei Giochi del Commonwealth di Birmingham (27 luglio-7 agosto) che dei Campionati europei multisport di Monaco di Baviera (11-21 agosto). 

“Saranno sei settimane di grande atletica - le parole di Sebastian Coe, presidente della federazione mondiale - e il principio-guida nella ricerca di nuove date era di assicurare che ci fosse uno spazio sufficiente per gareggiare anche in altri eventi e di non danneggiarli, perché sono molto importanti per il nostro sport. Crediamo così di aver trovato una soluzione. Non lo avremmo desiderato, ma questo ci darà un’opportunità unica di promuovere l’atletica”.

L’ultima edizione dei Mondiali si è disputata nello scorso autunno a Doha, in Qatar (27 settembre-6 ottobre 2019); dopo Eugene, l’appuntamento per la successiva edizione è a Budapest dal 19 al 27 agosto 2023.

 

8 aprile - E’ scomparso questa notte a Potenza Donato Sabia, 56 anni, mezzofondista di valore mondiale: a portarlo via il maledetto covid-19, che giovedì scorso aveva ammazzato anche il papà. 

Da qualche giorno ricoverato in terapia intensiva al San Carlo di Potenza, sembrava aver dato segni di reazione e di ripresa, poi il terribile epilogo.   

Sabia, 56 anni, è stato mezzofondista di livello internazionale: due volte finalista olimpico degli 800 metri piani, a Los Angeles 1984 e a Seul 1988, chiudendo rispettivamente in quinta e settima posizione, si era laureato campione europeo indoor a Goteborg, sempre negli 800, nel 1984. Con un personale di 1’43”88 (ancora oggi la terza prestazione italiana di sempre), Sabia aveva corso gli 800 ben quattro volte sotto 1’45”. Nel 1984 stabilì anche la miglior prestazione mondiale dei 500 metri, 1’00”08, rimasta imbattuta per oltre 29 anni. Peccato per i tanti, troppi infortuni che non gli hanno mai permesso di esprimere tutto il suo potenziale.   

Lo conoscevo personalmente, una persona seria, discreta umile, forse troppo sportiva e poco politica, tanto da non durare molto alla presidenza del Comitato Regionale di Basilicata, poi commissariato. 

Di seguito il ricordo del presidente federale, Alfio Giomi: “Una tragedia nella tragedia,  Donato era una persona a cui non potevi non voler bene”. Anche Stefano Mei, suo compagno di nazionale negli anni Ottanta, lo giudica "il ragazzo più forte e più onesto che abbia mai conosciuto", che avrebbe potuto issarsi ai vertici mondiali se muscoli e tendini glielo avessero permesso. Sulla stessa lunghezza d'onda Sandro Donati, che fu suo allenatore e lo definisce "un eroe, uno dei migliori rappresentanti dell'atletica vera".

Al seguente link il giorno del personale degli 800, a Firenze, il 13 giugno 1984: https://www.youtube.com/embed/BerZf7MRHPo?feature=oembed

 

 

 

 

 
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Il 33enne ultramaratoneta argentino Mariano Nieto ha deciso di correre, sabato 28 marzo, una 100 chilometri nel cortile interno della propria abitazione a Chacabuco (Buenos Aires), per “dare l’esempio a chi non rispetta la quarantena ed esce per allenarsi. Dopo aver visto il numero di persone che escono di casa senza rispettare la quarantena, mi sono ripromesso di dimostrare che a casa possiamo fare tutto, anche correre per 100 chilometri”. 

Mariano è un ultramaratoneta amante delle gare  lunghe di montagna, tanto che l’ultima sua impresa è stata la durissima Aconcagua Ultra Trail, di 100 chilometri (con un altimetria pazzesca!), chiusa in 14 ore e 51 minuti, e che aveva già in programma una 110k in Patagonia.

“Il tempo lo hai, lo si trova, se uno lo vuole davvero. Ho 33 anni e  lavoro. Il mio tempo da dedicare agli allenamenti è uguale a quello di tanti  altri, la differenza sta nel decidere di sfruttarlo”, le sue parole.

E così, individuato un percorso di oltre... 65 metri, Nieto, partito alle ore 8.00 ha effettuato più di 1500 giri, concludendo la sua 100km in 7h04:21, con una media di 4:15 al chilometro, favorito anche dal tracciato pianeggiante, senza vento, poco sole e il supporto della famiglia che ha provveduto a fornirgli bevande e gel energetici.

Correre per cento chilometri è massacrante, ma correre questa distanza al chiuso di un giardino, senza distrazioni e applausi, ripetendo di continuo il medesimo giro porta ad un notevole consumo di energie mentali, oltre che chiaramente fisiche.

E Nieto ribadisce: “Sapevo che avrei dovuto affrontare una sfida contro la mia mente e non contro il mio fisico… Se ti piace correre, puoi farlo ovunque. Ho visto persone che hanno corso cinque chilometri attorno al tavolo a casa. Quando corri su una montagna per 14 ore, la grande sfida è battere la testa. Ci sono molte tattiche per distrarsi. Nel mio caso ne ho due: invento storie e non guardo l’orologio”.

La sua impresa è stata trasmessa in diretta su Instagram con l’invito a tutti gli spettatori ad unirsi da casa per fare l'accompagnamento virtuale, come è stato fatto da tante persone che hanno contemporaneamente corso nei loro salotti, terrazze o nei soggiorni intorno al tavolo

 

 
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Con le prime misure per prevenire la diffusione del virus Covid 19 a Dubai, una coppia di sudafricani ha pensato bene di emulare i podisti italiani che si sono resi protagonisti di maratone casalinghe e ha dato vita alla 1^ Balcony Marathon.

Il 41enne Collin Allin e la moglie Hilda hanno così percorso il loro terrazzo lungo 19 metri la bellezza di 2223 volte per superare abbondantemente 42200 metri. 

La prova, cominciata alle 6 del mattino, è durata complessivamente quasi 7 ore, di cui 5h09:39 effettivi, comprese le pause per riposarsi, per raggiungere l’obiettivo in maniera positiva senza stressarsi  

Geena, la loro figlia di 10 anni, ha assistito i genitori curando il ristoro fornito di acqua, bevande e cibo energetico,  allietando la loro impresa con musica e persino accompagnandoli correndo il 1° chilometro. Utilissimo anche il caloroso apporto dei vicini, che hanno fatto foto e applaudito a lungo i due maratoneti.  

Al termine dell’impresa hanno lanciato la voglia di estendere questa esperienza annunciando di voler organizzare “una corsa globale e più inclusiva, per tutte le persone in isolamento per aiutare le persone a scrollarsi di dosso la tristezza da coronavirus”.    

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